lunedì 31 ottobre 2016

Championship Vinyl 21 - Dear Hearts & Gentle People





Domenica 30 ottobre è andata in onda la ventunesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio 


Puntata dedicata alla musica dolce e romantica degli anni 50.

Inoltre gustosa novità in casa BRG.
Da oggi infatti inizia la collaborazione con Archetype Rec​, casa discografica indipendente di Savona, con la quale abbiamo in progetto di fare diverse cose.



Per iniziare, grazie a Stefano​, la Archetype diventa protagonista della BELIN CHE CANZONE della settimana, proponendoci i Motel Transylvania​, gruppo savonese che proprio per Archetype ha pubblicato il primo EP "They dig after midinght"




Buon ascolto!!



  1. Motel Transylvania - It's not so bad
  2. Patti Page - The Tennessee Waltz
  3. Peggy Lee & Mel Tormé - The Old Master Painter
  4. The Andrews Sisters - I Can Dream, Can't I ?
  5. Bing Crosby - Dear Hearts And Gentle People
  6. Billy Eckstine - My Foolish Heart
  7. The Ames Brothers - Rag Mop
  8. Anton Karas - Third Man Theme
  9. Red Foley - Chattanoogie Shoe Shine Boy
  10. Doris Day - Bewitched, Bothered And Bewildered
  11. Nat King Cole - Mona Lisa
  12. Edith Piaf - La Vie En Rose
  13. Gary & Bing Crosby - Play A Simple Melody
  14. The Weavers With Gordon Jenkins And His Orchestra - Goodnight, Irene

Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui:


lunedì 24 ottobre 2016

Championship Vinyl 20 - Nobel Prize Revisited



Domenica 23 ottobre ottobre è andata in onda la ventesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio 

Puntata dedicata all'influenza di Bob Dylan sulla musica

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio"Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il pezzo della settimana è DESIDERI dei savonesi MISTIC ZIPPA



  1. Mistic Zippa - Desideri
  2. Bruce Springsteen - Chimes Of Freedom
  3. Pearl Jam - Forever Young
  4. U2 - All Along The Watchtower 
  5. Fabrizio De Andrè & PFM - Avventura a Durango
  6. Johnny Winter - Highway 61 Revisited
  7. Miley Cyrus - You're Gonna Make Me Lonesome When You Go
  8. Geddo - Ti Voglio
  9. Francesco De Gregori - Come il giorno (“I shall be released”)
  10. Nina Simone - Just Like a Woman
  11. Warren Zevon - Knockin On Heaven's Door


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lunedì 17 ottobre 2016

Championship Vinyl 19 - Blue, lonesome & original





La notizia che The Rolling Stones pubblicheranno a dicembre Blue & Lonesome, disco di cover blues, mi ha esaltato da matti, euforia aumentata col singolo Just a Fool.


Lo ritengo la chiusura di un cerchio per un gruppo che ha marcato in modo indelebile la storia del rock and roll, partendo proprio da oscuri bluesman a cui si ispiravano agli esordi.
Ho pensato dunque di sfruttare questo album per fare un viaggio a ritroso nel mondo del blues e sono andato a ripescare le versioni originali dei 12 brani che saranno presenti nel disco.


Little WalterHowlin' WolfMagic SamJimmy Reed, che suoni, che atmosfere!!!!


Ecco quindi che domenica sera su Championship Vinyl ho proposto i pezzi di Blue and Lonesome in versione originale e secondo l'ordine in cui appariranno nella prossima uscita degli Stones.

Per la Belin Che Canzone, vista l'ispirazione stonesiana della puntata, ho presentato The LondonPride, un gruppo che dalla British Invasion ha imparato molto e che nonostante sia di Albenga, suona come se fossero cresciuti fianco a fianco degli stones, degli Who o dei Led Zeppelin.




  1. Bob Dylan - Like a rolling stone
  2. The Londonpride - Little Sue
  3. Little Walter - Just Your Fool
  4. Howlin’ Wolf - Commit A Crime
  5. Little Walter - Blue And Lonesome
  6. Magic Sam - All Your Love
  7. Little Walter - I Got To Go
  8. Little Johnny Taylor - Everybody Knows About My Good Thing 
  9. Eddie Taylor - Ride ‘Em On Down
  10. Little Walter - Hate To See You Go
  11. Lightnin’ Slim - Hoodoo Blues
  12. Jimmy Reed - Little Rain
  13. Howlin’ Wolf - Just Like I Treat You
  14. Otis Rush - I Can’t Quit You Baby


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venerdì 14 ottobre 2016

Non è solo rock and roll - Bob Dylan ed il Nobel



"Bob Dylan influenced absolutely everything" 
Tom Petty


Vecchie donne giudicano le coppie 
limitate nel sesso, osano 
sostenere vuote morali, insultare e fissare 
mentre il denaro non parla, impreca 
della oscenità chi davvero se ne interessa 
la propaganda è del tutto fasulla

L'assegnazione del nobel per la letteratura a bob dylan mi ha emozionato manco avesse vinto un parente; appena letta la notizia sono stato pervaso da una strana euforia, come se la notizia stessa contenesse chissà che elementi personali riferibili a me.

