mercoledì 24 settembre 2008

IL COFANETTO (parte seconda)




È uscito è uscito… la bambina sta bene, mangiadormecacamangiadormecaca… stanchino si, ma niente di che… insomma il tempo ci sarebbe.
Tralasciando il negozio dell’immonda troia, sotto casa mia c’è un buchino che, non senza un pizzico di megalomania, si chiama “il Disco”.
Secondo me si chiama così perché la superficie abitabile è grande come un 33 giri.
Vabbè, però è sotto casa, cosa mi costa farci un salto?
“guarda dovevano portarmelo oggi, ma il corriere non me lo ha portato”.
Mmmhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
“Aspetta che telefono e chiedo”
eh bè, volenteroso…
“lo voglio prendere di certo, lo voglio per me”
“lasciami un numero che ti chiamo quando arriva”
gentilezze del genere insomma… fatto sta che, in puro stile “fidanzatoappenastatolasciato” mi innamoro “musicalmente” del negozietto, fosse solo per dimenticare la delusione dell’I.T..
Piccolo è piccolo, sfornito è sfornito (belìn oh, ma quanti negozi esistono ancora che vendono le MUSICASSETTE?), ma del resto in un posto come quello dove vivo ora, dove vendono vestiti a 500 euri, felpe di quelle ggggiovani con scritte tipo “dolci anni”, “baci e abbracci”, “tribuna VIP” “gente che conta”, “massa di stronzi”, “Milano da bere” (ok qualcuna è inventata) non si può pretendere di trovare chissà che negozi di musica…
Purtroppo però il corriere deve probabilmente passare ancora oggi (qualunque sia il momento in cui leggerete ste righe… tranquilli, il corriere deve ancora passare), ma ormai ho questa cotta adolescenziale per “il disco” e quindi al ragazzo dobbiamo dare fiducia.
Anche perché pochi giorni dopo capito in un mega-iper-super centro commerciale del mio capoluogo di regione e lì, deciso a tradire il mio nuovo amore, mi sento dire “finito, lo abbiamo ordinato”.
Anche perché un amico che vive lontano mi dice che dalle sue parti se ne sono trovate massimo una copia per negozio.
Ora, le cose sono due.
O non è di facilissima reperibilità.
O è in atto il primo festival di “Tiraggio di belino al Cala”.
Fatto sta che dopo circa dieci giorni dall’uscita io il cofanetto non l’avevo ancora preso.

Prima di sposarmi abitavo in una città dove c’erano 3 negozi di dischi. Uno ti diceva sempre (e voglio dire SEMPRE, qualunque cosa tu chiedessi, anche titoli inventati) che “arrivava martedì”; l’altro era gestito da un sosia brutto di riccardo cocciante ed era ben fornito di titoli degli anni 60. Peccato che di titoli usciti dal 1971 in avanti non avesse un’ostia. L’altro era fornitissimo. Di musica da discoteca. Di questi 3, solo il terzo è ancora aperto, ma, ricordandomi tra l’altro la faccia stupita del commesso quando gli avevo detto che si, in effetti nella vetrina del negozio dove lavorava e che magari aveva allestito lui c’era, pensate un po’, una copia di “Live in New York City” e che sì, in effetti tra springsteen e coccoluto c’era una sottile differenza, ricordandomi di tutto ciò, trovandomi per caso a passarci davanti l’ho degnato di una veloce occhiata, senza nessuna speranza.
Belìn.
Aveva cambiato gestione.
Belìn.
Aveva cambiato nome.
Belìn.
C’era il cofanetto in vetrina.

E pensate che tutto questo sproloquio, in realtà, doveva essere solo la premessa al mio commento al cofanetto. È che sono fatto così, come dire, mi lascio prendere la mano ed apro qualche parentesi. Tipo questa.

Non mi sono mai chiesto in realtà perché thunder road volesse dire tanto per me. La risposta migliore (e soprattutto sintetica), l’ha data bruce nel dvd storyteller. È un invito, un augurio, qualcosa che apre delle porte. Dalla porta che sbatte fino a quando mary sale sulla macchina per andarsene dalla città dei perdenti dentro non ci trovo assolutamente niente di mio, ma dentro ci trovo in realtà tutto ciò che vorrei. Amore, desiderio di vittoria, voglia di avventura, viaggi.
Rob di alta fedeltà, e non poteva fare diversamente, la inserisce al primo posto nella sua top five sui migliori primi pezzi di un album. E non potrebbe stare in un altro posto, perché da lì inizia tutto e niente potrebbe iniziare in modo migliore.
Quindi, io, che tanto per spendere soldi, di alta fedeltà ne ho 3 copie (una per me coi miei commenti a margine, una da imprestare ed una in inglese “per migliorare la lingua”, oltre chiaramente al dvd) uso thunder road come inizio di ogni cosa.
(1° parentesi della parentesi)
febbraio 2002, officina di una concessionaria auto del basso piemonte. Cala si compra la macchina nuova. Il meccanico spiega le diverse caratteristiche della macchina, il Cala finge di ascoltare mentre in puro stile homer simpson le scimmiette dentro il suo cervello giocano a mosca cieca. (il cala odia guidare, questo è un problema, cazzo fai ad amare uno che scrive di auto, corse in auto e ancora auto e ad odiare il guidare?)
Ad un certo punto finalmente si passa alla descrizione dell’unica cosa che il Cala ha scelto della macchina nuova senza ascoltare i consigli della buonanima di suo papà. Il lettore cd con caricatore a 6 dischi. Schiaccia qui, questo si fa così, pigia, alza, i bassi, radio… il meccanico dice: aspetta prendo un cd così lo proviamo.
Stupido.
Il Cala scuote la testa ed estrae dalla giacca “Born to Run” che non sia mai che il primo cd sul suo nuovo lettore della sua nuova macchina sia qualcos’altro.
Chiusa parentesi.

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