Visualizzazione post con etichetta deliri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta deliri. Mostra tutti i post

lunedì 10 febbraio 2020

TUTTO PRONTO PER SANREMO 2021



POST CHE VORREBBE ESSERE IRONICO
(ma che rischia di offendere qualcuno, nel caso, si sappia, che praticamente in ogni riga che segue c'è una parte di quello che ero, sono, sarò.)
(poi oh, fate come volete)

Abbiamo ricevuto in esclusiva assoluta le direttive che rivoluzioneranno il festival di sanremo a partire dal prossimo anno!
Si, con il 2021, la 71° edizione del festival di Sanremo cambierà radicalmente, a partire dai concorrenti.Non saranno più in gara i cantanti, che dopo 70 anni hanno rotto il cazzo, bensì il pubblico, esatto, completa inversione dei ruoli!

Ma passiamo alle categorie in gara, che come detto non riguarderanno più i cantanti, ma gli spettatori.

CATEGORIA PIPPO BAUDO: sono quelli che 15\20 anni fa hanno preso un caffè in autogrill con chi vince a Sanremo e allora si sono auto nominati talent scout e lasciano intendere che "tizia l'ho scoperta io" "tizio l'avevo capito subito che era un grandissimo"

CATEGORIA DURI E PURI: quelli che non guardano nemmeno un minuto del festival e per i 5 giorni della manifestazione camminano a petto in fuori indossando una maglietta di alberto radius e sbattendo in faccia al popolino i loro ascolti di altissima qualità

CATEGORIA IN MISSIONE DA MARTE: quelli che sbattono le ciglia come bambi e chiedono "ma chi è?" riferito a chiunque calchi quel palco. L'effetto mi ricorda molto quel mio compagno di scuola che per fare il figo che non studiava, una volta prima di una interrogazione si girò da me dicendo "oh ma chi lo ha scritto il Milione?" col risultato di essere interrogato su marco polo e prendere 8 (e svariati insulti da parte mia)

CATEGORIA GASTROENTERITE: quelli che guardano il festival con lo stesso spirito con cui controllano la carta igienica dopo aver cagato, per capire se è tutto a posto anche se l'idea gli fa schifo

CATEGORIA NANNI MORETTI. quelli che mi si nota di più se guardo il festival o se non lo guardo e scrivo dappertutto che non lo guardo?

CATEGORIA HO ACCOMPAGNATO UN'AMICA: ex appartenenti alla categoria Nanni Moretti, che sanno tutto delle 5 serate ma oh, ero a casa di amici e mica potevo fargli cambiare canale

CATEGORIA YES MAN: gli entusiasti, quelli che parlano di amadeus e fiorello meglio di amadeus e fiorello, di solito scrivono per giornali o siti locali e condividono la qualunque provando a far credere che "ciatelladelterzopiano.it abbia intervistato in esclusiva mondiale il cugino di cristiano malgioglio" e poi mettono una foto loro davanti ad una macchina coi vetri oscurati con didascalia "io e diletta <3 font="">

CATEGORIA EH SIGNORA MIA: quelli che indipendentemente dalla loro età, ne abbiano 40, 60 o 120, rimpiangono "i bei tempi di sanremo" senza che si capisca se stiano parlando di nilla pizzi, francesco salvi o povia

CATEGORIA SANTI PIÙ CHE SAN REMO: quelli che non hanno nemmeno un account social, guardano il festival se non hanno di meglio da fare e vivono serenamente facendosi i cazzi loro.

Le votazioni le faranno le artiste e gli artisti direttamente dal palco dell'Ariston, mentre nelle 5 serate fiorello e benigni faranno un monologo a testa. 

Presenta matteo renzi, vallette la regina elisabetta e alessia merz.

I risultati saranno annunciati a metà della terza puntata de l'amica geniale 5

mercoledì 9 ottobre 2019

Imagine ha rotto il cazzo!


Visto che oggi ricorre il compleanno di John Lennon, ho deciso che i tempi fossero maturi per affrontare questo problema.

IMAGINE HA ROTTO IL CAZZO!

ma non tanto Imagine in quanto canzone, no, ma soprattutto, definitivamente, implacabilmente, inesorabilmente, inequivocabilmente come santino, come canto da intonare tenendosi per mano, socchiudendo gli occhi, magari indossando buffi cappelli sudamericani e ondeggiando tipo albero di Natale della Coca Cola.

Imagine non è QUEL tipo di canzone, CAZZO! MA BASTA!

Basta cantarla alle veglie di Natale, agli spettacoli scolastici, ai saggi di fine anno!

Imagine è una canzone pacifista, certo, ma soprattutto a metà strada tra anarchia e comunismo e Gianni Morandi l'ha cantata davanti al Papa!! Quel pover'uomo di Woytila già non era più tanto in bolla, ma dopo sta botta non si è più ripreso!


Non è questione di bello o brutto eh, per carità, Lennon ha fatto un capolavoro e la sua versione al pianoforte, immerso nel bianco ovattato sicuramente ha contribuito al fraintendimento generale, ma è ora che qualcuno lo dica, questa NON è una preghiera o un rito hippie, è un atto di accusa fortissimo e a suo modo violento contro chi, a detta del suo autore, impedisce il raggiungimento della pace.

