domenica 31 luglio 2016

Championship Vinyl 13 - The Godfather of R'n'B



Tredicesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio tutte le domeniche alle 19, ultima prima della pausa estiva.

Puntata dedicata al Padrino del Rhythm and Blues, Mister Johnny Otis

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il singolo scelto per questa settimana è stato My Rock World dei 4REAL, gruppo punk-rock di Tovo San Giacomo

Ecco l'elenco dei brani trasmessi

  1. My Rock World - 4REAL
  2. Harlem Nocturne - Johnny Otis
  3. Hound Dog - Johnny Otis
  4. Mistrustin blues - Johnny Otis
  5. Midnight at the Barrelhouse - Johnny Otis
  6. The night is young - Johnny Otis
  7. Midnight Creeper - Johnny Otis
  8. My eyes are full of tears - Johnny Otis
  9. Organ grinder's song - Johnny Otis
  10. Hey, hey, hey, hey - Johnny Otis
  11. Number 69/Number 21 - Johnny Otis
  12. Trouble on my mind - Johnny Otis
  13. Turtle dove - Johnny Otis
  14. Driftin' Blues - Johnny Otis
  15. Willie and the hand jive - Johnny Otis




Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui:

mercoledì 27 luglio 2016

L'eresia del muro



L'eresia del muro, del filo spinato
sta in quegli occhi affogati nel terrore
sta in quelle mani che chiedono di essere strette
sta in quei manganelli alzati come contro un nemico

l'eresia del muro, delle persone perbene
sta in quel "ma" che annulla ogni intenzione
sta nel padre che abbraccia una figlia
e nell'uomo che sorregge un cadavere

l'eresia del muro, la bestemmia della banconota
che passa di mano in mano grondando sangue
sta nei passi trascinati di chi è respinto
e dentro un fagotto nasconde la sua dignità

l'eresia del muro, di un parlamento in seduta plenaria
sta nel ghigno sadico di tanti aguzzini
nelle passeggiate per la sicurezza dei nostri culi borghesi
in quei simboli antichi e purtroppo mai dimenticati

l'eresia del muro, l'utopia della libertà
sta nei confini blindati solo per alcuni
sta nei bambini denutriti, nudi, feriti
sta nella coscienza a cui non diamo più ascolto

martedì 26 luglio 2016

I tempi della natura e la musica di Capossela


(foto di Luca Tocco)


ad una settimana di distanza ancora non riesco bene a decifrare cosa sia stato lo spettacolo di vinicio capossela a loano.

non ci riesco principalmente perchè conosco poco la sua discografia ed ancor meno il suo ultimo album

non ci riesco perchè ammetto che il suo ultimo album da subito mi si è rivelato ostico da morire, in un periodo in cui faccio fatica a dedicare all'Ascolto il tempo e la qualità che vorrei

le canzoni della cupa su disco sono un'opera che nonostante le difficoltà che ho incontrato, ritengo molto ambiziosa e meritoria di approfondimento
vedere dal vivo uno show imperniato su questo disco è comunque un'esperienza terribilmente intensa

nel corso della mia vita ho visto diversi concerti e pensavo di essere in qualche modo preparato alle varie reazioni che la musica dal vivo mi scatena dentro
sono uscito in lacrime dai palazzetti, mi sono innamorato dentro gli stadi, ho pensato di fare la rivoluzione a mani nude uscendo dai teatri

ma a loano è successo qualcosa di diverso e totalmente inaspettato

a loano, dopo le due ore abbondanti di concerto mi son accorto di non aver assistito solo ad un concerto
lo show di capossela è insieme rito religioso e cerimonia pagana, cultura della terra e preghiera

come i tempi della natura sono immutabili, così la musica ha richiesto agli spettatori uno sforzo di adattamento, di adattamento ai suoi tempi, quelli di un rito appunto, di un cerimoniale sacro che procede instancabile

i personaggi e le storie narrate da capossela sono cultura, sono letteratura, sono vita
festa di piazza e messa in cattedrale
una rappresentazione del tesoro ENORME che la musica popolare italiana nasconde alle orecchie pigre dei nostri giorni frettolosi

