lunedì 29 agosto 2011

29 agosto - tunnel of love

dovrebbe essere facile
dovrebbe essere semplice


tunnel of love - bruce springsteen & the e street band (wonderful love in copenaghen)

venerdì 26 agosto 2011

26 agosto - la pastora

la pastora - coro azzurro


La prima di Luglio


1.johnny strikes up the band - warren zevon (excitable boy)
2.crucify - tori amos (little earthquakes)
3.gloria - u2 (october)
4.simpathy for the devil - rolling stones (beggars banquet)
5.cadillac ranch - bruce springsteen (live 1975/85)
6.Just like animals - cheap wine (stay alive!)
7.I put a spell on you - creedence clearwater revival (creedence clearwater revival)
8.a moment forever - volbeat (rock the rebel \ metal the devil)
9.are you hung up? - frank zappa & the mothers of invention (we are only in it for the money)
10.
11.gone - the black crowes (amorica)
12.And I'm Aching - Black Rebel Motorcycle Club (Take them on, on your own)
13.bianco su bianco - radiofiera (atinpùri)
14.Born to be wild - Steppenwolf (Easy Rider Original Soundtrack)
15.I thank you - ZZ Top (Live in Germany 1980)
16.Venus of avenue D - Willy Deville (Come a little bit closer - the best of willy deville live)
17.guitar town - steve earle (guitar town)
18.road to justice - rocking chairs (freedom rain)
19.so you want to be a rock and roll star - tom petty & the heartbreakers (pack up the plantation)
20.killing in the name of - rage against the machine (rage against the machine)
21.the poet - ryan bingham (junky star)
22.say hello 2 heaven - temple of the dog (temple of the dog)
23.hail hail - truth & salvage co. (truth & salvage co.)
24.thunderbird - zz top (fandango)
25.mississippi boll weevil - north mississippi allstars (keep on marchin' - live in burlington)
26.it's the law - social distortion (prison bound)
27.ace of spades - motorhead (no sleep 'til hammersmith)
28.I've got a feeling - Megajam 5 (Megajam 5)
29.begin the begin - R.E.M. (lifes rich pageant)
30.faraway you - marah (kids in philly)
31.complete control - the clash (live from here to eternity)

giovedì 25 agosto 2011

25 agosto - madonnina dai riccioli d'oro

Filo diretto col paradiso
dona ai malati un conforto un sorriso.


Madonnina dai riccioli d'oro - enrico musiani (i grandi successi)

venerdì 19 agosto 2011

Signore e Signori

Me ne vado in ferie.

senigallia, mare nostrum



di Sir Torati


PARI E DISPARI - siano maledetti gli anni dispari, andrebbero aboliti senza pietà. ogni volta a giugno ci chiediamo come sopravviveremo ad una lunga estate senza uno straccio di olimpiade, europeo o mondiale di calcio da seguire. e infatti al decimo giorno di nulla riempito dal calciomercato realizziamo che saranno mesi caldi e assolutamente privi di emozioni. fra l'altro negli ultimi anni questo effetto è amplificato dalla droga con i maggiori poteri di dipendenza che sia mai stata inventata: skysport24. riusciamo ad addormentarci sul divano cullati dalla voce di lea capizzi e al nostro risveglio, ore dopo, nebuloni e mangiante sono ancora lì, raccontando sempre le stesse cose; ciò ci rassicura: siamo ancora vivi e la fine del mondo solo rinviata. che poi per noi queste manifestazioni sportive hanno la stessa funzione delle pietre miliari per gli antichi romani: mica ci ricordiamo subito la data esatta della maturità, di quando abbiamo passato diritto commerciale o delle vacanze al lido di venezia, ma riusciamo a contestualizzarle pensando a cosa ci è successo l'estate di italia 90, seul 1988 o germania 2006.



TUTTI AL MARE - già noi amiamo poco la vita da spiaggia, figurarsi se dovessimo pure scambiare due parole col vicino per commentare lo scialbo pareggio dell'italia - ché l'italia pareggia sempre nel girone eliminatorio - magari fingendoci pure tifoso degli azzurri per mere ragioni di pacifica convivenza nei pressi del bagnasciuga. dopo 30 minuti sotto l'ombrellone - esaurita la lettura di repubblicacorrieregazzettaunità e completato, naturalmente barando, lo schema di bartezzaghi, perché c'è sempre il simbolo dell'arsenico che non quaglia con il nome del figlio di abramo o il nome della turandot con ci precedono in comici - ci assale un'irrefrenabile voglia di tornare a cazzeggiare nel nostro rassicurante universo virtuale senza amici veri davanti al mac di casa. l'assenza di calcio giocato ha quindi segnato un punto a favore del ritorno a senigallia, località balneare scoperta grazie al caterraduno e che ci è entrata proprio nel cuore. certo, non è una meta esotica (e, per gli interessati, di figa nemmeno l'ombra), ma già il fatto che i vari briatore, vieri e minetti non ci passerebbero le vacanze è un significativo punto a suo favore.



