sabato 12 ottobre 2013

Perchè vai a vedere ancora Bruce Springsteen?


Nel 2005, durante il tour acustico seguito alla pubblicazione di Devils and Dust, Bruce chiudeva i suoi spettacoli con una cover di Dream Baby Dream dei Suicide cantata suonando un organo a pompa con la voce carica di effetti e il ritornello che si ripeteva come un mantra.
Non era il tour del sudore e del rock and roll, però ad un certo punto verso la fine, succedeva che ci si alzava tutti e si correva verso il palco.
Io però, nelle 3 date che vidi, non feci mai il cosiddetto stage rush, perchè primo sono lento, secondo non mi interessava granchè ammassarmi sotto il palco e terzo perchè sono lento.
A roma durante questa canzone iniziai a girare intorno al palazzetto, ero nel parterre, per vedere la gente; era fantastico, perchè vedevi tutti fissi, concentrati su di lui, con dentro agli occhi la felicità di averlo visto dal vivo.

Oggi il video del giorno è ovviamente la nuova versione di Dream Baby Dream, che Bruce ha deciso di usare come colonna sonora per un filmato di ringraziamenti ai noi fans.
Un video clamoroso, accompagnato da una lettera commovente, dove Bruce si dimostra non solo artisticamente ma anche umanamente sempre più una mosca bianca nel mondo del rock e dove conferma la mia teoria che, sebbene io abbia divorato i testi delle sue canzoni e continui a farlo, la sua prosa rischia di essere migliore dei suoi testi, come aveva già dimostrato nella sconvolgente elegia funebre per Clarence Clemons.

E da oggi ho una risposta definitiva alla domanda di cui sopra.
Ho gli occhi di quei ragazzi, di quelle donne, di quegli uomini che sono stati ripresi mentre assistevano ad uno show dell'ultimo tour.
Ho la passione di chi mentre lo guarda e lo ascolta vede e sente la sua vita dentro a quelle note, a quelle strofe, a quei musicisti
Perchè lì dentro c'è anche la mia di vita, c'è anche la mia, di passione, c'è il coinvolgimento che solo lui è riuscito a provocarmi, c'è la gioia, la catarsi, c'è tutto un cazzo di mondo che puntualmente mi si ribalta dentro ogni volta che assisto ad un suo show.
Se ci fate caso, nessuno o quasi dei protagonisti del video guarda in camera, nessuno cerca il maxischermo, tutti gli sguardi sono esclusivamente su quello che sta succedendo sul palco, perchè stasera, non importa quale sera, non importa quante sere, ma stasera quello che succede lassù è semplicemente qualcosa che ci serve, ci aiuta ci dà fottutamente forza per uscire dallo stadio e vivere, perchè la sua musica fa questo e vaffanculo se stasera ha fatto tutto Born in the USA e non il cd 1 di Tracks, che mi frega, stasera sono saliti su quel palco e hanno inscenato e rappresentato la grande storia della E Street Band, il gruppo che più di ogni altro ha le chiavi non solo del mio cuore, ma della mia fantasia, della mia volontà, di molto, forse troppo, del mio essere l'uomo che sono e soprattutto l'uomo che voglio diventare.

Quegli sguardi sono il motivo per cui nessun presunto disco brutto mi terrà lontano, quando potrò, da quel palco e da quella band. Perchè sono il mio sguardo, sono la mia benzina.
Perchè la gente ripresa in questi 5 minuti è serena, felice, magari sconvolta da una certa canzone, ma soprattutto è VIVA.

E se al rock and roll chiediamo qualcosa di più di questo, perchè sentirci vivi non pensiamo sia abbastanza, allora non ci abbiamo mai, ma mai capito un cazzo.

Io, nel dubbio, continuo a sognare.

2 commenti:

Riccardo Gallazzi ha detto...

La parte che più mi è piaciuta del video è il fatto che da un momento all'altro ero sicuro di spuntare sul video. Fortunatamente non è successo.
In quel momento capisci che fra gli "springsteeniani" non dico ci sia una famiglia perché non è così, ma c'è sicuramente senso di appartenenza.

Bellissima la lettera, mi ha emozionato pari al saluto "you've just seen.." dell'ultima tappa europea dove ha nominato i "ticket grabbing, queue forming, etc etc etc" fan. Se tanto mi da tanto lui ha capito benissimo cosa voglia essere springsteeniano e sono sicuro che la persona che più di tutte non vede l'ora di un concerto di Bruce Springsteen è.. Bruce stesso.

andrea ha detto...

Caro Cala, sono d'accordo con gran parte di quello che scrivi.
Avevo 15 anni quando leggevo i testi di Nebraska sul Mucchio, ero solo un "fissato" per i miei amici, per i miei genitori; oggi vado ai concerti con mio figlio e quando è possibile ci porto anche mia mamma che ha detto (non a me) dopo il suo primo concerto "E' la prima volta che sento viva, viglio essere seppellita con il cappello che avevo in testa" (è viva e vegeta, tranquilli). Litigo su quasi tutto con il mio figlio adolescente (Tommaso Dylan Bruce), e lui mi chiede qualcosa solo per sapere qualcosa sulle canzoni di Bruce che ascolta, che storia hanno, che significano. Credo che non sarei in grado di spiegare quello che ho provato e provo neppure in mille pagine scritte nel più lucido dei modi: bastano le tre ore di concerto, e se ti tocca Roma con NY City bastano quei dieci minuti. Il Nostro ha qualcosa che non sappiamo cosa sia ma di cui siamo certi. Stephen King raccontava dello Shining, ecco, una roba del genere.
Una sciamano per cantante, e lui è talmente cosciente di certe capacità che riesce a scherzarci sopra.