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mercoledì 4 dicembre 2013

Le grandi speranze di bruce e di noi fans



Il nuovo o quasi singolo di bruce ha come al solito fatto scalpore, dividendo critici ed appassionati, con i soliti estremismi da entrambe le parti.
L'operazione in sè non è forse il massimo della limpidezza, però a mio avviso rientra in una fase della carriera di bruce, che tende a monetizzare più in fretta, per alcuni troppo in fretta, quello che in passato veniva scelto e riveduto mille e più volte.
Alla fine dunque abbiamo una nuova versione di una cover, pochino se ci si aspettava un brano (ed un album) nuovo, abbastanza se, come me, si ascolta e si prende quello che arriva e lo si cerca di contestualizzare.
Il brano a me piace, piace l'originale degli havalinas, piace la versione del 1995, piace questo nuovo riarrangiamento con fiati e chitarra di tom morello.


Ed ecco il punto della discordia, tom morello.
Un legame che nasce da lontano, da quando un giovane morello si innamorò di nebraska, che proseguì quando la sua band, i rage against the machine, omaggiarono bruce, chiamandolo "compagno" e rifacendo the ghost of tom joad stravolgendola.
Tom joad, con la versione dei RATM passò dai libri di storia ai cortei, dalle aule alle piazze e la cosa spiazzò moltissimi springsteeniani, innamorati, giustamente, di quel capolavoro acustico che raccontava le vicende steinbeckiane di furore.



Ora, i RATM sono un gruppo estremo ed ho notato che dividono gli ascoltatori in modo netto: o li amano o li detestano. 
Io li amo ed il loro album d'esordio è uno dei "primi album" che più mi hanno colpito.


Sia come sia, la chitarra di tom morello è negli ultimi 20 anni un segno distintivo come pochi altri, il crossover rappato dei RATM si basa fondamentalmente sulla sua chitarra e su quel suono che sembra una chitarra ma anche un dj, ma anche un dj con la chitarra ma anche un chitarrista che scratcha i vinili.
E lo stesso springsteen non è rimasto certo insensibile al talento di morello, ospitandolo diverse volte sul palco e rimaneggiando di nuovo tom joad, creandone una versione a metà tra l'acustica iniziale e la furia dei RATM.


Tutto questo ha poi avuto una sublimazione quando a marzo scorso la esb si è trovata priva di little steven e bruce l'ha sostituito proprio con morello.
Ora, se hai morello sul palco a mio avviso gli fai fare il tom morello; per tenerlo lì a fare la ritmica tanto vale prendere un session man qualunque no? O non prendere nessuno, che l'apporto chitarristico di steve in questi ultimi anni è superiore soltanto a quello di patti scialfa.
Quindi ecco che morello si integra nella esb, limitando il suo lato più "rage against the machine" (se capite cosa intendo) e portando comunque una novità nel suono di bruce oltre che un parere autorevole che bruce sembrerebbe apprezzare.
Da quelle date australiane viene fuori high hopes, viene fuori in una versione che apre diversi show e che a me piace pazzamente. 
Nel ritenere springsteen un compendio del rock americano, al punto che sotto certi aspetti capisco chi oltre a lui fatica ad appassionarsi ad altri musicisti, per quanto io abbia invece un atteggiamento opposto, vederlo collaborare con altri artisti mi emoziona sempre, perchè so che ne escono sempre cose buone e soprattutto interessanti.
Del tutto positivo è quindi il mio parere (non richiesto)(ma nemmeno il vostro) sulla collaborazione e sul singolo.
Inoltre, la cosa mi fa ben sperare visti gli ammiccamenti recenti ad esempio con i dropkick murphys, gruppo di irish punk con il quale ha inciso un singolo benefico.


Aver ampiamente passato i 60 anni forse ha tolto a bruce quell'ansia da perfezionista che negli anni 70 lo faceva marcire in sala di registrazione alla ricerca del suono perfetto, ma lo ha anche reso più malleabile ed aperto, quasi come se, rendendosi conto che siamo sicuramente nella SECONDA metà della sua carriera, si volesse togliere qualche sfizio.
E quindi ben vengano le cover di oscuri gruppi australiani come gli havalinas o i saints (di cui ripropone in studio, dopo averla suonata live sempre in quel benedetto tour, just like fire would).


Ben vengano gli assoli di chitarra che spiazzano, che si incastrano tra una acustica e due bonghi, che duettano con una sezione fiati. Il rischio c'è ma è proprio in questo che sta la parte affascinante dell'operazione high hopes, abbiamo questa roba, l'abbiamo ripescata, ce la siamo re-inventata ed ora la tiriamo fuori e la pubblichiamo, tutto lì.
Le outtakes che per anni sono state il nostro sogno erotico proibito ora ci vengono regalate, se non tutte, almeno qualcuna.
Del resto il doppio the promise che documentava le storiche session di registrazione di darkness ci aveva svelato il mistero; no, nel 78 non tutto quello che scriveva era oro, certo non aveva mai pubblicato the promise, ma non tutti i pezzi erano anche solo lontanamente a quei livelli; ora non dobbiamo più aspettare così tanto, le butta fuori e poi vedremo.
Non sono inoltre da sottovalutare i testi delle canzoni, ovviamente, perchè nell'abbinata high hopes\tom joad, per quanto la prima sia una cover e la seconda prenda spunto da un libro, le tematiche affrontate le rendono una coppia ferocemente springsteeniana, dal punto di vista lirico.
Tom stesso aveva grandi speranze, tom joad eh non tom morello; tom stesso credeva nella possibilità di un mondo migliore, aveva speranza che questo prima o poi potesse accadere.

Gli havalinas cantano:
E ogni madre con un bambino tra le braccia che piange canta
Dammi aiuto, dammi forza
Dammi un anima una notte di sonno senza paura
Dammi amore, dammi pace
Non lo sai che di questi tempi si paga per ogni cosa?

Ho grandi speranze

e tom joad diceva:
Ovunque un neonato pianga per la fame
Ovunque ci sia una battaglia contro il sangue e l'odio nell'aria

Cercami mamma, io sarò là

il messaggio che bruce manda, affidandosi a parole non sue, ma che sono per lui fonte di ispirazione, è sempre e comunque quello di combattere per ciò in cui si crede, di migliorare il mondo che ci sta attorno, di denunciare le ingiustizie, di ribadire che nessuno vince se non vincono tutti.

Se le perplessità di fronte al "nuovo" disco sono comprensibili perchè alla fine sempre di materiale già noto o comunque datato si parla, bisognerebbe però anche pensare che wrecking ball non ha nemmeno un paio d'anni e che questa pubblicazione da subito è stata annunciata come interlocutoria e "intermedia" rispetto alla sua carriera, visto che tra l'altro si rincorrono sempre più voci relative ad un album veramente nuovo atteso per l'anno prossimo.

Il "singolo" contiene High Hopes e Dream baby Dream, due cover, due pezzi che bruce ha reso suoi, due canzoni che messe insieme parlano di speranze e sogni. Ora, davvero non ci vedete un legame con la carriera artistica di bruce? Liberi di farlo, ma io trovo più interessante riflettere su queste scelte piuttosto che decidere quale suono di chitarra sia più indicato per un assolo.

Come ogni volta, aspetto di sentire cosa avrà da dire bruce e come lo dirà, nel frattempo mi godo questo pezzo e continuo ad immaginarmi come la sua musica potrebbe evolversi a contatto con realtà così diverse dalla sua.

Ho, come al solito, grandi speranze.

martedì 1 ottobre 2013

Solo canzoni di Bruce Springsteen alle feste per Bruce Springsteen???



