mercoledì 27 agosto 2008

bentornati a casa!






















allora ci siamo, siamo tornati in champions dopo 2 anni dimmerda.
bene, bravi bis.
non la vinceremo, ovvio, se va proprio bene bene bene la perderemo in finale, ovvio, per la 64° volta.
bene, siamo tornati a casa, sembra che la nottata sia passata.
abbiamo riconquistato la champions con una squadra che secondo me non valeva un 6° posto, ma che ha dimostrato di avere due coglioni quadrati.
e la prossima volta a rimini ci andrò a trovare il mio amico lorenzo, non a vedere la juve.

ora posso copiaincollarvi sta cosa che avevo scritto quando era scoppiata la bufera.
mentre leggete la terzultima riga, immaginatemi mentre faccio di sì con la testa, doveva andare così, così è andata

Sono juventino da sempre.

Sono juventino perché mio papà era juventino.

Perché la passione per il calcio me l’ha passata lui.

Perché quando la juve perdeva la domenica sera o il mercoledì sera a tavola non parlava nessuno.

Perché c’era Platini.

Perché a 7 anni ho fatto una foto con Scirea e Bettega.

Perché dopo atene ho pianto.

Perché la sera dell’heysel mio papà aveva il biglietto per il settore z, ma poi l’ha venduto perché c’erano gli inglesi, che lui odiava.

Perché per non farmi vedere che stava morendo, prima di non essere più in grado di parlare, mio padre mi ha parlato di quanto gli piaceva Ibrahimovic.

Perché si.

E mi chiedo, come dovrei sentirmi?

Incazzato.

Di molto incazzato.

Perché mi hanno preso per il culo.

Per anni.

Ogni volta che mettevo il culo davanti ad un televisore e soffrivo come una bestia, poi godevo, poi soffrivo di nuovo, poi litigavo, poi godevo.

Quando per il primo scudetto di Lippi non riuscivo manco a parlare da tanto ero felice

Quando avevo entrambi i fratelli ansaldi sulle spalle durante juve – ajax.

Quando ho rischiato di volar giù dal terzo anello al gol di zidane in juve – ajax 4-1.

Ma tutto sommato ormai sono più distaccato, se non fosse che mi conoscete, direi che sono più maturo.

Ci scherzo sopra, come faccio su tutto, ci patisco, ma ci scherzo.

Ci sono delle cose che hanno ovviamente un peso maggiore nella mia vita.

Ma sono incazzato + che per me per i miei due nipoti, di 10 ed 11 anni.

Juventini, anche un po’ per “colpa” mia.

Perché mi chiedo se una cosa del genere fosse successa quando io avevo 10/11 anni.

E, non lo direste, ma a 10/11 anni io ero polemico, molto polemico.

Probabilmente mi sarei tappato in casa.

Visto che tornato da scuola uscivo per andare a giocare a pallone con gli amici.

E tornato a casa, fatti i compiti, stavo in camera a giocare a pallone.

Con una pallina di gommapiuma, o con le pedine della dama come giocatori ed un bottone come pallone, perché il subbuteo è arrivato più tardi.

E la prima canzone che volevo è stata la sigla della Domenica Sportiva.

Ed il nome di springsteen l’ho letto per la prima volta sulla gazzetta dello sport.

Ed ancora adesso che sono “più maturo” vado a giocare a pallone, ci siano 30 gradi o 2 sotto zero, nonostante pesi 103 kg, faccia ridere e sia un tronco di legno coi guanti da portiere.

E mi chiedo, ed ora?

Tutto sommato, la serie B è il minimo.

Tutto sommato spero quasi che ci vadano + pesante, perché così si pagherà il giusto e poi si ricomincerà da zero.

E a mia figlia/ai miei figli potrò passare la passione per il mio sport preferito e per la mia squadra del cuore.

E potrò raccontare di esserci passato in mezzo a tutta sta merda, ma di esserci passato a testa alta

Vaffanculo và.

Ciao, Cala









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Now playing: Pearl Jam - 1/2 Full
via FoxyTunes

domenica 10 agosto 2008

ci vidiamo in outunno (milano 12 maggio 2006)


Concerto di Bruce Springsteen & the Seeger Session Band
Una giornata davvero meravigliosa sotto tutti i punti di vista.


L’arrivo al forum e il ritrovare vecchi amici, l’organizzazione delle code
che da lì a poco si tramuterà in un qualcosa di troppo perfetto per essere fatto in italia.

A questo proposito apro una parentesi ( e poi la chiudo )


No, scherzi a parte, il modo in cui il grande Remo (o Nemo) di Genova ha

gestito la coda e soprattutto la disponibilità della security, hanno reso
possibile per chi era li dalla notte prima o chi come me era comunque
arrivato alle 7.30 ed era 125° di non cuocersi sotto il sole e di avere
comunque diritto al pit. Poi che oltre ai 250 del cancello laterale siano
entrate altre persone sinceramente non lo trovo così scandaloso. Ci saranno
state 400 persone nel pit e c’era ancora spazio, era impensabile che ne
lasciassero solo 250. Le prime 250 si sono fatti una giornatina serena,
senza appelli o code ammassati, poi per gli altri è valsa la legge del più
veloce. Poi i braccialetti scambiati e riciclati, beh, fatti loro.


Dopo un’attesa così, fatta di chiacchiere e cibo, poi chiacchiere e cibo ed

infine solo cibo, il concerto a mio avviso è stato devastante.


Premessa. Al primo ascolto dell’album, il mio commento è stato: mah. Si
bello, si il piedino non stava fermo, si we shall overcome… ma qualcosa non
tornava ed è tornato solo dopo qualche ascolto.
Per me non è un disco
facile, ho dovuto abituarmi all’idea che quella musica lì (che tutto sommato si mi piace ma non è che la ascolti tutti i giorni) veniva suonata da bruce (che lui si che ascolto tutti i giorni); ho dovuto abituarmi alla contraddizione tra una musica festosa e trascinante e testi spesso agghiaccianti (ma del resto questo binomio sta alla base della musica
tradizionale americana); ho dovuto fare l’orecchio ai 324 strumenti suonati, che all’inizio sembravano un tantino troppi.

Insomma non è un disco che mi è
piaciuto al volo come the rising, né mi ha subito emozionato come devils and dust. Poi mentre serenamente mi preparavo a convivere col fatto (che magari prima o poi succederà davvero) che un disco di bruce non mi piacesse, mi è entrato dentro.


E come avevo già scritto, per la prima volta in 10 anni, andavo ad un
concerto di bruce senza avere un’idea di cosa sarebbe successo.




La serata, beh è lì, chi c’era l’ha vissuta. Io raramente sono uscito così
stanco da un concerto (soprattutto dopo aver fatto zero fatica in coda),
raramente mi sono divertito così, mai ho visto bruce così rilassato e
sciolto… ma dico, proprio lui, mister “50 versioni di jungleland prima di
trovare quella buona” che dice una cosa tipo “abbiamo bisogno del vostro
aiuto nel caso facesse schifo, e visto che farà schifo avremo bisogno del
vostro aiuto”!!! patti lo ha guardato con la faccia di chi dice “oh mio dio,
è impazzito!! Cosa sta dicendo???”. Bruce che fa ironia su noi italiani (“so
che agli italiani non piace cantare”), Bruce che dopo 7 anni in cui ad ogni
concerto in italia c’era lo striscione “thanks adele” decide di cagarlo un
attimo e di ringraziare (anche a nome di adele, alla quale racconterà del
coro in suo onore).



Concordo perfettamente con chi ha trovato un po’ forzato riprendere tutte le
canzoni col ritornello orecchiabile fino a farlo riprendere anche da bruce,
lui stesso mi è sembrato rassegnato, divertito ma rassegnato, anche se una
serata come questa era la cornice migliore per certi “effetti speciali”. A
me alla 14° volta un po’ ha stancato.



