venerdì 26 novembre 2010

marco quaroni - fuga da bar in sol minore



Premessa indispensabile uno: non mi piace la montagna, anni ed anni ed anni di scout non hanno fatto il miracolo, io sto bene al mare, mi piace il caldo, non scio, mi girano le palle se ho i piedi freddi, gnà posso fa.

Premessa indispensabile due: il mondo secondo il Cala si divide fondamentalmente in due categorie Quelli da passeggiata e Quelli da bar.
Quelli da passeggiata sono quelli che si devono muovere sempre, si va di qua, poi di la poi si torna indietro, muvès, andale, sempre.
Quelli da bar non passeggiano con gli amici, li ricevono al tavolino di un bar, quasi sempre un bar ben preciso non intercambiabile se non in casi estremi. Stanno lì, leggiucchiano il giornale, tanto arriva qualcuno, sempre; passano pomeriggi interi lì, poi scendono per l'anticipo-posticipo-rinvio-champions dopo cena, sempre allo stesso bar, quasi sempre allo stesso tavolino.
Il Cala, facile a dirsi, è da bar, assolutamente da bar, è uno splendido rappresentante di Quelli da bar, ma vogliamo scherzare?

Questo libro quindi mette queste due premesse in contrasto tra loro.
Parla di montagna, quella vera, sana, pura, incontaminata.
Parla di gente di montagna, gente vera, sana, pura, incontaminata.
Ma parla anche di bar, ma non di uno qualunque.
Marco racconta Il Bar.
E soprattutto racconta dei suoi clienti, quelli abituali, ognuno con le sue belle caratteristiche, i suoi difetti, le sue manie.

Si sente il calore del fuoco, il freddo quando si apre la porta, si sente la sincerità dei sentimenti, il gusto del buon rosso, l'odore del brodo, la passione dei vaffanculo.
È tutto vero, reale, onesto in questo bar, dove si muore, ma si resta a cena, dove si torna bambini, anche se i bambini veri non credono a quello che dici.
Le spose capiscono i ritardi, accettano le assenze, si affiancano con discrezione nei momenti importanti.

La bella umanità descritta in questo breve libro conquista veramente e fa venire voglia, anche a me, di un bel camino acceso, un bottiglione di rosso, un tagliere pieno (il punto due ed il punto tre di questo elenco in effetti li desidero con frequenza pur non amando la montagna).

Cercate questo bar, non ne potrete più fare a meno.

martedì 23 novembre 2010

Vieni (via) con me

visto che va parecchio di moda, ecco il mio elenco.

ELENCO DELLE COSE CHE VORREI CHIEDERE A MIO PADRE (2004 - 2010) (in ordine rigorosamente casuale)

Mi insegni a fare le cozze?

Anche io ti facevo restar male come luvi fa restare male me quando mi risponde in certi modi?

Metti sky così dopo pranzo la domenica ci guardiamo le partite?

Secondo te vannucci è una brava persona?

Ce la meritavamo la serie B?

Andiamo al bar a festeggiare la vittoria di berlino come avevamo fatto nel 1982?

mi hanno proposto di andare a lavorare a pietra ligure, cosa ne pensi?

Volevamo prendere la c-max, ti piace?

Tu sei entrato in sala parto quando sono nato io o quando è nata giorgia?

Pensavi davvero che sarei potuto diventare direttore di banca quando andavo all'università a siena?

Pensi ancora che io voglia fare il capo scout “di lavoro” facendo l'assistente sociale?

Eri davvero convinto che volessi farmi prete?

Ma “la Rosy” è quella che veniva in spiaggia dove andavamo noi?

Vuoi fare un giro sul mio scooter nuovo?

Mi accompagni a comprare un vestito che io e simona siamo invitati a enne matrimoni e mica posso vestirmi sempre uguale?

Non pensi che a trentaqualcosa anni io possa tenermi un po' i capelli come cazzo piace a me?

Andiamo a torino allo stadio nuovo a vedere la juve?

Ti manca nonno federico?

Cosa ti manca di più di tuo padre?

Cosa avresti voluto dirgli che non gli hai mai detto?

Il tuo amico elettricista mi fa incazzare, ora lo chiamo e lo posso mandare a fare in culo?

Ci hanno portato i mobili venite a vederli?

Ci hanno portato la cucina venite a vederla?

Ci hanno portato la camera da letto venite a vederla?

Abbiamo fatto la cameretta nuova venite a vederla?

Ma davvero sei convinto che viveri sia stato un buon sindaco?

Mi accompagni dalla concessionaria che faccio il tagliando?

