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mercoledì 11 agosto 2021

La casa al di là del fiume

 



Dall'altra parte del fiume, rispetto a casa dei miei suoceri, c'è una casa bianca, proprio di fronte.

La conosco da quando ho iniziato a frequentare mia moglie, prima ancora di salire a casa dei suoi, quando passavamo da lì per andare a casa sua.

All'inizio non ci avevo fatto caso, poi mi accorsi che sul terrazzo della casa al di là del fiume c'era qualcuno, c'era sempre qualcuno quando arrivavo; dopo un po' compresi che non erano tanto i due signori che ci vivevano a stare di vedetta, ma i figli e soprattutto i nipoti, che avevano intuito qualcosa su quel tizio con la macchina grigia che veniva sempre più di frequente.

Coi mesi e gli anni, ovviamente, la casa al di là del fiume divenne "la casa di Nonno Giacomo e Nonna Gianna", i genitori di mio cognato, che come quelli di mia moglie avevano questa posizione strategica sul paese.

Di vedetta c'erano i miei cognati e i due figli, curiosi di sapere chi fosse il nuovo ragazzo di Zia Simona, con cui feci la conoscenza "ufficiale" dopo qualche tempo. 

Alla fine capivo distintamente i movimenti sul terrazzo, di chi si sporgeva per vedere e poi faceva finta di nulla.

Per anni, la casa al di là del fiume era la prima cosa che guardavo appena arrivato dalla mia fidanzata, appena sceso dalla macchina, appena tornato dal lavoro quando casa di Simona divenne anche casa mia. Chiunque fosse quell'ombra distante, ci scambiavamo sempre un saluto, un nipote, un cognato, un nonno, che importa, la casa al di là del fiume era sempre abitata, sempre aperta, sempre piena d'amore, come toccai con mano quando ci entrai.

Su quel terrazzo mangiai le lumache più buone che abbia mai assaggiato, offerte dalla Nonna Gianna, che per prepararle lavorava almeno due giorni.

Nonno Giacomo era la memoria storica della vallata, ogni volta che passava a trovare i consuoceri era come leggere un'enciclopedia, un libro di storia, come avere Piero e Alberto Angela in giardino che raccontano dei tesori della memoria, come solo i paesi dell'entroterra sanno custodire e tramandare. 

Intanto che lui raccontava, Nonna Gianna e mia suocera parlavano di cucina, si scambiavano ricette, e Nonna Gianna sorrideva, io non penso di averla mai vista senza il suo sorriso, dolce, affettuoso, un vero "sorriso da nonna" che lei regalava non solo ai suoi nipoti, generosa di cuore nella vita come ai fornelli.

Da un mese circa, la casa al di là del fiume è chiusa, Nonno Giacomo se n'è andato qualche anno fa, Nonna Gianna lo ha raggiunto da poco, spegnendosi lentamente, forse dal momento in cui era rimasta vedova. Li immagino sereni che "ratellano" come si dice in ligure, con lei che lo rimprovera, ma sempre col suo dolcissimo sorriso.

Non c'è occasione in cui, andando dai miei suoceri, io non alzi lo sguardo per vedere la casa al di là del fiume.

Si, è chiusa, ma se faccio attenzione sento il vociare e le risate di bambini curiosi e soprattutto ho nel naso l'odore di lumache e dell'amore che l'ha riempita per tanti tanti anni.


giovedì 27 luglio 2017

Processioni, razzismo e commenti online



Come ogni anno, a S.Giacomo la mia famiglia partecipa alla processione del Santo Patrono di tovo (appunto) San Giacomo, paese originario di mia moglie.

Da un paio di mesi scarsi, a tovo sono ospitati alcuni ragazzi migranti, in una struttura privata, in collaborazione con una coop. sociale.

Detto questo, la sera del 25 luglio, durante la processione, alcuni di questi ragazzi hanno spontaneamente aiutato i tovesi nel trasporto della statua lungo le strade del paese.

L'ho trovato un gesto molto bello e simbolicamente fortissimo e ne ho scritto su facebook.



Mara, amica e giornalista di savonanews, mi ha chiesto se poteva riprendere le mie parole per un articolo sul sito ed ha anche specificato meglio il significato di "minoranza" che non volevo venisse intesa in termini politici e di consiglio comunale.