MARCHE - le marche sono un ibrido assai interessante. si trovano lungo la riviera adriatica, ma non possono essere identificate solo con le località balneari e i loro divertimentifici stereotipati (che qui poi nemmeno ci sono) come le vicine rimini, riccione, cervia e milano marittima. nell'entroterra hanno un po' di collina e belle città artistiche, ma non sono care né ricercate come la toscana. la loro unicità è una struttura ricettiva di buon livello che però ha saputo mantenere un profondo radicamento con le tradizioni del territorio. ci si può chiedere - e noi ce lo siamo chiesti - perché spendere quasi la stessa cifra di una vacanza all inclusive in un villaggio turistico di un angolo paradisiaco di mondo, con il mare azzurro azzurro come quello delle cartoline. forse perché, ferma restando l'amenità di certe destinazioni, non avevamo alcuna voglia di veder replicato in un punto qualsiasi del mappamondo lo stesso microcosmo della vita metropolitana, con un gruppo di giovani abbronzati in polo ralph lauren in attesa della cena sorseggiando un aperitivo. comprendiamo poco questi riti in città, men che meno in un'isola caraibica o nel cuore del mediterraneo. meglio allora rinunciare all'animazione (peraltro, citando liberamente diego de silva, una delle nostre letture sotto l'ombrellone: animarci da cosa? noi in vacanza ambiamo proprio all'assoluta immobilità di azione e di pensiero. e poi dovremmo pure trovare la forza di giustificarci - perché alla fine devi pure sentirti in colpa per essere inadeguato alla spensieratezza di queste azioni - per non partecipare al gioco in piscina, all'aquagym e alla cena con abiti tipici impersonata da figuranti?) e ci prendiamo in cambio un pacchetto completamente diverso: le bancarelle con il croccante e lo zucchero filato, un autentico sardoncino scottadito alla griglia, il bagnino con la pancetta, le vecchie con i capelli cotonati e il copricostume floreale (ma a quale età le donne cominciano a diventare tutte così?) uguale al tessuto del divano della zia e gli anziani col costume ascellare che passano la giornata guardando in religioso silenzio i pescatori. quello che cerchiamo in ogni viaggio, vicino o lontano che sia, è un po' di autenticità e di quotidianità vera. non vite fittizie, inevitabilmente provvisorie e plastificate, buone solo per assomigliare a qualche pagina di un depliant pubblicitario.



LEGA - a scuola ci hanno insegnato che questa regione è parte dell'italia centrale, ma, trasformandoci per un attimo nel più becero dei borghezio, confessiamo la verità: secondo noi sono terroni e basta. che poi, a scanso di equivoci, per noi tutti gli italiani sono terroni e se il supremo ordine delle popolazioni mondiali decidesse di sopprimerci, a nostro avviso non avrebbe nemmeno tutti i torti. a senigallia guida e parcheggio (tra l'altro col tipico giustificazionismo italiano: io metto la macchina sopra le strisce pedonali, ma solo perché più avanti altri due hanno posteggiato ancora peggio) sono autentiche prove di sopravvivenza, i negozi hanno orari e tariffe variabili, l'autista del bus si ferma, a semplice richiesta dei passeggeri, anche a metà strada fra una fermata e l'altra. nelle sagre di paese impossibile battersi per il rispetto di una fila: al terzo sopruso respinto vanamente, tanto vale alzare bandiera bianca.



