mercoledì 25 novembre 2009

Taliani

luvi va 2 volte a settimana, in una piscina adatta solo ai bambini.

ce la porto io perchè al pomeriggio mia moglie lavora.

la prima volta ho chiesto alla responsabile dove la dovessi cambiare e lei mi ha detto in quello dei maschi, ok, no problem.

ho notato però che mentre io genitore uomo cambio la figlia dai maschi i genitori donna cambiano il figlio... dai maschi, ok no problem

dopo un paio di settimane hanno messo un cartello dove si chiedeva ai genitori di cambiare i bambini nello spogliatoio corrispondente al sesso DEI GENITORI, i padri dai maschi, le madri dalle femmine, INDIPENDENTEMENTE dal sesso dei figli, ok no problem.

ovviamònt non cambia un cazzo, mia figlia si continua a cambiare nello spogliatoio GIUSTO mentre TUTTI i maschietti che sono con le mamme in quello SBAGLIATO.

ok, no problem.

una volta mentre sono nel corridoio della piscina durante la lezione, che se sto dentro luvi mi si distrae ed invece di muovere le braccine per nuotare mi fa ciaociao, ascolto questa conversazione:

mamma 1: ooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhh hai visto il cartello??? (cartello GIALLO su porta bianca, sarà un A3 almeno)
mamma 2: quale? (...)
mamma 3: si si l'ho letto
mamma 2: ah questo? (legge)
mamma 1: ma allora...

(il cala nel frattempo chiede mentalmente scusa a tutte le mamme per aver dubitato della loro intelligenza, ecco, se ne accorgono e cambiano abitudini)

... mah SECONDO ME NON RIGUARDA NOI

mamma 2 + 3 (all'unisono): eeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh si si hai ragione, non riguarda noi.

mamma 1+2+3: si si non ci riguarda, ma ora dimmi, quella borsa... (fade out)

zio cane, i Taliani, non ce la facciamo a rispettare una benchè minima regola, no.

ah, non c'entra un cazzo, ma una delle 3 mamme, 30\35 anni, 2 figli uno età di luvi uno età di virginia, aveva su una maglietta con scritto: WANTED FOR SEX CRIME... (ricercato per CRIMINI SESSUALI capite???? una stracazzo di madre di famiglia)

ah, era un cesso.

che secondo me il crimine sessuale lo ha commesso suo marito.

trombandosela.

lunedì 23 novembre 2009

contabilità

mogli una
lavoro pure
figlie due, belle di papà, le sorelle catarro
macchina una
scooter uno
chili in eccesso una ventina, ALMENO
concerti visti un bel pò, non sono mai abbastanza ma mi accontento
dischi tanti, tanti tanti, pure troppi
tempo per ascoltare i dischi, vedi sopra, poco poco poco, quasi niente
capelli per ora ancora abbastanza
capelli bianchi un bel pò
difetti parecchi
pregi qualcuno
anni 37, oggi
auguri ricevuti, tanti, sempre più di quelli che mi aspetto
grazie

venerdì 13 novembre 2009

We could be heroes

Alberto, Alberto ALBERTO, ALBERTO!!!!

chiccazz'è??? eh? Chi? Come???

sono passati pochi minuti dalla mezzanotte, sono nel primo sonno, già faccio fatica a svegliarmi DI SOLITO figurarsi mezz'ora dopo che sono andato a letto...

c'è qualcosa nell'aria, la stiamo aspettando, in teoria dovrebbe succedere tra circa 10 giorni, ma sentiamo che manca meno.

Io e simona stiamo per diventare di nuovo genitori, Ludovica sta per avere una sorellina, sta per arrivare Virginia

Dei 3, luvi è quella che sta cosa la capisce prima, quella sera la sentiamo nel lettone (che in sti ultimi giorni vuole sempre dormire con noi) che piange, PIANGE, agitata, si gira, si muove nel sonno. E piange.

Sente che insomma oltre a tutte le novità di questo ultimo periodo, LA novità principale è in arrivo.

Va bene l'asilo, va bene la cameretta nuova ed un ambiente tutto suo dove giocare, va bene la mamma che ha sta panza con la quale ogni tanto ci si mette a parlare per chiamare sta tal Virginia che dicono stia lì dentro, va meno bene che dopo quasi 3 anni in cui si è ammalata in tutto 2 volte, in 40 giorni di asilo ne abbia fatti almeno 15 a casa con febbri varie, ma sta cosa qui è grossa.

Arriva una bimba, sarà una cosa buona o meno? Si avrò qualcuno con cui giocare, ma se poi mamma e papà non mi guardano più?

Insomma, a 3 anni ste domande sono pesanti, eh si.

Quindi luvi capisce che QUELLA sera succederà qualcosa. Ed infatti chi sta cercando (da un bel po' sembra) di svegliarmi è simona. Per dirmi che le si sono rotte le acque.

