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domenica 1 gennaio 2017

La prima dell'anno



Come ogni anno ormai da un po' di tempo, la prima canzone del primo gennaio non è un incontro casuale, ma una scelta ed un impegno.

La definizione di Don Chisciotte mi è stata data e me la tengo molto ma molto volentieri e visto che tra poche ore ricomincerò a fare una delle cose che preferisco, cioè ascoltare musica, proporre musica e provare a convincere gli altri che la musica che ascolto e propongo merita attenzione, non potevo che iniziare con la sigla del mio programma radio che riprende oggi alle 19

Con testardaggine, nonostante tutto.

Quindi, avanti, che ci sono ancora un sacco di mulini a vento da sconfiggere



[ Don Chisciotte ]

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto
d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l'ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l'accetto, forza sellami il cavallo !
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte,
com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...

[ Sancho Panza ]

Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore...
E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini...
E' un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:
io che sono più realista mi accontento di un castello.
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,
quant'è vero che anch'io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza...

[ Don Chisciotte ]

Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !
L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa...

[ Sancho Panza ]

A proposito di questo farsi d'ombra delle cose,
l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori
era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ?
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com'è vero... che ora ho fame !

[ Don Chisciotte ]

Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...

[ Sancho Panza ]

Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ?
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,
dove regna il "capitale", oggi più spietatamente,
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero
al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ?

[ Don Chisciotte ]

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?

[ Insieme ]

Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte !

mercoledì 27 gennaio 2016

27 gennaio - La prima del giorno - Auschwitz





Son morto con altri cento
son morto ch'ero bambino
passato per il camino
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone
ma un solo grande silenzio
è strano non riesco ancora
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come può l'uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone
ancora non è contento
di sangue la belva umana
e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà
che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà.

lunedì 25 gennaio 2016

25 gennaio - La prima del giorno - Cyrano (Francesco Guccini)





Venite pure avanti, voi con il naso corto, 
signori imbellettati, io più non vi sopporto, 
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio 
perchè con questa spada vi uccido quando voglio. 

Venite pure avanti poeti sgangherati, 
inutili cantanti di giorni sciagurati, 
buffoni che campate di versi senza forza 
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza; 
godetevi il successo, godete finchè dura, 
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura 
e andate chissà dove per non pagar le tasse 
col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe. 
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, 
però non la sopporto la gente che non sogna. 
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco 
e al fin della licenza io non perdono e tocco!
Io non perdono, non perdono e tocco! 

Facciamola finita, venite tutti avanti 
nuovi protagonisti, politici rampanti, 
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, 
feroci conduttori di trasmissioni false 
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, 
coraggio liberisti, buttate giù le carte 
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese 
in questo benedetto, assurdo bel paese. 
Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, 
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato; 
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco 
e al fin della licenza io non perdono e tocco! 
Io non perdono, non perdono e tocco! 

Ma quando sono solo con questo naso al piede 
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede 
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore 
che a me è quasi proibito il sogno di un amore; 
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, 
per colpa o per destino le donne le ho perdute 
e quando sento il peso d' essere sempre solo 
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, 
ma dentro di me sento che il grande amore esiste, 
amo senza peccato, amo, ma sono triste 
perchè Rossana è bella, siamo così diversi, 
a parlarle non riesco: 
le parlerò coi versi, 
le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, 
voi preti che vendete a tutti un' altra vita; 
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, 
guardatevi nel cuore, l' avete già tradito 
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, 
che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso, 
le verità cercate per terra, da maiali, 
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; 
tornate a casa nani, levatevi davanti, 
per la mia rabbia enorme mi servono giganti. 
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco 
e al fin della licenza io non perdono e tocco, 
io non perdono, non perdono e tocco! 

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada, 
ma in questa vita oggi non trovo più la strada. 
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, 
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: 
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto 
dove non soffriremo e tutto sarà giusto. 
Non ridere, ti prego, di queste mie parole, 
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole, 
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora 
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora 
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano, 
se mi ami come sono, per sempre tuo, 
per sempre tuo, 
per sempre tuo,
per sempre tuo Cirano

venerdì 27 novembre 2015

10 Volte Su La Testa!!! - Come Don Chisciotte 2.2



Fare parte dell'associazione culturale zoo è una delle scelte migliori che abbia fatto ed ha influenzato molto la mia vita (ed il mio tempo libero) degli ultimi 4 anni.
Organizzare Su la testa è tanto stancante quanto gratificante e se oggi posso perfino giocare allo speaker radiofonico, beh vi assicuro che molto dipende dalla prima volta che sono andato a riunione a casa Geddo.

