domenica 31 marzo 2013

Un bootleg al giorno - 31 marzo - Dire Straits




Dire Straits
1979-03-31
Old Waldorf Theatre
San Francisco, CA
Soundboard recording
192 kbps
Artwork Included

01. Down To The Waterline 
02. Six Blade Knife
03. Once Upon A Time In the West
04. Lady Writer 
05. Water Of Love 
06. In The Gallery 
07. News 
08. What´s The Matter Baby 
09. Lions
10. Sultans Of Swing 
11. Wild West End 
12. Where Do You Think You´re Going? 
13. Eastbound Train 
14. Southbound Again 

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sabato 30 marzo 2013

Cento anni della Mina

Oggi la mia nonna materna compie 100 anni.
Per diverso tempo, visto che i miei genitori lavoravano entrambi, mi ha fatto da mamma, poi da compagna di giochi nei lunghi inverni in cui il bambino sfigato che ero stava a letto malato, poi da complice quando c'erano cose da "non far sapere", da finanziatrice, da amica, da avversaria durante le partite dell'inter.
ha avuto un ictus il giorno del mio 35° compleanno e pochi mesi dopo se ne è andata, in un letto d'ospedale, mentre le tenevo la mano.
Ma dei suoi 100 anni, di cui 95 vissuti e vissuti davvero, non sono certo gli ultimi mesi che voglio ricordarmi.
Quella persona nel letto, con la testa confusa, che ancora aveva dentro di sè tanto amore per me, anche se mi credeva suo fratello e non più suo nipote è stata talmente tante altre cose che non voglio che quei brutti ricordi e quei giorni tristi in cui si spegneva pian piano cancellino il resto.
Ed oggi le faccio gli auguri ricordandomi di quel giorno di aprile di 8 anni fa quando le dissi che sarebbe diventata bisnonna e lei si alzò dalla poltrona di scatto, mi corse incontro, mi spinse via ed abbracciò mia moglie.
Ehi nonna, guarda che è anche un po' merito mio eh!!!
Tì sta sittu, che ti ghe messu sulu u pinellu (tu stai zitto, che ci hai messo solo il semino).

Buon compleanno Nonna Mina.

Un bootleg al giorno - 30 marzo - Yardbirds






The Yardbirds
1968-03-30
Anderson Theatre
New York, NY
Soundboard Recording
320 kbps
Artwork Included

01. The Train Kept A Rollin'
02. You're A Better Man Than I
03. Heartful Of Soul
04. I'm Confused
05. My Baby
06. Over Under Sideways Down
07. Drinking Muddy Water
08. Shapes Of Things
09. White Summer
10. I'm A Man

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venerdì 29 marzo 2013

Bootleg: Bruce Springsteen & the E Street Band - Melbourne 27\03\13




2013-03-27 - ROD LAVER ARENA, MELBOURNE, AUSTRALIA


01 LONG WALK HOME
02 RADIO NOWHERE
03 MY LOVE WILL NOT LET YOU DOWN
04 BETTER DAYS
05 WE TAKE CARE OF OUR OWN
06 WRECKING BALL
07 DEATH TO MY HOMETOWN
08 OUT IN THE STREET
09 FACTORY
10 LOST IN THE FLOOD
11 HIGH HOPES
12 DOES THIS BUS STOP AT 82ND STREET?
13 CANDY'S ROOM
14 YOUNGSTOWN

15 MURDER INCORPORATED
16 PAY ME MY MONEY DOWN
17 I'M GOING DOWN
18 SHACKLED AND DRAWN
19 WAITIN' ON A SUNNY DAY
20 THE RISING
21 THE GHOST OF TOM JOAD
22 BADLANDS

23 JUNGLELAND
24 BORN TO RUN
25 DANCING IN THE DARK
26 TENTH AVENUE FREEZE-OUT
27 AMERICAN LAND

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Un bootleg al giorno - 29 marzo - Alabama Shakes




Alabama Shakes 
Live at Proud Larry's on 2012-03-29

Oxford, MS

01. Goin' To The Party
02. Hold On
03. Hang Loose
04. Always Alright
05. I Found You
06. Rise To The Son
07. Boys & Girls >
08. Be Mine
09. Hurricane Strut
10. Making Me Itch
11. Mama
12. You Ain't Alone
Encore
13. Run Baby Run
14. I Ain't The Same
15. On Your Way


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Lettera aperta al Deputato Franco Vazio






Se non ricordo male, dopo più di 50 anni la mia albenga ha un deputato eletto in parlamento.
L'avvocato franco vazio è stato infatti eletto nelle liste del PD.
Credo che sia utile stimolare i nostri rappresentanti ad operare per il bene del paese e in primo luogo delle loro comunità. Il deputato vazio ha ripetuto diverse volte in campagna elettorale quanto ritenga importante valorizzare il proprio territorio.
A mio avviso una delle priorità politiche e morali che i politici devono assumersi è la tutela dei propri connazionali, soprattutto se all'estero, soprattutto se in carcere, soprattutto se ingiustamente e nel caso del deputato vazio, soprattutto se di albenga come lui.
Quindi vi propongo di scrivere al deputato vazio una lettera dove lo si solleciti a farsi carico della situazione di tomaso bruno (suo concittadino) ed elisabetta boncompagni, di cui credo abbiate sentito parlare "qualche volta" in questo blog.
Ho scritto una lettera che la mamma di tom ha trovato adeguata e che pertanto vi propongo da copiare più o meno integralmente per inoltrarla via mail al deputato vazio.
Vi chiedo cortesemente di non dare alle vostre mail toni polemici e offensivi, perchè lo scopo di tutto questo non è protestare, cosa che stiamo facendo già abbastanza e da fin troppo tempo, bensì SOLLECITARE i nostri rappresentanti a FARE.

L'indirizzo mail del deputato vazio alla camera è:  vazio_f@camera.it e potete scrivergli direttamente dal sito della camera, a questo indirizzo: http://www.camera.it/leg17/794?shadow_deputato=305735&email=vazio_f@camera.it

Ecco la mia bozza che metto a disposizione di chi volesse collaborare.