Mentre cerco di attivare a forza il neurone, ho st'immagine: siamo io e lei, in bagno, che ci stiamo vestendo, in silenzio, con relativa calma, tanto dobbiamo aspettare la zia patrizia che arrivi a stare con luvi, ed io cerco di focalizzare il momento, cerco di essere lucido (e sveglio, in effetti), perché VOGLIO essere lucido, calmo e soprattutto PRESENTE.

Arriviamo all'ospedale, simona sta bene, nessun dolore né contrazione. La visitano, le danno un letto, monitoraggio ok, il marito ora non serve più, vada a casa, ci vediamo domani TANTO SARÀ LUNGA.

Torno a casa che saranno le 3, mi fermo sotto il portone, piove. Con calma, un secondo alla volta, SENZA PERDERTI NIENTE DI QUESTA GIORNATA OK?

Luvi dorme, zia patrizia dorme, io dormo un 2\3 ore poi vado in ospedale, con la (vana) speranza che le cose come dire, siano andate un filo avanti.

Invece no, nulla si è mosso, nulla è successo. “Inedito” (nome di pancia di Virginia) sta bene lì dov'è, chemmifrega di uscire, tanto mi aspettavate tra 10 giorni no?

Nulla succede e nulla succederà fino a sera, simona per buona parte della giornata sta bene, il monitoraggio continua a dare risultati tranquillizzanti, il cuore batte, ma di uscire non se ne parla.

Nel frattempo luvi si sveglia e si trova di fianco sua zia, non suo padre e sua madre, non fa una piega, ascolta la zia che le spiega che mamma e papà sono in ospedale, che sta per arrivare la sorellina, si fa lavare e vestire e va all'asilo. La vado a prendere io dopo pranzo, mi chiede se è arrivata Virginia, la porto dai nonni. In meno di 24 ore mi sembra maturata di 10 anni, è meravigliosa ed io sono fiero di lei.

Ieri è nato Claudio, figlio di amici, nello stesso ospedale dove siamo ora, così con un barbatrucco vado a salutare la neo-mamma ed entrare nel nido mi mette un filo d'ansia.

Nel tardo pomeriggio simona inizia ad avere male, il che potrebbe essere un bene, ma invece è un male.

Nel senso che se il male fosse dovuto alle contrazioni, vorrebbe dire che ci siamo, invece no, è un male diverso, costante, sordo, che pian piano la manda nel pallone.

Quando ho conosciuto simona, la prima cosa che mi ha colpito è stato il carattere, forte, risoluto, ma calmo, tranquillo, sempre riflessiva, mai casinara come me che bum parto per la tangente in 3 secondi.

E da quando abbiamo deciso di diventare una famiglia, il suo carattere spesso mi è stato di enorme aiuto, per farmi ragionare, per riportarmi sulla strada corretta, per frenare i miei isterismi.

Quando è mancato mio papà la sua è stata l'unica spalla sui cui sono riuscito veramente a piangere.

Quando sono agitato-nervoso lei riesce comunque sempre a farmi vedere le cose in modo più razionale.

Quindi se lei va nel pallone, figurarsi io, zio cane.

Luvi è nata col cesareo, era podalica. Virginia invece è cefalica e simona da subito ha detto che voleva, senza eroismi, fare il parto naturale.

Fino ad oggi nessuno aveva commentato sta cosa.

Oggi sembra che l'universo mondo si accorga che, oh cazzo, fare un parto naturale dopo un cesareo, anche se vecchio di 3 anni, possa essere doloroso e rischioso.

Dove minchia eravate tutti, fino a oggi?

Fatto sta che verso le 20 parlo con l'ostetrica e le chiedo se, nel caso la situazione non si sbloccasse, non si possa partire col cesareo e bon.

L'ostetrica allora capisce che simona è un po' in palla e le parla, con calma, ma con fermezza. E simona decide di continuare a provare col parto naturale, confortata dal fatto che OVVIAMENTE al minimo problema si passerebbe al cesareo.

(io altrettanto OVVIAMENTE non sono AFFATTO confortato da sta cosa, ma tant'è)

poco prima che simona iniziasse a stare male, faccio un salto di nuovo al nido a trovare Claudio ed a salutare gli amici comuni che sono venuti per lui.

E da bravo essere umano, provo, cosa che a me capita raramente, l'invidia cattiva.

Tutti sti bambini, sti genitori felici, sti nonni, sti zii, CHECCAZZOVOLETE????

dura, fortunatamente, poco, ma è terribile.

Torno su, simona è nella saletta davanti alla sala parto, dorme. Forse.

È li con la cintura per il 45° monitoraggio del giorno, con gli occhi chiusi. Ed un male che la stordisce. Ed in totale confusione. Ed io sono lì che non so che fare, che dire. Sono lì che non so se parlarle che tanto non sente, non capisce. Mi metto lì e le tengo la mano.

Quando il monitoraggio finisce, simona dovrebbe tornare in camera, ma prima va in bagno, da dove mi chiama spaventata. Perché è in un lago di sangue.

L'ostetrica ed il medico la visitano e scoprono che SENZA LA MINIMA CONTRAZIONE si è dilatata.

Io che ovviamente sto indietro, mentalmente parlando, chiedo: e adesso?

