martedì 16 novembre 2010

A quello che eravamo a quello che siamo a quello che saremo




Nel film del 1985 “Fandango”, kevin costner ed i suoi amici nel corso di un viaggio non solo “chilometrico” recuperano nel deserto una cassa dove dentro avevano seppellito una bottiglia di champagne e scaraventandola da una alta rupe brindano a loro stessi.
Da quando mi sono chiesto che senso avesse l'esibizione di bruce e la band in un teatro vuoto a rifare per intero ed in ordine esatto Darkness l'anno scorso, questo è il paragone a cui sono arrivato.
Oltre alla conclusione che sia quello il dvd chiave di tutta la magnifica operazione del cofanetto in uscita oggi, per celebrare il “trentennale più due” di Darkness on the edge of town.
Quel dvd da la lettura al cofanetto, perché fondamentalmente dice una cosa: siamo qui, 31 anni dopo e queste canzoni sono cresciute con noi, non ci hanno mai lasciato ed oggi le ritroviamo qui, fresche e vere come allora.
Bruce e la band dicono semplicemente questo: SIAMO ANCORA QUI! Anzi dicono anche DARKNESS È ANCORA QUI.

L'operazione cofanetto a mio avviso va oltre la classica celebrazione di un gran bel disco, come oggi accade per molti, forse troppi album, anche con meno anni di onorata carriera sulla schiena.
Il voler aprire ai fan archivi audio e video (anche se non del tutto inediti per alcuni accanitissimi) relativi a quel periodo, per bruce vuol dire riallacciare un filo che dal 1978 porta ai giorni nostri seguendo un percorso musicale ma soprattutto di vita.

Darkness on the edge of town, inutile ricordarlo, segna il passaggio, magari gradualmente già accennato nel disco precedente, dal ragazzo vagabondo che cerca una sua via d'uscita all'uomo che d'un tratto vede il mondo con occhi nuovi e spesso vede ciò che non vorrebbe vedere.
Darkness come rabbia, lotta, come crescita dolorosa, assunzione di responsabilità o quantomeno presa di coscienza di queste ultime.
Darkness come primo sguardo al di là del piccolo mondo dove il giovane bruce aveva ambientato i suoi primi 3 dischi, come impatto con le badlands, con i poveri che vogliono essere ricchi, i ricchi re e via andare.
Darkness come accorgersi che è meglio essere nati senza niente, perché appena hai qualcosa vengono a portartelo via.
Darkness come consapevolezza del peccato, del male, di essere alla fine un caino, di aver ereditato peccati e fiamme.
Darkness che trasforma ed imbastardisce il runaway dream, di cui resta solo il dark heart.
Darkness, buio, come quello che c'è fuori quando la gente esce per andare in fabbrica a perdere l'udito e ogni giorno un pezzo di anima.
Darkness, buio, come il corridoio da attraversare se vuoi arrivare alla stanza di candy, per un amore forse solo ipotetico, sognato, desiderato, alcuni ipotizzano addirittura mercenario.
Darkness, buio, da dove senti chiamare il tuo nome senza capire chi lo stia facendo.
Darkness, buio, illuminato da un fuoco che non da vita come capita in altre canzoni, ma brucia pensieri e volontà, di perdenti che su certe strade stanno morendo.
Darkness, buio, solitudine, dove il personaggio della title-track, chissà, magari è lo stesso di Meeting across the river, che si immaginava la scena di lui che butta soldi “sospetti” sul letto mentre la sua donna capiva che non stava “solo parlando”, e che ora ha perso tutto, compresa la moglie, ma sarà su quella collina, perché non può fermarsi

L'album nasce come sappiamo in un periodo di fortissimi scazzi per bruce, cause legali, impossibilità a pubblicare nuove materiale; al di là che sia vero o meno che i testi parlino di quelle cose, darkness sembra alla fine quasi un manuale di sopravvivenza, che ha come obbiettivo ultimo il vivere, il resistere, il non arrendersi, non come quelli che “semplicemente rinunciano a vivere e muoiono pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno”.

Bruce ha resistito, non si è arreso ed oggi è lì su quel palco spoglio, davanti ad un teatro vuoto (vuoto NON perché nessuno lo ascolta, ma vuoto perché su quelle sedie possiamo starci tutti) a dire che da quell'oscurità, da quei margini si può uscire.

