domenica 19 dicembre 2010

working class BLUES hero


In un piccolo bar, sabato sera, ho assistito ad un gran bel concerto.
Daniele Tenca ha fatto un disco di blues classico, talmente “classico” che nel paese in cui il blues sembra che lo suonino zucchero e pino daniele, appare come un disco fin innovativo.
Ben piantato nelle sue radici springsteeniane, daniele ha una band che suona a meraviglia e un album ricco di belle canzoni. In più, durante il concerto, le radici emergono e quindi bruce, omaggiato in studio con una versione di Factory che trovo sensazionale, appare qua e là, con Red Headed Woman, 57 channel, state trooper, johnny 99, ma anche con ripescaggi comuni, come Eyes on the prize, che in studio è cantata insieme a marino severini dei gang.
Il chitarrista piazza gli assoli quasi in ogni brano, sempre validi, mai scontati, la sezione ritmica, sacrificata nelle retrovie per motivi “logistici” è molto solida, il batterista, in mancanza della cassa (grande come metà locale, quindi inutilizzabile) usa per dare il tempo anche il seggiolino su cui è seduto.
Atmosfera di festa, ultima data del tour prima della trasferta a memphis (!!!!!) dove la band rappresenterà l'italia nell'international blues challenge, quindi sfrenato cazzeggio e grasse risate tra un pezzo e l'altro (daniele era anche felice per motivi calcistici che non ritengo importante sottolineare), ma soprattutto grande voglia di suonare.
Merry Christmas Baby verso la fine per farci gli auguri e soprattutto i doverosi in bocca al lupo per il viaggio in USA.
2 ore abbondanti di concerto, di blues e rock, due ore che in un paese dove c'è “mediaset premium and nothin'on” (cit.) sono momenti preziosi da non sprecare.

giovedì 9 dicembre 2010

La festa del caprone - Mario Vargas Llosa



La festa del caprone racconta contemporaneamente il viaggio intimo e molto molto personale di Urania, donna di mezza età, affermata nel suo lavoro, che torna nella sua patria natia e ripercorre tutti i motivi che l'hanno allontanata dalle sue radici, primo fra tutti suo padre, ormai anziano e malato.


E nel frattempo, mentre Urania viaggia a ritroso nel tempo, riviviamo l'epopea di un paese, dilaniato da un dittatore che ne uccide l'anima, giorno per giorno.

Un paese dove tutto ruota intorno ad un uomo solo

un paese dove non esiste più l'amore

un paese dove prostituirsi è un onore, specie se con i potenti

un paese dove la politica è solo corruzione

un paese dove la politica è solo marciume

un paese dove i vicini di casa sono cancri da estirpare

un paese di ruffiani

un paese di servi

un paese di ladri trattati da eroi.

No, no scusate, non ho specificato, non è ambientato in Italia, ma a Santo Domingo, durante la dittatura di Trujillo, durante una delle tante dittature sudamericane.

un paese dove il nemico viene ucciso

un paese dove il nemico viene torturato

un paese dove la regola del sospetto e del guardarsi le spalle sono pane quotidiano.


In questo paese il padre di Urania era stato figura imponente poi caduta in disgrazia.

E lei ricorda, ricorda tutto, in una serata catartica insieme a parenti che non vede da quasi 30 anni.


E nel frattempo leggiamo nel dettaglio cosa successe il giorno in cui il “Chivo” venne assassinato, i tradimenti, le paure, le fughe, le speranze disilluse.

E soprattutto le torture successive, descritte con un'attenzione al dettaglio a tratti quasi insopportabile.


Realtà e romanzo si fondono e solo alla fine ci si accorge di quanto la vita di Urania sia legata alla storia della Repubblica Dominicana.


Libro molto avvincente, per una pagina davvero buia, una delle tante purtroppo di quell'area geografica.

martedì 7 dicembre 2010

leggi "turche" ed antiberlusconismo

lunedì scorso ero a genova, ad un convegno sulla legge 328 del 2000, la cosidetta Legge Quadro sui servizi sociali.
per chi lavora nel settore, è un pò il faro guida del proprio lavoro, al di là dei giudizi di merito sulla legge in sè, avere una legge del genere rappresenta per gli operatori un costante punto di riferimento al quale rapportarsi.
Una legge che il settore dei servizi sociali aspettava da 130 anni, essendo il predecessore a livello di "legge quadro" del governo crispi, anno domini 1870.
Una legge voluta difesa e promulgata dal Governo Prodi, in particolare dal ministro Livia Turco.
Livia Turco ha dato anche il nome alla legge 285 del 1997, riguardante la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza.
Livia Turco era ovviamente a genova lunedì scorso a parlare (e la sua presenza si è notata anche dall'innalzamento di un buon 40% della qualità del buffet).
Livia Turco per la prima volta mi ha fatto provare verso un politico qualcosa di abbastanza simile a della stima (a lorenza ho mandato un sms dicendole che volevo farmi autografare dall'onorevole la mia copia in vinile di darkness), perchè NONOSTANTE sia un politico quando raccontava di 10 anni fa beh si vedeva che ci credeva o quanto meno era molto brava a farcelo credere.
si capiva che era una professionista della politica, perchè, giocando "in casa" ovvio, aveva la capacità di attirare l'attenzione e tenere alto l'interesse su quello che diceva, le sue parole in qualche modo riflettevano la passione che raccontava di aver speso 10 anni prima.
sempre restando nello stesso "schieramento", burlando queste doti non le ha, ma nemmeno da lontano; burlando mi annoierebbe se parlasse di figa, fate voi, con quel tono moscio, le spalle cascanti, la mano in tasca.
ma tornando alla Turco, ad un certo punto mi sono trovato a pensare che per la prima volta stavo assistendo ad una dimostrazione DI VALORE da parte dei politici che IN TEORIA dovrebbero rappresentare almeno in parte le mie idee.
e mi sono incazzato dibbrutto.
si, dibbrutto, perchè mi sono detto che sono quelle le cose su cui bisognerebbe costruire l'alternativa a berluscò, sono quelle le caratteristiche che io chiedo ad un partito che si dica anche solo alla lontana "di sinistra": la vicinanza alla gente, l'attenzione agli ultimi, la capacità di coniugare l'arte tutta italiana di fare leggi scritte splendidamente con quella che dovrebbe essere patrimonio di chi parla di "popolo" di condividere gli umori del popolo stesso.
perchè la 328 non parla solo di sfigati cronici, sia chiaro, parla di fasi che tutti potremmo trovarci ad affrontare, come la disabilità nostra o di un nostro familiare, la vecchiaia che si cerca di non considerare una malattia, la carenza di risorse.
e se è vero che sono anni che la sinistra italiana viene accusata quasi sempre a ragione di non fare tutte quelle cose di cui sopra, è anche vero che, la sinistra per prima, non si è dato il giusto risalto a questo passo fondamentale nella costruzione di un sistema di welfare magari non perfetto, ma almeno embrionalmente equo.
un sistema di welfare che se rispettato avrebbe ad esempio dato alla parola "federalismo" un significato profondamente diverso da quello che promuove la Lega
ed invece di fare questo, di valorizzare certe esperienze ci si è buttati nell'antiberlusconismo più cupo, buio, ossessionato ed ossessionante.
invece di portare il livello dello scontro ad un punto qualitativamente IMPENSABILE per berluscò (che da sempre considera gli elettori non parte di una società, ma target di campagne pseudopubblicitarie), si sono fatti sfidare sul terreno dell'immagine, delle pabblic relescion, del conflitto di interessi (NON RISOLTO da ben DUE governi cosidetti di sinistra).
NOI ABBIAMO FATTO QUESTO! ecco cosa dovevano scriverci sui manifesti, invece di rincorrere alleanze improbabili in nome di un valore inesistente come l'antiberlusconismo.
NOI ABBIAMO FATTO QUESTO! ecco cosa dovrebbero dire ora, come ha fatto la settimana scorsa l'onorevole Turco.
l'antiberlusconismo non è morto perchè è tenuto in vita dal berlusconismo stesso, che lo usa come agevole scusa per coprire ogni zozzeria.
uscire da questa logica e fare, proporre, costruire, sarebbe una valida strada non per sconfiggere berluscò, ma per dimostrare che esiste qualcuno in quel porcile che gioca ad un altro gioco e partecipa ad un altro campionato.

venerdì 26 novembre 2010

marco quaroni - fuga da bar in sol minore



Premessa indispensabile uno: non mi piace la montagna, anni ed anni ed anni di scout non hanno fatto il miracolo, io sto bene al mare, mi piace il caldo, non scio, mi girano le palle se ho i piedi freddi, gnà posso fa.

Premessa indispensabile due: il mondo secondo il Cala si divide fondamentalmente in due categorie Quelli da passeggiata e Quelli da bar.
Quelli da passeggiata sono quelli che si devono muovere sempre, si va di qua, poi di la poi si torna indietro, muvès, andale, sempre.
Quelli da bar non passeggiano con gli amici, li ricevono al tavolino di un bar, quasi sempre un bar ben preciso non intercambiabile se non in casi estremi. Stanno lì, leggiucchiano il giornale, tanto arriva qualcuno, sempre; passano pomeriggi interi lì, poi scendono per l'anticipo-posticipo-rinvio-champions dopo cena, sempre allo stesso bar, quasi sempre allo stesso tavolino.
Il Cala, facile a dirsi, è da bar, assolutamente da bar, è uno splendido rappresentante di Quelli da bar, ma vogliamo scherzare?

Questo libro quindi mette queste due premesse in contrasto tra loro.
Parla di montagna, quella vera, sana, pura, incontaminata.
Parla di gente di montagna, gente vera, sana, pura, incontaminata.
Ma parla anche di bar, ma non di uno qualunque.
Marco racconta Il Bar.
E soprattutto racconta dei suoi clienti, quelli abituali, ognuno con le sue belle caratteristiche, i suoi difetti, le sue manie.