La polemica del momento negli esclusivi ambienti springsteeniani è se alle feste in onore di Bruce, come soprattutto i Glory Days di Rimini, si debba suonare solo musica di Bruce Springsteen o si possano anche proporre pezzi propri.
Son cose, lo so.
Ora visto che ahimè ai Glory Days io ci sono riuscito ad andare una volta sola in 15 anni, la mia opinione la scrivo qui, che magari la legge qualcuno che non è andato ai Glory Days, ma magari anche qualcuno che ci è andato.
Fondamentalmente, penso che chi si è innamorato della sua musica e grazie a questo si sia spinto a buttar giù due cose scritte di proprio pugno renda il miglior omaggio possibile all'arte ed al messaggio di Springsteen. Senza contare il fatto che lui stesso ha da sempre detto che gente come Elvis, Dylan e compagnia sono stati la molla per capire quale era la sua strada.

Dovessi sintetizzare (ahahahahahahahahahahahahahahah) in una frase direi:
So I got this guitar and I learned how to make it talk
C'è tutto in sta riga, tutto il perchè gente come ad esempio, vado a memoria, Daniele Tenca, Cesare Carugi, i Lowlands, Hernandez & Sampedro ed ovviamente i padroni di casa Miami & the Groovers con i loro dischi originali hanno dimostrato di aver assimilato il messaggio di Bruce, quello che ti spinge ad uscire e a conquistare ciò in cui credi e ciò che pensi di meritarti
I wanna go out tonight, I wanna find out what I've got
ed ovviamente
Now every man has the right to live
The right to a chance to give what he has to give
The right to fight for the things he believes
For the things that come to him in dreams
Insomma la musica migliore è quella che ti coinvolge al punto da indirizzarti e stimolarti a migliorare te stesso e i dischi di Bruce fanno questo CONTINUAMENTE.

Io non amo particolarmente le cover-band ma credo che in contesti come Rimini è doveroso che ci siano, ma se davvero vogliamo festeggiare l'Artista Springsteen e non solo il suo compleanno (buon natale un cazzo, infedeli!) ecco che la musica nata grazie al suo esempio è il modo migliore, molto migliore del rifare i suoi pezzi, cover che sicuramente rendono l'atmosfera più festosa e celebrativa, data la passione con cui le ascoltiamo. Dovessi però scegliere tra zero cover band e zero pezzi propri, eliminerei le cover band, anche se credo che un giusto mix tra le due cose sia l'ideale.

Gente come Daniele Tenca che per anni ha cantato e suonato in una cover band, tra le migliori, di bruce (i badlands) alla fine si è giocato le sue carte, ha fatto un (bel) disco in italiano e poi ha trovato questa vena blues ed ha fatto due album di cui l'ultimo, wake up nation, è sicuramente tra i miei preferiti del 2013, se non IL preferito.
Cesare Carugi, fan e sognatore, ha fatto un paio di dischi dove senti l'influenza di 50 anni di musica americana, senza che ti venga mai il sospetto che stia plagiando qualcosa.
Lorenzo Semprini, beh cazzo, Lorenzo Semprini io l'ho visto la prima volta saranno 10 anni fa, che suonava a Ferrara ad un raduno, pensa un po', di springsteeniani, da solo, con la sua faccia da bambino impertinente, la S come valentino rossi e la camicia bianca inamidata, quella "della festa"; era spaventato, ma aveva negli occhi una cazzo di luce perchè sapeva che quello era il posto dove voleva stare, il palco. 
10 anni dopo lui e i Groovers hanno smesso di fare cover ed hanno già tre dischi all'attivo, oltre al recentissimo live. 
E nel primo disco avevano messo subito le carte in tavola:
we are a local rocking band, saying thanks to the e street band
perchè è quello il fatto, che chi come noi ha passato giorni, serate, nottate attaccato ad uno stereo a sentire quei cazzo di bootleg tutti fruscii e scariche elettrostatiche sa benissimo che almeno una volta ha pensato VOGLIO ESSERE COME LORO.
Ed il fatto che qualcuno ci provi seriamente, beh è il segno più chiaro e lampante dell'influenza che Bruce ha avuto sulle nostre vite.

Immaginate un regalo più bello?

giovedì 1 agosto 2013

Con Springsteen è troppo facile




Uno si sbatte, insomma si fa per dire, si impegna, si scervella per scrivere cose interessanti, stimolanti, magari anche provocatorie, per fingere che sto blog interessi a qualcuno.


Poi mette un video stupido, corredato da una citazione al limite della blasfemia, allude ad un parallelo tra i fans di springsteen e quelli di britney spears ed in poco più di 24 ore SPAM! Mi diventa il secondo post più letto in sti 5 anni di tempo perso.


Facendo un breve riassunto per chi magari non ha seguito bene la vicenda, esclusa la stragrande maggioranza di voi a cui GIUSTAMENTE non frega un cazzo, ricordo che lunedì sera tipo a mezzanotte su rai 2 è andato in onda uno speciale su, appunto, bruce springsteen, bene.


Ora, odio passare per vecchio e rincoglionito, perché dai, non sono vecchio, ma nella mia vita di programmi tv ne ho visto e sono certo, certissimo, che dall'accoppiata rai 2 – springsteen (ma anche rai 2 – Rock) (ma anche rai 2) non può nascere nulla di buono, specie per chi come noi springsteeniani sa la materia e magari si aspetta di imparare cose nuove o vedere cose inedite.

Ed infatti stando alle reazioni del martedì mattina, sto programma è stato un cesso, ok, ci ho preso anche stavolta (a parte che programmi che iniziano alle 23.55, esclusi quelli presentati da umberto smaila, non ricordo di averne visti, quantomeno in diretta).
Io ovviamente, come credo si sia capito, non l'ho visto, per tutta una serie di motivi:
- l'accoppiata bruce - rai di cui sopra
- l'ora tarda di cui sopra
- il divieto totale che ho di guardare programmi musicali insieme a mia moglie, perchè poi attacco su la spocchia dei giorni belli e lei mi si imbestialisce e poi di notte non dorme che fa caldo e quelli sotto casa fanno casino brutti drogati

La cosa che però mi ha fatto partire la polemica è stato il tono delle lamentele. Urla, pianti, schiamazzi.
Voglio dire, ma davvero, ma davvero, MA DAVVERO ci aspettavamo qualcosa di più? Non abbiamo ancora capito che le parole rai e cultura viaggiano su strade parallele MA LONTANISSIME e non si incontreranno mai, soprattutto sulla seconda rete???


Dice eh si, però il canone! Giusto, verissimo, il canone, il canone è una tassa che come tutte le tasse non fa simpatia, ma anche lì, fino a lunedì sera lo pagavate volentieri il canone?

Che poi, mica dico che bisogna essere contenti di sto speciale eh, fa cagare? DIGIAAAAMOLO (CIT.) diciamolo si, ma insomma, con garbo, eccheccazzo.


Perchè la cosa che mi stranisce di più non è stata l'indignazione, LA RABBIA, di certe persone davanti all'ennesimo scempio televisivo (non solo a sfondo springsteeniano), ma LO STUPORE con cui la gente si è accanita contro sto programma, quasi come si aspettasse LO MIRACOLO. 

La foga con cui si urla il nostro disprezzo verso solieri, portera, boncompagni rientra sicuramente nei canoni del libero arbitrio, ma allo stesso modo come ci rientra il mio ritenerla eccessiva NON perché non si meritino questo (anche se poi in generale, si può obbiettare anche su sta cosa), ma perché erano parte di un copione dall'esito talmente scontato che NON MERITAVA tutta questa attenzione.

Ecco cosa dico io, molliamoli a loro stessi sti cessi di programmi, arriverà, forse, il giorno in cui davanti ad uno zero di share o chiuderanno il filone o magari qualche illuminato proverà a farli usando parti del corpo diverse dal culo.