Ovviamente a me la cosa ha fatto molto piacere, perchè sono egocentrico e vanitoso, specialmente nello scrivere, ma anche perchè  contento nel mio piccolo di aiutare a sottolineare questo momento semplice e spontaneo di aggregazione ed il fatto che fosse avvenuto proprio a tovo, paese che è nel mio cuore, più di quanto io sia nel suo, ma vabè.

Savonanews ha pubblicato la notizia giovedì mattina ed automaticamente l'ha condivisa sulla sua pagina facebook.



Ed ecco puntuali arrivare i commenti




Inizio subito col botto, col classico, con l'evergreen: i 35 euro al giorno!!!!
grande roberto, con cui tra l'altro ho 17 amici in comune su FB, che si gioca subito il fil rouge!!

Non da meno amelio, che memore del compromesso storico, non esita a definire una processione di un Santo "propaganda comunista" (dal libretto del perfetto elettore di forza italia, pag. 12)

RIDICOLO!! RIDICOLI!!! valerio ed antonella non hanno peli sulla lingua ("e se li ho non sono miei!!", come disse monica lewinsky) e senza timore affondano il colpo: toglieteli dai giardini di piazza del popolo (credo si riferisca a savona o ad albenga) (ma non era a tovo la processione?) ci sono le città da pulire!!! (già vi diamo 35 euro al giorno, almeno pulite la merda dei nostri cani no, ingratoni!!!!!)

Luca e Roberto scelgono una linea più sottile, mentre il primo cita chiaramente patch addams (straniero era straniero pure lui eh), il secondo si rifà al concerto dei blues brothers (vedi faccina) a Cannes (nota città radical chic, da non confondersi con l'acqua perrier che è MINERAL CHIC)


Tralasciando quel comunista di erick che riflette sulla cognizione umana, si pasa dalla propaganda rossa agli scandali vaticani

Grande pietro, cognome inequivocabilmente ligure, che butta lì con nonchalanche la soluzione definitiva: la chiesa si ingrassa, perchè chiaramente la processione di un paese di 3000 anime porta nelle casse dello IOR ingente liquidità subito reinvestita in armamenti nucleari

Roberto, a parte qualche problema con le doppie, invece sa bene che è tutto un bus(s)in(n)es e a dimostrazione della sua teoria, usa una foto rivelatrice

Giampaolo fa una battuta simpatica ,mentre giuseppe ne fa una questione di appartenenza, glielo avranno chiesto se erano cattolici? li avranno interrogati sui comandamenti? sapranno quante sono le lettere ai corinzi? ci stanno capendo qualcosa nella nuova serie di twin peaks (no, forse questa non c'entra)


annunciata annuncia la condicio, a che servono le parole di cristo se non a portare delle statue? (oltre a fare propaganda comunista, sia chiaro) e giuseppe si risente, per lui sta storia del cattolicesimo è fondamentale, non so se per tutti o solo per i ragazzi migranti, ed urla forte il suo Perché???



Peppe ci va giù a gamba tesa ARIDAJE COL RIDICOLO!!!! e soprattutto INTEGRAZIONE è cosa BEN DIVERSA (non spiega cosa sia, ma possiamo sempre chiederglielo dopo) e comunque per colpa delle processioni la gente diventa razzista SAPEVATELO!

Annunciata si riscatta alla grande


marcella ci crede parecchio e per 250 metri di processione tira fuori LA MAFIA (che da anni è dietro al business dei portatori di statue) e vuole che dalla piazza di tovo parta LA RIVOLUZIONE!!!!!

Concludiamo alla grande svelando la cruda verità:


super anto!!! niente, ci arrendiamo!!! la statua di san giacomo in realtà era una riproduzione 1:1 di matteo renzi ed ai ragazzi migranti "arroganti delinquenti oltre che parassiti" come ricompensa per l'aiuto prestato è stata regalata una gigantografia di maria elena boschi.

p.s. nel frattempo immagino che ci saranno altri commenti, ma credo siano sufficienti questi.



domenica 31 luglio 2016

Championship Vinyl 13 - The Godfather of R'n'B



Tredicesima puntata di Championship Vinyl, il mio programma dedicato al rock and roll in onda su BRG Radio tutte le domeniche alle 19, ultima prima della pausa estiva.

Puntata dedicata al Padrino del Rhythm and Blues, Mister Johnny Otis

Ad inizio puntata ho presentato la nuova rubrica di BRG Radio "Belin che canzone", un modo per condividere e fare conoscere la musica del nostro territorio.