Si sente il calore del fuoco, il freddo quando si apre la porta, si sente la sincerità dei sentimenti, il gusto del buon rosso, l'odore del brodo, la passione dei vaffanculo.
È tutto vero, reale, onesto in questo bar, dove si muore, ma si resta a cena, dove si torna bambini, anche se i bambini veri non credono a quello che dici.
Le spose capiscono i ritardi, accettano le assenze, si affiancano con discrezione nei momenti importanti.

La bella umanità descritta in questo breve libro conquista veramente e fa venire voglia, anche a me, di un bel camino acceso, un bottiglione di rosso, un tagliere pieno (il punto due ed il punto tre di questo elenco in effetti li desidero con frequenza pur non amando la montagna).

Cercate questo bar, non ne potrete più fare a meno.

martedì 23 novembre 2010

Vieni (via) con me

visto che va parecchio di moda, ecco il mio elenco.

ELENCO DELLE COSE CHE VORREI CHIEDERE A MIO PADRE (2004 - 2010) (in ordine rigorosamente casuale)

Mi insegni a fare le cozze?

Anche io ti facevo restar male come luvi fa restare male me quando mi risponde in certi modi?

Metti sky così dopo pranzo la domenica ci guardiamo le partite?

Secondo te vannucci è una brava persona?

Ce la meritavamo la serie B?

Andiamo al bar a festeggiare la vittoria di berlino come avevamo fatto nel 1982?

mi hanno proposto di andare a lavorare a pietra ligure, cosa ne pensi?

Volevamo prendere la c-max, ti piace?

Tu sei entrato in sala parto quando sono nato io o quando è nata giorgia?

Pensavi davvero che sarei potuto diventare direttore di banca quando andavo all'università a siena?

Pensi ancora che io voglia fare il capo scout “di lavoro” facendo l'assistente sociale?

Eri davvero convinto che volessi farmi prete?

Ma “la Rosy” è quella che veniva in spiaggia dove andavamo noi?

Vuoi fare un giro sul mio scooter nuovo?

Mi accompagni a comprare un vestito che io e simona siamo invitati a enne matrimoni e mica posso vestirmi sempre uguale?

Non pensi che a trentaqualcosa anni io possa tenermi un po' i capelli come cazzo piace a me?

Andiamo a torino allo stadio nuovo a vedere la juve?

Ti manca nonno federico?

Cosa ti manca di più di tuo padre?

Cosa avresti voluto dirgli che non gli hai mai detto?

Il tuo amico elettricista mi fa incazzare, ora lo chiamo e lo posso mandare a fare in culo?

Ci hanno portato i mobili venite a vederli?

Ci hanno portato la cucina venite a vederla?

Ci hanno portato la camera da letto venite a vederla?

Abbiamo fatto la cameretta nuova venite a vederla?

Ma davvero sei convinto che viveri sia stato un buon sindaco?

Mi accompagni dalla concessionaria che faccio il tagliando?

Mi hanno chiesto di fare una lista civica e di candidarmi per le comunali, cosa ne pensi?

Ti faccio ridere quando scrivo delle partite di calcetto?

Non pensi che la mia intolleranza parlando di musica sia identica alla tua quando parli di vestiti?

Cosa ne pensi di krasic\ferrara allenatore\cassano alla samp\cassano in nazionale?\lippi bis\mondiali in sudafrica\del neri\ amauri\mourinho\l'inter che vince la champions dopo 87 anni?

Simona è incinta, ludovica ci piacerebbe come nome, ma di solito ste cose si fanno per qualcuno che non c'è più, così pensavamo a giulia o a virginia, ti piacciono?

Vuoi provare la macchina nuova?

Per chi voti a sto giro?

Abbiamo imparato una ricetta nuova, venite a pranzo?

Passi a prenderci oggi che portiamo ludovica in piscina?

Mi presti dei soldi?

Conosci qualche idraulico che venga velocemente?

Cosa regalavi alla mamma per gli anniversari di matrimonio?

Mi canti ancora “Tanti auguri a te” come hai fatto 6 anni fa?

Come sto andando?





mercoledì 17 novembre 2010

P O V E R O S T E F A N O

pedofilo molesta bambina e viene arrestato
una bambina di 2 anni.
è successo a vado ligure, 20 km da casa mia.
Più o meno nello stesso periodo in cui l'italia intera chiedeva a gran voce la pena di morte, con esecuzione sommaria e preferibilmente in diretta tv, di michele misseri.
Lungi da me schierarmi o parlare di pena di morte si o no, carcere duro, riforma della giustizia o altro che non mi compete e di cui non ho conoscenze sufficienti.
Una cosa però sappiamo tutti, se ti arrestano per certi reati, in carcere te la fanno pagare prima dei giudici, i detenuti.
Codice "morale", legge non scritta, cose risapute.
Giusto? Sbagliato? Non lo so, certo se arrestassero uno per un'accusa del genere riferito che so, a mia figlia (coetanea della molestata a Vado) non credo che avrei grossi problemi a giustificare praticamente qualunque cosa succedesse in carcere al porco.
In linea di massima io credo che certe garanzie MINIME di sicurezza in carcere dovrebbero averle tutti, mentre leggiucchiando qua e là mi sembra che accada l'esatto contrario.

il secolo xix pochi giorni dopo il fatto se n'è uscito con sto articolo:

Antonio, 30 anni, appena uscito da Marassi:
i detenuti di notte ululano e lo insultano, lo aspettano...
[...]
«Quando una persona viene portata in carcere con accuse così pesanti - prosegue Antonio - i detenuti non lo perdonano. Ci sono regole non scritte tra chi vive nelle mura di una casa circondariale e quelle regole valgono più della stessa vita, soprattutto se in carcere ci devi passare tanti anni. In un carcere maschile, duro come quello di Genova, non vengono accettati i reati contro le donne e contro i bambini. Devi pagare la pena che decidono anche i detenuti. Tutti sanno che è così».

tutti lo sanno, appunto, è utile parlarne? Serve solo a riempire una pagina? Che senso ha scrivere una cosa del genere? Bah, andiamo avanti

È forse questo che preoccupa maggiormente i genitori di Stefano. Maria Teresa e Floriano vorrebbero incontrare il figlio anche per pochi minuti, per sincerarsi delle sue condizioni psico fisiche. [...].
Eppure, se il giovane dovesse rimanere in carcere, difficilmente potrebbe essere inserito in celle comunitarie e nemmeno rimanere sempre in isolamento guardato a vista da due agenti della penitenziaria. Misura che, per il momento, è considerata quasi straordinaria.
Stefano Ferrando ha 21 anni e tutti sanno che si tratta di un ragazzo che non riuscirebbe a sopravvivere all’interno del mondo del carcere. Con i capi di imputazione che si porta dietro, poi, sarebbe ancora più impensabile.

Ok, va bene, non è però che ci sia capitato per caso li dentro no? L'italia ha un numero di suicidi in carcere altissimo, non lo scopriamo ora, perché questo interesse?

«Non so come sia quel ragazzo - racconta ancora Antonio - e non so che storia abbia alle spalle. So però che a Marassi gli altri detenuti lo vogliono tra le mani. Non scherzo. Quando una persona nuova entra in carcere in poco tempo lo sanno tutti. Possono entrarne anche 50 al giorno che si sa tutto. L’altra sera, nei confronti di quel giovane, erano tutti in fermento. Si urlavano da una cella all’altra. Sembrava un ululato continuo. Insulti, anche frasi che sembravano senza senso. Eppure erano tutte per lui. Volevano fargli sentire che il carcere lo aspetta, che non è al sicuro,che ha una pena già decisa da pagare».

Va bene, abbiamo capito. ABBIAMO CAPITO. Perché dobbiamo scendere in dettagli così crudi? Leggendo queste righe sembra che sto qui sia LA VITTIMA, mentre, se è li, è perché è accusato, se mai, di essere COLPEVOLE. Leggendo queste righe viene spontaneo preoccuparsi per lui, ma la famiglia della bambina sta ricevendo le stesse attenzioni???

Le celle di isolamento, a Marassi, sono chiaramente separate dal resto dei detenuti. Per questo loro urlavano. Volevano che il giovane li sentisse.Stefano intanto sta vivendo tutto questo e, se non dalle dichiarazioni dell’avvocato alla famiglia, non si sa come stia reagendo e che cosa stia pensando. Sicuramente le sue esperienze sono troppo lontane dalla vita del carcere. Troppo lontane da chi, per necessità anche, ha fatto del sottobosco il suo habitat naturale.

Alt, ferma un po', le sue esperienze QUALI???? toccare una bambina stesa sul fasciatoio mentre le cambia il pannolino? Perché è di questo che stiamo parlano, di uno beccato, COLTO IN FLAGRANTE, mentre si eccitava davanti ad una bambina di due anni. È chiaro questo???? cosa c'entrano le esperienze di chi ha fatto del sottobosco il suo habitat naturale? Cosa vuol dire????

«Di solito quando si viene arrestati - racconta ancora Antonio - i secondini cercano di non far spargere troppo la voce su chi è entrato, soprattutto se nuovo. [...] Quel ragazzo in un carcere normale non sopravvive di sicuro. Non ce la può fare. Il carcere è duro, durissimo. [...]».

POVEROSTEFANO!!!!! non ce la fa, è già deciso, sto articolo è stato scritto due giorni dopo il suo arresto, ma è già deciso che non ce la fa, perché, attenzione SCOOP!!!, il carcere è duro, anzi, DURISSIMO. Ma solo per lui? Per quelli sbattuti dentro per 4 canne invece è come entrare in una SPA con tre figone che ti fanno i massaggi??? come mai ci si accorge di certe cose, si da spazio a certe cose proprio adesso??? PERCHÉ???