La seeger session band è un gruppo di musicisti della madonna. Secondo me
tra le 18 persone sul palco, quelli tecnicamente meno dotati sono due. Bruce
e Patti.



Bellissime le espressioni di stupore dei musicisti davanti al nostro
entusiasmo. Il suonatore di banjo (come si dice? Banjoista?), prelevato di
peso da una fattoria del texas, vestito come ciccio di nonna papera e con le
movenze di un Totò in acido; il fisarmonicista barra pianista barra
organista con gli occhi che da “fuori delle orbite” per cause naturali, dopo
le prime tre canzoni sono finiti direttamente in tribuna vips. Il
chitarrista nero elegantissimo e con una voce caldissima, che dava una
spruzzata di new Orleans; l’altro chitarrista barra suonatore di grooooosso
tamburo, era vestito come di caprio in titanic (prima della partenza). Il
corista nero ci ha provato con patti tutta la sera.




L’approccio di bruce al concerto è stato rock. Pochi cazzi. O forse è stato
un approccio “alla bruce”, l’unico che ha. Saliamo su e spacchiamo tutto.
Nei pezzi più trascinanti lasciava spazio ai vari musicisti per i loro
assoli, nonostante il tecnico delle luci non capisse un cazzo e continuasse
ad illuminare solo bruce e lasciare al buio chi stava facendo l’assolo; la
scenetta finale su pay my money down, beh, l’abbiamo già vista no?




Concerto spettacolare, cuore e gambe. Tanto cuore e tante gambe.

venerdì 8 agosto 2008

ballando al buio, nelle osterie di fuori porta

qualche anno fa avevo scritto insieme ad un amico romano un parallelo tra dancing in the dark e canzone delle osterie di fuori porta di guccini.
ecco cosa ne era uscito:

"Mi alzo di sera e non ho niente da dire, torno a casa al mattino, vado
a letto sentendomi nello stesso modo…".
Inizio più chiaro non poteva esserci. il protagonista "non ha niente da
dire" e stare fuori la notte magari lo tiene vivo, ma non lo aiuta a
migliorare.
"Io ora mi alzo tardi tutti i giorni, tiro sempre a far mattino [...]
stare a letto il giorno dopo forse è l'unica mia meta".
Guccini all'epoca era reduce da un recente divorzio ed il disco "Stanze
di vita quotidiana" (1974), rispecchia fedelmente lo stato d'animo
dell'autore.

Entrambi i cantanti apprezzano dunque la vita notturna, ma non la
cantano in modo "goliardico" per celebrarne il divertimento, bensì
affiora che la notte è vista come una "fuga" dalle brutture del mondo,
come lasciano già intendere i due titoli, laddove il "buio" e le
"osterie di fuori porta" sono luoghi appartati, quasi dei rifugi per
tornare se stessi e poter "ballare".

Luoghi, per Guccini, in cui una volta si trovavano amici e "vita
sociale" ed ora non ci sono più per un motivo o per l'altro (tradimenti
di ideali come l'amicizia, così importante per Bruce).
Luoghi dove ritrovare quei valori che i 2 protagonisti cercano, valori
profondamente simili, nonostante i diversi periodi in cui sono state
scritte le due canzoni (1974 / 1984), che nascono anche da origini in
qualche modo simili. Freehold come Modena, potrebbe essere definita una
"piccola città" ("bastardo posto"), da cui si possono solo intravedere
le luci della "città" (e qui che sia New York o Bologna poco importa).


Entrambi cercano soluzioni per questa situazione di stallo assoluto, ma,
mentre Bruce urla "Voglio cambiarmi i vestiti, i capelli, la faccia",
dimostrando che a lui questa situazione non sta bene, Guccini ne appare
comunque vinto e cerca ne " le carte poi il caffè della stazione per
neutralizzare il vino," una fuga momentanea ed artificiale. Bruce e
Guccini si differenziano principalmente in questo: il primo è una belva
in gabbia e non si stanca di provare a rompere le sbarre, il secondo in
quella gabbia ormai sembra rassegnato a restarci, rassegnato dal fallimento delle sue
battaglie da sessantottino, che non avevano portato a quei cambiamenti
radicali tanto anelati.

Laddove Bruce descrive una situazione per poi cambiarla, Guccini ne
parla con amara ironia, delusione e distacco.
Questo si capisce anche nel fatto che entrambi sentono di essere in
qualche modo ai margini del mondo, derisi ed additati come "fuori dagli
schemi"; Bruce, rendendosi conto che il mondo ride di lui " C'è uno
scherzo da qualche parte ed è su di me - Andiamo baby le risate sono su
di me", cerca subito di uscire da questa situazione "scrollandosi il
mondo di dosso", perché si rende conto che "sta succedendo qualcosa da
qualche parte, so solo che c'è"; Guccini da questa situazione viene
avvolto e quasi "ammorbidito", le cose, anche le più belle, non lo
coinvolgono più come una volta "non provo più quando la guardo quello
che provavo prima", nonostante senta intorno a sé sguardi a metà tra il
critico e lo spaventato " non so se ancora desto in loro, se mi
incontrano per forza, la curiosità o il timore [...] non rider tu se
dico questo, ride chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura...".


Una nuova similitudine/differenza sta nella posizione critica che i due
hanno verso l'ascoltatore; mentre Bruce, parlando a sé stesso, ma anche
a chi lo ascolta e si riconosce in quelle parole, spiega che " Non puoi
accendere un fuoco, non puoi accendere un fuoco senza una scintilla",
invitando alla reazione, Guccini, che parlando costringe l'ascoltatore
(in particolare la ex moglie) ad ammettere che "la prima pietra non
negarlo me la tireresti tu", non suggerisce reazioni, ma osserva la
situazione e critica chi si è fatto vincere dal conformismo, rinunciando
ai valori che, scomparsi, lo hanno portato "ai margini", "ma la gente
che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta: qualcuno è andato per
formarsi, chi per seguire la ragione, chi perché stanco di giocare, per
il vino sputtanarsi. ed è una morte un po' peggiore..."


La differenza principale sta proprio nell'atteggiamento generale che i
due hanno verso il mondo, mentre Bruce sembra stia partendo per "la
corsa", Guccini sembra seduto a guardare, si limita a raccontare e non
cerca soluzioni, nell'ultima strofa offre un personale parere su questo
tipo di persone che per far carriera, denaro e tutto il resto sono
disposti a sacrificare quei valori umani che per lui restano sacri
(amicizia, il gusto del divertimento e la semplicità, senza ricercare
chissà cosa) e lancia un sasso molto pesante, che con l'ultima strofa
diventa quasi un macigno, dicendo che questa perdita di valori è
peggiore delle defezioni di coloro che se ne sono andati realmente,
trapassati per età, malattie od incidenti.


Questa differenza si nota soprattutto quando le due canzoni parlano del
"reagire"; mentre Bruce ne parla in prima persona, perché " Senza un po'
di azione muoio", Guccini osserva che le cose stanno cambiando, che "le
strade sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte, son
caduti i fiori e hanno lasciato solo simboli di morte" ma, celebrando la
fine dell'utopia del "Flower Power", si nasconde a questa situazione
"Dimmi se son da lapidare se mi nascondo sempre più" e semplicemente
"Son sempre qui a vivermi addosso, ho dai miei giorni quanto basta".