Immaginate non ci sia nessun paradiso
È facile se ci provate
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo

NESSUN PARADISO!! Ehi, pss, GIANNIMORANDI, hai appena cantato davanti al Boss del Cristianesimo che non dovrebbe esserci il Paradiso e di conseguenza nemmeno l'inferno e anche per colpa tua decine di bimbetti ignari lo hanno cantato davanti a mamme, papà, nonni, zii, tutti commossi e trasudanti amore, che non sanno una parola di inglese e pensavano che i loro pargoletti stessero cantando Dario Baldan Bembo in inglese!

Immaginate non si siano paesi
Non è difficile farlo
Niente per cui uccidere o morire
E anche nessuna religione

Nessun paese!!! Nessun governo quindi, nessuna legge!!! Si chiama anarchia e merita rispetto, ma porca la vostra puttana, siete sempre convinti che all'oratorio da Don Caminetto non si poteva scegliere altro per la sera del 24 dicembre? No, perchè dice pure NESSUNA RELIGIONE eh, NO RELIGION TOO, questo era facile da capire anche se non siete abbonati a Speak Up!

Immaginate non ci siano proprietà
Mi domando se ci riuscite
Nessun necessità di avidità o fame
Una fratellanza tra gli uomini

E dopo l'anarchia e l'ateismo, cosa manca per la perfetta canzone di Natale? IL COMUNISMO!! nessuna proprietà, via, tutto statale, altro che mercati, borse, nessun regalo di Natale, via così!.

John Lennon qualche guaio con la giustizia americana lo ha passato per le sue idee, tra cui appunto quelle di cui canta nell'inno di tutti i chierichetti, non si poteva approfondire un po' il discorso?


È giunto il momento di svelare questo terribile segreto, non solo John Lennon aveva ragione quando disse che i Beatles erano (all'epoca) più famosi di Gesù (famosi eh, non più bravi, magari più intonati, però famosi non vuol dire migliori, ma tant'è), ma soprattutto non scrisse Imagine pensando ad una Messa Cantata!

Quindi ora facciamo un bel respiro e togliamoci sto peso:

IMAGINE HA ROTTO IL CAZZO!

Ora che lo avete detto, magari urlato, godetevi la canzone per quello che dice, che son cose importanti e comunque SMETTETELA DI ONDEGGIARE!!!



giovedì 1 marzo 2018

Elezioni, confusione e scelte






Quando avevo 19\20 anni, con gli scout facemmo un lavoro sulla nostra appartenenza all’Agesci e parlammo, tra le altre cose, anche della scelta Politica.

Mi ricordo che per riassumere le nostre riflessioni, sul documento che redigemmo a fine lavoro, utilizzammo una citazione di Paolo VI: La politica è la più alta forma di Carità, dove per carità si intendeva la virtù teologale di approcciarsi al nostro prossimo riconoscendolo figlio di Dio, piuttosto che la misericordia formale e spesso “pelosa” a cui quel termine è spesso associato.

Erano i primi anni 90 ed io iniziavo ad orientarmi non tanto nella scelta partitica, ma in quel delirio che furono i miei 20 anni, tra la maturità passata col minimo e l’inizio del cammino che mi ha fatto diventare assistente sociale, con l’intermezzo di un anno (ed una barcata di soldi dei miei) sprecati a Siena fingendomi portato a diventare grande economista.

Da allora, quindi, identifico la mia scelta Politica in senso scout e cristiano, con il mio percorso universitario e lavorativo.

Da allora, quindi, penso che la mia scelta Politica sia nata in quegli anni e si sia esplicata ed espletata principalmente nel mio percorso universitario prima e soprattutto lavorativo, fino a tutt’oggi.

L’aspetto partitico di tale scelta mi ha sempre interessato poco e principalmente non ho mai trovato nei partiti una risposta completa a quelle che erano le mie idee e le mie istanze in senso politico ed ovviamente sociale.

Avevo da subito inquadrato come fuorviante ed ipocrita tutto il carrozzone della democrazia cristiana e derivati vari; l’uso dell’aggettivo cristiana, che per uno scout era un riferimento ben chiaro, invece di avvicinarmi al partito me ne teneva sempre abbastanza lontano, per la palese mancanza di riscontro tra le parole (e la Parola) e i fatti.

Nel 92, oltre allo smascheramento dell’ipocrisia DC, fu anche il momento del crollo rovinoso di tutta una struttura di potere politico trasversale e ben incancrenito nella nostra società.

Questo fece crescere in me da un lato la confusione, dall’altro la convinzione che la vera scelta Politica di cui parlava il vecchio Papa dovevo metterla in pratica ovunque, ma ben distante dal parlamento, da Palazzo Chigi, dalle sedi dei partiti (da Piazza del Gesù a Botteghe Oscure).

