venerdì 30 settembre 2011

30 settembre - I shall be released

600 giorni

la prima del giorno oggi è questa e mi girano i coglioni

SARO' LIBERATO
parole e musica Bob Dylan
 
Dicono che tutto può essere sostituito
e tuttavia ogni distanza non è vicina
Così ricordo ogni volto
di ogni uomo che mi ha messo qui
Vedo la mia luce che splende
da ovest ad est
Da un momento all'altro, da un momento all'altro
sarò liberato
Dicono che tutti hanno bisogno di protezione
e dicono che tutti devono cadere
e tuttavia giuro che vedo il mio riflesso
da qualche parte al di là di questo muro
Vedo la mia luce che splende
da ovest ad est
Da un momento all'altro, da un momento all'altro
sarò liberato
Accanto a me in questa folla solitaria
c'è un uomo che giura che non ha colpe
Tutto il giorno lo sento gridare
e supplicare che lo hanno incastrato
Vedo la mia luce che splende
da ovest ad est
Da un momento all'altro, da un momento all'altro
sarò liberato




 

giovedì 29 settembre 2011

29 settembre - still holding on to you

Another life becomes the past
Under the weight of dreams


still holding on to you - dream syndicate (The complete live at raji's)

mercoledì 28 settembre 2011

martedì 27 settembre 2011

Fantaporco 2011-2012 - giornata 2: Belin United - Labaro Viola 1-1

Muoviamo la classifica, un punticino striminzito, si sperava meglio.



Voti discreti, ma mancano i goalS


Restiamo in fondo alla classifica a pari punti con altre 2 squadre, tra cui i campioni in carica, ma il campionato è ancora lungo, c'è tutto il tempo per restare ultimi da soli.

Dai Belìn!!

27 settembre - forever young

Possa tu avere delle forti fondamenta, quando i venti del cambiamento soffiano

forever young - pearl jam (boston, 23\05\2006)

lunedì 26 settembre 2011

Una lettera dall'India



Amici
Varanasi, 13/09/2011

 
Amici,
ho appena terminato la lettura di ben 107 pagine di messaggi postati su questo Gruppo e di impulso ho preso carta e penna per descrivervi ciò che provo anche se, come sempre, non è facile.
La partecipazione e l'entusiamo che ci mettete nel supportarci contagiano anche me al punto che a penna aggiungo i miei commenti, proprio come se fossi "on-line". Tranquilli non è che sto "uscendo pazzo", so benissimo che non li leggerà mai nessuno, ma non è questa la cosa importante. La cosa importante è sentirmi partecipe o almeno credo che voi cechiate di fare proprio questo, di coinvolgerni e vi assicura che ci riuscite.
Ci tengo a farvi sapere, direttamente con le mie parole, che io ed Elisabetta stiamo bene e siamo sereni nonostante questa ingiusta e pesantissima condanna che grava sulle nostre spalle. Siamo consapevoli che la battaglia per ottenere giustizia sarà ancora lunga e piena di difficoltà, ma siamo certi che alla fine tutto si risolverà nel migliore dei modi, ossia con l'assoluzione.
Nell'attesa continuiamo a combarre e a tenere duro e il sapere che tanta gente è con noi in questa battaglia ci aiuta moltissimo.
Sarebbe normale, in un carcere a 7000  e rotti chilometri da casa, circondati da personaggi a dir poco singolari, che parlano idioni che solo col tempo ho imparato a decifrare, sentirsi soli ed abbandonati. Ma non è così  che ci sentiamo e questo grazie a tutti voi che con il vostro entusiasmo, col vostro affetto, con la vostra infinita solidarietà,vi fate sentire superando le barriere del tempo e dello spazio arrivando dritti al nostro cuore.
Come ho già detto tempo fà, so che sarete con noi fino alla fine e di conseguenza so che né io nè Elisabetta molleremo mai di un solo millimetro finché non ci sarà restituito ciò che ci spetta : la libertà.
Avrei una lista di ringraziamenti lunga più di 5000 nomi, ma vi annoierei e vi ruberei del tempo prezioso, quindi mi limito ad un generale e spirituale abbraccio con la sempre viva speranza di poterlo fare fisicamente al più presto!!
Mi mancate tutti "lingerasse"....anche chi non conosco!!

 
                                                                          dal "District jail" di Benares
                                                                          U.P. - India -
                                                                          con la sigaretta in mano e 

                                                                          l'orgoglio nel cuore
 
                                                                                       Tomaso

Belìn United effeccì (Fantastagione 2011-2012)





Il gioco più bello del mondo dopo il calcio è entrato nella mia vita di eterno adolescente (leggasi RINCOGLIONITO) nell'autunno del 1994, campionato 1994-1995, primo anno di marcello lippi nella juventus, ed ho detto tutto.

Alcuni nostri amici avevano iniziato a giocarci da un paio d'anni, quindi un pomeriggio in cui dovevo studiare SBAM decisi di fondare la nostra fantalega.
Eravamo in 8, io, capitan buffa, il conte geddo, pennisha (uomo timorato di dio e splendido organizzatore di addii al celibato porno-soft), un paio dei fratelli ballabio, mogol ed il mio testimone di nozze, detto banana per motivi che apparivano chiarissimi non appena calciasse un pallone (ma anche vedendolo nudo, in effetti).
Con il senso di democrazia che mi appartiene, ribollendo di senso civico e di una sfrenata voglia di non studiare un cazzo, mi autonominai presidente e convocai il mercato, un sabato pomeriggio, presso i locali della attigua parrocchia del sacro cuore di gesù, in albenga.

Eravamo tutti mediamente stupidi all'epoca, ma io spiccavo, quindi, per far fede al mio ruolo di democratico presidente, mi presentai al fantamercato in giacca e cravatta, facendo capire a tutti chi era che comandava e che qui si faceva sul serio.
Era divertentissimo, ore ed ore davanti alla gazzetta per azzeccare la formazione, ore ed ore a commentare, ore ed ore a menarsela per i risultati.

La mia squadra dell'epoca ricordo che aveva in attacco abel balbo, l'unico calciatore con la piega di capelli bloccata dal cemento, gigione casiraghi e soprattutto di stefano ravanelli.
Il primo campionato fu falsato dal fatto che dopo 5\6 giornate pennisha mollò il colpo, perché si era stufato e venne sostituito da gian il bello, amico dei giorni più lieti e calciatore di ottima qualità, difensore centrale di una certa eleganza, che con noi del sabato si era riciclato punta ed in effetti faceva spesso la differenza.
La cosa aveva comportato la rinuncia a giocarci del grano, decidendo che si sarebbe corso per la gloria, mentre inizialmente si era paventata la possibilità di giocarci somme importanti, tipo ventimilalire a testa.

La cosa bella o comunque strana del fantacalcio era che alla fine ti ritrovavi a seguire giocatori che normalmente erano avversari sperando che segnassero, mentre se giocavi contro chi aveva calciatori della tua squadra del cuore gli gufavi contro.
Il mio amico soldatino, juventino scalmanato, nella tribuna del delle alpi esultò smodatamente per un gol di panterone ueà. Contro la juve, ma soprattutto a favore della sua fantasquadra.
Lo appesero per i piedi dal terzo anello, liberandolo solo, per errore, in un quarto di finale di coppa italia, un paio di mesi dopo, quando di stefano ravanelli urlando “la metto nel sette” svirgolò il pallone centrandolo in pieno e facendogli saltare un paio di incisivi.