Il singolo scelto per questa settimana è stato My Rock World dei 4REAL, gruppo punk-rock di Tovo San Giacomo

Ecco l'elenco dei brani trasmessi

  1. My Rock World - 4REAL
  2. Harlem Nocturne - Johnny Otis
  3. Hound Dog - Johnny Otis
  4. Mistrustin blues - Johnny Otis
  5. Midnight at the Barrelhouse - Johnny Otis
  6. The night is young - Johnny Otis
  7. Midnight Creeper - Johnny Otis
  8. My eyes are full of tears - Johnny Otis
  9. Organ grinder's song - Johnny Otis
  10. Hey, hey, hey, hey - Johnny Otis
  11. Number 69/Number 21 - Johnny Otis
  12. Trouble on my mind - Johnny Otis
  13. Turtle dove - Johnny Otis
  14. Driftin' Blues - Johnny Otis
  15. Willie and the hand jive - Johnny Otis




Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui:

martedì 18 febbraio 2014

A noi di Sanremo non ce ne frega un cazzo e sapete perchè?


Per il settimo anno, la vera alternativa al festival di Sanremo, nella Valmaremola la organizza il Mulino degli Artisti! 

Ecco il cast della settima edizione di “Perchè Bardino è Bardino!”, rassegna dedicata ai gruppi musicali della zona, ormai vero e proprio punto di riferimento per la scena rock del ponente ligure e trampolino di lancio per diversi complessi. Nelle due serate, previste in concomitanza con Sanremo, giovedì 20 e venerdì 21 febbraio, presso la sede di Via Nari a Bardino Nuovo, il Mulino degli Artisti presenterà ben 8 gruppi che proporranno al pubblico in sala le loro composizioni rigorosamente originali.

Ecco i protagonisti:
GIOVEDI' 20 FEBBRAIO: 4SIXTYFIVE, BRAIN LESS, ANNIE LA ROUGE MARSALA, AUDIOGRAFFITI
VENERDI' 20 FEBBRAIO: PROGETTO SANTIAGO, 20 DROPOUT, FUSI ORARI, LONDON PRIDE.

“Ci teniamo molto al festival, dichiara Silvano Rosso, ideatore e direttore artistico della rassegna, perché vogliamo dare a chi non trova altri spazi, la possibilità di esibirsi in un contesto dove l'aspetto agonistico lascia sicuramente il passo alla voglia di confrontarsi, di conoscere nuove realtà e di mettersi in gioco come artisti.”

“Portare al Mulino 8 gruppi che al giorno d'oggi hanno ancora il coraggio di proporre musica propria e non limitarsi alle cover è una sfida rischiosa ma affascinante, gli fa eco Alberto Calandriello, presidente dell'Associazione Culturale, ma noi del Mulino siamo più che mai convinti della bontà di questa scelta, perché la creatività, la fantasia e i sogni dei musicisti che passeranno sul nostro palco meritano almeno una chance.

La nostra associazione promuove ogni forma di cultura e di forma artistica, rendendosi disponibile a collaborare con chiunque abbia delle idee e cerchi un posto dove metterle in pratica. Si sente spesso dire in giro che dalle nostri parti mancano alternative valide per i giovani, ma noi crediamo di dimostrare il contrario, grazie anche alla collaborazione con diverse realtà del territorio, come i Giovani per Pietra e le Officine Creative, con le quali sta nascendo una sempre più proficua amicizia.”

La formula del festival prevede una votazione del pubblico ed una da parte di una giuria “di qualità”, che sarà formata da musicisti, esperti del settore e rappresentanti delle associazioni presenti in zona.

Confermatissimo ovviamente il “bravo presentatore” Marco Mazzucchelli, al cui fianco ci sarà una coppia di “vallette carciofine” che promette scintille.

Insomma, se proprio non sapevate che fare per evitarvi il festival di Sanremo, il 20 e 21 febbraio non vi resta che andare a Tovo, in frazione Bardino Nuovo, di fronte al Museo dell'Orologio da Torre.

http://www.mulinodegliartisti.eu/banddelfestival.asp




domenica 19 gennaio 2014

Don Pino ed il filo rosso tra Albenga e Tovo

Sabato 8 giugno scorso ho percorso il tragitto tra tovo san giacomo ed albenga, per due motivi di grande felicità ed importanza, per me e soprattutto per la comunità parrocchiale e cittadina di tovo.
Un filo rosso da sempre unisce tovo e la mia parrocchia di albenga, il sacro cuore.
Un filo rappresentato dalla vita e dalla memoria di don pino, che da vice parroco al sacro cuore, si spostò a tovo 30 e passa anni fa portando con sè e trapiantandola a tovo l'esperienza dello scoutismo.

