giovedì 23 luglio 2009

A volte piango non mi vergogno a dirlo

Dunque procediamo con ordine, con ordine cronologico

perchè prima di bruce, dei pearl jam, degli u2, dei nestres dutreq amplicontras, prima di tutti, prima della mia ormai conclamata bulimia musicale, c'era lui.

Bennato Edoardo, da napoli, campi flegrei (gente che và, tempo d'aprile vent'anni fa)

Che giusto oggi compie 60 anni.

AUGURI Bennato Edoardo.

Perchè se ipotizzo di avere in casa tipo 3000 album (chi diavolo riesce a tenere il conto ormai?) il primo è il suo.

È Goal! Live. Anno del signore 1984. Anni del Cala 12 da compiere.

All'epoca zero musica, solo calcio.

E quella canzone che dava il titolo all'album era la sigla della domenica sportiva, che non vedevo quasi mai tutta perchè iniziava tardi, quindi sta sigla me la ricordo perchè speravo che subito dopo facessero vedere i goal della juve, i goal di platinì, chepoisivaadormirecheègiàtardi.

E me l'ha regalata mio papà.

E manco a farlo apposta quell'estate ero andato ad un campeggio scout che aveva come tema peter pan e come colonna sonora “sono solo canzonette” (mi ricordo ancora i miei capi scout coi travestimenti da capitan uncino, peter pan e coccodrillo).

BUM.

È iniziato tutto da lì.

Un poco alla volta mi ero fatto regalare tutte le cassette vecchie, le avevo DI VO RA TE

(aperta parente: ma quanto era meglio una volta quando un album nuovo restava in rotazione per settimane anzi mesi??? ora via, mezzo ascolto e si passa oltre... chiusa parente)

la versione italiana della scena di alta fedeltà quando rob mette a posto i dischi e dice che è la cosa che preferisce fare di più al mondo, perchè “lì dentro” c'è un mondo migliore: eccolo, bennato edoardo coi suoi continui riferimenti al mondo delle favole, peter pan e pinocchio, ma anche personaggi inventati da lui. Metafore che forse ho apprezzato non subito come tali, ma che hanno iniziato a farmi capire ben prima che arrivasse nick hornby che la musica non sarebbe mai stata un semplice sottofondo, ma qualcosa grazie alla quale provare emozioni, esprimere sensazioni, viaggiare con la fantasia, costruirsi un mondo migliore.

La versione italiana di Imagine di john lennon: l'isola che non c'è, di bennato edoardo.

Non scassate il cazzo, leggetevi i due testi, poi fatemi sapere.

E quindi eccolo, il Cala, ingenuo, timido, impacciato, goffo, insomma esattamente come è ora, solo un pelo più magro, molto meno logorroico, molto ma molto meno rompicoglioni.

Lui e la musica di bennato edoardo, per pomeriggi interi.

E quando finalmente dopo anni di falliti tentativi sono riuscito a vederlo dal vivo ( a PIETRA LIGURE comune nel quale lavoro ora, attenzione, potrebbe sembrare insignificante ma non lo è) era il 1989 e già molte cose erano cambiate, c'era già bruce, c'era meno calcio, più musica.

Figa sempre poca, ma non è questo il momento per parlare di certe cose.

Era stato IL concerto, le aveva fatte tutte, almeno mi sembra, aveva fatto capitan uncino a torso nudo “sono o no il comandante di questa lurida nave???” (e tutti: SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII) e lui “davvero?” (e tutti: SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII).

E forse li si è chiuso un periodo della mia vita.

Perchè poco dopo lentamente bennato edoardo si è allontanato, c'era altro da ascoltare, era già iniziata la fase bruce, stavano arrivando gli u2 (stava per uscire rattle & hum).

E bennato edoardo è stato messo in un angolino, per anni ed anni ed anni.

Poi, mentre andavo a un raduno di springsteeniani nel 2001 avevo comprato un suo disco dal vivo registrato alla tv svizzera, un disco meraviglioso.

E via di cd originale in edizione economica.

