giovedì 30 giugno 2011

30 giugno - love

I'm unaware, lost inside your visions

love - smashing pumpkins (mellon collie and the infinite sadness)

mercoledì 29 giugno 2011

martedì 28 giugno 2011

L'ultimo coguaro dello zoo di berlino








Dal nostro inviato in terra teutonica Sir Torati, un avvincente resoconto del concerto di john mellencamp a berlino.

berlino ci ha riconquistato ancora una volta. ci siamo andati in una
sorta di toccata e fuga apposta per vedere un felino in via di estinzione.

LOW COST - pur con tutti i loro limiti, primo fra tutti quelli di
imbarcare davvero i peggiori tamarri del pianeta, siano benedette le
compagnie low cost che hanno rivoluzionato l'idea stessa di viaggio. le
generazioni precedenti alla nostra potevano ambire a vedere una volta
nella vita roma, parigi o londra (spesso in viaggio di nozze), noi oggi
frequentiamo queste capitali come una gita fuori porta domenicale. senza
la rottura dei parenti o il rischio di incontrare qualchuno che
conosciamo, fra l'altro.

WILLKOMMEN - la capitale tedesca ci ha accolto sabato con un cielo
grigio e un clima un po' più rigido del caldo tropicale col quale
avevamo lasciato venezia. eravamo così tanto sicuri della perfezione
germanica che siamo rimasti un po' delusi dal ritardo di due minuti del
treno shonefeld - friedrichstrasse e dalle indicazioni poco chiare e non
esaustive della stazione dell'aereoporto. in compenso le ferrovie
teutoniche hanno inserito un'allegra musichetta che preannuncia l'arrivo
nelle diverse stazioni. a noi fanno sempre tanta tenerezza i tentativi
di questo popolo di darsi un'aria leggera e scanzonata a dispetto del
carattere e della lingua dai toni leggermente spigolosi.

BICICLETTE - in passato avevamo già scritto che, diversamente che in
italia, pedoni e ciclisti non sono alleati, ma concorrenti di due
distinte porzioni del medesimo marciapiede. che i crucchi siano
mediamente più alti e prestanti di noi è noto (infatti in ben due
occasioni, come quando si fanno le squadre a calcio al campetto, li
abbiamo scelti come primi alleati nelle guerre mondiali), ma i mezzi su
due ruote che pedalano sono proporzionalmente ancora più enormi. piste
ciclabili e metropolitane attrezzate per il trasporto combinato: berlino
è proprio una città a misura di bici. a dire il vero è una città a
misura di tutto.

BEVANDE - non siamo granché esperti in tema di bevande alcoliche, ma la
nostra impressione è che la birra tedesca sia estremamente leggera e
bevibile. in alcuni baracchini (berlino è la patria dello street-food)
viene servita assieme ai pretzel, quei panini salatissimi che ti
costringono, appunto, a prendere subito un altro sorso di bionda.
l'acqua invece, come in quasi tutte le nazioni diverse dalla nostra, è
un vero e proprio lusso e costa più delle altre bevande. quella minerale
è gasatissima: probabilmente contiene qualche residuo dell'arsenale
nucleare di cermania. da loro i nostri referendum avrebbero quindi
riguardato lo stesso tema.

COGUARO - dicevamo all'inizio del motivo della nostra visita. john
mellencamp è un rocker molto noto, quasi un mito, almeno per chi ascolta
quel genere di musica (per i profani: categoria "roba simile a bruce
springsteen") che nei decenni scorsi è stato propagandato da riviste
come mucchio e buscadero. peccato che per tutti gli altri sia un
illustre sconosciuto. a parte gli amici che condividono i nostri stessi
gusti musicali, non abbiamo trovato una sola persona (collega,
familiare, edicolante, vicino di casa) che lo avesse sentito nominare.
non aiuta nemmeno fornire l'indizio sul suo soprannome negli anni
ottanta: coguaro. in effetti, fra tutti i felini, non è certo il più
popolare.

ORARIO DI INIZIO - a noi la precisione tedesca piace molto, anche se
talvolta risulta eccessiva persino ai nostri occhi intrisi di
esterofilia. sul biglietto c'è scritto inizio ore 20? e alle 20.00:00
(davvero, non scherziamo) è partito lo show, mica come da noi che quando
il messaggio registrato dice di accomodarsi ché lo spettacolo sta per
iniziare, sappiamo tutti che abbiamo il tempo per ordinare un toast o
fumarci una cicchetta e ce ne freghiamo beatamente. lì invece il
meccanismo è rodato: un rintocco di campana (invero alquanto funereo)
significa dieci minuti all'inizio, due rintocchi uguale meno cinque.
oltre, se non ci si siede, si viene centrati da tiratori scelti.

DOCUMENTARIO - uno pensa che un concerto di solito inizia con una
schitarrata o con la batteria che detta il ritmo. in questo invece si
spengono le luci e parte il film. già, perché in questo tour la prima
parte dello spettacolo è rappresentata da un documentario. nulla di male
- se non che già come idea di base è una discreta mattonata sui cabasisi
- ma almeno si raccontasse una storia. invece è una raccolta di pezzi
live del nostro. più o meno gli stessi che di lì a poco sentirai suonati
dal vivo e con una band che suona strumenti veri. scelta
incomprensibile, cui il pubblico ha risposto con un generale
disinteresse (forse il tutto è un subdolo modo per garantire un altro
giro di incassi ai vari bar delle strutture che ospitano mellencamp) e
pure con qualche fischio. ci sarà rimasta male meg ryan, presente fra
gli spettatori. siamo curiosi di registrare la reazione nelle nostre
arene (mellencamp suonerà a giorni in italia) a questo documentario.

TEMPODROM - che poi, al solito, dobbiamo registrare l'esistenza di
queste splendide strutture dedicate alla musica. perché all'estero nei
palasport di norma si svolgono eventi sportivi e non concerti. il rock
condivide gli stessi spazi degli altri generi musicali in edifici
dedicati alle sette note. il tempodrom è un'arena circolare
dall'acustica e dalla visibilità quasi perfette in ogni ordine di posto.
ci sono tanti bar, si raggiunge con i mezzi pubblici, ha molti ingressi,
numerose vie di fuga e così via.

ROCK - malgrando john cougar mancasse da una vita dall'europa, il
concerto non ha registrato il sold-out e questo ci è dispiaciuto. così
come accorgerci che ormai il rock è un genere di nicchia e per lo più
destinato a gente di una certa età. nell'ultimo bis il rocker ha
invitato sul palco uno del pubblico. il tipo, pelatino e con la
pancetta, simboleggiava tutti noi, inchiodati ad una vita ordinaria e a
sogni di ribellione probabilmente svaniti fra sabati pomeriggi al
supermercato e il gran premio in tv la domenica dopo il pranzo con i
suoceri.