Oltre 25 anni dopo, mi guardo indietro e vedo che con difficoltà, incoerenze, errori e strappi, la mia scelta Politica è comunque ancora ben chiara e nitida

Una scelta di Carità che ho cercato di attuare nei posti dove ho lavorato, nelle esperienze di servizio, di fronte alle persone che mi si paravano davanti in cerca di un aiuto.

L’ho fatta bene? Non sempre
Posso farla meglio? Sicuramente

Ma se da questo punto di vista capisco quale sia la direzione da tenere, con tutti i miei limiti, dall'altro mi sono sempre più allontanato dall'idea di politica partitica, dalle tessere, dalle adesioni incondizionate.

La fede cieca nei vostri leaders o in chiunque altro vi farà uccidere, diceva Springsteen nel 1985.

Quindi le mie idee politiche, applicate ai vari partiti, hanno sempre trovato diversi punti di contatto ed altrettanti di distanza incolmabile dagli schieramenti.

Ho ben chiaro però alcuni punti fermi, sui quali non transigo.

Mentre iniziavo a capire che la scelta della scuola per assistenti sociali era giusta per me, mentre determinati principi alla base del mio lavoro si sposavano con la mia fede e con le mie idee di tardo-adolescente in (lenta) crescita, intorno al 1994 venne fuori berlusconi.

E fu automatico, immediato e definitivo, identificare lui e la sua banda come l’esatto opposto delle mie, seppur acerbe, idee politiche, civiche e sociali.

In contemporanea emergeva la nuova idea politica (nuova?) della lega nord che non a caso si sposò perfettamente con forza italia, nonostante la palese contraddizione tra chi spaccava il paese tra bravi e cattivi e chi invece si nascondeva dietro slogan da stadio.

Dovessi scegliere, tra bossi e berlusconi, non so chi dei due abbia più spesso identificato come il perfetto opposto delle mie convinzioni; alleandosi, mi risolsero il problema.

La sinistra, ah, la sinistra, casa accogliente dove trovare idee condivisibili, valori condivisibili e, che non guasta mai, perfino buona musica.

È evidente che da quella parte trovai molti più punti di contatto, avendo ben chiaro come “la minaccia comunista” era uno spaventapasseri nemmeno ben fatto di chi voleva nascondercisi dietro per continuare a fare i comodi suoi.

Avendo ben chiaro tuttavia come il comunismo, come idea, ideologia e regime, avesse sempre negato alcuni dei miei punti cardinali quali la libertà di espressione e l’autodeterminazione del singolo.

Ma soprattutto, a 20\22 anni, mi fu chiaro che, da italiano, un valore assolutamente irrinunciabile doveva essere l’antifascismo.

Un valore da esprimere nei fatti quotidiani, nella negazione di qualunque idea segregante, nel rifiuto del razzismo e dell’egemonia del mercato sulla comunità e sui rapporti interpersonali.

Un valore di cui mi sento permeato, soprattutto da quando ho iniziato a capire come, in Italia, non solo il fascismo non è morto da 50 anni come dice che vuole sottovalutare il problema, ma non se ne è mai andato.

È rimasto, strisciante, viscido e subdolo, dentro i partiti della prima repubblica, in primis la dc, la quale agitando lo spettro dell’invasione russa ha tenuto i figli deviati del ventennio sotto la sua ala bianca e protettrice.

È rimasto, in primo luogo, come mentalità, come rimpianto, come opzione mai del tutto condannata.

Fino a quando, grazie tra gli altri anche all’esimio critico d’arte sgarbi, berlusconi lo sdoganò, utilizzando il figliastro di almirante come cavallo di troia dentro il quale nascondere tutti i nostalgici che non aspettavano altro.

E la situazione di oggi, dove il rigurgito è sotto gli occhi di chiunque sappia e voglia vedere davvero, non è frutto degli ultimi anni di disamore collettivo verso la politica, ma di un lavoro scientifico e studiato che dura almeno dagli anni 50.

Questo, tra le altre cose è uno dei primi motivi per cui mi sono allontanato da grillo; resta ben impresso nella mia mente il momento in cui a precisa domanda di un fascista di casapound, grillo definì l’antifascismo qualcosa che non competeva al m5s.

E se non ti compete un valore per me fondante di una società che voglia definirsi civile, per me conti zero.

E il centro sinistra? Ah che bella definizione, perfetta per noi cattocomunisti, gente come me che per i comunisti è sempre stata un culo da prete mentre per i cattolici è sempre stata comunista e senza dio.

Centro e sinistra, perfetto, la botte piena e la moglie ubriaca, due belle scarpe per lo stesso piede ed un elenco di fallimenti che parte da occhetto e d’alema ed arriva a renzi, passando per er cicoria rutelli e soprattutto bersani, colui che con berlusconi annientato da sentenze di ogni tipo, riuscì ad impostare la campagna elettorale con un profilo così basso da permettergli una rimonta che era valutata meno probabile della salvezza del benevento quest’anno.

Il PD, emblema di questo fantomatico centro sinistra, un partito nato morto, quando, appena dopo la vittoria risicata di prodi nel 2006 venne creato in fretta e furia, dando lo spunto perfetto al non a caso ex dc mastella per preparare il grande salto e definirlo già da subito come opzione per me non praticabile.