Sabato 8 giugno 2013 ha rappresentato una data nella quale questo filo rosso si è rinforzato ulteriormente.
A tovo infatti la piazza del comune e della chiesa è stata intitolata proprio a don pino zunino, mancato alcuni anni fa ma mai dimenticato nè ad albenga che tantomeno a tovo, come del resto nelle altre parrocchie dove è stato, come loano dove ha finito i suoi giorni lottando come un leone contro una malattia incurabile.

Sabato 8 giugno tutti i figli di don pino, tutte le persone che con lui sono cresciute e da lui sono state educate alla luce del vangelo, si sono ritrovati in piazza don pino a tovo, per scoprire la targa commemorativa, partecipare alla santa messa e festeggiare assieme con una cena di solidarietà.

Ma sabato 8 giugno manco a farlo apposta è stato anche il giorno in cui una ragazza che conosco da quando era bambina ed ero suo capo scout si è sposata, chiaramente al sacro cuore e quindi ecco che anche io, come molti parrocchiani del sacro cuore, quel giorno ho percorso la strada che ha percorso don pino tanti anni fa, da parrocchia a parrocchia. Quel percorso che io ho fatto moltissime volte per andare dalla mia fidanzata, fino al giorno in cui l'ho fatto per sposarla.

E se posso permettermi, è stato bello rendermi conto di come io e la mia vita siamo così legati a questo filo rosso tra albenga e tovo; perchè grazie allo scoutismo così amato da don pino ho conosciuto mia moglie e sono andato a stare proprio a tovo; perchè quel giorno a tovo c'era tanta gente di albenga come solo forse in pochissime occasioni tra cui l'arrivo di don pino a tovo accompagnato dai suoi ragazzi del sacro cuore ovviamente. Ed il mio matrimonio.

E il matrimonio di laura al mattino non ha fatto altro che risvegliare in me l'amore per albenga e per la mia parrocchia, dove sono cresciuto e bene o male sono diventato uomo.

Da pochi giorni finalmente è stato reso disponibile online il bellissimo video che guardammo quella sera, "un prete di mare tra gente di terra", un ricordo affettuoso e delicato di questo prete, di questo educatore, di questo uomo che così tanto bene ha fatto ed ha voluto, ricambiato, ai suoi ragazzi.

Nel rivederlo, pur non essendo io coinvolto direttamente, rivedo la mia vita, la mia strada, il mio percorso.
Ed ovviamente, quel lungo filo rosso.

Buona visione.

venerdì 16 agosto 2013

Capita che piovono stelle sul mulino (la dura vita del presidente, parte 1)



Capita che, in una sera in cui volevo sentirmi giovane (cit.), sono andato al paese di mia moglie a sentire suonare, in un festival che imita sanremo

Capita che, conosciuti gli organizzatori di questo festival, mi chiedono di fare il giurato

Capita che, biretta, biretta, biretta, mi dicono dai, lascia stare, offriamo noi

Capita che, visto che per lavoro mi occupo anche di politiche giovanili, attacco bottone con gli organizzatori e loro mi dicono che volevano parlarmi di collaborazioni e ci vediamo una sera con calma

Capita che, pronti via, mi chiedono di entrare nell'associazione, sempre davanti ad una biretta, perchè pensano che io potrei essere utile

Capita che, alla prima assemblea dell'associazione, mi chiedono la disponibilità di fare il presidente ed io dico si

Capita che dopo anni in cui il mio ruolo all'interno del meraviglioso mondo della musica era ben chiaro, cioè sotto il palco con la biretta, inizio a giocare all'organizzatore

Capita che ci viene da organizzare una serata, al fresco della campagna, in acustico

Capita che le persone a cui chiedo di venire a suonare mi dicano si, senza indugio, direi quasi volentieri

Capita che tanti amici si rendono disponibili a far passare parola e a dare una mano 

Capita che pian piano iniziamo a lavorare insieme come una squadra, diventiamo giardinieri, attacchini, elettricisti

Capita che una delle persone a cui stavo pensando per imparare a fare il presidente mi telefona poche ore prima della serata e mi dice che verrà

Capita che arriva la sera del concerto ed il tempo è bello e non si schiatta di caldo