BERLINO ALTERNATIVA - il vantaggio di aver già visitato più volte una
città da turista è di sentirla un po' più tua, di girarla con maggior
familiarità e, soprattutto, di non aver l'ansia di dover a tutti i costi
ottimizzare il tempo a disposizione per vedere i monumenti immortalati
sulla copertina della guida. abbiamo avuto così la fortuna di girare un
po' a cazzo. domenica ci siamo imbattuti in due mercatini delle pulci.
il primo, berliner troder und kunstmarkt , simile a portobello road, ma
un po' meno turistico. c'era tanto antiquariato. però come a londra gli
unici che abbiamo visto comprare davvero, ovviamente sbandierando a voce
altissima il legittimo orgoglio per aver concluso l'affare della vita,
sono stati quattro italiani. non amiamo la furbizia e le pratiche
commerciali scorrette, ma per una volta abbiamo tifato per il venditore
e siamo intimamente convinti che abbia rifilato due sassi e qualche
biglia, spacciandoli per una splendida collana di cristallo e marmo di
sassonia. il secondo, a mauerpark, invece, è difficilmente catalogabile.
a volte pare un immenso magazzino delle cose rubate dalle case di tutto
il mondo. c'è di tutto, compresi interi scatoloni di diapositive,
quaderni di scuola, cartoline. come se a qualcuno potesse davvero
interessare venire in possesso delle foto della luna di miele a capri
del sig. mueller e consorte.

siamo tornati e già ci manca berlino. perché alexanderplatz ha il suo
fascino e noi, sotto sotto, anche se ci fingiamo democratici, abbiamo
sempre fatto il tifo per la germania est. perché ci sono i kebab più
buoni del mondo. perché è una città giovane e giovanile. perché c'è
gente in giro a tutte le ore. perché tra tutte le capitali è quella che
resite più delle altre all'omologazione. perché i bus di linea ti
portano all'aereoporto e fanno lo stesso identico tragico dei
sightseeing. perché i tedeschi hanno affrontato tante situazioni
difficili e ne sono usciti senza chiedere aiuto quasi a nessuno. e altri
perché che non vediamo l'ora di scoprire al prossimo viaggio.

domanda del cala
ora però qualche dettaglio in + sul concerto, che sono a tanto così da mandarlo affanculo, il coguaro che mette i filmini cristodiddio


sir torati
a me mellencamp mi piace tanto. quando facevo le mie classifiche era sempre nei primi tre, o springsteenpettymellencamp o springsteenmellencamppetty.

giuro che con quella barbetta e un po' invecchiato/ricostruito (aveva il volto molto plasticoso: non come john fogerty che sembra silvan, ma quasi) per strada non l'avrei mai riconosciuto. sul mio flickr trovate le foto fatta con la compattina (acquisto inutile dell'anno) comprata per l'occasione.

il documentario è davvero una mattonata. per di più assurda, perché ci sono spezzoni live delle canzoni che sentirai di lì a poco.

non è vero che il concerto è diviso in due, acustico e "greatest hits" full band. i pezzi sono alternati. band di altissimo livello. tutti si innamorano della violinista, ma il chitarrista è il vero leader.

sul palco c'è una statuina della madonna. ampli e strumenti molto vintage.

pochissimo dialogo col pubblico (classico atteggiamento di chi considera gli europei un pubblico di serie b), scaletta - a leggere il forum - uguale ovunque.

un solo bis, poi tutti a casa. i crucchi ovviamente non chiamano a gran voce una seconda uscita: essi pensano che se è andato via, un buonotivo ci sarà e vanno a casa pure loro.

merchandising a prezzi vertiginosi. il cd - ! - è in vendita a 25 euro, t-shirt 30, felpa 55.

durata: 1h 50 min, oltre documentario (65 min)

Authority Song
No One Cares About Me
Death Letter
John Cockers
Walk Tall
The West End
Check It Out
Save Some Time To Dream
Cherry Bomb (only the first verse a capalla)
Don't Need This Body
Longest Days
Jackie Brown
Easter Eve
Jack & Diane
Small Town
Rain on the Scarecrow
Paper in Fire
The Real Life
If I Die Sudden
Pink Houses
Encore:
R.O.C.K. in the U.S.A.

28 giugno - the ties that bind

You walk cool, but darlin', can you walk the line
And face the ties that bind?


the ties that bind - bruce springsteen (the river)

lunedì 27 giugno 2011

sabato 25 giugno 2011

giovedì 23 giugno 2011

23 giugno - never learned to swim

never learned to swim - clint maul (broken record)

mercoledì 22 giugno 2011

22 giugno - mary's place

mary's place - bruce springsteen (the rising)

Ho sette fotografie di Budda
Il profeta è sulla mia lingua
Undici angeli di misericordia
Che cantano sopra quel buco nero nel sole
Il mio cuore è cupo ma si sta sollevando
Sto raccogliendo tutta la fede che posso intravedere
Da quel buco nero all'orizzonte
Sento la tua voce che mi chiama

Lascia piovere, lascia piovere, lascia piovere
Lascia piovere, lascia piovere, lascia piovere, lascia piovere
Incontriamoci da Mary, faremo una festa
Incontriamoci da Mary, faremo una festa
Dimmi come facciamo ad iniziare questa cosa
Incontriamoci da Mary

Facce familiari attorno a me
L'ilarità si espande nell'aria
La tua grazia amorevole mi circonda
Tutti sono qui
I mobili sono fuori sulla veranda
La musica suona ad alto volume
Sogno di stringerti fra le mie braccia
Mi perdo nella ressa

Lascia piovere, lascia piovere, lascia piovere
Lascia piovere, lascia piovere, lascia piovere, lascia piovere
Incontriamoci da Mary, faremo una festa
Incontriamoci da Mary, faremo una festa
Dimmi come facciamo ad iniziare questa cosa
Incontriamoci da Mary

Ho una tua foto nel mio medaglione
La tengo vicina al mio cuore
E' una luce che brilla nel mio petto
Che mi guida attraverso l'oscurità
Sette giorni, sette candele
Alla mia finestra che illuminano la tua strada
Il tuo disco preferito è sul giradischi
Faccio scendere la puntina e prego (Alza)
La banda chiama fuori la mezzanotte (Alza)
Il pavimento rimbomba fragorosamente (Alza)

Il cantante richiama la luce del giorno (Alza)
E attende quell'urlo dalla folla (Alza)
Attende quell'urlo dalla folla (Alza)
Attende quell'urlo dalla folla (Alza)
Attende quell'urlo dalla folla (Alza)
Attende quell'urlo dalla folla (Alza)
Attende quell'urlo dalla folla

Alza, alza, alza
Alza, alza, alza, alza

Incontriamoci da Mary, faremo una festa
Incontriamoci da Mary, faremo una festa
Dimmi come facciamo ad iniziare questa cosa
Incontriamoci da Mary

Lascia piovere, lascia piovere, lascia piovere, lascia piovere


martedì 21 giugno 2011

lunedì 20 giugno 2011

Mio fratello Clarence Clemons


di Bruce Springsteen
(traduzione di Gianluca Brovelli, webmaster del sito www.badlands.it)

L'elogio funebre di Bruce Springsteen per "il mio sassofonista, la mia
ispirazione, il mio compagno, il mio amico di una vita"

Sono rimasto qui seduto ad ascoltare tutti che parlavano di Clarence, e a
guardare quella foto di noi due. È un’immagine di Scooter e The Big Man,
personaggi che qualche volta eravamo [il riferimento è a una canzone di
Springsteen, Tenth Avenue Freeze-Out, che racconta la storia della
formazione della E Street Band, NdR]
. Come potete vedere nella foto,
Clarence si sta ammirando i muscoli e io cerco di non farci caso mentre mi
appoggio a lui. Mi sono appoggiato molto a Clarence; in un certo senso, ci
ho costruito sopra una carriera.