TIPI DA HOTEL - nelle località balneari ci sarebbe una convenienza eccezionale nell'aderire alle offerte di pensione completa dei vari alberghi, sempre dignitosi e quasi ovunque a decennale conduzione familiare. fatto 100 l'ipotetico prezzo della stanza con colazione, a 110 porti a casa la mezza pensione e a ben 111 quella completa, probabilmente anche con fugace avventura erotico-casereccia con la prosperosa figlia del titolare. noi, per non aggravare ulteriormente una condizione fisica già oltre i limiti dell'accettabile, abbiamo ovviamente optato per la soluzione meno vantaggiosa. questo però ci ha consentito di pranzare ogni giorno in spiaggia con una fantastica focaccia, sfornata a getto continuo da un panificio perennemente affollato e che pare aver trovato l'attività economica perfetta. che poi l'ultimo giorno si comprano regolarmente due teglie di queste delizie, così a casa possono schiattare di invidia; però già dieci minuti dopo l'inizio del viaggio di ritorno, assaggiandone un pezzo, si scopre che sono gommose, sciape e senza quel gusto irresistibile che avevano in riva il mare. sarà una mera questione di umidità o più probabilmente di amaro in bocca per la vacanza volta al termine. abbiamo detto più volte che la colazione in hotel è uno dei massimi piaceri della vita, per quanto non riusciamo a scrollarci di dosso il senso di colpa che ci assale quando ci decidiamo per un secondo giro di brioches ("brioss" sulle vetrine di un fornaio vicino casa nostra) o torta casalinga. in questi frangenti cerchiamo sempre di alzarzi quando la cameriera non c'è, finendo inevitabilemnte per incrociarla proprio quando con le mani - nemmeno con le apposite pinze! - stiamo afferrando l'ennesimo cornetto. arrossiamo, neanche si trattasse del medico che ci ha imposto una dieta ferrea pena la morte istantanea. tra le persone incrociate in albergo (anche solo in 5 giorni pare di diventare una piccola famiglia, riconoscendo le piccole abitudini e le carastteristiche dei componenti degli altri tavoli) ricorderemo a lungo quello uguale al verdone di "un sacco bello" (la-dis-po-li), ovviamente con mamma al seguito e camicia hawaiana del secolo passato, e la signora che, al momento del conto finale, voleva far credere che era sicura di aver sentito che il contenuto del frigobar rientrasse nel prezzo totale: fosse così immaginiamo la folla di gente di notte che, sfruttando la scala esterna dell'hotel, riempie la macchina di lattine di the freddo e gazzosa. chissà se in qualche angolo di facebook un altra persona si è invece accorta che prendevamo due quotidiani, anziché l'unico consentito gratuito. questo è il nostro inconfessabile scheletro nell'armadio.



BICICLETTA - detto del parcheggio selvaggio, una volta conquistato un posto auto, conviene tenerselo stretto fino alla fine della vacanza e lasciare che la macchina si inzozzi sotto la resina degli aghi di pino. non solo per questo, ma anche per fare un po' di moto (anche se si tratta di bici, ahahaha), abbiamo girato quasi sempre su una delle biciclette messe a disposizione gratuitamente dall'albergo. anche qui abbiamo dovuto fare uno sforzo immane per non rovinarci le poche giornate di riposo e non imbestialirci per il sopruso di qualcuno che opta per la strada, in italia purtroppo spesso vincente, della furbizia. essendo le bici relativamente limitate rispetto al numero dei clienti, questi signori, una volta ottenuto il mezzo, lo legavano a pochi metri dalla struttura senza mai restituire le chiavi del lucchetto alla reception. è una stupidata, non cambia il mondo e non uccide nessuno: ma se comportamenti simili sono tanto diffusi in un ambito così misero, come possiamo sperare in un cambio di mentalità a livelli più alti?



PORZIONI - una delle cose innegabilmente più belle dell'italia è la ricchezza della sua cucina regionale. ecco perché cantanti e attori, quando spiaccicano due parole sul belpaese, alla fine arrivano sempre a magnificare gli spaghetti. e infatti mica possono dire "che welfare ben strutturato", "che soluzione paesaggistica ecosostenibile che avete adottato" o "che bella democrazia consolidata". nelle marche il cibo oltre ad esser molto buono è anche servito in porzioni pantagrueliche. si dice addirittura che nei libri di cucina meno moderni (quelli che si trovano da più lustri nelle bancarelle dei metà prezzo, assieme alle tecniche di massaggio, al manuale dei funghi, al kamasutra di pasquale di "forum" e agli esercizi per vederci meglio senza occhiali) la locuzione "porzione marchigiana" significasse proprio abbondante. noi, all'inizio, credevamo fosse una balla perché nel primo ristorante di pesce ci è arrivato un piatto di spaghetti ai frutti di mare in realtà abbastanza misero. due minuti dopo però ci è stato servito anche il piatto di portata, buono per sfamare almeno altre 2-3 persone. poi noi facciamo schifo e ci alziamo ancora con un po' di famina, ma questo è un problema essenzialmente nostro.



EDICOLA - proviamo un sincero affetto per la categoria degli edicolanti, non fosse per il fatto che sono una delle categorie di comemrcianti con cui ci relazioniamo più spesso. crediamo, con i nostri acquisti, di aver garantito la frequenza ad oxford dei figli del nostro giornalaio. nel novero dei ricordi dell'estate 2011 non potremo dimenticare gli occhi spiritati della proprietaria del chiosco vicino alla celebre rotonda di senigallia. questa signora passa tutte le sere della stagione estiva in un perenne stato di tensione, muovendosi a scatti e con due occhi da civetta nell'intima paura (ma secondo noi anche speranza, per placare la sua diabolica sete di vendetta) di pizzicare qualche manigoldo intento a rubare una rivista o un racchettone. già le edicole di città, fra carri armati e orologi a cucù da collezionare (per non parlare delle posate del milan o dei jukebox in miniatura), sono abbastanza incasinate, ma quelle dei posti di vacanza sono anche peggio perché per arrotondare vendono a prezzi spropositati qualche crema solare, delle ciabatte terribilmente fuori moda, i retini per prendere i granchi e un paio di orribili souvenir. dopo anni abbiamo rivisto i pacchi di grissino, soldino e tiramolla, fumetti che hanno segnato la nostra infanzia, ma soprattutto le buste-sorpresa. crediamo che ancora oggi l'emozione dell'acquisto sia tanto intensa quanto la delusione un attimo dopo averle aperte. ma quale sabato del villaggio! la busta-sorpresa è la vera e perfetta metafora della fregatura della vita.