Anche sulla rete sono già molti i gruppi o i blog che parlano di una possibile vendetta nei suoi confronti. Stefano Ferrando quindi rimane nella sua cella di isolamento. Forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

NOOOOOOOOOOOOOO. TENETELO AL SICURO MI RACCOMANDO!!!!!
al sicuro, come magari pensava di essere la piccolina che si faceva cambiare il pannolino dal FIDANZATO DI SUA SORELLA.
Lei si che era al sicuro, la mamma la faceva giocare con questo ragazzone che STUDIA PEDAGOGIA. La mamma che grazie a Dio, come solo alle mamme succede, ha intuito, capito, odorato qualcosa.
Ma della bambina non si parla, si parla del POVEROSTEFANO, che speriamo resti nella sua cella di isolamento, Forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/10/15/AMYr0H9D-essere_vorrei_stefano.shtml

n.b. Nello stesso periodo, mentre il secolo decimonono tratteneva il respiro in ansia per POVEROSTEFANO, a genova scoppiava quel casino prima di italia – serbia.

Anche lì, mica mi metto ad analizzare il perché ed il percome eh, ma non ho letto UNA RIGA sul secolo che esprimesse preoccupazione per ivan (o igor) quell'orango mascherato che quasi da solo ha fottuto due nazionali, due federazioni e 15-20 mila persone.
Quell'ivan che è stato additato come simbolo dei mali del calcio (quindi del mondo intero) MA CHE non risulta abbia toccato nessuna bambina, no no, tanto meno bambine di due anni, no no.
Quell'ivan, serbo, che è stato messo in un carcere femminile perché a marassi in quel periodo c'erano detenuti un tot di albanesi che come dire, avrebbero discusso volentieri con lui di politica internazionale.
Un carcere femminile che per lui era forse l’unico posto al mondo dove, per ora, può essere al sicuro.

Dopo alcuni giorni, colpo di scena, il secolo decimonono ritorna sull'increscioso fatto (la detenzione tremenda di POVEROSTEFANO eh, non il motivo del suo arresto) a margine di una scottante inchiesta sulla pedofilia nelle parrocchie savonesi, finalmente, POVEROSTEFANO è riuscito ad incontrare i genitori e, pensate, a ricevere da loro un ricambio di vestiti.
il tutto descritto per il 75% dell'articolo, il restante 25% rapidamente ha ricordato perchè fosse in carcere.

Vengono negati al POVEROSTEFANO i domiciliari per mi sembra 3 volte (riforma della giustizia subito, SENZA SE E SENZA MA), poi, suonino a festa le campane, avviene il miracolo, il bene vince sul male, e POVEROSTEFANO ritorna a casa.

ECCO LE TOCCANTI PAROLE DI ALBERTO PESCE

È tornato a casa, il ragazzo di Vado accusato di essere un pedofilo perché avrebbe molestato e abusato di una bimba di appena 21 mesi, la sorellina della fidanzata. Sorpreso dalla madre della piccina in casa di lei, in Valbormida, era stato arrestato dai carabinieri lo scorso 9 ottobre.

Alla terza richiesta nel giro di un mese presentata dal suo avvocato, Stefano Ferrando, 21 anni, ha ottenuto di uscire dalla cella di isolamento del carcere di Marassi per gli arresti domiciliari in casa sua, con la famiglia, in via Sabazia, a Vado. Era in carcere, in isolamento, sino a ieri nel primo pomeriggio, sorvegliato 24 ore su 24 dal personale della polizia penitenziaria che per lui aveva addirittura raddoppiato i turni. Si temeva un gesto autolesionistico da parte sua dopo essere stato sorpreso dai familiari della piccina: «Stavo solo cambiandole il pannolino» era stato il tentativo di difendersi. Poi l’arrivo dei carabinieri e le manette

Adesso, in attesa del processo, Stefano Ferrando, studente universitario a pieni voti di pedagogia e appassionato volontario nel dare una mano
(e qui il Cala si astiene da commentare il "dove" mette la mano)
alla società di basket Sabazia (B2) di cui il padre Floriano è uno dei dirigenti di spicco, starà a casa. Potrà avere contatti solo con la famiglia, come ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Emilio Fois.
Potrà vivere fianco a fianco con la mamma Maria Teresa, che per seguirlo si è dimessa dall’incarico di assessore ai servizi sociali in Comune a Vado, il padre e la sorellina, ancora minorenne, ma prossima a compiere i 18 anni
(ancora uno sforzo e poi starai tranquilla piccolina!).
Un elemento decisivo questo perchè il gip Fois,ha disposto che Stefano non venga assolutamente a contatto con minori, soprattutto bambini.

Cosa è cambiato rispetto alle due precedenti richieste di scarcerazione, o in alternativa di detenzione domiciliare, presentate dall’avvocato Alberto Russo e bocciate? Alla terza richiesta che gli è stata presentata, il gip ha dato l’ok alla scarcerazione perchè nel frattempo è stata conclusa la perizia di psicologi e psichiatri sul ragazzo.

«Deve essere curato, è malato. Non può essere seguito adeguatamente in carcere. È incompatibile il regime carcerario che lo ha già provato», per la palese ostilità e le minacce ricevute a Marassi. È il senso della relazione consegnata al giudice che ieri mattina ha accolto la richiesta dell’avvocato ed ha depositato il dispositivo di scarcerazione. Erano all’incirca le 10 quando la decisione è diventata ufficiale. Un paio di ore dopo l’avvocato Russo, nelle sue quotidiane visite negli uffici del quinto piano del Tribunale ne è venuto a conoscenza ed ha subito avvertito i genitori che nel primo pomeriggio sono partiti in auto per aspettare il figlio all’uscita da Marassi.
(a saperlo ci si organizzava)

Al telefono di casa, in via Sabazia, evidente il sollievo nel tono della sorellina: «I miei genitori non ci sono, devono ancora rientrare».
(sollievo per il fatto che NON è ANCORA tornato?)
Erano le 15 e 30. Adesso familiari e legali si concentreranno sulla linea difensiva da adottare al processo dopo aver tentato di “smontare” l’operato dei carabinieri: «La confessione che hanno raccolto sotto forma di spontanee dichiarazioni non ha valore perchè in assenza del suo avvocato» Fu la contestazione.
(anche toccare una bambina di due anni andrebbe fatto in presenza di un avvocato?).
Genitori e avvocato si limitarono a dire: «Una versione da verificare»
(sembrerebbe che la vittima l'abbia provocato).

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/11/14/AMxHRdFE-domiciliari_accusato_pedofilia.shtml

ora, ok, sono di parte, ho una figlia della stessa età della piccola molestata, però, però, però a nessuno sembra che tutta sta attenzione verso POVEROSTEFANO sia un tantino eccessiva, direi quasi FUORI LUOGO visto il perché è stato arrestato? (reo CONFESSO tra l'altro e immediatamente implorante aiuto per quella che io comunque ritengo essere una malattia).
Lungi da me difendere i preti accusati dello stesso reato, sono altre le persone che devono giudicarle, io mi limito purtroppo a soffrire per questo SCANDALO anche vicino a casa mia, che riguarda un ambiente dove sono cresciuto e a cui devo (con sincera gratitudine) parte della mia educazione e della mia formazione.
Mi chiedo però perché, al di là della caccia alle streghe che molti (tra cui il secolo decimonono, la cui unica funzione in questo mondo è quella di fasciare le uova, perché per pulire i vetri non va bene, sporca) hanno scatenato contro TUTTI i preti, verso questo ragazzo (che sia chiaro io spero riceva un processo ed un trattamento EQUO, ma equo eh, né più né meno di CHIUNQUE ALTRO, e che credo sia più MALATO che COLPEVOLE) c'è questa attenzione al dettaglio, al lato “familiare” e “domestico”, ai suoi studi, al suo essere considerato da tutti un bravissimo ragazzo?
perchè?
perchè?
perchè?
Chi è che ha detto che è merito della mamma assessore? Dai, venga fuori! Su non fatemi casino qui che ho già rischiato una volta la querela ed io con gli assessori non ho un grande feeling dai!!!
ah, dite che è così?

martedì 16 novembre 2010

A quello che eravamo a quello che siamo a quello che saremo




Nel film del 1985 “Fandango”, kevin costner ed i suoi amici nel corso di un viaggio non solo “chilometrico” recuperano nel deserto una cassa dove dentro avevano seppellito una bottiglia di champagne e scaraventandola da una alta rupe brindano a loro stessi.
Da quando mi sono chiesto che senso avesse l'esibizione di bruce e la band in un teatro vuoto a rifare per intero ed in ordine esatto Darkness l'anno scorso, questo è il paragone a cui sono arrivato.
Oltre alla conclusione che sia quello il dvd chiave di tutta la magnifica operazione del cofanetto in uscita oggi, per celebrare il “trentennale più due” di Darkness on the edge of town.
Quel dvd da la lettura al cofanetto, perché fondamentalmente dice una cosa: siamo qui, 31 anni dopo e queste canzoni sono cresciute con noi, non ci hanno mai lasciato ed oggi le ritroviamo qui, fresche e vere come allora.
Bruce e la band dicono semplicemente questo: SIAMO ANCORA QUI! Anzi dicono anche DARKNESS È ANCORA QUI.

L'operazione cofanetto a mio avviso va oltre la classica celebrazione di un gran bel disco, come oggi accade per molti, forse troppi album, anche con meno anni di onorata carriera sulla schiena.
Il voler aprire ai fan archivi audio e video (anche se non del tutto inediti per alcuni accanitissimi) relativi a quel periodo, per bruce vuol dire riallacciare un filo che dal 1978 porta ai giorni nostri seguendo un percorso musicale ma soprattutto di vita.

