domenica 10 agosto 2008

ci vidiamo in outunno (milano 12 maggio 2006)


Concerto di Bruce Springsteen & the Seeger Session Band
Una giornata davvero meravigliosa sotto tutti i punti di vista.


L’arrivo al forum e il ritrovare vecchi amici, l’organizzazione delle code
che da lì a poco si tramuterà in un qualcosa di troppo perfetto per essere fatto in italia.

A questo proposito apro una parentesi ( e poi la chiudo )


No, scherzi a parte, il modo in cui il grande Remo (o Nemo) di Genova ha

gestito la coda e soprattutto la disponibilità della security, hanno reso
possibile per chi era li dalla notte prima o chi come me era comunque
arrivato alle 7.30 ed era 125° di non cuocersi sotto il sole e di avere
comunque diritto al pit. Poi che oltre ai 250 del cancello laterale siano
entrate altre persone sinceramente non lo trovo così scandaloso. Ci saranno
state 400 persone nel pit e c’era ancora spazio, era impensabile che ne
lasciassero solo 250. Le prime 250 si sono fatti una giornatina serena,
senza appelli o code ammassati, poi per gli altri è valsa la legge del più
veloce. Poi i braccialetti scambiati e riciclati, beh, fatti loro.


Dopo un’attesa così, fatta di chiacchiere e cibo, poi chiacchiere e cibo ed

infine solo cibo, il concerto a mio avviso è stato devastante.


Premessa. Al primo ascolto dell’album, il mio commento è stato: mah. Si
bello, si il piedino non stava fermo, si we shall overcome… ma qualcosa non
tornava ed è tornato solo dopo qualche ascolto.
Per me non è un disco
facile, ho dovuto abituarmi all’idea che quella musica lì (che tutto sommato si mi piace ma non è che la ascolti tutti i giorni) veniva suonata da bruce (che lui si che ascolto tutti i giorni); ho dovuto abituarmi alla contraddizione tra una musica festosa e trascinante e testi spesso agghiaccianti (ma del resto questo binomio sta alla base della musica
tradizionale americana); ho dovuto fare l’orecchio ai 324 strumenti suonati, che all’inizio sembravano un tantino troppi.

Insomma non è un disco che mi è
piaciuto al volo come the rising, né mi ha subito emozionato come devils and dust. Poi mentre serenamente mi preparavo a convivere col fatto (che magari prima o poi succederà davvero) che un disco di bruce non mi piacesse, mi è entrato dentro.


E come avevo già scritto, per la prima volta in 10 anni, andavo ad un
concerto di bruce senza avere un’idea di cosa sarebbe successo.




La serata, beh è lì, chi c’era l’ha vissuta. Io raramente sono uscito così
stanco da un concerto (soprattutto dopo aver fatto zero fatica in coda),
raramente mi sono divertito così, mai ho visto bruce così rilassato e
sciolto… ma dico, proprio lui, mister “50 versioni di jungleland prima di
trovare quella buona” che dice una cosa tipo “abbiamo bisogno del vostro
aiuto nel caso facesse schifo, e visto che farà schifo avremo bisogno del
vostro aiuto”!!! patti lo ha guardato con la faccia di chi dice “oh mio dio,
è impazzito!! Cosa sta dicendo???”. Bruce che fa ironia su noi italiani (“so
che agli italiani non piace cantare”), Bruce che dopo 7 anni in cui ad ogni
concerto in italia c’era lo striscione “thanks adele” decide di cagarlo un
attimo e di ringraziare (anche a nome di adele, alla quale racconterà del
coro in suo onore).



Concordo perfettamente con chi ha trovato un po’ forzato riprendere tutte le
canzoni col ritornello orecchiabile fino a farlo riprendere anche da bruce,
lui stesso mi è sembrato rassegnato, divertito ma rassegnato, anche se una
serata come questa era la cornice migliore per certi “effetti speciali”. A
me alla 14° volta un po’ ha stancato.



La seeger session band è un gruppo di musicisti della madonna. Secondo me
tra le 18 persone sul palco, quelli tecnicamente meno dotati sono due. Bruce
e Patti.



Bellissime le espressioni di stupore dei musicisti davanti al nostro
entusiasmo. Il suonatore di banjo (come si dice? Banjoista?), prelevato di
peso da una fattoria del texas, vestito come ciccio di nonna papera e con le
movenze di un Totò in acido; il fisarmonicista barra pianista barra
organista con gli occhi che da “fuori delle orbite” per cause naturali, dopo
le prime tre canzoni sono finiti direttamente in tribuna vips. Il
chitarrista nero elegantissimo e con una voce caldissima, che dava una
spruzzata di new Orleans; l’altro chitarrista barra suonatore di grooooosso
tamburo, era vestito come di caprio in titanic (prima della partenza). Il
corista nero ci ha provato con patti tutta la sera.




L’approccio di bruce al concerto è stato rock. Pochi cazzi. O forse è stato
un approccio “alla bruce”, l’unico che ha. Saliamo su e spacchiamo tutto.
Nei pezzi più trascinanti lasciava spazio ai vari musicisti per i loro
assoli, nonostante il tecnico delle luci non capisse un cazzo e continuasse
ad illuminare solo bruce e lasciare al buio chi stava facendo l’assolo; la
scenetta finale su pay my money down, beh, l’abbiamo già vista no?




Concerto spettacolare, cuore e gambe. Tanto cuore e tante gambe.

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