venerdì 18 novembre 2016

L'ambizione mangia le unghie del successo - 25 anni di Achtung Baby



25 anni da Achtung baby!!!!

25 anni oggi dalla pubblicazione di quel disco metallico, oscuro, affascinante, con il quale gli u2 diedero una svolta inaspettata alla propria carriera, dopo i fasti di The Joshua Tree e l'apoteosi di Rattle and Hum.

Si parte con Zoo Station, sono pronto dice Bono in pelle nera e distorsore per la voce.
Avevano salutato il nuovo decennio con i concerti a dublino, dimentica il passato, celebriamo il futuro, diceva all'inizio dello show.

Sono pronto per il gas esilarante, sono pronto per dire di essere contento di vivere.

Achtung, però, state attenti, le cose sono cambiate.
Ed in effetti l'epica degli ultimi album lascia il posto ad un sarcasmo feroce e tagliente, che poi troverà la giusta dimensione nei tour successivi, più quello di Zooropa, che sviluppò ed ampliò le idee dello zoo tv tour fino ad un punto di non ritorno.

Dopo aver celebrato e corteggiato l'america, gli u2 tornano all'europa, quella delle mille possibilità ed incognite, del muro crollato, delle frontiere che sembrano cadere, sembra un sogno, anche meglio della realtà.

Siamo uno, ma non siamo la stessa cosa, dobbiamo sostenerci, canta Bono in One, che diventa un classico non appena uscito, le differenze sono risorse, ma anche pericoli, se non ci sosteniamo.

Attenzione, Achtung, Love is a temple

Amore e tradimento, achtung, attenzione, c'è cascato pure Nostro Signore, come racconta lo stesso Giuda

Nel giardino stavo facendo la puttana
Ti ho baciato le labbra ed infranto il cuore

sarà questo, che ci porterà alla fine del mondo

Amore, libertà, sesso, mistero, il tutto raccontato attraverso cavalli da domare e donne crudeli, testi obliqui ed aperti a diverse interpretazioni, un suono nuovo, europeo, a volte quasi gotico

La mosca che vola attorno all'uomo per dimostrarne la vacuità, cinismo purissimo, distillato come veleno, la disillusione dopo le battaglie, gli occhiali neri dopo aver impugnato la bandiera bianca, ci sono un sacco di cose che rifarei, se solo potessi.

Cinismo e mistero, vie misteriose per crescere ed innamorarsi, la vita non è così definita come sembrava, ci sono vicoli e c'è del buio, 

A capofitto, attraverso messaggi trasversali e richieste di aiuto, un nuovo millennio alle porte, dubbi e paure, curiosità e timore, si cerca una guida, ci prova ad essere una guida, chiamami, non vedo l'ora

E devo essere
Un acrobata
Per parlare così
Poi comportarmi in quel modo
E puoi sognare
Allora sogna forte
non lasciare che i bastardi ti schiaccino

conclusione dedicata all'amore, che con l'arrivo dei tempi nuovi diventa quasi un difetto, un limite, ma comunque da difendere, sono cieco, cieco per colpa tua, cieco perchè non voglio vedere, abbracciami.

Con questo album gli u2 svoltarono decisamente rispetto ai dischi precedenti, come detto, accantonando l'anima rock ed americana per la costruzione di un suono più introspettivo, come se cercassero un momento di analisi e riflessione.

Ricordo perfettamente con che impazienza attesi la prima visione del video di Zoo Station ed altrettanto perfettamente mi ricordo la mia reazione, spiazzato, confuso, incredulo: EH????

Un brano che sembra sul punto di accelerare ma che non lo fa mai, quasi a dirti beffardo che no, non andrà come pensavi, c'è qualcosa di diverso nell'aria. 
Non si riferiva solo alla musica.

Un momento di rottura molto forte e coraggioso, un disco che ancora oggi rappresenta benissimo quell'epoca piena di aspettative ma anche di presagi.
Peccato che le prime siano andate deluse ed i secondi fossero fin troppo ottimistici.

L'alba arriva come sangue al naso
Ti fa male la testa e non riesci a respirare
Stavi cercando di gettar le braccia intorno al mondo
Quanto lontano arriverai 
Prima di perdere la strada di casa?


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