Perchè sono stato così contento del nobel a dylan?

Non starò qui a discutere sulla credibilità del premio, nelle varie materie e discipline, non me ne sono mai interessato granchè e non intendo iniziare ora.

Non sono un fan sfegatato di dylan, però ho, come tutti gli appassionati di musica, un numero di suoi album sicuramente superiore a quello che ora su due piedi mi vengono in mente; il perchè, se non ricordo male, lo aveva spiegato nick hornby in un libro, forse 31 songs, nel quale diceva che dylan fa talmente parte del mondo della musica che chiunque si avvicini a tale mondo entra in contatto con lui, soprattutto se lo fa con passione.

Però non è per questo che sono stato così euforico e ritengo quella di ieri una giornata memorabile e storica.

La ritengo tale, soprattutto in termini egoisticamente personali, perchè è la risposta alle tante variazioni su una domanda: 
ma perchè perdi così tanto tempo dietro alla musica?

altre variazioni:
perchè spendi tutti quei soldi?
perchè non sei concentrato su (inserire argomento) come lo sei sui tuoi album?
se fossi così ordinato in tutto come lo sei coi tuoi cd camera tua sarebbe perfetta

ed anche perchè è la risposta rispetto a tante prese di posizione tipo 
eh ma a me piace la musica per ballare, o per sballare o per avere un sottofondo 
o, peggio ancora A ME LA MUSICA PIACE UN PO' TUTTA

o ancora quelli che mi ritengono un invasato, un talebano, un cacacazzo (che riassume anche i due termini precedenti) perchè LEGGO I TESTI e se qualche amico fa dischi io gli chiedo i testi perchè voglio leggere che cazzo state dicendo!!!! 

Il nobel a dylan è il riconoscimento a tutto questo, anche se non solo con dylan, nè principalmente con dylan io sono cresciuto; il riconoscimento a chi come me dentro i 5 minuti di una canzone spesso ci ha letto una storia, un romanzo, un dramma, un'epopea.
A chi dalle parole cantate ha tratto esempi, ispirazioni e soprattutto, prima di ogni altra cosa, ci ha trovato LETTERATURA E CULTURA.

E non è solo l'aver imparato da un disco di tre minuti più che a scuola come canta bruce, è l'averci vissuto, dentro quei 3 minuti, l'aver trovato qualcosa di grande, qualcosa forse migliore, qualcosa sicuramente IN PIÙ rispetto alla realtà che viviamo ogni giorno.

Mi piace pensare a rob fleming che riceve la notizia mentre riordina i suoi dischi e finalmente può avere le prove che quello che diceva a laura era vero: 

C'è tutto un mondo, qui, un mondo più bello, più sporco, più violento, più pacifico, più colorato, più aereo, più pericoloso, più amoroso di quello in cui vivo; qui ci sono la storia, e la geografia, e la poesia, e le innumerevoli altre cose che avrei dovuto studiare a scuola, musica compresa

Ed oggi possiamo dire che si, tutto questo ha un valore, non solo sentimentale, ma anche letterario e soprattutto culturale.

Lo sapevamo già, ora se ne farà una ragione pure baricco

La prima volta che ho sentito Bob Dylan ero in macchina con mia madre, la radio era sintonizzata sulla WMCA ed è arrivato quel colpo di rullante che suonava come qualcuno che avesse aperto a calci la porta della tua mente: Like A Rolling Stone. Mia madre – alla quale il rock’n’roll piaceva – ci pensò un minuto, poi mi guardò e disse: “Quel tizio non sa cantare”. Ma io sapevo che aveva torto. Rimasi lì senza dir niente, ma sapevo di star ascoltando la voce più forte che avessi mai sentito. Era scarna e sembrava nello stesso tempo giovane e adulta. Corsi subito a comprare il singolo ed andai a casa ad ascoltarlo, ma era una canzone di Lenny Welch. L’etichetta era sbagliata. Così tornai al negozio, cambia il disco e lo ascoltai. Poi ritornai a comprare Highway 61 Revisited. E questo fu tutto ciò che ascoltai per settimane intere, guardando la copertina con Bob nella giacchetta di seta blu e la maglietta della moto Triumph.
Quando ero ragazzino, la voce di Bob in qualche modo mi eccitava e spaventava, mi faceva sentire irresponsabilmente innocente – ancora oggi mi fa lo stesso effetto. Era un rivoluzionario. Bob ti liberava la mente come Elvis liberava il corpo.
(Bruce Springsteen)



giovedì 13 ottobre 2016

Sam & the Band - (Riportando tutto) sulla via di casa



Ho sentito nominare per la prima volta samuele puppo un paio d'anni fa.