L'ostetrica nuova, che sembra una via di mezzo tra la signorina rottermaier e quella che iniziava presto finiva presto e di solito non puliva il water, ma che apparenza a parte è brava e darà a simona una GROSSA mano, mi fa: E ADESSO PARTORISCE.

Sembra di essere a teatro belìn, appena dice così spuntano fuori (o forse sono io che mi accorgo della loro presenza) 3\4\5 persone, prendono simona e la portano in sala parto, io dietro tipo fuffi.

Ci siamo.

Mi metto dietro simona, le tengo la mano e il mio compitino è ricordarle di tenere gli occhi chiusi e stringerle la mano e farmi insultare (penso).

Ovviamente non ricordo cosa sia successo in sala parto con molta lucidità.

Ricordo che ad un certo punto la rottenmaier mi fa: si sente bene? Guardi che può sedersi

ed io: no no grazie sto bene (che voglio dire, pensa a mia moglie no, cazzo vuoi? Però rispondere così ad una che sta per far nascere tua figlia non mi sembra una grande idea)

e l'infermiera mi fa: si sente bene? Guardi che può sedersi

ed io: no no grazie sto bene (uhhh)

e il dottore mi fa: si sente bene? Guardi che può sedersi

ed io: no no grazie sto bene (uuhhhhhhhhhhhh)

e l'ostetrica, inacidita: guardi che se sviene non abbiamo tempo per aiutarla eh?

Ed io: no no grazie sto bene.

Che il fatto è questo. Già d'inverno la mia carnagione tende al giallino-verdognolo, mettici che ho mangiato un panino in tutto il giorno, mettici che sono sveglio da 22 ore, mettici quel filo d'ansia, immagino che impressione debba dare alla gente, roba che michael jackson in confronto aveva un'ottima cera, nel sacco dell'obitorio.

Però, giuro, che sto bene, sono lucido, concentrato: spingi – chiudi gli occhi, dai non è difficile, posso farcela.

Ma mi viene il dubbio che o mi stanno prendendo per il culo oppure tra un secondo prendo un pattone per terra.

Resisto, non svengo e si va avanti.

Ricordo, ricordo benissimo, ricorderò per sempre quei minuti passati lì dentro. Ricorderò per sempre che ad un certo punto mi sono accorto di non essere più SOLO innamorato di mia moglie nonché madre di una quasi due figlie mie. Ad un certo punto, il vederla sdraiata su quel lettino, chiudere gli occhi e spingere, il coraggio e la forza e l'amore verso quel cosino che vuole uscire da lei, non so come spiegare, ma oltre all'amore era l'ammirazione, l'immensa ammirazione, la stima, il riconoscere come lei, in quanto donna, in quanto madre, avesse dentro di sé una forza che nessun uomo, figurarsi io, potrà mai sognarsi.

Dai ninni, dai, cazzo posso dire d'altro, tieni duro, ci siamo, belìn sembro uno di quei film tipo la squadra di nerds di basket che vince nonostante le 100 sfighe, all'ultimo secondo, con la palla che va a canestro in ralenti, ci devi credere, ed i sogni non muoiono mai e andiamo.

E lei spinge, tiene gli occhi chiusi, urla, tira delle mazzate sulla schiena del dottore che automaticamente decido che NON LA FARÒ MAI PIÙ ARRABBIARE.

Sente, da quello che mi hanno detto, la soglia di dolore più alta per un essere umano, la sente, la soffre, ma va avanti.

Noi padri quando teniamo in braccio i nostri figli, specie all'inizio abbiamo st'espressione idiota, perché ci mettono tra le mani sti cosini e noi mica ci capiamo un cazzo, per un bel po'. Siamo lì che li guardiamo, timorosi che il solo guardarli possa far loro del male, li teniamo in modi tali che potendo ci faremmo modificare le ossa delle braccia per farle “a cuscino”. (a me dopo 6 mesi che era nata luvi han fatto un'infiltrazione di cortisone al polso da tanto me l'ero rovinato). E sorridiamo, felici, idioti e felici.

Le donne, le mamme, quando vedono i loro bimbi per la prima volta, in realtà li conoscono già e bene, da tempo. E i bimbi conoscono loro, da tempo. E quello che c'è tra una madre ed un figlio non è replicabile, né superabile.

E tutto questo mi è chiaro dopo aver visto con che forza simona ha fatto nascere Virginia, con che sopportazione, con che coraggio.

E quando Virginia ha deciso che ok, era il momento, è uscita.

Ma prima, per la serie “cosa lavoriamo a fare in un ospedale se non possiamo far cagare addosso un po' la gente?” vivo sta simpaticissima scenetta.

Mentre tengo la mano e dico spingi e dico chiudi gli occhi, cerco di capire se “laggiù” stia andando tutto bene. Sembra sia uscita la testa, poi il dottore si gira dalla rottermaier e le dice qualcosa. E lei dice si. E lui dice uhm. Ed io capisco solo una parola.

Una di troppo.

E probabilmente se ne accorgono, perché l'infermiera mi fa: ha sentito una brutta parola eh?