Mi hanno chiesto di fare una lista civica e di candidarmi per le comunali, cosa ne pensi?

Ti faccio ridere quando scrivo delle partite di calcetto?

Non pensi che la mia intolleranza parlando di musica sia identica alla tua quando parli di vestiti?

Cosa ne pensi di krasic\ferrara allenatore\cassano alla samp\cassano in nazionale?\lippi bis\mondiali in sudafrica\del neri\ amauri\mourinho\l'inter che vince la champions dopo 87 anni?

Simona è incinta, ludovica ci piacerebbe come nome, ma di solito ste cose si fanno per qualcuno che non c'è più, così pensavamo a giulia o a virginia, ti piacciono?

Vuoi provare la macchina nuova?

Per chi voti a sto giro?

Abbiamo imparato una ricetta nuova, venite a pranzo?

Passi a prenderci oggi che portiamo ludovica in piscina?

Mi presti dei soldi?

Conosci qualche idraulico che venga velocemente?

Cosa regalavi alla mamma per gli anniversari di matrimonio?

Mi canti ancora “Tanti auguri a te” come hai fatto 6 anni fa?

Come sto andando?





mercoledì 17 novembre 2010

P O V E R O S T E F A N O

pedofilo molesta bambina e viene arrestato
una bambina di 2 anni.
è successo a vado ligure, 20 km da casa mia.
Più o meno nello stesso periodo in cui l'italia intera chiedeva a gran voce la pena di morte, con esecuzione sommaria e preferibilmente in diretta tv, di michele misseri.
Lungi da me schierarmi o parlare di pena di morte si o no, carcere duro, riforma della giustizia o altro che non mi compete e di cui non ho conoscenze sufficienti.
Una cosa però sappiamo tutti, se ti arrestano per certi reati, in carcere te la fanno pagare prima dei giudici, i detenuti.
Codice "morale", legge non scritta, cose risapute.
Giusto? Sbagliato? Non lo so, certo se arrestassero uno per un'accusa del genere riferito che so, a mia figlia (coetanea della molestata a Vado) non credo che avrei grossi problemi a giustificare praticamente qualunque cosa succedesse in carcere al porco.
In linea di massima io credo che certe garanzie MINIME di sicurezza in carcere dovrebbero averle tutti, mentre leggiucchiando qua e là mi sembra che accada l'esatto contrario.

il secolo xix pochi giorni dopo il fatto se n'è uscito con sto articolo:

Antonio, 30 anni, appena uscito da Marassi:
i detenuti di notte ululano e lo insultano, lo aspettano...
[...]
«Quando una persona viene portata in carcere con accuse così pesanti - prosegue Antonio - i detenuti non lo perdonano. Ci sono regole non scritte tra chi vive nelle mura di una casa circondariale e quelle regole valgono più della stessa vita, soprattutto se in carcere ci devi passare tanti anni. In un carcere maschile, duro come quello di Genova, non vengono accettati i reati contro le donne e contro i bambini. Devi pagare la pena che decidono anche i detenuti. Tutti sanno che è così».

tutti lo sanno, appunto, è utile parlarne? Serve solo a riempire una pagina? Che senso ha scrivere una cosa del genere? Bah, andiamo avanti

È forse questo che preoccupa maggiormente i genitori di Stefano. Maria Teresa e Floriano vorrebbero incontrare il figlio anche per pochi minuti, per sincerarsi delle sue condizioni psico fisiche. [...].
Eppure, se il giovane dovesse rimanere in carcere, difficilmente potrebbe essere inserito in celle comunitarie e nemmeno rimanere sempre in isolamento guardato a vista da due agenti della penitenziaria. Misura che, per il momento, è considerata quasi straordinaria.
Stefano Ferrando ha 21 anni e tutti sanno che si tratta di un ragazzo che non riuscirebbe a sopravvivere all’interno del mondo del carcere. Con i capi di imputazione che si porta dietro, poi, sarebbe ancora più impensabile.

Ok, va bene, non è però che ci sia capitato per caso li dentro no? L'italia ha un numero di suicidi in carcere altissimo, non lo scopriamo ora, perché questo interesse?

«Non so come sia quel ragazzo - racconta ancora Antonio - e non so che storia abbia alle spalle. So però che a Marassi gli altri detenuti lo vogliono tra le mani. Non scherzo. Quando una persona nuova entra in carcere in poco tempo lo sanno tutti. Possono entrarne anche 50 al giorno che si sa tutto. L’altra sera, nei confronti di quel giovane, erano tutti in fermento. Si urlavano da una cella all’altra. Sembrava un ululato continuo. Insulti, anche frasi che sembravano senza senso. Eppure erano tutte per lui. Volevano fargli sentire che il carcere lo aspetta, che non è al sicuro,che ha una pena già decisa da pagare».