Anche per questo Darkness è un disco ATTUALE, un disco VIVO, che viene riproposto dagli stessi musicisti che lo incisero nel 78, perché è VERO OGGI, ADESSO.
È soprattutto CREDIBILE anche cantato da sessantenni, cosa non semplice nel rock.
È credibile perché parla di uomini, di ragazzi diventati uomini, di vita adulta.
Certo born to run a luci accese sul palco con enne mila pugni alzati sarà SEMPRE credibile live, ma Darkness non è una celebrazione di tempi andati, è vita, non è passato, è presente. È qualcosa che devi sempre aver chiaro, in testa, una specie di manuale delle istruzioni.
Darkness è il momento in cui bruce capisce che andarsene dalla città dei perdenti non è facile, ancor meno lo è farlo vincendo.

Il resto del cofanetto, il resto dello splendido cofanetto dice ovviamente anche dell'altro.
Dice che già allora bruce springsteen & the e-street band erano il miglior concerto che ti potesse capitare di vedere.
Dice che nell'arco di una sera potevi morire e rinascere più volte grazie a loro, alle loro canzoni, al loro essere su un palco come fosse l'ultima possibilità per dimostrare qualcosa.

Le outtakes, gli inediti, mioddio.
Per anni abbiamo sognato vagheggiato sulle sessions in studio di quel periodo.
Il doppio cd altro non fa che dirci una cosa che abbiamo sempre saputo. Probabilmente il signor springsteen non ha inventato nulla, ma nessuno è mai stato in grado di assorbire stili completamente diversi e renderli unici e soprattutto PERSONALI come lui ha fatto in 40 anni.
Ed è per questo che a mio avviso l'approccio col doppio cd non dovrebbe essere di valutazioni delle canzoni in quanto tali.
Finalmente possiamo dire a voce alta quello che magari abbiamo sussurrato a bassa voce: se non le ha pubblicate ci sarà un motivo. Si, c'è un motivo, per alcune di queste canzoni, è evidente. Ma non fermiamoci a questo, andiamo oltre la domanda Cazzo c'entra sta canzone con springsteen? Perché questo doppio cd fa parte del making of tanto quanto il documentario. Sono stralci, spunti, idee, bozze.
Il pop (oddioddiddioddio che brutta parola!) il soul, il r&b, c'è tutto qui, disordinato, caotico, pasticciato bloc-notes che bruce ha scelto di mettere a disposizione per farci vedere meglio da dove parte questo filo che ancora oggi è ben teso.
Bruce che canta mentre steve ridacchia, bruce che borbotta, pezzi che richiamano sinistramente cose tipo gli abba, tutto questo è stato darkness, tutto questo è stato quel periodo, perché dovremmo negarlo e nasconderlo, visto i risultati a cui ha portato?

Ho sempre sostenuto che il mio disco preferito sia Born to run, non cambio idea, anche perché fondamentalmente di certe classifiche me ne frego, ma Darkness oggi ci viene presentato con una trasparenza, una sincerità, una attenzione che ci dimostrano quanto di bruce ci fosse e ci sia ancora in quei solchi.

L'importanza di quel disco sta nelle rughe, nella fatica a stare in piedi, nella calvizie delle persone che lo hanno risuonato 31 anni dopo e soprattutto che per 31 anni hanno continuato a suonarlo.

Spesso ho riflettuto se non fosse magari eccessivo il peso, l'importanza che do alla musica.
La musica suscita in me tutta una gamma di sensazioni-emozioni, dalla rabbia alla tristezza, alla gioia, all'innamoramento, al dolore, all'eccitazione sessuale.
E questo sono sicuro sia assolutamente un bene, proprio per le cose che in un modo o nell'altro mi aiuta a provare ad esternare, a capire
Ma dopo una vita passata ad ascoltarla, dopo enne mila album, una cosa so per certo.
Se cerco nella musica una spiegazione, una via, una direzione, un consiglio il primo a cui mi sono rivolto, mi rivolgo e soprattutto continuerò a rivolgermi sarà sempre bruce springsteen.

Ed il fatto che sia l'autore di questo album in effetti influisce sulla mia decisione.

4 commenti:

I Neck ha detto...

Analisi perfetta!!! Bravo Malmogia

heilheil ha detto...

forse te l'ho già detto, TU devi scrivere un libro! racconti, novelle, recensioni, quello che vuoi. tu ci metti le parole io i soldi e poi facciamo a metà

il Cala ha detto...

heilheil non so se me l'hai già detto, non so chi sei... però mi piace il tuo discorso, specie la parte sui soldi...

SoloDinamo ha detto...

il cofanetto è bellissimo...