Ed io, che in quel momento avrei voluto essere più sordo di quello che già sono dico: eh cazzo, si.

Perché la parola è TUMORE.

E lei, ma non si preoccupi è il nome medico per indicare che per il parto ha una specie di bozza sulla testa, ma entro pochi giorni va via, il nome intero è TUMORE DA PARTO.

Ah, è una cosa da niente? Si si.

Ah, non devo preoccuparmi? No, no.

(Ed allora vaccatroialuridaimpestataporca non gli si poteva dare un fottutissimo nome diverso? Tipo bozza da parto? Cristodiddio, proprio TUMORE dovevano chiamarlo? TU – MO – RE?????? BOZZA, PALLA, GINO, SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO, non andavano bene anzi MEGLIO????)

E l'infermiera: eh in effetti non è un bel nome

ed io: eh cazzo no!!!

fine della scenetta.

Spingi spingi spingi.

Ad un certo punto, da quel che mi ricordo, il dottore fa tipo un passo indietro apre le braccia e Virginia Calandriello fa il suo trionfale ingresso in questo mondo, catapultandosi fuori da mammà e venendo praticamente, da quel che ricordo, lanciata o quasi sulla sua di lei panza.

E visto che il processo di rincoglionimento paterno ha tempi molto rapidi, tutto quello che riesco a fare è ripetere a simona “ninni ninni guarda guarda” e lei, che mi ha obbedito ed ha tenuto sempre gli occhi chiusi li apre e la guarda, si guardano, ci guardiamo.

Sono le 00.00 precise, appena ho visto Virginia sulla panza di mammà ho guardato l'orologio, è appena scoccata la mezzanotte, è il 13 novembre.

Poi le cose vanno più veloci, mi mandano via dalla sala parto perché “certe cose un marito non deve vederle”, la virgi è un po' freddina, la lavano e la mettono nella culletta termica.

La vado a vedere giù al nido, dove finalmente posso godermi lo spettacolo di 9 neonati che dormono, tra cui il piccolo Claudio

Staremo in ospedale qualche giorno più del previsto, l'ittero maledetto la farà diventare gialla al punto che più che VIRGINIA, stato per stato, ad un certo punto volevamo chiamarla CAMBOGIA.

Però oggi, ad un anno di distanza, la virgi è a casa nostra, l'altra sera tornavo dai nonni e le due sorelle erano dietro nei loro seggiolini. E si tenevano per mano.

Momento conclusivo, alla Criminal Minds:

David Bowie ha detto: potremmo essere eroi, anche solo per un giorno.

Io una l'ho sposata e ci ho fatto due figlie, ci ho.


mercoledì 14 ottobre 2009

il Bepi




che io pensavo fosse uno di quei metallari brutti sporchi e cattivi, a slash.

poi la sera della prevendita per milano 2007 l'ho conosciuto, lui 45 kg ed i suoi capelli 40 kg.
 
ed a parte la maglietta che aveva addosso mi è subito sembrata una bellissima persona, a slash. tant'è che tempo due ore l'ho fatto ubriacare di birra irlandese. 

ed in questi anni abbiamo passato un bel pò di giornate insieme, sempre per concerti e parlare con lui mi ha sempre dato l'idea di parlare con una bella persona, senza star lì a menarsela sul fatto che ha 17 anni meno di me, senza star lì a pensare che lo chiamo figlioccio, ma ha l'età di mio nipote. 

ed io ci voglio bene a slash, anche se non dobbiamo più chiamarlo così, dovete fare attenzione. 

lui è Bepi Ramone. 

e per tutti i km fatti insieme (mentre il checco guidava, of course)  
e per tutti gli stadi, i palazzetti, i teatri, i circoli arci dove siamo entrati insieme 
e per tutte le note che abbiamo ascoltato insieme e per tutti i "minchia che concerto" che ci siamo detti l'un l'altro 
e per tutti i "a sto giro da chi dorme mattia?" che ho detto col checco 
per tutte le birre per tutte le risate per tutte le dormite nel sedile posteriore E anteriore (mentre il checco guidava, of course)  
alzo il calice al mio figlioccio, che fa 20 anni.

sabato 3 ottobre 2009

we don't need no thought control

Leggete, qui, non l'ho scritto io, leggete:

Oggi alla fine mi sono iscritta all'Università. Seconda laurea, Scienze della Formazione Primaria.

Curriculum Scuola dell'Infanzia, ovviamente, senò a che cavolo mi servirebbe prenderla, no?


Insomma che arrivo al Salone dell'Immatricolazione e mi è sembrato di tornare indietro di dieci anni, anzi, di più.

Solo che dieci anni fa, anzi, di più, ero una ragazzina, praticamente.

Oggi ho trent'anni, anzi, di più, e guardandomi intorno mi è venuto spontaneo domandarmi "Ma io cosa c***o ci faccio qui?". Shock superato relativamente in fretta, senonchè poi dopo mi tocca correre in sede di Facoltà per chiedere delle info su tirocinio/laboratori, perchè su Internet non ci capisce una mazza.