Quelli di noi che hanno condiviso la vita di Clarence, hanno condiviso con
lui il suo affetto e la sua confusione. Anche se “C” si addolcì con gli
anni, era sempre in movimento, selvaggio e imprevedibile. Oggi vedo seduti
qui i suoi figli Nicky, Chuck, Christopher e Jarod, e vedo riflesse in loro
molte delle qualità di “C”. Vedo la sua luce, la sua oscurità, la sua
dolcezza, la sua asprezza, la sua gentilezza, la sua rabbia, la sua
brillantezza, la sua bellezza e la sua bontà. Ma, come voi ragazzi sapete,
vostro padre non era una passeggiata. “C” visse una vita in cui ha fatto
quello che voleva fare, e ha lasciato cadere dove volevano i frammenti,
umani o di altro genere. Come molti di noi, vostro papà era capace di
momenti di grande magia, ma anche di fare un discreto casino. Questa era,
semplicemente, la natura del vostro papà e del mio stupendo amico. L’amore
incondizionato di Clarence, che era molto reale, si esprimeva a un sacco di
condizioni. Vostro papà era come un grande cantiere, e c’erano sempre lavori
in corso. I percorsi di “C” non erano mai lineari, la sua vita non andò mai
lungo una linea retta. Non andava mai così: A… B… C… D. Era sempre una cosa
come A… J… C… Z… Q… I…! Questo era il modo in cui ha vissuto Clarence e con
cui si è fatto strada nel mondo. So che questo può farvi soffrire e
confondervi, ma vostro padre era una persona che aveva in sé molto amore, e
so che amava molto ciascuno di voi.

Ci voleva un sacco di gente per occuparsi di Clarence Clemons. Tina, sono
molto contento che tu sia qui. Grazie per esserti presa cura del mio amico,
per avergli voluto bene. Victoria, tu sei stata una moglie amorevole,
gentile e attenta per Clarence, e hai fatto una grande differenza nella sua
vita, in un periodo in cui le cose andavano sempre bene. A tutti coloro che
hanno fatto parte del gruppo di persone che hanno aiutato “C”, troppi per
essere nominati ad uno ad uno: voi sapete chi siete e vi ringrazio. La
vostra ricompensa vi aspetta ai cancelli del cielo. Il mio amico era un osso
duro, ma ha portato nella vostra vita alcune cose che erano uniche: e quando
accendeva quella luce, quella dell’amore, illuminava il vostro mondo. Sono
stato abbastanza fortunato da restare in quella luce per quasi 40 anni,
vicino al cuore di Clarence, nel tempio dell’anima.

E ora un po’ di ricordi: fin dai primi giorni in cui io e Clarence abbiamo
viaggiato insieme, tiravamo fino all’ora di ritirarci nelle nostre camere, e
in pochi minuti “C” trasformava la sua in un mondo a parte. Venivano fuori
le sciarpe colorate da stendere sopra le lampade, le candele aromatizzate,
l’incenso, l’olio di patchouli, le erbe; la musica e il giorno in giro
venivano messi da parte, lo spettacolo andava e veniva, e Clarence lo
Sciamano regnava e faceva le sue magie, notte dopo notte. La capacità di
Clarence di divertirsi era incredibile. A 69 anni se l’era passata alla
grande, perché aveva già vissuto almeno dieci vite, 690 anni nella vita di
un uomo medio. Ogni notte, in qualsiasi luogo, la magia saltava fuori dalla
sua valigia. Appena il successo glielo permise, anche la stanza dei suoi
vestiti si riempì degli stessi trucchi della sua stanza dell’albergo: fino a
che una visita in quel guardaroba non diventò come un viaggio in una nazione
straniera che ha appena trovato enorme riserve di petrolio. “C” sapeva
sempre come vivere. Molto prima che Prince venisse svezzato, un’aria di
misticismo licenzioso era la regola nel mondo di Big Man. Io ci entravo
dalla mia stanza, che aveva parecchi divani carini e qualche armadietto da
spogliatoio, e mi meravigliavo delle cose che stavo sbagliando! A un certo
punto, lungo la strada, tutto questo fu battezzato il Tempio dell’anima; e
“C” presiedeva sorridente sui suoi segreti e i suoi piaceri. Essere ammessi
alle meraviglie del Tempio era qualcosa di delizioso.

Mio figlio Sam, da bambino, rimase incantato da Big Man. Non c’è da
meravigliarsi: per un bambino, Clarence era un torreggiante personaggio
delle fiabe, qualcosa di uscito da un libro di favole molto esotico. Era un
gigante con i rasta, con grandi mani e una voce profonda e melliflua,
addolcita dalla gentilezza e dal rispetto. E per Sammy, che era solo un
piccolo bambino bianco, lui era profondamente e misteriosamente nero. Agli
occhi di Sammy, “C” deve essere apparso come se l’intero continente africano
fosse stato raffreddato attraverso l’America e poi preparato come una figura
accogliente e amorevole. Per cui Sammy decise di trascurare le mie camicie
da lavoro e rimase affascinato dai completi di Clarence e dai suoi abiti
regali. Si rifiutò di salire sul furgone di suo padre e scelse invece la
lunga limousine di “C”, sedendosi al suo fianco durante il lento percorso
fino allo spettacolo. Decise che cenare davanti al pub della sua città
d’origine non gli interessava più, e si allontanò bighellonando per
scomparire nel Tempio dell’anima.

Naturalmente, anche il padre di Sam era rimasto incantato, dalla prima volta
in cui ho visto il mio compare uscire a passo lungo e deciso dalle ombre in
un bar mezzo vuoto di Asbury Park, con la strada che si apriva davanti a
lui; ora arriva mio fratello, il mio sassofonista, la mia ispirazione, il
mio compagno, il mio amico di una vita. Stare vicino a Clarence era come
stare di fianco al peggior stronzo del pianeta. Eri fiero, eri forte, eri
eccitato e ridevi per quello che succedeva, per quello che, insieme, saresti
stato capace di fare. Ti sentivi come se quello che portava il giorno o la
notte non importasse niente, niente ti poteva toccare. Clarence poteva anche
essere un uomo fragile, ma emanava energia e sicurezza, e in qualche strano
modo diventammo l’uno il protettore dell’altro. Penso che forse ho protetto
“C” da un mondo in cui ancora non era così facile essere grandi e neri. Il
razzismo era sempre presente e durante gli anni insieme lo abbiamo visto. La
celebrità di Clarence e la sua stazza non lo rendevano immune. Penso che
forse “C” ha protetto me da un mondo in cui non era sempre così facile
essere un ragazzo bianco insicuro, strano e magrolino. Ma insieme eravamo
dei veri stronzi, ogni notte, nel nostro territorio, alcuni tra i peggiori
stronzi del pianeta. Eravamo uniti, eravamo forti, avevamo ragione, eravamo
inamovibili, eravamo divertenti, eravamo sdolcinati nel peggiore dei modi e
seri come la morte stessa. E arrivavamo nella vostra città per scuotervi e
svegliarvi. Insieme abbiamo raccontato una storia più vecchia di noi, e più
ricca, sulle possibilità dell’amicizia. Una storia che va oltre quelle che
posso aver scritto nelle mie canzoni e nella mia musica. Clarence se la
portava nel cuore. Era una storia in cui Scooter e Big Man non solo
spaccavano in due la città, ma spaccavamo anche i culi e ricostruivamo la
città, dandole la forma di un posto dove la nostra amicizia non sarebbe
stata così un’anomalia. E questo… questo è quello che mi mancherà. La
possibilità di rinnovare quel voto e replicare quella storia ogni notte,
perché questo è qualcosa, questo è quella cosa che abbiamo fatto insieme…
noi due. Clarence era grande, e mi faceva sentire, pensare, amare e sognare
in grande. Quanto era grande Big Man? Troppo grande per morire, cazzo. E
questi sono semplicemente i fatti. Puoi metterlo sulla sua lapide, puoi
tatuartelo sul cuore. Devi accettarlo… è il futuro.