Il PD che diverse cose ha fatto, specialmente dal punto di vista sociale, a me caro.

Il PD di minniti, il politico più inquietante degli ultimi anni, quello che tende tutti i muscoli del collo dopo l’ennesima strage di mafia per dire che la risposta dello stato sarà DURISSIMA, DU RIS SI MA, (quando però ci sarà non è dato di sapere), minniti che scende a patti con la libia, minniti che difende i cortei di un partito anticostituzionale.

Perché ora che abbiamo detto tutti la nostra filippica contro la cattiva maestra che sclera davanti ai poliziotti in tenuta anti sommossa, magari ci pensiamo un secondo che quello è successo durante una sfilata di un movimento che cerca palesemente di ricostruire il partito fascista (la conquista di una parte della “libbbia” capite? Le corporazioni!) e che nonostante sia altrettanto palesemente anticostituzionale, viene protetto dai cordoni di polizia e non viene fatto sciogliere, come prevede la legge, perché lo stesso minniti dice che tanto farebbero ricorso al tar?

Che poi, renzi, davvero vorresti licenziarla per aver detto quelle cose, quando magari a dirigere le cariche proprio di quei giorni ci sono persone che dopo i fatti di bolzaneto  e della diaz non sono stati licenziati, ma addirittura promossi?

Il PD, ok.

Alla fine, il punto cruciale per me relativamente alle elezioni, resta il discorso migranti.

Alt, so bene che in italia ci sono problemi strutturali di una gravità inaudita e non sto dicendo che il discorso migranti sia più grave, ma del resto chi dice che ci sono problemi “ben più gravi” dei migranti di solito parla di "invasione" dei migranti stessi quindi boh, chiaritevi.

Il punto nodale è che di fronte ad una problematica come quella, come la disoccupazione, come la favoletta degli esodati, che ritengo un episodio (tra l’altro sparito dall’agenda politica di chiunque) di una gravità clamorosa, mi piacerebbe trovare nei politici e nel loro elettorato l’umanità.

Quella che dovrebbe vomitare davanti alle frontiere chiuse, ai poliziotti che manganellano genitori con i bambini in braccio, a sindaci che fanno chiudere l’acqua sotto i ponti per impedirgli di dissetarsi o ad altri che fanno ordinanze fotocopia delle leggi razziali per mandar via “i negri” che son tutti malati.

L’umanità, la Carità, santo Dio, la Carità. La forma più alta della Carità.
E non la trovo, mai.

La cerco, come cerco quelli che sono i pilastri della mia idea e della mia scelta Politica, la solidarietà, la condivisione, il senso di comunità, quel "comunismo contadino" che non pretende eterna fedeltà al partito, ma divide e condivide tra tutti, che non esilia al freddo i dissidenti, ma dove tutti hanno sempre un pezzo di pane ed un piatto di pasta, quell'idea che se qualcosa di mio può servire ad altri e per me non è indispensabile, posso rinunciarci serenamente.
Quell'idea che nessuno vince, se non vincono tutti.

Altro che "eh le coop rosse" o cose simili, perchè trovo gente che pensa davvero che "i negri" ci rubino il lavoro come facevano i terroni 30 anni fa, ci rubino le donne, ci vogliano invadere.

Trovo gente che giura sul vangelo dopo aver dato il via a riti celtici e dopo aver parlato di deportazioni.

Trovo gente che da 30 anni ha subdolamente creato una controcultura fatta di apparenza, superficialità e finto benessere.

Trovo gente che parla dei migranti come nemici dello sviluppo turistico.

Trovo ministri che fanno accordi con chi gestisce dei campi di concentramento e prova a scaricare le colpe sulle ONG

La Carità, Signore, dove è finita?

Ed in tutto questo, spuntano poi fuori le anime belle secondo le quali l’astensionismo è una colpa grave, perché votare è un dovere e bla bla bla.

La scelta Politica è un dovere, il voto, se tale scelta fosse consapevole e meditata, ne sarebbe una ovvia conseguenza, così come altrettanto ovvia sarebbe la qualità ben diversa e ben migliore dei candidati.

Perché se tu mi chiedi di scegliere tra mangiarmi una merda e prendermi un calcio nelle palle, non puoi lamentarti che io non scelga nessuna delle due possibilità e non puoi dirmi che è colpa mia se le alternative sono quelle.

Certo, i candidati sono uno specchio perfetto di questa nostra società, lo dicono tutti, bene.

Perché manca la scelta Politica, ma mica solo quella di chi si ispira a Papi o cardinali eh? Di chiunque, qualunque siano il percorso e i riferimenti utilizzati, purchè, appunto consapevole e meditata.

Non è importante che io dica se e per chi voto, né importante né giusto, non è questo lo scopo della mia riflessione.

Certo, ci sarebbe piaciuto approfittare della vacanza scolastica e fare un weekend a bologna, per il quale avevo già coniato uno slogan bellissimo “Più tortellini, meno Casini”, ma non ci siamo riusciti, pazienza.