Mi siedo in attesa del mio turno, mi metto gli auricolari e mi sparo Up di Peter a manetta mentre leggo l'ultimo libro che ho comprato sui Floyd.


Fin quando non mi viene la malaugurata idea di alzare gli occhi e guardarmi intorno.
La sala d'aspetto è composta al 50% da ragazzine che son nate quando il muro di Berlino era già ampiamente crollato...tutte firmatissime, truccatissime, pettinatissime, con le borsettissime e i fidanzatissimi nella manissima; l'altro 50% da signore distintissime, compitissime e rispettabilissime (anzi, facciamo un 48%, l'altro 2% era una suorissima), con la faccia e l'atteggiamento da maestrissime.

Azzo.

M è preso il panico.

Io non sono mai stata la fighEtta truccatissima pettinatissima firmatissima ecceterissima.
Mi sarei buttata a mare al primo sintomo (deo gratias, mai avuti sintomi del genere).


Ergo...


...vuol dire che diventerò una signora distintissima, compitissima rispettabilissima e con la faccia da maestrissima? (suorissima non la prendo manco in considerazione, non scherziamo per favore).

No eh, mioddio, no!

Ok, diventerò Maestra a tutti gli effetti anche sulla carta, nei fatti è ormai da un bel po' che lo sono.


Ma non voglio quella faccia da maestrissima!


Io fumo come un turco

Ho dei capelli allucinanti (a proposito, devo tagliarli eh)

Il mio amore per i tatuaggi si evince senza sforzo (nonostante sul lavoro mi tocchi tenere le maniche lunghe finchè non si schiatta proprio di caldo, tipo 40° con umidità al 99%...eh, diamo tempo ai sigg.genitori di conoscere la maestra per quel che è, non per i disegni blu che ha addosso, che senò si spaventano. Eh.)

Tutto quello che posso spendere (quando posso spendere), esauriti gli oneri economici/familiari che mi vengono dall'essere figlia unica di madre vedova, se ne va in cd, dvd (musicali, obviously), libri and last but not least, in biglietti dei concerti (ah no, ci sono pure i viaggi, il più delle volte da sola, perchè a me non me ne frega un kaiser del Villaggio Turistico con o senza animazione e siccome sono impopolare in questa scelta allora parto per conto mio e mi faccio sfacchinate terrificanti ahah)


La mia seconda casa nell'ultimo anno è stato il forum di Assago (la dependance lo stadio di San Siro).


Ri-ergo..


ma io posso fare la maestra?

io che mentre scrivo la programmazione per il mese di ottobre mi ascolto l'ultimo di Mark Knopfler (a proposito, non male, decisamente non male) e poi spinta dalla nostalgia della sei corde che il nonno ormai accarezza invece di cavalcare mi metto su Alchemy sparato a tutto volume?

io che volevo estrapolare la parte strumentale di Firth Of Fifth per la recita di Natale? mabbasta con sto Zecchino d'Oro della m...ehm

io che quando sento parlare certi personaggi di dubbio spessore che si atteggiano a Educatori-Del-Secolo sento conati nello stomaco perchè educare dev'essere una vocazione e un desiderio, non uno sciagurato mezzo per imporre le proprie idee e le proprie regole?

io che con i bambini mi ci rotolo per terra e penso che posso dar loro qualcosa solo se pure io sono disposta a ricevere da loro?

io che le storie me le invento, non le copio chissà dove, e me le faccio raccontare da loro
E poi il registro...mioddio, lo odio il registro, c'hanno tre anni, echecazz, tra un po' li interroghiamo pure
Lorenzo vieni alla lavagna e dimmi di che colore sono i Puffi e se non lo sai ti dò i compiti a casa
i compiti a casaaaaaaaaaaaaaa a tre anniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
hh

se sti cazz di genitori ci giocassero coi figli, invece di volere "le schede da fare a casa" così intanto loro possono farsi i cacchi loro uhh a che ora devo andare a farmi le unghie?


adoro i bambini e, finora, mi è parso di capire che tanto schifo io a loro non faccio, così come non facevo tanto schifo ai pazzi a me tanto cari (mi mancate ragazzi)
il mio dilemma non viene dal fatto che ho timore di non sapere fare il mio mestiere, anzi
ma dal fatto che non voglio cambiare perchè il mio ruolo un domani potrebbe impormelo


e se lentamente io mi trasformassi in una maestrissima?? Paura e panico, come dice una mia amica (ciao Zo)


in soldoni...


posso fare la maestra rock????



Lo ha scritto Rossana, non la conoscete? peggio per voi.
Ma la domanda è: ho fatto bene a mandare mia figlia alla scuola materna dove lavora Rossana?

martedì 29 settembre 2009

ma probabilmente lo farò

Ok, partiamo dalla fine "ci vediamo, ciao grande, alla prossima, grazie di tutto, stay hardhungryalive" insomma quella roba lì, che ogni qualvolta ci si incontra alla fine sembra sempre che si stia partendo per l'iraq armati di una fionda e con una scritta sulla schiena tipo “abbasso bin laden e w salman rushdie”.