Vi ringrazio per l'attenzione.

OGGETTO: TOMASO BRUNO

Egregio Deputato Franco Vazio
prima di tutto le faccio le mie più sentite congratulazioni per il risultato elettorale che le consentirà di far parte del Parlamento Italiano e quindi di contribuire fattivamente alla gestione del nostro Paese.
Ho letto che erano circa 50 anni che un abitante di albenga non entrava in parlamento e questo credo la renda ulteriormente orgoglioso del suo risultato, visti i continui riferimenti da Lei fatti al territorio dove è cresciuto.
Allo stesso modo penso che Lei abbia una opportunità incredibile per dimostrare fin da subito il suo attaccamento ad albenga ed ai suoi abitanti, un'opportunità che esula dai partiti e dalle coalizioni, dalle poltrone e dagli schieramenti, perché si basa su un concetto semplice e facilmente condivisibile da tutti.
Come Lei sa, da più di 3 anni un suo concittadino albenganese è detenuto in india con l'accusa di omicidio, insieme ad una sua amica; la gravissima accusa è peggiorata dal fatto che a detta dei giudici indiani loro due avrebbero ammazzato un loro amico e compagno di viaggio.
Sono sicuro che nel corso di questi mesi ha seguito la vicenda e i pesanti dubbi che gravano sulla sentenza, basata su esami frettolosi e giunta al termine di una estenuante serie di rinvii ed ostacoli.
La sua professionalità le permette di poter leggere, tra gli atti del processo, più di uno spunto a cui appigliarsi per ribaltare tale sentenza, perché come Lei ha senz'altro visto, Albenga si è da tempo mobilitata per riportare a casa questo suo figlio in difficoltà.
Quello che Le chiedo quindi è di prodigarsi fin dal suo insediamento alla camera affinchè la storia di tomaso bruno ed elisabetta boncompagni sia conosciuta da più persone possibili, in modo che quella che in molti riteniamo una enorme ingiustizia venga alla luce e sia conosciuta da tutta l'Italia.
Così facendo, forse, l'opinione pubblica sarebbe maggiormente sensibilizzata e potrebbe innescarsi un meccanismo di sollecitazione verso il governo e l'Ambasciata, in modo da fare realmente tutto il possibile per concludere positivamente questa dolorosissima vicenda.
Certo del suo impegno, le rinnovo i miei complimenti e le auguro un buon lavoro. 




giovedì 28 marzo 2013

Un bootleg al giorno - 28 marzo - Who



The Who
1981-03-28
The Rockpalast
Essen, Germany
Soundboard Recording


CD 1:
01. Intro
02. Substitute
03. I Can't Explain
04. Baba O'riley
05. The Quiet One
06. Don't Let Go The Coat
07. Sister Disco
08. You Better You Bet
09. Drowned
10. Behind Blue Eyes
11. Another Tricky Day

CD 2:
01. Pin Ball Wizard
02. Who Are You
03. 5:15
04. My Generation
05. Won't Get Fooled Again
06. Summertime Blues
07. Twist And Shout
08. See Me, Feel Me


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mercoledì 27 marzo 2013

Mi chiamo Tomaso Bruno - Settima parte








Ringrazio Marina, la mamma di Tom, che mi ha autorizzato a pubblicare questa serie di manoscritti che suo figlio le ha scritto dal carcere di Varanasi, dove si trova da più di 3 anni, con l'accusa di aver ucciso insieme ad Elisabetta Boncompagni il loro amico Francesco Montis.
Vi chiedo di condividere questi post e di farli leggere a più persone possibili, affinchè tutti o quasi sappiano dove si trovano ora due nostri connazionali. 

La lontananza

Quest’ultima parte del mio racconto è dedicata al mio paese ed ai miei amici semplicemente per il fatto che è proprio grazie a loro che io mi sento vicino a casa, nonostante le migliaia di chilometri che ci separano. Quando è uscita in Italia la notizia del mio arresto avevo paura che chi non mi conosceva, potesse credere alle accuse che mi erano state rivolte. Sia chiaro, in vita mia non ho mai dato troppo peso al giudizio della società, ma in prospettiva futura, il dover convivere con il sospetto di essere un assassino avrebbe potuto crearmi qualche problema, soprattutto in un paese relativamente piccolo come Albenga. Sapevo, ed ero certo che i miei amici di sempre non avrebbero mai e poi mai creduto a tutte queste false accuse, ma non pensavo in una reazione così decisa e convinta che ha trascinato con il suo entusiasmo tutta la comunità dalla mia parte. Sono sicuro che ci sarà qualche malpensante, ed è giusto che sia così, ma sono il classico granello di sabbia nel deserto. In questi due anni ho ricevuto centinaia di lettere che mi hanno fatto sentire come a casa, c’è chi mi ha raccontato le cose di tutti i giorni, chi le vicende dell’Inter e chi, a sorpresa, ha avuto il non facile compito di annunciarmi l’arrivo di un figlio. Tutte queste piccole cose, semplicemente scritte su un foglio di carta, hanno avuto un ruolo fondamentale, mantenendomi a contatto con il mio mondo. E poi i concerti, le raccolte di firme, le tantissime iniziative in mio sostegno mi rendono orgoglioso e mi danno un motivo in più per non mollare, non lasciarmi andare…ho fantasticato per ore ed ore sul giorno del mio ritorno e sono sicuro che quando questo succederà sarà bellissimo. Non so se basterà una vita per sdebitarmi ma sto cerando già da ora di fare del mio meglio per ripagare tutta questa fiducia. Inoltre il sostegno degli amici non è stato solo pubblico, ma anche soprattutto privato. Tutti si sono stretti intorno alla mia famiglia, l’hanno sostenuta in tutti i modi aiutandola ad affrontare questa durissima situazione con serenità.