Però domenica non è “il giorno in cui possiamo decidere”, no, perché la scelta Politica ci rende in grado, goccia dopo goccia, gutta cavat lapidem come dice il mio amico runner, di poter decidere tutti i giorni, anche senza la matita elettorale in mano.

E non è nemmeno vero che se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare, piantiamola.

Iniziamo a fare scelte consapevoli e a non farci trascinare dalle emozioni e dalle grida, allora anche la nostra matita elettorale conterà qualcosa.

lunedì 26 febbraio 2018

Ci deve essere una ragione (di scooter, pioggia e scelte sbagliate)



Ci deve essere una ragione per cui io oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, in pieno inverno e con un abbassamento fenomenale delle temperature annunciate in ogni dove, abbia scelto di andare a lavorare in scooter.

Ci deve essere una ragione per cui io oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, all'alba delle 6.55, uscito dal portone di casa mia ed avendo percepito la leggera pioggerellina, abbia deciso lo stesso di andare a lavorare 
in scooter.

Ci deve essere una ragione per cui io oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, all'alba delle 6.55 abbia ignorato bellamente le vocine che mi dicevano di prendere la macchina e di lasciare lo scooter in garage che non era giornata.

Ci deve essere, ma non la so.

Indi ragion per cui io oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, ho preso il mio scooter e son partito bel bello, destinazione ospedale santa che la corona, ove svolgo intrepido ed apprezzatissimo il mio lavoro.

La pioggerellina che mi ha seguito fino all'ospedale nel frattempo è aumentata, ma tanto io, pensavo sardonico, ho la mantellina nel sottosella, così se al ritorno piove forte mi intabarro come un supereoe ed arrivo a casa con la serenità dei forti.

Mantellina che puntualmente si gonfia per il vento facendomi passare per un coglione (e fin qui, sai che novità) vestito da omino michelin o peggio da gabibbo (ma blu) su uno scooter.

Ho quindi fatto il mio ingresso in santa che la corona passando dall'arco che dice arbeit mach frei santa corona, scusate, santa corona e son giunto vigoroso davanti alla porta dietro la quale si cela il timbratore, oggetto dei desideri di uomini, donne, medici, infermieri, varie ed eventuali.

Ho timbrato in entrata col mio solito entusiasmo sottolineando il beeeeeeeep dell'avvenuta timbratura con un Oollè che tanto voglio dire al piano di sopra c'è psichiatria, nel caso saprebbero come aiutarmi, e sono tornato al motorino per iniziare il mio giorno di lavoro.

Morto.
Completo.
Tutte le lucine accese, ma morto.
Completo.

Nemmeno un gnìììììììììììì che desse speranza
O un trrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr per illudermi
Nada, niet, nein, manco pou belìn.

Ah si, tu mi usi oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, con sto freddo e con sto vento chi è che bussa al mio convento?
Ed io muoio qua, davanti al reparto di psichiatria di santa che la corona.

Così, dopo aver invocato il regno dei morti, ho chiamato il Gianni.

Il Gianni è mio amico e io gli voglio bene.
Il Gianni è il padre di una mia collega, meccanico esperto e dal cuore buono.
Il Gianni, visto che sua figlia prima di essere mia collega è stata mia tirocinante, da tipo 10 anni mi chiama il capo di mia figlia.
Anche se non lo sono mai stato e sono 3 anni che non lavoriamo assieme.
Oggi è venuto il tuo capo, le fa.

E al capo di sua figlia, il Gianni che è di cuore buono, ma fino ad un certo punto, ogni tanto gli ha dato dei cabaret di uova per come tenevo il motorino.

Che una volta gliel'ho portato che dovevo cambiare le gomme e lui ogni 30 minuti mi chiamava ma l'olio? ma le pastiglie? ma i freni? ed io boh.
A nu l'è puscibile e giù imprecazioni.

Ma al Gianni comunque gli sto simpatico e mi vuole un po' di bene, fosse solo perchè gente come me gli garantisce lavoro costante.
Così quando vado mi tratta sempre bene e mi chiama Capo anzi di più.
Che una volta ero davanti all'officina che lo aspettavo e lui è arrivato su una moto e da 100 metri ha iniziato a chiamarmi Arrivo comandante!

Fosse ancora qui buonanima di mio papà, caro il Gianni, le spiegherebbe che proprio con me non c'è speranza di appassionarmi ai motori, responsabilizzarmi sulle necessarie manutenzioni, no.

Fosse ancora qui, le racconterebbe di quando a nemmeno 19 anni volle spiegarmi come si cambia una ruota alla macchina e mentre era sdraiato per terra sotto la macchina tipo springsteen in i'm on fire si è accorto che io guardavo il culo di una che passava.

Però, in ogni caso il gianni dice che me la sistema anche sta volta, forse.

Però io la ragione per cui oggi ho preso lo scooter ancora non l'ho capita.

domenica 18 febbraio 2018

In occasione del compleanno di De Andrè



IMPORTANTISSIMO SUL FILM SU DE ANDRÈ

l'europa ce lo chiede: ma tu, Cala, lo hai visto il film su de andrè?

allora, premessa: io su de andrè sono meno tollerante che su springsteen.

