venerdì 8 giugno 2012

C'è qualcosa che muore sull'autostrada stanotte

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Non starò qui, per ora, a raccontarvi di quanto sia stato ENORME il concerto di ieri sera, delle 3 ore e 40 che manco il concerto di capodanno del 1980, di the promise acustica, di the river dopo the promise acustica, di tutto quello che succede DI SOLITO durante un concerto di Bruce Springsteen, no.

Lo faranno altri, molto meglio di me, proverò, se mai a farlo con calma tornato dalla data di firenze.

Ma devo, di getto, a caldo, scrivere queste cose, subito, perchè 20 minuti fa, appena dopo aver spostato il mio culone dal letto per portarlo in sala, mi sono ritrovato a dirle a mia moglie, a dirgliele piangendo, col groppo in gola che ho ancora adesso. A dirgliele in un modo che l'hanno portata a guardarmi e chiedermi "ma il giorno che morirò io, piangerai così?"

La premessa a tutto ciò è che parlo solo e soltanto di me stesso, anche dopo un concerto come quello di ieri, perchè certe cose che ho provato ieri, non credevo di provarle, ad un concerto; ma era ovvio che non avrei potuto provarle se non ad un concerto di springsteen.

Ricapitoliamo per chi fosse appena sbarcato da marte. Un anno fa è mancato clarence clemons, sassofonista storico della band di bruce, spalla, amico, icona di tutto l'universo springsteeniano.

Quest'anno, in tour, bruce ha portato 4 strumenti a fiato, tra cui due sassofoni. Uno di questi lo suona jake clemons, nipote di.
A me, prima ancora della morte di suo zio, sto qui mi è sempre stato sui coglioni.
Perchè automaticamente visto il cognome che portava, SBAM era diventato un fenomeno.
E quindi, visto che c'è gente che ha il diritto a esaltarsi per una drive all night fatta da una cover band con sto tizio qui, io ho il diritto a non sopportarlo e la chiudo qui.

Resta il fatto che la scelta di bruce è palese: nessuno può diventare IL sassofonista della ESB, ma il nipote di C può mantenere in vita il legame tra C e la ESB, ok. Scelta rispettabilissima, specie da chi, io, in 30 anni non ne ha mai criticata una.

Ieri sera per la prima volta dopo la morte di C, sono tornato a vedere bruce dal vivo e non mi aspettavo di reagire così a certi momenti.

Perchè forse solo ieri, dopo 1 anno, mi sono accorto del male che mi ha fatto la morte di C, del buco GIGANTESCO che ha lasciato non tanto nella ESB (cosa di cui ho una competenza limitata), ma in me, nel mio immaginario di fan, di persona che dentro alle canzoni di brucespringste&theestreetband ci ha vissuto per mesi, ci ha passato ore, ci ha pianto, ci ha riso, ci è morto, ci è rinato.

Alla terza canzone, puntuale, arriva badlands, bene. Io non ho mai contato la frequenza con cui vengono suonati certi pezzi, quindi badlands, va bene, va benissimo, perchè intorno a me ci sono 60mila persone che saltano, nel tramonto padano.

Ma al momento del solo di sax, è arrivata la prima, dolorosa, fitta. Il nipote scende e va a fare il solo, la gente esplode, a me arriva un diretto in piena faccia e realizzo o forse ammetto che C non c'è, che il gigante di 200 kg non si sta alzando dallo sgabellino dove si sedeva per buona parte degli show per soffiare dentro il suo enorme sax; non posso più indicarlo col dito, come facevamo tutti, tutte le volte per urlargli quanto stracazzo era importante che LUI ed il SUO sax entrassero in sta cazzo di canzone e soffiassero via tutta la rabbia che si prova a vivere nelle badlands.

Perchè CHIUNQUE può fare il solo di badlands (tanto per dirne una) meglio di come lo faceva C negli ultimi anni; musicalmente sostituirlo era fin troppo facile. Ma NESSUNO lo faceva in quel modo, nessuno entrava in badlands come faceva lui, anche nel 2009, quando l'ho visto per l'ultima volta (e quando fecero anche lì badlands all'inizio).

Perchè porca di quella puttana, ad un concerto di brucespringsteen&theestreetband succede anche questo, che io riuscivo in 3 ore a provare una gamma di sensazioni che andavano dal divertimento più sfrenato alla commozione più intensa, cose che mi succedono solo e soltanto durante QUESTO concerto.

Si nasce, si vive e si muore durante QUESTO concerto e si esce dallo stadio rinati, puliti, rigenerati.
Solo bruce ha questo potere su di me, solo lui riesce in 3 ore a farmi sentire tutte queste cose.

E buona parte del merito va a determinati simboli che in 30 anni ho ormai incamerato e fanno parte integrante di me.
E molti di questi simboli prevedono la presenza ovviamente di bruce, ma anche di clarence; la spalla, l'appoggio, il rifugio, la protezione, l'amico. Cose che se dovessi esprimere per metafore o ancor meglio in musica, esprimerei attraverso le sue canzoni; quelle soprattutto con un solo di sax.