Varanasi, ottobre/novembre 2011

Un bootleg al giorno - 27 marzo - Low Anthem



The Low Anthem 
Live at Flex on 2011-03-27 (March 27, 2011)
Wien, Austria

01 intro
02 Ghost Woman Blues
03 Ticket Taker
04 Burn
05 To The Ghosts Who Write History Books
06 Sally Where’d You Get Your Liquor From (Rev. Gary Davis)
07 banter
08 Matter Of Time
09 Love And Altar
10 Hey, All You Hippies!
11 Home I'll Never Be (Tom Waits/Jack Kerouac)
12 tuning
13 Apothecary Love
14 banter
15 This God Damn House
16 World Gone Mad (Maybe So)
17 Evangeline (Robbie Robertson)
18 Charlie Darwin
19 Cigarettes Whiskey & Wild Wild Women
20 Flowers In The Mist
21 banter
22 To Ohio
23 encore break
24 Smart Flesh
25 Bird On A Wire (Leonard Cohen)

 

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martedì 26 marzo 2013

Mi chiamo Tomaso Bruno - sesta parte



Ringrazio Marina, la mamma di Tom, che mi ha autorizzato a pubblicare questa serie di manoscritti che suo figlio le ha scritto dal carcere di Varanasi, dove si trova da più di 3 anni, con l'accusa di aver ucciso insieme ad Elisabetta Boncompagni il loro amico Francesco Montis.
Vi chiedo di condividere questi post e di farli leggere a più persone possibili, affinchè tutti o quasi sappiano dove si trovano ora due nostri connazionali.

Sensazioni e riflessioni
E siamo arrivati alla parte intima e più difficile da raccontare. Io sono fermamente convinto che questa brutta storia avrà un lieto fine. Questa storia avrà un lieto fine (almeno per noi, non ovviamente per la famiglia di Francesco) e che ne usciremo tutti un po’ migliori di prima.
Personalmente sono entrato in carcere come un ragazzo pieno di dubbi ed eternamente insoddisfatto della propria vita, inquieto ed in perenne conflitto con me stesso. In questi lunghissimi mesi ho trovato una pace dei sensi che mi lascia assolutamente sbalordito. Sono talmente tranquillo e sereno che non provo nemmeno un pizzico di odio o di rancore verso i responsabili di questa vergognosa ingiustizia. Questo non vuol dire che io abbia trovato la soluzione a tutti i miei problemi, ma affrontarli con la pace dell’anima è tutta un’altra cosa. Sarà anche scontata come cosa, ma solo in carcere ho capito il vero valore delle cose, è vero quando si dice che si capisce il valore di qualcosa solo quando te la tolgono. 
A me hanno tolto tutto e quando le riconquisterò sono sicuro che saprò godermele meglio. Guardandola da un punto di vista super ottimistico e positivo il carcere mi darà una grandissima possibilità, quella di poter riavere una prima volta, con la differenza che saprò già quanto sarà importante e saprò dargli il giusto valore.
Questo è a mio avviso l’unico grande insegnamento che la forzata detenzione può darti e per ottenerlo bisogna ovviamente passare per tutte le sofferenze che la detenzione stessa comporta.
Personalmente l’unico motivo di preoccupazione che ho è la sofferenza che questa ingiusta situazione sta portando ai miei cari. Vedere mia mamma e mio papà piangere è stata la cosa più
brutta e dolorosa e come loro sono in pensiero per me, io lo sono per loro, costretti a continui viaggi, sbattimenti e con una pressione emotiva notevole da sopportare. Per fortuna ho dei genitori forti e soprattutto capaci di gestire al meglio tutto questo senza perdere la lucidità e sono convinto che usciremo indenni, anzi più forti ed uniti di prima di questa brutta storia. 
Ho poi una grande paura, che a volte mi angoscia : è quella di non poter più rivedere mia nonna, ma cerco di non pensarci troppo.

Un bootleg al giorno - 26 marzo - Crosby, Stills, Nash & Young




Crosby Stills Nash and Young
2002-03-26
America West Arena
Phoenix, AZ


101. Carry On > Questions
102. Military Madness
103. Goin' Home
104. Wooden Ships
105. Feed The People
106. You're My Girl
107. I Used To Be A King
108. Southern Man
109. Southern Cross
110. Almost Cut My Hair
111. Cinnamon Girl

201. Helplessly Hoping
202. Our House
203. Old Man
204. Guinnevere
205. The Lee Shore
206. Harvest Moon
207. Ole Man Trouble
208. Half Your Angels
209. Suite: Judy Blue Eyes

301. 7th Inning Stretch
302. Let's Roll
303. Long Time Gone
304. Two Old Friends
305. Woodstock
306. Rockin' In The Free World
307. Band intros
308. For What It's Worth
309. Teach Your Children
310. Outro (Greensleeves)



Neil Young - vocals, guitar, harmonica
David Crosby - vocals, guitar
Stephen Stills - vocals, guitar, bass
Graham Nash - vocals, guitar, keyboards, harmonica
Booker T. Jones - keyboards
Donald 'Duck' Dunn - bass
Steve 'Smokey' Potts - drums  


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lunedì 25 marzo 2013

Un bootleg al giorno - 25 marzo - Bruce Springsteen & the E Street Band





Bruce Springsteen & the E Street Band
Are You Ready For The Final Moments?
Music Hall, Boston, Ma. March 25, 1977

Disc G
Night
Don’t Look Back
Spirit in the Night
Incident on 57th Street
Thunder Road
Mona / She’s the One
Disc H
Tenth Avenue Freeze-out
Action in the Streets
It’s Hard to Be a Saint in the City
Backstreets
Jungleland
Rosalita
Disc I
Born to Run
Quarter to Three
Little Latin Lupe Lu
You Can’t Sit Down
Higher and Higher


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domenica 24 marzo 2013

Un bootleg al giorno - 24 marzo - Bruce Springsteen & the E Street Band




Bruce Springsteen & the E Street Band
Are You Ready To Step Out?
Music Hall, Boston, Ma. March 24, 1977