Insomma, accostando le due canzoni sembra che stiano parlando un padre
(Guccini) ed un figlio (Bruce); sembra che il padre osservi con
tenerezza, ma anche con ironia, il frenetico divincolarsi del figlio
nella società, un divincolarsi che lui per primo ha provato sulla sua
pelle e a cui ha rinunciato, non avendo più "utopie da realizzare",
rendendosi conto che "Ladri e profeti di futuro mi hanno portato via
parecchio [...] delle rabbie antiche non rimane che una frase o qualche
gesto,".
Sembra che il figlio critichi il padre per il suo immobilismo "Non puoi
accendere un fuoco restando seduto a piangere su un cuore spezzato […]
stai seduto e diventi vecchio". Sembra, sembra, sembra quasi "Father and
son" di Cat Stevens. Ma adesso sembra che stiamo esagerando


Lo Springsteen che scrive questa canzone e' uno Springsteen che è già
avviato ad una tematica sociale da tempo, ma ancora convinto che
"sforzandosi" ce la si può fare. Punto di vista che, col passare degli
anni, proprio lui, in più di un'intervista e di una canzone, si
ritroverà a ridimensionare drasticamente e a dire che, statisticamente,
ce la fanno in pochi, che non si può pensare che "lavorare duro" ti
porti per forza da qualche parte (la storia o "mito" del "self
made-man"); nei successivi album rivolterà cosi' tragicamente la visuale
da fare apparire tutto molto buio; si indirizzerà a fare come Guccini:
il narratore di una storia che quasi sempre e' vera e ti lascia trarre
le tue personali conclusioni e soluzioni, diventando un po' più canzone
di "denuncia" che non "propositiva" e chi è "nato negli Stati Uniti",
troverà la morte nella sua "pelle americana".


Quando Guccini scrisse "Osterie di Fuori porta" aveva molte battaglie
alle spalle a livello sociale, un matrimonio fallito e culturalmente un
mondo diverso da quello che vedeva Bruce; in sintesi si avvicinava al
concetto di vita "normale", con certi valori più importanti di denaro e
fama: "ho dalla gloria quel che posso, cioè qualcosa che andrà presto,
quasi come i soldi in tasca..."; valori che comunque permeano
profondamente l'animo di Bruce, che, narra la leggenda, scrisse di getto
questa canzone proprio in risposta ad una precisa richiesta di un "hit -
single" (come dire: volete una canzone che mi dia successo e fama?
Eccola ed in questa guardate come parlo delle cose che dovrebbe
darmi!!!).


Guccini qui già sa che certe parabole sono di difficile realizzazione e
il riuscire a trovare il proprio equilibrio o a "ritagliarsi uno spazio"
decente in cui vivere serenamente è già parecchio...


Abbiamo impiegato 10 giorni a confrontarci sui due testi, a scambiarci
opinioni e "versioni" diverse. principalmente lo abbiamo fatto per
esaltare una canzone come "Dancing in the dark", che ha un testo
splendido, ma anche perché crediamo in questo modo un po' diverso di
"raccontare" una canzone.


Come conclusione, vi lasciamo un commento che Guccini fece a proposito
della
canzone di cui abbiamo parlato; è incredibile come le sue parole si
adattino perfettamente al Bruce di "Born in the USA".


"Si era concluso un ciclo e non me ne ero accorto del tutto; c'era solo
un vago senso di disagio, forse di paura. Gli amici dei primi tempi
erano andati per altre strade, si presentavano facce nuove con pensieri
e situazioni nuove. Qualcosa finiva e non mi ero ancora accorto che
qualcosa stava cominciando" (F. Guccini)

independence day revisited



inverno 2007

Ieri mattina ho pescato ad occhi semichiusi (ore 6.25, capitemi) nella
pila di cd sulla mia scrivania ed è spuntato sto "have the faith -
ladover 04/08/81" scaricato da jungleland.
Thunder road in apertura, prove it all night... insomma siamo nel river tour...
ieri pomeriggio nel consueto traffico della via aurelia quasi
distrattamente dopo "johnny bye bye" (con breve discorso su elvis)
sento bruce che presenta il prossimo pezzo come "un'altra canzone su
padri e figli" e mi rendo conto che dopo tanto tanto tempo la sto di
nuovo per ascoltare.
Neanche il tempo di chiedermi se ne ho voglia davvero che l'organo di
danny traccia quelle note inarrivabili e già bruce dice a suo padre di
andare a letto, perchè si sta facendo tardi.
indipendence day, cazzo.
Papà vai a letto, niente di ciò che potremmo dire potrebbe cambiare
qualcosa ormai.
Più che altro non posso dirti niente papà, perchè non ci sei più.
e quell'indipendenza che sognavo da ragazzino, anche ascoltando questa
canzone, adesso è un fottuto buco nero nella mia vita. E questo
fottuto buco nero ieri pomeriggio si è manifestato in tutta la sua
dolorosa profondità, lì, nel traffico consueto della via aurelia alle
6 di pomeriggio.
Ed ho pensato a mia figlia che porta il tuo nome e a quanto vorrei
vedervi insieme, a quanto vorrei che mio papà mi vedesse in azione a
fare a mia volta il papà.
Ho tentennato, ho resistito, ho stretto i denti.
Ma quando bruce ha detto "ora capisco le cose che avresti voluto ma
non riuscivi dire", vaffanculo, ho accostato la macchina ed ho pianto.
A dirotto.


the seeger session tour

autunno 2006 - tour di bruce springsteen in italia con la seeger session band


- ci vediamo in autunno

bologna non c'ero, mi han detto che il ragazzo era stanco, ma a torino l'ho trovato in gran forma. la band a mio avviso da quando ci ha annunciato il suo ritorno è cresciuta enormemente, grande amalgama, più confidenza negli assoli, pezzi dilatati e suonati alla grande. resto dell'idea che siano 17 fenomeni, a parte frank bruno che suona benissimo il tamburone della signora mc grath ma la sua chitarra mi sembra ininfluente.


- torino
dicevo, grande concerto, con further che mi ha entusiasmato; buona (la nostra) organizzazione ai cancelli, a parte la sfiga della chiave rotta e l'idiozia di chi ha aperto lo stesso l'altra porta causando un pò di casino evitabilissimo. il palaisozaki mi fa impazzire, bello e con una buona acustica. è stato il mio primo concerto appoggiato in transenna (lato claren.. ehm no, lato frank bruno) e ho sentito tutto (TUTTO) benissimo.
finalmente posso sostenere una tesi diversa da piero gattone con argomenti validi (provate voi a dirgli che il gruppo xyz è o non è valido, lui si liscerà i baffi e vi demolirà a colpi di date, bootlegs ed aneddoti).

a me la versione nuova di the river piace, piace molto.
ma del resto sono combattuto tra la voglia di rivederlo con la e-street e la curiosità di cosa potrebbe succedere con la SSB in studio a incidere pezzi nuovi. comunque vada sarà un successo. il potenziale di questo gruppo a mio avviso è enorme e se mettessero mano alle cose di bruce con calma salterebbe fuori qualcosa di fantastico
l'importante è che stia fuori dalle palle almeno fino al 2008.
si avete capito bene, non voglio trovarmelo di nuovo in europa l'anno prossimo, devo rientrare dalle spese.
rag mama rag è bellissima, non l'avevo mai sentita fatta da loro.
lo spiritual finale sulla little light of mine è deliziosa, sembra la scena dei blues brothers quando belushi vede la luce.


- udine
posto incantevole, tempo dispettoso che ci fa temere la pioggia fino all'ultimo e ci circonda di lampi e tuoni prima durante e dopo lo show.
ogni tappa si migliora, chissà a dublino cosa succede. growin'up dedicata agli anziani è un colpo al cuore, ma ad arrangiamento preferisco the river.
organizzazione migliore che a torino e soprattutto la gente friulana davvero ospitale. sarà che vivo in liguria e una cosa del genere da noi non succederà mai (tipo una piazza con 4/5000 persone in fila, "belìn di drogati!" "E non si può parcheggiare!" "e sporcano dappertutto") ma mi ha colpito davvero la loro gentilezza.
ed il loro cibo, tra cui il frico, è prova tangibile dell'esistenza di un Dio benigno e amante della buona tavola.
lo scketch della grappa conferma la mia impressione che bruce si stia trovando sempre + a suo agio con la band


- verona
finalmente mi godo l'arena senza preoccuparmi di affogare come a settembre per i pearl jam. una cornice eccezionale, con l'aspetto migliore nel fatto che in posti vecchi di migliaia di anni si esce in 3 minuti mentre nei vari datchforum, isozaki, malaguti ti intruppi delle mezzore con la security che ti scopa via. la chicca della serata a mio avviso è stata samson & delilah con quel giro di basso uguale alla siglia di fantaman (chi se lo ricorda? fantamaaaaaaan invincibile sarà) più che la canzone di patti e fire.