TOP CHEF - a senigallia ci sono ben due fra quelli che a scorrere le diverse guide (espresso, michelin, gambero rosso) sono fra i migliori dieci ristoranti di italia. ad ogni caterraduno, e ugualmente l'anno scorso, ci siamo a lungo interrogati sull'opportunità di tentare una per noi nuova avventura gastronomica in uno di questi posti ove gli chef non sono cuochi, ma artisti. che poi la domanda è sempre quella: è giusto o no spendere 150 euro a cranio per porzioni misere e abbinamenti arditi che nelle nostre tavole farebbero inorridire qualsiasi nonna? nonostante quest'anno abbiamo ricevuto gli ultimi rimborsi per la detrazione al 55% della spesa della caldaia (dio mio, che vita miserrima che conduciamo!) abbiamo fatto pollice verso e abbiamo rimandato all'anno prossimo la visita da uliassi o da cedroni.

19 agosto - tower of song

Now I bid you farewell, I don’t know when I’ll be back
There moving us tomorrow to that tower down the track


tower of song - leonard cohen (live in london)

giovedì 18 agosto 2011

il re di londra è un nani


di Sir Torati



in questa estate ci siamo perfettamente calati, pure con un po' di anticipo, nel clima mesto della stangata ferragostana sulle spalle dei poveri contribuenti. come un ragionier fantozzi qualsiasi, siamo qui infatti a raccontarvi i nostri 5-giorni-5 di ferie, passati fra affollatissimi aerei low-cost e partenze intelligenti con l'utilitaria sotto il solleone per raggiungere una spiaggia per famigliole dell'adriatico. niente mete lontanissime, panorami mozzafiato o destinazioni esotiche. ci mancava invece solo il termo-frigo con l'anguria: speriamo francamente di non scendere mai così in basso.



questa è la prima puntata.



OTTO VOLTE LONDRA - nel fine settimana del 7 agosto abbiamo suonato la nostra ottava londinese: dopo la wembley arena per springsteen [novembre 2006], una tappa turistica intermedia prima dei rolling stones a dublino [agosto 2007], ancora bruce all'O2 arena [dicembre 2007], un tizio che canta "born in the usa" all'emirates stadium [maggio 2008], quello che urla "born to run" ad hyde park [giugno 2009], natalie merchant all'hammersmith odeon [maggio 2010] e il capodanno 2011, è arrivato finalmente il momento di issare la nostra bandierina sul tempio del football britannico, wembley.



SO LONG, ITALY - il figlio di un nostro collega ci ha candidamente chiesto se non facciamo prima a trasferirci lì. nel mondo dei sogni (quello che ci permette di credere ancora oggi che prima o poi diventeremo assi mondiali in qualche sport, rockstar planetarie o affermati giornalisti: insomma, tutto fuorché lavorare) saremmo già oltremanica da un bel pezzo, invero dopo un lungo ballottaggio con berlino. una volta preferivamo parigi, ora invece siamo attratti maggiormente da queste città cosmopolite in cui ogni angolo è un concentrato energico di mille popolazioni, linguaggi e colori. comunque alla fine londra vincerebbe sulla capitale tedesca non tanto a livello di servizi e possibilità culturali, ma perché fra bundesliga e premier league non c'è proprio storia.



MASSIMO - che poi in realtà un amico che abita in pianta stabile a londra e ha detto ciao senza troppi rimpianti alla repubblica delle banane lo abbiamo. noi lo stimiamo per tantissimi motivi e gli perdoniamo pure il tifo per l'arsenal (comunque la nostra seconda squadra albionica dopo lo united), ma ogni volta che lo incontriamo torniamo a casa estremamente invidiosi della sua scelta di vita. perché alla fine non è solo una questione di qualità personali, ma anche di carattere e di coraggio: odiamo profondamente gran parte dei nostri connazionali, ma non saliremmo - e non siamo saliti - su un treno o su un aereo alla ricerca di un'opportunità alternativa nemmeno sotto tortura. troppo pigri e codardi (o coglioni?) per abbandonare affetti e rinunciare a comodità, l'edicola sotto casa e il benzinaio di quartiere. massimo lo ha fatto e a lui va tutta la nostra profonda ammirazione. oltre al fatto che finalmente troviamo qualcuno con cui condividere senza imbarazzi patriottardi il nostro tifo per la mclaren, per cavendish e contro l'italia ai mondiali e agli europei. comunque, per dire della nostra intensa vita sociale, se è vero che abbiamo incontrato massimo in ciascuna delle nostre sortite londinesi, possiamo con certezza affermare che è la persona con cui abbiamo cenato più volte nell'ultimo decennio. come cantava il bolso vasco rossi, piccolo spazio pubblicità: massimo gestisce un delizioso ristorante nella zona di putney (l'isola del sole, www.isoladelsole.co.uk). merita davvero e non perché è nostro amico. fra l'altro avrete uno sconto molto maggiore se vi dichiarate ammiratori di van persie piuttosto che nostro conoscente.