Darkness on the edge of town, inutile ricordarlo, segna il passaggio, magari gradualmente già accennato nel disco precedente, dal ragazzo vagabondo che cerca una sua via d'uscita all'uomo che d'un tratto vede il mondo con occhi nuovi e spesso vede ciò che non vorrebbe vedere.
Darkness come rabbia, lotta, come crescita dolorosa, assunzione di responsabilità o quantomeno presa di coscienza di queste ultime.
Darkness come primo sguardo al di là del piccolo mondo dove il giovane bruce aveva ambientato i suoi primi 3 dischi, come impatto con le badlands, con i poveri che vogliono essere ricchi, i ricchi re e via andare.
Darkness come accorgersi che è meglio essere nati senza niente, perché appena hai qualcosa vengono a portartelo via.
Darkness come consapevolezza del peccato, del male, di essere alla fine un caino, di aver ereditato peccati e fiamme.
Darkness che trasforma ed imbastardisce il runaway dream, di cui resta solo il dark heart.
Darkness, buio, come quello che c'è fuori quando la gente esce per andare in fabbrica a perdere l'udito e ogni giorno un pezzo di anima.
Darkness, buio, come il corridoio da attraversare se vuoi arrivare alla stanza di candy, per un amore forse solo ipotetico, sognato, desiderato, alcuni ipotizzano addirittura mercenario.
Darkness, buio, da dove senti chiamare il tuo nome senza capire chi lo stia facendo.
Darkness, buio, illuminato da un fuoco che non da vita come capita in altre canzoni, ma brucia pensieri e volontà, di perdenti che su certe strade stanno morendo.
Darkness, buio, solitudine, dove il personaggio della title-track, chissà, magari è lo stesso di Meeting across the river, che si immaginava la scena di lui che butta soldi “sospetti” sul letto mentre la sua donna capiva che non stava “solo parlando”, e che ora ha perso tutto, compresa la moglie, ma sarà su quella collina, perché non può fermarsi

L'album nasce come sappiamo in un periodo di fortissimi scazzi per bruce, cause legali, impossibilità a pubblicare nuove materiale; al di là che sia vero o meno che i testi parlino di quelle cose, darkness sembra alla fine quasi un manuale di sopravvivenza, che ha come obbiettivo ultimo il vivere, il resistere, il non arrendersi, non come quelli che “semplicemente rinunciano a vivere e muoiono pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno”.

Bruce ha resistito, non si è arreso ed oggi è lì su quel palco spoglio, davanti ad un teatro vuoto (vuoto NON perché nessuno lo ascolta, ma vuoto perché su quelle sedie possiamo starci tutti) a dire che da quell'oscurità, da quei margini si può uscire.

Anche per questo Darkness è un disco ATTUALE, un disco VIVO, che viene riproposto dagli stessi musicisti che lo incisero nel 78, perché è VERO OGGI, ADESSO.
È soprattutto CREDIBILE anche cantato da sessantenni, cosa non semplice nel rock.
È credibile perché parla di uomini, di ragazzi diventati uomini, di vita adulta.
Certo born to run a luci accese sul palco con enne mila pugni alzati sarà SEMPRE credibile live, ma Darkness non è una celebrazione di tempi andati, è vita, non è passato, è presente. È qualcosa che devi sempre aver chiaro, in testa, una specie di manuale delle istruzioni.
Darkness è il momento in cui bruce capisce che andarsene dalla città dei perdenti non è facile, ancor meno lo è farlo vincendo.

Il resto del cofanetto, il resto dello splendido cofanetto dice ovviamente anche dell'altro.
Dice che già allora bruce springsteen & the e-street band erano il miglior concerto che ti potesse capitare di vedere.
Dice che nell'arco di una sera potevi morire e rinascere più volte grazie a loro, alle loro canzoni, al loro essere su un palco come fosse l'ultima possibilità per dimostrare qualcosa.

Le outtakes, gli inediti, mioddio.
Per anni abbiamo sognato vagheggiato sulle sessions in studio di quel periodo.
Il doppio cd altro non fa che dirci una cosa che abbiamo sempre saputo. Probabilmente il signor springsteen non ha inventato nulla, ma nessuno è mai stato in grado di assorbire stili completamente diversi e renderli unici e soprattutto PERSONALI come lui ha fatto in 40 anni.
Ed è per questo che a mio avviso l'approccio col doppio cd non dovrebbe essere di valutazioni delle canzoni in quanto tali.
Finalmente possiamo dire a voce alta quello che magari abbiamo sussurrato a bassa voce: se non le ha pubblicate ci sarà un motivo. Si, c'è un motivo, per alcune di queste canzoni, è evidente. Ma non fermiamoci a questo, andiamo oltre la domanda Cazzo c'entra sta canzone con springsteen? Perché questo doppio cd fa parte del making of tanto quanto il documentario. Sono stralci, spunti, idee, bozze.
Il pop (oddioddiddioddio che brutta parola!) il soul, il r&b, c'è tutto qui, disordinato, caotico, pasticciato bloc-notes che bruce ha scelto di mettere a disposizione per farci vedere meglio da dove parte questo filo che ancora oggi è ben teso.
Bruce che canta mentre steve ridacchia, bruce che borbotta, pezzi che richiamano sinistramente cose tipo gli abba, tutto questo è stato darkness, tutto questo è stato quel periodo, perché dovremmo negarlo e nasconderlo, visto i risultati a cui ha portato?

Ho sempre sostenuto che il mio disco preferito sia Born to run, non cambio idea, anche perché fondamentalmente di certe classifiche me ne frego, ma Darkness oggi ci viene presentato con una trasparenza, una sincerità, una attenzione che ci dimostrano quanto di bruce ci fosse e ci sia ancora in quei solchi.

L'importanza di quel disco sta nelle rughe, nella fatica a stare in piedi, nella calvizie delle persone che lo hanno risuonato 31 anni dopo e soprattutto che per 31 anni hanno continuato a suonarlo.

Spesso ho riflettuto se non fosse magari eccessivo il peso, l'importanza che do alla musica.
La musica suscita in me tutta una gamma di sensazioni-emozioni, dalla rabbia alla tristezza, alla gioia, all'innamoramento, al dolore, all'eccitazione sessuale.
E questo sono sicuro sia assolutamente un bene, proprio per le cose che in un modo o nell'altro mi aiuta a provare ad esternare, a capire
Ma dopo una vita passata ad ascoltarla, dopo enne mila album, una cosa so per certo.
Se cerco nella musica una spiegazione, una via, una direzione, un consiglio il primo a cui mi sono rivolto, mi rivolgo e soprattutto continuerò a rivolgermi sarà sempre bruce springsteen.

Ed il fatto che sia l'autore di questo album in effetti influisce sulla mia decisione.

martedì 2 novembre 2010

dave eggers - l'opera struggente di un formidabile genio


Protagonisti: il Cala (me medesimo), la Berga (amica e collega, amante del libro in oggetto, che ha imprestato a il Cala), Anna staccato Maria (amica, amante del libro in oggetto, grande lettrice e persona dei cui giudizi librari il Cala si fida ciecamente)

il Cala riceve il libro in prestito dalla Berga, che dice "mi sembra troppo un libro per te"
il Cala chiede ad Anna staccato Maria se conosce tale libro
Anna staccato Maria dice che è uno dei suoi 25 libri preferiti
il Cala attacca a leggere il libro in oggetto una mattina che va a genova in treno per lavoro
sms del Cala alla Berga: Berga sono in treno ed ho iniziato a leggere il tuo libro. Sono a pag 30 più introduzione e ti ho già mandato a fare in culo 3 volte
risposta della Berga: eh eh eh. resisti! L'impatto iniziale è un pò cosi, ma poi migliora
("l'impatto iniziale" altro non è, dopo 35 pagine di soliloquio a mò di introduzione, di un racconto parecchio accurato degli ultimi giorni di vita della madre del protagonista, malata di cancro.)
(macheccazzo)
sms del Cala: Ho l'impressione che questo libro segnerà in maniera indelebile la nostra amicizia, nel bene o nel male.
(minchia Cala se la prendi alta!!!!)
(ed infatti)
sms della Berga: Oh merda! non credevo di fare un passo così azzardato, forse dovevo rileggerlo prima, o forse affidarmi ad harry potter
sms del Cala: ahahahahah figa in effetti mi è uscita un pò pesante come sentenza

(lettura del libro, a volte interessante, a volte inquietante, a volte sconcertante)

(il Cala arriva ad una intervista che la troupe di mtv fa all'autore per decidere se scritturarlo per una specie di reality show)
(dura NON SCHERZO 45 pagine)
(il Cala e la Berga sono insieme su un treno, per lavoro)
il Cala: Berga, ma quando cazzo finisce stamminchia di intervista?
la Berga: ah non lo so, io l'ho saltata

inzia ad alBERGAre in me il dubbio che sto libro sia un pacco, sarà che lo leggo lentamente, sarà che sta cosa degli ospedali delle luci delle possibili ultime notti insomma se lo hai vissuto in prima persona, se lo hai vissuto sulla pelle tua e soprattutto di tuo padre, beh non ti entusiasma vederlo scritto su un libro di uno che ha fondato una rivista la cui prima copertina aveva dei culi nudi in primo piano

però

però della Berga mi fido, però i continui dialoghi - monologhi che il protagonista ha col fratellino beh ti tirano dentro al libro e alle loro seppur esagerate avventure

dai e dai mi mancano un 50 pagine, mi faccio avanti con Anna staccato Maria
Annamaria tesoro Mi dai 2 ragioni valide per cui ami il libro di eggers?

Anna staccato Maria, sempre disponibile, figurati se si tira indietro in una discussione sui libri:
Immagino tu stia parlando dell Opera struggente ecc ecc...

Dunque...a me era piaciuto moltissimo lo stile frenetico, quasi ossessivo in cui è scritto il libro. Mi ricordo che ad un certo punto c era una specie di intervista che apparentemente non c entrava nulla con il resto, ma che era la parte forse più intensa del libro, il momento in cui più era evidente la sofferenza del protagonista.
Altra cosa che mi aveva profondamente toccata era stato il modo in cui piano piano venivano fuori il dolore e il trauma del protagonista alla morte dei genitori, come le ferite profondissime di ciò che aveva vissuto venivano lentamente allo scoperto, mascherate da quello stile al quale accennavo prima e da un atteggiamento di finto-cazzone del tizio (ho dimenticato il nome del protagonista!).
Tieni conto che io lessi il libro di Eggers pochi mesi dopo la morte di mio padre, per cui ero piuttosto sensibile all argomento. Al di là della profondissima differenza di stile di vita e reazioni, ho ritrovato in ogni pagina del libro una sensazione di smarrimento, di attonita consapevolezza su improvvise nuove responsabilità da affrontare, che è stata mia per moltissimo tempo e che spesso e volentieri lo è ancora. Quel fermarsi e chiedersi "E adesso?".