Dice, eh ma te la prendi con chi si lamenta però anche tu ti sei lamentato del documentario. Si, ci sta, forse non è straordinariamente coerente, però faccio notare che il documentario era a firma RIDLEY SCOTT ASSOCIATED, non GIANNI BONCOMPAGNI E LA FICA DI TURNO ASSOCIATED, nel senso che, insomma, forse sul documentario un minimo di aspettative, anche se ero prevenuto, le si potevano riporre no? Con gli spezzoni che hanno fatto vedere hanno dimostrato di aver accesso ad archivi che farebbero impazzire di gioia tutti noi fans, però li hanno affogati in un ritratto del fan francamente imbarazzante, questo è peggio che mettere 4 tizi che magari con bruce non ci azzeccano nulla e prendere dei video da raccolte di 20 anni fa no? 

Voglio dire, se ho una fiat multipla non posso sorprendermi se non vinco la 24 ore di Le Mans, ma se avessi una porche superattrezzata magari ci farei un pensierino, no?


ANYWAY (ahahahahahahahahahahah) cari (ex?) amici springsteeniani, rilassiamoci, mettiamo su un bel bootleg, magari un video bootleg, godiamoci il NOSTRO bruce, quello che conosciamo, quello di cui sappiamo bene ormai quasi tutto. Non possiamo trovarlo in nessun programma televisivo, tantomeno delle reti nazionali, lo troviamo solo in posti frequentati da gente esperta e appassionata come noi.

Il sangue marcio conservatelo per occasioni, ahimè, più importanti.

E lasciate stare britney!!!
Perla Miseria!!!
e Perla Pendenza!!!



mercoledì 24 luglio 2013

Darwin, Ridley Scott ed il documentario sui fans di Bruce



Un graditissimo ritorno su queste pagine, una bellissima sorpresa trovata nella mia casella di posta.
Anna staccato Maria ci racconta cosa ne pensa di Springsteen and I.


A voler essere proprio coerenti forse non dovrei scrivere di Bruce. Nella durissima e spietata selezione naturale che porta ad essere vero-fan io sono un soggetto alquanto deludente. Diciamo che nella famosa immagine che illustra l’evoluzione della specie da scimmione a homo erectus io non vado oltre la seconda massimo terza figura:  ginocchia ancora  piegate, schiena un po’ curva. Ben lungi da camminare dritta e impavida verso il futuro (e verso una terra di sogni e speranza). Darwinianamente parlando  non sono una fan evoluta.

L’altra sera, però, ho visto questo film (o documentario? Come li chiamano? Docu-film è brutto proprio…) di Ridley Scott e c’era questa tizia danese, una signora non proprio giovanissima, che si definiva “una fan che adora la musica si Springsteen ma che non sa quale sia il numero di scarpa di Bruce né il numero dei suoi figli”. Questa cosa mi ha molto rincuorata perché se lei non sa quanti figli ha Bruce e sta comunque dentro un film di Ridley Scott, io che conosco ADDIRITTURA il nome di uno dei ragazzi (e’ James? Sarà ben James, no?) guadagno punti. Darwin tira un sospiro di sollievo. Ho anche cercato di immaginarmi quanto conoscere il numero di piede di Bruce possa eventualmente modificare in meglio la mia vita, ma sono giunta alla conclusione che l’apporto sarebbe probabilmente irrilevante, per cui proverò a tirare avanti un altro po’ di anni vivendo in questo abisso di ignoranza.

Adesso non staremo qui a sviscerare le ragioni per cui uno prende la macchina e si attraversa la città per vedere un documentario su Bruce. Ci sarebbe molto più da dire sul perché, tra i tanti cinema di Torino, proprio in quello dall’altra parte della città doveva aver luogo L’evento!  Però, dai, mi sono divertita. Più di quanto pensassi. Un’altra torta in faccia allo snobbismo che già mi aveva portata a sogghignare all’idea della coreografia di San Siro, salvo poi arrivare molto prossima alla commozione nel vedere il risultato finale.  

Di tutto quanto, quello che mi ha fatta sorridere di più è stato quel sassolino che Bruce è sembrato togliersi dalla scarpa (“anche io sono stato mollato: ma ora si pentono tantissimo!!”). Che magari non è vero, però faceva ridere. E poi la scenetta finale con Paul McCartney. Alla fine della canzone, Bruce gli ha reso omaggio come si fa di solito, gridando il suo nome nel microfono “Paul McCartney!! Paul McCartney!!”. Il Baronetto, invece,  lo ha puntato una o due volte con l’indice e aveva quello sguardo un po’ così di uno che pensa: “Lui! Lui!....ma come cacchio è già che si chiama questo qui??”.

E poi, essendo signore, non è che staremo qui a sottolineare come nelle inquadrature che li riprendevano da dietro, risultasse evidente che Bruce riempie molto meglio i jeans che non il buon Beatle…

Mentre guardavo il film mi sono immaginata una cosa, cioè l’altra parte della medaglia. Ho pensato che tra tanto, tantissimo tempo, quando non ci saranno più dischi da promuovere, spazi da riempire, biglietti da vendere, quando Bruce sarà una persona anziana…No, lo spostamento d’aria non è il terremoto. E’ solo l’onda d’urto del pensiero dei fans nel leggere le parole “Bruce” e “anziano” all’interno della stessa frase. Comunque stiamo parlando di un futuro lontanissimo… Mi sono persa, cosa dicevo.. Ah si, mi sono immaginata una di quelle interviste all’americana con l’intervistato seduto di tre quarti con lo sguardo fisso su qualcosa che non si capisce cosa sia, con una voce fuori campo a  fare le domande. La voce fuori campo è la mia, perché trattandosi di una mia fantasticheria posso anche pensare di essere io ad intervistare Bruce, no? Tanto che male fa?

Dunque, Springsteen è seduto su questa poltrona un po’ vintage con dietro un ficus benjamin per riempire un la scena. E io gli chiedo: Bruce, adesso che puoi farlo senza paure, ti prego dimmelo. Adesso che i tuoi fans ti hanno fatto sapere in miliardi di modi cosa pensano di te, della tua musica, di cosa sei per loro, ti prego dimmelo dimmelo dimmelo!  Dimmi che cosa pensavi. Che cosa pensavi quando salivi sul palco e ogni volta ti trovavi di fronte tutta quella gente?  Quando salivi quei pochi gradini e ti vedevi davanti decine, e poi migliaia, e poi decine di migliaia di persone in mistica attesa… Quale era il tuo primo pensiero?  Quando  sei comparso sul palco di San Siro e lo stadio ti stava dichiarando amore vero?  Quando leggevi i cartelli ai concerti….quando vedevi le mani protese….quando qualcuno ce la faceva ad arrivare sul palco e ti diceva qualcosa all’orecchio….. Quando..quando …quando…  Tutte quelle volte lì, tu cosa pensavi?

-Sono felice! sono un uomo completamente,  pienamente felice! Dio, grazie grazie grazie!....
-Li amo, li amo davvero…..amo ognuno di loro per il solo fatto di essere qui…

-Ok, andiamo! Questa sera li spacco in quattro!

- Ziocane, non ho fatto la pipì…

- Questa sera non la faccio Dancing….in prima fila ci sono solo racchie…non mi va di tirar su nessuno…

- Adoro tutto questo!  Me lo merito?

- Sono felice…sono felice…sono felice….!!
-  Io a ‘sto qui che non sa Waitin’ gli darei un calcio in culo..

- Ma quanto mi diverto??? Sono carico!! Dopo prendo Patti e…

-  Senti che coro! Cantano tutti!! Strepitosoooooooo! Vorrei non finisse mai..

- Ziocane, certo che Steve è proprio un ciccione bolso… tra l’altro mi sta anche sputando in faccia…

- Sto facendo qualcosa di bello, sto facendo qualcosa di meraviglioso per tutti loro…

- Dunque, 70 euro a cranio per 50.000 persone fanno…..

Dimmelo, Bruce, dimmelo! Siamo tuoi fans, abbiano diritto di sapere… Che cosa hai pensato di noi?

martedì 23 luglio 2013

Springsteen and I, che palle si può dire?




Ammetto di essere partito prevenuto, molto prevenuto, quindi chi ritiene questa una ragione sufficiente ad invalidare la mia opinione, può fermarsi qua.