Stavo cercando di mettere su una serie di serate in vista del festival su la testa e chiesi consiglio ad un paio di amici, su qualche nome emergente da contattare.
Entrambi convennero che sto samuele puppo era un nome da tenersi a mente, quindi mi fidai di loro e chiesi un contatto per proporgli di partecipare.
Mi diedero il nome di sua mamma.

(Come della mamma?)

Pochi giorni prima, a finalborgo c'era stata la prima edizione di una rassegna su blues e soul e samuele puppo era tra i partecipanti, solo che si esibì di pomeriggio ed io arrivai tardi.

Come della mamma? dicevamo

Eh si, i contatti li tiene lei.
Ma quanti anni ha?
quasi 16.
ah.

Ottenni il suo numero e gli proposi di esibirsi al brixton di alassio, mi sembrò contento ed orgoglioso della telefonata, dandomi l'impressione di un ragazzo tranquillo, educato e con le idee abbastanza chiare.

Non riuscii a partecipare nemmeno ad un'altra serata in cui era ospite e quindi mi accontentai di fidarmi dei miei amici, a cui si erano aggiunti anche altri pareri positivi e di aspettare la serata al brixton.

Lo conobbi quindi quella sera, accompagnato dai suoi, mingherlino e timido, mi chiese di esibirsi per primo per poter andare via presto, visto che il giorno dopo aveva un compito in classe.
Mi colpì molto l'affiatamento con i suoi genitori, che da un lato lo proteggevano, ma dall'altro lo esortavano ad essere se stesso.

Genitori, scuola, timidezza.
Lo so che non sono questi i tipici ingredienti di una storia rock.

Probabilmente una parte di me si aspettava un punkabbestia con una svastica incisa sulla nuca che al posto di stringermi la mano mi vomitasse sulla maglietta un misto di sangue e jack daniel's, fatto sta che quando attaccò la chitarra all'impianto del circolo alassino, non avevo idea di cosa sarebbe successo.

Quello che è successo è che dopo non più di 30 secondi della sua prima canzone, io non credevo ai miei occhi.
Nulla di rivoluzionario eh, ma il ragazzino timido impacciato e (pensavo) mammone di 5 minuti prima stava ammutolendo un circolo arci pieno di gente con un tot di cazzacci loro da farsi con un carisma ed un talento che faticavo ad attribuire ad un sedicenne.

Perchè prima di tutto, la cosa incredibile di samuele è che quando sale su un palco diventa un gigante, lievita, aumenta, cresce non so che altri sinonimi usare.
Le braccia mingherline tipiche di un adolescente diventano all'improvviso armi potentissime, che fanno il paio con la sua voce, all'epoca ancora in fase di cambiamento.
Un devasto, solo con voce e chitarra.

3 minuti dopo stavo contemporaneamente ringraziando e maledicendo jon landau che tipo 40 anni prima se ne era uscito con quella frase sul futuro del rock and roll, relativa ad un altro secco e mingherlino di nome bruce e di cognome springsteen, perchè, cazzo, sta frase ci stava proprio bene quella sera ad alassio, ma mica potevo spacciarla per mia, dopo 40 anni.

Lo sguardo sempre basso, i suoi profondissimi occhi marroni che sembrano guardare dentro alle persone, porte di un mondo interiore fatto di sensibilità, musica e talento.

Non vi sarà sfuggito il fatto che sono assolutamente di parte, ma chi se ne frega.

Da quel giorno la strada di samuele si è incrociata diverse volte con i miei tentativi di giocare all'organizzatore, a partire dal festival su la testa di quello stesso anno, che lo vide esibirsi come nuova proposta, scelto all'unanimità da tutti noi dello zoo, in un teatro ambra che nonostante la capienza ben superiore a quella del brixton lo ascoltò con lo stesso silenzio carico di rispetto, attenzione e credo anche stupore.