- secondo me stasera fa fire
l'ha detto il mio amico francesco, alle 20.35 mentre mangiavamo la pizza. Per fortuna non ho esagerato negli sfottò, ma ribadisco quanto detto a lui dopo, non mi ha fatto impazzire. bella l'idea, grande sorpresa, splendido riascoltarla dopo 213 anni, ma è stata chiaramente una versione buttata lì come omaggio alla città di romeo e giulietta; non sono d'accordo con chi l'ha definita la perla del tour o iperboli del genere, con gli arrangiamenti che bruce mette in campo ogni sera, una versione mezza improvvisata voce chitarra e contrabbasso (e altri a rincorsa) mi sembra un tantino ingeneroso definirla il picco qualitativo del concerto. gli u2 cantavano anni fa che si glorifica il passato quando il futuro è arido, non è il mio caso.


- american land
ecco il mio picco, non riesco a stare fermo quando la ascolto, arrangiamento e testo superlativi.


- la corsa alla transenna
imbarazzante, desolante, mortificante.
la mia intendo, sia a torino che ad udine.
ma mentre a torino ho avuto il vantaggio di essere uno dei pochi ad aver già visto un concerto dentro il palaisozaki e quindi ho superato molte persone che si sono infilate in posti improbabili, ad udine, complice il fatto che il tratto era molto + lungo, sono stati dolori.
partito con un ottimo 35, sono stato superato da gente con numeri superiori al 100, segno inequivocabile di una forma fisica da rimettere in sesto.
vi basti sapere che mentre a tutti gli altri la security dentro la villa intimava di non correre a me han detto "veloce tu zio cane che qui abbiamo da lavorare!".
nonostante questo mi sono guadagnato una buona transenna laterale (fuori dal sottopalco)ma che mi ha permesso di godermi il concerto in maniera splendida.


- bruce e patti
non so se stiano davvero divorziando, ma l'atteggiamento di bruce è stato plateale come non mai. in più ho ascoltato alcune opinioni di rari esemplari di "femmina springsteeniana" che oltre alle solite considerazioni sul culo di bruce e sul pacco di bruce, dicevano che le smancerie rivolte alla moglie erano chiaro segno che il ragazzo aveva qualcosa da farsi perdonare. Non capisco certe cose, mia moglie dopo che sono stato via 3 giorni mi ha solo fatto lavare vetripavimentipiattiargenteria per 5 giorni di fila.
però rivendico con orgoglio la paternità della battuta fatta a torino, in risposta a chi si chiedeva se bruce avrebbe in qualche modo "ricordato" il concerto del 1988. "Si, per ricordarlo anche stavolta ha mandato in vacca un matrimonio".
del resto ho sempre pensato di esssere simpatico, fuori forma, ma simpatico.


- segnalazione mobbing
la cosa peggiore di questo tour è l'evidente mobbing perpetrato con costanza e malignità nei confronti della migliore vocalist (mogli ed ex mogli comprese) che bruce abbia mai avuto: cindy mizelle ( http://www.cindymizelle.com).
è incredibile come venga relegata sempre ai margini, nonostante abbia una voce di un paio di spanne superiore a lisa patti suzi mimì cicì cocò e cacame o'cazz.
se riusciste a sentire i vocalizzi che si spara durante jacob's ladder (le volte che patti non le fa spegnere il microfono per invidia) capireste.
di gamba e gengiva un pò forte ma con un viso angelico.
che donna!!!
Che sia lei l'amante?




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Now playing: The Black Crowes - Wyoming And Me
via FoxyTunes

all these precious moments 6 - il re del controviale


riaperta la parentesi, si parte per torino facendola un pò fuori dal vaso.
dopo pranzo, senza fretta, completo relax, dopo aver quantomeno
cercato di assorbire gli effetti della doppia data.
avere il biglietto del tenclub secondo me ti porta delle mutazioni
genetiche, soprattutto se hai assoluto bisogno di fare le cose con
calma perchè sei stanco.

tipo che non sei agitato per la coda, ma sei agitato perchè non sei
agitato per la coda.
cazzo è incredibile come ci si riesca a complicare la vita.
male che vada entriamo per trecentesimi, stai tranquillo un attimo no?

il controviale, ah, che invenzione!
ora, con tutto il rispetto, ma la viabilità di torino è filo ripetitiva.
siamo noi liguri che siamo insofferenti verso di loro quando vengono al mare.
perchè da noi le curve sono diverse le une dalle altre, ora si gira un
pò, ora un pò di meno, ora un pò di più.
a torino no belìn.
tutto uguale, tutto quadrato, ma con le rotonde.
grande invenzione le rotonde.
giro in tondo e cerchi la tua direzione, senza problemi o semafori.

a torino le rotonde hanno i semafori.
casomai la gente non capisse che bisogna fare le curve anche se la
strada non è quadrata e le curve non sono a gomito.
zio cane, le strade di torino.

e poi a torino ci sono i controviali.
che tipo c'è una strada di 21 km, tutta dritta e dopo 21 km ti tocca una curva.
a gomito.
ma tu per fare quella curva mica devi stare sulla via principale, no eh?
devi prendere il controviale, cioè una stradina minuscola e stretta e
buia che affianca la strada principale.
e se non prendi il controviale sono cazzi amari, perchè il torinese
medio è severissimo sull'uso del controviale.
ti strombazza, ti gesticola, ti vaffancula volentieri.
devi usare il controviale nèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè!!!!

fatto sta che non si sa bene come arriviamo davanti al
palaisoqualcosa, splendidi, puntuali e freschissimi.

ora, dopo averci visto due concerti, affermo senza timore di smentita che:
- il palaisozaki è molto bello (da dentro, da fuori è una merda di
parallelepipedo)
- il palaisozaki ha una gran bella acustica, e lo affermo dopo aver
visto un concerto molto "elettrico" come i pj ed uno con strumenti
prevalentemente acustici e con 18 persone sul palco come quello di
springsteen
- il personale della security avrebbe bisogno di un minimo più di
organizzazione e di preparazione, tipo imparare ad aprire dei cancelli
senza rompere le chiavi (visto al concerto di bruce) tipo far entrare
la gente DOPO aver ricevuto l'ok di non so quale cazzo di ente per la
sicurezza (visto al concerto dei PJ con la security americana un filo
nervosa per questo)
- dipendesse da me il forum di assago potrebberlo raderlo al suolo oggi stesso.

l'ingresso riservato tenclub mi permette di apprezzare il palasudoku
vuoto, coi seggiolini trasparenti e le gradinate belle nuove.
Senza avanzare eccessivamente, ci piazziamo nella rientranza della
transenna, sperando in una "visitina" di eddie (che non avverrà,
mentre mike ci ha provato ma ha desistito dopo 3 passi)

io di solito certe cose me le tiro.
del tipo che sei li che esprimi un giudizio su qualcuno/qualcosa e
subito avviene il contrario.
mica come debora, minchia come lei no, ma quasi.
minchia debora.
finale europei del 2000, francia - italia 0-1 a 28 secondi dalla fine.
del piero si è divorato l'impossibile, ma stiamo ancora vincendo.
tutti fermi, tutti zitti, tutti esattamente al posto in cui eravamo
all'inizio della partita.
debora all'inizio della partita, visto che siamo al 2 luglio e ci sono
35 gradi e siamo in 20 in 8 metri quadri, resta scalza. debora, a 28
secondi dalla fine è OVVIAMENTE ancora scalza. Debora a 20 secondi
dalla fine dice "beh dai adesso posso rimettermi le scarpe" (la palla
è in aria) Debora a 18 secondi dalla fine si mette le scarpe (wiltord
ha la palla tra i piedi). [...]
"DEBORA VAFFANCULO" (Silvia, 2 secondi dopo il goal di wiltord).