Per me, con de andrè, vale il principio di presunta colpevolezza.

A meno che tu non sia cristiano de andrè, pagani, bubola, la pfm, fossati e pochissimi altri, se metti mano all'argomento de andrè, per me, tu hai torto.

E hai torto finchè non mi convinci del contrario.
E finchè non mi convinci del contrario, io ti punto addosso un mitra.

Quiiiiiiiiiiiiiindi no, una volta sfumata la possibilità di vederlo in un cinema, con schermo ed audio di buon livello per godermelo come si deve, l'idea di vederlo stuprato dalla pubblicità, tra l'altro in due sere dove c'era la champions league e un concerto che aspettavo da 2 mesi, no, grazie.

Poi, a prescindere da orari e qualità audio\video, un prodotto nato per essere trasmesso su rai 1 e pubblicizzato da fazio (con interventi musicali di alto livello tipo gabbani), ma lasciamo perdere.

tra l'altro fazio si è definitivamente sputtanato pure l'unica cosa che faceva bene ossia dedicare le puntate a de andrè, quanta differenza con lo speciale a 10 anni dalla scomparsa, con bubola, bennato, capossela, lo stesso cristiano in diretta dal porto, l'omaggio del porto, che a pensarci ho ancora la pelle d'oca.

Vabbè, fazio.

Nei 23 minuti che ho visto della prima puntata, con mia figlia che ascoltava con le cuffie la juve e la commentava ad alta voce, che ad un certo punto avrei preferito avere fazio in casa, anche con gabbani, piuttosto che sentire il partitone che stavano facendo a torino, ho notato alcune cose:

vaaaaa bene la cadenza genovese anzi no romanesca anzi no neutra, perchè il contesto non è importante (come no? genova è fondamentale per de andrè, ma vaaaaaaaaaaa bene) ok ok ok.

Poi in 30 secondi due volte dicono MUSSA ed una BAGASCE ed allora spiegatemi, la cadenza no, le espressioni gergali si?

Villaggio parla da genovese, meno di quello vero, ma parla da genovese.

Quindi? sta storia della cadenza?

Poi, tornando al contesto, non è importante però se uno non avesse saputo che era un film su de andrè, in certi momenti avrebbe pensato di trovarsi davanti ad una puntata di Sereno Variabile o Geo & Geo, inquadrature della madonna in centro storico, scorci della zona mare, boccadasse su tutte, meravigliose che ad un certo punto pensavi arrivasse mengacci coi cuochi di piatti tipici.

Quindi, sta storia del contesto?

Poi, marinelli, bravo per carità di dio, bravo si, ma per quel poco che ho visto mi ha dato l'impressione di recitare più che in funzione del telefilm, in funzione di sè stesso, di autocompiacersi in modo masturbatorio della sua stessa bravura, un po' come giorgia todrani in arte giorgia che oh con quella voce può cantare quello che vuole (ma vuole sempre cantare canzoni di merda) e quando canta sembra sempre che dica guardatemi guardate quaaaaaaaaaaaaaaaanto sono brava.

L'attrice che impersonava la signora dori ghezzi non l'ho vista perchè al pareggio del tottenham, quando mia figlia ha scagliato gli auricolari con veemenza e purtroppo anche con il (mio) telefono attaccato la serata ha preso una brutta piega ed ho spento, prima della sua di lei comparsa sullo schermo.

Ma alla fine, a quasi 20 anni dalla morte, credo che lo scopo sia stato raggiunto.

De Andrè è diventato un santino, da mettere sul comodino vicino a pruzzo e che guevara che guarda di lato.

Esattamente quello che lui, a detta della signora ghezzi, non voleva diventare, stando a quello che la signora ghezzi disse in occasione della puntata di fazio per il decennale della scomparsa.

E poi grazie all'audience, potremmo comprare una nuova raccolta.

Peccato, se tantissimi artisti, da elvis a freddie mercury, sono stati trattati malissimo dopo la morte per motivi economici, speravo che a de andrè questa fine venisse evitata.

Peccato.

sabato 17 febbraio 2018

Magilla Gorilla e gli scooter



Una cosa a cui tengo molto è essere sempre all'altezza della situazione ed adeguato, sempre e comunque.

Ad esempio, ieri pomeriggio ho portato lo scooter di mia moglie a fare la revisione.

Già questo dovrebbe farvi ridere a crepapelle, perchè mia moglie ha un liberty 125 ed io sul liberty 125 vengo facilmente confuso per:
- un ciccione sul motorino della moglie
- un ciccione a cui è stato infilato in culo un palo collegato ad un motore ed a due ruote
- magilla gorilla

quindi già consapevole che sarà difficile mantenere la credibilità, parto per le strade del mio paese in un pomeriggio umido e ventoso

arrivo al centro revisioni e scendo, per consegnare chiavi e documenti all'incaricato

entro nell'ufficio con aria di chi la sa lunga, saluto con simpatia e consegno il tutto.

mi dice che non gli ho dato i documenti giusti, salcazzo cosa gli ho dato.

do ovviamente la colpa a mia moglie che mette sempre tutto in disordine,
ritorno dallo scooter, cerco i documenti giusti, tiro a caso e rientro. 

stavolta ci ho azzeccato

pfff, ste donne, dico all'addetto che nel suo ufficio non si fa mancare il calendario porno-soft di vagine spalancate a fianco di tubi innocenti e cassoni di tir recanti seco materiale bellico

mi accomodo nel confortevole salottino e mi godo il fatto di poter sbrigare in poco tempo una di quelle cose che mia moglie chiama "cose da uomo" e che non faccio mai o faccio male. 

ci sono altre "cose da uomo" che mia moglie mi rimprovera di non fare bene, ma mi imbarazza molto dirvi quali sono. 