L'unico che restava fedele ai suoi idoli era banana, a cui da sempre del calcio gliene fregava meno di zero, quello che nel pathos di partite importanti viste insieme, ai commenti salaci di noi che ci credevamo commissari tecnici rispondeva sempre “se tu fossi bravo, saresti là”.
Per fargli spendere tutti i soldi bastava chiamare all'asta di fantacalcio francesco baresi detto franco.
Succedeva così, qualcuno lo chiamava e tutti si giravano a guardarlo, soffocando risolini.
Lui ostentava indifferenza e sicumera, ma diventava rosso come metà maglia del milan, gli venivano le stimmate a forma di numero 6, alzava la mano a chiamare il fuorigioco e poi rilanciava, sempre, fino alla fine, con noi bastardi che ci fingevamo interessati e gli facevamo spendere l'impossibile
Baresi francesco detto franco, 1 massimo 2 goals segnati in quei fanta-anni, pagato più di batistuta e roberto baggio. Messi assieme.

Ovviamente essendo noi una banda di stupidi, ma che le cose le fanno per bene, la nostra lega aveva un nome e ogni fantasquadra aveva uno sponsor.

In quegli anni di scoperte, di cultura, di emozioni, di avventure, di condivisione, non potevamo non scegliere un nome che richiamasse i valori che avevamo in comune, le comuni passioni, quel sottile filo rosso che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo (cit.), quelle parole che ti riportano alla mente splendidi ricordi, lacrime di gioia, momenti di crescita.
La nostra era la “Fantalega Amici della Birra”, ogni squadra si chiamava col nome di una birra.

Com'è come non è entriamo nella seconda metà del primo fantacampionato che il cala, anzi no la Kilkenny FC veleggia nella parte medio alta della classifica.
Arriviamo alla partita con mogol e la mia fantasquadra è decimata, infortuni, squalifiche, scelte teNNiche, fatto sta che al fischio di inizio gioco in 8, forte del + 2 di chi è in casa, ma con la sconfitta già segnata.
È il 5 marzo 1995, in attacco ho gigione casiraghi, daa lazio, che gioca in casa con la fiorentina.
Ecco il tabellino di quella partita:

5 marzo 1995 - Campionato di Serie A 1994/95 - XXII giornata
LAZIO: Marchegiani, Negro, Nesta, Di Matteo, Bergodi, Cravero, Rambaudi, Fuser, Boksic (62' Di Vaio), Winter (62' Venturin), Casiraghi. A disp. Orsi, Bacci, De Sio. All. Zeman.
FIORENTINA: Toldo, Sottil (46' Flachi), Luppi, Cois (46' Amerini), Pioli, Malusci, Carbone, Tedesco, Batistuta, Rui Costa, Baiano. A disp.: Scalabrelli, Innocenti, Campolo. All. Ranieri.
Arbitro: Treossi (Forlì).
Marcatori: 4' Casiraghi, 30' Negro, 35' Cravero (rig), 49' Casiraghi, 57' Boksic, 60' Rui Costa, 74' Batistuta (rig), 82' Casiraghi, 86' Di Vaio, 89' Casiraghi (rig).
Note: ammoniti Nesta per la Lazio, Malusci e Cois per la Fiorentina. Espulso al 76' Pioli.
Spettatori: 43.000 circa.

4 goals!!! gigione fa 4 goals!!!!!! in più mi segna gente avezza al gol tipo paolo maldini e vinco facile facile 3-0.
la domenica della svolta.
Ravanello mi porta due squadre allo scudetto, la kilkenny fc e ovviamente la juventus, che vince lo scudetto dopo 9 anni, 15 giorni dopo la fine della fantastagione che mi vede campione, addirittura con una giornata di anticipo, grazie al gol scudetto niente popò di meno che di TENTONI bomber della cremonese, che è come dire doppietta di messi in champions league.
Entusiasmo alle stelle.

L'anno successivo ci presentiamo al fantamercato tutti belli carichi, serata scoppiettante, il cala ed il conte geddo sugli scudi, numeroso il pubblico presente (un paio di fidanzate, qualche amico dell'altra fantalega).

Attacco io, presidente e campione in carica, dichiaro aperta la nuova fantastagione e dico “però, ragazzi, scusate ma non trovate che faccia troppo caldo qui?” e con gesto teatrale che tipo strelè mi può giusto lavare la calzamaglia nera mi tolgo la camicia ed estraggo dalla 24 ore very professional la maglietta ufficiale della kilkenny fc, bianca e verde irlanda, CON LA SCRITTA KILKENNY bella grande, fresca di stampa da uno dei primissimi negozi che si occupavano di stampe su tessuto, con OVVIAMENTE lo scudetto ben appuntato in alto a destra.
Boato del numeroso pubblico, fantaspettacolo al sacrocuoredigesù.

Attacchiamo il mercato, tensione palpabile, sguardi tesi, ascelle pezzate (cazzo lo dicevo che faceva caldo), francesco baresi detto franco chiamato per primo, banana già senza soldi.

Tenetemi presente il contesto, siamo nel settembre del MILLENOVECENTONOVANTACINQUE, tecnologicamente parlando, 3 ere geologiche fa, ok?
In questo medioevo della telefonia, ad un certo punto si sente un trillo, driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin... sguardi perplessi, occhiate timorose.
Il conte geddo estrae dalla sua 24 ore (si, avevamo tutti la valigetta tipo banchieri della city con dentro un 2\3 kg di fogli della gazzetta) un TELEFONINO!!!
“pronto? Oh ciao luciano, si si sta andando abbastanza bene per ora ho preso... (e snocciola lì i giocatori comprati fino a quel momento)”
Boato del numeroso pubblico, fantaspettacolo al sacrocuoredigesù.
(luciano avete capito chi era no?)

ovviamente la prima stagione della lega, quella che vinsi io, fu l'unica a non avere premi in denaro e l'unica in cui io combinai qualcosa.
Alla fine era più divertente tenere aggiornata la classifica che fare la formazione, non c'era verso non si batteva chiodo.
Alla fine al di la del divertimento del mercato iniziale, gli altri si stufavano presto ed io dovevo sbattermi fino al mercoledì per avere i risultati delle altre partite.
Alla fine mandai tutti affanculo.

Però furono 3\4 anni divertenti, ore passate a fare i conti, gazzette comprate con l'ansia del 6 o del 6,5, l'ammonizione che ti faceva perdere le partite, il fantamercato di riparazione, la pizzata dopo il fantamercato di riparazione, il posticipo su tele+ o su stream dove già facevi le prime previsioni di giornata.

Nella meravigliosa era di internet, che noi alle soglie dei 40 rimpiangiamo di non aver vissuto da adolescenti (o che come me ci comportiamo da adolescenti pur essendo alle soglie dei 40), anche il fantacalcio è on line, conti automatici, formazioni automatiche, mercato in busta chiusa in mano ad un sito.
Da 3 anni ci gioco con amici da ogniddove, continuando imperterrito a non battere chiodo (in 3 anni per una sola giornata sono stato solo in testa, arrivando poi 5° su 8).

e mentre si attende con impazienza il risultato della seconda giornata del campionato della lega “Fantaporco”, di cui vi terrò aggiornati e nella quale veleggio a zero punti dopo 1 partita vi presento la mia squadra, la Belìn United:




26 settembre - socialdemocrazia

Qui son tutti uguali liberi di consumare
e se hai qualche problema ti puoi sempre ammazzare


p.s. guardatevi il viedo, soprattutto l'inizio

socialdemocrazia - gang (dalla polvere al cielo)

sabato 24 settembre 2011

24 settembre - the bump

We're fuck up men
We act like kids
We'll face the music
Next time we roll in

the bump - deer tick (divine providence)

venerdì 23 settembre 2011

Er batimuro (roma - siena 1-1)




I turni infrasettimanali, è cosa risaputa, er cielo (Sky) l'ha creati pe sovvertì pronostici, arterà bioritmi, interompe serie, scardinà certezze e scassà er cazzo a chi, pe corpa der vecchio adagio per cui ubi maior il resto resta ar cesso, mprogetto de vita che prescinda da Luigi Enrico nun riesce più a abbozzallo, e vedé cari e parenti, a meno che non sia allo sssadio o davanti alla tv, diventa impresa più ardua del recupero de Lamela.