Come dicevo prima, ho letto il libro parecchio tempo fa e questo è più o meno quello che ricordo. Mi è venuta voglia di rileggerlo: ti saprò dire meglio.

Cosa importantissima: Anna Maria.
(da questo momento lei è, è stata e sarà sempre Anna STACCATO Maria)

il Cala: io l'ho finito oggi e con te e dave ho purtroppo in comune la morte del genitore e la causa della stessa.
a pagina 30 ho mandato un sms all'amica che me lo ha imprestato mandandola a fare in culo, perchè onestamente rivivere certe scene da ospedale me lo sarei risparmiato volentieri.
in effetti ogni riga del libro ti da una sensazione di precarietà, di improvvisazione, di disastro incombente per dave e toph, ma nonostante tutto loro tirano dritti.
i monologhi di dave sono vera autoanalisi, l'intervista l'avrei dimezzata ed avrebbe reso meglio quello che dici tu.
alla fine però mi viene da chiedermi, in perfetto otb style, eh, e allora????
vanno avanti, vanno via di nuovo, il giornale sembra che chiuda, tutto resta incompiuto e mi è rimasto l'amaro in bocca perchè non sai bene dove andranno e cosa faranno.
non ti è sembrato un pò troppo astratto?

Anna staccato Maria: sono andata a riprendermi il libro e lo sto rileggendo. Penso sia stato davvero un lavoro di autoanalisi oltre che di scrittura, se consideri che cio' che viene raccontato è vero. Mi ero scordata del piccolo particolare che il protagonista è lo stesso autore e che quello che viene raccontato a proposito della morte dei genitori e delle successive vicende dei quattro fratelli potrà essere stato romanzato ma è vero. Probabilmente è stato davvero un modo di fare terapia e di affrontare il dolore.
Questo spiega anche il finale che porta a dire E allora?
E allora probabilmente non lo sapeva nemmeno lui, quando lo ha scritto. Non poteva inventarsi un finale perchè non ce n'era uno. Ha raccontato la vita fino ad un certo punto e inevitabilmnte il finale doveva rimanere aperto.
Non so bene cosa intendi per astratto.... Nelle pagine che sto sfogliando è fin troppo reale e crudo. Lo vedo astratto in alcuni dialoghi con il fratellino, quando gli fa dire cose che un bambino di 8 anni non sa dire, usandolo sulla carta come se fosse un altro sé con il quale dialogare.

il Cala: astratto non è la parola giusta, inconcludente, ecco, inconcludente.
però come hai appena detto la sua vita è inconcludente o lo era al momento, peeeeeeeeer cui non poteva essere diversamente.

Anna staccato Maria: cavolo!
mi duole informarti che recenti ricerche online hanno portato a codesta scoperta

Beth committed suicide in November 2001. (beth è la sorella maggiore di dave, lo scrittore)

vaccaboia!!!! sta qui, che nel libro non è ben messa a fuoco (come tutto e tutti, del resto) si è tirata un colpo, un pio d'anni dopo aver polemizzato col fratello per come l'aveva descritta nel libro ed essersene pentita (dicendo, per scusarsi, che aveva passato un terribile momento alla La Toya Jackson) (che se ci pensate è GENIALE come metafora)

insomma rifletto e rifletto e si, il libro, anche se magari in quanto libro mi ha lasciato un pò perplesso, alla fine mi esce nella sua importanza, autoanalisi, catarsi, trionfo dell'ego, megalomania.
bella storia oh.

ah, devo però informare la Berga:

il Cala: finito
la Berga: e quindi non siamo più amici?
il Cala:
ci devo pensare, ho bisogno di stare solo, magari potremmo non vederci per un pò
la Berga: ffffffffffffffffffffffffffffff
il Cala:
lo sapevi che beth, la sorella di dave e toph si è suicidata nel 2001?
la Berga:
alè che mi scende nel gossip
il Cala:
beh gossip un cazzo, sta qui una volta uscito il libro aveva sclerato contro lo scrittore che a suo dire l'aveva descritta peggio di come era in realtà, poi aveva chiesto scusa, poi si è seccata. Se entri nell'ottica che buona parte del libro racconta DAVVERO la vita dei fratelli eggers il libro cambia un pò di valore e soprattutto capisci di cosa cazzo parla
la Berga:
beh, ovvio. comunque secondo me è geniale per COME racconta, più che il cosa...ma io non me capisco un belino, mica come te
il Cala:
anche questo è vero, a pensarci bene.

giovedì 28 ottobre 2010

12 novembre!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Sono tornati dopo vent'anni di nuovo insieme. Per una "notte sola".
Red, Johnny Guitar, Bum Bum, stavolta con un nuovo bassista, Gugo Pathcanka dei Malavida.
All'Extra club di Recanati dove ogni 4 stagioni si danno appuntamento i Filottrano City Rocker. Per una Cajara Unita.!!!!
Sono tornati con un pugno di canzoni tratte dai loro primi tre lp e tre vecchi amori: "Nobodys Hero "degli SLF, "Garageland "dei Clash e l'inno dei Ribelli "I Fought the law".
E al grido di Rumble Rumble Beat!!!! sono stati un Ritorno del fuoco!
Sono tornati sui loro primi passi per dire ancora che niente sarà più come prima, per non dimenticare che è da lì che sono partiti, dalle chitarre che stridono e dalla cultura del basso, per muovere e muoversi, per rivoltare gli accordi e prendersi tutto. Sono tornati per pungere e volteggiare, per chiudere il cerchio. Sono di nuovo quì con lo Stile e il profilo, la Polvere e la ruggine di una cometa. Sono qui per.. un altro sorriso.

RED: guitar-vocals
JOHNNY GUITAR 'RIFF': guitar
GUGO 'PATCHANKA': bass
BUM BUM: drums
28 febbraio 2009 all'Extra Alternative Club di Recanati
Distribuzione: Latlantide

Data di uscita: Novembre 2010

Prezzo 12 euro (spese di spedizione incluse) con pagamento tramite versamento su Postepay.
Per prenotarlo/ordinarlo scrivere a: papare@alice.it
In vendita nei migliori negozi di dischi e ovviamente già in vendita su ITunes!

martedì 26 ottobre 2010

proteggi te stesso

E Veramente Sicura Pillole di Ordinazione
E 'davvero non credere quanto velocemente questa farmcaia funziona e come i prezzi sono bassi li. Basta guardare per te!
Ora legale e sicuro per pilolle. Questa e la migliore opzione per l'acquisto di plilole per risaprmiare denaro.

La Qualita Pillole Sul Mercato Europeo Farmacia
Una buona dieta e la buona medicina. Questo e il loro modo di rimanere sano! Dobbiamo parlarne!
Avete mai in una faramcia ordinato su Internet? E facile! Prova a noi, essi saranno felici! Ordine, senza preoccupazioni!

Di Emergenza Medicina molto Sicuro!
Questi famraci sono davvero il meglio di cio che potrebbe accadere a me! Ho appena ordinato alla famracia e dopo un paio di giorni, tutto era li!
Essi sono i vostri pillole a casa molto rapidamente consegnato, verleichen per risparmaire!

Quale e' l'essenza del lavoro - qualcuno nel Suo paese vuole vendere una macchina e un nostro cliente vuole comprarla.
Di solito, viene fatto un versamento anticipato per riservare scelta macchina.
Pero' abbiamo affrontato un problema nei scorsi mesi - ci sono i truffatori che mettono in vendita
le machine inesistenti e dopo aver ricevuto il versamento anticipato si scomparono.

Per evitare tali situazioni siamo in ricerca degli operatori in tutti i paesi per controllare l'infomazione.
Come funziona? Noi ci mettiamo d'accordo previamente sulla data di andata,
Le inviamo i dati del venditore e della macchina, e Lei deve andare e controllare se
l'informazione che abbiamo corrisponde a quella che c'e' in realta'.
Bisogna controllare i documenti del venditore, documenti sulla macchina e l'esistenza della macchina.
Per questo lavoro Lei viene pagato da 50 a 300 dollari per ogni andata.

Visto che questo controllo si fa soltanto se un nostro cliente e' interessato a comprare la machina si escludono le andate non-pagate.
La quantita' di andate a settimana - 1-2 (all'inizio della nostracollaborazione) e 5-7 (dopo il primo mese di prova).

le seguenti persone mi informano che stanno cercando "Operatori remoti", "Rappresentanti remoti" e, fondamentale, offrono "Lavoro remoto".
Il lavoro remoto immagino sia l'ultima frontiera del precariato.
Se non altro hanno smesso di mandarmi Viagra.

Lauriano Depauli
Appia Restani
Guendalina Lettori
Rosario Mestroni
Neopolo Ticani
Fedro Delcortona
Eliano Crudeli
Galileo Maratea
Sicuro Delsere

CONCERTO DI BILL TOMS TRIO ( nella foto con il BOSS ) ti ha inviato un messaggio su Facebook...