Ebbi la fortuna e l'onore di presentarlo io, affermando con forza la bontà di una notizia del genere, un sedicenne che con la maturità di un veterano ha la voglia, la costanza e l'attenzione di fare musica in quel modo, forse non tutto era perduto!

Samuele ha suonato di nuovo ad albenga l'estate scorsa, una serata di un livello qualitativo pazzesco, aperta da un chitarrista sopraffino come mauro vero e chiusa dal figlio illegittimo di john lee hooker e  gilberto govi (mia) paolo bonfanti; serata dove samuele suonò per secondo, dimostrando come in un anno e mezzo fosse cresciuto enormemente.

Nel mezzo diversi riconoscimenti e soddisfazioni, pistoia blues, arezzo wave, umbria jazz, il ragazzino cresceva e diventava sempre più bravo

Tra le carte vincenti di samuele, permettetemi, c'è anche e forse soprattutto la passione e la curiosità con cui assorbe qualunque cosa di musicale gli ronzi attorno.
Figlio (e fratello) di artisti, musicisti e ballerini, samuele è cresciuto a pane e musica, più musica direi, sin dalla nascita, ma la sua fame aumenta col tempo.

Una sera ero al raindogs a savona per un concerto e mi ritrovai con lui, marco il gestore e nicola, batterista del suo gruppo a parlare (ovviamente) di musica.

Ad un certo punto mi capitò di guardarlo mentre gli altri parlavano e sentivo, vi giuro, sentivo le rotelline del suo cervello immagazzinare nomi, titoli, riferimenti con una voracità che nemmeno io davanti ad un vassoio di dolci (scusate l'esempio, ma credetemi, è appropriato)
Questa è la cosa che preferisco di samuele, l'umiltà con cui ascolta e cerca di imparare da chiunque, una caratteristica che spero con tutto il cuore mantenga sempre.

Veniamo all'oggi, veniamo a sam and the band, il trio che dall'inverno scorso lo vede protagonista insieme a nicola il batterista e davide l'altissimo bassista.
Posata, temporaneamente e non del tutto l'acustica, samuele fa prodigi anche con la chitarra elettrica ed i due tizi che gli coprono le spalle sono perfetti per il suo talento. 

Precisi e solidi, nicola e davide, anche per un discorso anagrafico sembrano difendere samuele e assecondare il suo talento, come cugini più grandi che proteggono il più giovane conoscendone le qualità.

Tre ottimi musicisti, con diverse passioni musicali in comune ed un pugno di canzoni di samuele su cui mettere le mani, dopo un breve set in apertura, di nuovo, di paolo bonfanti, bisognava aspettare, ma che voglia di ascoltare qualcosa!!!!


Dopo il gustoso antipasto del singolo come around, un brano intriso di soul ed accompagnato da un video "in presa diretta", l'ep On my way home ha visto la luce la settimana scorsa, con uno show di presentazione proprio al raindogs di savona.

Uno spettacolo di 90 minuti dove oltre alle canzoni dell'ep, i ragazzi hanno ripescato alcuni pezzi "vecchi" di samuele (che poi fa morir dal ridere sentire un ragazzo di nemmeno 19 anni parlare di "pezzi vecchi", ma lascia anche intendere da quanto samuele sia dentro a sto mondo, al punto che i suoi primi brani fanno capire quanto sia cambiata la sua voce dal momento delle prime esecuzioni ad oggi).

I pezzi nuovi hanno come tratto comune la ricerca, la voglia di trovare qualcosa o qualcuno, il sogno di luoghi mitici, la necessità di definire la propria identità, la tenerezza e la scoperta dell'amore, la meraviglia di fronte a sentimenti nuovi. 

Sulla strada di casa, una casa ancora da identificare con precisione, ma su un sentiero che da tempo samuele ha scelto, quello di provare a raccontarsi in musica, coi suoi testi maturi ma allo stesso tempo tremendamente adeguati alla sua età, l'età di un ragazzo che prende consapevolezza di cosa e chi gli sta attorno e lo fa guardando il mondo con occhiali personalissimi, dotati di lenti speciali come il suo talento.

Dalla voglia spavalda di andarsene per un posto migliore di come around, alla delicata richiesta (ed offerta) di aiuto in dear grace, i testi di samuele filtrano il mondo che lo circonda ed i suoi sogni attraverso una grande maturità ed una sensibilità non comune. I molti riferimenti geografici, soprattutto americani, sono lo specchio di una ambizione forte e di idee chiarissime, il mito, l'american dream, ma anche la voglia di crescere, lo stare stretto dentro certi confini ed il primo amore

Dal vivo la presenza di una band non sminuisce certo la personalità di sam, anzi con precisione e gusto, davide e nicola sono perfetti compagni e da sotto il palco si intuisce chiaramente il divertimento e l'affiatamento dei tre, affiatamento che potrebbe stupire, considerato il poco tempo passato dalla nascita del trio, ma che è comprensibile tenendo invece conto della quantità di talento del gruppo.