Ecco, partimo da qua, da quella che, ormai se po’ rompe er velo der silenzio, rischia de esse la vera sòla de quest’anno. Sarà corpa dell'under 20 argentina contro cui a luglio se semo ritrovati tutti a tifà (che pe noi fasse novi nemici è ninezia), sarà per corpa der fatto che quelli che non dovevano fa rimpiange assenze se so mossi fin qui come se avessero le caviglie della pora Sora Lella, de sto rigazzo i gufi rumoreggiano già come der novo Van Basten, che prima de fasse rimpiagne era diventato comunque Van Basten. Speramo nsia così, che un progetto innovativo e visionario senza ntocco de Eppol nse po raccontà, ma facessero in fretta. E il prossimo che vole annà in nazionale le caviglie le lascia a Trigoria, strisciasse, se facesse trascinà, volasse, se nventasse quarcosa, a noi non ce interessa.

E' anche co sto cruccio che er tifoso romanista lascia luoghi di lavoro e disoccupazione e nonostante je se fossero liberati già ad agosto un sacco de giovedì, aripia la sciarpa de lana e va. Allo ssadio, forsanche pe corpa der Novara che c'ha fatto capì er valore vero der pareggiotto milanese, semo pochini però boni, visto che in tribuna ce sta er Presidente americano reduce dar turdefors pe campidojo e campi de frumento dove un ber dì er progetto, qualunque cosa sia er progetto quer dì, metterà nove fondamenta.

Ma per Luigi Enrico è ahora quel el pueblo se alza en la lucha, e per luchar pare nse possa fa a meno de Perotta terzino destro de contenimento e de Osvardo centravanti sinistro de ostentamento, con buona pace de Rosi e Cassetti lasciati a casa, de Sisigno, Borini e Bojan in panca, e de tutti noi storditi che un progetto con Perotta l'avevamo effettivamente fatto, ma quanno er muro de Berlino stava ancora in piedi. Sia chiaro, ar pormone calabro nje se po dì gnente, anzi, je se tributa sempre er rispetto dovuto a un grande campione der monnonfame sempre titolare nse sa come pure in Germagna. E tuttavia cotanto titolo non è più da anni ragione sufficiente per schierare Bruno Conti (uno che comunque cor chiticaca e sti ritmi ce potrebbe ancora tornà nsacco utile), nse capisce perché incaponisse così co Perotta snaturarndojene per giunta la già bizzarra natura. Ma tant'è, nonostante a distanza de 5 giorni se sia svalutato più de na banca greca, vogliamo fa comunque affidamento emotivo sul pareggio de Milano, dove la formazione era quella che era: e allora gridiamo sti nomi ar cielo dell'Olimpico, compreso Perrotta terzino, compreso quello de Osvardo, pure se a gridallo te viè da ride, che sembra che stai a fa er tifo pe namico tuo più bello de te che nse sa come sta a giocà co la Roma.

Se comincia e, che se lo dimo a fa, è subito posesiòn, subito preziosa percentuale che lievita, subito trama che diventa più prevedibile de quella den cinepanettone, però senza zinne, culi, rutti e scuregge, quindi più pallosa. Al subentrar della noia er gerarca nazista Simon Kjaer dispensa ordine e disciplina imponendo la ferrea rappresaglia: pe ogni minuto che tengono il pallone loro, lo tenemo dieci minuti noi. E non inganni il fatto che il minuto loro finisce sempre co un tiro e i dieci nostri co na bestemmia.

La speranza, a fine campionato, è che l'antidoping ce renda giustizia. Perché che tu sia Siena o Cagliari, Inter o Bratislava, pe resiste da avversario, e quindi da spettatore pagato ma di fatto poco più partecipe de chi c'ha er telecomanno in mano, alla sfiancante, sfibrante, innocua, mortifera, sterile, oziosa, inane (e co inane amo finito i sinonimi) trama de passaggetti moviolati giallorossi, te devi esse calato svariati eccitanti. E però, forse perché Zeman non è mai preso troppo sur serio quanno parla de farmacie, fin qui hanno retto tutti. E se reggono de solito so cazzi.
Il primo a regge, per fortuna, è il pallavolista mimetico rumeno che de verde vestito genera costantemente  l’illusione ottica della porta vuota. Sebbene spiazzato da un attacco de testa e non de schiacciata, egli si oppone a pugno chiuso e corpo dinoccolato. Lo stile è quello che è ma, considerato che è quello de nartro sport, guardiamo solo al risultato, e  il risultato è che stamo ancora zero a zero: ma non per molto.

Perchè quando i sospiri de insofferenza so ormai bronchiti asmatiche, quando tutto il resto è ormai noia, quando le palle de 35mila spettatori (donne comprese) so cascate talmente in basso da costituì un serio ostacolo alla deambulazione tra un seggiolino e l’altro, succede l’insuccedibile. Quanno er 16, violando il protocollo der chiticaca, sventaglia pe un finora timidino Jose Angel, e quando il finora timidino se stimidizza pe nattimo e fa il dribbling che gli stessi 35mila de cui sopra je stanno a chiede da mezzora pe poi mettela in mezzo, il battimuro irrompe con tutta la sua carica nostalgica nella Serie A Tim. Perchè quando Borriello raccoglie la palla co no stacco de coscia degno della miglior Heather Parisi e alza lo sguardo, non è un compagno quello che vede appostato sul secondo palo, ma un muretto co na cipolla appoggiata sopra, ed è per questo che non fa un assist, e manco un tiro sbajato, ma indossati i panni dello Scuro, calcola con neutrinica zichichica precisione la traiettoria necessaria al balòn a sbatteje addosso e finì dentro a sta cazzo de porta. Quello, er muro, Osvardo, manco a dillo, nse move, e finalmente, incredibilmente, co l’occhi rossi e le vene cariche, anche noi, quelli che s’erano scordati com’è fatta na rete gonfia, liberati dall’incantesimo possiamo infine strillà “Gòòòòòòòòòòòòò!”. E siamo tarmente contenti e cojonati che tutti reggiamo er gioco allo speaker dell’Olimpico, che invece de quello der marcatore ce dice er nome de battesimo der muretto a secco, e per tre volte rispondiamo ruggendo come micetti inferociti: “Osvardo!”. Un grido liberatorio al quale, passati 10 secondi segue quello nostro de Kansas che profetici urlamo: “Levalo!”. Ma la scucchia che indica la strada a quanto pare funge anche da fonoisolante, e er sospiro der popolo gemente non giunge alle recchie der puntuto treinador, apparentemente impermeabile alle possibili valli di lacrime.

Anzi, tanto è lo sfregio ar buon senso, che er centravanti più forte dei tre schierati fa er terzino e er mediano, quasi dovesse dimostrà a ogni partita che pure se Luigi Enrico sa cità i classici a memoria, resta importante distingue un ramo da na foglia prima che la sua scienza crei l’ignoranza. Er pubblico capisce lo sforzo der Capitano avvolto su un tabellone dopo un recupero degno de Annoni, lo incita, lo applaude, lo osanna come manco dopo un cucchiaio e guardando Luigi Enrico pensa “tu castighi i figli in maniera esemplare, poi dici siamo liberi, nessuno deve giudicare, pigro ce sarai tu e tre quarti dell’Asturia tua!” E comunque se va a riposo in vantaggio, co la paura de dì anche mezza parola, ma co l’intima convinzione che forse, sempre cercando con vigore le chiavi in tasca, è la vorta bona. Ma evidentemente ste chiavi stanno troppo in superficie, e l’unica loro utilità sarà quella de spalancà, di lì a poco, le porte dela difesa nostra.