AMICHEVOLE? - a wembley si disputava la community shield, ossia la supercoppa inglese. come in altre latitudini sportive anche qui la supercoppa è poco più di un'amichevole di lusso e funge da sipario per la stagione entrante. però così dicono soprattutto quelli che alla fine la perdono questa presunta coppetta. perché è pur sempre un trofeo ufficiale che va ad arricchire la stanza dei trofei di un club. per la prima volta abbiamo avuto la fortuna di vedere gli uomini di sir alex sollevare una coppa e diciamo che è stata una tripla soddisfazione. i calciofili capiranno benissimo la goduria di vincere un derby. in rimonta dopo esser stati sotto di due gol. con un contropiede solitario al novantaquattresimo minuto, in pieno recupero. il massimo sarebbe stato trionfare con una rete palesemente irregolare, ma va benissimo pure così. perché poi quando vedi la tua squadra del cuore perdere una finale dal vivo pensi subito che era meglio startene a casa a guardare una puntata dei simpsons, ostentando un finto disinteresse per "quei 22 scemi in mutande che corrono dietro ad una palla" (frase odiosissima e francamente senza senso, pronunciata solitamente da mamme o fidanzate, dinanzi all'ennesima diretta di sky calcio). dalla tribuna dell'olimpico osservammo i red devils perdere la finale di champions league di roma, ma per noi quella serata è stata cancellata dalla memoria. in questo capiamo i romanisti che non hanno ancora superato il tabù della sconfitta ai rigori col liverpool. come diceva chicco lazzaretti in una puntata de "i ragazzi della 3 c" (su anobii vantiamo un sacco di letture radical-chic, ma i nostri pilastri culturali alla fine sono questi) quella gara non c'è mai stata.



ORGANIZZAZIONE - gli sfottò sugli spalti fra le tifoserie rivali ci sono stati eccome: è stato fischiatissimo pure un comico che doveva tirare un rigore per beneficienza, solo perché noto supporter del liverpool. comunque è vero che la passione sportiva genera una violenza primitiva: non avevamo idea di chi fosse questo personaggio della tv inglese, ma al suo errore dal dischetto gli abbiamo dedicato un significativo, elegante e liberatorio gesto dell'ombrello. balotelli è poco amato sia dai tifosi avversari (per lui il buu più sonoro: finalmente si è materializzata l'utopia antirazzista di michele serra di poter dare dello stronzo ad un negro non perché negro, ma proprio perché stronzo) che dai propri, che non tollerano molto le sue simulazioni e gli atteggiamenti da bullo. però tutto questo con animo leggero e soprattutto solo dentro lo stadio. fuori perfetta e pacifica convivenza tra 80.000 spettatori, equamente suddivisi fra quelli vestiti di rosso e gli altri vestiti di blu. abbiamo fatto la fila ai vari chioschetti di finger food assieme a tifosi dell'altra squadra, senza la minima tensione o situazione di pericolo pubblico. fra l'altro impressionante il numero di bambini (già questo sarebbe strano in uno stadio italiano) con le nuove maglie - ovviamente originali, altra cosa impensabile nel regno del tarocco che sono le bancarelle fuori dai nostri impianti - di riserva di united (nerazzurra, come l'inter) e city (rossonera, come il milan). dopo l'ennesimo evento - musicale o sportivo che sia - vissuto in terra albionica non sappiamo più come stupirci di fronte all'organizzazione impeccabile, tanto che due/tre minuti di attesa fermi prima di imboccare la metropolitana ci sembrano un'eternità.