Va bene, abbiamo capito. ABBIAMO CAPITO. Perché dobbiamo scendere in dettagli così crudi? Leggendo queste righe sembra che sto qui sia LA VITTIMA, mentre, se è li, è perché è accusato, se mai, di essere COLPEVOLE. Leggendo queste righe viene spontaneo preoccuparsi per lui, ma la famiglia della bambina sta ricevendo le stesse attenzioni???

Le celle di isolamento, a Marassi, sono chiaramente separate dal resto dei detenuti. Per questo loro urlavano. Volevano che il giovane li sentisse.Stefano intanto sta vivendo tutto questo e, se non dalle dichiarazioni dell’avvocato alla famiglia, non si sa come stia reagendo e che cosa stia pensando. Sicuramente le sue esperienze sono troppo lontane dalla vita del carcere. Troppo lontane da chi, per necessità anche, ha fatto del sottobosco il suo habitat naturale.

Alt, ferma un po', le sue esperienze QUALI???? toccare una bambina stesa sul fasciatoio mentre le cambia il pannolino? Perché è di questo che stiamo parlano, di uno beccato, COLTO IN FLAGRANTE, mentre si eccitava davanti ad una bambina di due anni. È chiaro questo???? cosa c'entrano le esperienze di chi ha fatto del sottobosco il suo habitat naturale? Cosa vuol dire????

«Di solito quando si viene arrestati - racconta ancora Antonio - i secondini cercano di non far spargere troppo la voce su chi è entrato, soprattutto se nuovo. [...] Quel ragazzo in un carcere normale non sopravvive di sicuro. Non ce la può fare. Il carcere è duro, durissimo. [...]».

POVEROSTEFANO!!!!! non ce la fa, è già deciso, sto articolo è stato scritto due giorni dopo il suo arresto, ma è già deciso che non ce la fa, perché, attenzione SCOOP!!!, il carcere è duro, anzi, DURISSIMO. Ma solo per lui? Per quelli sbattuti dentro per 4 canne invece è come entrare in una SPA con tre figone che ti fanno i massaggi??? come mai ci si accorge di certe cose, si da spazio a certe cose proprio adesso??? PERCHÉ???

Anche sulla rete sono già molti i gruppi o i blog che parlano di una possibile vendetta nei suoi confronti. Stefano Ferrando quindi rimane nella sua cella di isolamento. Forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

NOOOOOOOOOOOOOO. TENETELO AL SICURO MI RACCOMANDO!!!!!
al sicuro, come magari pensava di essere la piccolina che si faceva cambiare il pannolino dal FIDANZATO DI SUA SORELLA.
Lei si che era al sicuro, la mamma la faceva giocare con questo ragazzone che STUDIA PEDAGOGIA. La mamma che grazie a Dio, come solo alle mamme succede, ha intuito, capito, odorato qualcosa.
Ma della bambina non si parla, si parla del POVEROSTEFANO, che speriamo resti nella sua cella di isolamento, Forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/10/15/AMYr0H9D-essere_vorrei_stefano.shtml

n.b. Nello stesso periodo, mentre il secolo decimonono tratteneva il respiro in ansia per POVEROSTEFANO, a genova scoppiava quel casino prima di italia – serbia.

Anche lì, mica mi metto ad analizzare il perché ed il percome eh, ma non ho letto UNA RIGA sul secolo che esprimesse preoccupazione per ivan (o igor) quell'orango mascherato che quasi da solo ha fottuto due nazionali, due federazioni e 15-20 mila persone.
Quell'ivan che è stato additato come simbolo dei mali del calcio (quindi del mondo intero) MA CHE non risulta abbia toccato nessuna bambina, no no, tanto meno bambine di due anni, no no.
Quell'ivan, serbo, che è stato messo in un carcere femminile perché a marassi in quel periodo c'erano detenuti un tot di albanesi che come dire, avrebbero discusso volentieri con lui di politica internazionale.
Un carcere femminile che per lui era forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

Dopo alcuni giorni, colpo di scena, il secolo decimonono ritorna sull'increscioso fatto (la detenzione tremenda di POVEROSTEFANO eh, non il motivo del suo arresto) a margine di una scottante inchiesta sulla pedofilia nelle parrocchie savonesi, finalmente, POVEROSTEFANO è riuscito ad incontrare i genitori e, pensate, a ricevere da loro un ricambio di vestiti.
il tutto descritto per il 75% dell'articolo, il restante 25% rapidamente ha ricordato perchè fosse in carcere.