Non potevo non unire queste due cose e dedicare una puntata alle dieci edizioni del festival. Una carrellata di artisti che hanno reso la nostra una storia che vale la pena di raccontare.

Ecco i pezzi trasmessi ieri sera

zibba & vittorio de scalzi - o mae ma
andrea parodi & claudio lolli - per non sentirci soli
massimiliano larocca - meravigliosi perdenti
federico sirianni & gnu quartet - vuoi
max manfredi - la fiera della maddalena
chiara ragnini - tra le foglie
francesco piu - trouble so hard
paolo bonfanti - black glove
bandabardò - mojito f.c.
l'orage - come una festa
francesco guccini - don chisciotte


(per chi volesse scaricare la puntata in mp3 ed ascoltarla offline, cliccate su "ascolta con il tuo player" poi cliccate col tasto destro del mouse sul tasto Play e "salva audio/video come")

sabato 16 maggio 2015

Come Don Chisciotte - Prima Puntata



Giovedì 7 maggio, alle ore 22.30 è andata in onda su Radio Gazzarra la prima puntata del mio programma "Come Don Chisciotte".

Abbiamo ascoltato un po' di buona musica e ho spiegato cosa mi piacerebbe che accadesse durante questa trasmissione.
Ecco le canzoni trasmesse ed il link per ascoltarle in streaming:
  1. thunder road - bruce springsteen
  2. don chisciotte . francesco guccini
  3. psycokiller - talking heads
  4. light up your mind - baby woodrose
  5. su la testa - fratelli di soledad
  6. the abc's of love - frankie lymon and the teenagers
  7. voice of a generation gap - my name
  8. she loves me - james mc murtry
  9. il quartiere della follia - luca rovini
  10. beatiful loser - bob seger
prossima puntata giovedì 21 maggio sempre alle ore 22.30!

martedì 15 gennaio 2013

Antifascismo e competenza


Può veramente un candidato alle elezioni ritenersi NON COMPETENTE sul tema del fascismo e soprattutto dell'antifascismo?
Può nel 2013 questo tema essere considerato ancora di attualità? Può vincolare un dibattito politico?
A mio avviso si e no, forse, ma.
Prima cosa, per me la distinzione tra destra e sinistra, quella si, è ormai desueta, stantia, legata ad ideali, ideologie e schieramenti troppo poco definiti, dai confini troppo labili, dalle troppe commistioni.
Capitalismo e comunismo ormai hanno fallito, ampiamente, in maniera drammatica, inequivocabile.
La contingenza attuale richiede scelte chiare, che vadano a prendere provvedimenti anche drastici, ma soprattutto un nuova generazione di politici dal linguaggio magari meno nostalgico ma enormemente più coerenti, capaci ed ovviamente onesti.
Ma il valore dell'antifascismo, è ancora un valore da salvaguardare?
Si, certo che si, assolutamente si.
Un valore trasversale che va al di là dello schieramento, delle bandiere, delle celebrazioni.
Un'idea, un ideale, una spinta a lavorare sempre e comunque tenendo conto di ciò che è stato e di ciò che non dovrà essere, mai più.
Anche la cosiddetta nuova destra dovrebbe dimostrare una adesione non solo di facciata a questi discorsi, perché affrancarsi, emanciparsi da un tale passato non può che portare giovamento alla credibilità delle coalizioni più conservatrici.
Certo, non è un argomento su cui basare, oggi, una campagna elettorale, ma non perché (o non solo perché) sia fuori moda o anacronistico, bensì perché al miglioramento della cosa pubblica dovrebbero concorrere solo forze politiche che con percorsi e programmi differenti, avessero a monte aderito al valore dell'antifascismo.
Come è possibile partecipare ad elezioni democratiche senza negare di avere ideologie antidemocratiche?
Come è possibile ambire a governare un paese a cui il fascismo ha fatto così tanto male (e comunque la si veda sul discorso “attualità dell'antifascismo” lo continua a fare tuttora) senza prendere IMMEDIATAMENTE le distanze da un così ingombrante passato?
A tutti compete la scelta, a chiunque, in qualunque ambito della propria vita compete porsi in modo critico di fronte a determinate posizioni.
Come si può accettare una NON competenza su un argomento così importante? A memoria, è dai tempi di Ponzio Pilato che non si ricorda un tale vergognoso lavaggio di mani.
Meglio, piuttosto, chi certi valori non solo non li condivide, ma li critica e li combatte.
Meglio, ahimè, chi col fascismo vuole tornare alla carica di chi di fronte a certi temi risponde con l'indifferenza.