Quando se rientra nulla muta. Perotta caracolla stanco e leso nelle membra ar punto da chiede er cambio co Sisigno. Boriello invece, pur de non fasse cambià, giocherebbe a battimuro cor Cipolla pe tutta la vita, ma Luigi Enrico è omo senza core e mette dentro uno che core, Nascar Borini. Er problema però, co sto gioco nostro, è che dar momento in cui er giocatore è pronto a entrà a quando poi entra davero, a causa dela posesiòn de cui sopra, passa armeno un quarto d’ora, col risultato de fa morì definitivamente l’infortunato da cambià e de rende inutilizzabile causa sfinimento er sostituto a bordo campo, che quando entra è già a un passo dal chiede er cambio pe crampi. Se poi se considera che l’unico ricordo marchiato a fuoco da Sisigno nella memoria nostra è er tatuaggio der logo der prosciutto de Parma sur collo, c’è poco da stupisse se di lì a poco rimpiangeremo non solo Perotta sciancato, ma financo Rosi (de Cassetti pare irrispettoso pure solo fanne er nome in questo ragionamento).

Col pasar de los minutos la posesiòn aumenta de pari passo all’ossesiòn der tifoso de pià er gò, gò che culo nostro, imprecisione artrui e il reich danese impediscono se materializzi fino a 3 minuti dala fine, allorché Messibrienza se iscrive ar campionato de battimuro, pia er palo e fa carambolà er balòn su tal Vitiello. Costui s’allunga e inevitabilmente insacca, mettendose ultimo dietro El Kabir nell’interminabile coda de coloro che un domani mostreranno ai nipoti le vestigia dell’Olimpico raccontando cor groppo in gola: “o vedi sto posto antico e abbandonato? Qua dentro nonno tuo ha vissuto er giorno più bello della vita sua”.

Rabbia sconforto e scoramento avvorgono l’avvorgente trama de passaggi che sospinti da un pubblico mai così maturo e cojonato provano per inerzia a prende in considerazione la porta altrui. Ma a parte na cipollata de poco fuori misura, null’altro meriterà menzione se non un evento più unico che raro. Più o meno a un minuto dala fine, per accidente del caso la palla giunge ai limiti dell’area sul piede destro de Gago. La palla è lì, monella innanzi a lui, e sembra non aspettarsi altro che Lady divenga Mister, e virilmente vìoli l’altrui pertugio. Il pubblico non crede ai suoi occhi, e invece di urlare ognuno il cazzo che je pare come sempre giustamente avviene, all’unisono, come un sol uomo, con voce tonante e de gigante gridanto “adelante!” pronuncia urlando la stessa identica parola: “TIIIIIIRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”. Na cosa impressionante. Mai sentita prima in uno stadio. Tanto impressionante che er poro Gago perde la coordinazione, non tira, inciampa. E la partita finisce.

Quando eravamo rigazzini e volevamo er motorino, mamma ce diceva: “sì ma voio vedè almeno a media der sette”. Poi diventava: “sì ma vojo vedè almeno un sette”, che presto si tramutava in un “sì ma almeno te devono promove”, per poi sbracare definitivamente in un “sì ma voio almeno che te impegni”. Ecco, noi amo compresso l’anno scolastico in dù mesi, e pure se stamo pe vortà le spalle definitivamente alla concessionaria, semo ancora disposti a comprajelo sto motorino. Er problema è che mamma, se le cose annavano male, se la piava co noi. Noi invece, come ormai fanno tutti i genitori de nova generazione, se stamo pe accanì quasi solo cor maestro. Siccome la verità sta nel medio, prima de mostrasselo a vicenda, sarebbe er caso de comincià da Parma a dimostrà che la classe, dar bidello ar preside, non fa acqua come sembra. Sennò altro che motorino, quest’anno se lo ponno fa pure tutto a piedi.

23 settembre - make it rain

I'm close to heaven
Crushed at the gate
They sharpen their knives
On my mistakes


make it rain - tom waits (AA.VV. - Raise Your Voice Compilation)


martedì 20 settembre 2011

20 settembre - born into this

push against the pavement
take it to the street
sick of all the hype now
riding on the beat

born into this - the cult (born into this)

lunedì 19 settembre 2011

Adelante con juicio

(io amo quest'uomo, è ufficiale)
(non luis enrique, nè stekelenburg nè tantomeno luSio)
(io amo chi scrive sti resoconti)

So le 8, manca meno de un'ora all'inizio de sta partita che ormai più che un classico è una stimmata generazionale, quando vengono diramate le formazioni che vedono schierati Perrotta e Taddei come terzini. "Più che calcio, postmodernismo", pensano alcuni, "Porca troia", esclamano altri, "Ma che davero?" chiedono Perrotta e Taddei, "E noi?" se chiedono Cassetti e Heinze, "me sa che ormai m'hanno sgamato" sussurra Rosi. Ma tant'è, a noi le cose normali ce fanno ribrezzo, la revoluciòn è pane e sorpresa, a costo de sorprende pure chi deve scende in campo. E mentre il Barcellona A segna un gol ogni dieci minuti a qualche migliaio de chilometri de distanza, la succursale trigorica s'appresta ad affondar tacchetti nella fanga dell'agriturismo San Siro, co un Kjaer e un Borini de più e co un Osvaldo sempre lì, quindi, inesorabilmente, co uno de meno. Er pubblico d’ambedue s’apposta guardingo su spalti e decoder, l’Inte s'apposta guardinga in attesa, la Roma imposta guardinga er chiticaca che s'impone da sé, com’è naturale che sia. Anche perchè in mezzo a sto girotondo mò ce se trova pure Trottolino Pizarro, campione mondiale de giravolte da fermo e indubbiamente più funzionale al chiticaca di Brighi e Simplicio.

Ma a Milano cominciare bene per poi perdere e magari lamentasse dell'arbitro è tanto cassazione quanto roba da intercettazioni bruciate, grandi vecchi, escort insaziabili, poteri forti, dejadejadejavu che non muore mai. Quindi lì per lì ce dà quasi fastidio st'ostinata posesiòn del balòn, sto dominio immotivato, sta tigna pe recuperà il cuoio appena perso proprio come se se smaniasse dala voja de dimostrà che poi ce se saprebbe fa qualcosa, co quer cuoio balòn.
E però stavolta c'è algo de diverso.
Come madri preoccupate per i figli che fanno il saggio, come padri orgogliosi dei pischelli che stanno pe dimostrà finalmente a chi so figli, accompagnamo ogni passaggetto stronzo dei nostri con cenno assertivo del capo, ogni bruciore de pressing con un “ooo” da fuochi d'artificio a feragosto. E quando er senso dela famiglia è così forte, tanto forte agli occhi der monnonfame che pure magnasse na pizza insieme diventa na notizia, chi tocca i figli se la rischia.