un tesoro a cui aggrapparci con le unghie ed i denti, perchè non svanisca, ma sia memoria viva, sia sangue, carne, sia battito pulsante di un patrimonio inestimabile

la vera declinazione del termine folk, dell'idea di folklore, di parole narrate attorno ad un fuoco, di preghiere innalzate al dio dei raccolti e delle vendemmie, di tavole imbandite, del lutto che segna l'anima ed il corpo

non so descrivere in altri termini la sensazione che ho provato di assenza dal reale, come se la musica riuscisse a trasportarmi in un luogo sconosciuto, distante in senso fisico e temporale

allo stesso modo non so come ringraziare persone come quelle della Compagnia dei Curiosi, diverse delle quali conosco e bene e di cui sapevo a priori di potermi fidare; curiosità come marchio di fabbrica, il non fermarsi alla superficie, lo scavare in fondo, il ricordarsi sempre di guardarsi indietro; una rassegna come il Premio Musica Tradizionale Italiana è un dono per la liguria e non solo, dato l'ampio respiro dell'iniziativa

persone come loro sono un'oasi inaspettata e perfino immeritata in questi tempi di mercimonio musicale, sono simboli di chi ancora crede al divertimento intelligente ed alla musica come cultura e non solo come (avan)spettacolo buono solo per turisti distratti

(per le foto della intera manifestazione, date un'occhiata alla pagina dell'amico Martin)

un amore incondizionato verso la Musica, verso il nocciolo vero della questione, un interesse goloso per tutto ciò che sta alla base di questo regno del sapere che è la musica popolare\tradizionale italiana; grazie a gente come loro possiamo provare a non rendere questo regno una piramide buona per le cartoline, un mausoleo di cose sbiadite, un cimitero di elefanti ormai inutili

influenze diverse, il suono desertico dei mariachi, il battito instancabile di tamburi ancestrali, la chitarra ipnotica: un magma di note a volte talmente intenso da spaventare, nick cave che ripropone pezzi di johnny cash mentre i bad seeds si scambiano gli strumenti con i calexico ed i kyuss, ma il tutto in salsa assolutamente italiana, senza scopiazzature e senza scadere nel facile americanismo, senza fermarsi a modelli come quelli succitati che molto avrebbero da imparare e da rielaborare dalle ispirazioni di queste canzoni

musica che è donna, femmina, madre, sorella, figlia, sposa e perchè no, anche "puttanazza" perchè il rito si compia nello spirito ma anche nella carne e nel sudore

nel suo andamento ciclico lo spettacolo è poi letteralmente esploso verso il finale, quasi a simboleggiare il giorno di festa, la fine della semina, l'arrivo della pioggia che nutre i campi
un'ondata di entusiasmo, di felicità, di gioia che ha coinvolto ogni singola persona presente al giardino del principe

ma la natura segue il suo corso e quindi lo spettacolo è terminato con un pezzo acustico, lento, che parla di trasporto e tradizione, di vagoni di terza classe e rotaie arrugginite, che con passo cadenzato e senza fretta spostano merci, idee, vite, cultura, Storia

andare a vedere questo show significa toccare con mano cosa sia quel substrato culturale di cui è imbevuta la nostra terra, uno scrigno senza fondo, a cui abbeverarsi e da cui trarre continui stimoli

l'idea stessa di radici
l'idea stessa di memoria
l'idea stessa di appartenenza

Championship Vinyl 12 - Fulmini & Acque Fangose





Dodicesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio tutte le domeniche alle 19, per questa settimana eccezionalmente al lunedì


Puntata dedicata al blues del periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, quindi ci siamo soffermati su due figure fondamentali come Muddy Waters e Lightin' Hopkins.


Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone"un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il singolo scelto per questa settimana è stato Tropea di Sergio Pennavaria, istrionico cantautore siculo-savonese

Ecco l'elenco dei brani trasmessi

  1. Sergio Pennavaria - Tropea
  2. Lightnin Hopkins - Abilene
  3. Lightnin Hopkins - Short haired woman
  4. Lightnin Hopkins - Big Mama Jump
  5. Lightnin Hopkins - No Good Woman
  6. Muddy Waters - Rollin Stone
  7. Muddy Waters - Mannish Boy
  8. Muddy Waters - Hoochie Coochie Man
  9. Muddy Waters - I Just Want To Make Love To You
  10. Muddy Waters - I Can't Be Satisfied
  11. Lightnin Hopkins - Shotgun Blues

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venerdì 22 luglio 2016

Championship Vinyl al primo compleanno di BRG Radio




mercoledì 20 luglio in piazza vittorio emanuele a finale ligure abbiamo festeggiato il primo compleanno di BRG Radio, la webradio finalese di cui faccio parte e dove presento il mio programma sulla storia del rock.




proprio a me è toccato l'onore di aprire la festa, con una ventina di minuti nei quali ho spiegato in poche parole ed un po' di musica perchè ho voluto fare un programma del genere.

Championship Vinyl racconta una storia nata più di 60 anni fa ed il cui inizio abbiamo identificato nel momento in cui un ragazzo di memphis entrò in uno studio di registrazione ed incise questa canzone


ci siamo poi trasferiti a londra dove quattro ragazzacci, alcuni anni dopo aggiunsero parecchio pepe a tutta la storia


qualcuno una volta disse che elvis liberò il corpo e bob dylan la mente; io non potevo non mettere un pezzo del ragazzo del new jersey che riuscì a fare entrambe le cose


ho quindi concluso il mio intervento con questo pezzo, perchè patti smith dice una cosa molto importante sul potere della gente e, aggiungo io, della musica, una cosa che sta alla base della mia passione per il rock, cioè che la gente ha il potere di sognare, di cambiare le regole e, soprattutto di sti tempi, di liberare il mondo dai pazzi.


martedì 19 luglio 2016

Championship Vinyl 11 - My baby's got the blues




Undicesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio tutte le domeniche alle 19, per questa settimana eccezionalmente al lunedì

Puntata dedicata alle radici del blues, quindi ci siamo soffermati sui musicisti dei primi anni del 900.


Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone"un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il singolo scelto per questa settimana è stato Mary Rose de The Lonesome Picking Pines, gruppo folk di Savona 

Ecco l'elenco dei brani trasmessi

  1. The Lonesome Picking Pines - Mary Rose
  2. W.C. Handy - St. Louis Blues 
  3. Ma Rainey - Deep Moaning Blues
  4. Papa Charlie Jackson - shake that thing
  5. Mamie Smith - Crazy blues
  6. Ida Cox - Hard Time Blues
  7. Bessie Smith - (Nobody Knows You When You're Down And Out,
  8. Bessie Smith - A Good Man is Hard to Find
  9. Sam Chatmon- Sittin'on top of the World

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lunedì 11 luglio 2016

Championship Vinyl 10 - Down to the Crossroads



Decima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio tutte le domeniche alle 19.

Puntata dedicata al padre del blues, Robert Johnson con estratti a lui dedicati tratti dal meraviglioso libro di Greil Marcus Mistery Train


Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone"un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il singolo scelto per questa settimana è stato Alle Bionde piace noir di Geddo 

Ecco l'elenco dei brani trasmessi


  1. Bill Haley - Rock around the clock 
  2. Geddo - Alle bionde piace noir
  3. Robert Johnson - Cross Road Blues
  4. Robert Johnson - Kind Hearted Woman Blues
  5. Robert Johnson - Sweet Home Chicago
  6. Robert Johnson - I Believe I'll Dust My Broom
  7. Robert Johnson - If I Had Possession Over Judgement Day
  8. Robert Johnson - Terraplane Blues
  9. Robert Johnson - When You Got A Good Friend
  10. Robert Johnson - Phonograph Blues
  11. Robert Johnson - Ramblin On My Mind

Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui:

domenica 10 luglio 2016

Don Chisciotte e gli Alieni - ULTIMA PUNTATA



Se dobbiamo finire, finiamo alla grande!!!!


