domenica 7 settembre 2008

l'urletto


Premetto subito che non sono affatto tollerante, proprio per niente.

Come diceva Moretti prima di fare i girotondi, io sono convinto che mi
troverò d’accordo e a mio agio sempre con una minoranza di persone, e che
avrò sempre qualcuno che mi infastidirà. Parecchio.

Detto questo, nella meravigliosa fauna del popolo da concerto (non
necessariamente di Bruce), esiste una tipologia ben precisa che mi urta
particolarmente: l’urlettatore.

Che, attenzione, è diverso dall’urlatore, che è uno che urla; l’urlettatore
fa l’urletto.

E l’urletto fa così: uaù! Oppure: uhuhù! Oppure: yeah! Oppure (ma ovviamente
solo ai concerti di Bruce): Tande rooooooood!!!

In alta fedeltà, rob prende in giro laura perché dice che sembra quelle
ragazzine che alle feste negli anni 70, quando mettevano “brown sugar”
facevano “wow”. Cioè l’urletto. E rob odia l’urletto. Ed io amo rob.

A parte la mia ben nota intolleranza, una cosa curiosa è che a qualunque
concerto io vada, c’è sempre almeno un urlettatore di fianco a me.



E quando il cantante parla, lui/lei fa SEMPRE l’urletto.

Tipo: questa canzone parla di morti sangue e dolore

Wow!!! Yeah!!! Uhuhuù!!!

Tipo: il concerto mi sta facendo schifo perché voi siete un pubblico di
merda:

Wow!!! Yeah!!! Uhuhuù!!!

Tipo: ho scritto questa canzone dopo aver bevuto del latte scaduto e l’ho
fatto mentre ero sulla tazza del cesso piegato in due dal cagotto:

tande rooooooooooooood!!!!!!!!!!!!!!!



Belìn, un supplizio.



Beh, nel concerto di Londra per la bbc, mentre bruce introduce “how can a
poor man…” e dice che originariamente è stata scritta da blind alfred reed,
ecco che l’urlettatore fa la sua apparizione:
yeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaahhhh!!!.

E bruce, che già amo per mille e più ragioni, si fa amare ancora di più,
perché con aria di scherno (si si, aria di scherno, ho visto il dvd!!!)
dice: “ehi, abbiamo un fan di blind alfred reed qui stasera!”

Ora, leggendo qui: http://www.answers.com/topic/blind-alfred-reed scopro
che, purtroppo, il buon Alfredo cieco ci ha lasciati, oh oh, 50 anni fa,
alla veneranda età di 76 anni.

E visto che sono presuntuoso, ho come la certezza che l’urlettatore fino al
concerto di new Orleans, mai e poi mai lo aveva sentito nominare, ma chissà
perché, si è sentito in dovere di sottolineare il parlato di bruce col suo
inconfondibile timbro.

La categoria degli urlettatori umiliata e derisa da bruce.

Grande BRUCE!

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