quindi, pur non essendo come Debora, ogni tanto faccio anche io dei bei numeri.
Tipo che mentre sto ironizzando sulla prolissità e logorrea musicale
dei MMJ, noto con la coda dell'occhio che stanno portando un altro
microfono sul palco.
E mi viene un pensierino.
manco il tempo di realizzare il tutto che spunta eddie.
ah ah i MMJ, che palle, meno male che questa è l'ultima canzone poi se ne vanno.
"CALA VAFFANCULO" (Io a me stesso, ma bonariamente, durante "a quick one").
a quick one, una sveltina appunto. Ma bellissima.

L'atmosfera ovviamente si scalda dopo questo fuori programma, così
all'arrivo sul palco dei ragazzi il boato è spaventoso.
dopo il solito saluto che serve ad eddie per avere una scusa per bere,
la frase incriminata:
"stasera la nostra setlist sarà un pò diversa"
alt. fermi tutti.
come un pò diversa? già tra verona e milano avete cambiato un tot di
canzoni, già leggendo le setlist passate c'è da farsi venire il mal di
testa, cazzo volete combinare? cantare i gregoriani?
\\
tra tutte le possibilità, chi di voi ci ha preso?
nessuno eh? beh dai, chi mai si sarebbe aspettato una cosa simile?
tutto il nuovo album. in ordine. mah, questi son pazzi.
e comunque, considerando io il nuovo album un capolavoro, beh mica mi
è dispiaciuta sta scelta eh?

che io non sono un maniaco delle setlist o tantomeno delle chicche.
il "morbo di springsteen" non mi ha ancora infettato.
zio cane gli springsteeniani.
una canzone è bella o è brutta, poche cazzate.
no, per gli springsteeniani le canzoni aumentano o diminuiscono di
valore in base alla loro "frequenza di esecuzione".
Night, tratta da Born to run, fatta a Bologna nel 2002? un
capolavoro!!! l'equivalente musicale della Cupola del Brunelleschi.
Night, sempre tratta da Born to run, fatta a Firenze nel 2003? beh si,
caruccia, ma ormai (giuro che qualcuno l'ha scritta davvero) "ormai in
Italia è uno standard".
Night, puttana merda.

Finito l'album, tra lo stupore del pubblico che pian piano si era
accorto di cosa voleva dire eddie parlando di "setlist un pò diversa"
(ma anche dicendo che avrebbero suonato canzoni che "parlano
dell'importanza della pace") ci si sfoga un attimo con Do the
evolution e soprattutto REARVIEWMIRROR (che completa il mio album
delle figurine, questa volevo proprio sentirla, ora non ho più
desideri particolari, suonassero un pò il cazzo che vogliono, anche
l'uva fogarina).

Grande encore con lukin di una ferocia spaventosa, black che ricalca
l'intensità del datchforum e soprattutto tremor christ dedicata al
ragazzo egiziano che (lui tremor si ma soprattutto povero cristo) era
in giro con la sua bandierina chissà da quante date.
Secondo encore non certo inferiore per qualità, con la per me inedita
accoppiata Baba/Indifference a chiudere (ahimè) il mio personale tour.
e scusate, ma durante baba o'riley ad un certo punto mi è sembrato di
vedere il dottor House che suonava la batteria immaginaria con le
cuffie addosso.

Si ritorna a casa ampiamente appagati, con un solo tarlo:
domani a pistoia faranno un concerto della madonna



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Now playing: The Black Crowes - If It Ever Stops Raining
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all these precious moments 5 - chiusa parentesi

odio celentano, come cantante, come presentatore, come fottuto
moralizzatore televisivo.

però quel giochino sul cosa è rock e cosa è lento non mi era
dispiaciuto, sono quelle stupidaggini che ti entrano in testa tipo
motivetto allegro trallallà e non ti lasciano stare.


cosa è rock?
mi ritengo un appassionato di rock, non un esperto, perchè sono troppo
intollerante per essere esperto, ma appassionato si.
cosa comporta questo?
dovrei vestirmi in un certo modo? parlare in un certo modo? vivere in
un certo modo?


sul vestire insomma, non vado in giro con le pezze al culo, ma sto
molto attento a non spendere se non è necessario. perchè così posso
comprarmi dei cd.
di musica rock.


vabbè, il discorso brevemente è questo: sabato e domenica puro rock,
pearl jam, due concerti, 650 km on the road, yeaaaaaaaaaaaah.


lunedì pannolini, culi sporchi, passeggini e omogeneizzati.


tra l'altro mia figlia ha la caratteristica di NON dormire in macchina
come fanno tutti i bimbi piccoli, no.
lei in auto è agitatissima.
si calma con la musica, tipo con l'ultimo dei pearl jam.
ma non con parachutes, come back, inside job, no.
si calma con severed hand e big wave.
fottuta genetica.


a parte l'aneddoto, mi sono ritrovato tra verona+milano e torino in
questa che è comunque la mia realtà principale.
io sono prima di tutto un padre ed un marito e poi sono un
appassionato di musica (anche se ho una figlia, una moglie e 1000 cd,
mica il contrario), quindi la mia vita è IN GRAN parte pannolini, culi
sporchi, passeggini e omogeneizzati.

ed è bellissimo sia chiaro, io e mia moglie la figlia l'abbiamo VOLUTA.
però mentre mi riprendevo dalle fatiche rocchettare, era buffo
ripensare al nomadismo dei giorni precedenti, all'imminente tour di
springsteen, con nuovo nomadismo annesso e vedermi con la bimba in
braccio o a giocarci insieme tra peluche e giostrine varie.


ed è vero che tutto sommato sono parentesi, che si aprono e si
chiudono velocemente ogni tanto, lasciandoti dentro quintali di
emozioni, metri di pelle d'oca, facce, abbracci, parole, ricordi.
ed è giusto così.


ma mentre portavo mia figlia a passeggio, mi sono posto queste domande:


- a mia figlia piacerà la musica?
- a mia figlia piacerà la musica che ascolto io?
- mia figlia mi chiederà di andare a dei concerti?
- cosa le risponderò? "no è pericoloso"? (che faccia da culo eh...)
- vorrà che ce l'accompagni?
- qualunque sia la sua passione, musica, sport, quant'altro, sarò
disposto ad assecondarla come assecondo la mia passione?
- eddie vedder lo pulisce il culo a sua figlia?
- la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?


e non ridete, che o ci siete già passati o prima o poi ci passerete.
we got fuel to burn, we got road to drive...