Come Don Chisciotte chiude e lo fa con una super super puntata!!!!
Insieme a me, grazie all'ospitalità ed alla professionalità dell' Actone Recording Studio di Matteo Ferrando c'era l'amico Davide Geddo con il quale abbiamo fatto una lunga chiacchierata su ALIENI, il suo ultimo, bellissimo disco e sulle varie riflessioni che le canzoni dell'album fanno nascere.

Ovviamente Davide aveva la chitarra e ci ha fatto ascoltare qualche pezzo!

Non potevo sperare di finire la mia prima esperienza in radio in modo migliore, ascoltate e condividete!!!

Un grazie particolare a Puggelli Designer - Design03 di Gabriele, per la magnifica "locandina".




(per chi volesse scaricare la puntata in mp3 ed ascoltarla offline, cliccate su "ascolta con il tuo player" poi cliccate col tasto destro del mouse sul tasto Play e "salva audio/video come")

giovedì 7 luglio 2016

Lei - il ritorno dei Blue Scarlet






Il ritorno dei Blue Scarlet anche se per ora solo con un singolo (e relativo video) è sicuramente una buona notizia, che mi riempe di gioia.

È una buona notizia perchè le sonorità rock-melodiche del gruppo di Savona sono gradevolissime all'ascolto, è una buona notizia perchè la voce di Francesca disegna sempre sfumature nuove, è una buona notizia perchè la chitarra di Matteo e le tastiere di Dario accompagnano la voce di Francesca e ne sottolineano i passaggi più intensi, è una buona notizia perchè la sezione ritmica di Marco e Sonia regge superbamente ricami e sfumature, fornendo un'intelaiatura solida ed affidabile.

Lei è un pezzo struggente, che parla di amore, ma non ha un lieto fine, che parla di sentimenti ma anche di lacrime, dove la protagonista sente attrazione per chi la respinge o forse la usa.
Dicono che l'invidia sia un sentimento femminile, ma sicuramente i Blue Scarlet la cantano con sincerità e passione. La lei che ha tutto è fonte di dolore per la protagonista, soprattutto per colpa di un lui che, come raccontato benissimo nell'elegante video, è conteso e desiderato da entrambe.

Canzone quindi che parla di sconfitta, una sconfitta sputata fuori con rabbia, una rabbia che la calda voce di Francesca interpreta splendidamente e in modo catartico, catarsi che viene ben rappresentata dal suono dei Blue Scarlet, suono che esplode mentre la protagonista ammette che “lei ha tutto quello che vorrei”.

Quasi blues nello sviluppo del testo, Lei canta quindi degli amori non corrisposti e spesso motivo di grandi dolori, come il falsetto sfiorato nei momenti topici simboleggia perfettamente. Tematica delicata, affrontata con grande onestà e che non scade mai nell'autocommiserazione o ancor peggio nel pietismo alla Bridget Jones.

Antipasto gustosissimo, che lascia ben sperare per il nuovo album, che io attendo con impazienza.

Anna e Carlo (Un racconto breve per le donne che combattono)



Anna aveva conosciuto Carlo anni prima, sul lavoro; era un tipo simpatico, affabile, disponibile. Le faceva capire di essere uno che contava, ma sottilmente, senza esagerare. La faceva sentire importante, la aspettava al mattino per un saluto, le offriva il caffè a metà mattinata, era sempre nel posto giusto al momento giusto.

Lei all'inizio non ci fece caso, troppo presa dal nuovo lavoro, troppo in ansia per fare bella figura per accorgersi che Carlo era sempre presente proprio quando lei ne aveva bisogno e non certo per caso.
Il caso; per caso aveva la macchina dell'ufficio pronta se lei doveva andare chissà dove, per caso era in pausa se lei usciva per un caffè, per caso faceva la spesa nel suo stesso supermercato.
Quella volta forse le suonò un campanello di allarme, ma lo silenziò rapidamente.