8 ottobre 2016
Serata fantastica con finale indescrivibile.

Con la presenza dei tre ospiti, una tromba, un sax ed un organo hammond, la band chiude lo show con una doppietta memorabile.

With a little help from my friends mi fa sentire di nuovo come quella sera al circolo arci e jon landau ed il futuro del rock and roll e joe cocker, woodstock, beatles.
La pelle d'oca a palate e la sensazione di essere di fronte a dei mostri; la sensazione, stranissima ed inedita per un egocentrico presuntuoso come me, di ascoltare musica per la prima volta, la sensazione che davvero si stesse riportando tutto a casa. 
Come se quei tre ragazzi, 6 in quel momento, stessero più che chiudendo un cerchio, riallacciando dei fili, fili di una storia di 60 anni e più, fuoco che cova sotto la cenere, benzina per questo fuoco.

Credi all'amore a prima vista? Sono sicuro che succeda ogni volta.
Mi guardavo attorno per capire se fossi l'unico a stare provando certe cose e nuovamente vedevo una sala rapita da samuele 

che cosa vedi quando spegni la luce? Non so dirtelo, ma so che è mio. 
Certo che è tuo, che è vostro, anzi nostro, che siamo qui stasera a chiedervi aiuto, perchè ci indichiate la nostra, di strada di casa. 

Hai bisogno di qualcuno? Non lo sapevo, ma si, abbiamo bisogno di serate come questa, dove il talento scorre libero e tu hai quasi voglia di aprire le braccia e farti investire da lui, dalla musica.

Ho assistito a qualcosa di unico, 5\6 minuti di pura magia. Una standing ovation spontanea ed un applauso enorme, stranito e quasi incredulo.


E poi si chiude con gli stones, brown sugar, perchè le feste si devono concludere coi fuochi artificiali ed allora abbiamo portato davvero tutto a casa, beatles e stones, fianco a fianco, tra le dita e le corde vocali di un ragazzino e due che son mica vecchi, mentre a km di distanza, in california, si celebra l'ennesimo ultimo valzer. 

Un ponte che sostanzialmente ci sta dicendo che la Musica, quella per cui perdiamo tempo, diottrie, ore di sonno e soprattutto tanti soldi, quella Musica lì è ancora viva, ancora capace di emozionare, di smuovere culi e coscienze, capace di farci innamorare e di consolarci.

Non importa se invecchiamo, abbiamo la possibilità di vivere ancora certi momenti e più dell'età, è la capacità di gustarceli che dovremmo tenerci stretta.

lunedì 10 ottobre 2016

Championship Vinyl 18 - Il mondo ha bisogno di una melodia



Domenica 9 ottobre ottobre è andata in onda la diciottesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio 

Puntata dedicata alla storia del Kingston Trio

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Canzone della settimana è INDISTRUTTIBILE di MLADEN






  1. Mladen - Indistruttibile
  2. The Kingston Trio - South coast
  3. The Kingston Trio - Scotch and soda
  4. The Kingston Trio - Three jolly coachmen
  5. The Kingston Trio - Dorie
  6. The Kingston Trio - Bay of Mexico
  7. The Kingston Trio - Tic, tic, tic
  8. The Kingston Trio - Hard, ain't it hard
  9. The Kingston Trio - Sloop John B.
  10. The Kingston Trio - Santy Anno
  11. The Kingston Trio - Little Maggie
  12. The Kingston Trio - Banua
  13. The Kingston Trio - Tom Dooley



Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui:

giovedì 6 ottobre 2016

Il mio nemico ha perso



Il mio nemico ha perso 
Mi ha aggredito, vigliacco e pavido 
Mi ha colpito alle spalle 
Voleva mettermi in ginocchio 
Ma ha perso, 
il mio nemico ha perso 
Cercava paura ha trovato risate 
Cercava dolore ha trovato gioia 
Cercava compassione 
ha trovato amici che ridevano con me 
Ha perso il mio nemico, 
ho vinto io 
Ho vinto ridendogli in faccia 
Sorridendo anche dopo la terapia 
Rialzandomi dopo aver vomitato e ridendo ancora 
Chi sei tu nemico maledetto per farmi paura? 
Ti sei preso i miei capelli? Sono cresciuti di nuovo 
Ti sei preso i miei chili? Ci ho bevuto sopra 
Ti sei preso una parte di me? Ma io ne ho ben di più 
Non sono più ti(u)morata, 
non sono 
MAI 
stata 
spaventata 
Ho la vita dalla mia parte, 
l'amore gli amici ed il vino 
Ho i brindisi, le cene, 
CAZZO GUARDI? 
scritto sulla testa 
Ho una tavola imbandita ed una casa dove tornare 
il mio nemico mi ha aggredito 
Ma io sono stata più forte 
Ed ho vinto.