Disc E
Night
Don’t Look Back
Spirit in the Night
Incident on 57th Street
Thunder Road
Mona / She’s the One
Tenth Avenue Freeze-out
Growin’ Up
It’s Hard to Be a Saint in the City
Disc F
Backstreets
Jungleland
Rosalita
Born to Run
Quarter to Three
Little Latin Lupe Lu
You Can’t Sit Down
Higher and Higher


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sabato 23 marzo 2013

Un bootleg al giorno - 23 marzo - Bruce Springsteen & the E Street Band






Bruce Springsteen & the E Street Band

Are You Hanging Loose?
Music Hall, Boston, Ma. March 23, 1977

Disc C
Night
Don’t Look Back
Spirit in the Night
Incident on 57th Street
Thunder Road
Mona / She’s the One
Tenth Avenue Freeze-out
Growin’ Up
Disc D
Backstreets
Jungleland
Rosalita
Born to Run
Quarter to Three
Little Latin Lupe Lu
You Can’t Sit Down

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Mi chiamo Tomaso Bruno - quinta parte




Ringrazio Marina, la mamma di Tom, che mi ha autorizzato a pubblicare questa serie di manoscritti che suo figlio le ha scritto dal carcere di Varanasi, dove si trova da più di 3 anni, con l'accusa di aver ucciso insieme ad Elisabetta Boncompagni il loro amico Francesco Montis.
Vi chiedo di condividere questi post e di farli leggere a più persone possibili, affinchè tutti o quasi sappiano dove si trovano ora due nostri connazionali.


Comunicare, barriere linguistiche
Venendo in India pensavo di trovare una buona percentuale di persone che parlassero la lingua inglese, vista la loro presenza sino al 1947, ma già fuori dal carcere mi sono accorto che non è così. Dentro ovviamente la situazione è precipitata : su circa tremila detenuti solo una decina parla un inglese corretto,la situazione non è migliore tra le guardie, infatti nessuna di esse lo parla ed anche tra le autorità carcerarie (Direttore, Vice ecc) solo il primo lo mastica un pochino. Sono comunque stato abbastanza fortunato poiché, come ti ho già detto in precedenza, nella prima baracca ho trovato questo politico e happy che mi hanno fatto da interprete e una volta trasferito nella baracca 8 ho incontrato il tibetano Pempa che parla e scrive impeccabilmente sia in tibetano che in inglese che in indi. Ovviamente non è che uno mi può star dietro e farmi da interprete 24 ore su 24, ma l’aiuto è fondamentale, è come avere un vocabolario vivente al fianco. Io poi sono uno che nel comunicare mi butto a testa bassa, non pensando al fatto di poter dire strafalcioni. Un modo per  essere accettato in qualsiasi comunità è quello di imparare l’idioma locale. Ho cercato quindi di apprendere subito i vocaboli base e con l’aiuto della mimica me la sono cavata abbastanza bene sin dai primi giorni. Adesso, dopo quasi due anni, comunico in maniera quasi completa anche se non posso dire di saper parlare l’hindi, diciamo che parlo un misto tra inglese/hindi/dialetto locale che fa si che ci si capisca quasi completamente. I primi tempi ho provato anche ad imparare la scrittura, ma la concentrazione non è delle migliori per molteplici motivi e dopo un paio di settimane ho desistito.-
Usi e costumi
Anche questo capitolo non è semplice viste le molteplici differenze, soprattutto nel modo di pensare e di confrontarsi con la realtà presenti tra noi occidentali e gli indiani. Parlando dell’indiano come persona devo dire che il tasso di igiene personale è molto alto. Tengono moltissimo al loro aspetto e curano i particolari. Tutti si tingono i capelli( rosso e nero sono i colori che vanno per la maggiore) e tutti hanno i baffi ( che in galera sono segno di virilità). Il taglio dei baffi ti permette anche di distinguere un hindi da un mussulmano : i primi infatti lasciano crescere i baffi anche sulle labbra, cosa assolutamente vietata ai secondi che solitamente sfoggiano anche una lunga barba alla “Bin Laden”. Una pratica molto comune a tutti è quella di cospargersi il corpo e la testa di olio dopo il bagno. La pettinatura è curatissima e l’essere pelati è motivo di scherno. Tutti poi portano collane, braccialetti ed anelli ed hanno stressato talmente anche me, che, in vita mia non ho mai neanche portato l’orologio,  che ora ho una collana, due braccialetti ed addirittura un anello!! Caratterialmente ho faticato invece un pochino a capire il loro modo di fare. In pratica in India la parola privacy non esiste, tutti vogliono sapere tutto di tutti e i commenti e i pettegolezzi sono la prassi quotidiana. I primi tempi ho faticato un pochino a convivere con questa invadenza, ma ormai ci ho fatto l’abitudine..Non oso immaginare come sia la situazione nella sezione femminile, Elisabetta me lo ha confermato. Da un punto di vista pratico, della vita di tutti i giorni, le differenze principali sono due : di devi pulire il culo con le mani e con le stesse mani mangi. Forchette, cucchiaio non sanno neanche cosa siano e non perché siamo in galera, anche fuori loro mangiano così. Tutti mangiano con la mano destra poiché la sinistra si usa per pulirsi il culo. Altra stranezza è il fatto che per fare pipì si accucciano, quando ho chiesto spiegazioni mi è stato detto che lo fanno per non schizzarsi i piedi( la cosa alla fine è comprensibile perché quasi tutti qua portano sandali e ciabatte, ma ci ho messo un po’ a capirlo). Asse portante di questo capitolo è però la Religione. Essendo a Varanasi, la città più sacra di tutta l’India, il senso religioso è altissimo. Il 90% dei detenuti prega minimo due volte al giorno e all’interno della baracca il muro lato est è completamente dipinto di immagini sacre con sotto incensi accesi tutto il giorno. Esteriormente l’induismo appare come una religione gioiosa e piena di colori, a differenza della nostra, cupa e triste. Tutte le volte che pregano insieme (una volta al giorno) benedicono frutta e dolci che poi vengono distribuiti a tutti insieme con un fuoco “sacro” che con l’aiuto delle mani ti spargi sulla testa. Io , dal mio punto di vista agnostico, osservo e rispetto i loro riti anche se dentro di me sorrido. Per nove giorni, due volte all’anno, digiunano per la “grande preghiera”.Gli unici alimenti ammessi sono latte, frutta e patate bollite  Molti comunque osservano anche due giorni di digiuno alla settimana per tutto l’anno. Le grandi festività religiose sono poi anche parecchio pittoresche. Proprio oggi, 26 ottobre (ma la data non è fissa come la nostra Pasqua), si festeggia il Diwali, una specie di Natale Indiano, e la sera tutto il carcere sarà illuminato da mille e mille candeline. Mi hanno detto che fuori lo spettacolo della Città e del Gange illuminato dalle candele è bellissimo. E ci credo. Un’altra festa particolare è l’Holy, che cade tra fine febbraio ed inizio marzo..anche in carcere si canta e si balla per tutto il giorno e la notte, spargendosi il corpo con vari colori( rosso, giallo, viola e verde). E’ divertente, ma mi hanno detto che fuori è un po’ pericolosa perché la gente si lascia andare all’alcool e diventa molesta. La più suggestiva festa religiosa è però a mio avviso lo “Shivatre”, giornata dedicata al culto di Shiva e siccome Shiva è il Dio che fuma( è rappresentato sempre con in mano un Chilum) per quel giorno tutti fumano marjuana e bevono yoghurt mischiato a bang (una pasta nera estratta dalla canapa che ha gli stessi effetti della cannabis), è sorprendente che tutti fumino dai ragazzini ai vecchi, dai poveri ai ricchi…una tradizione un po’ particolare e impensabile dalle nostre parti dove la canapa è considerata una droga al pari di cocaina e eroina. Un’altra grandissima differenza culturale è quella del sesso e del rapporto con le donne, ed è il principale motivo dell’ingiustizia che io ed Elisabetta stiamo subendo. Per loro non esiste amicizia tra uomo e donna senza sesso, essendo poi il sesso vietato prima ed  al di fuori del matrimonio(sia legalmente che soprattutto moralmente), è diventato per loro una vera e propria ossessione. I primi tempi sono stato tempestato da domande sessuali e mi sono accorto che soffrono di una certa complessità nei confronti di noi occidentali. Qua i matrimoni sono ancora al 90% imposti dalla famiglia (e non per amore) ed un ragazzo si sposa intorno ai 20 anni e dopo una decina di anni ha almeno tre o quattro figli( senza contare i mussulmani che ne hanno invece almeno sette o otto). Ho provato a spiegare loro il punto di vista occidentale, su questo argomento, ma non sentono ragioni, anche se la maggior parte è convinta della mia innocenza, tutti comunque continuano a credere che tra me ed Elisabetta ci sia un rapporto comunque sessuale. Ovviamente di questa mentalità chi ne paga le conseguenze è la donna, costretta a vivere con un uomo che non ama, senza poter seguire le sue passioni, mentre l’uomo ha svariati rapporti al di fuori del matrimonio, senza alcun problema morale. In generale le donne sono ancora lontanissime dalla parità ed ho l’ impressione che ci vorrà ancora molto tempo prima che la raggiungano, ammesso che la vogliano.

venerdì 22 marzo 2013

Un bootleg al giorno - 22 marzo - Bruce Springsteen & the E Street Band


Inizio oggi a condividere, giorno per giorno, il meraviglioso cofanetto della Godfather Records relativo alle date del marzo 1977 a Boston.
Audio spettacolare.





Bruce Springsteen & the E Street Band
Are You Ready For The King Of The World?
Music Hall, Boston, Ma. March 22, 1977

Disc A
Night
Don’t Look Back
Spirit in the Night
It’s My Life
Thunder Road
Mona / She’s the One
Tenth Avenue Freeze-out
Action in the Streets
Disc B
Backstreets
Jungleland
Rosalita
Born to Run
The Promise
Quarter to Three
You Can’t Sit Down

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giovedì 21 marzo 2013

Un bootleg al giorno - 21 marzo - Eric Burdon




Eric Burdon - Redondo Beach,CA, 1989
The Strand
Redondo Beach
California
03/21/1989

setlist



01. I Used To Be An Animal
02. The Dream
03. American Dreams
04. We Gotta Get Out Of This Place
05. Don't Let Me Be Misunderstood
06. Don't Give A Damn
07. Spill The Wine
08. Going Back To Memphis
09. No More Elmore
10. Leo's Place
11. Run For Your Life
12. New Orleans Rap
13. House Of The Rising Sun
14. It's My Life
15. Don't Bring Me Down
16. Lawdy Miss Clawdy

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Mi chiamo Tomaso Bruno - quarta parte







Ringrazio Marina, la mamma di Tom, che mi ha autorizzato a pubblicare questa serie di manoscritti che suo figlio le ha scritto dal carcere di Varanasi, dove si trova da più di 3 anni, con l'accusa di aver ucciso insieme ad Elisabetta Boncompagni il loro amico Francesco Montis.
Vi chiedo di condividere questi post e di farli leggere a più persone possibili, affinchè tutti o quasi sappiano dove si trovano ora due nostri connazionali.