"Apezzodemmmerdassassininfame" urlamo in coro da un colle all'artro dela città quando Lucio, uno de cui già avevamo predetto l'inevitabile nella scheda pre partita, uno che nel nome de Cristo gioca in perenne crociata sui crociati degli infedeli, se ne frega del sacrale rispetto che si deve ad un portiere in uscita, e invece de zompà je stampa no scarpino sulla tempia, battezzandoje la recchia sorda con intervento da otorinolaringoiatria d'urto. E se è vero che pe fa er portiere devi esse pazzo, se pigli na scarpata in testa de certo nte miora la situazione. Il guardiano del tempio, da professionista serio quale solo gli olandesi e i sordi da na recchia sanno esse, prima de svenì se guarda intorno a cercà sto cazzo de balòn. Rassicuratosi, s’avvita e muore come un tulipano strappato alla sua terra.
"E' sempre lui, espurgilo a quer pezzodemmerda, è sempre lui", urla er tifoso romanista ancora poco avvezzo a quei dettami der progetto che non voglion proteste neanche se te sacrificano ner nome deddio. Ma siccome er calcio è scienza inesatta, l'arbitro sancisce che Lucio ja preso sì la testa ma non je la voleva spaccà, non der tutto armeno, solo mpochetto, quindi rosso è troppo, famo giallo e nse ne parli più. E però, a ben vedere, ce stavamo a ricascà. Giocavamo bene, ancora non perdevamo, ma già se stavamo a lamentà dell'arbitro. Così non va.

E allora via. Via da vecchi costumi e lamentele. E via pure dai vecchi pregiudizi verso quel calvo pallavolista incastonato tra pali e traversa che ha conquistato la Romania a colpi de baker. Non ne bloccherà una pe tutta la partita, perché lui è fatto così, portiere anni 70, forse pure 60, brutto a vedesse (sempre) eppur efficace (random). Il fatto de non falla entrà, ricordando le sculate gesta de Lupatelli, artra mezza sega calva che restando inviolata per svariate partite divenne Campione d’Italia, è amuleto non da poco.
Ma se la palla non entra manco con Lobont, buona parte der merito va alle divinità nordiche tutte, co un occhio de riguardo pe Odino che c’ha mannato er fio Thor detto Kjaer in mezzo alla difesa. “Chi è Kjaer?” ci chiedevamo battezzandolo Loria biondo per colpa di Youtube. “Kjaer!” rispondiamo guardandolo ligio come un Mexes senza mestruazioni. “Sì ma chi è Kjaer?” “Kjaer!, rispondiamo mentre Stek esce in barella e intorno al danese non resta traccia di anglofonia (che loro hanno i film coi sottotitoli e imparano l’inglese da piccoli e noi no e i negri c’hanno il ritmo nel sangue). “Chi è che gioca in prima base?”, cazzeggiamo mentre questo, pur con inguardabile elastichetto che se vede che i metrosexual so arivati pure tra i freak di Christiania, chiude, anticipa, pressa e svetta con albina precisione.
“No pasaran!” si esalta Luigi Enrico dall’iberica panca. “Sì ma leva Osvardo!” risponde idealmente la grande famiglia giallorossa.
Che lì davanti qualcosa se move pure, ma è quasi esclusivamente Borini, che vòi pe l’areodinamica da Formula uno garantita dalla nasca, vòi pe l’innata tigna, vòi soprattutto perché quando c’hai 19 anni, a meno che tu non giochi a golf o non te chiami Menez, nello sport se nota, mozzica ogni pallone e pare pericoloso pure quando non fa un cazzo. Quando poi er pericolo se concretizza, che soo dimo a fà, Giulio Cesare se riscopre imperatore dei pali e vola a levà la palla dalla rete e la mano dalla bocca al mordace pischello.

L’Inte, dar canto suo, s’affida a Nagatomo, il quale s’affida a Taddei, il quale smadonnando Luigi Enrico e la dea della duttilità in campo, se chiede: “Ma possibile che proprio oggi che gioco io se divertono tutti tranne me?”. E il bello è che a pensacce bene, con l’eccezione di De Rossi che gioca ogni pallone pensando alla risposta da dà al prossimo de Sky che je chiederà se ha firmato, de Borini che gioca con la voja de vive tipica der miracolato e de Kjaer che pare sempre a un niente dall’ordinare ai sottoposti il passo dell’oca, gli altri non stanno a fa niente di clamoroso. Totti, addirittura, sbaglia i passaggi proprio come li sbaglierebbe na punta da 200 gol che se mettesse a fa er centrocampista tuttofare alla sua età.
Eppure, all’intervallo siamo contenti.

“Se giocamo così le potemo pure perde tutte” se dimo smozzicando bistecche e arrosticini come fossimo Carnivori giocatori in crisi de risultati. “Le potemo pure perde tutte, nce ne frega gnente”, se dimo cor cervello plagiato dar progetto. “Tutte, tutte”, ribadimo da fondamentalisti decoubertiniani, mentre i nostri rientrano in campo co la faccia de chi ormai è convinto che il calcio abbia cambiato regole, preferenze, strumenti, opzioni, cancella cronologia. Perché la sensazione comune a tifosi e giocatori è che segnà, tutto sommato, sia un di più. Quel che conta non è fa gò, ma dà la sensazione de potello fa. E niente più dela posesiòn del balòn te ce fa crede così tanto. Tirà in porta è roba da anticaje e petrella, gesto vintage, reperto da rigattiere, mpo grammofono mpo telefono a gettoni. Er gò. Nostalgia canaglia.

Eppure, beata anacronistica ignoranza, ce sta uno che er gò lo desidera più de ogni altra cosa ar monno, precisamente er gò suo nella porta nostra. Dopo du anni passati a riguardasse su Youtube quello che c’aveva fatto a no sciagurato derby, lo spettinato ad arte Zarate vorebbe tanto riprovà quella gioia, mentre la nostra è già a livelli accettabili quando vediamo che Gasperini, che dio ce lo conservi, lo preferisce a un Pazzini imbullonato in poltrona.
Maurito L’Oreal guizza e scatta con ritrovata verve, si danna, s’accentra, si prepara e si coordina, sfoggiando tutto il suo repertorio di repentini cambi di direzione e invidiabili parabole arcuate che puntualmente non servono a un cazzo. E ogni volta che le laziali vedove di Maurito stan per esultare cor ditino infame pronto sui cellulari e sui profili de Facebook, si ritrovano come lui: mano nei capelli e sul volto, occhi chiusi per la disperazione e il troppo gel colato dai capelli al volto, che il sudòr non è mero fattore liquido, e devi sapello gestì.

Poi esce Pizarro ed entra Gago; quindi esce Borini ed entra Borriello, ma siccome resta Er Cipolla, si capisce che er gò non è priorità, e per le ragioni accennate poco fa, a noi poco ce cambia, anzi.
In compenso la posesiòn non è più così possessiva e tutto lascia presagire che er destino cinico e interista se stia pe profilà; dopo na partita gajarda e tosta stamo solo a cercà de capì quanto grossa, immeritata e dolorosa sarà la beffa.
Ma a quer punto s’abbatte definitivo sur Meazza il fattore Gasperini, nel senso che uno che pe vince leva Forlan pe mette Muntari, er dubbio che er lavoro suo sia in fattoria te lo fa venì. E si rivela inutile anche il tentativo di eliminare il migliore in campo con colpi che non se vedevano manco a Guantanamo nell’era Bush, co un De Rossi che, dopo aver suscitato unanime, trasversale, universale, virile solidarietà, se rialza sbattendo i tacchi a gridar “La stirpe è salva!”. Allora vordì che il progetto c’è, che il futuro è assicurato e il passato non fa più paura, definitivamente, quanno ar minuto 86 er fiordo danese disimpegna de tacco su Snaidero che a botta sicura ridisimpegna sull’ariano stinco cor laccetto, o al minuto 90+3, quando Burdisso sbraga sullo Snaidero de cui sopra e Mazzoleni, in barba ad una tradizione arbitrale sansirina che ha visto sanzionare molto meno, lascia correre, fino al fischio finale.