A che serve, mi dicevo nel mio pregiudizio, a che serve un film del genere? A dire quanto lo amiamo? A dire che lo amiamo più degli altri? 

Già quando era iniziata a circolare la voce di questo progetto avevo storto il naso, decidendo a priori di starne alla larga.

Poi niente, lo sapete come va, che faccio vado? non vado? vado e mi metto in un angolo? Vado.

E l'ho visto, tutto.

E mi chiedo e vi chiedo: tutto qui? davvero è tutto qui quello che la sua musica ci ispira? 

Davvero?

I primi 20\25 minuti del film (escluso l'epilogo che non so se solo nel cinema dove ero io, ma l'han fatto vedere all'inizio, boh) mi hanno fatto venire voglia di alzarmi ed andarmene, non fosse stato per quella promessa di filmati inediti probabilmente lo avrei fatto.

Dai, davvero, tutto qui?

Una MILF ubriaca che starnazza orgogliosa di aver frantumato il cazzo ai suoi figli sempre con la stessa musica (eh eh eh mica quella della disney eh eh eh), è questo che siamo?

Una casalinga disperata e palesemente sotto psicofarmaci che ammaestra il figlio tipo scimmietta di remì e lo SCONGIURA di non sbagliare la sua parte (ti prego ti prego ti prego DILLA BENE CHE CI METTONO NEL FILM!!!!!)

Siamo così?

Il messaggio di una carriera di 40 anni è ASCOLTATE LA MIA MUSICA? 

e BASTA??? 

Perchè certi casi umani hanno trovato così spazio mentre la gente che davvero nelle sue canzoni trova quella REASON TO BELIEVE è stata messa sullo stesso loro piano? Gente che ogni giorno trova nelle canzoni un motivo per tirare avanti, per metterci più grinta, gente che ha capito, anzi no, ha VISSUTO il senso profondo di BORN TO RUN e DARKNESS  e combatte ogni giorno nella loro personale NEBRASKA perchè da bruce hanno capito che bisogna sudare e faticare e spaccarsi il culo, gente del genere mescolata insieme a bambini che fanno le foto ai suv in movimento???? MA DAI!!!!!!

Un'idea di per sè criticabile, peggiorata nel suo concretizzarsi.

Criticabile perchè non tutto, non sempre, non chiunque ha "DIGNITA' DI STAMPA" o in questo caso "DI VISIONE". Perchè un conto è condividere tra fans la propria passione, io sono 13 anni che lo faccio su internet, senza risparmiare sulle virgole.
Migliaia e migliaia di cose ho scritto, su mailing list, forum, social network, anche su quelli da dove sono stato cacciato perchè stavo sulle palle ai moderatori, ovunque ed ero sempre quello che scriveva di più, del resto la mia bulimia verbale e grafica credo sia palese a chiunque mi legga.
Ma la condivisione fa parte di un discorso BEN diverso da questo, perchè qui non si condivide, si ostenta.
E non tutto merita visibilità, soprattutto se poi usciamo dal discorso di gruppi chiusi e finiamo addirittura su libri o schermi.
Ed alla fine il voler dire sempre la cosa "che spicca" tra le altre ha il solo effetto di banalizzare tutto.

Così come trovo terribile il tentativo di negare la distanza tra chi è SOPRA un palco e chi è SOTTO.

Gli ideali di fratellanza, solidarietà, uguaglianza, giustizia sociale che bruce canta da 40 anni non sono indirizzati a farci diventare amici suoi, compagni di merende, fratelli di aperitivi e bevute varie, ma sono esaltate affinchè diventino parte della nostra vita QUOTIDIANA, di ogni fottuto giorno e con ogni persona che incontriamo.

Lo stesso discorso, splendido, che bruce fa relativamente all'unicità di ogni suo show, la stessa sensazione che ognuno di noi ha provato innamorandosi di una canzone, cioè che lui ti stesse parlando DIRETTAMENTE, non ha lo scopo di farci pensare di essere come lui, perchè grazie a Dio non lo siamo, lui è sicuramente se non unico, una rarità.

Il filo conduttore, l'evoluzione dei suoi personaggi di cui da sempre parla nelle interviste non può essere stuprato per assecondare le nostre fantasie, no. La musica di bruce ha un messaggio, ma NON è quello di farsi ascoltare o di vedere più concerti possibile, come si può ragionare così, come si fa non solo ad accettare ma ad esaltare chi nella vita sembra non avere altro ideale che vederlo dal vivo?

Non insegnano nulla quei due che non lo hanno mai visto ma lo amano e trovano come detto sopra così tanta forza nelle sue canzoni?

E poi brutto dai, noioso, montato a cazzo di cane, pieno di banalità e frasi fatte noiose, trite e ritrite.
Quella che si sdilinquia dicendo che "ah che bella sta canzone, proprio romantica, deve essere proprio una donna speciale sua moglie", parlando di una canzone che parla di leccare la figa ad una coi capelli rossi???? Ma sei scema?????

Non mi interessa sembrare presuntuoso, anche perchè lo sono, ma si, casomai a qualcuno venisse in mente di chiedermelo, si sono sicuro di avere cose più interessanti da dire, cose più profonde, cose più stimolanti, cose su cui riflettere.
Ma mica perchè sono un fenomeno eh; ma perchè la sua musica merita questo, profondità, interesse, riflessioni.

La catarsi che si prova andando ai suoi concerti non può essere esaurita nell'aspettare il prossimo show, ma anzi, l'unicità dei suoi live, come detto sopra, deve essere linfa, benzina, spinta.

Questo poteva e doveva essere il filo conduttore di sto coso, questo, inframnezzato da racconti, aneddoti, storie fantastiche tipo l'elvis di philly o il busker.

Mica è normale che dopo 1 ora di film io abbia solidarizzato così tanto col marito della fan che gira a rimorchio e gli sta sul cazzo bruce; mica è giusto eh, perchè lui è sicuramente meraviglioso, ma il film a me ha fatto pensare quasi che avesse RAGIONE.

Certo, i pezzi da londra, piuttosto che quella factory cantata imbracciando la chitarra come una spada, la thunder road, la jungleland, la growin'up d'annata sono tutti motivo ASSOLUTAMENTE e TOTALMENTE validi per uscire di casa ed andare in un cinema a luglio, ma sono un di più, avulsi, specie i 25 minuti finali, dal contesto (a proposito, ma quanto sono merde quelli che hanno tolto la corrente ad hyde park?) da un discorso di fondo che doveva essere diverso.

Invece così facendo, ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad una gigantesca masturbazione mentale e ad un, malriuscito, esercizio di stile.

Peccato.




mercoledì 10 luglio 2013

La verginità springsteeniana (il primo concerto di giulia)



Giulia deve essere un nome fortunato, perlomeno per me.
La mia nipotastra adottiva si chiama così, inizialmente la nostra primogenita doveva chiamarsi così (poi ad un certo punto ci siamo accorti che se l'avessimo portata in un parco giochi e l'avessimo chiamata Giuuuuuuliaaaaaaaaaaaa saremmo tornati a casa in 73).
Anche l'autrice di questo bellissimo resoconto di san siro 2013 si chiama così (ed è amicamicamicamica della mia nipotastra.)
Lo ha pubblicato su questo bel sito: http://www.outsidersmusica.it/ su cui vi consiglio di fare un salto ogni tanto.

Detto questo, pronti via, ritorniamo con la mente e col cuore al concerto di milano di bruce springsteen insieme a lei, che era alla sua prima volta.
Perchè non dobbiamo dimenticare che sono gli esordienti quelli più importanti, quelli da "istruire" e da "convertire", quelli per cui bruce dà qualcosa in più, loro, non i talebani della transenna.
Perchè le cose che si vivono al primo concerto di bruce non si rivivono più e sarebbe bello che tutti noi, soprattutto i soloni delle setlist, ce lo ricordassimo più spesso.