Clarence non lascia la E Street Band, morendo. La lascia quando moriamo noi.

E così mi mancherà il mio amico, il suo sassofono, la forza della natura che
il suo suono era, la sua gloria, la sua follia, i suoi successi, la sua
faccia, le sue mani, il suo senso dell’umorismo, la sua pelle, il suo naso,
la sua confusione, la sua energia, la sua pace. Ma il suo amore e la sua
storia, la storia che mi ha dato, che mi ha sussurrato nell’orecchio, che mi
ha permesso di raccontare e che ha dato a voi, quella storia continuerà. Non
sono un mistico, ma l’influenza, il mistero e l’energia di Clarence, e la
mia amicizia, mi portano a credere che siamo dovuti stare uno di fianco
all’altro in tempi diversi, più antichi, lungo altri fiumi, in altre città,
in altre campagne, facendo la nostra modesta versione del lavoro di Dio… un
lavoro che non è ancora finito. Per cui non saluterò il mio fratello, dirò
semplicemente: arrivederci alla prossima vita, di nuovo per strada, dove
riprenderemo un’altra volta quel lavoro, e lo finiremo.

Big Man, grazie per la tua gentilezza, la tua forza, il tuo impegno, il tuo
lavoro, la tua storia. Grazie per il miracolo, e per aver permesso a un
piccolo ragazzo bianco di infilarsi nella porta laterale del Tempio
dell’Anima.

QUINDI SIGNORE E SIGNORI… LAST BUT NOT LEAST. ECCO A VOI IL MAESTRO DEL
DISASTRO, IL BIG KAHUNA, L’UOMO CON UN DOTTORATO IN SAXUAL HEALING, IL DUCA
DI PADUCAH, IL RE DEL MONDO, OCCHIO, OBAMA! IL PROSSIMO PRESIDENTE NERO
DEGLI STATI UNITI ANCHE SE E’ MORTO… VORRESTE ESSERE COME LUI MA NON POTETE!
SIGNORE E SIGNORI, L’UOMO PIU’ GRANDE CHE ABBIATE MAI VISTO!… DATEMI UNA
C-L-A-R-E-N-C-E. COS’HAI DETTO? CLARENCE! COS’AVETE DETTO? CLARENCE!
COS’AVETE DETTO? CLARENCE! … amen. [il riferimento è alle presentazioni
della sua band che Springsteen fa durante i concerti, NdR]

Vi lascerò oggi con una citazione dello stesso Big Man, che mi ha dato
durante un volo verso casa da Buffalo, l’ultima tappa dell’ultimo tour.
Mentre festeggiavamo facendoci i complimenti e raccontandoci storie dei
tanti show epici, notti incasinate e bei momenti che avevamo passato
insieme, “C” si è seduto tranquillo, come per assorbire tutto, poi ha alzato
gli occhiali, ha sorriso e ha detto a tutti quanti:

“Questo potrebbe essere l’inizio di qualcosa di grande”.

Ti voglio bene, “C”.

Do I have to say his name?
















venerdì 17 giugno 2011

giovedì 16 giugno 2011

voglio essere il cane di iggy pop


rock in idrho 2011, zona fiera di milano, tempo bello, caldo afoso.
ecco i miei voti

posto: 3, un parcheggio in mezzo a 3 palazzi, senza un minimo di tribune, solo asfalto ed asfalto e poi ancora asfalto. non esiste. claudio trotta ha detto che i rockettari sono fighette, ma cazzo mica si chiede la sdraio e l'ombrellone, solo un minimo di decenza. sistema di entrata demenziale, io, che da pirlone non ho chiesto indicazioni ed ho seguito la coda ho dovuto girare come la merda nei tubi per 45 minuti per trovare il botteghino dove ritirare i biglietti prenotati.
nessuna separazione, soprattutto acustica tra la zona concerti e gli stand o le tanto decantate aree espositive. mentre suonavano 4 stronzi io ed il mio amico piero eravamo in fondo e non ci capivamo se non ci urlavamo nelle orecchie.

outback & ministri: non pervenuti, la vita è troppo breve per sprecare tempo dietro a coverband degli afterhours e\o dei sonic youth, si fotta l'indie italiano, si fotta ora.

flogging molly: 9 sono uno spettacolo, anche alle 16.30, anche dopo una camminata sotto il sole, anche a digiuno, mi fanno impazzire. vedere punkettoni improbabili saltare e pogare durante un assolo di flauto di pan è meraviglioso, set devastante, l'ultimo disco sposta un pò il discorso verso il rock duro e meno verso i pogues, dal vivo quindi acquistano, se possibile, ancora maggior potenza

band of horses: 3 una merda, sti gruppi fighetti, studiati a tavolino, col cantante vestito a modino, con l'occhiale giusto, la camicina a modo, li ammazzerei tutti. Trascurabili come la merda del cane sul marciapiede: la si evita con attenzione, ma dopo 20 secondi ce la siamo dimenticata.

hives: 4,5 i green day ma vestiti eleganti, 50 minuti di luoghi comuni sul punk rock senza dimenticare che i franz ferdinand hanno venduto vagonate di dischi facendo una specie di dance music con accenti rock. e poi il cantante mi ricordava uno che mi sta sulle palle, quindi bon, birette.

social distortion: 8,5 signori, carta e penna grazie, quando suonano loro sarebbe da prendere chi compra robaccia tipo, appunto, green day o blink 182 o tutta quella plastica da mtv e fargli prendere appunti. mike ness maltratta la sua chitarra, il gruppo gira a mille, dal punk degli esordi stanno virando verso un rock duro ma più classico. le due vaccone nere rendono il finale quasi da stones.

the stooges: 10 il picco totale della serata. iggy pop anni 64 torso nudo, pelle da iguana, voce incredibile, carisma che riempe il parcheggione e tracima. band che lo segue alla grande nonostante sembrino i nonni che accompagnano il nipotino vivace a giocare al parco, pubblico in delirio.
ad un certo punto tira sul palco un 20\30 ragazzi e canta e balla con loro (no, non waitin' on a sunny day, non quella), poi si butta tra il pubblico.
1 ora secca, di più credo non regga senza morire, durante la quale non sta fermo 1 secondo, UNA VERA E PROPRIA EPIFANIA PER ME.

foo fighters: 5,5 ascoltati distrattamente, da fondo-parcheggio, con amici e quindi intento al cazzeggio. comunque sia, aver suonato in un gruppo che ha fatto la storia della musica più recente fa ottenere a grohl un certo rispetto, però alla 4° canzone pensavo suonassero da 18 minuti la prima.
vedere loro dopo iggy pop è come mangiare il pesto buitoni dopo essere stati ospiti di Miss Pinolo, bella confezione, ma la differenza con gli originali è impietosa. nemmeno in studio mi hanno mai convinto, di buono c'è che grohl mi sembra uno che non si prende tanto sul serio, ma come chitarrista è veramente improbabile (ve lo ricordate con bruce, steve e costello a fare london calling? non ce la faceva ed era london calling eh, non le variazioni di goldberg...).