E allora corriamo e gioiamo come na scolaresca in pizzeria, adelante con juicio, tutti uniti, mano nella mano, co un punto in classifica e mpaio sur capoccione orange.
E allora adelante adelante che il destino è distante ma al volante c'è un uomo ai margini della cui scucchia un soriso finalmente s’affaccia a pronunciar la via, verso l’ignota dimensione spaziotemporale dove, a costo de perde sto balòn per qualche secondo, qualcuno farà gò.

19 settembre - the changeling

I'm the air you breath
Food you eat
Friends your greet
In the sullen street


the changeling - the doors (LA woman)


domenica 18 settembre 2011

sabato 17 settembre 2011

venerdì 16 settembre 2011

mercoledì 14 settembre 2011

martedì 13 settembre 2011

A un nada dalla remuntada

Esilarante resoconto di Roma - Cagliari 1-2 da parte di un tifoso romanista, segnalatami dall'amico Fausto.
Onore e gloria a cotanto maestro.



"Er tifoso romanista dei tifosi è sempre er più", cantava Lando Sinatra, e con tutto il rispetto per l'opera vendittiana che er core mezzo giallo e mezzo rosso pompar ci fa, poche frasi ce se appicciccano addosso come quella. Er più cosa non è fondamentale saperlo, qualsiasi aggettivo va bene, fate voi, ma quando a 50 gradi all'ombra e con una fresca eliminazione dall'Uefa sul groppone è sbucato Stekelenburg per scaldare braccia che poco je sarebbero servite, er boato der tifoso romanista s'è arzato, er peggio era alle spalle, la revoluciòm repartiva, er tifoso romanista, davero, de novo, una vez mas, se sentiva più er più che nunca.
Che poi l'asturiano a sto giro aveva fatto lo strano nei limiti, consapevole del fatto che a sto tifoso, ora come ora, basta che je metti er capitano in campo, poi coll'artri facesse il cazzo che je pare, tanto nun conoscemo nessuno, pe noi è uguale. Anche perché mo come mo annà a vedé la Roma, te dà la sensazione de essete imbucato alla festa tua, de girà pei corridoi de casa tua senza riconosce nessuno, e a vedelli che entrano e se scaldano è cosa che emoziona e stranisce, soprattutto quando capisci che quello ingobbito e sgraziato non po esse Gago, ma è ancora, inevitabilmente, impermeabile ad ogni rivoluzione, la bonanima de Simone Perrotta.
Ma va bene così, è il futuro che entra in casa, è la new economy, so gli spread che volano, e poi De Rossi ce sta ancora, nse sa pe quanto e a quanto, ma oggi gioca e tanto ce basta. Certo, Luigi Enrico se se po complicà le cose o fa, non è tipo che tira indietro la scucchia, motivo per cui na maja pe Rosi, uno che da 3 anni ogni volta che esce dar campo pensa che sia l'ultima che gioca co la Roma, nse sa come né perché, se rimedia sempre.
La partita inizia e la trama della tenzone è chiara: Cajari in 11 a proteggere la porta, Roma in 11 a guardare il Cajari che in 11 protegge la porta. Dalla prima mezz'ora si evince che:

- Pjanic è buon giocatore e gran paraculo. Non c'è passaggio del giovin slavo che non abbia Totti come destinatario, di petto, di tacco, no look no sense, sempre e comunque a Totti, che lui Totti conosce e je piacerebbe tanto diventare il nuovo Candela (colui che col capitano aveva un rapporto calcistico da Europride).

- Er Cipolla nse move. Il primo sms che ariva dice "Osvardo è mobile come Adriano", ove "mobile" non è inteso come aggettivo ma come libreria Expedit de Ikea Ecco, no, ancora no, non siamo a quei livelli. Er Cipolla nse move ma lo fa in maniera intelligente, che po sembrà strano ma invece un senso ce l'ha. Lui se fa pure trovà libero, poi però intruppa, scivola, credendo lui per primo che ce sia sempre quarcuno a tiraje i capelli impedendone i movimenti. Però è molto bello. Anche se il secondo sms che ariva dice: "Osvardo è na pippa". E vabbè.

- Heinze, ecco Heinze, non ha nessuna movenza del calciatore, ma neanche del calciatore rozzo e scarso, niente. Si muove male sempre, anche quando cammina, anche quando saluta, passi brevi, scattosi, improvvisi, e capello tanto antico da meritargli almeno un completo anni 70 a parte, con calzoncino inguinale e lacci sul collo. E però, Heinze è anche l'uomo che ogni volta che vede un altro uomo con la palla al piede, vede passarsi davanti tutta la propria vita fatta di fame, sete, sofferenza, ingiustizie, guerra e soprusi (dev'essere andata così, per forza), ragion per cui quella insaziabile voglia di sangue ritorna sempre, più forte che mai.

- Bojan è l'unico calciatore di serie A che non tocca mai la palla, il che può sembrare semplice, a volerlo, ma in un rettagolo di gioco, anche stando fermi, prima o poi succede che quel cuoio fastidioso ti sbatta addosso. A lui no. Fosse palla avvelenata, sarebbe il più forte. Il Macaulay culkin de Trigoria è a dir poco spaesato, e inizia a radicarsi il sospetto che Bojan l'aereo l'abbia perso veramente, e noi se stamo a incarognì su un sosia. Chiunque sia, per lui se prevedono tempi de ambientamento pari a quelli dell'essere umano sul pianeta Terra. Per ora stiamo ancora allo stadio invertebrati.

- Rosi è l'unico calciatore di serie A trattato dal proprio pubblico non come una sega ma come un imbecille.
Da un nostro compagno di spalti arrivano le due frasi che meglio sintetizzano i primi 45 minuti: "me sto a divertì come a na dimostrazione dela Folletto", seguita da "l'unico brivido ce l'ho avuto quanno er bibbitaro non me stava a dà e resto".
E tant'è.
 
Il secondo tempo però, è tutt'altra storia.Il chtiicaca pare ingranare ad una velocità utile a far sì che ogni tanto s'arrivi in porta, sempre e comunque senza segnare. Il possesso palla poi non ne parliamo, sale sale e non fa male, ma financo Rosi, per qualche minuto, pare utile alla causa. L'Olimpico ulula e striglia e quando Luigi Enrico leva Bojan pe mette Borriello di colpo diventiamo tutti asturiani, ogni polemica slovacca se spegne, anche perché Totti serve Borriello e un miracolo del portiere Azzaro ce strozza l'urlo in gola (scusate, st'immagine dell'urlo in gola strozzato me piaceva e la volevo usà, fa molto Ds). Insomma, vince diventa questione de minuti.Sì ma quanti? E soprattutto, pe chi?
Più o meno due, quelli che servono al migliore in campo fin lì, tal José Angel da Twitter (dove scrive na cifra) a fa due cazzate che manco Rosi ha condensato mai in così poco tempo.

