martedì 23 settembre 2008

IL COFANETTO (parte prima)


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Non ho mai pensato a bruce in termini di “il mio cantante preferito”, così come non ho mai avuto un “mio migliore amico” (anzi, ora che ci penso non ho mai avuto amici) o cose del genere.
Però questa nostra società bastarda ti imbavaglia dentro schemi rigidi e ti imprigiona corpo ed anima, impedendo di esprimere te stesso come realmente sei.
Quindi, o ti adegui, o ascolti lunghi conati di banalità tipo “vivo morto o x” di ligabue credendo di emanciparti.
Io, grazie a Dio, mi sono adeguato.
Così se mi chiedono: chi è il tuo cantante preferito? Rispondo: Bruce Springsteen.
Così se mi chiedono: qual è il tuo album preferito? Rispondo: Born to run
Così se mi chiedono: qual è la tua canzone preferita? Rispondo: Thunder Road
Così se mi chiedono: perché? Rispondo: oh, ma che cazzo è, il processo di norimberga?
Ecco dunque che il trentennale dell’uscita del mio disco preferito non è certo passata inosservata, anzi.
Sono leggermente sovrappeso, ma tonico.
Come ogni anno dopo natale, sono leggermente sovrappeso, ma molto tonico.
Nonostante questo, la mia maglietta celebrativa preferita del mio disco preferito del mio cantante preferito con dentro la mia canzone preferita mi calza a pennello.
Sarà che gli americani hanno le misure sfalsate.
Sarà la loro alimentazione non proprio sanissima
Sarà, come ho già detto, che sono comunque molto tonico.
Ma la maglietta xxl taglia americana con la copertina di born to run mi sta talmente grande che prima o poi mi ci faranno pagare sopra l’ICI.
Però la uso spesso, molto spesso.
Se mia figlia fosse nata con parto cesareo programmato, come in teoria era stato “programmato”, l’avrei usata quel giorno. Poi mia figlia ha deciso di nascere 3 giorni prima, così tanto per far capire chi comanda in casa nostra e, oltre a farci perdere la puntata di CSI: Miami in onda quella sera, non mi ha dato il tempo di scegliere l’abbigliamento adatto all’avvenimento (che va bene che siamo fans, va bene che siamo bloodbrothers, va bene tutto, ma se a tua moglie si rompono le acque a 90 km dall’ospedale dove deve nascere tua figlia, probabilmente viene spontaneo battersene un attimo i coglioni di come sei vestito in quel momento. O no?).
Tutto ciò per dire, che si, in effetti il trentennale di Born to Run non era passato inosservato.
Poi, i soliti burloni che sanno sempre tutto, avevano iniziato a parlare di cofanetto, di rimasterizzazione, di documentario, di concerto in dvd… le solite cazzate che escono fuori ad ogni piccolo movimento di bruce, sì, figurati se fanno sto lavoro monumentale per la ricorrenza…
Oltre che tonico poi sono anche tollerante, molto tollerante.
In certe cose sono molto tollerante. Tipo con tutte le persone con cui ho a che fare per lavoro, con tutte le persone con cui di solito ce l’hanno gli intolleranti. Non mi incazzo mai, cerco di essere il più possibile accogliente e gentile, insomma sono tollerante.
In altre cose non sono tollerante per un bel paio di coglioni.
Tipo che se mi arriva un sms con su scritto “esce cofanetto per 30 anni born to run, lo sapevi?” io che non sono affatto tollerante, ed anche un po’ stronzo, invece di dire “certo che lo so, è bellissimo!” mi viene da dire “oh coglione, ma con chi cazzo credi di parlare, con un eremita??? Certo che lo so stronzo, mica aspetto che me lo venga a dire te!!!”.
Quindi alla fine sto cofanetto usciva per davvero. Quindi c’era il cd rimasterizzato (e fin lì… di born to run ho il cd prima versione, il cd con il libretto “enhanced” cioè con 4 foto in più, il cd in edizione giapponese, il vinile…). Quindi c’era il documentario. Quindi c’era il concerto di londra. INTEGRALE.
Ora, come saprà benissimo chi ha dei figli, al loro arrivo a casa e per il primo periodo (primo periodo che per me non è ancora passato dopo 3 mesi) la vita ed il tempo sembrano praticamente degli intervalli più o meno lunghi tra una poppata, una cacata ed un cambio pannolino. E secondo voi, come si colloca il cofanetto negli “intervalli più o meno lunghi tra una poppata, una cacata ed un cambio pannolino”?
Non si colloca affatto.
Infatti solo qualche giorno dopo l’uscita mi sono deciso a muovere un po’ le acque.
Per riavermi dallo shock.
Come ho già scritto sopra in certe cose non sono affatto tollerante.
Partendo da questa premessa, capirete benissimo che su certe cose non ho propriamente dei gusti facili; del resto però, abitando dove abito, non posso pretendere di essere attorniato da negozi di dischi in stile “Championship Vynil”. Detto questo, a pochi km da casa mia c’è un negozietto piccolino, angusto, disordinato. Un breve scorcio di paradiso insomma. Con una gentile signora che se non ha quello che cerchi (e di solito NON ha quello che cerchi) si sbatte per fartelo arrivare (e di solito te lo fa arrivare). Il giorno dell’uscita del cofanetto io, da poco rientrato al lavoro dopo il lieto evento, immerso in litri di caffè che ormai costituisce il 75% del mio liquido corporeo, decido di rispettare la tradizione che mi vede sereno acquirente di ogni nuova uscita di bruce il giorno dell’uscita, telefonando al negozietto di cui sopra (che sembra apprezzare la musica di bruce, di cui è discretamente fornita) per farmene tenere una copia.
“ma me lo hai prenotato?” mi chiede la per ora ancora gentile signora
“No” dico io immaginando orde di springsteeniani che scendono dai monti e dalla pianura padana (come di solito fanno, anche i non springsteeniani, per occupare i parcheggi a cui io, residente, avrei diritto) che setacciano i negozi del centro-nord… però cazzo, quante richieste avrà avuto??? E immaginandomi risposte del tipo “a parte le 71 copie prenotate te ne lascio una da parte dai vieni… che casomai ci picchiamo anche una trombatina veloce nel magazzino” (la gentile signora è oggettivamente un cofano, ma io non ho ancora perso il vizio adolescenziale di mettere il sesso in ogni mio discorso immaginario… però trombare tra cataste di cd…) aspetto con tranquillità la risposta.
Che, tragica, arriva.
“eh, no sai, perché non è che io prendo tutte le ristampe che escono” (pronunciato, tra l’altro con tono di sufficienza verso l’oggetto del desiderio, quasi infastidita dal tipo di richiesta).
Cosa???
“ah, va bene fa niente ciao”.
Ora, la ex gentile signora, d’ora in avanti detta “l’immonda troia”, è chiaramente sparita immediatamente dalla lista dei posti dove andare e, nel mio piccolo, sto mettendo su una specie di embargo contro di lei da parte di tutti i miei amici (che di solito quando sanno il perché non dovrebbero più andare a comprare dall’immonda troia mi mandano a cagare).
Ma poi il cofanetto l’ho preso?
Ve lo dico un’altra volta, ora devo lavorare e poi ricordare certe cose fa male, devo distrarmi.

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