birre 6 (non è il voto)
aneddoto irresistibile:
vado al banchetto ainechen e prendo bira pemme ed acqua per la inqui.
la giuovane mi da l'acqua poi taca su a spillare birre a manetta, mi guarda e mi fa: per te due vero?
ed io: no no una solo
e lei: ah, vabbè poteva andarti bene, te ne facevo due
ed io: lo so sono rimasto l'unico onesto in italia.

passa mezz'ora
altro banchetto bire

do lo scontrino per una
la ragazza lo prende poi taca su a spillare birre a manetta, mi guarda e fa: per te due vero?
ed io: si, grazie.

dal vostro inviato è tutto, al prossimo anno (in un altro posto, vuliss'amarònn)

16 giugno - rockaway beach

They blast out the disco on the radio

rockaway beach - the ramones (it's alive!)

martedì 14 giugno 2011

il terrorista ciccione



mi capita, mio malgrado, di dover fare i conti ogni tanto con dure realtà, tipo quella di vivere nello stesso paese e nello stesso tempo di gente come giuliano ferrara.
giuliano ferrara, in uno dei suoi illuminanti corsivi, durante il quale con estrema umiltà si assumeva la responsabilità di rifondare il centrodestra e di difenderlo dai continui attacchi dei comunisti (tipo il direttore de L'Economist, ad esempio), ha scritto questo:
Lo scandalo delle feste di Arcore un giorno sarà ricordato come il penoso effetto di una accanita e faziosa tendenza della magistratura e del circuito mediatico a violare le regole del gioco e la privacy di un uomo pubblico che rivendica il proprio spazio privato con noncuranza e libertà, in circostanze radicalmente diverse da quelle in cui è incappato il beniamino dell’Economist, il socialdemocratico liberaleggiante e potente insider dell’establishment pro market Dominique Strauss-Kahn, l’uomo a cui la sinistra e i liberal europei, e lo stesso conservatorismo light dell’Economist, ha più o meno concesso lo status di “eroe filosofico”.

allora, scrivere certe cose è IMMORALE e fa terrorismo educativo.
sgombriamo subito il campo da ipotesi fantasiose: la politica qui non c'entra, nè c'entra l'essere pro o contro qualcuno o qualcosa.
giuliano ferrara e la sua banda, composta da suoi colleghi di partito ed ex compagni di lotta (continua), da destra e da sinistra accoltellano al cuore da anni quello che in italia tragicamente sta scomparendo e si è delegato al parlamento.
L'ETICA E LA MORALE.

berlusconi, prodi, fini, bossi, sta banda qui, tutta gente che le due virtù su elencate non le ha non le ha mai avute nè le avrà e nemmeno le conosce, che ricopre o ha ricoperto un ruolo politico in italia e che per colpa di questo tragico errore ha distrutto un senso etico e morale sia a livello di Stato, che di comunità (siano esse intese in senso religioso o laico).

Da anni ormai la povertà morale dei nostri politici è tale che bisognerebbe ridere di loro, sbeffeggiarli, umiliarli con percentuali di astensionismo superiori al 45%.
se non è giusto farlo davvero, almeno simbolicamente bisognerebbe sputare loro addosso.

invece si va a votare, chi perchè ci crede (e merita comunque rispetto) chi perchè crede di votare un cambiamento, chi perchè lo fa e bon, per paura di qualche spettro inventato ed agitato ad hoc per illudere la gente di poterlo sconfiggere.

da tutto questo io, che sono uno stronzo, carico di difetti, pieno di errori, ritengo però di volare a CHILOMETRI di altezza
e come me molte delle persone che conosco, condividano o meno le mie idee politiche o religiose.

invece certi letamai del potere stanno rovinando l'Uomo come la peggiore delle metastasi.
da anni si assiste, impotenti per forza o per scelta, ad un continuo ed incessante gioco al ribasso.
se c'è stato, non ricordo, un momento in cui la politica era un circolo VIRTUOSO dove una parte cercava di fare meglio dell'altra, ora le cose sono drammaticamente cambiate.
ora si gioca sempre e solo al ribasso
ora l'importante non è FARE BENE ma dimostrare che l'avversario FA PEGGIO

andare a troie è IMMORALE se la troia è minorenne è UN REATO
violentare una cameriera è IMMORALE e ancora prima di tutto un reato GRAVISSIMO
NON si può usare queste due cose terribili per una cazzo di gara a chi fa meno peggio.
sono sbagliate PUNTO.
non esiste giustificare il puttaniere difendendo la sua privacy, si vergogni chi anche solo lo ha pensato.
non esiste definire eroe di qualunque tipo uno accusato di aver violentato una donna, si vergogni chi anche solo lo ha pensato
ma soprattutto non esiste usare una delle due cose per sottilmente e vigliaccamente giustificare l'altra.
perchè ferrara, ma come lui molti altri in una disprezzabile concordia bipartisan, fanno questo, abbassano ogni volta di più l'asticella del buon gusto, del buon senso, della morale e dell'etica, prima ancora che del rispetto delle leggi.

ed io odio con tutto me stesso l'andazzo che il mondo sta prendendo, copiando chi dovrebbe essere servo  ed invece si fa re senza corona.
ed io non sopporto l'idea che questa "morale" diventi regola, diventi costume, diventi cultura.
io già mi arrovello all'idea di non essere un educatore adeguato per le mie figlie, non posso accettare che i modelli di riferimento per le generazioni future siano puttanieri, stupratori, ladri e razzisti. 

a maggior ragione non lo sopporto perchè il letamaio del parlamento tracima da anni nelle nostre case, puntando il dito arrogante verso queli che loro, peccatori e indegni, si arrogano il diritto di definire amorale, isolando, umiliando, emarginando, creando spauracchi su cui convogliare i nosri peggiori istinti

io voglio una morale dove si segua chi fa bene DI PER SE' non chi fa meno peggio dell'altro
io voglio una morale che fissi dei valori ALTI, su cui lavorare, sbattersi, faticare per migliorarci.

voglio puntare ai talenti più grandi, voglio lasciare il mondo migliore di come l'ho trovato.
non voglio credermi realizzato perchè c'è chi fa peggio di me, voglio realizzarmi dando il meglio di me stesso.

e se ferrara o chi per lui, da qualunque parte politica provengano certi escrementi con la penna, crede di poter insegnare qualcosa a qualcuno, qui a casa mia troverà sempre la porta sbarrata.
e chi di ferrara o chi per lui, fa una bandiera da sventolare contro altri, sappia che lo terrò alla massima distanza possibile.
vergognatevi, indegni.

14 giugno - the hot pearl snatch

Gonna get that thing baby that's a fact. Baby I'm just talkin' 'bout that hot pearl snatch.