Poche pagine di libro e avrò un paio d'ore tutte per me, penso soddisfatto

finisce la revisione, pago, scambio due parole con l'addetto, con l'aria di chi la sa lunga, ringrazio e saluto con entusiasmo

esco per prendere lo scooter

ora, taaaaaaaaanti difetti, eh, tanti, ma pochi gravi come la mia goffaggine

goffo e scoordinato
molto goffo e molto, fottutamente molto scoordinato

esco quindi e devo infilarmi i guanti, il passamontagna da anonima sequestri, il casco, aprire il bauletto metterci dentro il telefono, il libro ed il portafoglio, tirare su la sella e metterci sotto i documenti

il tutto sotto gli occhi dell'addetto, il classico tipo stracolmo di senso pratico, uno che sistema un motore con la mano destra e cambia l'olio con la sinistra, mentre guarda il livello dell'olio e col pisello cambia il filtro anti particolato

davanti a mister coordinazione io poso sul sellino il telefono, il portafoglio ed il libro, apro il bauletto per estrarne il casco ed i guanti (e il passamontagna che sto delicato).

si sa bene perchè il bauletto non si apre, no
si scoperchia, completamente, facendo cadere per terra il libro, il portafoglio ed il telefono e seminando nel piazzale monetine e blasfemia

raccolgo tutto con un sorriso ironico sulle labbra, quello di chi la sa lunga e a mezza voce dico che la colpa è di mia moglie che ha rotto il bauletto, mentre l'addetto coordinatissimo si gira dal collega e gli dice sottovoce una frase a mio avviso riferita a mia moglie di cui capisco "...povera donna... sto pezzo di coglione..."

con la dignità di fantozzi dopo essere stato umiliato in sala mensa metto in moto e torno a casa.

ho smesso di piangere adesso

prossima volta ci va mia moglie a fare la revisione, cristo santo

mercoledì 31 gennaio 2018

Marinella Marinelli, in De Andrè



Va bene ragazzi, vi svelo un segreto.

Ieri sera sono andato a vedere Fabrizio De André - Principe Libero e inoltre sono in contatto con la casa cinematografica, che mi ha spiegato perché è stato scelto proprio luca marinelli.

Luca aveva una vecchia zia che ispirò a de andrè una sua celebre canzone, poi modificata per via della censura democristiana.

Ora finalmente si è riconosciuta la fondamentale importanza della cadenza romanesca nella carriera di de andrè e il ruolo di marinella marinelli nella sua vita.

Ecco in esclusiva il VERO testo daaa canzone de marinè

questa è marinella a'bborgatara
che cucinò na sera a carbonara
ma er coco che je vide mette a panna
ner culo la frustò con una canna

Quella cor culo pieno deddolore
je disse "coco mio sei senza core"
ed aprofitando npò der temporale
de frodo se magnò tutto er guanciale

Er coco la guardò scandalizzato
"tutto er guanciale mio te sei magnato?"
e lei già sollevata da sta pena
je disse "nun se parla abbbocca piena!"

er piatto finì presto e l'innamorata
se sbafò tre piatti de pajata
e dopo 'npiatto de' carciofi fritti
insieme se ascoltarono venditti

"a marinè ma quanto magni co' stabbocca?
te sei fatta fori sette sartimbocca
de maritozzi almeno n'artro paio
mejo de totti è proprio er tù cucchiaio"

a marinè sei bella più der cuppolone
ar coco faje fà st'indigggestione
lui te sposò dopo 'na settimana
per dote je portasti l'ammatrisciaaaaaaaaana

lui te sposò dopo 'na settimana
per dote je portasti l'ammatrisciaaaaaaaaana

martedì 12 settembre 2017

Bacia la palla del Cala




12 settembre 1997, primo mattino.
Parto per genova, destinazione ospedale militare.

All'epoca svolgevo servizio civile presso una casa di riposo di loano, ma quel giorno dovevo sottopormi ad una visita.
Da tempo soffrivo di ernia inguinale, anche se la diagnosi definitiva era relativamente recente, varicocele, idrocele, palla gonfia, insomma diverse ipotesi, fino a quella che sembrava definitiva.

facciamo un passo indietro di circa 8 anni.

Nel novembre 1989 sono in caserma a la spezia per "i tre giorni del militare".
tutti nudi davanti al medico militare, mutanda calata.