LOW COST - per risparmiare una cento euro (ricordate la mille lire del professor la sacca e del geometra falpalà?) siamo partiti da bergamo - anziché la più vicina venezia - e abbiamo parcheggiato nel più economico dei parking, sorti come funghi nei pressi di orio al serio. crediamo che chiunque disponga di un giardinetto in quella zona si sia gettato nel redditizio business dei posteggi, liberando il garage dal tosaerba del nonno e dal triciclo dell'infanzia andata. quello da noi prescelto (unico criterio seguito: il prezzo) era gestito da loschi figuri e il sistema altamente tecnologico della gestione dei posti consisteva in un post-it da appiccicare sul vetro della macchina con scritta a biro la data di ritorno. a nostro avviso, visto che si son pure tenuti le chiavi, abbiamo beneficiato dello scarso appeal della nostra vettura, che comunque sarà senza dubbio rimasta in strada sino a dieci minuti prima del recupero. sempre per ottimizzare la spesa complessiva del viaggio abbiamo optato, visti gli orari di arrivo e partenza, per un albergo nei pressi dell'aereoporto di stansted. per fare i signori addirittura l'hilton. i depliant potranno parlarvi sempre di doppi o tripli vetri per insonorizzare le stanze, ma alle quattro di mattina eravamo convinti che un boeing stesse partendo dal nostro bagno. da ultimo abbiamo pure abbandonato il veloce e comodo treno stansted express a favore dei mini bus diretti in città. sono più lenti, ma permettono di godersi lo scorrere delle periferie dal finestrino. anche qui il servizio ha una qualità strettamente connessa alla spesa: il nostro autista è rimasto chiuso fuori dal mezzo e ha dovuto bussare a noi passeggeri per farsi aprire...



LONDON BURNING - a leggere i giornali italiani e a vedere i resoconti dei tg nostrani si potrebbe credere che in quei giorni a londra si vivesse un clima da terza guerra mondiale. certo, ampio spazio alla rivolta dei quartieri era dato anche dalla bbc (probabilmente il miglior servizio pubblico del mondo: ricordiamo ancora la sera in hotel in cui un canale trasmetteva wimbledon e l'altro il festival rock di glastonbury, entrambi in diretta...), ma come al solito - abbiamo ricevuto riscontri analoghi anche per gli attentati del 2005 - la reazione british è stata subito quello della riconquista della normalità. qualche poliziotto in più in giro, ma soprattutto il desiderio della cittadinanza di non volersi privare del proprio elevatissimo standard di quotidianità. la sinistra inglese? invece di cavalcare la facile onda della protesta, ha condannato senza se e senza ma gli atti vandalici. perché un conto è sfasciare una vetrina di un supermercato per fame, un altro per portarsi a casa un ipad o una maglia del real madrid. la morale? la solita. forse ci meritiamo non solo gli alberto sordi, ma anche i pecoraro scanio e gli agnoletto della situazione.



TENDENZE - a dire il vero abbiamo trascorso poco più di 24 ore a londra, quindi non è che questa volta abbiamo avuto molto tempo per raccogliere le nostre consuete osservazioni di sociologia spicciola. segnaliamo solo che il fenomeno che credevamo scomparso dell'invicta come tratto identificativo dell'italiano in viaggio è ancora molto radicato, così come quello dell'applauso finale ad atterraggio avvenuto. che a saperlo prima uno spera davvero nell'incidente in volo per evitare tale momento imbarazzante.

18 agosto - big daddy of them all

Now you did it your way and man, you did it all.
How does it feel to be the big daddy of them all?



big daddy of them all - john mellencamp (big daddy)

mercoledì 17 agosto 2011

Kurt e Dio

oggi sono 20 anni che i nirvana hanno girato il video di "smells like teen spirit".
Su youtube ho trovato questo commento:
Odio quando la gente paragona Kurt a Dio! Voglio dire era bravo eh, ma mica era come Kurt.

17 agosto - positive jam

the 80s almost killed me let's not recall them quite so fondly

positive jam - the hold steady (almost killed me)

martedì 16 agosto 2011

16 agosto - let's come alive

ti ho sentito cantare quella canzone rock and roll
che parlava di come questo mondo sia cambiato,
le speranze e i sogni che riempiono i nostri cuori e le nostre menti
penso che siano ancora gli stessi.


let's come alive - graziano romani (up in dreamland)

lunedì 15 agosto 2011

domenica 14 agosto 2011

sabato 13 agosto 2011

venerdì 12 agosto 2011

giovedì 11 agosto 2011

11 agosto - glory days

trying to recapture a little of the glory of

glory days - bruce springsteen & the E street band (london calling - live in hyde park)

martedì 9 agosto 2011

09 agosto - i'm going home

wanna take you back, take where love belong
treat me baby, treat me, don't treat me wrong

I'm going home - ten years after (I'm going home)

lunedì 8 agosto 2011

domenica 7 agosto 2011

07 agosto - il ballo di san vito

Mustafà viene di Africa
e qui soffia il vento d'Africa


il ballo di san vito - vinicio capossela (il ballo di san vito)

sabato 6 agosto 2011

06 agosto - we will rock you

blood on your face
big disgrace

we will rock you - Queen (rock montreal)

