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mercoledì 30 novembre 2016

UNDICI VOLTE SU LA TESTA!!!




Su BRG Radio una puntata dedicata interamente all'undicesima edizione di Su la testa, che inizia giovedì al Cinema Teatro Ambra - Albenga (SV)
Una breve presentazione a cui seguiranno i brani degli artisti partecipanti a questi 3 giorni di musica e teatro.

Ecco i brani trasmessi

Vincenzo Costantino Cinaski - Niente è grande come le piccole cose
Margherita Zanin - Travel Crazy
La Scapigliatura - Margherita
Mario Venuti - Veramente
Sam & the Band - Dear Grace
Giacomo Toni - Come una specie di mezzo matto
Le Canzoni da Marciapiede - Voglio un uomo
Antonella Ruggiero - Vacanze Romane
Pinzone - Riflessi
Elisa Rossi - Da qui
Têtes des bois - Avanti Pop
L'Orage - Skyline

Se avete l'audio del pc attivo, è quella che state ascoltando ora e che parte in automatico, oppure, se ciò non accade, potete trovarla qui:

domenica 6 marzo 2016

La macchina de L'Orage, un viaggio nel tempo, tra boschi e scogliere



C'è qualcosa di confortante nella musica de L'Orage, che con l'anno nuovo ha pubblicato il nuovo, bellissimo disco "La Macchina del Tempo".

Confortante perchè ci da la possibilità di mantenere vivi certi valori, certe tradizioni e certa memoria di posti e ideali.
Conforto a cui si affianca però naturalmente la malinconia di tempi passati e di un presente che poco fa sperare di buono.

La musica del gruppo valdostano porta con se memoria e innovazione, tradizione e coraggio, guarda avanti ma tiene ben saldo un bagaglio importante che affonda le radici negli strumenti e nelle leggende da cui traggono ispirazione i testi di alberto visconti.

Musica folk, popolare nel vero senso del termine, perchè dal popolo nasce ed al popolo arriva, sotto forma di giga irlandese, ninna nanna, valzer.
Folk, perchè piena di quella volontà che i ragazzi del gruppo hanno da anni, quella di non perdere il tesoro che si nasconde nelle storie raccontate davanti al fuoco, all'osteria dopo un bicchiere di vino o forse 4 bottiglie, nei libri da raccontare ai bambini che non vogliono ancora dormire.

Che sia musica e che si balli in tondo; che si balli, perchè si trasformi in energia positiva ogni goccia di sudore versata su sta terra, si balli in tondo, per guardarci tutti in faccia, per leggere ognuno negli occhi dell'altro la voglia di stare assieme e di camminare nella stessa direzione.

La meraviglia che fa di questo un gruppo speciale è la capacità di far suonare tutti questi ingredienti in maniera attuale, moderna, se non fosse ormai diventata una parolaccia direi quasi radiofonica.
Perchè se vogliamo che non si perdano certe cose, dobbiamo renderle accattivanti a chi non ha orecchie abituate a certi suoni antichi.

E la risposta a questa sfida io l'ho vista pochi giorni fa, durante un loro caldissimo concerto a genova.
L'ho vista nell'immagine che ancora mi porto stampata davanti agli occhi dei due fratelli boniface e di alberto che durante un pezzo travolgente saltavano a tempo, coinvolgendo il numeroso ed entusiasta pubblico.

Ero ad un concerto folk? di musica ANTICA? TRADIZIONALE?
Macchè, era del fottuto rock and roll, quello che ti sale dai piedi e ti entra in circolo, che non ti fa stare fermo e che davanti a momenti semplici come quello ti fa venire voglia di ballare.
La capacità di suonare moderna senza snaturare il proprio credo è la scommessa più importante che L'Orage sta vincendo, attirando nuovi seguaci e accompagnandoli nel suo mondo fatto di boschi, montagne e scogliere, popolato da irlandesi fertili ed eroi dell'alpinismo.

Favole e miti che cercano un rifugio per restare accesi, ma anche una lettura che scopra il loro valore.
La donna irlandese che vive sola per 9\10 mesi all'anno è simbolo di resistenza, legami, viaggi e migrazioni, il marito che aspetta a londra la notizia della nascita del suo ennesimo figlio concepito a natale e partorito alla fine dell'estate è storia di partenze e distanze, di scelte dolorose a cui certe popolazioni sono chiamate semplicemente per sopravvivere, nella verde isola di smeraldo come nel medio oriente di oggi.
Bonatti e la sua sfida alle vette alpine è un messaggio chiaro ed uno sprone a combattere sempre per ciò in cui si crede; un ricordo che ci fa presente come anni fa si andasse a mani nude a combattere il proprio destino.
Monsieur Thiebat è carne e favola, personaggio che oggi non esiste più, ma che una volta trovavi sempre pronto ad un bicchiere ed un consiglio, magari non perfettamente centrato, ma comunque portatore di spunti di riflessione. Thiebat siamo anche noi, che una volta forse avevamo la capacità di farci guidare anche dal cuore, e dal vino, mentre sembra che oggi non siamo più in grado di sputare in faccia ai generali.