E via, che dopo anni riesco a prendere il numero 1 (è goal!) sia in vinile che in cd.

Poi ai giorni nostri, quando ormai il mio stereo, che prima di sposarmi e soprattutto di avere figli era “l'unica cosa ordinata di camera tua” (cit.), serve più ad attaccarci i magneti che ad ascoltare musica, quando ormai la musica arriva quasi solo dal mio ipod, ecco che sto live svizzero risalta fuori.

RI BUM

ri parte lo scimmione, fortissimo per bennato edoardo.

Ed arriviamo a st'estate, dopo anni di lavoro nel comune di ceriale, mi sono trasferito a pietra ligure.

E st'esate bennato edoardo sembra che sia in giro con un musical ispirato a peter pan.

Uhm

e sembra che lo faccia da ste parti.

A ceriale.

Uhm uhm.

Vabbè, si va, per la seconda volta nella mia vita faccio l'imbucato e mi piazzo in quarta fila ad aspettare che inizi sto recital con scenografie e costumi, dicono che forse bennato edoardo farà anche qualche pezzo.

Invece no. Stasera c'è un concerto di bennato edoardo, con “ogni tanto” qualcuno vestito da peterpanwendybambinivaripiraticapitanuncinococcodrilo che salta fuori e balla.

Ma è un concerto di bennato edoardo, luglio 2009.

20 anni dopo.

Sarà falso sarà vero, asia, mangiafuoco, il rock di capitan uncino (ovviamente), sono solo canzonette (ovviamente), la fata, la torre di babele, rinnegato, tu vuoi l'america, viva la mamma e via così.

Due ore. Con ampissimo debito a bo diddley, bennato edoardo è tuttoggi un rocker coi controcazzi, ha una band bella tosta con 3 chitarre, basso, batteria, tastiere, canta ESATTAMENTE come 20 anni fa, ha i capelli dello stesso colore di 20 anni fa (ma sto vizio di avere i capelli Tinti e Finti accomuna diversi rocker sessantenni).

Un devasto emotivo, come ho detto alle mie ex colleghe: sono ringiovanito di 25 anni.

Pur non amando molto le classifiche e le hit parade, di una cosa sono però convinto.

Almeno dal punto di vista cronologico, bennato edoardo è il mio numero 1.

Poi, per completare la serata la mia ex collega mi tiene compagnia in attesa del momento propizio per una foto ed un autografo (sul “numero 1” ovviamente).

E quando bennato edoardo arriva, io, che non sono mai stato un cacciatore di autografi e non ho alcuna intenzione di diventarlo a 37 anni, mi avvicino tranquillo.

mi lasciate tranquillo un attimo? Grazie!” secco, mezzo sorriso, ma uno scazzo così.

Cd nel borsello, e si va a casa, sarebbe stata la chiusura di un cerchio, il numero 1, bennato edoardo, la prima volta che tornavo a ceriale da quando mi ero trasferito.

Però per me che ho sempre pensato di avere con TUTTI i miei idoli musicali un rapporto molto ma molto chiaro: loro suonano – io ascolto (bon morta lì' senza seghe mentali su autografi, foto, dediche e cazzate varie) tutto sommato va bene così.

Però, caro il mio bennato edoardo, vattene affanculo và, una firma sul tuo cd potevi farmela eh.

Auguri bennato edoardo, spero di rivederti in giro, stavolta non mi porto un cazzo.



4 commenti:

Francesco ha detto...

AHAHA, bravo Cala

spanishjohnny ha detto...

grande Cala e ottimo, musicalmente e fino a un certo punto, Bennato
sul Bennato persona...basta che me lo chiedevi e al concerto ci andavi senza niente; diciamo pure che se lo conosci Bennato, lo sai che è così: un po' sprucido. Visto dal vivo una sola volta col quartetto d'archi: fu bellissimo; "conosciuto" quando suonava con i BLue Stuff, un bel po' meno bello

spanishjohnny ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
il Cala ha detto...

ma si dai, poi alla fine mi sono reso conto che al di là dell'autografo, mi spiaceva più per lui che si è dimostrato una merda, che per me