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all these precious moments 4 - mai vista una cosa simile

davanti al forum ci arriviamo probabilmente per secondi in assoluto.
tra chi andava al forum per il concerto dei pearl jam.


secondo chi di voi mi conosce, ho un look da rocker?
secondo chi di voi mi conosce, dopo una giornata come quella di verona + notte + sosta in autogrill, ho un look da rocker (bruttosporcocattivo)?


no, perchè arrivati dal parcheggio del forum, tiro giù il finestrino e l'amico parcheggiatore mi chiede:
"siete qui per il pokemon day?"
secondo me scherzava.


sono intollerante.
chi mi conosce lo sa.
sono molto intollerante.
certe cose proprio non le reggo, piuttosto che sopportarle rinuncio a cose anche belle.
sono quindi anche un pò coglione, ovviamente.

ma nel corso degli ultimi 20 anni, durante i quali sono andato spesso a vedere concerti, una cosa verso la quale ero MOLTO intollerante pian piano mi è diventata fin gradita.
la coda davanti all'entrata, prima di un concerto.

certo, ci devono essere determinate condizioni, mica come a reggio emilia nel 96.
zio cane, reggio emilia nel 96, per gli U2.
su quella cazzo di steppa di campovolo, con 40 gradi e 150mila persone.


poi pian piano abbiamo iniziato ad organizzarci, non dico bene, ma almeno un pò.
ora, ad esempio, ci sono i "pit", per cui se arrivi presto ti fai la levataccia, ok, ma poi il pomeriggio lo passi sereno.

a maggio ho visto springsteen ad assago.
in piedi alle 5, davanti al forum alle 7.30, numero 125, braccialetto alle 11, svaccato fino alle 18.30.
così dovrebbe essere.


ad un certo punto, di solito, ho il crollo.
bruce a firenze 2003, 47 ore senza toccare un letto.
verso le 13, davanti al'artemio franchi, con l'asfalto infuocato.
lì ho avuto il crollo.
se non reggeva la fila fatta coi numeri e gli appelli avrei visto il concerto dal fondo del campo.
la fila ha retto, sono stato nel pit.


da bologna notizie preoccupanti. spinte, malori, casini.
io non ho più nè la voglia nè il fisico per certe cose.
ed in + la transenna, per me, non è mai stata un obbiettivo tanto importante
e durante il concerto voglio sentire e vivere il concerto, non litigare con chi mi rompe i coglioni.

quindi, visto che non abbiamo il biglietto tenclub, io da subito dico che non ho nessuna intenzione di sbattermi in fila 50 ore prima, per poi rovinarmi il concerto e magari sentire qualche strampalata teoria pseudo-darwiniana sulla razza ariana che sta in transenna.


quindi, mi autogrillo, mi spizzico, giro intorno al forum.


la cosa bella dell'attesa è, ovviamente, vedere gente conosciuta e farci 4 parole.
sennò ti fai due coglioni così.


in più, tra gli obbiettivi di questa tre giorni ce n'era uno particolare.
conoscere la Vale, conoscere LA Vale, conoscere "lavalequelladelsitolongroadpuntoit".
perchè c'è più gusto leggere le mail di persone di cui conosci anche la faccia no?
e la Vale la conosco da un bel pò, via internet.
così, dopo aver studiato bene le sue foto di marsiglia ho iniziato a guardarmi intorno e l'ho trovata, fortunatamente senza doverle guardare il collo per trovare il tatuaggio (sia mai che sbagliassi persona e facessi la mia solita figura di merda).


ehi ragazza, non so se te l'ho detto, ma mi fatto troppo piacere conoscerti.
forse non te l'ho detto.
anche perchè non sei stata ferma un secondo, per piazzarmi il biglietto di pistoia.
zio cane quanto ti ho fatto camminare.



mai vista una cosa del genere. mai visto un concerto dove alle 17 la fila per il parterre era di non + di 100 persone.
mai visto un concerto dove all'apertura dei cancelli si entra CAMMINANDO, addirittura, come ho fatto io, chiacchierando tranquillo.
mai visto un concerto del genere.


dopo circa 45 minuti, ho pensato che erano state due ore di musica belle piene.
belìn, erano passati circa 45 minuti.


perchè in fondo, ma in fondo in fondo eh, vedder è un pò bastardo.
pensiero che mi ha sfiorato dopo Go, Last Exit, Save You, World Wide Suicide, Corduroy, Severed Hand, Unemployable, Even Flow.
tutte di fila. tutte suonate come se fosse l'ultima cosa che stessero facendo.

l'acustica del forum è una merda. io ero attaccato alla transenna della telecamera, l'acustica lì era una merda, tutto ovattato, compresso, insomma, una merda.
ciò non toglie che la partenza a razzo sia stato un qualcosa a cui non avevo mai assistito prima.
sembrava un concerto punk, per furia e velocità.

poi I am Mine mi ha fatto respirare e Man of the hour è stata di nuovo un bel colpo al cuore.

quando sembrava fosse il momento di tirare il fiato, ecco MFC, con il suo strettissimo legame all'italia.
posso dirvi una cosa? a me la mini fa cagare come macchina, ma proprio tanto.
sarà che io dentro una mini farei la figura del contorsionista e rischierei di essere sparato via tipo sottovuotospinto, sarà per quello, ma mi fa cagare.
ma non si può avere tutto nella vita.


daughter è figlia naturale della daughter di milano2000, con il pubblico che inizia i vocalizzi uguali a 6 anni prima; mi godo il tag dei pink floyd, con il boato alla sostituzione del "teacher" con "president bush", l'atmosfera ormai è davvero incandescente.


faithfull è una chicca della madonna e con comatose saliamo sulle montagne russe finali, che ci portano a rotta di collo verso una maestosa why go.

ora, perchè a me piace why go? avete letto il testo no? beh, io faccio un lavoro dove spesso lavoro fianco a fianco con gli "stupid fuck" che non la fanno tornare a casa; comunque sia, una canzone come questa serve a mantenere i piedi per terra, per chi come me, spesso ha un potere eccessivo su persone deboli, un bell'esame di coscienza su base rock, et voilà.


ovviamente di tutto ciò, a milano, durante why go, non me ne fotteva un cazzo.


io amo tow waits. non tanto il musicista tom waits. io amo l'uomo tom waits, il suo look, il suo stile, il suo scazzo perenne, la sua evidente malattia mentale.
di lui mi ricordo una intervista dove parlando del suo fonico diceva una cosa del tipo che un giorno ha provato a chiedergli di registrare il rumore di una mucca.
dall'interno.
e il fonico si stava organizzando per infilare un microfono in culo alla bestiola.


tutto questo inutile sfoggio di competenza su tom waits, per nascondere il fatto che OVVIAMENTE non mi ricordavo picture in a frame.
che poi sono andato a cercarmi a casa e l'ho trovata splendida e simile alla versione fatta da eddie, a parte quei 24 rumori diversi in sottofondo.
tra cui mi è sembrato udire una voce che lamentandosi diceva "aveva detto una mucca, perchè poi ha cambiato idea?"


parachutes, puro beatles sound, sarebbe stato un highlights del concerto.
sarebbe stato.
se dopo non avessero suonato black.

ora, con calma, il bello dei concerti è la sinergia tra chi è sul palco e chi sta sotto, no?
ed io una intensità di sinergia come durante black l'ho provata solo una volta.
a bologna, nel 2002, quando springsteen suonò thunder road come ultima canzone, poi uscirono tutti ed il pubblico, ma non i soliti 40 stronzi, no, TUTTO il palamalaguti, continuò a cantare il refrain finale.
e bruce uscì di nuovo sul palco si sedette al pianoforte e ci accompagnò per 20 secondi, per poi alzarsi ed inchinarsi a noi.
ecco, il duruddudduduruddù finale di black ha avuto lo stesso effetto devastante su di me.
con i cinque che ci applaudono.
perchè black è un pò la mia thunder road in negativo, per i momenti tristi
devo aggiungere altro?
ah, si, vi ripeto cosa ho detto a chi black l'ha ascoltata vicino a me anche se distante 600km:
non ho MAI visto una cosa del genere.


poi dopo c'hanno smollato crazy mary ed io, che avevo studiato TANTISSIMO, me la sono cantata tutta, ma TUTTA TUTTA eh?, compreso lo spelling di LOITERING.
che pezzo, diobono!!!
black+crazy mary, cazzo, due desideri in accoppiata, tipo scudetto e champion's league.
anzi no, perchè c'è stata anche alive. con il pattone che eddie ha preso, in un momento in cui credevo davvero si sarebbe buttato tra la folla.