Capita che per forza di cose, mi tocca fare da presentatore, che tutti gli altri soci o suonano o smanettano col mixer

Capita che prima di iniziare mettiamo un sottofondo ed insomma, magari qualcuno ha già capito, decido di mettere IL disco, che magari porta bene

Capita che alla fine, tu pensa, mi tocca piazzarmi davanti al microfono ed introdurre la serata mentre sfuma Jungleland

Capita che la spavalderia che pensavo di avere davanti al microfono un po' svanisce e mi dò qualche nodo alla lingua mentre parlo



Capita che mi piace iniziare la serata raccontando del legame che, da ben prima di me, unisce la mia parrocchia di Albenga con il paese di mia moglie e di quanto io sia contento di aver trovato, percorrendo incosapevolmente questa strada già tracciata, una famiglia ed un futuro a Tovo San Giacomo



Capita che proprio a sottolineare questo legame, riesco a far suonare per primo il mio amico Geddo, che pure lui viene dai miei stessi posti ed è per me, oltre che un bravissimo cantautore, un esempio di come si può fare qualcosa di concreto per dimostrare l'amore verso il proprio paese



Capita che Maurone sia emozionato come un ragazzino e canti col cuore



Capita che i Progetto Santiago sono solo 3 ma ci danno dentro come matti e sembrano 10



Capita che per più di due ore ci sia bella musica, canzoni scritte apposta per la serata, duetti, jam sessions



Capita che si respira una gran bella atmosfera

Capita che ad un certo punto è tutto pieno, certo si parla di 50 persone, ma ehi, chi ha detto Madison Square Garden?

Capita che finisce la birra ed io ne ho bevuta solo una

Capita che molti, moltissimi restano fino alla fine e chiedono pure un bis, improvvisato al volo

Capita che Wish you were here chiude la serata



Capita che grazie, bravi, complimenti, bella serata, da ripetere

Capita che accidenti che bella sede

Capita che ne vuoi organizzare subito un'altra

Capita che di stelle cadenti non ne ho vista nemmeno una, ma evidentemente per questo desiderio non erano necessarie

Grazie, è stato bellissimo

Grazie, cercheremo di renderlo ancora migliore, la prossima volta


giovedì 2 maggio 2013

Perchè Bardino è Bardino, ma non solo. Dal vostro (Luca) Giurato di qualità.

Lunedì e martedì si è tenuta la sesta edizione del Festival “Perchè Bardino è Bardino”, a Bardino Nuovo, frazione di Tovo San Giacomo.

ci ero andato anche l'anno scorso
Due le novità rispetto alla scorsa edizione, una buona ed una cattiva.
Quella buona è il ritorno a casa del festival, dopo la parentesi al salone delle Feste di Tovo San Giacomo. Il Mulino degli Artisti, eroica associazione che nelle profondità della Val Maremola offre uno spazio di creatività ai giovani, è la sede perfetta per una cosa come questa, ambiente raccolto, immerso nel verde, lontano da possibili orecchie delicate.
Quella cattiva è che a causa di crisi e spending review, la giuria di qualità comprendeva tra i suoi membri anche il sottoscritto.
Dovendo fare onore al mio ruolo di GGGGiurato, ecco un paio di osservazioni sulle band in gara.
Hanno aperto i Progetto Santiago, che cantano in italiano con uno stile che ricorda i primi Litfiba e i Negramaro. Canzoni interessanti, buona scrittura e suono coinvolgente.
Dopo di loro è toccato ai Without, classico trio di hard rock che riesce a mettere su un bel muro di suono duro e preciso, con pezzi corposi alla Black Sabbath ed una chitarra “spessa” che ricama ottimi assoli, supportata da una sezione ritmica solidissima.
A concludere la prima serata ci hanno pensato i Subbuglio, band storica del savonese, dal glorioso curriculum e reduce da una bella esperienza di commistione tra musica e teatro con uno spettacolo su Luigi Tenco. Musica calda e avvolgente, per un finale in crescendo, una band esperta e padrona del palco.
La serata conclusiva si è aperta con l'heavy metal dei Dreamer's Road, band savonese giovane ma dalle ottime doti tecniche, gioia dei sostenitori delle quote rosa anche nel metal (sono tre ragazzi e due ragazze) e capaci di trascinare il pubblico grazie a pezzi cattivissimi che il cantato femminile rende ancora più intriganti. Furia sonora supportata dal bravissimo batterista, veramente indemoniato (ah ah ah).
I Betters si presentano come la miglior rock band italiana e dichiarano di non ispirarsi a nessuno; peccato che al loro posto probabilmente abbia suonato una cover band degli oasis, dove il cantante scimmiottava mister gallagher al limite del clone, anche negli atteggiamenti.
I 4 Real giocano in casa, al Mulino sono nati e cresciuti e la loro crescita appare evidente a chi li segue da un po' come me; pur non amando particolarmente i loro riferimenti musicali, ritengo le loro canzoni molto buone e martedì le loro esecuzioni sono state impeccabili. Un punk-rock veloce e bello pestone che ha permesso ai ragazzi di aggiudicarsi il premio finale, grazie anche alla massiccia presenza dei loro fans-amici.
Chiudono la rassegna i Flower Flesh, gruppo prog fresco di pubblicazione di un album addirittura con la prestigiosa Black Widow di Genova. Non amo il prog, per usare un eufemismo, ma sono indubbie le qualità della band, che dimostra di saper proporre una musica difficile in maniera assolutamente credibile; meritato, per loro, il Premio della Critica.