Vengono negati al POVEROSTEFANO i domiciliari per mi sembra 3 volte (riforma della giustizia subito, SENZA SE E SENZA MA), poi, suonino a festa le campane, avviene il miracolo, il bene vince sul male, e POVEROSTEFANO ritorna a casa.

ECCO LE TOCCANTI PAROLE DI ALBERTO PESCE

È tornato a casa, il ragazzo di Vado accusato di essere un pedofilo perché avrebbe molestato e abusato di una bimba di appena 21 mesi, la sorellina della fidanzata. Sorpreso dalla madre della piccina in casa di lei, in Valbormida, era stato arrestato dai carabinieri lo scorso 9 ottobre.

Alla terza richiesta nel giro di un mese presentata dal suo avvocato, Stefano Ferrando, 21 anni, ha ottenuto di uscire dalla cella di isolamento del carcere di Marassi per gli arresti domiciliari in casa sua, con la famiglia, in via Sabazia, a Vado. Era in carcere, in isolamento, sino a ieri nel primo pomeriggio, sorvegliato 24 ore su 24 dal personale della polizia penitenziaria che per lui aveva addirittura raddoppiato i turni. Si temeva un gesto autolesionistico da parte sua dopo essere stato sorpreso dai familiari della piccina: «Stavo solo cambiandole il pannolino» era stato il tentativo di difendersi. Poi l’arrivo dei carabinieri e le manette

Adesso, in attesa del processo, Stefano Ferrando, studente universitario a pieni voti di pedagogia e appassionato volontario nel dare una mano
(e qui il Cala si astiene da commentare il "dove" mette la mano)
alla società di basket Sabazia (B2) di cui il padre Floriano è uno dei dirigenti di spicco, starà a casa. Potrà avere contatti solo con la famiglia, come ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Emilio Fois.
Potrà vivere fianco a fianco con la mamma Maria Teresa, che per seguirlo si è dimessa dall’incarico di assessore ai servizi sociali in Comune a Vado, il padre e la sorellina, ancora minorenne, ma prossima a compiere i 18 anni
(ancora uno sforzo e poi starai tranquilla piccolina!).
Un elemento decisivo questo perchè il gip Fois,ha disposto che Stefano non venga assolutamente a contatto con minori, soprattutto bambini.

Cosa è cambiato rispetto alle due precedenti richieste di scarcerazione, o in alternativa di detenzione domiciliare, presentate dall’avvocato Alberto Russo e bocciate? Alla terza richiesta che gli è stata presentata, il gip ha dato l’ok alla scarcerazione perchè nel frattempo è stata conclusa la perizia di psicologi e psichiatri sul ragazzo.

«Deve essere curato, è malato. Non può essere seguito adeguatamente in carcere. È incompatibile il regime carcerario che lo ha già provato», per la palese ostilità e le minacce ricevute a Marassi. È il senso della relazione consegnata al giudice che ieri mattina ha accolto la richiesta dell’avvocato ed ha depositato il dispositivo di scarcerazione. Erano all’incirca le 10 quando la decisione è diventata ufficiale. Un paio di ore dopo l’avvocato Russo, nelle sue quotidiane visite negli uffici del quinto piano del Tribunale ne è venuto a conoscenza ed ha subito avvertito i genitori che nel primo pomeriggio sono partiti in auto per aspettare il figlio all’uscita da Marassi.
(a saperlo ci si organizzava)

Al telefono di casa, in via Sabazia, evidente il sollievo nel tono della sorellina: «I miei genitori non ci sono, devono ancora rientrare».
(sollievo per il fatto che NON è ANCORA tornato?)
Erano le 15 e 30. Adesso familiari e legali si concentreranno sulla linea difensiva da adottare al processo dopo aver tentato di “smontare” l’operato dei carabinieri: «La confessione che hanno raccolto sotto forma di spontanee dichiarazioni non ha valore perchè in assenza del suo avvocato» Fu la contestazione.
(anche toccare una bambina di due anni andrebbe fatto in presenza di un avvocato?).
Genitori e avvocato si limitarono a dire: «Una versione da verificare»
(sembrerebbe che la vittima l'abbia provocato).