Siediti un attimo e parla con me, canta alberto in Non risparmiare energia, lasciati trasportare, guarda ancora una volta le stelle, vieni con me, questa macchina è una macchina del tempo, non sarà l'ultimo modello, ma ti puoi fidare.

Accompagnati dalla mano di erriquez della bandabardò, uno che di suonare attuale senza rinnegare la tradizione se ne intende eccome, i ragazzi valdostani rivisitano nuovamente con passione e rispetto il de gregori storico di Le storie di ieri, mentre ancora è ben chiara la meravigliosa figura fatta al suo fianco all'arena di verona per i 40 anni di rimmel.
Musicisti eccezionali, i fratelli boniface suonano dal vivo una decina di strumenti diversi, capaci di racconti affascinanti e perfette guide in un mondo che unisce insieme passato e futuro, gli alfieri del "rock delle montagne" ci stanno invitando ad un viaggio che difficilmente potremmo fare altrove e con accompagnatori più adatti.

Quel che conta in fondo, quello che rimane
quello che lasciamo ai figli e conta più del pane
è la traccia di un sentiero che porta alla libertà

giovedì 21 gennaio 2016

La prima del giorno







Guarda i muscoli del capitano,

tutti di plastica e di metano.

Guardalo nella notte che viene,

quanto sangue ha nelle vene.



Il capitano non tiene mai paura,

dritto sul cassero,

fuma la pipa, in questa alba fresca e scura

che rassomiglia un po' alla vita.

E poi il capitano, se vuole,

si leva l'ancora dai pantaloni

e la getta nelle onde

e chiama forte quando vuole qualcosa,

c'è sempre uno che gli risponde.



Ma capitano non te lo volevo dire,

ma c'è in mezzo al mare una donna bianca,

così enorme, alla luce delle stelle,

che di guardarla uno non si stanca.



Questa nave fa duemila nodi,

in mezzo ai ghiacci tropicali,

ed ha un motore di un milione di cavalli

che al posto degli zoccoli hanno le ali.



La nave è fulmine,

torpedine, miccia,

scintillante bellezza,

fosforo e fantasia,

molecole d'acciaio,

pistone, rabbia,

guerra lampo e poesia.



In questa notte elettrica e veloce,

in questa croce di Novecento,

il futuro è una palla di cannone accesa

e noi la stiamo quasi raggiungendo.



E il capitano disse al mozzo di bordo

"Giovanotto, io non vedo niente.

C'è solo un po' di nebbia

che annuncia il sole.

Andiamo avanti tranquillamente".

lunedì 28 luglio 2014

Live in Albenga; L'Orage - Alle radici della vera musica popolare

















Mercoledì 30 luglio, ore 21.30 - Albenga, Piazza San Michele - INGRESSO GRATUITO

Violini, fisarmoniche, tamburi, organetti, ghironde, cornamuse e mandolini; con questi strumenti, L'Orage si presenta al pubblico con la sfacciataggine della giovane età dei loro componenti e con la voglia di stupire chi non crede che con questo pacifico arsenale si possa davvero combattere una guerra a colpi di folk, rock e canzone d'autore.
Una sfida vinta dai ragazzi del gruppo, grazie al carisma del cantante Alberto Visconti ed alla bravura dei fratelli Remy e Vincent Boniface, di Stefano Trieste, Florian Bua, Memo Crestani e Ricky Murray.
Ma anche e soprattutto dall'amalgama creatasi in 5 anni spesi su ogni tipo di palco, grande, piccolo, stadio o provincia, festival o happening che fosse.
Un viaggio lungo territori inesplorati, sconosciuti o spesso dimenticati, un percorso attraverso fate, leggende e favole, con un sottofondo musicale che spazia dal rock al blues, senza ovviamente tralasciare il folk.
Proprio il folk nell'accezione più vera del termine è la chiave di lettura con la quale approcciarsi alla musica de L'Orage. Una musica che sia festa e protesta, che sia tradizione ma che guardi al futuro, che porti con sé le credenze e i racconti degli anziani attorno al fuoco, proiettandoli nel terzo millennio.
Un approccio che li lega idealmente ai cantastorie provenzali, ai trovatori e chiaramente agli hobos americani, quelli come woody guthrie che uccidevano i fascisti con le loro chitarre o i bluesman maledetti come robert johnson, persi dopo un incontro diabolico a chissà quale incrocio.
Un loro concerto è tutto questo, con in più il loro tocco personale: è un momento di profonda emozione e divertimento, gioia e riflessione, un mix contrastante di sentimenti che appunto, solo la musica veramente popolare è capace di creare.
Ascoltando le loro canzoni ci si ritrova nell'arco della stessa sera ad un concerto rock, ad una sagra di paese dove dopo i balli di gruppo, i ragazzi cercano di trovare il coraggio per invitare a ballare le ragazze, attorno ad un caminetto mentre un saggio nonno ci incanta con racconti di guerra e campagna, ma anche ad una manifestazione di protesta che rivendichi diritti universali.
Non a caso di loro si sono innamorati artisticamente cantanti mai banali e sempre attenti a cosa sta loro intorno, come Carmen Consoli, Lou Dalfin, Goran Bregovic ed ovviamente il Principe De Gregori, con il quale hanno collaborato sia in studio che dal vivo, in una magnifica serata evento.
A dicembre le poltroncine del Teatro Ambra hanno faticato parecchio a contenere l'entusiasmo del pubblico durante la loro performance, quindi siamo certi che la splendida cornice di Piazza San Michele sarà perfetta per accogliere L'Orage e farsi travolgere dalla loro incendiaria proposta musicale!