mercoledì 5 ottobre 2016

L'epilessia è amore (A Stefy, con affetto)



stringiti forte a me amore, in questa notte chimica
lascia che mi occupi del tuo tremore, affidami le tue paure
che questi manganelli siano per te un rifugio
in cui abbandonarti ai tuoi sogni più segreti
e le mie nocche, sbiancate dal colpirti
possano rivelarti il mio cuore
e che sia lui a segnarti a fondo, dentro l'anima
chiudi i tuoi occhi cerchiati dalla gioia
le tue anche in evidenza trovino conforto in queste scale
la barella dove giaci esanime e sfinito 
conservi in eterno la memoria di queste ore
ci ritroveremo un giorno, vita mia
in un mondo migliore e giusto
dove il mio scarpone ti indicherà la strada
marcandotela a fuoco sulla schiena 
tra la pelle e le costole
scuro simbolo della nostra passione 
e tu possa finalmente raccontare a tutti
che l'epilessia è il simbolo del nostro amore fugace

lunedì 3 ottobre 2016

Nati per correre al ristorante (O del mausoleo del rock)



foto di Barbara Facciotto

Questa foto, scattata durante la presentazione di Born to Run, l'autobiografia di Bruce Springsteen, a Milano mi ha colpito da subito assumendo, a mio avviso, un valore simbolico molto forte.

Di primo acchitto mi ha fatto sorridere l'accostamento tra il guru del rock alternativo italiano (manuel agnelli, cantante degli afterhours e giudice di x factor) ed il logo di Eataly, simbolo di consumo, eleganza e agiatezza.

Un contrasto stridente, accentuato dal fatto che agnelli stesse cantando thunder road, che parla di scappare da una città di perdenti (o probabilmente da una città senza ristoranti italiani alla moda) e soprattutto state trooper, con quell'alienazione straziante del viaggiatore che prega il poliziotto di farlo andar via e qualcuno o qualcosa di salvarlo dal nulla (o forse da un frigo vuoto).

Al di la delle battute polemiche che adoro fare specialmente sul paladino degli alternativi, c'è a mio avviso un discorso più lungo da fare sul rock e soprattutto sul suo pubblico.

A mio avviso, il rock è diventato un passatempo per signori di mezza età mediamente benestanti e\o mediamente coglioni quanto basta per dedicare alla musica tempo e denari superiori a quelli che potrebbero permettersi.

Mi compiaccio di appartenere assolutamente alla seconda schiera, oh si.

Però esiste una spinta, un messaggio che il rock per molti anni ha portato con sé e che ormai si sta spegnendo.

La voglia di cambiare le cose, la voglia di migliorarsi, di cambiare il mondo, la voglia di dare una pedata nello scroto ad un sistema dentro il quale ci si sta stretti e scomodi.
In parole povere, il rock non parla più questo linguaggio e soprattutto non lo parla più ai giovani.

La musica in generale non è più uno strumento rivoluzionario, come è sempre stata in passato.
I giovani oggi ascoltano musica mediamente a capocchia di cazzo, ma anche quella fetta, sinceramente non piccolissima, di ragazzi che vanno oltre i talent e le radio, non cerca più di declinare la propria rabbia, la propria ansia, la propria voglia di vivere attraverso la musica.

Non deve essere necessariamente il rock, anzi, il rock ha già segnato diverse rivoluzioni, da quando elvis dimenò il bacino in avanti; non si vede ad oggi un linguaggio musicale capace di decodificare una nuova grammatica del cambiamento.

La musica tutta è ormai diventata, nella maggior parte dei casi un sottofondo buono per quando si guida o si fa running spinning o zumbing; ma anche quelli che la ascoltano con attenzione non hanno, specialmente le nuove generazioni, la spinta a provare a farla loro, ad indossarla come una cazzo di armatura ed uscire a combattere.