Ma andiamo avanti, che è lunga

Il concerto è stato meraviglioso, si capiva da km quanta voglia avessero di suonare lì, quanto gli piaccia quel posto, quanto volessero spaccare i culi.

Ma badlands mi ha dato una bella mazzata.
Niente al confronto di the promised land però

Tornando al discorso scalette e frequenza delle canzoni, credo che the promised land sia la canzone che ho ascoltato più volte nei suoi concerti, forse se la gioca, appunto, con badlands, ma va non bene, va benissimo.
Mister, non sono un bambino, sono un uomo e credo nella terra promessa; francamente non mi stancherò mai di ascoltare queste parole, mai.

Ma ieri mi ha distrutto.

Verso la fine del pezzo, ci sono 3 assoli, chitarra, sax, armonica.
(Chiunque quei 3 assoli li avrebbe messi in 3 pezzi diversi e ci avrebbe campato di rendita, lui li ha messi in fila, a fine pezzo, vaaa bene.)

Ieri sera l'assolo di chitarra lo ha fatto bruce, quello di sax il nipote, quello di armonica di nuovo bruce; un pò come succedeva con C.
Appunto.

Perchè durante l'assolo di armonica, il nipote è rimasto li, a fianco di bruce, vicino.
E il diretto stavolta è nello stomaco, molto ma molto più forte di prima.
Perchè in me la musica di bruce ha creato delle immagini, delle icone, dei simboli.
Una di queste è bruce che suona l'armonica e C che "lo assiste" standogli di fianco, sostenendolo, incitandolo, spalla a spalla, come nella copertina del disco precedente a quello dove the promised land è stata pubblicata.

E ieri sera, 7 giugno 2012, io mi sono ritrovato in mezzo al prato di san siro ad urlare furibondo al nipote DEVI TOGLIERTI DI LI!!!!!!! TE NE DEVI ANDARE!!!!!!!!!!!!

Perchè ero fuori di me, dalla rabbia, per aver visto una scena di così grande importanza nel mio immaginario springsteeniano (mio e solo mio) adattata alla bisogna e averla trovata TERRIBILMENTE fuori luogo.

Da lì, ahimè le cose sono cambiate e per la prima volta, durante un concerto di springsteen, ho pensato di essere ad un concerto rock. Mai avevo vissuto un suo show come una sequenza di canzoni, come una faccenda prettamente musicale.

Prima un suo concerto per me voleva dire catarsi, riso, pianto, rabbia, amore, sesso, rockandroll (certo, anche questo e del migliore), voleva dire sentirsi parte di un rito che iniziava dal palco e riempiva e coinvolgeva tutti i presenti, significava saltare a tempo con altre ennemila persone e sntirsi in qualche modo unite a loro, dal prato al terzo anello.

Ieri è successo.

Ed ho assisitito probabilmente, ironia della sorte, al miglior concerto rock che io abbia mai visto, al più lungo, al più coinvolgente, perchè intorno a me la gente era completamente impazzita; mi sono goduto lo spettacolo di un san siro illuminato a giorno che muove la mani a tempo.

Ma la mia idea di concerto di brucespringsteenandtheestreetband fino all'altroieri era diversa

E sia chiaro, non sono arrabbiato con bruce o deluso, affatto.

Solo lui sa quanto la morte di C abbia influito sulla sua vita artistica e personale, solo lui ha il diritto di scegliere se e come ricordarlo, se e come omaggiarlo, solo lui, lui solo.

Ma ieri sera, nel mezzo di un concerto storico che probabilmente ricorderò per sempre, qualcosa in me è morto, o perlomeno ha sanguinato parecchio.

Certo, dopodomani a firenze sarò sugli spalti, magari sapendo cosa aspettarmi da quel punto di vista la vivrò meglio; assolutamente non sto parlando di "seconda chance" da dare a bruce, non scherziamo.

La colpa è mia e solo mia, che dentro a quelle canzoni, a quella musica, a quello STRACAZZO DI SASSOFONO ci ho  passato troppo tempo, ci ho speso troppa vita, ci ho lasciato troppe emozioni.

Vaffanculo clarence va, era proprio necessario andartene?

2 commenti:

SoloDinamo ha detto...

caro Alberto, ti dico semplicemente che io il concerto non l'ho visto ma ci sarò a Firenze (per fortuna!).
Ho visto il servizio al tg3 e mi sono venute le lacrime agli occhi, ho visto finalmente i miei fratelli che ballavano dietro la barriera...bellissimo!
In Bruce We Trust.

Gabriele Gatto ha detto...

Quest'anno ho mollato il colpo: niente Springsteen. Non so se ho fatto bene, so solo che senza Clarence la E-Street Band non ha più senso.

Qui un mio ricordo a caldo di C

http://gabrielegatto.blogspot.it/2011/06/e-dire-che-quel-concerto-non-ci.html