Tutti dovrebbero perdere la verginità Springsteeniana, tutti. Perchè finchè non lo vedi non ci credi! Ho due amiche che amano follemente Bruce: una in particolare, ogni volta che la sentivo parlare di lui e dei suoi concerti con lo sguardo da innamorata, pensavo fosse lei esagerata, che fosse un delirio da drogata di rock. Così, incuriosita, decido di farmi comprare il biglietto per il suo concerto a San Siro: 3 giugno 2013, posto unico prato.
Gli applausi per lui iniziano ancora prima della sua apparizione sul palco, e alle 20.15 quando mette il naso sul quel palco…è fuoco! 60mila persone che lo aspettano in piedi, un boato degno della partita del secolo, gli anelli che sfoggiano un coreografico “OUR LOVE IS REAL”. Addirittura il Boss indietreggia di due passi e si mette la mano sul cuore. Ripeterà più volte durante le tre ore abbondanti di concerto quanto lui ami San Siro e,per quanto possano essere le solite frasi da rockstar, è indubbio quanto questo amore sia ricambiato. Dalle prime note di Land of Hope and Dreams inizia a tremare lo stadio e dà il via la scaletta più magica che qualsiasi appassionato di musica potrebbe sognare: passaggi dal rock più puro a canzoni più romantiche, passando per balli scatenati, fino all’armonica e chitarra acustica della buona notte. Io non posso definirmi una sua vera fan, mettermi ad elencare le canzoni sembrerebbe ipocrita e poco credibile, inoltre la scaletta è facilmente recuperabile da altri articoli molto più attendibili: io posso solo raccontare come ci si innamora perdutamente di lui.
Dopo le prime due canzoni si immerge tra i suoi fans nel pit e inizia a recuperare cartelloni con le canzoni richieste: con un viso davvero divertito e goduto, mostra un cartellone girandolo verso la sua band. Dal mega schermo riesce a leggere il titolo anche lo stadio: American Land… ed è subito mani che ballano, gambe che saltano, ugole che vibrano e occhi che brillano ovunque: per il Boss trascinatore, per la sua E Street Band che non sbaglia un colpo e per le 50mila persone che sembrano essere proprio tutte su quel palco. Le canzoni e i cartelloni scivolano veloci, chiede il silenzio e San Siro si zittisce di colpo, chiede urla e San Siro urla, chiede battiti di mani o mani che volano e tutti lo fanno: un concerto del Boss è un alchimia perfetta, un incantesimo. Pausa: con un italiano stentato inizia a ricordare i concerti fatti fino ad ora a Milano. Il primo fu per l’album Born in The U.S.A.: non fa nemmeno in tempo a dire “Questa sera in onore di questi splendidi concerti suoneremo…” che già il pubblico impazzisce. Dal prato si ha davvero la sensazione di ritrovarsi a breve in braccio tutti quelli del terzo anello, ma nessuno sembra preoccuparsi, anzi. Conclude la frase con “…tutte le canzoni dell’album Born in the U.S.A” e all’inconfondibile “one, two, three, four” vedo davanti ai miei occhi tutte le canzoni che ho continuato ad ascoltare a ripetizione negli ultimi mesi, condite di tanti muscoli, tanto sudore e tanto rock. E’ il momento di Dancing in the Dark e Bruce inizia a far salire sul palco chi, sbandierando i suoi cartelloni, chiede di ballare con i vari membri della band. Fa salire anche una nonna con la nipote(visibilmente emozionata,continua a toccarlo in viso e a baciarlo come se avesse realizzato il sogno di una vita e alla fine, incredula, si lancia sul pubblico nel pit) e fa salire una ragazza per suonare insieme a lei la chitarra. Ho sempre visto questi momenti di show col pubblico dai video su youtube e mi son sempre sembrati una forzatura, ma quando sei in mezzo a quei corpi che saltano, vedi Bruce Springsteen eccitato e felice come un bambino la mattina di Natale, vedi il pubblico che non riesce a salire insieme a lui che piange perchè si rivede nell’emozione di chi ce l’ha fatta, vedi l’adrenalina delle persone appena salite sul palco e la commozione mentre stanno per scendervi, vedi i sogni che si avverano. A questo punto, il groppo in gola sale anche a me,misera fan appena nata. Stesso discorso vale per la tradizionale Waitin’ On A Sunny Day, dove il Boss cerca con lo sguardo la bambina che non aveva sbagliato una canzone dall’inizio del concerto, la prende e la fa salire. Con inaspettata naturalezza e un ottimo inglese, il nostro metro di bimba inizia a cantare il ritornello, chiama da vera rockstar il resto della band e alza le braccia al cielo: ha appena realizzato il sogno della sua vita, ma anche quello dei suoi genitori. A un certo punto Bruce sale sul pianoforte in piedi, fa cenno come se non sentisse il suo pubblico: la gente gli risponde urlando,urla più che può per lui,quindi soddisfatto scende e inizia una lap dance con il microfono finchè non parte l’immancabile Tenth Avenue Freeze Outcon le commuoventi immagini del buon Clarence Clemons, tributato dall’assolo del suo giovane ma prodigioso nipote.
Non ci sono pause, si continua ininterrottamente: sono le 23 e la band saluta il pubblico, ma San Siro non li vuole fare andare da nessuna parte,così iniziano i bis e a Born to Run si capisce quanto questo 64enne sia davvero nato per correre e non abbia nessuna voglia di fermarsi, né lui, né la sua band, né il suo pubblico. Chiede quindi se qualcuno vuole andare a casa, ma siccome non ottiene risposta, decide di dare il bianco: Twist and Shout e Shout suonati con tutta la band in prima fila e poi in mezzo al pubblico, facendo accucciare per terra tutto il prato e facendolo poi saltare come molle. Visibilmente sfinita ma entusiasta, la E Street Band saluta il suo pubblico e il suo Boss e se ne va…ma la nostra divinità non riesce a salutare così questo stadio, quindi con chitarra acustica e armonica augura la buona notte con una versione di Thunder Road davvero da brividi. La pelle d’oca, la gola secca e le gambe gonfie sono le controindicazioni di tre ore e venti minuti con Bruce Springsteen e la E Street Band, ma mentre torni a casa stravolta e rischi di addormentarti su un’autostrada tutta dritta, hai la voglia e,anzi, senti proprio il bisogno fisico di fare inversione e tornare ad urlare con lui ad ogni suo “C’MON!” ancora, ancora e ancora. Un suo grande fan, al suo 20esimo concerto con Bruce, mi aveva avvisata con un frase mistica: “Ti dico quello che hanno detto a me la prima volta. Guarda che poi non smetti più”. Mannaggia, è proprio vero, causa dipendenza! Un grazie a Cecilia e Giuta per avermi iniziato a questo grande momento di vita e d’amore.

martedì 9 luglio 2013

Un po' di sana polemica sui fans di bruce springsteen



Antefatto: giovedì 11 luglio bruce suonerà a roma nell'ambito del festival "rock in roma", in quella che sarà l'ultima data italiana del tour 2013.
Il festival si tiene alle capannelle, nell'ippodromo e si dipana attraverso quasi due mesi di musica, da fine maggio a fine luglio, con questo cast:

Bene, nulla di particolare, no?
Settimana scorsa la news che ha sconvolto l'esistenza della falange oltranzista springsteeniana: prima del concerto di bruce, giovedì, suoneranno The Cyborgs.
Chiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii????????????????
Ammetto di non conoscerli, ma di averne sentito parlare bene da un paio di persone fidate, ma comunque, a parte che a roma non ci andrò e che approfondirò la loro conoscenza, bon, suonano prima di bruce, bene, benissimo per loro.

Ovviamente la F.O.S. ha scatenato l'inferno, a quanto pare, polemizzando sul fatto che un gruppo spalla a bruce sia peccato mortale.