Anna era sposata per inerzia, col marito si parlavano appena e lei viveva per sua figlia.
Carlo invece aveva una fidanzata, una reputazione, un ruolo.
Nessun problema, giusto?

Poi una volta non si ricordava bene perchè, lui la accompagnò a casa, non insistette per salire, però attese gentilmente che lei entrasse nel portone. Saperlo allora che aveva memorizzato perfettamente l'indirizzo, forse si sarebbe comportata diversamente.
Anna era sempre stata una ragazza forte, decisa, ma pian piano le piccole gentilezze di Carlo la avevano incuriosita, poi addolcita ed infine conquistata.

Erano finiti a letto assieme un pomeriggio estivo, dopo una mattinata particolarmente pesante al lavoro, quando, non per caso, lui era libero e la aveva accompagnata a casa. Una leggerezza, un momento di debolezza, così lui era salito a casa sua.

Nei primi tempi, quella relazione la incuriosiva, la stuzzicava, perchè era gratificante saperlo così attratto e sebbene non fosse molto corretto, doveva ammettere che avere un collega così disponibile, anzi servile, la faceva sentire importante.
Del resto il marito per inerzia chi soddisfa? Nessuna. Così iniziò a vedere Carlo come colui che avrebbe potuto in qualche modo salvarla da quella noia, da quei silenzi, da quell'indifferenza.

Senza nemmeno rendersene conto, Anna se ne invaghì e lasciò che pian piano lui la controllasse, la circuisse, la soggiogasse.

Il primo allarme era suonato appunto mentre faceva la spesa, trainando il carrello e la sua apatia, mentre suo marito le era da zavorra e la figlia giocava ignara; se lo vide spuntare davanti con un sorriso inquietante. Un saluto veloce e un brivido che faticava a mandare via.
Le cose lentamente cambiarono, lui diventò sempre più pressante, le gentilezze lasciarono il posto a risposte sgarbate e a commenti intrisi di cattiveria, però quando lei lo andava a trovare, fingendosi in ferie e negandosi al telefono, si sentiva viva, considerata, apprezzata; sotto quelle lenzuola a lei estranee stava tornando a sentirsi donna e tutto il resto contava poco, era un equivoco, era colpa della sua ansia e della sua paura di perdere anche quell'oasi nella quale era desiderata e non solo un'ospite in un letto matrimoniale.

Fu così che Anna divenne inappetente e sempre più apatica verso il mondo, vivendo solo per quei fugaci momenti nei pomeriggi dove gli orari combaciavano, per quel gioco di sguardi e mani nei corridoi degli uffici, per quei messaggi che a ripensarli ora la nauseavano, ma che allora le sembravano poesie.

Il giorno del coraggio fu un giovedì, un giovedì pomeriggio, passato da lui, tra il letto e consigli non richiesti sulla propria vita. Non ricordava bene la scintilla, ma Carlo all'improvviso le si rivelò per quello che era: un violento, arrogante, manipolatore, un frustrato che nel dominarla cercava riscatto per una vita di delusioni. La colpì durante una discussione, lei nemmeno vide arrivare il pugno, ma si ritrovò a terra, sanguinante con lui che dall'alto la guardava con disprezzo. Forse fu il gusto del suo stesso sangue, forse il dolore, forse quegli occhi che finalmente riusciva a vedere veramente e nei quali scorgeva solo odio. Anna si alzò, ignorando le patetiche scenette di Carlo, che senza nemmeno troppa convinzione le diceva di non sapere cosa gli fosse preso.

Uscì da quella casa e ricordò, ammettendolo finalmente a se stessa, gli altri episodi in cui lui l'aveva stretta un po' troppo, l'aveva obbligata, l'aveva derisa.
No, non sono questa, disse davanti ad uno specchio impietoso.

Iniziò così la sua lenta risalita da quell'inferno, grazie a qualche amica, tanta buona volontà e gli occhi di sua figlia, nei quali capiva lo smarrimento di chi percepisce l'odore di paura e disperazione ma non riesce a decifrarli.