The hot pearl snatch - The Cramps (A date with elvis)

lunedì 13 giugno 2011

jody, cassano e le giostre






Il mondo di Jody è un mondo che si muove, sempre, spesso, per lunghe distanze.
Dove arriva Jody, arriva la festa, lui lo sa, sa che non può permettersi di essere triste, anche se è solo un bambino. Jody è la festa.
Jody è figlio di giostrai, vive su una casa viaggiante e si sveglia spesso quando la sua cameretta trema per una partenza. Nella sua cameretta Jody ha il suo mondo, fatto di calcio, calciatori, sogni. Tutto passa attraverso i suoi occhi, che vedono tante cose, spesso tropo velocemente, senza magari lasciargli il tempo di rifletterci su.
Jody delle giostre è un cortometraggio, vincitore del premio david di donatello, anno 2011.
il suo regista, adriano sforzi, è giostraio, figlio di giostrai e ben per questo è riuscito in 20 minuti a raccontare un mondo.
Adriano, per anni, ha vissuto ad albenga, vicino a casa mia, vicino alla parrocchia dove passavo gran parte del mio tempo libero, vicino alla squadra di calcio della parrocchia, dove ha giocato per anni.
Adriano, piccolo di statura, ottimo giocatore, sorriso contagioso, detto lo zingaro.
Sabato albenga lo ha accolto ed ha festeggiato con lui la prestigiosa vittoria, con lui e con i suoi amici, compagni di tante giornate passate al campo.
Io adriano me lo ricordo, ha 3\4 anni meno di me, lo ricordo che giocava nella san filippo, lo ricordo alle giostre dietro la stazione, nella sala giochi poco a fianco.
Ricordo che poi se ne era andato e per anni non ne avevo più sentito parlare, finchè me lo sono ritrovato nella mia squadra di calcio, in un torneo amatoriale, grazie ad un amico in comune.
Certo l'Aston Birra non è la San Filippo, però quelle partite e soprattutto quei dopo partita erano state avvincenti; noi, banda di pellegrini di dimensioni ciclopiche, come si evince dal nome della squadra, grazie a lui, alla sua bravura sia a giocare che a farci giocare bene (da vero regista) eravamo arrivati in semifinale, sconfitti solo dai vincitori del torneo.
Il corto di adriano è denso, densissimo. Dura 20 minuti, ma ogni singolo fotogramma aggiunge qualcosa. Jody scopre il mondo attraverso i suoi occhi, occhi di una espressività disarmante, occhi che sbattono e vengono “stropicciati” spesso, quasi a sottolineare fasi di crescita e di scoperta del piccolo giostraio, quasi a far capire quando il piccolino affronta momenti troppo grandi per lui, quando assaggia il rifiuto, quando sente dentro di se crescere sentimenti pressanti, come la rabbia e la solidarietà.
Ed il contraltare a jody lo fa l'amico sfortunato, timido, sfigato che vede il mondo di jody come un sogno irrearizzabile, popolato di persone che già così piccolo lui ritiene migliori di se stesso, autoemarginandosi.
E l'emarginato per eccellenza, il nomade, lo zingaro, il “giostraio ignorante” darà a tutti una enorme lezione di umanità.
Quanto ci sia di adriano nella vita di jody è evidente, dalla tuta della san filippo appesa in cameretta alla passione per le figurine e per calciatori estrosi e poco “irregimentabili”, alla voglia di raggiungere i suoi sogni, ma anche quelli degli altri.
Adriano da bambino sognava di fare allenamento di sera, con le luci, insieme ai grandi.
Jody, di nascosto, le luci le accende, per realizzare il sogno di un altro.
Avere un sogno fa vivere, fa andare avanti, fa superare fatiche e delusioni.
Gli occhi di jody ed il sorriso di adriano raccontano di sogni realizzati e di tanti altri in cantiere.
Dai zingaro, che andiamo a vincere!!!

13 giugno - I'll go crazy

You've got to live for yourself
Yourself and nobody else


I'll go crazy - james brown (live at the apollo)

domenica 12 giugno 2011

12 giugno - drunken lullabies

a smile never grins without tears to begin
For each kiss is a cry we all lost


drunken lullabies - flogging molly (drunken lullabies)


sabato 11 giugno 2011

11 giugno - good times bad times

In the days of my youth, I was told what it means to be a man,
Now I've reached that age, I've tried to do all those things the best I can.
No matter how I try, I find my way into the same old jam.


good times bad times - led zeppelin (led zeppelin I)



venerdì 10 giugno 2011

10 giugno - this could be the start of something

 There's no controlling the unrolling of your fate my friend
Who knows what's written in the magic book


this could be the start of something - aretha franklin (in person with her quartet)

giovedì 9 giugno 2011

Quanto costa la mia libertà

Bennato Edoardo, da Campi Flegrei, Napoli.
Cantautore da me amato e riverito quasi con idolatria, specie nella mia adolescenza, a cui un paio d'anni fa, entusiasta per un suo concerto visto 20 anni dopo la prima volta, avevo dedicato un sufficientemente esaustivo panegirico.
Settimana scorsa, in un tentativo ahimè incompleto ed incompiuto, come al solito, di mettere mano se non addirittura ORDINE ai miei files mp3, sono incappato in un suo album autoprodotto dal titolo Canzoni Tour 2008, che oltre ad alcuni brani dal vivo, tra cui una bella rivisitazione del Rock di Capitan Uncino e di Rinnegato, contiene 3 inediti.
Uno lo avevo sentito dal vivo ed è una polemica abbastanza feroce contro la presunta unità d'Italia, l'altro è una rivisitazione di uno dei suoi temi classici, cioè il non fidarsi del potere e dei potenti, il terzo è un'invettiva cattivissima per quanto sottile, dal titolo “Sinistro”.
A primo ascolto, la canzone mi sembra dedicata o a massimo d'alema o, forse meglio, a michele santoro.
Basata su un riff blues abbastanza semplice, non è certo un picco della sua creatività, però con poche parole esprime chiaramente il suo punto di vista ed i suoi bersagli.
Il testo in alcuni punti non lascia spazio a tante interpretazioni:

SINISTRO
Ma com’è sinistro, ma com’è feroce
Il tuo sguardo quando parli della pace
Lo faresti a pezzi chi ti contraddice
Ma com’è sinistro quel tuo tono cupo
Predichi l’uguaglianza ma vuoi fare il capo
E difendi il gregge ma sei tu il lupo
Ma com’ è sinistro ma com’è kafkiano
Il tuo ingresso in scena da dietro il sipario
Non hai piu’ pudori fai il burattinaio
Sei tu che decidi chi è un vero artista
Ma se fa il maligno lo levi dalla lista
E’ questa la tua idea dell’arte ed è così sinistra
E tra i più maligni chi più ti fa dannare
E’ lui il grillo parlante e tu lo vuoi schiacciare
E poi tra i più benigni ti scegli il tuo giullare
La satira è scherzosa sbeffeggia il potere
Ma con il tuo regime c’è poco da scherzare
La tua censura è bieca sinistra e micidiale
Forse un po’ sinistra questa canzonetta
Ma io sono un rinnegato non lo faccio apposta
E tu che fai il censore censura pure questa
E tu che fai il censore censura pure questa
E tu che fai il censore censura pure questa

La storia che ho letto riguardo a questa canzone racconta di un bennato, che ok è sempre stato un provocatore (ma ci marcia anche un po' su sta cosa), stufo della censura della sinistra italiana nei suoi confronti, la accusa di essere la responsabile del suo isolamento e della sua quasi completa sparizione dalla tv (io a queste motivazioni aggiungerei che ha fatto un 3\4 dischi veramente di merda eh).
Fatto sta che bennato ha scritto sta canzone e secondo alcuni siti, di un'apertura mentale straordinaria, questa è la prova inconfutabile che bennato sia di destra.
Ed io che non sono di destra, ma adoro bennato (nonostante i 3\4 dischi veramente di merda, tra cui uno con duetto insieme ai finlei) e soprattutto adoro la polemica, specialmente fine a se stessa, di ste cose rido immensamente.
Così ho cercato un po' in rete ed ho trovato una cosa che a mio avviso ha scatenato questa caccia alle streghe contro bennato.
Bennato, terrone, a cena con maroni, di cui si professa amico.
Bennato, fustigatore dei potenti, che apprezza berlusconi.