Oggetto: u breccheeeeeeeeeeeee venerdi 16 ottobre.
ragazzi e' l'evento del 2010...non mancate!!!!non ci son parole per convincervi a venire...basta il nome..u brecche!!!!! chi non ricorda il mitico u brecche??? chi non ricorda il locale che e' storia??? si!!! e' lA storia della nostra riviera...e' storia di alassio. noi della riviera ligure events...vogliamo rivivere col vosto aiuto quei momenti,gli anni indimenticabili di quel locale..vi aspettiamoooo..info pren XXXXXXXXXXXXXXXX

CARI AMICI...DOMANI SERA...CI ASPETTA..IL BELLISSIMO MARTEDI DELL'ESSAOUIRA...DALLE 21.00..CON UN GRANBUFFET CALDO E FREDDO POI DISCO BEACH SULLA SPIAGGIA. PREN xxxxxxxxxxxxxxxx

questa sera speed party
allora a tutti gli invitati e confermati e chiunque voglia passare una serata carica di emozioni .. diversa dal solito.. elegante e simpatica.. alternativa e alla moda..questa sera vi aspetto dalle ore 20,30 ciao... ristorante venègree albenga vadino.. ciao
E ufficiale appuntamento Speed
CONFERMATA E' UFFICIALE Domenica 10 Ottobre SPEED PARTY arriva anche ad Albenga . Donne Uomini Single.......Vi aspetto. Iscrivetevi.......Ristorante Vinegrèe Albenga Via Einaudi 52 Albenga locale veramente di classe. elegante .. e' assolutamente di rigore eleganza e serietà..poi il divertimento è assicurato. appuntamento primo aperitivo ore 21,00......
Menù veramente fantastico una serata finalmente diversa

Ciao. Tu sei l'uomo virile. Vorrei dire su di me un po '. Io sono allegro, gioioso, persona sincera. Mi auguro che si possa trovare l'interesse generale. Mi piacciono gli sport, l'amore m fitness.I 'a cucinare. Penso che ti piacerà la mia torta con le fragole. Voglio comunicare via email. La mia email:annnavolkova@yahoo.com. Con amore, Anna.

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チックアウト時 何だカンダで 200ユーロ取りやがった。  内線電話代とか 有り得ない事で お金を取る  ここに泊まるなら 気を抜けないから・・・・
食事は 80点かな? 朝晩付いて 65ユーロなので・・妥当   約4週間滞在でした・
なお ネットは 有料で 3時間5ユーロでした    無線LANです

Grande scommessa
* Non solo un bagno con doccia
No la doccia solo una doccia
* Front è bello
Davanti è bella


200 euro e ha voluto prendersi del tempo a quello secondario zecche. Se resti qui e guarda la caduta di soldi a lui impossibile prendere le telefonate o l'estensione
Mangio a 80 punti? Ho dormito circa quattro settimane, con un ragionevole 65 €, quindi mattina e sera
La rete aveva una LAN wireless è pagato 5,00 € per 3 ore
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giovedì 30 settembre 2010

joe r lansdale - una stagione selvaggia




Hap e leonard, che bella coppia!
Ho preso i primi tre episodi di questa specie di saga che li vede protagonisti e devo dire che loro due sono personaggi ben fatti, uno con le sue paturnie che fa da narratore (Hap) e poi Leonard che è una superstar, nero, gay, con un'acidità che più che da gay è da donna pesantemente mestruata.
Il primo racconto va via abbastanza facile, entra in scena una ex e sono cose brutte, che noi servi della gleba insomma, lo capiamo bene come funziona.
Le ultime 60 pagine scuriscono di brutto il racconto, a volte quasi splatter.
La trama in se lascia però un po' perplessi, ok i nostalgici, ok i doppiogiochisti, ma sembra tutto un po' troppo scolastico, prevedibile.
E soprattutto, nota più negativa, alla fine del libro non mi è rimasta affatto la voglia di iniziare subito il secondo, che va bene che sto cercando di variare un po' e non fissarmi sempre sullo stesso genere o scrittore, ma dopo 250 pagine, un minimo di desiderio, avendo altri due suoi libri pronti sulla scrivania, mister lansdale poteva lasciarmela.
Da rivedere più avanti.

mercoledì 29 settembre 2010

louis p. masur - runaway dream




Born to run.
Un libro su born to run, che se qualcuno fosse appena sceso da marte ricordo essere un disco di bruce springsteen del 1975.
IL disco.
Di cui ho:
il cd
il cd col libretto con 3\4 foto aggiunte
il cd del 10° anniversario edizione americana
il cd dell'edizione giapponese
il cd dell'edizione uscita con un giornale spagnolo con libro in spagnolo
il cd dell'edizione uscita con un giornale italiano
il cd singolo
il vinile
il vinile remastered 200 grammi
il vinile dove invece che Jon Landau c'è scritto John Landau
il vinile greco
il vinile israeliano
il vinile argentino
il vinile italiano con l'adesivo scritto in italiano
il vinile italiano col poster in omaggio
il vinile "not for sale"
il picture disc
il 45 giri
l'edizione rimasterizzata del 2005
spartiti per pianoforte (che ovviamente non suono)
libro fotografico
spilletta

di cui ho la maglietta con su la copertina, che mia moglie, che di solito sclera per le mie manie ha scelto PERSONALMENTE di indossare in sala parto quando è nata virginia, che ovviamente non è stata più lavata ed è li coi chiari segni di un parto impressi tra la barba di bruce ed il faccione di clarence.

Uno disco di cui ho scritto giusto quelle due righe.
Tipo queste
e queste
oppure queste

insomma, per me è IL disco e lo dico consapevole che lo springsteeniano medio è in pieno (e giustificato) trip da Megasuperextradeluxedition di Darkness on the edge of town
Cosa può dirmi ANCORA un libro su “IL disco”?
Considerato che io ritengo il filone dei libri su springsteen abbondantemente satollo di libri non propriamente indispensabili (MA mai satollo come il filone di libri sui fans di springsteen... ma lasciamo perdere) al punto che l'unico che dovrebbe uscire è quello scritto da bruce medesimo E POI BAAAAAAAAAAAAAAAAASTA, ho iniziato questo libro senza grosse aspettative, se non il piacere di averlo ricevuto in regalo da amici (ed un libro regalato si legge SEMPRE figurarsi poi un libro su “IL disco”).

Invece
invece, vuoi che “IL disco” è un argomento di cui credo non mi stancherò mai, vuoi che l'autore scrive bene, semplice, con qualche 'neddoto interessante, vuoi che ok sono tutte cose dette e ridette ma NON FANNO MAI MALE, beh alla fine nei 3 giorni che ci ho impiegato, il libro (accompagnato dall'ascolto de “IL disco” in cuffia, bell'esperimento) è riuscito ad emozionarmi.
E se ormai non faccio più caso ai lucciconi ogni volta che ascolto Thunder road o alla pelle d'oca che si alza durante Jungleland o al piedino che si agita in She's the one, beh che un libro riuscisse ad emozionarmi anche se poi diceva cose quasi tutte già note è stata una bella sorpresa.
Lo scrittore ha tra l'altro anche un paio di approcci ai testi molto interessanti, che mi hanno fatto dare una lettura se non altro più completa di quello che a mio avviso rimane tutt'oggi il disco più bello della storia del rock.

lunedì 27 settembre 2010

una nipote come lei

Il giorno in cui i miei genitori conobbero i genitori di simona, all'epoca mia fidanzata, già promessa sposa.
Novembre 2002.
Il giorno del non ritorno, diciamo.
Che quel giorno la cosa non era più tra me e mia moglie, ma c'erano di mezzo le famiglie.
E non si può più tornare indietro.
Il 40° anniversario di matrimonio dei miei suoceri.
Quel giorno io e simona eravamo vicino a due dei miei 4 cognati, la sorella più grande di simona e suo marito, quelli che non solo cronologicamente erano stati i primi ad accogliermi come “uno della famiglia”, da quando una sera eravamo andati ad un teatro dove c'erano anche loro e lei me li aveva presentati ed io avevo notato che in tempo zero si erano messi in fila per presentarsi.
Loro ed i loro due figli, silvia e giacomo all'epoca di 10 e 6 anni.
Ed ovviamente eravamo vicino ai miei, con mia madre che tempo zero era diventata amicissssssssssssssssssssssssssssssssima della mia futura suocera che Oh sembra di conoscerci da anni.

Va beh, siamo lì col culo sotto un tavolo di un ottimo ristorante dell'entroterra ligure, che stiamo chiaramente facendo onore alla meravigliosa cucina tipica, che tutto sommato l'imbarazzo iniziale è svanito, e buonanima di mio padre, perfettamente a suo agio, mi indica silvia, la mia quasi nipote di 10 anni e se ne esce trionfante con “Oh, mi raccomando voi due, voglio una nipotina bella come lei”.
Così, dal nulla.
Robe che uno per reazione la piccola potrebbe iniziare ad odiarla solo perchè è stata il soggetto di sto battutone.
Non è andata così, per fortuna.
Silvia, che ora è mia nipote, mi ha voluto bene da subito, solo per il fatto che ero il fidanzato di zia simona, allora di riflesso voleva bene anche a me.
Ed io a lei, ovvio.

Che la silvia è una che ci crede. A tutto quello che fa. Ad esempio crede al discorso del “Nostro Meglio” e lo fa sempre, in ogni cosa che fa. E la vedi che sprizza entusiasmo e voglia per le cose in cui si impegna, siano la scuola, gli scout, gli amici, il suo attuale ruolo di “quasi zia” verso le cuginette, tutto.
Silvia è veramente una grande, robe che insomma, non solo per l'aspetto estetico io ci metterei non una ma cento firme che si avverasse la richiesta di mio padre.
Silvia è bella, bellissima, dentro e fuori, si vede dagli occhi, da come le brillano quando è contenta o quando ti racconta qualcosa in cui crede o quando le dai fiducia e lei si riempie di orgoglio, si vede dalla dolcezza del suo sorriso, dalla serietà del suo sguardo.

4 mesi fa con gli scout ha fatto uno spettacolo, dove era la protagonista principale.
Ed io sono rimasto sconvolto.
Perchè ora silvia è una donna.
Sarà stato l'abbigliamento, il tono con cui recitava, il fatto che addirittura alla fine fosse vestita “da adulta”, ma quella sera ho capito che era diventata davvero grande.
E chiaramente la cosa mi ha messo su un filo d'anzia, anche se sono solo lo zio, perchè se lei che ho conosciuto bambina ora è donna, io sono vecchio.
E perchè comunque ho questa specie di impegno che voglio mantenere con mio padre e le cose si fanno complicate, che mica è facile essere come lei.
E perchè diventare adulti mica è semplice, anche per una come lei, anche per chi viene da una famiglia come la sua.
Ma lei riuscirà, riuscirà bene, riuscirà in tutto.