lunedì 30 dicembre 2013

La musica che (mi) gira intorno - i miei concerti del 2013

Beh ovviamente al primo posto Bruce Springsteen a Milano, san siro, ad un anno di distanza da quel momento in cui mi accorsi che, ma dai?, un concerto di Bruce mi stava facendo male, ecco tre ore di festa che spazzano via ogni possibile concorrente.



Il 2013 è stato un anno di concerti "piccoli", ma non per questo meno affascinanti, a partire dalle diverse serate in cui ho visto il mio amico Geddo, acustico, in solitaria o full band, che promuoveva il suo bellissimo disco "Non sono mai stato qui", ancora oggi uno degli album che ascolto più volentieri.



Ho festeggiato lo scudetto della juve andando alle Officine Creative Ansaldo di Milano per vedere finalmente dal vivo un'altra leggenda del New Jersey: Southside Johnny & the Asbury Jukes, in una sala scarsamente affollata sono state un paio d'ore davvero divertenti



Il mio ruolo prima di giurato e poi di presidente al Mulino degli Artisti di Tovo mi ha permesso di vivere in prima fila diversi appuntamenti organizzati dall'associazione, difficile sceglierne uno, per motivi "di cuore", anche se la serata del 10 agosto difficilmente la scorderò.



Con la fine dell'estate siamo entrati nella preparazione di "Su la Testa" e quest'anno proprio il Mulino degli Artisti ha contribuito all'organizzazione del Contest per scegliere chi avrebbe rappresentato all'Ambra di Albenga la musica delle nostre parti. Sono state 4 serate interessanti, ma l'ultima, al Brixton di Alassio è stata magnifica: i miei amici Fusi Orari, a cui spesso rimprovero una scarsa autostima, hanno dato vita ad un breve show di una intensità straordinaria, coinvolgendo il pubblico alassino ed entusiasmando tutti i presenti. Raramente in situazioni come questa, un circolo piccolo e frequentato da gente che magari passa per un saluto e non sta tanto tempo, ho visto così tante persone fermarsi ad ascoltare la musica, uno dei concerti più belli di quest'anno, senza ombra di dubbio.



A Su la Testa invece c'è stato l'imbarazzo della scelta, ma io dopo il set che ha aperto la tre giorni, protagonista Paolo Bonfanti, ero già appagato, 25 minuti di blues in trio, pezzi nuovi di uno dei miei "dischi dell'anno". Anche l'ospite più atteso, Enrico Ruggeri, mi è piaciuto moltissimo, pur non essendo un suo grande fan: anche lui in trio acustico, ha ripercorso la sua carriera ed omaggiato il compianto Lou Reed con una ottima Perfect Day.
Rivelazione del Festival a mio avviso i L'Orage, gruppo folk dal futuro promettentissimo e gli AUDIOgraffiti, selezionati al Contest, che hanno dato vita a show davvero interessanti.





A chiudere l'anno, sabato scorso, ci hanno pensato i Birkin Tree, musica irlandese suonata con strumenti tradizionali, nella magnifica cornice del Teatro Salvini di Pieve di Teco, deliziosa riproduzione in miniatura di un elegante teatro dell'opera. Fabio Biale è un amico e un musicista eccezionale, come ha dimostrato anche in solitaria a Su la testa, e con lui i tre compagni di viaggio compongono un ensemble di assoluto valore; due di loro, Fabio Rinaudo e Claudio De Angelis, si sono esibiti con chitarra e cornamuse anche a Tovo questa estate, in una serata ricca di fascino e di progetti che spero possano concretizzarsi.



Ci sono, ovviamente, i rimpianti, per i concerti non visti, nick cave, neil young e waterboys su tutti, ma ahimè non si può vedere tutto e bisogna sempre lasciare qualche obbiettivo per l'anno successivo.







lunedì 2 dicembre 2013