Ogni cosa ha il suo prezzo, ma nessuno saprà quanto costa la mia libertà, cantava.
Non sono d'accordo con quello che dici, ma farò di tutto perché tu possa dirlo, diceva n'altro.

Ed io nonostante ci sia di mezzo berlusconi, dico BRAVO a bennato, BRAVO!!, fottitene di quello che dicono gli intellettuali, canta, scrivi come hai sempre fatto ( a parte quei 3\4 dischi veramente di merda) e dimostra, come hai fatto in questa intervista, di essere VERAMENTE libero.

E se poi venisse fuori che Sinistro è dedicata a santoro, BRAVO 2 volte, che non lo sopporto quel santone da detersivo.

Belìn certi cervelloni di sinistra sono veramente il peggio della terra, con la loro aura da intoccabili hanno distrutto un patrimonio incalcolabile come era l'eredità di veri giganti, tipo Gramsci o Berlinguer, da cui ritengono di aver ereditato una saggezza che li colloca a prescindere sopra le parti.
Da lema, poi, uuuuhhhhh, da lema da lema...






Il cantautore Al compleanno di Maroni

Bennato e la cena con Silvio: mi piace, non è un' infezione




ROMA - A mezza cena Berlusconi non si è più trattenuto: «Ma lo sa, caro Edoardo Bennato, che io ho scritto 70 canzoni?», gli ha chiesto, da collega a collega. E il suo vicino di tavolo (che nel 1976 così trattava la categoria: «Tu sei forte, tu sei bello, tu sei imbattibile, tu sei incorruttibile, tu sei un...ah, ah... caaantautore») se l' è cavata così: «Ok, me le sentirò». Mercoledì sera, brasserie Co2 di piazza Sant' Andrea della Valle, tra un risotto alla milanese con midollo grigliato e paccheri all' amatriciana per bilanciare il Nord con il Sud, si festeggiava il compleanno n. 53 di Roberto Maroni: 59 invitati, comprese le guardie del corpo del Cavaliere e Maurizio Beretta, dg di Confindustria, Giulio Tremonti, Enrico Mentana, Maria Grazia Cucinotta, Renato Pozzetto ed appunto Edoardo Bennato, forse l' ospite che non ti aspetti. «E perché? Con Roberto siamo amici, ci ha presentato lo scorso aprile alla festa della Fiat Luca Cordero di Montezemolo, altro mio grande amico». Vero, Edoardo c' era (e cantava, con Gino Paoli) alla sua festa per i 60 anni ad Anacapri, il presidente della Ferrari ha un debole per «Il rock del Capitano Uncino». Ma subito, come a garantire che lui è sempre lo stesso Bennato arrabbiato anni Settanta-Ottanta che sfotte quelli che si mettono «in fila per tre» ci aggiunge che: «Faccio musica rock ribelle, contro le convenzioni e i luoghi comuni, sono sempre incontrollabile e irregimentabile». Però al party sedeva spalla a spalla con Berlusconi. «Embè, cos' è lui, un' infezione, che non gli ti puoi avvicinare?». Le è simpatico? «Sì. Ma mi è simpatico pure Veltroni, alla mia età (59) uno se lo può permettere». Quando erano «solo canzonette» Bennato cantava che «gli impresari di partito, mi hanno fatto un altro invito e hanno detto che finisce male se non vado pure io al raduno generale della grande festa nazionale» (ovvero quella dell' Unità), ora invece il ribelle napoletano può mostrarsi tutto pappa e ciccia con un leghista? «A parte che sono amico anche di Pecoraro Scanio». Verde, e vabbè. «Faccio satira contro il potere qualunque sia perché sono un artista e dunque al di sopra delle parti». Sì. «E potrei pure essere leghista anch' io visto che vorrei Napoli fuori dallo Stato italiano che sembra quello borbonico, fuori da questa Italietta sconclusionata in cui c' è chi brucia la bandiera e chi la spazzatura, ma per favore scriva che lo sto dicendo con ironia». Fatto. (Sul tema Bennato ha appena scritto il pezzo «C' era un re» che pochi giorni fa ha cantato da Fiorello a «Viva Radio2» ma che ancora non ha trovato casa discografica). «Comunque Maroni suona il blues, al telefono parliamo spesso di musica». E come se la cava l' onorevole al sax? «Non abbiamo ancora mai provato insieme», spiega Edoardo e poi ricorda che «lassù ho fatto l' università, architettura, e quando andavo in Svezia anche Milano mi sembrava il Sud».
Cavalli Giovanna



09 giugno - every picture tells a story

I firmly believe that I didn't need anyone but me
I sincerely thought I was so complete
Look how wrong you can be 


every picture tells a story - rod stewart (every picture tells a story)


mercoledì 8 giugno 2011

08 giugno - saltatempo

Scrivimi scrivimi due righe di saggezza
Mandami mandami una bacio e una carezza

saltatempo - i luf (bala e fai balà)



martedì 7 giugno 2011

07 giugno - jeeg robot d'acciaio

coi tuoi poteri tu salvi il futuro
dell'umanità.

jeeg robot d'acciaio - amici di roland (gli amici di roland)

lunedì 6 giugno 2011

06 giugno - sometimes

sometimes - eddie vedder (water on the road)

Dita grosse schiacciano la vernice
Tu sei Dio ed hai grandi mani
I colori mescolati
La sfida che hai fatto all'uomo
Cerco la mia parte
Mi consacro, nel mio piccolo
Come un libro, in mezzo a tanti altri nello scaffale
Qualche volta, so
Qualche volta, mi alzo
Qualche volta, cado
Qualche volta, no
Qualche volta, mi inchino
Qualche volta, vivo
Qualche volta, cammino
Qualche volta, mi inginocchio
Qualche volta, non parlo di niente
Qualche volta, cerco me stesso, caro Dio