Ci si rivedrà ancora, ma nel dubbio daje con l'abbraccio.

Ed eravamo in un ristorante a due passi dal mare romagnolo, che non era estate estate ma faceva caldo, e non era inverno perchè il mare d'inverno è come un film in bianco e nero visto alla tv (cit.) e lì di colori ce n'erano tanti.

Belli i glory days in Rimini eh, belli davvero, bello il clima, l'atmosfera che si respirava, bello rivedere gente dopo secoli e secoli. Erano tipo 8 anni che per un sé e per un ma (vado – non vado – forse vado – prenota pure per me – non riesco sarà per la prossima volta) non c'era verso.

A sto giro abbiamo anticipato di un paio di mesi il mio compleanno e così eccomi in centro a rimini, birra in mano e daniele tenca al microfono (meglio tardi, molto tardi, tardissimo direi, che mai...) tempo zero e inizio a vedere facce note ovunque e si fa mattina praticamente in un lampo.

Dopo la dormita dell'anno si raggiunge la spiaggia della partita che ormai stanno preparando per la partita del prossimo anno, giù col culo sotto un tavolo e con la mia maglietta dei glory days d'ordinanza taglia capodoglio ggggiast for mi (che Dio benedica la famiglia Semprini ora e sempre in secula seculorum).

Gente, parole, racconti ecco che ritrovo il piacere di queste cose, che era un po' che non provavo, che era un po' che non provavo con certe persone.

Altra camminata fino in albergo per il riposo del giusto (e dell'anziano) e siamo pronti per la serata.


Momento serial killer: in uno dei millanta negozi di Sù Venìr vicino ai vino storici di mussolinic'èghevarahitlerstalintavorvaliumserenase c'era una riga di specchi con su la foto di un vip (chemminchia ti serve allora lo specchio??? boh) Fianco a fianco giacevano impolverati Elvis e Jacko. UUUUUUUUUUUhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.


Come al solito non è che sto lì né a fare il difficile sulle qualità dei gruppi che si esibiscono, né del resto mi ricordo tutti i loro nomi e\o le canzoni suonate (però molte erano cover di bruce direi, ah ah ah)

Però il primo aveva sto vocione e si muove 'guale 'guale e fa un paio di pezzi penniente facili e fa meeeeeeeeeeeeni river tu croooooooooooooooooos che insomma mica pizza e fichi né.

Poi c'è il gruppone con tenca, sirilli, che fan salir sul palco un tot di ospiti e ci si scalda un po'.

Poi c'è giò, ed io mi chiedo, ma giò lo sa che siamo a rimini? No perchè giò parla solo in inglese, chiede al gruppo se sono pronti e dice “A' iù redi bèèèèèèèèèèn”, dice se siamo “ready for the tenth” e fa tenth avenue freeze out, chiede se stiamo bene e fa “zzzzoccheiii”????.

bravo giò, ottimo.

Ma perchè parli solo inglese se di cognome fai Castellani?

Gran set comunque eh, sudoresudoresudore, biretta.

Intanto in sto Rockisland che è cagato in fondo ad un molo e voglio dire, se è una bella serata va bene, sabato era una bellissima serata, ma se c'è il mare mosso sembrerebbe di essere sulla nave Pequod, in sto posto qui si inizia a stare stretti.

Però c'è il bancone luuuuuuuuuuuuuuuungo, c'è il muro pienopienopieno di ritratti come dire a tema, e tutto fa in serate come questa eh.

E poi c'è la Sempra, la Sempra col ciuffo, il gilettino, il faccione di tillie stampato sulla panza, ci sono i groovers, c'è beppe con la camicia da operaio delle miniere del sulcis che fa molto clash, c'è il sassofonista vestito di bianco.

E poi c'è che iniziano con summertime blues e ci piazzano dentro born to be wild, 3 minuti scarsi di concerto e in una ipotetica piantina già si accenderebbe la lucina lampeggiante e direbbe VOI SIETE QUI ECCO LE NOSTRE COORDINATE.

Rockisland – molo di rimini – italia – rock'n'roll, casomai ci fosse un tom tom che segna anche questi PICCOLI particolari.

E poi c'è che fanno un medley con elvis presley ed i ramones. E non serve altro, è tutto in quei 5 minuti di ggggggot a burnin' love mischiato con hey ho let's go e sheena che è pur sempre una punk rocker; è tutto lì, tutto quello che ha fatto si che molti di quelli sia sul palco che sotto in un qualche modo abbiano riempito la loro vita con certe canzoni e certi artisti.

Elvis ed i Ramones, cazzo. Altro che gli specchi.

I ragazzi giocano in casa, inutile, si vede e soprattutto si sente, visto che le loro canzoni vengono cantate a squarciagola da buona parte del (numeroso) pubblico quasi come quelle del festeggiato.

Delirio finale, i classici ci sono tutti, c'è pure drive all night, si chiude.


Nessuno se ne vuole andare, perchè insomma una festa è una festa, così si fa di nuovo mattina a botte di piada e pizza calda.

Attenzione, i glory days creano dipendenza.