Così Anna tornò alla vita, riuscì a tagliare i ponti con Carlo, certo non subito, ma ci riuscì. Lui si rivelò una persona meschina ed una volta accortosi che non poteva sfogare su di lei le sue frustrazioni la lasciò in pace. Anna riuscì perfino a telefonare a quell'avvocato che le avevano consigliato, un buon avvocato divorzista.

“Anna, siamo pronti”. La voce dell'infermiere la svegliò di soprassalto. Era sul lettino, la solita flebo, tutto intorno colore bianco ed odore di disinfettante. Anna aveva un tumore, glielo avevano diagnosticato un anno fa. Era uscita dallo studio medico con la testa che le ronzava e le gambe che le tremavano. Arrivata a casa aveva deciso che non le piaceva la parola tumore, né il termine malattia. Quindi da quel momento Anna aveva chiamato il suo male Carlo e la sua battaglia era stata contro un uomo cattivo e non contro un tumore. All'inizio non aveva creduto che Carlo le potesse fare del male, né che le cose rischiassero di precipitare davvero, quindi aveva reagito sottovalutando tutto; dopo la prima seduta però aveva capito che Carlo in realtà era pericoloso ed andava combattuto con le armi giuste. Quindi si fece forza e lo combattè con la sua grinta, la sua voglia di vivere, la sua ironia. Perdere i capelli non la spaventò affatto, la nausea dopo ogni ciclo di terapia era pesante, ma Anna trasformò questi momenti in occasioni per ridere, per ridere di Carlo e ridere in faccia a Carlo. Certo avere un male del genere a 15 anni non è roba da poco, ma Anna aveva una grande fantasia e le piaceva immaginarsi adulta, adulta e sposata, anche se con un matrimonio migliore di quello che aveva inventato. Un po' tremante, scese dal lettino e prese le sue cose, salutando gli infermieri, la dottoressa e tutto il personale che aveva combattuto al suo fianco e che oggi l'aveva accolta per l'ultimo ciclo di terapia. Era guarita, il tumore, anzi Carlo, era scomparso. Ci sarebbero stati esami e controlli e paura e notti insonni prima di esami e controlli, ma ora l'importante era che Carlo fosse uscito dalla sua vita e lei avrebbe fatto di tutto per non farlo tornare. 

"Ciao mamma, ciao papà", disse allegra ai suoi genitori, innamorati ed entusiasti di una figlia così coraggiosa. Salì in macchina ed andò incontro nuovamente alla vita.

lunedì 4 luglio 2016

Championship Vinyl 9 - Sam Philips Happy Hour



Nona puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio tutte le domeniche alle 19.

Puntata che vuole in qualche modo chiudere il lungo capitolo doverosamente dedicato alla Sun Records ed al suo creatore Sam Philips.
Ampio spazio alla musica quindi, per una vera e propria HAPPY HOUR in compagnia degli artisti che hanno reso la Sun celebre e fondamentale nella storia del rock.


Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone"un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il singolo scelto per questa settimana è stato Lei dei Blue Scarlet

Ecco i brani trasmessi

  1. Lei - Blue Scarlet
  2. Hello Hello Baby - Jerry Lee Lewis
  3. How Many More Years - Howlin' Wolf
  4. Rocket 88 - His Delta Cats (Ike Turner)
  5. Lonesome Bedroom - Willie Nix
  6. The Boogie Disease - Doctor Ross
  7. Baby Let's Play House - Elvis Presley
  8. Ooby Dooby - Roy Orbison
  9. Flyin' Saucers Rock & Roll - Billy Riley
  10. Tiger Man - Rufus Thomas
  11. Red-headed Woman - Sonny Burgess
  12. End of the Road - Jerry Lee Lewis
  13. Mystery Train - Elvis Presley
  14. You're the Only Star in My Blue Heaven - Jerry Lee Lewis
  15. Miss Froggie - Warren Smith
  16. Feelin' Low - Ernie Chaffin
  17. Booted - Roscoe Gordon
  18. Go Go Go Roy Orbison
  19. Tryin' to Get to You Elvis Presley


Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui: