giovedì 30 gennaio 2014

Down in the hole - Ground Zero, quel buco nero, quella ferita che non guarisce.



Down in the hole, traccia di High Hopes inizialmente prevista per The Rising riporta la mente ed il cuore degli ascoltatori ai tanti drammi collegati all'11 settembre.
Le tante, troppe famiglie che non hanno nemmeno avuto un corpo su cui piangere e grazie al quale provare ad elaborare il lutto.
The Rising fu un album, tra gli altri pregi, molto intelligente e delicato, che andò a parlare delle persone, non di massimi sistemi, di politica, di guerre, ma di persone, il pompiere, il sopravvissuto, la vedova, il terrorista.
In questo senso, Down in the Hole rientra perfettamente nell'atmosfera di quell'album, da cui è stata esclusa forse perchè sembra una via di mezzo tra Into the fire e you're missing
Esclusione che se basata su questo ragionamento ritengo comprensibile, dato l'equilibrio che pervade quel meraviglioso disco.

La normalità della vita  spezzata da un dramma più grande di noi, un dramma che rende tutto diverso, anche le cose quotidiane


Il sole arriva ogni mattina ma non è per niente amico
Mi vesto e ci torno di nuovo
La pioggia continua a cadere rovesciando ossa e sporcizia
Ho sepolto il mio cuore qui in questo male
Il fuoco continua a bruciare ma tu aspetti nel freddo
Giù nel buco 

il buco, il cratere, il simbolo di una ferita così difficile da rimarginare, dentro al quale giacciono "ossa e sporcizia", resti umani e brandelli di quello che fino a ieri era, tra le altre cose, un posto di lavoro per migliaia di persone.
Un buco vero, fisico, che il protagonista vede come l'ostacolo per raggiungere chi non c'è più


L’autunno scuro e sanguinante trafigge il mio cuore
Il ricordo del tuo bacio mi fa lacrimare
Il cielo sopra si sta trasformando, il mondo sotto èdiventato grigio
Ho pensato che avrei potuto girarmi e andare via
Ma il fuoco continua a bruciare, e io sto lavorando nel freddo
Giù nel buco

 
l'autunno che stava arrivando nel settembre 2001 magari non era così freddo come poi, intimamente, è diventato dopo; impossibile dimenticare, impossibile voltarsi e fingere che nulla sia accaduto, impossibile un ritorno alla normalità: quel buco è lì a ricordarci chi manca, a ricordarci cosa è successo, a spingerci a volerlo sfidare, per trovarci dentro chissà che consolazione 

C’è il brusio nella radio mentre passa i titoli
E il vento nelle linee telefoniche
Il sole sulle spalle
Il profilo di una città vuota
Il giorno lacera uno scuro e sanguinante cuore trafitto
Non ho null’altro che il cuore e il cielo e il sole
le cose che hai lasciato dietro
Mi sveglio e trovo che la mia città è diventata nera
I giorni continuano a susseguirsi
E la tua voce continua a chiamare
Scaverò finché non ti avrò trovata
I fuochi continuano a bruciare
E io sono qui con te nel freddo
Giù nel buco

la durezza di queste parole sta nel dolore che da esse traspare. La vita normale non è più vita, "everything is everything" cantava in You're Missing, tutto è come al solito, ma manchi tu, la tua assenza annerisce i giorni ed i muri, il calendario scorre, ma io resto fermo davanti a quel buco, perchè quel buco è ormai il senso della mia stessa vita. 
Il dramma non è più episodio, ma diventa esistenza, la normalità è il dolore, il fuoco che mi brucia dentro è veleno, ma anche ossigeno per respirare; l'unica cosa che sembra avere senso è una cosa palesemente insensata, il tuo ritorno, da quel buco dove sei morto probabilmente sepolto vivo o magari sciolto, liquefatto, bruciato anche tu, dallo stesso fuoco che lentamente sta uccidendomi adesso.
Solo questo mi dà la possibilità di sentirti vivo, solo questo mi fa sentire vivo, sapermi con te, nel freddo, dentro al buco.

La musica della canzone, a cui tutti sembra abbiano dedicato la maggiore attenzione ha chiare somiglianze con I'm on fire, ma la bellezza del testo, unita agli effetti della voce che pian piano si schiarisce, quasi come se il protagonista lentamente tornasse all'aperto dopo essersi immerso nella fredda oscurità del "buco", la rendono una delle mie preferite di questo album.

Non a caso, a mio avviso, una canzone del genere, con un testo del genere, basata sul dolore di una famiglia, vede per la prima volta ai cori l'intera famiglia springsteen, oltre a patti cantano infatti anche i loro tre figli, quasi a sottolineare come certe tragedie rafforzino il legame di chi resta e come sia la famiglia lo strumento principale per farsi forza.
 



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