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/11/14/AMxHRdFE-domiciliari_accusato_pedofilia.shtml

ora, ok, sono di parte, ho una figlia della stessa età della piccola molestata, però, però, però a nessuno sembra che tutta sta attenzione verso POVEROSTEFANO sia un tantino eccessiva, direi quasi FUORI LUOGO visto il perché è stato arrestato? (reo CONFESSO tra l'altro e immediatamente implorante aiuto per quella che io comunque ritengo essere una malattia).
Lungi da me difendere i preti accusati dello stesso reato, sono altre le persone che devono giudicarle, io mi limito purtroppo a soffrire per questo SCANDALO anche vicino a casa mia, che riguarda un ambiente dove sono cresciuto e a cui devo (con sincera gratitudine) parte della mia educazione e della mia formazione.
Mi chiedo però perché, al di là della caccia alle streghe che molti (tra cui il secolo decimonono, la cui unica funzione in questo mondo è quella di fasciare le uova, perché per pulire i vetri non va bene, sporca) hanno scatenato contro TUTTI i preti, verso questo ragazzo (che sia chiaro io spero riceva un processo ed un trattamento EQUO, ma equo eh, né più né meno di CHIUNQUE ALTRO, e che credo sia più MALATO che COLPEVOLE) c'è questa attenzione al dettaglio, al lato “familiare” e “domestico”, ai suoi studi, al suo essere considerato da tutti un bravissimo ragazzo?
perchè?
perchè?
perchè?
Chi è che ha detto che è merito della mamma assessore? Dai, venga fuori! Su non fatemi casino qui che ho già rischiato una volta la querela ed io con gli assessori non ho un grande feeling dai!!!
ah, dite che è così?

martedì 16 novembre 2010

A quello che eravamo a quello che siamo a quello che saremo




Nel film del 1985 “Fandango”, kevin costner ed i suoi amici nel corso di un viaggio non solo “chilometrico” recuperano nel deserto una cassa dove dentro avevano seppellito una bottiglia di champagne e scaraventandola da una alta rupe brindano a loro stessi.
Da quando mi sono chiesto che senso avesse l'esibizione di bruce e la band in un teatro vuoto a rifare per intero ed in ordine esatto Darkness l'anno scorso, questo è il paragone a cui sono arrivato.
Oltre alla conclusione che sia quello il dvd chiave di tutta la magnifica operazione del cofanetto in uscita oggi, per celebrare il “trentennale più due” di Darkness on the edge of town.
Quel dvd da la lettura al cofanetto, perché fondamentalmente dice una cosa: siamo qui, 31 anni dopo e queste canzoni sono cresciute con noi, non ci hanno mai lasciato ed oggi le ritroviamo qui, fresche e vere come allora.
Bruce e la band dicono semplicemente questo: SIAMO ANCORA QUI! Anzi dicono anche DARKNESS È ANCORA QUI.

L'operazione cofanetto a mio avviso va oltre la classica celebrazione di un gran bel disco, come oggi accade per molti, forse troppi album, anche con meno anni di onorata carriera sulla schiena.
Il voler aprire ai fan archivi audio e video (anche se non del tutto inediti per alcuni accanitissimi) relativi a quel periodo, per bruce vuol dire riallacciare un filo che dal 1978 porta ai giorni nostri seguendo un percorso musicale ma soprattutto di vita.

Darkness on the edge of town, inutile ricordarlo, segna il passaggio, magari gradualmente già accennato nel disco precedente, dal ragazzo vagabondo che cerca una sua via d'uscita all'uomo che d'un tratto vede il mondo con occhi nuovi e spesso vede ciò che non vorrebbe vedere.
Darkness come rabbia, lotta, come crescita dolorosa, assunzione di responsabilità o quantomeno presa di coscienza di queste ultime.
Darkness come primo sguardo al di là del piccolo mondo dove il giovane bruce aveva ambientato i suoi primi 3 dischi, come impatto con le badlands, con i poveri che vogliono essere ricchi, i ricchi re e via andare.
Darkness come accorgersi che è meglio essere nati senza niente, perché appena hai qualcosa vengono a portartelo via.
Darkness come consapevolezza del peccato, del male, di essere alla fine un caino, di aver ereditato peccati e fiamme.
Darkness che trasforma ed imbastardisce il runaway dream, di cui resta solo il dark heart.
Darkness, buio, come quello che c'è fuori quando la gente esce per andare in fabbrica a perdere l'udito e ogni giorno un pezzo di anima.
Darkness, buio, come il corridoio da attraversare se vuoi arrivare alla stanza di candy, per un amore forse solo ipotetico, sognato, desiderato, alcuni ipotizzano addirittura mercenario.
Darkness, buio, da dove senti chiamare il tuo nome senza capire chi lo stia facendo.
Darkness, buio, illuminato da un fuoco che non da vita come capita in altre canzoni, ma brucia pensieri e volontà, di perdenti che su certe strade stanno morendo.
Darkness, buio, solitudine, dove il personaggio della title-track, chissà, magari è lo stesso di Meeting across the river, che si immaginava la scena di lui che butta soldi “sospetti” sul letto mentre la sua donna capiva che non stava “solo parlando”, e che ora ha perso tutto, compresa la moglie, ma sarà su quella collina, perché non può fermarsi

L'album nasce come sappiamo in un periodo di fortissimi scazzi per bruce, cause legali, impossibilità a pubblicare nuove materiale; al di là che sia vero o meno che i testi parlino di quelle cose, darkness sembra alla fine quasi un manuale di sopravvivenza, che ha come obbiettivo ultimo il vivere, il resistere, il non arrendersi, non come quelli che “semplicemente rinunciano a vivere e muoiono pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno”.