Appendice uno: all aboard!


Siamo strani, l'ho sempre pensato. Noi fenz siamo strani, ci prendono certe scimmie ogni tanto che non c'è verso.

L'ultimo grido in fatto di moda è il pulmino springsteeniano.

Gran bella idea oh.

Se sei tipo in spagna, devi andare da metti caso da valladolid a santiago de compostela, è una grandissima idea.

L'unica possibile direi.

Ma se siamo in 8 che veniamo “quasi” dallo stesso posto, e dalla liguria si scende in romagna, non è che sia l'unica scelta, no no.

Ma fa tanto fratelli di sangue

fa tanto two e poi three e via via fino a eight for the road

ma soprattutto fa cagare.

Zio del cane porcone, un fiat scudo, 8 posti per 8 persone che parti da casa prendine due lì, vai là, caricane altri due, cerca il posto dove affittano il pulmino, caricane n'altro, vai giù, prendi le ultime due e si parte, FINALMENTE.

Uscito da casa alle 14.15, partito da Rapallo alle 18.

4 ore finale ligure – rapallo, km 100.

a digiuno.

eh ma si viaggia tutti insieme, si cantano le canzoni di gruppo, si gioca ad obbligo e verità, parapiglia scatta il gioco della bottiglia (cit.), su le mani per born to run, tutti a destra ooooh ooooh tutti a sinistra oooohhh ooooohhh.

(non abbiam fatto NESSUNA di queste cose, sennò scriverei ste righe da un penitenziario di massima sicurezza).

Arrivo a rimini – locale dove suonano: 23.30

il concerto era iniziato alle 19.30.


flashback: simo scusa, già che ci siamo riesco a scendere a rimini il venerdì, così arrivo PER IL CONCERTO DI VENERDI' SERA?????


momento autocritico: con due macchine avremmo speso uguale e ci avremmo messo almeno 2 ore di meno, ma ci tenevano taaaaaaaaaaaaaanto a prendere il purmo.

poi arriviamo eh, piano con calma ma arriviamo, coi piedi congelati ma arriviamo, con le gambe anchilosate ma arriviamo.

Ma non la faccio tanto lunga, molliamo il pulmino lì dall'albergo e passa tutto, del resto sabato a pranzo siamo andati a piedi perchè sono due passi e lì non sai mai dove parcheggiare (ovviamente, ci saranno stati 4 km, che finivano in una landa desertica dove non solo non c'erano parchimetri, ma se parcheggiavi lì la gente, commossa per il tuo gesto così raro, ti dava anche un euro all'ora, i giorni feriali, dalle 7.30 alle 23).

zio cane.

Non la faccio tanto lunga perchè poi c'è da tornare indietro e si va lisci fino a rapallo (ora di arrivo 20.30) poi ricomincia il delirio che esci sposta brega parcheggia bestemmia molla i documenti nell'apposita feritoia portane due qui, due là e vualà.

Tocco il letto alle ore 24, partiti alle 16.30 da rimini.

Però vuoi mettere i QUINTALI di retorica springstiniana che vomitiamo per sta cosa del pulmino? E all aboard rimini is our next stop, e i tramps like us, e does this bus stops at rimini e alèèèèè.

Che poi oh, la colpa è la mia eh, che non ho più l'età e\o la pazienza e\o la tolleranza per fare ste cose no no no, equipaggi snelli da 3 massimo 4, poi c'è tempo e voglia di stare TUTTI insieme, ma la logistica va organizzata in pochi, ognuno per sé e Dio per tutti, lo avrei anche detto nel viaggio di ritorno, ma avevo paura che qualcuno mi correggesse dicendo “... e BRUCE per tutti.”


p.s. Dell'appendice uno: che poi è chiaro che a me viaggiare con certa gente piace sennò sarebbe puro masochismo, voglio dire già l'idea del purmo è una merda se poi lo riempi di gente che mi sta sui coglioni allora sei scemo eh? Che c'era mister purezza springsteeniana, bellolui, sempre allegro sempre sorridente, basta andare lui è contento, il Puro. C'era la fidanza del Puro, allegra e solare come il Puro. C'erano matteo e silvia che sono proprio brave e belle persone, c'erano le due Valentina una sempre pronta a raccontarti della scuola barra vita barra nuovo gruppo che a gente così la ascolterei mesi interi, l'altra un filo più taciturna ma sempre coi suoi due begli occhioni sgranati che lei si che dovrebbe raccontare bene sto weekend perchè non le scappa niente, c'era bepi ramone, lui è il mio figlioccio, con lui vado dappertutto.


Momento amarezza: fossi tornato in treno partendo DOPO da rimini sarei arrivato PRIMA.


Appendice 2: Lo Nanista


tutte le prese per il culo, gli sfottò, anche le polemiche che io da anni faccio coi fans, fondamentalmente hanno un filo conduttore: le faccio perchè so che io sono in un certo modo come chi sfotto, sono come colui con il quale faccio polemiche.