Io esco tutti i giorni con elmetto e scimitarra
e la gente ancora pensa che sia solo una chitarra (Geddo)

Noi vecchi panzoni invece ci godiamo il revival, ci sediamo a rivangare i tempi d'oro, gonfiamo le tasche dei reduci pagando biglietti per concerti negli stadi come fossero per l'arena di verona, per la prima fila dell'arena di verona.
Quello che i nostri eroi avevano da dire e da dare al mondo della musica ed alla società è stato detto e dato ed è in qualche modo giusto che si godano ora i frutti (carissimi) di una passione e di un impegno che magari 30\40 anni fa li rendeva incapaci di apprezzarne a pieno i lati positivi.

c’è ancora una guerra che infuria là fuori
mi dici che non tocca più a noi vincerla (Bruce Springsteen)

Il mese scorso ho comprato un noto giornale musicale ed in copertina c'era van morrison, in copertina c'era per la 123119929393° volta van morrison; ma è giusto così, quel giornale simboleggia quel paio di generazioni che a van morrison, gli stones e bowie (tanto per citare alcuni dei protagonisti di quel numero) devono molto, in alcuni casi forse la stessa vita.

Quando elvis andò ad holliwood, ecco quando tutto andò in rovina cantano i counting crows, ma elvis poi andò a las vegas e la sua carica erotica che aveva ribaltato i canoni della musica leggera divenne attrazione per turisti ricchi ed annoiati, che, come visitatori di uno zoo davanti al feroce leone sedato di continuo, si eccitavano immaginandosi in altri posti ed in altri tempi; la mia generazione, che non ha vissuto elvis, nè i beatles o i primi stones, che a san siro per il primo springsteen c'è andata a ranghi ridottissimi mentre per marley non è pervenuta, si è accontentata per anni dei reduci, degli avanzi di storie gloriose, di vecchi dischi e vecchi (ed orrendi) video quasi fossero anziani davanti al focolare che raccontassero storie di guerra e fantasmi, quindi capisco questa sensazione.

Ma come dice antonio gramentieri, prima o poi, ogni artista va o cerca di andare nella sua personalissima las vegas

E a noi che rimpiangiamo certe epopee restano appunto i reduci, gli stones al circo massimo, gli who che fortunatamente non sono morti (o non tutti almeno) prima di diventare vecchi che ancora incantano nei palazzetti, bruce che la sua las vegas l'ha trovata nel concedere il suo palco ai fans, che ne decidono scalette e si inventano duetti col proprio totem; noi che sbaviamo al ricordo del momento in cui dylan attaccò la corrente agli strumenti e disse "suonate fottutamente forte" e la gente lo chiamò GIUDA e lui rispose NON TI CREDO, BUGIARDO, noi oggi possiamo avere (ad un prezzo che immagino esoso) un cofanetto con TUTTI I CONCERTI DI QUEL TOUR.

Ma la rivoluzione? Ma i cambiamenti? Tutto abbandonato in cambio di un cofanetto, di un biglietto prato, di una t shirt da indossare come una decorazione al valor militare o peggio un trofeo da appendere sopra il caminetto?

Ammirami, ammira la mia casa,
ammira la mia canzone, ammira i miei vestiti
(Pearl Jam)

Ma i giovani? Come pensiamo che possa nascere un nuovo movimento realmente contro-culturale in tempi come questi dove gli afterhours sono su sky a dire per me è un no, dove insieme agli afterhours c'è quello indicato come un profeta dei giovani, quel fedez che se lo fotografassero senza vestiti non si capirebbe se è nudo o vestito desigual? (cit) Davvero il paladino della trasgressione è fedez o l'altro che cantava ohi maria? al di là della totale mancanza di talento canoro, davvero sono loro che potrebbero convincere qualcuno che la musica può davvero cambiare il mondo?

Anche la cosiddetta trasgressione è ormai anestetizzata e venduta in comode confezioni, come un qualunque prodotto; che motivo avrebbe un ragazzino che crede che la poesia in musica sia "col trattore in tangenziale, andiamo a comandare" o "non è l'apparenza, ma l'apparizione" di cercare altrove qualcosa che nemmeno sa che cosa sia e che effetto possa fare? Quanti dei nostri eroi abbiamo ascoltato raccontarci di come la loro vita venne capovolta da elvis all'ed sullivan show o da dylan a newport o da woody guthrie in un letto di ospedale? Chi potrebbe oggi fare questo effetto agli adolescenti storditi da troppa tecnologia e da pochissimo cuore?

Quante volte abbiamo sentito sulla nostra pelle il brivido che solo momenti cruciali possono regalarci, come bruce in piedi sul pianoforte a sguainare la chitarra durante i no nukes? Dove oggi potrebbero trovare qualcosa di simili i ragazzotti che non hanno nemmeno più mtv, che i suoi bei danni li ha fatti, ma pensano che ascoltare musica sia navigare su youtube?