Sono probabilmente di parte, ma vedere lei mi consola rispetto alle ragazzine che vedo in giro di solito (nota personale, capisci che sei vecchio quando una diciottenne con una minigonna corta non ti fa pensare a te stesso diciottenne ma A TUA FIGLIA diciottenne e quindi ti rovina la giornata), perchè è veramente troppo in gamba.

Un mesetto fa eravamo tutti insieme ad una sagra e lei è arrivata accompagnata e davanti a tutti ha detto “CTTLNDR”, che io ho pensato “'zzo fa recita un codice fiscale??”.
Invece stava dicendo Ciao a tutti lui è andrea.
Che senza avergli mai parlato, ci voglio già bene ci, che se lei ha deciso che va bene, ha sicuramente ottimi motivi.

Oggi silvia compie 18 anni, spero che passi una giornata indimenticabile, una delle tante legata al suo 18° compleanno.
Insieme al regalo, le ho preparato un biglietto di auguri un po' particolare.
Il giorno della sua Cresima le avevamo regalato uno stereo con dentro Born to Run di Springsteen, quindi sempre restando in tema musicale, ho deciso di cambiare un po'.

Questa è una canzone di Bob Dylan, le cui parole sono a mio avviso le più belle per augurare ogni bene a chi la si dedica, la canta Eddie Vedder dei Pearl Jam, in un concerto tenuto a Boston il giorno del compleanno di Dylan, nel 2006.
Adoro questa canzone e questa versione in particolare e l'ho trovata perfetta per accompagnare le immagini del cammino che la mia piccola grande nipote ha fatto fino ad oggi, augurandole tutto, tutto, ma proprio tutto il meglio nella vita.
Dicendole che sono fiero di avere come obbiettivo il crescere le mie figlie come lei.

E che possa restare per sempre giovane.


Auguri Pizzy, ti vogliamo tanto bene.
Zio Alberto, zia Simona, la Ludo e la Virgi.

giovedì 16 settembre 2010

koushun takami - battle royale



Più di una volta mi sono trovato a riflettere su quanto bastardi si è a certe età.
Quasi sempre, pensando all'età più bastarda, mi sono risposto “gli anni delle medie”, a salire, in escalation.
Questo non è solo un libro violento, oppure pazzo; è un'analisi sulla pre-adolescenza, sul momento in cui si inizia a diventare uomini, sugli anni durante i quali più o meno si decide da che parte si starà da adulti.
Ed in questo momento, la quarantina di protagonisti di questo libro, abitanti in una fantomatica repubblica della grande asia vengono sbattuti dentro un incubo dal nome Programma.
Ci uccideremo l'uno con l'altro, ecco cosa gli viene inculcato a forza e fatto scrivere.
Da qui iniziano due giorni di morte, violenza, tradimenti. Ma anche di coraggio, di scoperta dell'amore, di esaltazione degli ideali, di speranze come appigli in un delirio di assurde dimensioni.
660 pagine che mi sono bevuto in 5 giorni, inizialmente stupito da tanta crudeltà, poi affascinato dalla metafora del Programma come momento di passaggio tra infanzia e maturità.
Molta morte, non solo fisica, ma anche dell'anima.
Ogni storia personale, dalla più banale alla più squallida e tragica ha un momento di riflessione, nel quale, mettendo il protagonista di fronte all'imminente morte, più che un tardivo esame di coscienza, emerge un sentire comune di illusioni, sogni infranti e speranze disilluse.
Il tutto ovviamente in una cornice di critica “politica” verso regimi che ingabbiano ed uccidono non solo coi Programmi, ma soprattutto negando i principali diritti.
Ad esempio i sogni.
Ad esempio la crescita.

martedì 14 settembre 2010

massimo carlotto - la verità dell'alligatore



c'è odore di fumo in queste pagine; fumo, whisky (anzi, calvados), cibo scadente.
L'alligatore è, prima di tutto, un bluesman. Anche nel suo lavoro, ha l'indolenza, la tristezza e la cattiveria del miglior blues.
Blues che risuona, ininterrottamente nella tua testa, mentre leggi queste pagine.
Un romanzo che mi ricorda molto le pagine “gialle” di ellroy, uno che con malavita, illegalità e morte ci sa fare parecchio, alla macchina da scrivere.
Sai benissimo che l'alligatore e beniamino rossini camminano su un filo molto sottile, sospesi tra giustizia e crimine, ma sei con loro, alzi anche tu il bicchiere colmo di liquore, mentre accendi una sigaretta senza filtro e ascolti john lee hooker.
Il Commissario Montalbano sicuramente vive in posti migliori e mangia decisamente meglio, ma a due figli di puttana così basta una stecca di bionde ed una bottiglia di Calvados per vincere.

venerdì 10 settembre 2010

stephen king - cell




ripartita, fortissima, la scimmia per il Re. 500 pagine bevute in due
giorni e mezzo, l'odissea di clay di fronte alla fine del mondo.
Di solito il Re è come le montagne russe al buio, sei li che vai
tranquillo ma SAI che sta per iniziare il delirio, leggi pagine quasi
bucoliche, ma sai che c'è un'ombra nera pronta ad oscurare il sole.
Qui no, a pagina 15 sei già nel vortice, che non ti molla per le
restanti 485 pagine.
Che botta! Come sempre il Re racconta una storia che pensi sia
esagerata, ma dentro di te fa risuonare una vocina che ti fa presente
che forse... tanto esagerata non è; ci sono spesso nei suoi libri
fantasmi, morti viventi, cose “da film” ma la sensazione che poi tolti
gli effetti speciali il Male sia comunque vero, beh ti resta.
Il cellulare, strumento di cui ora sembra impossibile fare a meno (e
ve lo dice uno che ne è TOTALMENTE schiavo), come veicolo universale
del Male, come strumento di un cattivissimo pifferaio che vuole tutti
ai suoi ordini.
Impossibile posare il libro sulla scrivania, devi sapere cosa succede,
DEVI andare avanti.
Ora e sempre, viva il Re!

giovedì 9 settembre 2010

neil gaiman - nessun dove



un genere nuovo per me, diciamo un fantasy, ma coi piedi ben piantati nel reale e nel presente.
Un libro che ti affascina, per il viaggio del protagonista in quello che per parte del libro credi sia fantasia, ma che in realtà alla fine si rivela essere una bellissima metafora di quello che è tristemente diventato il nostro mondo.
Quando capisci che quelli di sotto non sono invisibili, ma ignorati, capisci anche molto meglio la ricchezza che hanno, loro, i topi, i marchesi; capisci l'importanza di aprire le porte, di lasciare che qualcuno da quelle porte ci entri.
È crudele il momento in cui il protagonista ri-incontra la sua ex “di sopra” e lei sebbene abbia qualche sospetto, non lo riconosca e soprattutto, presa com'è dal lavoro e dal “far carriera” se ne dimentichi in pochi secondi.
Come siamo arrivati a questi punti? Quando abbiamo incominciato a costringere alcuni ad andare sotto, sempre più sotto in questa metaforica scala di valori?
Un libro sull'uomo, anche se parla di angeli e topi, un libro sulla realtà, anche se per 3\4 è ambientato in un mondo fantastico.
Un libro dove alla fine ti è impossibile non capire quale sia il “lato” migliore di questa Londra capitale del mondo intero.

martedì 7 settembre 2010

Lettera aperta al Partito Democratico - sezione di Albenga




albenga, la mia città per anni 31, è in mano al pdl, sindaco leghista (MA siciliana).
l'opposizione del PD locale è in perfetta linea col PD nazionale: ridicola.
questa estate la giunta ha dato carta bianca a una associazione di ragazzi in gamba per le manifestazioni.
risultato: spettacolo, vie piazze e strade piene.
il pd locale, dopo mesi di silenzio ha contestato le manifestazioni per presunte irregolarità nelle assunzioni e negli scontrini rilasciati.
oggi ho scritto questa lettera aperta (cit.) al PD di albenga


È tutto qui?

Tutto quello che questo famoso partito che rinnova l'italia è in grado di opporre alla destra ad albenga, è tutto qui? Dei controlli fiscali? Accuse di lavoro nero? (in LIGURIA??? d'ESTATE?????).

Ma non si vergogna signor andreis? Non si vergogna di fare la figura del bambino che perde a calcio e che altro non sa fare che sbattere i piedini e portare via il pallone?

Non vi vergognate voi del PD di albenga? Di aver consegnato la città alla lega nord? Di aver fatto talmente poco in 4 anni da rendere gli albenganesi così desiderosi di FARE QUALCOSA da riempire le piazze per ogni evento? Non vi vergognate delle piste ciclabili sui marciapiedi? Non vi vergognate dei sensi unici messi a casaccio?

Io ho vissuto ad albenga da quando sono nato a quando sono uscito di casa il giorno del mio matrimonio. Ho amato ed amo ancora albenga come solo si può amare un posto dove si è vissuti più di 30 anni. Amo i suoi viali, la sua passeggiata mare, piazza europa, il suo meraviglioso centro storico.

L'ho amato quando a governarlo c'era Viveri, l'ho amato quando piuttosto che il Re Rosso ho votato sia per la Lega che per Forza Italia. Quando mi sono svegliato per gli elicotteri dei carabinieri che giravano in tondo sulla città mentre l'intera giunta veniva arrestata.

Continuo ad amarlo e questo, cari voi, mi da ASSOLUTAMENTE non tanto il diritto, quanto il dovere di chiedervi: NON VI VERGOGNATE???

Siete spariti per mesi perché eravate tutti assorti a sponsorizzare il signor franco vazio (uno che io, juventino feroce ritengo che abbia come miglior pregio l'essere interista) come segretario provinciale, manco si parlasse del presidente della Repubblica per poi riapparire e lamentarsi DEL LAVORO NERO IN LIGURIA D'ESTATE????

ma siete impazziti???

avete visto le strade di albenga questa estate? Le avete riconosciute??? vi siete accorti di come col minimo sforzo questa amministrazione abbia ottenuto il massimo risultato?

Vi siete accorti di come delegando ad un gruppo di volenterosi trentenni come gli amici della Mareventi, la Rosy abbia materiale da farsi rendere per tutta la durata della sua carica? Dove eravate voi quando quei ragazzi, che ritengo apartitici, vi offrivano la loro disponibilità per fare qualcosa insieme? Dove eravate quando il loro Festivalmare riempiva viale italia? Perché non gli avete dato la possibilità di mettere la pista di pattinaggio in piazza del popolo?

Perché avete fatto in modo di far passare “l’avvocato” Vannucci, con quel suo sguardo sempre alle soglie dell’etilismo, uno che al massimo sarebbe in grado di fare l’assessore agli aperitivi, come un assessore FE-NO-ME-NA-LE??? uno che la dichiarazione più profonda che ha fatto in 1 anno è stata (biascicando) WELCOME TO ALBENGA!!!

perché avete isolato ed ostacolato il lavoro di una GRANDE PERSONA prima ancora che grande assessore, come ALFONSO SALATA? Perché lo avete lasciato in balia di quel megalomane di ciangherotti e delle sue buche delle lettere?? perché non lo avete MAI difeso??? Perché avete spianato la strada al biondo protettore di ogni gravidanza, che si è pure permesso il lusso di non fare campagna elettorale sporcandosi le mani (vizio che ha da almeno 15 anni), essendogli sufficiente un cognato nemmeno particolarmente fotogenico??

Perché avete mandato allo sbaraglio una bravissima e degnissima persona come antonello tabbò???

Voi siete i responsabili.

Vostra è la colpa.

e tutto quello che sapete fare è accusare la giunta di favorire il lavoro nero?????

ora, io capisco che essere del Partito Democratico sia sintomo di pochezza politica, non si può essere dello stesso partito di bersani ed avere capacità particolari, ma almeno abbiate un po' di orgoglio, abbiate un po' di coraggio.

Il coraggio di ammettere le vostre colpe, le vostre mancanze, le vostre responsabilità.

Chiedete scusa.

E impegnatevi tra 4 anni ad essere migliori dei vostri avversari, invece di perdere tempo a contestargli le piccolezze.

E soprattutto, vergognatevi.


Alberto Calandriello.

lunedì 6 settembre 2010

Immortalità

tesi 1: i Nirvana erano troppo autodistruttivi per sopravvivere, se cobain non si fosse sparato sarebbero finiti comunque
tesi 2: i Nirvana erano i più grandi della scena di seattle, se cobain non si fosse sparato sarebbero diventati molto meglio dei pearl jam.

che ne dite voi?

ecco cosa ne dico io:

Facendo molta attenzione a scrivere (e a leggere) quello che segue, devo dire che la mia attenzione, diventata rispetto, ma mai amore, per i Nirvana è nata dopo il suicidio di cobain.
L'inverno in cui ogni catafottuta radio nel globo trasmetteva Smells like teen spirits, io continuavo a chiedermi cosa ci fosse di così interessante in questo revival finto punk fatto di grida e soprattutto di malessere urlato col culo ben saldo ai primi posti di tutte le classifiche dell'universo mondo.
E poi se di seattle bisognava morire, molto ma molto meglio il ragazzo con la canotta dei bulls che si arrampicava sulle balaustre di un piccolo teatro (even flow – pearl jam).
Lo sparo nella testa di cobain è risuonato forte dentro di me. Allora non fingeva malessere, allora stava male davvero! Da quel giorno mi sono accostato alla loro musica con un'attenzione maggiore ed un crescente rispetto verso chi aveva portato in note tutto il suo mondo interiore fatto di dipendenza, dolore e rifiuto.
Il live acustico poi, che meraviglia!!!
nonostante questa accresciuta stima però, ho da sempre pensato che i nirvana avessero scritto a chiare lettere nel loro dna la parola MORTE (e non solo artistica, purtroppo), troppo autodistruttivi, troppo nichilisti, troppo “è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente” (citazione di neil young che cobain scrisse prima di spararsi).
Grandi, grandissimi, probabilmente fondamentali, ma destinati ad una vita breve e ad una rapida scomparsa.
Mentre cobain voleva intitolare il disco dopo Nevermind “odio me stesso e voglio morire”, i pj cantavano “sono ancora vivo”, certo, si chiedevano “ma me lo merito??”, ma la domanda, in sé portava a una ricerca, i nirvana non cercavano altro che la distruzione.
Quello che nei nirvana è morte, nei PJ è catarsi, la rabbia, l'angoscia, la voglia di uscire da certi schemi è tratto comune (forse l'unico) di tutto il cosiddetto grunge, ma se cobain nel suo dolore ci si crogiola, vedder reagisce, scalcia, risponde.
Ed i pearl jam hanno scritto No Code, ossia LA catarsi.
La settimana scorsa su MTV hanno fatto un documentario su courtney love vedova cobain. Al di la della signora (alla quale musicalmente preferisco l'uva passa, che mi da più calorie – cit.), la parte relativa al travagliato rapporto col marito dava chiara la dimensione delle tendenze autodistruttive di cobain, incapace di stare lontano non tanto e non solo dalla droga, ma dal dolore, quasi fine a se stesso.
Quando nel 2000 andai a vedere il mio primo concerto dei pj ad assago ero preoccupato di trovarmi circondato da una generazione di fans (di cui anagraficamente non facevo più parte) depressi, incazzati e violenti. Invece quando durante Rockin' in the free world si accesero le luci, intorno a me c'erano 12mila persone SORRIDENTI. I pj non avevano mai scritto canzoni “allegre” o spensierate, fino, cito a memoria, a johnny guitar, ma nonostante questo, nonostante non avessero la loro “you can look”, la loro “Ramrod”, alla fine uscivi dai loro concerti felice, perché rabbia ed angoscia passate attraverso le loro note erano diventate gioia.
Il rapporto dei pj con la morte è nelle lacrime di eddie sul palco di roskilde, mentre sotto di lui sta morendo della gente che doveva essere felice, sta nel testo di save you dedicata a mcready, che inizia con “ti salverò stronzo, non voglio perderti”.
E poi, musicalmente i nirvana non valevano granchè.
Cobain era un chitarrista al massimo normale, novoselic niente di più, grohl forse è peggio come chitarrista che come batterista; valga ad esempio il video di qualche anno fa dove insieme a bruce, elvis costello e miami steve suona la chitarra in London calling e deve guardare le mani altrui per seguire gli accordi (e stiamo parlando di london calling, non delle variazioni di goldberg).
I due live elettrici sono potenti, ma non certo ben suonati, l'acustico è tenuto su dai due chitarristi aggiunti.
I nirvana erano una punk band anche in questo aspetto, approssimazione e tanta cattiveria, zero tecnica, personaggio maledetto e carismatico.
Quando penso a cobain io comunque penso ad un tizio piegato su se stesso che circondato da candele canta ad occhi socchiusi e “giura di non avere un fucile”. Era un personaggio cobain, la gente forse lo credeva troppo personaggio e poco vero, però come disse bruce in quel periodo, i nirvana significavano davvero qualcosa per i loro fans.
Significavano qualcosa forse per l'intero movimento grunge, al punto che la sua morte ha rischiato di trascinarsi dietro pure i pj.
Il secondo batterista della band, dave abbruzzese, era un tossico durissimo, che per questo venne escluso dalla band.
I pj sono a boston, aprile 1994, e' passata una settimana da quando kurt cobain ha deciso di smentire il testo di come as you are, dave abbruzzese stava spandendo merda nel gruppo...e i pj stavano per esplodere.
un ultimo concerto, in un posto piccolo i roadie che scrivono la scaletta...

set: Oceans, Even Flow, Sonic Reducer, State of Love and Trust, Hard to Imagine, Immortality/(Hey Hey, My My), Go, Animal, Glorified G, Daughter/(Suck You Dry), Alone, Not for You, Better Man, Rats, Blood
enc: Release, Tremor Christ, Once, Fuckin' Up, Dirty Frank, Yellow Ledbetter, instrumental jam, Rearviewmirror, Elderly Woman, I've Got a Feeling/jam


e per fortuna la storia va in modo diverso.

I nirvana, semplicemente, non avevano la forza nè il coraggio per cambiare direzione alla loro storia.

Privilegiato come una puttana
Vittime in richiesta di uno spettacolo pubblico
Spazzato via attraverso gli spifferi sotto la porta
Più virtuoso di te... Ma come?
Arreso... Ma comunque giustiziato
Vita dissolta, la scatola dei sigari in terra


e soprattutto:

Qualcuno muore solo per poter vivere


bentrovati.

venerdì 20 agosto 2010

[storie brevi] Cuore Toro

Lo avete visto?

Grande, grande, grande, GRANDISSIMO!!!
La mia morte ideale, la morte PERFETTA.
Devo morire? ok, ma invece di lasciarvi lì a guardare come dei voyeur, invece di vedervi ridere e godere delle mie sofferenze, io salto su e vi faccio un culo così a tutti.
Altro che l'ultima sigaretta, questo è il VERO ultimo desiderio che esprimerei, pattoni nel culo a tutti quelli che mi hanno dato fastidio, cornate nella schiena, cazzo ridi? vieni qui ora, VIGLIACCO!!!!!
Ah, quanto avrà goduto, nel vedere quelle facce che un secondo prima ridevano di lui trasformarsi in maschere di terrore, nel sentire la corsa affannata di gente che era lì a vederlo morire ed ora teme di morire a sua volta, nell'udire le risa diventare urla, grida, pianti.
Forse una vita in gabbia non si riscatta con 5 minuti di libertà.
Però sono 5 minuti bellissimi.
Muoia Sansone con tutti i filistei.
O meglio.
"Volevano sapere perchè ho fatto quel che ho fatto
Be', signore, penso che ci sia solo malvagità a questo mondo"

Tante belle cose, ci vediamo a settembre