Bruce ha resistito, non si è arreso ed oggi è lì su quel palco spoglio, davanti ad un teatro vuoto (vuoto NON perché nessuno lo ascolta, ma vuoto perché su quelle sedie possiamo starci tutti) a dire che da quell'oscurità, da quei margini si può uscire.

Anche per questo Darkness è un disco ATTUALE, un disco VIVO, che viene riproposto dagli stessi musicisti che lo incisero nel 78, perché è VERO OGGI, ADESSO.
È soprattutto CREDIBILE anche cantato da sessantenni, cosa non semplice nel rock.
È credibile perché parla di uomini, di ragazzi diventati uomini, di vita adulta.
Certo born to run a luci accese sul palco con enne mila pugni alzati sarà SEMPRE credibile live, ma Darkness non è una celebrazione di tempi andati, è vita, non è passato, è presente. È qualcosa che devi sempre aver chiaro, in testa, una specie di manuale delle istruzioni.
Darkness è il momento in cui bruce capisce che andarsene dalla città dei perdenti non è facile, ancor meno lo è farlo vincendo.

Il resto del cofanetto, il resto dello splendido cofanetto dice ovviamente anche dell'altro.
Dice che già allora bruce springsteen & the e-street band erano il miglior concerto che ti potesse capitare di vedere.
Dice che nell'arco di una sera potevi morire e rinascere più volte grazie a loro, alle loro canzoni, al loro essere su un palco come fosse l'ultima possibilità per dimostrare qualcosa.

Le outtakes, gli inediti, mioddio.
Per anni abbiamo sognato vagheggiato sulle sessions in studio di quel periodo.
Il doppio cd altro non fa che dirci una cosa che abbiamo sempre saputo. Probabilmente il signor springsteen non ha inventato nulla, ma nessuno è mai stato in grado di assorbire stili completamente diversi e renderli unici e soprattutto PERSONALI come lui ha fatto in 40 anni.
Ed è per questo che a mio avviso l'approccio col doppio cd non dovrebbe essere di valutazioni delle canzoni in quanto tali.
Finalmente possiamo dire a voce alta quello che magari abbiamo sussurrato a bassa voce: se non le ha pubblicate ci sarà un motivo. Si, c'è un motivo, per alcune di queste canzoni, è evidente. Ma non fermiamoci a questo, andiamo oltre la domanda Cazzo c'entra sta canzone con springsteen? Perché questo doppio cd fa parte del making of tanto quanto il documentario. Sono stralci, spunti, idee, bozze.
Il pop (oddioddiddioddio che brutta parola!) il soul, il r&b, c'è tutto qui, disordinato, caotico, pasticciato bloc-notes che bruce ha scelto di mettere a disposizione per farci vedere meglio da dove parte questo filo che ancora oggi è ben teso.
Bruce che canta mentre steve ridacchia, bruce che borbotta, pezzi che richiamano sinistramente cose tipo gli abba, tutto questo è stato darkness, tutto questo è stato quel periodo, perché dovremmo negarlo e nasconderlo, visto i risultati a cui ha portato?

Ho sempre sostenuto che il mio disco preferito sia Born to run, non cambio idea, anche perché fondamentalmente di certe classifiche me ne frego, ma Darkness oggi ci viene presentato con una trasparenza, una sincerità, una attenzione che ci dimostrano quanto di bruce ci fosse e ci sia ancora in quei solchi.

L'importanza di quel disco sta nelle rughe, nella fatica a stare in piedi, nella calvizie delle persone che lo hanno risuonato 31 anni dopo e soprattutto che per 31 anni hanno continuato a suonarlo.

Spesso ho riflettuto se non fosse magari eccessivo il peso, l'importanza che do alla musica.
La musica suscita in me tutta una gamma di sensazioni-emozioni, dalla rabbia alla tristezza, alla gioia, all'innamoramento, al dolore, all'eccitazione sessuale.
E questo sono sicuro sia assolutamente un bene, proprio per le cose che in un modo o nell'altro mi aiuta a provare ad esternare, a capire
Ma dopo una vita passata ad ascoltarla, dopo enne mila album, una cosa so per certo.
Se cerco nella musica una spiegazione, una via, una direzione, un consiglio il primo a cui mi sono rivolto, mi rivolgo e soprattutto continuerò a rivolgermi sarà sempre bruce springsteen.

Ed il fatto che sia l'autore di questo album in effetti influisce sulla mia decisione.

martedì 2 novembre 2010

dave eggers - l'opera struggente di un formidabile genio


Protagonisti: il Cala (me medesimo), la Berga (amica e collega, amante del libro in oggetto, che ha imprestato a il Cala), Anna staccato Maria (amica, amante del libro in oggetto, grande lettrice e persona dei cui giudizi librari il Cala si fida ciecamente)

il Cala riceve il libro in prestito dalla Berga, che dice "mi sembra troppo un libro per te"
il Cala chiede ad Anna staccato Maria se conosce tale libro
Anna staccato Maria dice che è uno dei suoi 25 libri preferiti
il Cala attacca a leggere il libro in oggetto una mattina che va a genova in treno per lavoro
sms del Cala alla Berga: Berga sono in treno ed ho iniziato a leggere il tuo libro. Sono a pag 30 più introduzione e ti ho già mandato a fare in culo 3 volte
risposta della Berga: eh eh eh. resisti! L'impatto iniziale è un pò cosi, ma poi migliora
("l'impatto iniziale" altro non è, dopo 35 pagine di soliloquio a mò di introduzione, di un racconto parecchio accurato degli ultimi giorni di vita della madre del protagonista, malata di cancro.)
(macheccazzo)
sms del Cala: Ho l'impressione che questo libro segnerà in maniera indelebile la nostra amicizia, nel bene o nel male.
(minchia Cala se la prendi alta!!!!)
(ed infatti)
sms della Berga: Oh merda! non credevo di fare un passo così azzardato, forse dovevo rileggerlo prima, o forse affidarmi ad harry potter
sms del Cala: ahahahahah figa in effetti mi è uscita un pò pesante come sentenza

(lettura del libro, a volte interessante, a volte inquietante, a volte sconcertante)

(il Cala arriva ad una intervista che la troupe di mtv fa all'autore per decidere se scritturarlo per una specie di reality show)
(dura NON SCHERZO 45 pagine)
(il Cala e la Berga sono insieme su un treno, per lavoro)
il Cala: Berga, ma quando cazzo finisce stamminchia di intervista?
la Berga: ah non lo so, io l'ho saltata

inzia ad alBERGAre in me il dubbio che sto libro sia un pacco, sarà che lo leggo lentamente, sarà che sta cosa degli ospedali delle luci delle possibili ultime notti insomma se lo hai vissuto in prima persona, se lo hai vissuto sulla pelle tua e soprattutto di tuo padre, beh non ti entusiasma vederlo scritto su un libro di uno che ha fondato una rivista la cui prima copertina aveva dei culi nudi in primo piano

però

però della Berga mi fido, però i continui dialoghi - monologhi che il protagonista ha col fratellino beh ti tirano dentro al libro e alle loro seppur esagerate avventure

dai e dai mi mancano un 50 pagine, mi faccio avanti con Anna staccato Maria
Annamaria tesoro Mi dai 2 ragioni valide per cui ami il libro di eggers?

Anna staccato Maria, sempre disponibile, figurati se si tira indietro in una discussione sui libri:
Immagino tu stia parlando dell Opera struggente ecc ecc...

Dunque...a me era piaciuto moltissimo lo stile frenetico, quasi ossessivo in cui è scritto il libro. Mi ricordo che ad un certo punto c era una specie di intervista che apparentemente non c entrava nulla con il resto, ma che era la parte forse più intensa del libro, il momento in cui più era evidente la sofferenza del protagonista.
Altra cosa che mi aveva profondamente toccata era stato il modo in cui piano piano venivano fuori il dolore e il trauma del protagonista alla morte dei genitori, come le ferite profondissime di ciò che aveva vissuto venivano lentamente allo scoperto, mascherate da quello stile al quale accennavo prima e da un atteggiamento di finto-cazzone del tizio (ho dimenticato il nome del protagonista!).
Tieni conto che io lessi il libro di Eggers pochi mesi dopo la morte di mio padre, per cui ero piuttosto sensibile all argomento. Al di là della profondissima differenza di stile di vita e reazioni, ho ritrovato in ogni pagina del libro una sensazione di smarrimento, di attonita consapevolezza su improvvise nuove responsabilità da affrontare, che è stata mia per moltissimo tempo e che spesso e volentieri lo è ancora. Quel fermarsi e chiedersi "E adesso?".