Domanda: volevamo sapere se sei antifascista
Risposta: a me non compete questo argomento.

Questi sono i fatti, questa la risposta agghiacciante, questa la posizione.
Non è il problema dell'apertura a questo o quel movimento estremista, su quello si può discutere ed essere più o meno favorevoli.
È l'arroganza di chi si ritene super partes rispetto ad argomenti di cui invece dovrebbero essere pregni i discorsi e le motivazioni di chi si vuole candidare ad una carica pubblica.
Una arroganza che discredita ciò che di valido è stato, più che fatto, proposto od urlato in anni di campagna elettorale mascherata in un blog.



giovedì 12 luglio 2012

Accadde oggi - 12 luglio

12 luglio 1948 - Nasce Ares Tavolazzi, componente degli Area e bassista di Paolo Conte, Francesco Guccini, Mina, Eugenio Finardi, Lucio Battisti, Pat Metheny ed altri.



12 luglio 1954 - elvis firma il suo primo contratto con la Sun records



12 luglio 1962 - i rolling stones tengono la loro prima esibizione live, al marquee jazz club di londra, col nome di rollin' stones



12 luglio 1973 - i led zeppelin si esibiscono alla cobo hall di detroit; il bootleg della serata presenta le seguenti canzoni:

01. Rock And Roll (cuts in)
02. Celebration Day
03. Rock And Roll
04. Over The Hills And Far Away
05. Misty Mountain Hop
06. Since I've Been Loving You
07. No Quarter
08. The Song Remains The Same
09. The Rain Song
10. Dazed And Confused
11. Stairway To Heaven
12. Moby Dick (purposely cut in middle)
13. Heartbreaker
14. Whole Lotta Love
15. Communication Breakdown
16. The Ocean


potete scaricare gli mp3 cliccando qui

12 luglio 1992 - bruce springsteen si esibisce alla wembley arena di londra; il bootleg della serata presenta le seguenti canzoni:


CD1
01-Better Days
02-Local Hero
03-Lucky Town
04-Dancing in the Dark
05-Darkness on the Edge of Town
06-If I should Fall Behind
07-57 Channels
08-The Big Muddy
09-Living Proof
10-My Hometown
11-Leap of Faith
12
-Man's Job

CD2

01-Roll of the Dice
02-Cover Me
03-Brilliant Disguise
04-With Every Wish
05-Souls of the Departed-Star Spangled Banner
06-Born in the USA
07-Real World
08-Light of Day

CD3

01-Glory Days
02-Bobby Jean
03-Hungry Heart
04-Thunder Road
05-Born to Run
06-My Beautiful Reward


potete scaricare gli mp3 cliccando qui  e cliccando qui

venerdì 8 aprile 2011

8 aprile - nella giungla

Noi gridiamo per Ingrid
contro ogni prigione,
perché la libertà,
o è per tutti, o è illusione.


nella giungla - francesco guccini (storia di altre storie)

giovedì 3 dicembre 2009

mi piace far canzoni e bere vino

Mio suocero fa il vino, rosso.

Un vino genuino, con la sua uva, che si prepara da solo giù in cantina.

Non è il vino della festa, non è quello che si tira fuori per le occasioni speciali, non strabilia, non sa di sottoboscofruttatoinunaserad'estatecontuttiigrillichecantanomentre tustaipensandoame.

no. è un vino semplice, da contadino.

Che messo in tavola tutti i giorni, nella quotidianità, serve, eccome.

E non tradisce, MAI.

Francesco Guccini, che di contadino ha parecchio, è così.

Tranquillo, con lui si va sul sicuro, sai benissimo cosa aspettarti, nessun effetto speciale, né numeri da circo, virtuosismi il giusto.