Solidarietà, rapporti umani, ricchezze e miserie

Questo capitolo è un po’ complesso e non so se le mie poche abilità di scrittore riusciranno a rendere l’idea esatta, comunque ci provo. Innanzi tutto è bene dividere in due sezioni distinte : 1) la solidarietà e il comportamento nei miei confronti e 2) la solidarietà ed il comportamento tra loro. Appena entrato, la sera dell’8 febbraio 2010,  ero ovviamente spaventato e guardingo. Memore delle letture e dei film sulle carceri che avevo letto e visto, dove per i novelli le cose non erano assolutamente semplici. Entrato nella baracca 10, quella che accoglie i nuovi arrivi e li ospita una decina di giorni prima di essere assegnati ad un’altra sezione, mi sono seduto in un angolo, diffidente e pronto a combattere. Dopo una decina di minuti mi hanno invitato sul giaciglio del capobaracca e lì, un detenuto politico che fortunatamente parlava un buon inglese, dopo avermi fatto le classiche domande di rito sul caso (anche se sapevano già tutto dai giornali), mi ha spiegato che non avrei avuto nulla da temere, che essendo uno straniero, l’unico di tutto il carcere, sarei stato trattato come un ospite d’onore e che per qualsiasi problema non avrei dovuto esitare a rivolgermi a lui o al capo baracca. Non avevo soldi, coperte, solo un paio di magliette, niente sapone e tutto il necessario per lavare sia me che i pochi vestiti. Mi hanno accolto come un fratello donandomi tutto il necessario per vivere decentemente nell’attesa dell’arrivo dei miei genitori dopo circa 15 giorni. Mi hanno offerto the, frutta, sigarette e dopo neanche una settimana tutte le mie paure e diffidenze erano scomparse. E’ nella baracca 10 che ho conosciuto Happy, di cui ti ho parlato nel capitolo recedente, e anche il politico che mi aveva dato il benvenuto è tutt’ora mio “amico”. Ora sta nella baracca 9, proprio quella di fronte alla mia ed ogni tanto ridiamo e scherziamo insieme sui miei primi giorni di detenzione. Dopo 10 giorni, come prassi, venni trasferito nella baracca in cui sono ancora oggi e anche l’accoglienza è stata la stessa. Forse anche il mio modo di essere ed il mio carattere, mi hanno aiutato ad inserirmi senza problemi, ma oggi  dopo due anni sono orgoglioso di non essere più considerato un ospite straniero, ma semplicemente  un fratello. Il discorso cambia però per gli indiani. C’è solidarietà ma solo tra le persone della stessa classe sociale. Il ricco aiuta il ricco ed il povero aiuta il povero. Inoltre il povero teme il ricco cui è completamente sottomesso si crea un  vero e proprio rapporto di schiavitù con i ragazzini più poveri. Per esempio un gruppo di tre o quattro benestanti, prende un ragazzo povero e questo si trasforma nel servo di turno. Lava i vassoi, lava i vestiti, tiene pulita la zona letto, fa i massaggi ed è a disposizione 24 ore su 24. In cambio riceve cibo di buona qualità, qualche vestito( ma solo se il ricco è generoso), sigarette e tabacco da masticare e una cinquantina di rupie quando deve andare in Tribunale. Detta così potrebbe sembrare un semplice rapporto di lavoro, ma il modo di fare fa si che sia più un rapporto padrone-schiavo. E’ vero che al ragazzo gli viene dato il cibo, ma non gli è permesso di mangiare insieme agli altri, non gli è permesso di dormire nello stesso giaciglio ed il modo con cui gli si rivolgono è a livello di schiocco delle dita, come con i cani. Io, essendo un benestante ed anche un po’ pigro, in primis ho rifiutato tutti i vari ragazzi che si offrivano di farmi da servi, ma dopo pochi giorni, ho deciso di prenderne uno sotto la mia ala, mi sono però rifiutato categoricamente di instaurare un rapporto di schiavitù. I ragazzi che stanno con me e che svolgono i pochi lavori che richiedo ( giusto il lavaggio dei piatti e dei vestiti) li ho sempre trattati da miei pari. Mangiano con me, dormono nel mio stesso letto e possono accedere a tutto ciò che vogliono senza problemi . biscotti, patatine, sigarette e via dicendo. Ho ricevuto un sacco di critiche da parte degli altri benestanti perché dicono che non consco la natura degli indiani e che se do loro un dito loro si prendono un braccio, in un certo senso è vero, ma non è necessario comportarsi da padroni, basta far capire loro che se se ne approfittano perdono i loro piccoli benefici che in galera contano tantissimo. Inoltre io per natura tendo a stare più dalla parte del povero e non ho mai avuto problemi ad instaurare rapporti con gente di tutte le classi sociali. Mi puoi trovare a parlare con Datta, un milionario (costruttore di strade e titolare di varie Imprese Edli) e dopo un’ora vedermi seduto sul giaciglio di qualche vecchio e poverissimo contadino a parlare del più e del meno. Questo mio modo di fare, ha fatto si che sia simpatico a tutti dal povero al ricco. Tra indiani non è così, un ricco non si siede sul letto di un povero ed il povero, pur sottomesso per natura, odia il ricco. Discorso a parte va fatto per i criminali di lunga data, con loro il discorso ricchezza povertà non è così importante, conta di più la nomea e la fama, comunque i criminali per lo più stanno tra di loro e sono autosufficienti…ovviamente io ho rapporti anche con loro perché la voglia e la curiosità di conoscere uno straniero battono tutti i pregiudizi.
In generale comunque, il clima che si respira è buono, non c’è violenza e la gente cerca di vivere al meglio e in tranquillità il tempo di reclusione. Inoltre il loro miglior pregio, a mio avviso, è che sono sempre allegri, dal più povero al più ricco, sempre vogliosi di scherzare e giocare nonostante i mille problemi che tutti hanno. Ogni tanto penso alla situazione delle carceri italiane, ovviamente non posso esprimere giudizi non avendo visto con i miei occhi, ma penso che a parti invertite, ossia se ad un indiano in Italia capitasse quello che è capitato a me in India, non se la passerebbe decentemente come me la sto passando io. Gli indiani, sia ricchi che poveri, sono molto allegri, sempre vogliosi di scherzare e giocare pur tra i mille problemi che tutti hanno. Penso che se un indiano si trovasse nella mia stessa situazione in un carcere italiano, certo non se la passerebbe come me la sto passando io.-

mercoledì 20 marzo 2013

Un bootleg al giorno - 20 marzo - Kiss





Kiss
2008-03-20 - Sydney, Australia
The 35 alive tour



Setlist

CD1

01. Intro
02. Deuce
03. Shout It Out Loud
04. C'mon And Love Me
05. Lick It Up
06. I Love It Loud
07. Calling Dr. Love
08. Shock Me (Tommy on vocals)
09. Let Me Go, Rock 'N' Roll
10. Firehouse
11. 100,000 Years