Forse questo ti sembrerà strano



Ieri sera sono andato a sentire edoardo bennato.
Suonava dalle mie parti, concerto gratuito, unica tappa ligure.
Erano due anni che non lo vedevo, ci sono andato molto molto ma molto volentieri.
Piazza davanti al mare, pubblico eterogeneo, classico per eventi gratuiti in località balneari, famigliole, anziani, ragazzini. Bello.
Concerto molto bello, inizio anni 70, solo lui, chitarra, tamburello a piede, armonica e kazoo, attacca con Abbi dubbi, l'ultimo album che comprai prima della grande pausa.
Poi sempre acustiche fa di fila Sono solo canzonette e Il gatto e la volpe, abbè, mica Laura non c'è di nek, tanto per restare in tema di concerti affollati e gratuiti qui da ste parti.
(ah no nek era a pagamento) (unica tappa a pagamento di un tour gratuito)
(ah già a vedere nek era mezzo vuoto) (stranissimo)

Poi entra la band ed alterna pezzi recenti a vecchi successi, tra cui, per me una vera e graditissima sorpresa, Non farti cadere le braccia, Asia e una trascinante Mangiafuoco che dichiara palesemente l'amore di Bennato per il rock degli anni 50-60 col suo riff rubato paro paro a Bo Diddley.
Anche i pezzi dell'album nuovo si fanno apprezzare, ritornano sullo schermo alle spalle della band le immagini in bianco e nero di elvis e di tutto ciò che ne seguì, piuttosto che, nei pezzi più di attualità, filmati relativi alla storia recente.

In conclusione del concerto una apprezzatissima dalla piazza intera Isola che non c'è e C'era un Re, con la sua personale rivisitazione della nascita dell'Italia.

Conclusione del concerto solo per me, perché mica è finito così, dopo 1 ora di show eh?
Io sono andato via prima, perché ieri sera non ero io a dettare i tempi, no, ma chi era con me.
Ieri sera, per il primo concerto della sua vita, con me c'era Ludovica, la mia primogenita, anni 6 da compiere.

Ora, io detesto, in generale, i genitori che credono di avere il diritto di trasformare i figli in copie, più o meno riuscite, di se stessi.
Su tutti i campi eh. Voglio dire già la genetica ci mette del suo, non è il caso di esagerare.
E, nello specifico, una cosa, da malato di musica, mi sono sempre imposto di NON fare.
Obbligare le mie figlie ad ascoltare quello che piace a me.

Ludovica ama la musica, le piace sentirla, ha il suo lettore cd e i suoi cd di canzoni.
Da bambini.
Questo è il periodo dei 44 gatti in fila per 6, del valzer del moscerino, delle canzoni cantate dalle protagoniste dei cartoni animati recenti.
Questa è la musica per bambini, non quella dei padri o delle madri, che per forza di cose poi piace anche ai figli, fosse anche per dar soddisfazione al genitore o finire su youtube (io quel bambino che canta Whole lotta love lo strapperei di corsa alla sua famiglia, altro che) o peggio ancora essere presi in braccio con gesto Papale da cantanti americani per cantare ritornelli spensierati.

Canzoni che rimandino a storie per bambini.
Come Pinocchio.
Come Peter Pan.

Dopo mesi e mesi e mesi e mesi di Zecchino d'oro, mia moglie, perché io per evitare di uscire contro le mie figlie il mio enorme razzismo musicale non ci metto becco ed ascolto cosa vogliono loro, propose alle sorelle catarro qualche brano di bennato che ricordasse le favole, quindi ecco gatti, volpi, canzonette e soprattutto capitan uncino.

Poi in casa è scoppiata la scimmia di Peter Pan ed io mi ero permesso di far vedere il musical con musiche di bennato.
E quindi cartone animato
e quindi musical
e quindi album di bennato in rotazione continua in macchina, ciao ciao gatti in fila per 6, moscerini danzanti e sveglie birichine.
Tutto in modo naturale, senza la minima forzatura.

Ieri sera, a cena, ho detto a Luvi chi suonava e se avesse voglia di venire e lei ne è stata entusiasta, così siamo saliti sulla moto e siamo arrivati in questa piazza.
Abbiamo imparato ad ingannare l'attesa, abbiamo cercato insieme un posto che fosse comodo e con una buona visuale, abbiamo guardato le luci che “arrivano fino in cielo”, abbiamo visto le immagini “come il film”.

Ha resistito un'ora di concerto, considerando che era stata a spiaggia mattina e pomeriggio ammazzandosi di fatica nuotando e correndo sul bagnasciuga, un trionfo.
Anche perché abbiamo ascoltato, se non Capitan Uncino, 3-4 canzoni che conosceva e che ha apprezzato, prima di crollare alle 22.35, rischiando di addormentarsi in moto al ritorno.

Ed è stato meraviglioso, perché abbiamo fatto una cosa INSIEME.
E mica intendo andare al parco, o al mare eh. Lì io le porto e faccio con loro quello che vogliono loro, sto attento, faccio il padre insomma.

Ieri sera invece c'era una cosa che piaceva ad entrambi, anche se in modo e con intensità diverse, e noi ce la siamo goduta insieme, l'abbiamo apprezzata fino a quando ad entrambi veniva bene, poi l'abbiamo, giustamente, data vinta al sonno.