In generale sull'argomento io ho da dire che raramente ho visto un pubblico più ottuso, monotematico e intollerante degli springsteeniani, gente che ha la fortuna di seguire uno dei pochi pochissimi artisti che non solo non ha mai nascosto le proprie influenze, ma le ha sempre sbandierate per condividerle coi suoi fans, con l'umiltà di chi sa la misura del debito che ha con certi artisti.
Gente che sbava dietro ad un disco di meat loaf (perchè ci suona la e street band) ma si rifiuta di fare anche solo un passettino al di fuori della propria aiuoletta fatta di bootleg e inediti e dischi in studio sempre e solo di bruce.
Gente il cui mondo musicale oltre a bruce assume visibilità solo nel momento in cui il tizio, il caio o il sempronio duetta col boss.
I peggiori fans del mondo, insieme a quelli di vasco rossi.
Lascio quindi la parola all'amico daniele benvenuti, scrittore, giornalista, fan di bruce, autore di un interessante volume dedicato ai concerti italiani del nostro, al quale nel mio piccolo ho collaborato anche io. (http://www.ibs.it/code/9788896940761/benvenuti-daniele/all-the-way.html)

Vai daniele, picchia duro:

THE CYBORGS A CAPANNELLE,
POLEMICA ASSURDA E INGIUSTIFICATA!

Dalla parte di Claudio Trotta e della musica (anche se non ne hanno bisogno…)

Non avrei voluto esprimermi in merito a questa surreale e banalissima polemica ma, sulla spinta delle numerose sollecitazioni ricevute, prenderò la parola una volta sola in maniera inequivocabile e approfondita (forse troppo).
Schierandomi apertamente, aggiungo, dalla parte di Claudio, della Barley Arts, della sua coraggiosa e non certo strampalata scelta artistica ma, ovviamente, anche dei The Cyborgs (che, a differenza di gran parte dei ‘contestatori’, conosco bene e stimo per averli visti in azione svariate volte…).

E lo farò, purtroppo, partendo da una serie di sconsolanti dati numerici che, tuttavia, a mio parere stanno a monte dell’ingiustificato polverone:
- sette esibizioni di Springsteen in Italia tra il 2012 e il 2013 per un totale di circa 300mila entusiastiche presenze (10mila più, 10mila meno…);
- migliaia (sì, proprio migliaia…) di italiani presenti a tutte queste date e centinaia (sì, proprio centinaia…) in perenne trasferta internazionale con ‘dispendiose’ avventure in tutto il mondo e accumuli di concerti visti fino a 15-20 cadauno nell’arco di soli 24 mesi;

PER CONTRO
- meno di 1.200 spettatori complessivi per le quattro serate italiane del commovente ‘Light of Day BENEFIT 2012’, organizzato in strutture comodissime, con biglietti dal prezzo trascurabile e persino in località periferiche, a vantaggio anche di tutti quelli che spesso si lamentano che in provincia non ci sono mai occasioni di avere buona musica e grandi artisti.
E, soprattutto, una line-up composta da Willie Nile, Joe D’Urso, James Maddock, Jesse Malin, Israel Nash Gripka e Rob Dye oltre a un ospite italiano a rotazione (da Graziano Romani a Lorenzo Semprini, da Antonio Zirilli ad Andrea Parodi, da Daniele Tenca a Cesare Carugi, da Miky Martina e Frank Get a John Strada). Tutti insieme sullo stesso palco!!! Roba che, ad averceli avuti nel 1982, nel 1986 o persino nel 1994, ci saremmo andati anche in ginocchio pur di non perderci questi ‘autentici’ r’n’r heroes….
Questo il risultato, nonostante il livello artistico stratosferico e le finalità benefiche (e ribadisco benefiche) del progetto, nel Paese della lacrima facile in tutti i settori dello stadio alla prima ‘I’m on fire’ del cavolo, delle coreografie da derby e di un Facebook sempre brulicante non solo di citazioni di Bruce (ma, allora, “abbiamo imparato più da un disco di 3’ che da tanti anni di scuola…” e “questa musica non comincia e non finisce con le superstar ma con i 100 e 100 dischi dimenticati che brillano lo spazio di un istante…” non hanno insegnato proprio nulla?...) ma anche di foto del suo culo (sigh!): meno di 1.200 spettatori complessivi (entrata più, entrata meno…), un numero vergognoso e di gran lunga inferiore anche rispetto a quello di tutti gli italiani che ogni anno spendono cifre inusitate per andare in ‘pellegrinaggio’ nel Jersey Shore che del LoD Usa è ovviamente la ‘casa’ e che, altrettanto ovviamente, Bruce sostiene da sempre con grande impegno;
PER CONTRO
- Southside Johnny che suona a Milano davanti a 400 spettatori molto scarsi (stima per eccesso), giustamente meritevoli più che casualmente fortunati, capace di regalare un’esibizione che vale incommensurabilmente più del triste ‘set della suocera’ (quello che, per capirci, va da ‘Waitin’’ a ‘Dancing in the dark’ con annessi e connessi nazionalpopolari più l’aggiunta di ‘Twist & shout’ che tanto esalta gli italiani, subito pronti però a borbottare fastidiosamente durante una ‘The promise’ acustica al piano come a Milano 2012 e poi a chiedersi infastiditi perché ‘Frankie’ arrivi invece a Ginevra o ‘Jackson Cage’ e ‘Point blank’ a Mönchengladbach);
PER CONTRO
- il grande Graziano Romani costretto a diradare le esibizioni live per la mancanza di occasioni decorose (poche balle, qualche organizzatore di periferia e qualche gestore di locale saranno anche dei furbastri, ma nessuno di essi si tirerebbe mai indietro nell’offrire il giusto cachet agli artisti se i tavoli, la sala o la platea fossero sempre pieni…) per dedicarsi soprattutto alle produzioni in sala di incisione (18 album complessivi, tra inglese e italiano, compresi quelli da leader dei Rocking Chairs che sono stati la miglior espressione nazionale del blue collar rock e che nessuno springsteeniano o tardivo bonjoviano può permettersi di ignorare), oltre a una fortunata quanto recente attività editoriale. Primo artista a livello mondiale a pubblicare un cd tributo a Bruce (‘Soul crusader’), unico artista europeo ad essere presente su entrambi i tributi internazionali dedicati a Bruce, voce straordinaria, talento cristallino ed esperienza da vendere, primo artista tricolore a incidere ufficialmente una cover di Bruce: ecco Claudio, detto con grande affetto e un pizzico di ingenuità, ci fosse un solo nome, in Italia, che avrebbe diritto di ‘aprire’ un concerto di Springsteen, sarebbe senza ombra di dubbio solo ed esclusivamente Graziano Romani;
PER CONTRO
- dai Cheap Wine ai Miami & the Groovers, da Lorenzo Bertocchini (con i suoi Apple Pirates e come solista, autore del cd tributo a Bruce: ‘Hearts of stone’) agli emergenti Hernandez & Sampedro, dai Blastwaves al tarvisiano Miky Martina (altro cd tributo ‘Across the border’, inciso insieme ai Doganirs) costretti a esibirsi dove capita e spesso a qualunque condizione, da una pizzeria a una festa condominiale, da una sagra avvinazzata a un club ammuffito, magari davanti a pubblici anche disinteressati che vanno dalle 25 alle 100 persone (ma proprio nel migliore dei casi…), invece delle ribalte che meriterebbero e che (purtroppo soltanto a parole…) gli ‘appassionati’ italiani dovrebbero garantire a tutti loro;
PER CONTRO
- senza contare le quasi trascurabili vendite delle ottime produzioni discografiche di tutti questi artisti e queste band che, fossero sostenuti con affetto e interesse anche solo dal 10% dei presunti springsteeniani che ogni giorno intasano di banalità e ridicoli fotomontaggi Facebook e i forum, potrebbero davvero fare i musicisti a tempo pieno e realizzare un’invasione tricolore negli States da far impallidire la ‘British invasion’ di qualche lustro or sono.