Come penso sia chiaro, la classifica finale non è assolutamente l'aspetto principale del festival. La cosa importante è che ancora una volta il Mulino è riuscito a proporre due serate di musica originale ed indipendente, fatta da persone che si sbattono per ritagliarsi uno spazio nel mondo della musica e per inseguire il loro sogno.
L'atmosfera che ho respirato nelle due serate, a parte pochi episodi di protagonismo, era di totale condivisione, tra gruppi anche molto diversi tra loro, che si sono messi in gioco con umiltà ed hanno proposto la loro musica prestandosi giocosamente alo spirito del “festival”.
La passione e l'ostinata convinzione in quello che si fa che i ragazzi del Mulino dimostrano anno dopo anno non devono restare confinate nei meandri dell'entroterra ligure, ma devono diventare esempio e stimolo per tutti quelli che amano la musica; sia chi la suona che chi, come me, più semplicemente la ascolta e ne è appassionato, possono trovare nel Mulino una risorsa preziosa che al giorno d'oggi è più unica che rara.
Trovo ormai improcrastinabile, perlomeno dalle nostre parti, che tutte queste piccole realtà entrino in contatto, anzi, scusate la deformazione professionale, in rete e uniscano le forze per sopravvivere e portino avanti una proposta se non unitaria, almeno coordinata.
L'offerta che possono portare alla riviera ligure è allettante, perché sono convinto che la musica dal vivo attiri ancora persone, specialmente se si tratta di canzoni originali e non delle solite cover band. La cronica scarsità di risorse costringe ad unirsi e a condividere il poco che si ha, sperando di farlo fruttare. Le conoscenze e le competenze, ad esempio, dei ragazzi di Bardino, dovrebbero essere messe a disposizione di chi magari può disporre di spazi più ampi e vorrebbe differenziare un po' le alternative da presentare, non solo nei mesi estivi.
Lo stesso Mulino degli Artisti non deve restare uno spazio chiuso ed inutilizzato, ma deve aprirsi al territorio ed alle istanze di chi abbia una qualunque velleità artistica, perché, si badi bene, io parlo quasi sempre di musica e di un certo tipo di musica, ma le possibilità sono anche altre ed altre ancora si possono inventare, penso a serate incentrate su libri, a commistioni tra musica e letteratura e, perché no, cinema.
Troviamo un punto di incontro dove i diversi “eroi” possano sedersi ad un tavolo e mostrare le proprie carte: non voglio fare nomi, ma da alassio a savona le realtà non mancano. Non deve mancare la volontà di creare e continuare a proporre qualcosa di buono e stimolante per chi è interessato ad uno spazio creativo che esca dai canoni triti e ritriti del divertimento estivo; sono sicuro che se la cosa prendesse piede, gli stessi locali detti “in” della riviera rizzerebbero le orecchie e dimostrerebbero interesse.
Trovo incredibile che gente di 65\70 anni si muova anche parecchio per andare ad ascoltare la loro musica preferita, mentre i loro figli, per non dire nipoti, non abbiano lo stimolo per andare a sentire un gruppo di coetanei che suona le proprie canzoni o addirittura mettersi insieme e crearne di nuove.
La musica è un ottimo strumento di aggregazione, attorno ad essa si possono creare realtà e centri di interesse che diano realmente a chi vuole, la possibilità di essere protagonista.
Sfruttiamola.