domenica 5 giugno 2011

sabato 4 giugno 2011

la prima di maggio

  1. -
  2. una storia piccola - graziano romani (storie della via emilia)
  3. heaven and hell - the who (Live at leeds - 40th anniversary edition)
  4. tonight i'm yours - rod stewart (Absolutely live)
  5. san cadoco - ardecore (san cadoco)
  6. in the land of gray and pink - caravan (in the land of grey and pink)
  7. don't cry - guns'n'roses (use your illusion II)
  8. drive all night - elliott murphy (just a story from america)
  9. sulla collina - fabrizio de andrè (non all'amore, non al denaro, nè al cielo)
  10. rock'n'roll train - AC/DC (Live at River Plate)
  11. most likely you'll go your way (and i'll go mine) - bob dylan and the band (before the flood)
  12. twilight - u2 (boy)
  13. comfortably numb - roger waters (and david gilmour) (live @ london 12\05\11)
  14. eccoli i prestigiatori - edoardo bennato (è arrivato un bastimento)
  15. canzone del maggio - fabrizio de andrè (storia di un impiegato)
  16. enter sandman - metallica (black album)
  17. don't give up on me now - ben harper (give till it's gone)
  18. I'm so anxious - southside johnny & the asbury jukes (reach up and touch the sky)
  19. always something - cage the elephant (thank you, happy birthday)
  20. see see rider - elvis presley (aloha from hawaii)
  21. walk this way - aerosmith (a little south of sanity)
  22. number with no name - ben harper & the relentless7
  23. stage fright - bob dylan & the band (before the flood)
  24. me and billy the kid - joe ely (live at liberty lunch)
  25. hard sun - eddie vedder (into the wild)
  26. war pigs - gov't mule (live... with a little help from our friends)
  27. while my guitar gently weeps - the jeff healey band (with george harrison) (Legacy vol.1 - the singles)
  28. drunken poet's dream - hayes carll (trouble in mind)
  29. fortunate son - creedence clearwater revival (willy & the poorboys)

venerdì 3 giugno 2011

Ciò che il libro non addita



La settimana scorsa è mancato don pino, parroco di loano, ma in passato anche di tovo (paese di mia moglie) e del sacro cuore ad albenga (la mia parrocchia per 31 anni).
Io don pino l'ho solo “sfiorato”, è andato via dal sacro cuore prima che io iniziassi a frequentarlo, idem per tovo.
Però quando abbiamo fatto il corso prematrimoniale, lo abbiamo fatto da lui e per quanto lui non fosse sempre alle riunoni, la sua impronta si sentiva eccome.
Per mia moglie, come per molti della sua generazione a tovo e molti di qualche anno più vecchi di me ad albenga, don pino è un faro, un punto di riferimento importante.
Don pino e gli scout sono stati un binomio fortissimo sia al sacro cuore che a tovo, dove con forza ha voluto l'apertura di un gruppo, una trentina di anni fa.
Sacro cuore, tovo san giacomo, scout, se avessi 3 parole a disposizione per descrivere la mia vita, le sceglierei quasi tutte tra queste qui, quindi anche se io don pino lo conoscevo molto poco, penso di aver capito e vissuto chi sia stato, cosa ha fatto e soprattutto cosa ha seminato.
Era malato da 7\8 anni, di quei mali bastardi, che prima o poi ti presentano il conto. Ma lui fino all'ultimo ha combattuto, senza paura, con serenità e forza. Una pertica d'uomo di quasi due metri non si piega facilmente, lui lo ha dimostrato, vivendo finchè gli è stato possibile nel modo più normale, senza abbandonare mai la sua vocazione, senza allontanarsi mai dai ragazzi che ha cresciuto.
La sua morte non è la fine di niente, ecco, vorrei dire questo alle persone, tante tantissime, che erano alla veglia, al rosario, al funerale, ma soprattutto alla messa celebrata a tovo, dove sono stato anche io, a fianco a mia moglie e alle nostre bambine.
Una persona che semina così tanto, che semina così bene, non muore mai, altrochè.
Lo sa bene albenga, dove negli anni 70 o giocavi a pallone o eri scout o entrambi, ma in un modo o nell'altro dal sacro cuore ci passavi; generazioni intere ci sono passate e tutti hanno preso anche solo una briciola della testimonianza vera, reale, fatta di carne e sangue, che don pino ha lasciato al sacro cuore.
Io mi ricordo che nella sede scout c'era, ma credo ci sia ancora, una foto del gruppo albenga I°, con lui sorridente e fiero in mezzo ai suoi ragazzi, anno 1977; mi sono sempre sentito parte di quella foto pur non essendoci dentro, perché simboleggiava un'unione, una appartenenza, che è arrivata fino a me ed oltre.
E a tovo se possibile don pino ha fatto di più. Ha creato un qualcosa, lo ha “acceso”, gli ha dato la benzina necessaria per arrivare fino ad oggi e proseguire, ha unito ragazzi di una vallata che ancora oggi portano avanti le sue idee e i valori scout.
Tutto questo, lunedì era ben presente, almeno a me, che non mi considero un estraneo in questa storia, ma che ho una parte marginale e di sponda, che mi permette di non farmi sopraffarre dal dolore per la sua scomparsa e vedere le cose con maggiore serenità.
Don pino lunedì era a tovo, con le sue sorelle e soprattutto in mezzo ai tanti suoi figli (e nipoti) che sono cresciuti grazie a lui. Non era una messa per una morte, ma una messa per la bellezza di una vita, per lo splendore di un cammino che continua, perché chi lo ha tracciato all'inizio c'è ancora.
Non piangetelo, don pino è vivo perché voi siete i frutti bellissimi del suo albero.
Non piangete la sua assenza, testimoniate cosa vi ha insegnato la sua presenza.
Sorridete, festeggiate i tanti, tantissimi momenti passati insieme, certo non fa piacere sapere che sono finiti, ma grazie a Dio ci sono stati e non tutti possono dire altrettanto.
Lunedì sera è stata letta l'ultima omelia che don pino fece a tovo, il giorno in cui andò via dalla parrocchia.
Era un grande, grandissimo abbraccio.
Un grandissimo ARRIVEDERCI.
E fino all'ultimo giorno da “tovese” lui ha testimoniato chi era, in Chi credeva, quanto amava i suoi ragazzi.
Sono passati quasi 20 anni da quel giorno, ma la sua presenza ha resistito forte fino ad oggi.
Figurarsi se la morte la indebolisce.

03 giugno - un sogno di più

un sogno di più - massimo bubola (doppio lungo addio)


In un altro tempo e un'altra vita, 
ero fuggiasco e disertore e la mia anima era in piena, 
ma vuoto era il mio cuore c'era una jena 
e c'era un falco ai bordi della strada 
e c'era un uomo senza ombra in fondo che aspettava. 
È solo un sogno di più una commedia senza senso 
è un libro oscuro, 
un flusso di volti e luoghi scekerati dal vento 
È un sogno in più un salto, un lungo smarrimento 
è una paralisi del cuore un caleidoscopico spavento 
Li avevo visti bene in faccia, questo mi condannava 
avevo visto il tuono e il lampo e l'auto che saltava 
Cambiai il mio nome, cambiai il mio segno, 
braccato e senza gloria avevo un giudice o un sicario sulla mia traiettoria 
È solo un sogno di più o un tipo di presentimento 
è un incidente della memoria o un labirintico tormento. 
E un sogno in più che non va a ritmo e non va a tempo 
è una caduta in volo, una serie di immagini senza collegamento. 
E benvenuta, tu l'Aurora, che accendi tutte le candele 
e questa stanza nuvolosa, trasformi in cattedrale 
È solo un sogno, è solo un sogno di più 
una commedia senza senso è un libro oscuro, 
un flusso di volti e luoghi scekerati dal vento. 
È un sogno in più un salto, un lungo smarrimento 
è una paralisi del cuore un caleidoscopico spavento. 
È un sogno in più, è solo un sogno, 
è solo un sogno di più è solo un sogno, 
solo un sogno di più.

giovedì 2 giugno 2011

mercoledì 1 giugno 2011

01 giugno - split myself in two

I got a dollar on the corner
and a lazer in my shoe
if I don't get an answer
gonna split myself in two


split myself in two - meat puppets (meat puppets II)