CD2

01. God Of Thunder
02. Black Diamond (Eric on vocals)
03. Love Gun
04. Detroit Rock City
Encore:
05. Shandi
06. I Was Made For Lovin' You
07. Rock And Roll All Nite

potete scaricare gli mp3 cliccando qua

Bootleg: Bruce Springsteen & the E Street Band - Brisbane 14\03\2013 (mp3)



Bruce Springsteen & The E Street Band 
Brisbane Entertainment Centre, Brisbane, QLD, Australia 
2013-03-14


Tracklist 

01 We Take Care of Our Own 
02 Just Like Fire Would 
03 Wrecking Ball 
04 Badlands 
05 Death to My Hometown 
06 Hungry Heart 
07 My City of Ruins 
08 Spirit in the Night 
09 The E Street Shuffle 
10 Jack of All Trades 
11 Murder Incorporated 
12 Johnny 99 
13 Because the Night 
14 She's the One 
15 Shackled and Drawn 
16 Waitin' on a Sunny Day 
17 Apollo Medley 
18 The Rising 
19 The Ghost of Tom Joad 
20 Thunder Road 
21 We Are Alive 
22 Born to Run 
23 Glory Days 
24 Dancing in the Dark 
25 Tenth Avenue Freeze-out 

potete scaricare gli mp3 cliccando qua oppure qua

Bootleg: Bruce Springsteen & the E Street Band - Brisbane 14\03\2013 (FLAC - TORRENT)




Bruce Springsteen & The E Street Band 
Brisbane Entertainment Centre, Brisbane, QLD, Australia 
2013-03-14



Zoom H4 Internal mics>16bit/44.1hz> Transcend SD card>Adobe Audition CS6 track split>Traders Little Helper flac level8 


Tracklist 

01 We Take Care of Our Own 
02 Just Like Fire Would 
03 Wrecking Ball 
04 Badlands 
05 Death to My Hometown 
06 Hungry Heart 
07 My City of Ruins 
08 Spirit in the Night 
09 The E Street Shuffle 
10 Jack of All Trades 
11 Murder Incorporated 
12 Johnny 99 
13 Because the Night 
14 She's the One 
15 Shackled and Drawn 
16 Waitin' on a Sunny Day 
17 Apollo Medley 
18 The Rising 
19 The Ghost of Tom Joad 
20 Thunder Road 
21 We Are Alive 
22 Born to Run 
23 Glory Days 
24 Dancing in the Dark 
25 Tenth Avenue Freeze-out 

per scaricare i FLAC dovete iscrivervi (gratuitamente) a Jungleland, seguendo questo link
quindi potete scaricare il file .torrent cliccando qua

martedì 19 marzo 2013

Bruce Springsteen & The E Street Band - Sidney, AU 18\03\2013





Roland R-05 Internal mics>24bit/96hz>sd card>harddisk>cdwave

editor track split &-->16bit/44.1hz>tlh flac level8


Tracklist

01 American Land (missing)
02 Prove It All Night
03 Adam Raise A Cain
04 Wrecking Ball
05 Death To My Hometown
06 Hungry Heart
07 My City Of Ruin Intro
08 My City Of Ruin
09 Spirit Of The Night
10 High Hopes (The Havalinas cover)
11 Youngstown
12 Candy's Room
13 She's The One
14 Pay Me My Money Down Intro
15 Pay Me My Money Down
16 Shackled & Drawn
17 Waitin' On A Sunny Day
18 The Rising
19 The Ghost Of Tom Joad (vocals shared with Tom Morello)
20 Badlands
21 Encore Break
22 Thunder Road
23 Born To Run
24 Seven Nights To Rock
25 Dancing In The Dark
26 Tenth Avenue Freeze-out


High Hopes
http://rapidshare.com/files/2987135600/HighHo.mp3

show
https://rapidshare.com/#!download|560p1|2745828236|20130318Sydinc.rar|302022|0|0

Un bootleg al giorno - 19 marzo - Pearl Jam




Pearl Jam
Perth, Australia (March 19, 1998)
Setlist:

Sometimes
Do The Evolution
Animal
Hail, Hail
Dissident
Faithfull
Even Flow
I Got Id
Corduroy
MFC
Habit
Daughter
Nothingman
Given To Fly
Leatherman
Rearviewmirror
Wishlist
Once
Alive
Better Man
Immortality
Black
Baba O'Riley

potete scaricare gli mp3 cliccando qua

lunedì 18 marzo 2013

Mi chiamo Tomaso Bruno - terza parte




Ringrazio Marina, la mamma di Tom, che mi ha autorizzato a pubblicare questa serie di manoscritti che suo figlio le ha scritto dal carcere di Varanasi, dove si trova da più di 3 anni, con l'accusa di aver ucciso insieme ad Elisabetta Boncompagni il loro amico Francesco Montis.
Vi chiedo di condividere questi post e di farli leggere a più persone possibili, affinchè tutti o quasi sappiano dove si trovano ora due nostri connazionali.


