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martedì 9 maggio 2017

Scusa, Ameri & I Diari della Varicella IN VENDITA!



Ragazzi, si chiude.

In attesa di capire se riuscirò ad andare a Sori dove Valeria ci prova in tutti i modi ma contro il maltempo (e la sfiga) ragion non vale, qui ci si appresta a chiudere bottega.

Scusa, Ameri e I Diari della Varicella sono stati due traguardi che non avrei mai pensato di raggiungere ed è una sensazione bellissima esserci riuscito ed è questo che voglio portare con me.
Matisklo ha chiuso e la cosa non mi ha fatto certo piacere, ma Francesco e cesare saranno per me sempre "quelli grazie ai quali" ho coronato non un sogno, ma un sogno due volte.

Ora però è ora di guardare oltre, quindi vi dico che ho qui una trentina scarsa di copie di Scusa, Ameri ed una ventina di Diari della Varicella.

Il primo costa 10, il secondo 7, se li volete entrambi facciamo 15. 
Se li volete con spedizione, vediamo assieme i costi.

Richieste via mail: albertocalandriello72@gmail.com

Non ci saranno altre ristampe, anche la miglior minestra, se riscaldata, dopo un po' non è più buona, quindi se volete prenotatemeli ora, così chiudo questa bellissima parentesi.

Grazie a chi ha sopportato e supportato questa mia "incursione" nel meraviglioso mondo della letteratura, chissà che non capiti una nuova occasione.

lunedì 11 aprile 2016

I diari della varicella (ops, l'ho fatto di nuovo)



In un mondo perfetto probabilmente certe cose non succederebbero, MA, sappiamo tutti che il mondo fa schifo e soprattutto va alla rovescia, quindi ecco che ne arriva un'altra dimostrazione:
Domani, Lunedì 11 aprile, edito da Matisklo Edizioni esce il mio secondo libro, intitolato I DIARI DELLA VARICELLA.

Racconta dei giorni DRAMMATICI in cui la mia famiglia venne assalita dal temibile morbo.
La cosa ancora più assurda è che stavolta la casa editrice lo pubblicherà in ebook, ma ANCHE in cartaceo, quindi potrò tenere in mano e sfogliare un mio libro!!!!

Per chi volesse acquistarlo, ecco il link che conferma la tragica realtà


qui invece potete leggere una anteprima gratuita: 


Arriveranno presto, penso, dettagli su dove e come acquistarlo.

Sul perchè beh fatevi delle domande e datevi delle risposte, ma dopo averlo comprato.


mercoledì 27 maggio 2015

Alla terza ed alla quarta ora





Tra le tante cose buffe ed impensabili che mi stanno capitando, quella di stamattina potrebbe vincere il primo premio.

Infatti oggi sono tornato alle superiori.


No, non mi hanno richiamato come alunno a causa di qualche casino scoppiato per chissà cosa e che aveva invalidato la mia prestigiosa maturità scientifica raggiunta con un brillante 36\60, mica siamo in un film con ambra e luca e paolo eh.

No, peggio.


Oggi insieme alla mia amica Vera Libertà, vera di nome e di fatto, dato che lei è VERAMENTE poetessa, sono andato all'Istituto Professionale per Grafici di Savona a parlare con due classi prime di poesie.

Delle mie poesie.


Sentitevi liberi di ridere, anche di ridere fortissimo, perchè vi assicuro che io ho comunque riso più forte.

Ma tant'è.


Conosciuta ad una manifestazione, la prof. Claudia ci aveva chiesto di aiutarla in questo suo tentativo di spiegare ai ragazzi la poesia o quantomeno di fargliela apprezzare.



I ragazzi delle due classi hanno letto e commentato con noi alcune nostre poesie, addirittura una delle due classi aveva già letto le nostre poesie ieri e aveva pronte alcune domande ed approfondimenti.

Insomma, una roba clamorosa, che ci ha visto seduti alla cattedra, anche se solo per modo di dire, per provare a spiegare ai ragazzi come mai scriviamo, perchè lo facciamo e come, soprattutto come lo facciamo.


E la cosa più fantastica di tutto questo è stato vedere come alcuni di loro leggessero tra le righe cose che né io né Vera avevamo pensato o inteso mentre le scrivevamo.



Un momento incredibilmente gratificante, sentirsi considerati ed apprezzati, addirittura interpretati, è stato meraviglioso, fin quasi stranente, perchè davvero vedere le cose che scrivo proiettate su uno schermo e commentate a scuola fa parte di una serie di cose che mai e poi mai avrei immaginato potessero accadermi.



Invece è successo e a parte l'aver scelto me, credo che insegnanti come Claudia, che parlano di poesia a ragazzi non sicuramente facili, vadano elogiate per il coraggio e la passione che mettono nel loro lavoro. 



La poesia come forma d'arte non è sicuramente la più diffusa ed io stesso oggi ho ammesso tranquillamente di aver letto più libri di poesie in questi 6 mesi che nei restanti 41 anni e fischia della mia vita.

Però, se davvero si crede al valore artistico della poesia, ecco che portarla nelle scuole, con esempi e testimonianze, può mantenerla viva e farla riscoprire ai ragazzi, che spesso non vanno oltre i superclassici delle scuole medie.


Gli alunni delle due prime hanno colpito nel segno, hanno fatto domande appropriate, hanno chiesto senza timore, hanno mostrato molto più interesse di quanto pensassi.



Partire da cose scritte da me per arrivare a concetti come solidarietà o catarsi, confrontarmi sul perchè si scriva di più quando si è tristi, sono stati momenti davvero, ma davvero gratificanti.



E quindi niente, mettiamo tutte queste cose da parte, come tesori da conservare, come regali da assaporare piano piano, senza sprecarne nemmeno un po'. 



"Volevo chiedervi se siete mai stati famosi" (cit.)

domenica 24 maggio 2015

Una piuma a babilonia - Redent Enzo Lomanno



C'è qualcosa di tremendo e allo stesso tempo consolatorio nei versi di enzo.

Come se qualcuno ci avesse portato dentro un involucro sicuro ad assistere ad un cataclisma e noi vivessimo contemporaneamente il terrore e la consapevolezza della nostra fortuna, nell'essere al sicuro.
Consapevolezza però che non deve lasciarci dormire sui cosiddetti allori, perché la babilonia nella quale enzo si immagina, non è così lontana ed il nostro involucro, forse, non è così sicuro.

Durezza, una durezza che non fa sconti e che non sfiora mai il paraculismo, a babilonia non si fanno prigionieri e le rime sono affilate, velenose, spigolose, feriscono e colpiscono duro; ma esiste, forse una via d'uscita.

Leggo, nelle poesie di enzo, la voglia di salvarsi, la voglia di portare in salvo da questo girone dantesco che ci ostiniamo a chiamare vita, gli affetti, gli sguardi, le persone care.
Per quanto abusato, il termine metropolitano calza a pennello ad enzo ed alla sua arte, così pregna di asfalto, segnacci di incidenti vecchi e nuovi, ma così desideroso di portarci altrove.

mercoledì 29 aprile 2015

La via dell'agave - Francesco Scopelliti




Una via che si fa strada tra caldo, umidità, mugugni e musi lunghi.
Quasi una creuza, che dai, dobbiamo usarlo sto termine, noi conterranei di.

Francesco scrive di se stesso e di chi e cosa lo circonda con una (auto)ironia meravigliosa, sia che parli di cortei antagonisti che di stitichezza infantile; la leggerezza con cui racconta certi episodi non vada però scambiata per superficialità, la sua visione del mondo è chiara ed emerge prepotentemente in queste pagine, così come le idee che lo spingono a battersi per migliorarlo un po', sto mondo.

Racconti ironici quindi, ma non solo e non semplicemente ironici, perchè dopo una prima lettura possiamo leggere tra le righe il messaggio che Francesco vuole mandarci, messaggio che arriva preciso e ci trova con il sorriso sulle labbra. Senza cadere nella retorica da slogan e con uno stile lineare e sottile che evita la battutaccia di grana grossa ed arriva al punto seguendo rotte imprevedibili. 

Uno stile ligure, ligure al 100% con i suoi toni burberi, che nascondono però la battuta tagliente come una lama, così come l'esposizione dei suoi racconti, quasi sussurrati, ma con un tono che cattura l'attenzione e ti impedisce di distrarti.

Ricordi di infanzia, riflessioni dolci-amare sul tempo che passa e sul tempo che viviamo, un viaggio attraverso l'universo di Francesco, un tipo che non si tira mai indietro, come quando con gli amici di sempre decide di arrivare in cima al Monte Mongioie o come nel tenero ricordo del ragazzo disabile che abitava al suo paese. che sicuramente avrà difeso. 

Una lettura piacevole e ricca di spunti di riflessione, che sicuramente susciterà nei lettori la nascita di ricordi simili a quelli di francesco, perchè la vacanza in macchina con i genitori, il bagnino cattivo o le serate a cazzeggiare in motorino fanno parte di ognuno di noi.
Ma per fortuna ogni tanto, gente come Francesco riesce a raccontarle così bene





http://www.matiskloedizioni.com/laviadellagave/index.html

lunedì 27 aprile 2015

Little Town Blues - Vera Bonaccini




Non starò certo a tediarvi sull'importanza della poesia nella cultura odierna, perchè non ne sono in grado, ma nonostante questo, per motivi anche biecamenti opportunistici, da un anno circa mi sono avvicinato a questa forma d'arte che al giorno d'oggi è sempre più di nicchia.
Nel mio continuo interrogarmi su cosa voler fare da grande, scrittore, organizzatore, presentatore, astronauta o supereroe, ho avuto pure un paio di riconoscimenti per delle cose che insomma sono state classificate come poesie.
Il primo in una antologia di auto-necrologi, dove il mio è stato scelto insieme ad altri e pubblicato, l'altro in un concorso dove sono arrivato secondo.
Il che, a pensarci bene, non depone positivamente a favore della categoria dei poeti.
Il tutto per dire che sebbene la mia idea di poeta sia una via di mezzo tra de andrè e dylan, ho letto alcuni libri di versi, tra cui questo.
Vera, sempre tornando al discorso dell'opportunismo, collabora con la Matisklo, la casa editrice digitale che ha pubblicato il mio libro Scusa, Ameri; anzi, Vera è stata colei che ha corretto ed impaginato il mio libro, è stata la mia (ahahahahahahahahahah) editor.
Ovvio che guardi alle sue poesie con tanto interesse, molto affetto e pochissima obbiettività, però bisogna anche dire che prima di essere il mio (ahahahahahahahahahahahahah) editor, Vera è stata anche protagonista di un tot di altre cose che ho letto, visto e partecipato tutte belle, interessanti e stimolanti.
Vera scrive, dunque, scrive poesie, nel caso non lo aveste ancora capito.
Ha senso scrivere poesie oggi? 
Si, lo dico convinto, sia da tentato autore che soprattutto da lettore.
Ha senso se tali poesie sono al servizio di una visione del mondo cruda, realistica e poco incline agli sdolcinamenti fine a se stessi.
Ha senso se nell'equilibrismo di parole incastrate, il risultato non è un autocompiacimento masturbatorio, ma semmai un modo per sbattere in faccia in maniera inedita ed obliqua una verità vera, concreta, di sangue, carne, cemento e merda.
Ecco perchè Little Town Blues, a parte che il blues nasce dagli stessi posti dove vivo e lavoro io, è un'opera necessaria, se vogliamo avere uno sguardo completo di cosa ci circonda, se vogliamo uscire dalla rima cuore ed amore e capire che giocando con le parole si possono creare mondi molto interessanti e si possono togliere perbenistici veli alla realtà che ci circonda, alle storie d'amore tutte uguali, alle giornate senza fine e scopo, alle foto inutili date in pasto a rapporti solo virtuali.

C`è un che di rassicurante
Nel sentirsi fuori luogo
In ogni posto
 


Vera è fuori posto, perchè è dissonante, disturbante, è fuori posto perchè sbatte davanti a chi la ascolta un mondo senza tanti fronzoli e fiocchettini, sebbene l'armonia delle sue strofe sia spesso quasi musicale, queste righe stridono e infastidiscono, sono unghie su una lavagna fatta di luoghi comuni e moralismo, sono il bambino davanti all'imperatore nudo, sono pellicola fotografica senza filtri istagram.

martedì 24 febbraio 2015

lunedì 22 settembre 2014

Concorso Nazionale di Poesia "La Bormida al Tanaro sposa"

















Per quelle 3, massimo 4 persone che leggono il mio blog senza passare da facebook (ad occhio direi Monte, il Capitano e forse pochissimi altri), comunico che la mia poesia "Stornello delle figlie che fanno domande" è arrivata seconda al Concorso in oggetto, organizzato dal Comune di Mallare (SV), dalla Casa Editrice Matisklo e dal Circolo Culturale Mons. Moreno di Mallare, con il contributo della Fondazione De Mari.

Inutile dire la mia enorme soddisfazione nel ricevere un riconoscimento del genere, relativo ad un'arte come la poesia che mi affascina e da cui mi sento comunque lontanissimo.
Però sembra che sull'ottantina di poesie arrivate alla giuria, la mia sia piaciuta parecchio.

































La poesia l'ho scritta pensando alle mie figlie ed alla fase del "perchè?" che stiamo attraversando con Luvi e di riflesso in parte anche con Virgi.

Non è semplice dare risposte a domande di un certo tipo e visto che a volte siamo noi stessi a porcele, ho immaginato una specie di dialogo in rima, senza pretese artistiche, quasi una filastrocca, che si conclude allo stesso modo in cui spesso si concludono i miei discorsi.

La mia poesia, insieme ovviamente alle altri selezionate dalla giuria, fa parte di una antologia gratuita in formato digitale che potete scaricare qui:
http://www.matiskloedizioni.com/premiobormida2014/index.html




















L'avevo pubblicata tempo fa sul blog, la ripubblico qui, se vi fa piacere di (ri)leggerla. 

l'altra sera andando a letto \ le mie figlie in cameretta
forte urlarono il mio nome \ ed io accorsi di gran fretta
scusa papi non temere \ non ci è successo niente
ma abbiamo una domanda \ forse un poco impertinente
come sai noi siam piccine \ quanti anni lo sai tu
ma ci capita ogni tanto \ di ascoltare la tivù
non soltanto quei canali \ dove passano cartoni
bensì altri più noiosi \ dove dan le informazioni
una cosa abbiam capito \ anche noi che siamo infanti
che di ricchi ce n'è pochi \ mentre i poveri son tanti
altre cose invece sai \ non ci sono molto chiare
ad esempio che vuol dire \ la parola governare?
ludovica è stata a casa \ quando voi andaste a votare
sol tre giorni poi ha ripreso \ perchè tanto ha da imparare
ma chi insegna a noi le cose \ tu, la mamma, le insegnanti
possiam dir che ci governa \ che ci fate andare avanti?
perchè allora l'altro giorno \ uno dallo sguardo tetro
tutto serio ed arrabbiato \ urlava "stiamo andando indietro"?
perchè quelli che governano \ per cambiare questo scempio
non fan come tu e la mamma \ che ci date il buon esempio?
perchè quelli che comandano \ quelli forti e prestigiosi
si continuano a insultare \ e a gridare "COME OSI?"
perchè sembra che a qualcuno \ questa idea del governare
piaccia assai ma poi alla fine \ fa sol quello che gli pare?
perchè chi vince le elezioni \ grazie alle sue promesse
poi di colpo cambia idea \ non dimostra più interesse
ad esempio a noi bambini \ che guardiamo spaventati
tutte queste litigate \ tra quei 4 disgraziati?
non sarebbe molto meglio \ a noi sempre lo insegnate
di restare tutti calmi \ e cessar certe scenate?
non sarebbe forse il caso \ vista questa situazione
di esser tutti un po' più onesti \ e cercar la soluzione?
ma cercarla per davvero \ non soltanto a paroloni
non riempendosi la bocca \ ma facendo tutti i buoni?
mami e papi noi vi amiamo \ di viver qui siamo felici
ma iniziamo a preoccuparci \ tu che pensi, che ne dici?

care figlie anch'io vi amo \ siete il mio significato
per la vita, per l'amore \ che io e mamma vi abbiam dato
ogni giorno, ogni mattina \ mentre ancora voi dormite
io e la mamma riflettiamo \ sulle nostre 4 vite
noi per voi vogliamo il meglio \ il "più meglio" che c'è al mondo
può sembrare cosa semplice \ ma è un fatto assai profondo
governare una famiglia \ serve proprio a tutto questo
e per farlo un genitore \ deve esser certo onesto
quindi non vi mentirò \ noi viviamo un tempo duro
e i politici, che gente \ stan rubandoci il futuro
il mio futuro siete voi \ voi virginia e ludovica
ogni giorno un po' più grandi \ donne in men che non si dica
ed io lotto tutti i giorni \ cerco di restare ritto
e son tante oh sì le volte \ che non riesco a stare zitto 
ma vi dico con il cuore \ fate il meglio che potete
non guardate chi fa male \ imitarli non dovete
non vi serva come scusa \ dire "ma così fan tutti"
perchè il bene ci fa belli \ mentre il male ci fa brutti
quello che stiamo facendo \ pur non senza confusione
io e la mamma è indirizzarvi \ in una chiara direzione
a prescinder dai politici \ dai cattivi e dai furfanti
noi dobbiamo tener duro \ e guardare sempre avanti
questa strada è ben in salita \ e percorrerla è un sudore
io non vi nascondo nulla \ nè lo sforzo nè il dolore
ma vi posso assicurare \ che in qualunque situazione
noi sarem gli uni per gli altri \ un rifugio ed un bastone
una casa dove stare \ un giaciglio assai accogliente
un aiuto a camminare \ in mezzo a tutta l'altra gente
perchè ciò che voglio dirvi \ figlie di sto logorroico
è che il bene al giorno d'oggi \ ormai è un fatto quasi eroico
non smettete di cercarlo \ perchè è il più grande tesoro
conservatelo con voi \ è prezioso più dell'oro
non ne siate mai avare \ perchè deve esser condiviso
chi fa il bene il bene avrà \ ve lo dico col sorriso
ora vi spengo la luce \ e vi dico buon riposo
tanto è un'ora che dormite \ si lo so, sono noioso. 

sabato 2 agosto 2014

Scusa, Ameri - Fiori e calci nel culo

Tratto dalla bellissima serata "Buon compleanno Matisklo!" tenutasi a Mallare giovedì 31 luglio, ecco il video della presentazione del mio libro e la lettura di un paio di capitoli.
Buona visione!!!