Ora all'epoca non capitava praticamente mai di calarsi la mutanda con una ragazza, quindi l'imbarazzo verso il medico era raddoppiato.
occhiata generale e tastata rapida, chi c'è stato sa di cosa parlo.

Tocca a me
OH MA CHE BELLO!!!

mi si gela il sangue, non tanto per la paura di chissà che malattia, ma per la clamorosa figura di merda fatta di fronte a tipo un milione di ragazzi della mia età

Il medico si sofferma sul mio testicolo e mi fa accomodare da parte, sussurrando una frase che ancora oggi è imbattuta in quanto a carica erotica: "tanto questo è da riformare" (nessuna donna in situazioni simili mi ha mai detto nulla di così eccitante).

Per farla breve, resterò un giorno in più a la spezia, vivrò questo momento eccezionale dove 4 dottori puntano una pila sui miei testicoli palpeggiandoli a turno, per poi venire "declassato di terza" (boh cazzo voleva dire? io comunque già all'epoca volevo fare l'obiettore)

Vinta la delusione di mia madre che si aspettava di vedermi tornare da la spezia vestito come richard gere in Ufficiale e Gentiluomo, la mia vita andò avanti senza particolari problemi collegati a questo presunto ma forse no varicocele.

Torniamo al 12 settembre 1997

ospedale, visita, prima in un posto poi in un altro distante enne km, prendi pullman scendi pullman metti la cera togli la cera arrivo al posto finale, poso il certificato sulla pila di certificati ed attendo, non prima di aver capito che il simpatico mondo militare prevedeva che la pila dei documenti andasse esaurita partendo dall'alto quindi chi arrivava per ultimo automaticamente diventava primo e vice versa che poi ci chiediamo perchè abbiamo perso due guerre su due ed il militare italiano più famoso è mai neim is maurizio cocciolone

arrivo nello studio medico ed il dottore mi fa spogliare (non che tra la spezia e genova fosse migliorato granchè quel discorso delle donne ma vabè) e mi dice TOSSISCA

non che ora io sia un fulmine di guerra eh, ma 20 anni fa ero peggio e poi ero in giro dal mattino presto praticamente a digiuno quindi non ci penso su e tossisco.
Sulla nuca del medico.

Marziale bestemmia del figlio di ippocrate, capisco lo sbaglio, mi giro e tossisco di nuovo.

Non so se per via della mia ernia inguinale o della mia lentezza nel capire come si tossisce, ma vengo riformato.

Fine
Stop
The end
freedom.
burbettasparatisechaitremesi

torno a casa in treno, ma prima do il via ai festeggiamenti.
musica ed alcool.

si inizia dalla musica, una sosta al bancomat e via da Giancarlo al discoclub
all'epoca appena entrati c'era un cestone dell'usato con le copertine dei cd in vendita.
sentendomi ricco come raramente mi sono sentito dopo quel giorno inizio a sfogliare i raccoglitori:
questo, questo, questo e quest'altro.

cifra importante lasciata a giancarlo

torno a casa, do la notizia in diretta appena apro la porta di casa ed in men che non si dica mia madre tira fuori dal frigo un bottiglione di rosso per un brindisi
(nel corso degli anni la delusione per il figlio mancato richard gere l'aveva smaltita bene)

giro di telefonate celebrative, tra cui una ad Eugenio fratello di Diego, Diego che rispose al telefono e accolse la notizia con un amichevole NON CI CREDO CHE CULO DI MERDA BASTARDO)

la serata la si organizza rapida.

quella sera, tu pensa, inizia la sagra di salea

ora, adesso ci vano i someliè, gli shiffò, i gurmè

20 anni fa ci si andava a rovinarsi di pigato 
o a comprare un trattore
o a comprare trattori dopo essersi rovinati di pigato

e quindi entro nell'area della sagra reggendo in una mano una pallina rossa di gommapiuma e nell'altra le diverse bottiglie di vino comprate quella sera.

un bacio alla palla del cala = un bicchiere col cala
altro che un like = un amen

in breve si sparge la voce ed io spendo lo stipendio che non stavo guadagnando (ma che ah ah ah avrei ripreso a guadagnare a breve visto che ero MILITESENTE) in vino, brindisi e baci alla palla del cala

13 settembre 1997 mi sveglio, telefono al comune di loano e comunico sobriamentahahahahahahah che non andrò più.
poi accendo il telefonino e mi accorgo che intorno alle 2 di notte ho fatto una telefonata.
Controllo il numero, non è memorizzato, non so chi possa essere, poi con la lentezza di chi non capisce che per tossire deve voltarsi e non sputare sulla nuca del figlio di ippocrate mi si accende, flebile, un neurone.
Sfoglio l'elenco per una verifica.
Ci ho preso.

Ho telefonato alla caserma turinetto di albenga, quella dove pochi giorni prima mi era stato fatto il foglio di richiesta di visita all'ospedale militare e dove avevo chiamato per avere informazioni il giorno prima.
Chiedo scusa a chi rispose quella notte, ma del resto la patria si difende anche facendo la guardia ad un bidone di benzinza
E rispondendo agli ubriachi.