Conoscenze e storie di vita

In questi quasi due anni ho incontrato un po’ di tutto: mafiosi, ladri, truffatori, terroristi maoisti (qua chiamati “naxolite”) pluriomicidi ma anche tanta gente comune come me incappata nel malato sistema giudiziario indiano. Inizio descrivendoti i miei “amici”. L’unico vero amico è un signore di quarant’anni tibetano, rifugiato in India da più di 20 anni di nome “Pempa”( in tibetano significa sabato) che è stato accusato e condannato a 10 anni per aver stuprato due bambine di 8 e 10 anni. Se tutti voi pensate che la mia sia una ingiustizia enorme, non saprei come definire la vicenda di Pempa. Per farla breve ha aiutato un suo amico in una disputa per un terreno e come ripicca la controparte ha pagato due bambine che si sono presentate alla Stazione di Polizia denunciandolo per stupro. In India, nei casi di stupro, l’unica cosa che conta è la testimonianza della vittima( o presunta tale) e non ci sono speranze di essere assolti se questa non ritira la denuncia. Ciò può accadere se si hanno i soldi per pagare la vittima, ma nel caso del mio amico, non è stato possibile, visto la sua precaria situazione finanziaria ed ora è bloccato qua, con fuori una moglie ed un bambino di otto anni che, dopo tre anni di detenzione del capofamiglia, non sanno più come fare a tirare avanti. Io , nel mio piccolo, sto cercando di aiutarlo, non solo perché è un innocente ingiustamente carcerato come me, ma soprattutto perché è una bella persona, onesta e genuina come è difficile trovarne in giro. Quando penso di essere sfortunato guardo alla sua storia e alla dignità con la quale la sta affrontando e non posso che ritenermi fortunato perché ho i soldi per le spese processuali, perché ho una famiglia splendida che mi sostiene e perché ho tanti amici che nonostante la grande distanza che ci separa, non mi fanno mai sentire solo. Con me e Pempa siedono a tavola due mafiosi. Uno viene dal Bengala(Nord-Est indiano) ed è in carcere da 5 anni, dopo averne passati circa 15 da latitante. Non si è mai aperto più di tanto, soprattutto sul suo passato criminale, ma so per certo che ha ucciso più di dieci persone. Non ha famiglia, ma è un maestro nell’arrangiarsi e sta gettando le basi per iniziare la carriera politica una volta fuori. Si chiama Rajh, ma per tutti è “Dada”. L’altro si chiama Santosh Patac ed è un vero personaggio . Gli hanno sparato tre volte andando a segno, ma è sempre sopravvissuto anche se l’ultimo proiettile, che lo ha colpito alla testa, gli ha lasciato una semi-paralisi della parte destra del corpo. Ha moglie e due figli, un maschio di 18 anni e una femmina di 10 e sono già stato invitato al matrimonio delle figlia. Oltre ad essere un criminale è anche un rispettato (almeno in carcere) astrologo e la gente fa la fila per ascoltare le sue previsioni. Nel frattempo continua con le sue malefatte, circa un mese fa hanno ammazzato un noto pasticcere e lui mi ha confidato che l’arma del delitto l’ha venduta lui al killer di turno qualche giorno prima per 60.000 rupie. Un’altra storia interessante potrebbe essere quella di Happy , che ora non è più in questo carcere, ma è stato trasferito nel Punjab (Nord-Ovest dell’India). Dal nuovo carcere può usare l’Ipod ed è presente anche nel Gruppo a mio sostegno di Facebook con il nome di “Aman Deep”. Happy ha 33 anni ed è in carcere da ben 11 anni, accusato e condannato per molteplici rapimenti a scopo di estorsione. Nonostante la lunga detenzione è una persona colta e con un cervello affilatissimo, spero che al più presto possa ritornare libero ed iniziare una nuova vita lontano dall’india e forse anche lontano dal crimine, ma di questo non ne sono sicuro. Un’altra persona con cui ho un buon rapporto è un certo Dabbu, conosciuto da tutti come “Doctor”,visto che fuori è titolare di una farmacia. Anche lui innocente, in galera da 4 anni, è stato assolto proprio in questi giorni. Avevano trovato la sua vicina di casa morta e i familiari loavevano accusato, visti i non buoni rapporti che c’erano tra loro. Quattro anni di galera basati un farmacista solo sul sospetto, senza lo straccio di una prova, un caso che ricorda il mio, ma con un epilogo diverso…per ora. Storie comunque ce ne sarebbero tantissime, troppe da raccontare..c’è quello che ucciso un uomo solo perché si è rifiutato di dargli una sigaretta e un altro che alterato dall’alcool, dopo un litigio con un coetaneo ha preso una zappa e gli ha mozzato la testa, per arrivare alle storie più agghiaccianti come quella del padre che ha ucciso le sue quattro figlie femmine solo perché non avrebbe potuto pagare la dote del loro matrimonio, oppure quella di un ragazzo che ha ucciso la fidanzata, l’ha tagliata a pezzi e l’ha messa in una borsa che si portava sempre appresso fino al punto che il puzzo che emanava non ha insospettito qualcuno che lo ha segnalato alla Polizia. Ci sono però tante storie di ingiustizia, di gente povera presa e sbattuta in galera senza motivo solo per ottenere una promozione, di gente che ha rubato un motorino e si è trovata accusata di decine di furti irrisolti e poi c’è la faccenda della dote. Intere famiglie sono in carcere per la dote. In pratica, in India, quando una ragazza si sposa porta in dota al marito qualcosa, un terreno, dei gioielli, una macchina, a seconda della ricchezza della famiglia. Molto spesso però la famiglia del marito non si accontenta di quanto pattuito in precedenza e comincia a fare pressioni sulla sposa per avere di più. A volte si arriva anche alla tortura e l’epilogo è sempre lo stesso, sconcertante : la sposa si dà fuoco, si brucia viva e l’intera famiglia dello sposo, nonni, zii e cugini compresi finiscono in galera. E’ il caso più comune ancora oggi, dopo quasi due anni, fatico a comprenderne ancora le dinamiche. Chiudo il capitolo citando un caso che vi farà almeno intuire la complessità e la diversità dell’India rispetto all’Europa : un ragazzino si è fatto 6 anni di carcere per aver ucciso una vacca, animale sacro. Sei anni per aver ucciso una mucca allucinante, soprattutto se si pensa che chi uccide un uomo non sta in galera per più di tre anni di seguito, visto questo strano sistema di libertà su cauzione che vige da queste parti. Ci sono un sacco di ragazzi della mia età e più giovani che sono entrati ed usciti più volte e ogni volta che escono uccidono di nuovo per poter scalare le gerarchie della mafia locale. Ravi e Giunna sono i capibanda, i più rispettati tra le nuove leve. Il primo ha 26 anni e si è guadagnato il rispetto uccidendo il capo della Polizia locale, il secondo ha solo 18 anni, ma è famoso perché è spietato e non spreca proiettili, come mi ha spiegato lui stesso, basta solo un colpo sulla nuca ed il lavoro è fatto e le tacche del rispetto nel mondo del crimine aumentano.-