Detto ciò, veniamo ai The Cyborgs.
E, tra le altre cose, che la loro esibizione non aumenterà neppure di un centesimo il costo del biglietto (tanto per essere chiari), non toglierà neppure un secondo all’esibizione della ESB (neppure ad un’eventuale riproposizione di ‘BitUsa’ integrale che, per quanto fortunatamente improbabile, rimane comunque sempre un rischio…) e che a Roma si tratta comunque di un festival (esattamente come altri che, all’estero, lo Springsteen moderno sembra aver improvvisamente dimostrato di apprezzare).
Per quanto apparentemente lontani da Bruce sotto il profilo prettamente musicale, in realtà non lo sono proprio per nulla. E non solo perché è stato l’artista stesso a chiedere a Trotta una band di supporto e a dare il suo nulla osta personale per l’autorizzazione definitiva ai The Cyborgs (il suo parere conterà qualcosa oppure no? O la sua facoltà di scelta vale solo per la farsa dei cartelloni o quando viene visibilmente ‘incastrato’ all’italiana con un trucco tanto geniale quanto sleale, come a Torino 2009, per fargli eseguire quasi a forza ‘Drive all night’ con tanto di smorfia visibile a tutti…), ma anche e soprattutto perché il loro blues industriale ma genuino, originale e divertente assai, è quanto di più simile a una via di mezzo tra il John Lee Hoker di ‘Boom boom’ (brano tanto anelato dal 1988 in poi e riapprezzato quest’anno) e i Sucide di ‘Dream baby dream’ (dicono niente?) che, li avesse solo notati nel 2005, la sua spettrale e ferroviaria ‘Reason to believe’ a cappella (con voce da autentico ‘Jersey devil’ assestata tra Tom Waits, Screamin’ Jay Hawkins, Nick Cave, John Zorn e un Chuck E. Waiss sobrio eccezionalmente ai cori) sputate direttamente nel ‘bullet-mic’ avrebbe potuto diventare anche più estrema con quel suggestivo effetto ottenuto insieme alla Hohner e alla stomping board violentata dallo stivale destro

Questa sterile polemica mi ricorda tanto le scuse di quelli che avevano snobbato quasi schifati il tour con la Seeger Session Band (il miglior Bruce del nuovo millennio si è visto quell’anno e, ovviamente, in solitaria nell’anno precedente), che avevano distrutto Charlie Giordano e Jake Clemons senza neppure averli sentiti, che avevano affossato ‘Human touch’ & ‘Lucky Town’ (e doppio tour abbinato; ad averceli, oggi, Bobby King e Chrystal Taliefero… ma anche Shane Fontayne quando Steve si addormenta…) e che oggi si lamentano paradossalmente per le esecuzioni solo all’estero di ‘Better days’, ‘Human touch’ e ‘Men’s job’….

Quanti, purtroppo, hanno dovuto aspettare un esplicito suggerimento di Bruce, dallo studio o dal palco, per avvicinare (ma raramente per approfondire…) la musica di Dropkick, Gaslight, Joe Grushecky, Joe Ely, Mike Ness o persino SSJ? Di Roseanne Cash, Tom Morello o John Prine? Per non dire dei miei amici Willie Nile ed Elliot Murphy? Non potrebbe essere così anche questa volta per i The Cyborgs?
Soprattutto in passato, infatti, uno dei grandi meriti di Bruce era sempre stato quello di fare ‘educazione’ attraverso la sua musica, veicolando attraverso la sua popolarità, le numerose cover di nicchia regalate (non certo la banalissima e paracula ‘T&S’ da festa di matrimonio…) e le sue amichevoli collaborazioni, una lunga serie di artisti considerati minori soltanto da menti ottuse e disinteressate (andate a dire a Bruce che Gary Us Bonds è un artista minore…).
Aveva sempre detto “Non sarò mai un fottuto juke boxe” (e invece…), “Non canterò mai più in un’arena” (dopo aver aperto per i Chicago nella notte dei tempi…) e “Non mi esibirò mai in uno stadio…” (e tutti sappiamo come è andata…) ma non ha mai detto “Non avrò mai un opening act” o “I The Cyborgs non suoneranno mai prima di me”….

Lo ripeto, io sto dalla parte di Claudio Trotta e della musica (anche se non ne hanno bisogno…).

martedì 21 maggio 2013

I concerti sò piezz'e core (Bruce a Napoli ed io no)



Quando uscirono le date italiane di Springsteen, pensai che se avessi avuto la possibilità di scegliermi un concerto, a prescindere da ferie, distanze e viaggi, avrei scelto napoli.
Primo perchè nonostante il mio cognome io da quelle parti non ci sono mai stato, ahimè, mea culpa, figlio di immigrato, non mi sono mai deciso a tornare alle mie radici, pur avendone da sempre il desiderio
Secondo perchè se esiste un posto dove un concerto rock può trasformarsi in una festa, sicuramente questo posto si trova al sud, probabilmente a Napoli.
Terzo perchè quest'ala di fans colorati, casinari e terroni che si vestono di rosa, beh prima o poi li devo conoscere di persona, non fosse altro per il fatto che potrei dir loro il mio cognome senza sentirmi dare a mia volta del terone.
Ma la vita è quella cosa che ci capita mentre siamo impegnati a fare progetti, diceva John, quindi ecco la data di giovedì, in un periodaccio e la conseguente, inevitabile rinuncia.
Peccato, perchè quello di giovedì sono sicuro che SENZA PARLARE DI SCALETTE sarà un concerto memorabile per chi avrà la fortuna di essere in piazza plebiscito.
Da anni vedo ad ogni concerto di Bruce lo striscione che ricorda la Thunder Road che Bruce stesso dedicò ai fans napoletani stipati fuori dal teatro augusteo dopo il suo show acustico, una costanza ammirevole che riceverà la sua ricompensa in una delle piazze più belle del mondo.
Pochi biglietti venduti, parecchi pregiudizi, molti che preferiscono il freddo nord alla loro nazione.
Credo che niente di tutto questo debba rovinare la festa di raffaele, mauro, luigi, raffaele n'ata vota, tutta quella banda di buzzurroni che finalmente coronano il loro sogno e già dall'altroieri vivono la splendida realtà di avere se non bruce, almeno la banda a pochi passi da casa.
Mi ricordo che bello fu essere a genova e sapere che bruce era lì, a pochi passi dalla piazza dove passavo tutti i  giorni per andare all'università o nello stadio dove per la prima volta da bambino avevo visto una partita di serie A.
Posso solo immaginare la loro emozione, la loro impazienza, lo stupore e l'ansia nel vedere nella LORO piazza l'allestimento di QUEL palco, dove prendono vita e suono gran parte dei loro e dei miei sogni.

Vedere Bruce a napoli per me sarebbe stato davvero il coronamento di anni di passione musicale abbinata al  ritrovare le mie origini, parte di quel sangue che caratterialmente esce fuori in modo prorompente (ossia "alla napoletana") in certi momenti.
Non sarà stavolta, magari succederà più in là, ma di certo anche solo il sognare di esserci mi ha risvegliato il desiderio di andare in quei posti, vedere le strade e i paesi che hanno visto crescere mio papà, portarci le mie figlie, mangiare a'pizz, imparare o'dialett', insomma tornare, per certi versi a casa.
Ai miei amici napoletani, nel senso geografico e calcistico, auguro di passare la serata migliore della loro vita, migliore ancora dello scudetto e'mmaradona, migliore della coppetta vinta da mazzarri in 4 anni, migliore del miglior concerto che abbiano mai visto, prima di giovedì sera.
Che sia la serata in cui tutti voi vi sentiate orgogliosi di essere quello che siete e soprattutto di vivere in quella città meravigliosa dove vivete.
E ricordatevi le sacre regole:

All'ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann' a poppa
e chilli che stann' a poppa vann' a prora:
chilli che stann' a dritta vann' a sinistra
e chilli che stanno a sinistra vann' a dritta:
tutti chilli che stanno abbascio vann' ncoppa
e chilli che stanno ncoppa vann' abbascio
passann' tutti p'o stesso pertuso:
chi nun tene nient' a ffà, s' aremeni a 'cca e a 'll à