Manca l'offerta perchè non c'è domanda o viceversa? Riuscirebbero a scovarlo, questo suono o questo artista capace di ribaltargli l'esistenza, i ragazzi che oggi amano la musica? O sarebbe sepolto sotto a tutta la plastica di cui è rivestito quel mondo?

E tutti stanno facendo
Proprio quello che gli viene detto
E nessuno vuole
Andare in galera! (Clash)

Da 3\4 anni la mia enorme passione per la musica e la mia enorme curiosità per la musica mi hanno portato a cercare nuove voci, nuovi suoni, a decidere che preferisco spendere 10\20 euro per il disco d'esordio di un gruppo locale piuttosto che per l'ennesima ristampa.
Questa potrebbe essere una strada da battere, con insistenza.

Ci sono ragazzi giovani che assimilano e propongono, magari cose non originalissime, ma fatte col cuore, col sudore ed avendo i coglioni; cerchiamolo lì questo nuovo linguaggio, questa contro-cultura che torni ad essere un pericolo per chi gestisce l'ordine ed un fastidiosissimo dito nel culo a chi comanda.

vaffanculo, non farò quello che mi dici
(Rage against the machine)

La musica ha sempre fatto questo, lo ha fatto elvis facendo cose "da negri", lo ha fatto il punk quando sembrava che la musica fosse diventata appannaggio di virtuosi logorroici del pentagramma.

Davvero non trovate stridente che manuel agnelli suoni nel simbolo della moda applicata alla cucina? Davvero non trovate perfino ridicolo che un disco che si intitola "battitene i coglioni, ecco i sex pistols", che parlava di anarchia ed anticristo sia in edicola tra i dvd della disney e la collezione a fascicoli "Il mio presepe" (con la prima uscita, in omaggio LA MADONNA)?

io sono un vuoto a perdere
uno sporco impossibile
un marchio registrato
un prodotto di mercato (CCCP)

Godiamoci quindi questo eterno revival che va in scena da quando il mercato musicale ha chiarito a tutti che i soldi si fanno solo coi concerti ed i dischi non servono più a nulla, godiamoci bruce, speriamo tornino gli stones, cantiamo che è solo la terra della gioventù sprecata, i padri vanno sempre amati e onorati, certe canzoni fanno parte ormai indelebile della vita di molte persone.

Ma ricordiamoci che non era questo di cui si parlava all'inizio, la musica doveva cambiare il mondo e cambiarlo ora, come dicevano i doors, non doveva arrivare al punto di trasformare il tutto in un the tra amici, in un salotto elegante.
Era una cazzo di guerra e in molti l'hanno combattuta, ma se decidiamo che è finita, allora vuol dire che noi e soprattutto la musica ci siamo arresi.

Conosco persone che durante un concerto di patti smith credevano che tutto il palazzetto sarebbe uscito in strada ad assaltare il municipio di milano cantando people have the power, gente che ha trovato una chiave di lettura per proseguire la propria vita dopo un divorzio grazie ad un concerto di springsteen, chi cazzo è che oggi può far provare certe cose ai ragazzi? 

Perchè noi siamo vecchi, bolsi e probabilmente cinici, anche se meno di quello che diamo a vedere, quindi non ci emozioniamo facilmente per le nuove leve, ma i 12\13enni di oggi da chi potranno trarre ispirazione per andare via dalla città dei perdenti e vincere?

Non credo che il rock and roll
Possa davvero cambiare il mondo
Mentre gira in rivoluzione
Si muove a spirale e si volta (U2)

Championship Vinyl 17 - An evening of folk music




Domenica 2 ottobre è andata in onda la diciassettesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio 

Puntata dedicata alla folk music

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Canzone della settimana è IL MIO AMICO MATTO di FABIO BIALE





  1. Fabio Biale - Il mio amico matto
  2. The Almanac Singers - House of the rising sun
  3. The Carter Family - Wildwood flower
  4. Leadbelly - Rock Island line
  5. Cisco Houston - Hard traveling
  6. Cisco Houston - Mysteries of a hobo's life
  7. Odetta - Santy Anno
  8. Ramblin' Jack Elliott - I'm going down the road
  9. Ramblin' Jack Elliott - Cocaine
  10. Judy Collins - Maid of constant sorrow
  11. Reverend Gary Davis - Let us get together
  12. Bob Gibson - Springhill mine disaster
  13. Mano Negra - Rock Island Line



Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui: