Championship Vinyl - La Storia del Rock

lunedì 26 settembre 2016

Championship Vinyl 16 - We shall overcome




Domenica 18 settembre è andata in onda la sedicesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio 

Puntata dedicata a Pete Seeger.

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Canzone della settimana è NATI VECCHI di Edoardo Chiesa



  1. Edoardo Chiesa - Nati vecchi
  2. Pete Seeger - If I Had A Hammer
  3. Pete Seeger - Talking Union
  4. Pete Seeger - The Bells Of Rhymney
  5. Pete Seeger - Where Have All The Flowers Gone
  6. Pete Seeger - Guantanamera
  7. Pete Seeger - Waist Deep In The Big Muddy
  8. Pete Seeger - Turn! Turn! Turn! (To Everything There Is A Season)
  9. Pete Seeger - Goodnight Irene
  10. Pete Seeger - John Henry
  11. Pete Seeger - Wimoweh (Mbube)
  12. Pete Seeger - We Shall Overcome
  13. Pete Seeger & Bruce Springsteen - This Land is Your Land


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lunedì 19 settembre 2016

Championship Vinyl 15 - la chitarra che uccideva i fascisti




Domenica 18 settembre è andata in onda la quindicesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio 

Puntata dedicata a Woody Guthrie.

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Canzone della settimana è STRANONONAMORE dei 4sixtyfive


Ecco le canzoni trasmesse




  1. 4sixtyfive - stranononamore
  2. Woody Guthrie - Pastures Of Plenty
  3. Woody Guthrie - Pretty Boy Floyd
  4. Woody Guthrie - House Of The Rising Sun
  5. Woody Guthrie - Sacco and Vanzetti
  6. Woody Guthrie - Better World A-Comin'
  7. Woody Guthrie - I Ain't Got No Home
  8. Woody Guthrie - Jesus Christ
  9. Woody Guthrie - Vigilante Man
  10. Woody Guthrie - John Henry
  11. Woody Guthrie - This Land Is Your Land




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lunedì 12 settembre 2016

Championship Vinyl 14 - Lucky 13




Domenica 11 settembre dopo la pausa estiva sono tornato a condurre Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio 

Dopo 40 giorni di assenza, ho voluto fare un riepilogo delle puntate precedenti, trasmettendo un brano per ognuna di esse

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il singolo scelto per questa settimana è stato Prendo Tempo dei Dagma sogna, gruppo savonese che ha presentato da poco il suo album d'esordio "Frammenti di identità"



Ecco i brani trasmessi
  1. Dagma sogna - Prendo tempo
  2. Elvis Presley - that's all right mama
  3. Jerry Lee Lewis - Great Balls Of Fire
  4. Elvis Presley - Burning Love
  5. Carl Perkins - Good Rockin´ Tonight
  6. Johnny Cash - Folsom Prison Blues
  7. Johnny Cash - ring of fire
  8. Johnny Cash feat. U2- The Wanderer 
  9. Johnny Cash - personal jesus
  10. Roy Orbison - Ooby Dooby
  11. Robert Johnson - Cross Road Blues
  12. Bessie Smith - A Good Man is Hard to Find
  13. Muddy Waters - Hoochie Coochie Man
  14. Johnny Otis - Willie and the Hand Jive
  15. Bruce Springsteen - My city of ruins

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lunedì 5 settembre 2016

I Fratelli Piastrella (ossia il mio modo di dire FORZA MARIO!)



Il mondo del calcio ha spesso raccontato storie di fratelli compagni di squadra e perfino rivali
I fratelli Baresi, chiaramente, milan ed inter, con franco, uno dei migliori difensori della storia del calcio, scartato dall'inter a differenza del fratello beppe.

I gemelli filippini, icone degli springsteeniani da quando uno dei due dopo un goal segnato con la maglia del parma esultò simulando un assolo di chitarra uguale uguale al nostro boss, ma uguale eh?

I fratelli boateng, addirittura convocati in due nazionali diverse

nella mia carrierahahahahahahahaha (scusate, mi è scappato) di calciatorahahahahahahahaha (ok, la smetto) anche io ho incrociato storie familiari

I gemelli bestemmia sono tra i protagonisti di Scusa, Ameri, ma mi mette male accomunarli alla banda di peones che eravamo al campetto, loro che a calcio in maniera seria ci hanno giocato eccome

all'alba della storia dei rossi e dei gialli le famiglie si mischiavano spesso

non fratelli, bensì padre e figlio, alla base di tutta l'epopea delle partitelle del sabato, c'erano pippo (a cui scusa, ameri è dedicato) e suo figlio, il capitano, incaricato dal padre di fare la “squadra dei giovani” per sfidare i vecchi; una bella storia, non fosse che pippo aveva istituito la regola secondo la quale i suoi falli al figlio non andassero mai fischiati; però ancora oggi a 25 anni di distanza, il suo “ciao buona domenica, ci vediamo sabato prossimo” è la frase che più mi ricorda quei pomeriggi che diventavano serate

il conte ad esempio aveva un fratello che chiameremo doc; nato terzino di spinta, il doc man mano che aumentava di peso si spostava verso l'area avversaria fino a diventare, con moto indipendente e non autorizzato, il nostro centravanti, spesso in coppia proprio col conte stesso, con cui condivide l'amore per il futbol e per la buona tavola; anche il conte infatti, magro e agile in giovine età, si era trasformato poi in centravanti, per così dire, di peso;

paolone, l'inventore della teoria del “siamo stonati ma non abbastanza da non poter cantare in un coro”, ha un fratello mio coetaneo ed amico carissimo dai tempi delle elementari; mentre paolone era il cardine difensivo dei vecchi, il plume ovviamente giocava con me ed il capitano ed il conte ed il doc; mentre uno era possente e francamente difficile da spostare e ardiva lanciarsi in sgroppate sulla fascia vanificate ahimè dal piede non propriamente poetico (alcuni maligni sostengono che venisse ferrato prima di ogni partita, ma io non credo a queste voci), l'altro, il giovane plume, aveva un piede fatato ed un grande senso della posizione nonostante fisicamente ricordasse il fratello maggiore; il plume, si badi bene, difensore centrale a cui veniva affidata la punta avversaria, usava tecniche diciamo innovative per intimorire l'avversario; egli infatti era solito appoggiarsi alle terga della punta, sottolineando con arroganza quello che era l'aspetto fisico in cui più eccelleva; vi basti sapere che tra quelli che avevano condiviso con lui almeno una volta il rito della doccia post-partita il nome in codice con cui lo identificavano era TAPPO

ma i protagonisti principali della mia storia sono altri.
I fratelli piastrella.

I fratelli piastrella da sempre conosciuti nei nostri giri parrocchiali, erano diversi in praticamente tutto.
Tranne una cosa.
Il farti girare i coglioni durante le partite di pallone.

Il vecchio piastrella però era buono a giocare a pallone, molto buono. Rapido, tatticamente duttile, molto intelligente e dotato di un tiro fulminante; il problema era che a giocarci assieme, se ce l'aveva storto, era una tortura che in confronto guantanamo è una cazzo di spa; il vecchio piastrella parlava, sempre; passa, dalla, scatta, torna, tira. Ininterrottamente. E con una tolleranza verso gli errori pari a quella di kim jong-un verso chi si addormenta durante i suoi discorsi (ma con meno armi). Quindi non solo parlava, ma se le cose si mettevano male, ti diceva pure di tutto.

Il giovane piastrella invece era meno serioso e ossessionato dalla performance; ma terribilmente rompicoglioni; e tremendamente più scarso del fratello. Nato decisamente anarchico si infilava in grovigli di gambe cercando dribbling impossibili che, ovviamente non gli riuscivano. Mai. 
In più teneva la posizione con la stessa costanza con cui mastella resta negli schieramenti politici.
Ovviamente, trattandosi di sfide giovani contro vecchi, a noi toccò lui, il fratello piastrella anarchico, perchè era del tutto improponibile una convivenza tra i due, pena il rischio di trovarsi in una scena stile caino ed abele

Tra portieri sovrappeso, anarchici, difensori che emigravano nelle aree altrui ed altri che difendevano col cazzo (nel vero senso della parola) capirete il perchè non mi sia mai addentrato nell'epica di certe partite.

Ricordo però con estrema lucidità le innumerevoli volte in cui il piastrella anarchico esigeva di ricevere palla al limite della nostra area, ignorava uno, due, tre compagni liberi e sceglieva sempre:
- il lancio lungo col braccio ad indicare la direzione della palla, con una percentuale di successo dello 0,1 %
- la sgroppata solitaria in coast to coast che andava sempre a buon fine, ma 99 volte su 100 senza palla, perchè quella gliela ciulavano tipo prima della metà campo (vi ricordo che sto parlando di partite 7 contro 7, in pratica gli ciulavano la palla dopo 4 metri scarsi)
la cosa fantastica era che comunque il fratello piastrella si ostinava non solo a prendersi la palla nonostante gli infausti risultati, ma a lamentarsi di come la colpa fosse dei suoi compagni di squadra, seminando astio e malumore

anni tristi, partite risolte spesso da episodi tipo il piastrella anarchico che perde palla e gli altri che ci fanno la pera.
Che poi dice che uno si butta sull'alcol, dopo le partite.

Vi basti sapere che il giovane fratello piastrella ha tutt'oggi due primati di tutto rispetto
1 – è la persona che durante le partite ho mandato a fare in culo più volte in assoluto
2 – è l'unico tra quelli che hanno giocato con me che tra polemiche e litigate ha fatto passar la voglia di venire a giocare a più persone di me

pochi giorni fa il giovane fratello piastrella si è avventurato di nuovo in un dribbling di troppo, ma non stava giocando a pallone e l'avversario che lo ha fermato era una macchina.

Non starò qui a dire che poteva andare peggio e che sei una roccia e che non era ancora il tuo momento, però a sto giro, nonostante tu abbia voluto infilarti ancora in quei tuoi cazzo di dribbling anarchici, sono molto, ma molto contento di averti rivisto sveglio
quindi sono altrettanto felice di poterti mandare ancora a fare in culo ed anche se adesso dovrai fare panchina per un po', sappi che ormai ci sono affezionato ad averti in squadra con me, qualunque sia lo sport di cui stiamo parlando

domenica 31 luglio 2016

Championship Vinyl 13 - The Godfather of R'n'B



Tredicesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio tutte le domeniche alle 19, ultima prima della pausa estiva.

Puntata dedicata al Padrino del Rhythm and Blues, Mister Johnny Otis

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il singolo scelto per questa settimana è stato My Rock World dei 4REAL, gruppo punk-rock di Tovo San Giacomo

Ecco l'elenco dei brani trasmessi

  1. My Rock World - 4REAL
  2. Harlem Nocturne - Johnny Otis
  3. Hound Dog - Johnny Otis
  4. Mistrustin blues - Johnny Otis
  5. Midnight at the Barrelhouse - Johnny Otis
  6. The night is young - Johnny Otis
  7. Midnight Creeper - Johnny Otis
  8. My eyes are full of tears - Johnny Otis
  9. Organ grinder's song - Johnny Otis
  10. Hey, hey, hey, hey - Johnny Otis
  11. Number 69/Number 21 - Johnny Otis
  12. Trouble on my mind - Johnny Otis
  13. Turtle dove - Johnny Otis
  14. Driftin' Blues - Johnny Otis
  15. Willie and the hand jive - Johnny Otis




Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui:

mercoledì 27 luglio 2016

L'eresia del muro



L'eresia del muro, del filo spinato
sta in quegli occhi affogati nel terrore
sta in quelle mani che chiedono di essere strette
sta in quei manganelli alzati come contro un nemico

l'eresia del muro, delle persone perbene
sta in quel "ma" che annulla ogni intenzione
sta nel padre che abbraccia una figlia
e nell'uomo che sorregge un cadavere

l'eresia del muro, la bestemmia della banconota
che passa di mano in mano grondando sangue
sta nei passi trascinati di chi è respinto
e dentro un fagotto nasconde la sua dignità

l'eresia del muro, di un parlamento in seduta plenaria
sta nel ghigno sadico di tanti aguzzini
nelle passeggiate per la sicurezza dei nostri culi borghesi
in quei simboli antichi e purtroppo mai dimenticati

l'eresia del muro, l'utopia della libertà
sta nei confini blindati solo per alcuni
sta nei bambini denutriti, nudi, feriti
sta nella coscienza a cui non diamo più ascolto

martedì 26 luglio 2016

I tempi della natura e la musica di Capossela


(foto di Luca Tocco)


ad una settimana di distanza ancora non riesco bene a decifrare cosa sia stato lo spettacolo di vinicio capossela a loano.

non ci riesco principalmente perchè conosco poco la sua discografia ed ancor meno il suo ultimo album

non ci riesco perchè ammetto che il suo ultimo album da subito mi si è rivelato ostico da morire, in un periodo in cui faccio fatica a dedicare all'Ascolto il tempo e la qualità che vorrei

le canzoni della cupa su disco sono un'opera che nonostante le difficoltà che ho incontrato, ritengo molto ambiziosa e meritoria di approfondimento
vedere dal vivo uno show imperniato su questo disco è comunque un'esperienza terribilmente intensa

nel corso della mia vita ho visto diversi concerti e pensavo di essere in qualche modo preparato alle varie reazioni che la musica dal vivo mi scatena dentro
sono uscito in lacrime dai palazzetti, mi sono innamorato dentro gli stadi, ho pensato di fare la rivoluzione a mani nude uscendo dai teatri

ma a loano è successo qualcosa di diverso e totalmente inaspettato

a loano, dopo le due ore abbondanti di concerto mi son accorto di non aver assistito solo ad un concerto
lo show di capossela è insieme rito religioso e cerimonia pagana, cultura della terra e preghiera

come i tempi della natura sono immutabili, così la musica ha richiesto agli spettatori uno sforzo di adattamento, di adattamento ai suoi tempi, quelli di un rito appunto, di un cerimoniale sacro che procede instancabile

i personaggi e le storie narrate da capossela sono cultura, sono letteratura, sono vita
festa di piazza e messa in cattedrale
una rappresentazione del tesoro ENORME che la musica popolare italiana nasconde alle orecchie pigre dei nostri giorni frettolosi

un tesoro a cui aggrapparci con le unghie ed i denti, perchè non svanisca, ma sia memoria viva, sia sangue, carne, sia battito pulsante di un patrimonio inestimabile

la vera declinazione del termine folk, dell'idea di folklore, di parole narrate attorno ad un fuoco, di preghiere innalzate al dio dei raccolti e delle vendemmie, di tavole imbandite, del lutto che segna l'anima ed il corpo

non so descrivere in altri termini la sensazione che ho provato di assenza dal reale, come se la musica riuscisse a trasportarmi in un luogo sconosciuto, distante in senso fisico e temporale

allo stesso modo non so come ringraziare persone come quelle della Compagnia dei Curiosi, diverse delle quali conosco e bene e di cui sapevo a priori di potermi fidare; curiosità come marchio di fabbrica, il non fermarsi alla superficie, lo scavare in fondo, il ricordarsi sempre di guardarsi indietro; una rassegna come il Premio Musica Tradizionale Italiana è un dono per la liguria e non solo, dato l'ampio respiro dell'iniziativa

persone come loro sono un'oasi inaspettata e perfino immeritata in questi tempi di mercimonio musicale, sono simboli di chi ancora crede al divertimento intelligente ed alla musica come cultura e non solo come (avan)spettacolo buono solo per turisti distratti

(per le foto della intera manifestazione, date un'occhiata alla pagina dell'amico Martin)

un amore incondizionato verso la Musica, verso il nocciolo vero della questione, un interesse goloso per tutto ciò che sta alla base di questo regno del sapere che è la musica popolare\tradizionale italiana; grazie a gente come loro possiamo provare a non rendere questo regno una piramide buona per le cartoline, un mausoleo di cose sbiadite, un cimitero di elefanti ormai inutili

influenze diverse, il suono desertico dei mariachi, il battito instancabile di tamburi ancestrali, la chitarra ipnotica: un magma di note a volte talmente intenso da spaventare, nick cave che ripropone pezzi di johnny cash mentre i bad seeds si scambiano gli strumenti con i calexico ed i kyuss, ma il tutto in salsa assolutamente italiana, senza scopiazzature e senza scadere nel facile americanismo, senza fermarsi a modelli come quelli succitati che molto avrebbero da imparare e da rielaborare dalle ispirazioni di queste canzoni

musica che è donna, femmina, madre, sorella, figlia, sposa e perchè no, anche "puttanazza" perchè il rito si compia nello spirito ma anche nella carne e nel sudore

nel suo andamento ciclico lo spettacolo è poi letteralmente esploso verso il finale, quasi a simboleggiare il giorno di festa, la fine della semina, l'arrivo della pioggia che nutre i campi
un'ondata di entusiasmo, di felicità, di gioia che ha coinvolto ogni singola persona presente al giardino del principe

ma la natura segue il suo corso e quindi lo spettacolo è terminato con un pezzo acustico, lento, che parla di trasporto e tradizione, di vagoni di terza classe e rotaie arrugginite, che con passo cadenzato e senza fretta spostano merci, idee, vite, cultura, Storia

andare a vedere questo show significa toccare con mano cosa sia quel substrato culturale di cui è imbevuta la nostra terra, uno scrigno senza fondo, a cui abbeverarsi e da cui trarre continui stimoli

l'idea stessa di radici
l'idea stessa di memoria
l'idea stessa di appartenenza