l'ultimo bis è rock allo stato puro (LEASHLEASHLEASH), con yellow ledbetter che suggella una serata che difficilmente dimenticherò.


si torna a casa, c'è da chiudere un attimo la parentesi


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Now playing: The Black Crowes - If It Ever Stops Raining
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all these precious moments 3 - menù orticelle

3 – menù orticelle


a me piacciono gli autogrill.
non dico che ci vivrei eh (tipo venezia), però mi piacciono parecchio.

dove cazzo puoi trovare il salame al pepe da 13 kg se non in autogrill?
e la rustichella, benedetta invenzione gastronomica, dove la mangi se
non all'autogrill?
e il menù orticelle chi lo fa se non spizzico?


e poi in certi posti trovi delle cose allucinanti, dalle minimoto alla
testa del duce al vibratore multifunzione con telecomando bluetooth.
belìn gli autogrill!.


e soprattutto, secondo me, la fauna umanoide che si trova
all'autogrill non si trova da nessuna altra parte.
tipo, che se stai riposandoti un attimo sulla tangenziale di milano,
intorno alle 4/5 del mattino, vedi cose che in confronto blade runner
è un programma di muciaccia.


tipo, che sei li che dormi e si parcheggia un'auto di fianco, scendono
un paio di persone ed un paio restano in macchina.
Urlando.

Come
pazzi. Litigando che in confronto israeliani e palestinesi hanno si
qualche difficoltà di comunicazione, ma son cazzate risolvibili.

i protagonisti sono un ragazzo (???) ed una ragazza, presumibilmente
fidanzati, ora presumibilmente ex fidanzati, che per 21 minuti si sono
insultati a sangue. Anzi, lui urlava, strepitava e sbatteva i piedini,
in piena crisi isterico/ormonale piangendo, bestemmiando e urlando
cose incomprensibili, che finivano puntualmente con
"QUARAAAAAAAAAAANTAAAAAAAAAAEUUUUUUUUUUUUUROOOOOOOOOOOOOO" (a cui seguiva un'imprecazione contro la Beata Vergine).


Cose belle, se non fosse che tu sei lì dentro "il piccolo genio" (leggasi yaris) che cerchi nell'ordine:
- di riposarti
- di pensarti asciutto
- di far finta che il pensarti asciutto non sia una cazzata e farti
passare l'umidità
- di toglierti il muschio dalle caviglie (simulando un capodanno e
cercando di baciare i tuoi vicini)
(se pensate che sto esagerando leggete il prossimo punto)
- di pescare l'enorme trota che causa pioggia battente ha scambiato le
tue scarpe per un affluente della Dora Baltea
(zio cane che fantasia...)


tipo, che dopo un'assonnata colazione, dopo un maldestro tentativo di,
non dico lavarsi, ma almeno tirar via lo strato + superficiale dello
sporco, sei lì davanti al piccolo genio (che nel frattempo, svuotato
dei suoi 4 abitanti e soprattutto dei loro odori, sta drammaticamente
prendendo aria e sbrinandosi) che chiacchieri amabilmente quando di
fronte a te si para una gentile pulzella dalle forme assolutamente
simili alla moglie di vito catozzo (vi ricordate faletti prima che
iniziasse a tirarsela da scrittore, adrianocelentanomondocano???) cioè
metri 1,25 x 97 kg, che esce fuori da un'altra macchina ed inizia ad
inveire contro il suo cellulare (o + probabilmente contro il
malcapitato dall'altra parte della cornetta) dicendo cose tipo: "ma
come caaaaaaaaaaaaaaaaaazzoo staaaaaaaaaaaaaaaaaaaai????"
"uèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè ma sei
sfigaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaatooooooooooooooooooooooo"


ora, sul fatto che sia sfigato uno alle 7.30 del mattino di domenica
deve sentire certe cose, beh non ci piove (piove... ah ah ah), ma la
cosa davvero bella erano le movenze sinuose, anzi feline della tipa,
che mentre inveiva si dimenava tutta, fasciata in una miniminigonna di
maglina nera e in una magliettina aderente e corta in vita.

vomitata la colazione, siamo andati via, tempo un quarto d'ora eravamo
davanti al forum, pronti, a sole 13 ore dall'inizio del concerto.
se per caso vi fermaste mai all'autogrill "s.giuliano est" nella
tangenziale est di milano, state attenti.

LORO sono tra noi.


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Now playing: The Black Crowes - Evil Eye
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all these precious moments - 2 – bellissimi e bagnati

settembre 2006

il fatto che io sia alto quasi due metri ha dei vantaggi certo, ma

anche lo svantaggio, oltre a donarti una goffagine naturale che ti fa
sentire un pachiderma dentro una cristalleria, di dover sopportare
battute tipo "ma dormi coi piedi nell'acqua x essere così alto?" (e
quella della L che a me proprio non fa ridere PER NIENTE).
ora, dopo verona credo di essere cresciuto 4/5 cm, accorgendomi che la
battuta sul dormire coi piedi nell'acqua tanto sbagliata non è.


ma del resto ce la siamo cercata.
cazzo, se ce la siamo cercata.
perchè dopo 3 giorni di pioggia, dopo 350 km di strada SENZA pioggia,
se ti fermi ad un autogrill, NON puoi guardare il cielo e dire "beh dai
non è tempo da pioggia".
non puoi.

ASSOLUTAMENTE.

così fino a brescia tranquilli, dopo brescia sembrava una discesa
all'inferno, con il buio che avanzava e le gocce che pian piano
diventavano sempre + forti, fino all'uscita autostradale di verona
nord che mi ha visto arrivare praticamente con la faccia sul vetro per
capire dove cazzo stessi andando.


ormai l'ossatura della squadra è chiara.
io guido all'andata
marco guida al ritorno, salvandomi dal colpo di sonno bastardo
elena dorme, all'andata e al ritorno.


poi ci sono i sessionman, quelli da una botta e via, ma l'ossatura è quella.
e all'ossatura non sarebbe MAI venuto in mente di dire a voce alta un
pensiero ottimista come quello.
(dovremmo fare dei provini come i gruppi musicali per chi portarci in macchina, belìn).


vabbè, siamo a verona, siamo al parcheggio coperto, siamo a 200 metri
dall'arena. figata no? se solo smettesse di piovere.


si decide all'unisono che i my morning jacket si apprezzano MOLTO di
più al coperto e all'asciutto, così mentre mi rovino lo stomaco a
colpi di kebab, ascolto da fuori e penso:
- che l'arena da fuori è uno spettacolo incredibile
- che, guardandomi in giro e salutando alcuni amici, è fantastico come
certe facce saltino sempre fuori e ti facciano sentire a casa anche a
400 km di distanza.


ci arrischiamo ad entrare in quella che purtroppo sarà solo una breve
interruzione della pioggia e già da subito noto come i MMJ siano un
filo dispersivi nei finali di canzone, che durano praticamente come
una canzone.
la cosa che mi salta subito all'occhio è che se da fuori l'arena è uno
spettacolo, da dentro è indescrivibile. inoltre il contrasto tra
l'architettura romanica e le mantelline multicolori addosso a tutti è
davvero buffo (orrendo, ma buffo).


riprende purtroppo non solo a piovere ma anche a fare un vento gelido
bastardo, ma l'intro di ten è comunque sufficiente a scaldarmi.
stanno arrivando.
dopo più di sei anni.
belìn.


release è subito un colpo al cuore.
io avevo qualche desiderio speciale per sti concerti, ma non ne avrei
fatto una malattia se non fossero stati esauditi.
ma release come prima canzone del primo concerto in effetti è una bella mazzata.
"oh dear dad can you see me now?" non è solo il fatto di aver avuto un
rapporto ostico con mio padre, fatto di silenzi ed incomprensioni, ma
di certo non brutto.
il fatto è che mio padre è mancato quasi due anni fa. e lo so che "può
vedermi ora" e lui sa che "io aspetterò qui, nel buio, perchè lui mi
parli".


passato lo shock, noto subito come mcready sia davvero un frontman
nato, molto + disinvolto rispetto al 2000, mentre ament è il solito
tarantolato e stone è li tranquillo che sembra chiedersi "cazzo ci
faccio io qui? perderò la mia soap preferita in tv!". il tributo che
mike paga a townshend è chiaro, ma la qualità dell'acustica all'arena
sottolinea che è un solista tra i migliori in circolazione.


eddie mi sembra in forma, mi sembra in grandissima forma. lo trovo più
comunicativo e poi la storia dei fogli in italiano secondo me è
davvero bella, soprattutto perchè da subito mi da l'idea di non essere
una serie di frasi di circostanza.
anche se quando dice che siamo bellissimi quando siamo bagnati,
sorridendo felice certo, contento di essere li, certo, ma fottutamente
fradicio, un "vaffanculo" glielo biascico tra i denti.


setlist strepitosa, con diversi ripescaggi da ten che (di release ho
già detto) mi fanno davvero godere. quasi a scaldarci, i primi 6 pezzi
sono sparati via a 100 all'ora, con una Do the evolution veramente
gigantesca.

Love boat captain (come tutte quelle di riot act ovviamente) non
l'avevo mai sentita dal vivo ed è davvero struggente, riascolto con
piacere la barricadera grievance e soprattutto quel capolavoro di
marker in the sand.

l'accoppiata inside job + come back mi stende. se avete letto il
motivo per cui release mi ha subito messo la pelle d'oca, beh,
figurarsi come back, con l'implorazione finale "i'll be here, come
back! come back!" cantata come se fosse l'ultima cosa che facevo.


ci sono dei momenti nella storia del rock che restano impressi, per la
loro simbologia, per l'immagine a mò di fotogramma che li rappresenta.
ecco, eddie che "illumina" l'arena col riflesso sulla chitarra durante
porch per me è uno di quelli; uno di quei momenti dove non servono
parole o proclami. mi ha ricordato molto Bono che illuminava col faro
the edge durante bullet the blue sky nel 1987/88.
Se mai fosse corretto usare l'aggettivo "epico", beh questo è il momento.


betterman chiude un pò il mio cerchio. bruce ed eddie che la cantano
insieme, il sax di clarence nel finale, il piano di roy all'inizio.
la mente va chiaramente a quella versione, non impedendomi però di
apprezzare quello che sta succedendo "in diretta".


grande chiusura con l'inno di zio neil e con yellow ledbetter, che
vista dal vivo è ancora meglio.
mentre esco, del tutto soddisfatto, mi ritrovo nella piazza antistante
in circa 4 minuti. ora, perchè 1000anta anni fa costruivano certe cose
pensando anche al fatto che dopo lo spettacolo la gente deve uscire?
la domanda mi resta lì, appesa nelle ragnatele del mio cervellino,
pronta a tornare in evidenza 24 ore dopo, all'uscita dal modernissimo
datchforum.


ora, però, il problema è arrivarci, al modernissimo datchforum.
dove i PJ suoneranno tra circa 21 ore.



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Now playing: The Black Crowes - Another Roadside Tragedy
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all these precious moments 1 – the waiting drove me mad

aprile 2006

non so se capiti a tutti, ma io, nonostante abbia parecchi cd, spesso
ritorno ai soliti, quei 10/15 massimo, che hanno qualcosa di particolare. tra questi c'è l'official bootleg dei pj a milano, 22 giugno 2000. un concerto della madonna. ancora oggi rivivo le noti finali di rockin' in the free world con la pelle d'oca, al ricordo del forum illuminato a giorno, con 12mila persone in delirio assoluto.
22 giugno 2000. belìn. 6 anni, belìn.
fatto sta, che l'annuncio delle date italiane dei pj mi aveva messo, come dire, un certo appetito. fatto sta che solo qui da noi si poteva immaginare di iniziare una prevendita (sia pure ristretta al tenclub) in un pomeriggio di un giorno festivo. o forse il problema è che gli americani sanno un cazzo del 25 aprile, quindi colpa loro.
scena uno: marito (io) moglie (lei).
io:oh, sono uscite le date dei pj, fanno 5 date bolognaveronamilanotorinopistoia. lei: ah, tu a qualE (sottolineando bene il singolare) vai? io: beh a tutte no? lei: ah ah ah

ora, credetemi, io e mia moglie siamo innamorati, andiamo d'accordo, ma siamo infantili, dobbiamo giocare un pò con situazioni come queste. lei lo sa che farò + di una data, io lo so che non le farò tutte e 5, ma dirlo subito toglierebbe il divertimento no? quindi ci si accorda per tre e subito il trittico verona-milano-torino appare il + papabile. l'adesione al ten club si rivela utile purtroppo solo per torino, ma è già qualcosa; all'apertura "generale" delle prevendite andiamo via abbastanza lisci, permettendoci pure di avere 3 verona in +, perchè passiamo dai non numerati ad una buona gradinata numerata. ora, il problema è far arrivare metà settembre, visto che nell'ordine: - i pj pubblicano un album che io considero un capolavoro - i pj iniziano un tour dove solo a leggere le setlist sono già sudato quando siamo già a buon punto (luglio) ed in un giorno in cui l'attenzione è rivolta ad altro (semifinale mondiale) escono ufficiosamenteforseufficialmente le date del tour di springsteen in italia. con un problema. per la prima volta non fa una data, non fa due date, non fa tre date. fa sette date cazzo.
(intervallo prima dei supplementari di italia - germania)
mia moglie giocando col mio telefono scopre l'sms con le date. lei: cosa
sono ste date? io: è uno scherzo, sono le finte date di bruce. lei: ah ah ah (ora se qualcuno sta pensando "ma la moglie del cala che cazzo avrà da ridere sempre?", beh, non è che ride sempre, ma io sono molto simpatico e lei ha un buon senso dell'umorismo). io: si, ma sono false, figurati se fa sette date
(e attenzione, in quel momento io credevo davvero che fossero finte).
ora, io ho una bambina che al momento di questa scena aveva 9 mesi. ora, le bambine di 9 mesi, dopo le 22 dormono, anche la sera della semifinale mondiale ora, la sera della semifinale mondiale faceva un caldo da microonde ora, mia figlia si sveglia quando c'è un calcio d'angolo per l'italia, palla a pirlo, palla a grosso, tiro gol. cazzo faccio? urlo? se urlo la bimba, appena prelevata dal lettino ed in braccio alla mamma, si spaventa. allora no, non urlo. però sbatto fortissimo i piedi per terra. forse, pesando io 100 kg, era meglio se urlavo. anche perchè 86 secondi dopo fa gol del piero. e lì rischio veramente grosso, non in termini di giocatore della nazionale ma in termini di divorzio. perchè piuttosto che urlare, improvviso una specie di danza maori, che si conclude trionfalmente con un calcio alla finestra. insomma, siamo in finale mondiale, ma la serata non è propizia per parlare dell'eventualità che a 15 giorni di distanza dal tour dei pearl jam arrivi anche bruce. anche perchè mica ci credo che arriva. invece arriva, cazzo. e non nei soliti posti, no. anche lui l'arena di verona, VILLA MANIN!!!, la REGGIA DI CASERTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
barattando 3 date di bruce con una serie di lavori in casa che manco quando ero rimandato a settembre avevo tanti compiti, con la promessa che il prossimo concerto che vedrò ci accompagnerò mia figlia (almeno quindicenne) esco vivo anche da sta battaglia, vinciamo il mondiale (poopoppoppopopooooooooo) e facciamo passare il tempo.



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