FACITE AMMUINA!!!


mercoledì 15 maggio 2013

[Io c'ero!!] Bootleg: Gaslight Anthem - Milano, Zoe Club 24\02\2009


Il primo concerto italiano dei Gaslight Anthem, gruppo rivelazione degli ultimi anni, che all'epoca avevano appena pubblicato il loro album migliore The '59 sound, si tenne nella periferia milanese una fredda notte di febbraio.
Notte fredda, notte di Champions, notte di Inter - Manchester (0-0), andata degli ottavi.
Pubblico comunque discreto, i Gaslight erano l'hype del momento, venivano dal New Jersey, suonavano un punk rock molto pestone e Brian aveva una gran voce.
Il motivo che aveva spinto la maggior parte dei presenti allo Zoe Club si capiva dalle t-shirt, un esercito di springsteeniani attirati dalla provenienza geografica del gruppo e che forse già allora avevano intuito che a breve lo stesso bruce si sarebbe interessato a loro. Pochi mesi dopo infatti, al festival Hard Rock Calling di Londra, bruce salì sul palco durante il loro set ed ospitò Brian per una versione a due di No surrender che finì anche nel suo Live in Hyde Park, dvd ufficiale e testimonianza del tour 2009.
Nel frattempo i Gaslight erano tornati in Italia per il Rock in Idro, salendo sullo stesso palco dei Social Distortion, dei Flogging Molly, dei Pogues.
Dopo The 59 Sound sono seguiti due album a mio avviso ben al di sotto del loro predecessore, ma nel frattempo la fama dei 4 ragazzi è cresciuta molto. Questo è un bel ricordo di un gran bel concerto, laggiù nella pianura padana, tra nebbia, zanzare e improbabili risotti alla milanese fatti da cinesi.
Ricordo ancora san siro illuminato a giorno quando, vagando per milano ci passammo di fianco alla ricerca del club ascoltando la partita alla radio e, in seguito ad una super parata di julio cesar su cristiano ronaldo, sentimmo 80mila persone tirare un sospiro di sollievo.
Ricordo la cena appunto improbabile in questa trattoria all'apparenza tipica, ma invero molto-multi-etnica.
Ricordo la bella versione di state of love and trust dei pearl jam, con Bepi che da quella sera decide di approfondire la conoscenza della band di seattle
Ricordo il ritorno a casa, a notte fonda, vigilia di un giorno feriale dove nessuno sulla macchina aveva preso ferie, con il Puro (figura mitologica metà uomo, metà springsteeniano e metà testa di minchia) che all'altezza di Masone propone di aspettare tutti insieme l'alba arrivati in riviera.
Ricordo le voci degli altri passeggeri unirsi in coro in un vaffanculo globale con una armonizzazione che sembravamo i beach boys.

The Gaslight Anthem - Zoe Club 2009
February 24, 2009, Zoe Club, Milan, Italy


01. Intro
02. Great Expectations
03. High Lonesome
04. Old White Lincoln
05. Even Cowgirls Get The Blues
06. We Came To Dance
07. The ‘59 Sound
08. I’da Called You Woody, Joe
09. Wherefore Art Thou, Elvis
10. Miles Davis And The Cool
11. Meet Me By The River’s Edge
12. State Of Love And Trust
13. The Patient Ferris Wheel
14. Here’s Looking At You, Kid
15. The Backseat
16. Blue Jeans And White T-Shirts
17. Film Noir
18. 1930
19. Casanova, Baby!


potete scaricare gli mp3 cliccando qua

venerdì 25 gennaio 2013

Caro amico ti scrivo (Bruce, Maroni e Born to Run)

Parola della Brazza


Caro Bruce, 
Scusa se ti scrivo al tuo indirizzo di posta elettronica personale, ma in Italia stanno succedendo cose molto gravi.
C'e' un partito politico, la Lega Nord, che utilizza il tuo brano Born to run per degli scopi puramente elettorali.

Le idee di questo partito politico sono a dir poco in antitesi con le tue e utilizzare un pezzo come born to run 
dove si parla joggin, di mezzo fondo e delle fatiche dei centometristi mi pare veramente fuori luogo.

La natura di questo movimento è legata alla destra xenofoba. 
Devi sapere che la nostra costituzione si basa principalmente sull'antifascismo, che io personalmente considero come punto di partenza per qualsiasi democrazia. Tu da sempre sei contro tutti i fascismi. Ci ricordiamo perfettamente delle tue prese di posizione contro Reagan che utilizzava Born in the USa per i suoi scopi politici. 
La Lega Nord sta facendo la stessa cosa e vorrei che tu prendessi finalmente una posizione schierandoti apertamente con la coalizione di centro sinistra che si sta formando adesso. Tu ti sei schierato per Obama, noi negri non ne abbiamo, pero' abbiamo Bersani che guida la coalizione di centro sinistra. Non dicono di sinistra perche' altrimenti i democristi libertari non lo voterebbero mai, e non dicono centro perche' quelli che hanno fatto in tempo a votare il pc non voterebbero mai un democristiano.

Allora hanno unito le due cose formando il centro sinistra. Ma alla fine la solfa è sempre quella, i diritti per gli omosessuali, per gli operai, un appoggio al sindacato, far pagare piu' tasse ai ricchi, la scuola pubblica, le pensioni per tutti, assistenzialismo per le regioni del sud che da sempre faticano ad autoregolamentarsi, insomma le solite seghe che sentiamo da tempo. Caro Bruce, fatti sentire, le elezioni sono fra poche settimane. Non vorrai mica che ci sia un altro governo Berlusconi?

Lo sai che berlusconi prende in giro il tuo amico Obama per il colore della sua pelle? Questo è fascismo bello e buono, altroche'.
Comunque se passi sulla Milano Meda, a un chilometro da piazzale Maciachini, c'e' la sede della Lega Nord, se arrivi dall'autostrada te la trovi sulla destra, se invece arrivi da Milano te la trovi sulla sinistra, quando la vedi vai avanti ancora duecento metri e fai inversione all'altezza del Galeazzi. Entri e chiedi di Maroni, lui suona in una band e con lui ci puoi parlare. Insomma mi piacerebbe che questa cosa di Born to Run possa avere fine.

Ti ringrazio e scusami ancora per il disturbo.

P.S. Sai per caso quando tua figlia viene ad Agnano per la gara di Dressage?

Grazie ancora.
See you on the road.


Aniceto Scavezza.

lunedì 13 agosto 2012

sabato 28 luglio 2012

Eddie Vedder e i fans

 

Nel corso del tour europeo dei pearl jam del mese scorso, ad amsterdam, una ragazza si è rotta una caviglia.
Questa ragazza, Mirella, da anni gestisce un fan-club olandese, Bugs, che via via è diventato un punto di riferimento internazionale.
A Berlino, pochi giorni dopo, hanno fatto avere ad eddie vedder la notizia e lui dal palco le ha augurato una pronta guarigione.

L'altro ieri eddie vedder ha suonato ad amsterdam nel suo tour solista ed ha fatto salire mirella sul palco, le ha regalato un libro e le ha chiesto cosa volesse che suonasse per lei.
Lei ha ovviamente scelto il brano che dal 1996 dà il nome al fan club. Lui si è seduto all'organo e gliel'ha suonata.

Purtroppo tutti i video dell'evento sono stati rimossi da youtube.

Ovviamente sul fan club è scoppiato il finimondo, tutti a congratularsi con lei, a chiederle di raccontare, a condividere la sua emozione.

E lei risponde a tutti, gentilmente, timidamente, quasi pudicamente, senza ostentare questo fatto, senza vantarsene, senza tirarlo in ballo ogni volta che se ne presenti l'occasione.

Esattamente come i fans italiani di bruce springsteen.