Come dicevo prima, ho letto il libro parecchio tempo fa e questo è più o meno quello che ricordo. Mi è venuta voglia di rileggerlo: ti saprò dire meglio.

Cosa importantissima: Anna Maria.
(da questo momento lei è, è stata e sarà sempre Anna STACCATO Maria)

il Cala: io l'ho finito oggi e con te e dave ho purtroppo in comune la morte del genitore e la causa della stessa.
a pagina 30 ho mandato un sms all'amica che me lo ha imprestato mandandola a fare in culo, perchè onestamente rivivere certe scene da ospedale me lo sarei risparmiato volentieri.
in effetti ogni riga del libro ti da una sensazione di precarietà, di improvvisazione, di disastro incombente per dave e toph, ma nonostante tutto loro tirano dritti.
i monologhi di dave sono vera autoanalisi, l'intervista l'avrei dimezzata ed avrebbe reso meglio quello che dici tu.
alla fine però mi viene da chiedermi, in perfetto otb style, eh, e allora????
vanno avanti, vanno via di nuovo, il giornale sembra che chiuda, tutto resta incompiuto e mi è rimasto l'amaro in bocca perchè non sai bene dove andranno e cosa faranno.
non ti è sembrato un pò troppo astratto?

Anna staccato Maria: sono andata a riprendermi il libro e lo sto rileggendo. Penso sia stato davvero un lavoro di autoanalisi oltre che di scrittura, se consideri che cio' che viene raccontato è vero. Mi ero scordata del piccolo particolare che il protagonista è lo stesso autore e che quello che viene raccontato a proposito della morte dei genitori e delle successive vicende dei quattro fratelli potrà essere stato romanzato ma è vero. Probabilmente è stato davvero un modo di fare terapia e di affrontare il dolore.
Questo spiega anche il finale che porta a dire E allora?
E allora probabilmente non lo sapeva nemmeno lui, quando lo ha scritto. Non poteva inventarsi un finale perchè non ce n'era uno. Ha raccontato la vita fino ad un certo punto e inevitabilmnte il finale doveva rimanere aperto.
Non so bene cosa intendi per astratto.... Nelle pagine che sto sfogliando è fin troppo reale e crudo. Lo vedo astratto in alcuni dialoghi con il fratellino, quando gli fa dire cose che un bambino di 8 anni non sa dire, usandolo sulla carta come se fosse un altro sé con il quale dialogare.

il Cala: astratto non è la parola giusta, inconcludente, ecco, inconcludente.
però come hai appena detto la sua vita è inconcludente o lo era al momento, peeeeeeeeer cui non poteva essere diversamente.

Anna staccato Maria: cavolo!
mi duole informarti che recenti ricerche online hanno portato a codesta scoperta

Beth committed suicide in November 2001. (beth è la sorella maggiore di dave, lo scrittore)

vaccaboia!!!! sta qui, che nel libro non è ben messa a fuoco (come tutto e tutti, del resto) si è tirata un colpo, un pio d'anni dopo aver polemizzato col fratello per come l'aveva descritta nel libro ed essersene pentita (dicendo, per scusarsi, che aveva passato un terribile momento alla La Toya Jackson) (che se ci pensate è GENIALE come metafora)

insomma rifletto e rifletto e si, il libro, anche se magari in quanto libro mi ha lasciato un pò perplesso, alla fine mi esce nella sua importanza, autoanalisi, catarsi, trionfo dell'ego, megalomania.
bella storia oh.

ah, devo però informare la Berga:

il Cala: finito
la Berga: e quindi non siamo più amici?
il Cala:
ci devo pensare, ho bisogno di stare solo, magari potremmo non vederci per un pò
la Berga: ffffffffffffffffffffffffffffff
il Cala:
lo sapevi che beth, la sorella di dave e toph si è suicidata nel 2001?
la Berga:
alè che mi scende nel gossip
il Cala:
beh gossip un cazzo, sta qui una volta uscito il libro aveva sclerato contro lo scrittore che a suo dire l'aveva descritta peggio di come era in realtà, poi aveva chiesto scusa, poi si è seccata. Se entri nell'ottica che buona parte del libro racconta DAVVERO la vita dei fratelli eggers il libro cambia un pò di valore e soprattutto capisci di cosa cazzo parla
la Berga:
beh, ovvio. comunque secondo me è geniale per COME racconta, più che il cosa...ma io non me capisco un belino, mica come te
il Cala:
anche questo è vero, a pensarci bene.