Lo sono stato, potrei diventarlo, ma in fondo so benissimo che dentro di me in maniera più o meno latente albergano tutte quelle caratteristiche da fenz che sono solito irridere con la mia irresistibile verve.

Ma lui no. Lo Nanista va oltre, qualcosa che non so se riuscirò a descrivere a parole, lo Nanista è una specie a parte.

Perchè in effetti non sono pochissimi quelli che credono che lo scopo di tutto sia vincere il premio come MIGLIOR FAN IN ASSOLUTO DI TUTTA LA VITA DI BRUCE SPRINGSTEEN, no; magari sono proprio tanti, ma Lo Nanista li batte tutti, alla grande, a partire dai suoi amici più stretti, ormai ridotti a semplici comparse nella sua grandiosa sceneggiatura.

Lo nanista è un tipo che per motivi a me ignoti è diventato protagonista assoluto di quel rito pagano al quale ormai sempre meno riescono a sottrarsi: le file davanti agli stadi\palazzetti\teatri prima dei concerti di bruce.

Lo nanista è divetato protagonista grazie a Dio dopo che io ho smesso di fare code, dopo che ho smesso di andare nel pit, dopo che ho deciso che avevo già dato e che con certe (dis)organizzazioni non volevo avere più nulla a che fare.

Per questo motivo io Lo Nanista lo conoscevo solo di nome e di fama, fino a venerdì.

Poi venerdì sera ho apprezzato (ah ah ah) la sua ars oratoria, visto che mentre eravamo lì in graziadiddio a farci l'ultima birretta prima di tornare in albergo ha impedito che chiunque oltre a lui dicesse una parola, pena l'essere sopravaricato dal suo tono stridulo e spazzato via con una scrollata di ciuffo mentre lui diceva “io io io io io io”


Perchè Lo Nanista non è fans di bruce, lui vuole arrivare al punto in cui:

  • tutti i fans di bruce diventino anche suoi fans

  • bruce diventi un suo fan

perchè Lo Nanista di quello che bruce scrive e canta da 40 anni non ha capito un beneamato cazzo, lui secondo me un giorno ha deciso di chi fingersi fans per sfogare la sua megalomania anghingò tre civette sul comò e trac, è uscito bruce, sfigadimmerda.


Lo Nanista ha capito che serviva qualcuno che coprisse un certo ruolo e trac lo ha fatto suo: lui organizza file, gestisce appelli, ma soprattutto regala a tutti sé stesso, perchè Lui è grande.

In spirito, direi, visto che mi arriva allo Mbelico, Lo Nanista.

Ma tutto questo non basta a spiegarvi che uomo è Lo Nanista, no, perchè non rende l'idea, ci vorrebbe qualcosa di ecclatante, di clamoroso, qualcosa che si fa fatica a credere.

Eccolo qui: sabato sera mentre ero in fondo al locale, durante il concerto dei blastwaves, Lui è arrivato, baciato dal sole pure alle 22, a braccia alzate, urlando.

Tutto qui? Si lo so non basta a rendere l'idea.

Ed allora vi dirò che tutta sta scena l'ha fatta con uno davanti che LO FILMAVA.

Si, lo so che questo rende.

Perchè io non concepisco chi sta 50 ore davanti allo stadio prima di un concerto, ma le mie file luuuuunghe le ho fatte; ironizzo su chi è monotematico, ma chi ha un metro di giudizio diverso dai fan lo pensa\pensava pure di me e se non lo pensa per bruce lo pensa per i perl jam o per berlusconi, prendo in giro chi ascolta solo bruce ma ho avuto anche io i miei giorni barra mesi barra anni in cui c'era solo lui nello stereo.

E da anni sono sceso a patti col mio ego, so di essere egocentrico, so che mi piace stare al centro dell'attenzione, lo so, lo accetto, cerco di non esagerare, mi faccio ben volentieri prendere in giro per questo.

Ma così no. Mai, MAI EMM A I MAI.

Così è delirio di onnipotenza, altro che ego.

Io sarei egocentrico??? IO???????????

ma per favore.

Io non posso andare a più di 2 massimo 3 date di bruce a tour, ma anche potessi andare a tutte, mai e poi mai perderei un secondo o forse meno di un suo concerto per girarmi verso la telecamera e farmi riprendere, MASTIAMOSCHERZANDO???????

perchè poi alla fine non è più l'andare ad un concerto di bruce, non è più il discorso che non ti basta uno, né 5 o 20 e se puoi permettertelo vai a 100, cazzi tuoi, beato te.

Lì è unicamente un discorso di tacche sul fucile, è un discorso di esserci per il gusto di dire IO C'ERO, IO ERO IN PRIMA FILA.

E a me sti discorsi fanno schifo.

E a me Lo Nanista fa schifo.

E ad occhio non siamo in tanti a pensarla così però, la sua clacque si muoveva compatta, cameraman davanti, lui in mezzo, le groupie a fianco, i galoppini dietro.

E a me prende la tristezza.

Sabato sera gli ho visto versare ettolitri di bava in un tacchinamento che credevo ormai esistesse solo nei film revival anni 80.

speriamo per lei non sia andato a buon fine.