Ci sono pochi mantra che dalla scuola calcio in poi tutti gli allenatore ripetono ai propri ragazzi. Uno di questi è: quando si rinvia la palla, mai al centro dell'area. Se poi al centro dell'area ce sta uno che ce odia manco fosse er fio de Chinaja, ecco, invece de rinvià al centro dell'area girate e tira direttamente sotto l'incrocio che fai prima, hai visto mai te sbagli e pigli la traversa. E' stato così, che quando s'eravamo scordati da dove venivamo e de chi eravamo figli, er fio ingrato ha ciabattato de stinco interno, stek s'è fatto nano e a palla è annata in buca.V per Vendetta ha esultato co la solita sobrietà e pacatezza, con quel riserbo e quella cortesia tipici de chi te sta pe piscià addosso dopo avette ammazzato de botte e buttato privo de sensi un fosso. Perchè Daniele non se l'è solo legata ar dito, s'è proprio fatto impiantà chirurgicamente una fune nella falange.E ancora una volta toccava fa la remuntada, l'ennesima.
José Angel da Twitter però è tipo che nse rassegna, e coll'ardore dei più giovani e dei più tonti s'è catapultato all'attacco, è entrato in area palla ar piede pe poi strascinallo alla ricerca de un rigore che non arivava e de un difensore che si bullava, graffiandolo a morte. Tanto è bastato a ricordacce che un giorno, hai visto mai uscissimo dalle secche de sta crisetta da età dello sviluppo, hai visto mai mandassimo a memoria il chiticaca e riuscissimo a somigliare al Barcellona B, insomma, quel giorno, comunque, un arbitro a cacacce er cazzo lo troveremo. Ma tanti e tali sono ora i problemi, che pure quell'espulsione non ci ha indignato più de tanto. Sticazzi. Calcio totale, remuntamo in 10.

A quer punto il chiticaca diventa caciara, er Capitano tira, Azzaro pare che para, comunque c'ha culo e a Osvardo je basta costringe navversario a svirgolà la palla pe mettese a aizzà er pubblico. "Pensa quanno segna che fa questo", se semo detti senza sperallo più de tanto.E quanno entra Borini, dicasi Borini, uno che fino a du giorni fa non l'avremmo trovato manco su Facebook, l'Olimpico esplode, e quello, pe riconoscenza, siccome è giovane e educato, alla prima palla che tocca fa gò, che viene annullato solo perché Heinze, senza avversari da disossare, aveva na frezza bionda in fuorigioco. Sai quelle cose belle che agli altri succedono sempre, tipo uno entra e segna? Tipo uno sconosciuto mai sentito mai visto prima mai coperto entra e segna? A noi mai, agli altri quasi sempre.
Ar Cajari, per esempio. El Kabir Bedi, per esempio. Che entra al minuto 86, e al minuto 90 pia la palla, tira, segna. Che ce vo.

E poi Totti ha tirato e De Rossi ha segnato. E solo a noi poi capità de segnà e vedé esultà gli altri. E solo a noi po capità de annà via dallo stadio chiedendoci: ma amo perso 2 a 0 o 2 a 1? No perché pare niente, ma invece è tutto. Se amo perso 2-1, non tutto è perduto. Da quell'inutile puntata de De Rossi se po ripartì. Da quel tardivo, inutile, beffardo, antico segnale de risveglio se po attinge speranza.
E pazienza se in tre partite amo fatto du go, e pazienza se a falli so stati Perrotta e De Rossi col contributo der Capitano, i novi ariveranno, prima o poi, pure loro, a dacce na mano.
E tanto l'amo capito che alla fine jamo fatto l'applauso, a quer paraculo lecchino de Pjanic che è venuto da solo verso la Sud, ma pure all'artri.
Perché la posesiòn del balòn è concetto pedagogico, materia nova e ostile. Stamo tutti a scola come fosse er primo giorno e non sarà un brutto voto preso mo a facce sartà l'anno.Tocca solo capì se semo ragazzi intelligenti che non se applicano o ragazzi tonti che se applicano.
Comunque semo i più.

13 settembre - lust'n'love

I can hear Chicago blues from an out of tune guitar
And a 1939 neon sign buzzin' above the bar

lust'n'love - stray cats (alley cat rumble)

lunedì 12 settembre 2011

il grande Camìn - seconda giornata

Vladimiro Caminiti, giornalista e poeta, uomo che 25 anni fa, dalle pagine di Tuttosport mi aveva folgorato con la sua prosa calcistica, con la sua poesia agonistica, traducendo in rime baciate le pedatorie avventure dei calciatori, in particolar modo della sua (e mia) amata juventus.
Vladimiro Caminiti, siculo, arcaico, retorico.
Vladimiro Caminiti, che Schillaci lo chiamava Salvo, mica Totò.
Vladimiro Caminiti, che una volta alle superiori ci ho dedicato un tema, ma davvero eh, nel senso che alla fine del tema, in bella, ho scritto "Dedicato a Camìn" - voto 4 "perchè non posso darti 3 calandriello... ma lo meriteresti"(cit.)
Vladimiro Caminiti, amante ed erede di Gianni Brera.
Vladimiro Caminiti, mancato nel 1993.
In sua memoria, butterò lì 4 cose sulla giornata di campionato appena trascorsa, cercando di parlare solo di ciò che ho visto, che già così sparerò un mucchio di cazzate.
Ma dedicate, ancora una volta, a Camìn.

(quella di oggi è di riscaldamento)
(che non è che voglio parlare di calcio SERIAMENTE eh, ma devo entrare in forma campionato)
(magari anche sciempiòn)

luis enrique non festeggia nemmeno halloween a roma, altro che panettone

gasperini deve capire che non è al genoa o al crotone dove i calciatori sono disposti a correre perchè lo dice "il mister", gente come luSio o Zamuel la difesa a 3 non la reggono per più di un tempo, han fatto acqua contro miccoli e hernandes pensa degli attaccanti forti che macelli gli combinano, figurarsi se poi l'arbito usa i cartellini.


il napoli fa paura, vittoria in scioltezza e senza i gol di cavani, ahi ahi, se regge la tifoseria son dolori per tutti


bella juve non c'è che dire, certo il parma ha giochicchiato ma l'anno scorso partite simili sarebbero finite 2-2 (contro avversari prestigiuosi come chievo e catania); bello vedere il pressing altissimo sul 4-0, vidal se non esagera sembra un'iradiddio. pirlo finchè gli avversari lo marcano a 5 metri è da pallone d'oro, il prato dello Juventus Stadium fa già cagare dopo 2 partite.

bellissimo vedere conte sotto la curva a fine partita

ottima lazio, prima mezz'ora da antologia, poi giustamente il milan è uscito, ma mi ha fatto un'ottima impressione.


In morte di Osama Bin Laden

(scritto pochi giorni dopo la sua presunta cattura ed uccisione)