E Ludovica questa cosa l'ha colta, perché chiedeva, voleva sapere, era contenta e sorridente pur essendo una lunatica allucinante che cambia umore in 7 secondi. Mentre tornavamo alla moto per mano era soddisfatta della serata e mi ha chiesto se ne faranno altri di concerti così.

E che tutto questo abbia come colonna sonora la musica di Bennato beh è fantastico.
Perché davvero la genetica ci mette del suo, visto che da bambino io ho iniziato a sentire musica partendo da lui, partendo da Peter pan e dal rock di capitan uncino.

E luvi che è cresciuta in una casa tappezzata di cd inizia ad ascoltare musica “da grande” praticamente allo stesso mio modo.

Ed il fatto che dopo anni ieri sera io abbia incontrato una dei miei capi scout che all'epoca mi fecero ascoltare bennato per la prima volta, rende la serata di ieri ancora più magica, perché è come se il mio io bambino ieri fosse li a dar mano a mia figlia, a stupirsi di dettagli che magari non ho mai notato, a collegare immagini canzoni e ricordi, a battere le mani a tempo.

Onestamente non mi interessa se le mie figlie avranno i miei stessi gusti musicali, dico davvero.
So che passeranno la fase in cui la musica adatta a loro sarà per forza di cose insulsa e banale.
So che probabilmente le farò incazzare col mio sarcasmo sui loro gusti musicali.
Ma so anche che alla fine saranno loro sempre e comunque a decidere cosa ascoltare quando andremo in macchina insieme.

Però serate come quella di ieri sono doni meravigliosi, che spero di poter ricevere ancora.
Perché come ha detto Luvi entrando in casa, non è stata una serata bella, ma STRA-BELLA.

Rock and roll.

venerdì 5 agosto 2011

LA maestra



(settimana scorsa Luvi ha visto per l'ultima volta "da alunna" la sua maestra di 3 anni di scuola materna)

Una mattina di quasi 4 anni fa, una mamma accaldata e parecchio incinta, un padre sull'orlo delle lacrime ed una bambina spaurita ma molto curiosa, al punto che si era tolta il pannolino perché così “poteva andare all'asilo con gli altri bimbi”, entrarono dal portone verde per la prima volta.
Luvi iniziava la scuola materna e noi due, genitori affettuosi, ansiosi ed un po' imbranati, eravamo li a chiederci forse più di lei, cosa sarebbe successo.
Abbiamo incontrato per la prima volta quel giorno il tuo sorriso, i tuoi occhi azzurri pieni di affetto e la tua dolcissima capacità di far sentire accolto ogni bambino, tra cui la nostra piccola e spaurita Ludovica.
Tutti e tre quel giorno abbiamo capito che si, sarebbe andato tutto bene, perché la Maestra ispirava fiducia con un semplice sguardo, con un solo sorriso.

Luvi dopo due giorni ha chiesto di mangiare a scuola, dopo 4 di fermarsi fino alle 16.30.
Una volta papà è arrivato alle 16.20 e lei lo ha fatto aspettare 10 minuti fuori perché stava giocando.
Una volta papà è andato a prenderla alle 16.30 e lei voleva restare ancora, ma a quel punto si sarebbe esagerato eh!!

Grazie Maestra,  perché i primi passi della nostra Luvi grazie a Te sono stati buoni, molto buoni.
Grazie Maestra, perché “La Maestra” è qualcosa che resta per sempre nel cuore dei bambini, specialmente la prima e noi siamo felici che questo ruolo per Luvi lo ricopra tu
Grazie Maestra per l'affetto, la competenza, la preparazione, la dolcezza, la tenerezza con cui hai accompagnato Luvi nei primi anni del suo cammino scolastico.
Grazie Maestra perché hai accompagnato anche noi genitori.

Tra breve Luvi entrerà per la prima volta in un altro portone, di un'altra scuola e noi sappiamo che nella sua cartella ci saranno tante, tantissime cose che si è portata via dalla classe delle Coccinelle, dove le è stato insegnato a giocare, a stare insieme agli altri, a voler bene a chi le sta accanto, dove è diventata una bambina migliore.

Grazie Maestra, grazie di cuore, per noi tu sarai sempre LA Maestra.

Con affetto e gratitudine.

La famiglia Calandriello

05 agosto - jacqueline

Sometimes these eyes
Forget the face they're peering from


jacqueline - franz ferdinand (franz ferdinand)

giovedì 4 agosto 2011

04 agosto - message in a bottle

rescue me before
I fall into despair

message in a bottle - the police (certifiable - live from buenos aires)

mercoledì 3 agosto 2011

martedì 2 agosto 2011

lunedì 1 agosto 2011

01 agosto - immigrant song

So now you'd better stop and rebuild all your ruins,
For peace and trust can win the day despite of all your losing.

immigrant song - led zeppelin (III)