Poi ti può andare di culo, io nel 1988 l'ho visto ad Albenga nello stadio vicino alla caserma che quando è suonato il silenzio ha smesso di cantare e si è girato verso i militari che lo guardavano dal tetto della caserma e gli ha detto “l'ho fatto anche io, è solo sfiga”, poi mentre stava presentando una canzone ha visto una coppietta che si baciava e ha detto che se stavamo disturbando faceva uscire tutti; io nel 1990 l'ho visto che dopo la locomotiva ha suonato Johnny Be Goode, nel 1995 ho sentito l'avvelenata che erano anni che non faceva e la stessa sera ho sentito Tempera suonare al pianoforte una strofa di Ufo Robot con tutto il pubblico che cantava e Guccini che diceva che eravamo degli stronzi perchè con le sue canzoni non cantavamo così forte.


Di certo sai che non tradisce, MAI.


Quindi forti di questa convinzione i coniugi Calandriello si sono recati in quel di Genova, il 13 novembre scorso, per il loro 4° concerto di Guccini insieme (di cui 1 lo abbiamo visto insieme ma senza conoscerci ed uno lo abbiamo visto con la primogenita in panza).

E come tutte le altre volte, Guccini non ha tradito.


2 ore secche, inizio con Canzone per un'amica chiusura con La locomotiva.


Entra bello pienotto, ogni anno sembra più grosso, ce ne racconta due, si fa un bicchiere di vino (…) prende la chitarra e si parte.


Sai già che si starà seduti fino ad un certo punto (un buon 3\4 di concerto), sai che parlerà di politica, di vecchie storie, sai che ti farà ridere, sai che magari ti verrà voglia di alzare il pugno, che magari ti incazzerai, lo sai.


Però continui, continuiamo ad andarci, a Genova suona più o meno una volta ogni 2\3 anni, in più a sto giro non ha manco un disco nuovo da promuovere, sale su e fa i suoi classici, che ci sono, in buona parte.


Ci mette lì anche l'inedito che ancora non ha un titolo definito e definitivo, non si sa se il clown stia morendo o sia già morto, però la canzone è valida, una marcetta vagamente anni '50, la sua solita pungente ironia.


Che lui è un vecchio zio, uno di quelli che da giovane di minchiate ne ha fatte, quindi a te scapestrato non urlerà mai la sua disapprovazione, si limiterà a scuotere la testa e sorridendo e sbuffando un po' ti racconterà che lui certe cose le ha fatte, alla tua età, ma che poi passa, perchè “a 20 anni si è stupidi davvero, quante balle...”(cit.)


e zio francesco durante le sue due ore secche di concerto riesce come sempre ad entrare in sintonia con le diverse generazioni presenti, dalla coetanea che magari era già barricadera al tempo di Dio è morto, al ragazzotto che gli han detto che ai suoi concerti ci sono i rossi e lui mica ha capito e si è messo la felpona. Della Nike. E c'ha su un bel bottiglione di rosso, che ai concerti di zio francesco si beve. E si fuma. Eh si, si fuma perchè la legge anti fumo SACROSANTA l'ha fatta berlusconi quindi noi che siamo la sinistra che avanza lo fottiamo.


Ma piantiamola qui sennò di zio francesco non parlo e divago troppo e magari parlo anche della canzone per Giuliani... uuuuuuuuuuuuuhhhh la canzone per carlo, zio cane, bon dai, morta lì.


Quindi diciamo che NONOSTANTE il pubblico, zio francesco ci ha tenuto sottobraccio per un paio d'ore passando dalle prime canzonette che componeva “a gettone” a Don Chisciotte, a Dio che risorge, al bambino nel vento, al pazzo lanciato contro il treno.

Una prima parte dedicata alle canzoni “quasi e del tutto” d'amore, una seconda più politica.


Certo le scalette dei suoi concerti si assomigliano tutte, ma sta qui il discorso della quotidianità, non vai a vedere Guccini pensando di uscirne con la vita sconvolta da chissà quale illuminazione, vai sapendo benissimo cosa ti aspetta e te lo godi, come un buon rosso genuino.


Nel mezzo mentre stava parlando, si gira verso Vince Tempera (ufo robot, ed ho detto tutto), lo vede che si allontana a far chissà cosa ed al microfono gli urla “TempeVa dove cazzo vai?”. Amenità simili, due ore piacevoli, senza eccessive sorprese, voglio dire io l'ho visto sei volte e per sei volte ha iniziato con la tal canzone e per 6 volte ha finito con la tal altra. Ultimamente ha preso anche a scherzarci su sta cosa: “ed ora vi stupirò con la canzone di inizio” “e chiudiamo la serata con un inedito”, segno che col passar degli anni l'ironia migliora.


Come accade col buon vino.


Tipo quello di mio suocero.