lunedì 20 ottobre 2008

tanti auguri a TRE

Tardo pomeriggio, venerdì.
Sono appena tornato a casa da una visita alla casa nuova, è pronta, insomma quasi pronta dai.
Mia moglie dopodomani entra in ospedale, lunedì le faranno il cesareo, “maiuscolo” si è girato ed è podalico, non c’è verso.
Stasera c’è csi, lo andiamo a vedere da amici che hanno preparato una grigliata, tanto per prepararci alla domenica noiosissima in ospedale a Genova.
Ci siamo quasi, ma evitiamo di parlarne, non si fa. Fisicamente simona è stata bene per 9 mesi, moralmente ci han fatto cagare addosso almeno 3 volte, tra la cosa che non andava bene ma “potrebbe non essere niente” e il liquido scarso e la crescita interrotta e la minchiapanata abbiamo passato un’estate di merda, finchè il suo ginecologo ci ha sbattuti al gaslini per non farsi più cagare il cazzo e ci siamo sentiti dire, finalmente, “ma cosa siete venuti a fare fin qui?”. Così al gaslini ci siamo rimasti e vaffanculo se abbiamo un ospedale a 4 km, io lo raderei al suolo e ci farei un parcheggio.
Preparo la torta da portare alla cena, sto per metterla in forno e mia moglie mi chiama dal bagno:
AMOOOOR Ommerda, questo è il tono da “vieni subito qui e guarda che cazzo hai combinato!!!”, ma io che cazzo avrò combinato stavolta? Niente, il problema è che le sembra di avere una piccola perdita.
Ah.

Andiamo? Non andiamo? Andiamo, all’ospedale vicino, tanto controlliamo che sia tutto ok e andiamo a cena. All’ospedale il monitoraggio è ok, l’ostetrica dice che può succedere, la scadenza naturale sarebbe tra 5 giorni, state tranquilli, arriva il medico la visita e vi mandiamo a casa.
Arriva il medico, la visita, l’ostetrica dice: stia fuori, 10 minuti ed andate via.

Ok.
Passano 7 secondi Può entrare per favore? Occazzo. Entro e vedo simona in classica posa da visita ginecologica, col dottore sotto di lei. Sporco di sangue fino ai gomiti. Occazzo. Si è rotto il sacco.
E questo è grave, si per me è grave, perché puttanazzatroia io che guardo TAAAAAAAAAAAAANTI telefilm ospedalieri ho sempre sentito dire che normalmente si rompono le acque.
Se si rompe il sacco è scoppiata una merda. Grossa. Mia moglie invece sa che le cose sono sinonimi, ma me lo dirà solo 45 minuti dopo, 45 minuti ovviamente d’inferno.
Vabbè, ci siamo, o ci fermiamo nel futuro parcheggio o andiamo a genova.
La seconda che hai detto.
55 minuti, calmi, senza agitarsi e probabilmente respirando pochissimo.
Siamo a Genova, in men che non si dica simona è pronta ad entrare in sala operatoria. “funziona così: prima ci curiamo di suo figlio, poi di sua moglie, poi veniamo a dirle come è andata!.”
Ah, ok, immaginavo di perdere posti nella gerarchia familiare, ma non così presto.

Solo, in un corridoio buio a leggere tuttosport. Eccomi qui, nel silenzio totale e senza aver ancora realizzato che cazzo sta succedendo.

22.15 portano via simona.

23.30 una gentilissima infermiera esce e mi dice che si, sono papà, che si stanno bene, che si è una bambina, come tutti ormai erano sicuri che fosse.
“stia lì, un’oretta e la faccio entrare” Ah, ok.
Ciao Ludovica, benvenuta, tuo papà è qui fuori, al buio, a leggere tuttosport.


Ora divento un filo melenso, occhio.
Quando entro sinceramente non guardo chi c’è e dove sono, vedo solo simona su un letto che trema dal freddo ed un pacchettino di lenzuola di fianco, con gli occhi a mandorla, che piange. Le prendo il ditino e lei sembra quasi che lo stringa.
E lì capisco che mi ha già convinto a comprarle il motorino, lasciarle la macchina, andarla a prendere alle feste e forse a mettere in cantina qualche cd mio nel caso le servisse spazio.


Ciao! Le dico e lei piange.
Vabbè oh, poteva andarmi peggio, in sala operatoria appena nata ha cagato sul carrello dei ferri.

Poi ho un po’ di nebbia, tra le telefonate e i giri per capire dove le avrebbero sistemate, ma sono papà, simona è mamma, è nata Ludovica. È il 21 ottobre 2005.

Torno a casa alle 4, alle 6 sono di nuovo in piedi, pronti via sono in macchina.
Attacco lo stereo e parte sta canzone, nel lettore cd da un paio di settimane, ma senza che l’avessi messa apposta.

Il vuoto e poi
ti svegli e c'è un mondo intero intorno a te.
Ti hanno iscritto
a un gioco grande se non comprendi e se fai domande
Chi ti risponde
ti dice è presto quando sarai grande allora saprai tutto

Ok, adesso realizzo tutto. Cosa è successo, cosa sta per succedere da oggi in poi.
Mi sento come in equilibrio su un filo, sospeso nel vuoto, ho un po’ paura, ammettilo Cala; responsabilità, preoccupazioni, ore di sonno in meno.

Ma è nata Luvi (abbreviativo di Ludovica in onore di Luvi De Andrè, figlia di), mia moglie è rimasta incinta 2 mesi dopo che mio papà è morto, il Signore toglie il Signore dà; così abbiamo deciso di chiamarla come lui.


Realizzo in 10 secondi tutto questo e piango come una fontana, da casello a casello, tranne l’inevitabile pausa autogrill dove le compro un pupazzetto, così perché tanto so che spenderò milioni in cazzate per sta bambina, meglio iniziare subito no?


Buon compleanno amore.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sei riusciuto a commuovermi, bravo!
Bacioni a voi tutti e in particolare a Simo che presto diventerà mamma 2 e a LUVI che ha già 3 anni!Caspita come vola il tempo...
MB

Sara ha detto...

Se hai raggiunto il cuore di Luigi Edoardo Torre, che mi ha segnalato questo tuo post, volevi non smuovere me e la mia milanese ironia?

;)

Auguri alla Luvi, che mi fa ha tanto ridere, quando l'ho vista.
Si vede che è dello Scorpione. Inutile.

Ciao, Sara