Io non è che ho una grande memoria eh, però certe cose le ricordo, molto bene, purtroppo.
Ad esempio, ricordo l'11 settembre 2001, lo ricordo bene, benissimo, purtroppo.
Ricordo che era martedì, ero in ufficio, avevo una serie di appuntamenti, non avevo la connessione in ufficio ed avevamo una vecchia radiosveglia per sentire un po' di musica.
Ricordo il mio collega, un tipo pacato, calmo, che non alzava mai la voce, che mi viene incontro accaldato dicendo che un aereo aveva sbattuto con il WTC.
Ricordo che io lì per lì avevo capito un cazzo e gli avevo chiesto: ma ci sono dei morti?
E lui: dei morti? Migliaia di morti!!!
Ricordo la radio, che diceva, ma non sapeva, raccontava ma non capiva, trasmettendo un'ansia inenarrabile, specie dopo che il mondo capì che non era stato un incidente.
Ricordo mia nonna, classe 1913, due guerre mondiali sulla schiena, a casa, ipnotizzata davanti alla tv che dice “oh Signore, oh Signore, siamo in guerra”.
Ricordo tutte tutte tutte le tv collegate, le immagini trasmesse e ritrasmesse migliaia di volte.
E ricordo che puff, ad un certo punto uscì il nome di bin laden.
Ora io all'esistenza di osama bin laden non ci credo, figurarsi alla sua morte.
voglio dire, non credo esista l'uomo alto col barbone ed il turbante, che sfugge ai potentissimi mezzi cia\fbi\kgb\btr scappando per il deserto su un cammello trainandosi dietro l'apparecchiatura per la dialisi.
Non ci credo, bon, lasciatemi solo in questa mia ottusa e non dimostrabile convinzione.
E di conseguenza credo che la sua morte sia una messa in scena al pari della sua vita.
Ma.
Ma ricordo benissimo l'11 settembre, quello si reale, vivo, il fumo, le fiamme, le persone che si buttavano dal 70° piano.
E ricordo e ne sono tuttora convinto, che chiunque avesse organizzato tutto questo, per quello che mi riguardava, non meritava di vivere.
E ricordo che, specialmente negli ambienti springsteeniani pre-the rising, c'erano alcune strofe celebri che giravano.
strofe che a 10 anni di distanza ritengo ancora giusto "dedicare" a chi sta dietro a tutto questo.
che sia bin laden, bush, la cia, pisapia, luciano moggi, non me ne frega un cazzo.
chiunque sia, non è giusto che viva.
Non esulto per la sua morte, non la credo un miracolo di woytila (per l'amor di Dio), ma non me ne dispiaccio.
E disprezzo chi, piuttosto che merda, emette lamenti funebri, accende candele, espone bandiere.
E disprezzo i profeti della pace a tutti i costi, perché, mi ripeto, chi ha causato questo non mi dispiace che muoia, non tutti possiamo vivere per sempre, ogni tanto spero ci sia un minimo di meritocrazia nella morte.


SIGNORI DELLA GUERRA
parole e musica Bob Dylan

Venite signori della guerra
voi che costruite i cannoni
voi che costruite gli aeroplani di morte
voi che costruite le bombe
voi che vi nascondete dietro i muri
voi che vi nascondete dietro le scrivanie
voglio solo che sappiate
che posso vedere attraverso le vostre maschere

Voi che non avete fatto altro
se non costruire per distruggere
giocate con il mio mondo
come fosse il vostro giocattolo
mettete un fucile nella mia mano
e vi nascondete al mio sguardo
vi voltate e scappate lontano
quando volano i proiettili

Come Giuda
mentite e ingannate
Una guerra mondiale può essere vinta
volete che io creda
Ma io vedo attraverso i vostri occhi
e vedo attraverso il vostro cervello
così come vedo attraverso l'acqua
del mio scarico

Voi armate i grilletti
perchè altri sparino
poi vi sedete a guardare
il conto dei morti farsi più alto
Vi nascondete nei vostri palazzi
mentre il sangue dei giovani
fluisce dai loro corpi
ed è sepolto nel fango

Avete sparso la paura peggiore
che mai si possa avere
la paura di mettere figli
al mondo
Per minacciare il mio bambino
non nato e senza nome
non valete il sangue
che scorre nelle vostre vene

Cosa ne so io
per parlare quando non è il mio turno?
Potreste dire che sono giovane
potreste dire che non sono istruito
ma c'è una cosa che so
sebbene sia più giovane di voi
che nemmeno Gesù perdonerebbe mai
quello che fate

Lasciate che vi faccia una domanda
il vostro denaro è così buono
che pensate che potrà
comprarvi il perdono?
Io penso che scoprirete
quando la Morte chiederà il suo pedaggio
che tutto il denaro che avete fatto
non riscatterà la vostra anima



E spero che moriate
e che la vostra morte arrivi presto
Seguirò la vostra bara
nel pomeriggio opaco
Veglierò mentre siete sepolti
nel vostro letto di morte
e resterò sulla vostra tomba
finchè sarò sicuro che siete morti 

 

12 settembre - easy

That son of a bitch crossed me once
But he won't cross me twice


easy - deer tick (born on flag day)

domenica 11 settembre 2011

La mia città di rovine

Avanti, alzatevi!

Paradiso

Trattengo il respiro e chiudo gli occhi

Sollevarsi

Cielo di tenebra e di dolore, un sogno di vita

Manchi tu

Ho troppo spazio nel letto, troppe telefonate

Da Mary

Ti sogno tra le mie braccia e mi perdo nella folla

La miccia

C'è il diavolo all'orizzonte, il tuo bacio e sono vivo

Più avanti lungo la strada

Ho una canzone da cantare per ripararmi dal freddo

Cerchiamo di essere amici

Adesso è ora che il passato diventi storia

Cielo vuoto

Respiravo appena



L'uomo che è niente

se vuoi coraggio, ti farò vedere un coraggio che puoi capire

Conto su un miracolo

Il nostro amore è questa polvere che ho sotto i piedi

Aspettando un giorno di sole

Non ti preoccupare, troveremo il modo

Dentro il fuoco

Ho sentito che mi chiamavi, poi sei sparito nella polvere

Giorno solitario

meglio che tu faccia domande prima di sparare



11 settembre - worlds apart

Possano i vivi lasciarci entrare, prima che i morti ci facciano a pezzi

worlds apart - bruce springsteen (the rising)

venerdì 9 settembre 2011

giovedì 8 settembre 2011

08 settembre - the leaves are green

Like a poem I meant to write.
And the leaves that are green turn to brown


the leaves are green - simon and garfunkel (paul simon 1964 - 1993)

mercoledì 7 settembre 2011

20 anni, 2 concerti, qualche video

BUON VENTESIMO COMPLEANNO PEARL JAM!!!!

Set
Release: http://www.youtube.com/watch?v=gRemFInfcRw
Arms Aloft: http://www.youtube.com/watch?v=e_V_yqI8SBI
Do the Evolution: http://www.youtube.com/watch?v=Ow84SFM2jDQ
Got Some: http://www.youtube.com/watch?v=SQG3MfXbYIs
In my Tree: http://www.youtube.com/watch?v=cahKyFUPBmo
Faithfull: http://www.youtube.com/watch?v=pib05nNiGcM
Who you are: http://www.youtube.com/watch?v=ksnQ3-X0SQ0
Push Me Pull Me: http://www.youtube.com/watch?v=bqBSVgb3do8
Setting Forth: http://www.youtube.com/watch?v=kFJ9DFVnB5E
Not For You: http://www.youtube.com/watch?v=fLhkcng45Kw
In the Moonlight: http://www.youtube.com/watch?v=RAnmYJ1kNhM
Deep: MISSING
Help Help: http://www.youtube.com/watch?v=vAulY7rl03Q
Breath: http://www.youtube.com/watch?v=vRh7vYUu7JE
Education: http://www.youtube.com/watch?v=Lz7HJeI2sXQ
Once: http://www.youtube.com/watch?v=aDkECNBDzHw
SOLAT: http://www.youtube.com/watch?v=fui8tHN5Ees
Better Man: http://www.youtube.com/watch?v=QVwFeC8U1Ak
Wasted Reprise & Life Wasted: http://www.youtube.com/watch?v=PauhLn3Gi3M

Encore 1
Rearviewmirror: http://www.youtube.com/watch?v=OFQ13BOKW8Y
Stardog Champion: http://www.youtube.com/watch?v=2MLJr7IJ47E
Say Hello to Heaven: http://www.youtube.com/watch?v=Z_1LrT0cnsc
Reach Down: http://www.youtube.com/watch?v=Bsu26XqWnXI
Hunger Strike: http://www.youtube.com/watch?v=-3HInbSDdk8
Love Reign O'er Me: http://www.youtube.com/watch?v=Qa64EtNQqHk
Porch: http://www.youtube.com/watch?v=Z8F93wYP5Cw

Encore 2
Kick Out The Jams: http://www.youtube.com/watch?v=-q0SOlj7W8Q