lunedì 29 settembre 2014

Padre Nostro



Liberaci dai no global con l'iphone
e da chi per sembrare spettinato sta 2 ore in bagno con il phon

liberaci dagli animalisti che affonderebbero i migranti
da chi per tre topi ammazzerebbe tutti quanti

liberaci dai cattolici che "scordano sempre il perdono"
da chi crede che la gravidanza sia un diritto, non un dono

liberaci dai fascisti con i crocifissi
scampaci dai baciapile e dai loro interessi

da chi la musica la ascolta tutta e non ha una preferenza
da chi lo dice  solo per nascondere la propria ignoranza

liberaci dai macchinoni in doppia fila
e da chi se non avesse i soldi gli diresti "ma chi ti si fila"

dalle mamme davanti alla scuola tutte in tiro
dai padri distanti e da chi ancora li ammira

da chi pensa di salvare il mondo con una tastiera
da chi crede che se lo scrivi su facebook magari il tuo sogno si avvera

liberaci da chi ci tiene alla sua privacy per rispetto dei bambini
e poi sa pure quanti peli nel culo hanno tutti i suoi vicini

liberaci dai giornalisti paraculi e dai loro copia-incolla
dalle puttane di corte e da chi proprio non ha le palle

da chi scrive sempre le stesse cose aggiungendoci un po' di contorno
e lo scrive tutti i giorni e ci dà pure il Buongiorno

da chi senza la guerra dopo poco si incazza
inventandosi armi di distruzione di massa  

da chi uccide per soldi e vive col mitra in mano
per far vedere come muore un mercenario italiano

liberaci da chi ti dice "se hai bisogno io ci sono"
e se hai bisogno sa dirti solo "non si può, ti chiedo perdono"

dagli amici di penna, di tastiera o cellulare
che a chiedergli una cosa sembra tu li voglia ammazzare

da chi ti giudica in base alla tua squadra di calcio
e se poi lo conosci meglio scopri che è tutto marcio

da chi si batte con coraggio per la raccolta differenziata
e poi controlla cosa butti nei sacchetti e ti ritrovi denunciata

da chi è uguale a tutti gli altri ma si crede originale
insomma, Padre nostro dai, liberaci dal male

lunedì 22 settembre 2014

Concorso Nazionale di Poesia "La Bormida al Tanaro sposa"

















Per quelle 3, massimo 4 persone che leggono il mio blog senza passare da facebook (ad occhio direi Monte, il Capitano e forse pochissimi altri), comunico che la mia poesia "Stornello delle figlie che fanno domande" è arrivata seconda al Concorso in oggetto, organizzato dal Comune di Mallare (SV), dalla Casa Editrice Matisklo e dal Circolo Culturale Mons. Moreno di Mallare, con il contributo della Fondazione De Mari.

Inutile dire la mia enorme soddisfazione nel ricevere un riconoscimento del genere, relativo ad un'arte come la poesia che mi affascina e da cui mi sento comunque lontanissimo.
Però sembra che sull'ottantina di poesie arrivate alla giuria, la mia sia piaciuta parecchio.

































La poesia l'ho scritta pensando alle mie figlie ed alla fase del "perchè?" che stiamo attraversando con Luvi e di riflesso in parte anche con Virgi.

Non è semplice dare risposte a domande di un certo tipo e visto che a volte siamo noi stessi a porcele, ho immaginato una specie di dialogo in rima, senza pretese artistiche, quasi una filastrocca, che si conclude allo stesso modo in cui spesso si concludono i miei discorsi.

La mia poesia, insieme ovviamente alle altri selezionate dalla giuria, fa parte di una antologia gratuita in formato digitale che potete scaricare qui:
http://www.matiskloedizioni.com/premiobormida2014/index.html




















L'avevo pubblicata tempo fa sul blog, la ripubblico qui, se vi fa piacere di (ri)leggerla. 

l'altra sera andando a letto \ le mie figlie in cameretta
forte urlarono il mio nome \ ed io accorsi di gran fretta
scusa papi non temere \ non ci è successo niente
ma abbiamo una domanda \ forse un poco impertinente
come sai noi siam piccine \ quanti anni lo sai tu
ma ci capita ogni tanto \ di ascoltare la tivù
non soltanto quei canali \ dove passano cartoni
bensì altri più noiosi \ dove dan le informazioni
una cosa abbiam capito \ anche noi che siamo infanti
che di ricchi ce n'è pochi \ mentre i poveri son tanti
altre cose invece sai \ non ci sono molto chiare
ad esempio che vuol dire \ la parola governare?
ludovica è stata a casa \ quando voi andaste a votare
sol tre giorni poi ha ripreso \ perchè tanto ha da imparare
ma chi insegna a noi le cose \ tu, la mamma, le insegnanti
possiam dir che ci governa \ che ci fate andare avanti?
perchè allora l'altro giorno \ uno dallo sguardo tetro
tutto serio ed arrabbiato \ urlava "stiamo andando indietro"?
perchè quelli che governano \ per cambiare questo scempio
non fan come tu e la mamma \ che ci date il buon esempio?
perchè quelli che comandano \ quelli forti e prestigiosi
si continuano a insultare \ e a gridare "COME OSI?"
perchè sembra che a qualcuno \ questa idea del governare
piaccia assai ma poi alla fine \ fa sol quello che gli pare?
perchè chi vince le elezioni \ grazie alle sue promesse
poi di colpo cambia idea \ non dimostra più interesse
ad esempio a noi bambini \ che guardiamo spaventati
tutte queste litigate \ tra quei 4 disgraziati?
non sarebbe molto meglio \ a noi sempre lo insegnate
di restare tutti calmi \ e cessar certe scenate?
non sarebbe forse il caso \ vista questa situazione
di esser tutti un po' più onesti \ e cercar la soluzione?
ma cercarla per davvero \ non soltanto a paroloni
non riempendosi la bocca \ ma facendo tutti i buoni?
mami e papi noi vi amiamo \ di viver qui siamo felici
ma iniziamo a preoccuparci \ tu che pensi, che ne dici?

care figlie anch'io vi amo \ siete il mio significato
per la vita, per l'amore \ che io e mamma vi abbiam dato
ogni giorno, ogni mattina \ mentre ancora voi dormite
io e la mamma riflettiamo \ sulle nostre 4 vite
noi per voi vogliamo il meglio \ il "più meglio" che c'è al mondo
può sembrare cosa semplice \ ma è un fatto assai profondo
governare una famiglia \ serve proprio a tutto questo
e per farlo un genitore \ deve esser certo onesto
quindi non vi mentirò \ noi viviamo un tempo duro
e i politici, che gente \ stan rubandoci il futuro
il mio futuro siete voi \ voi virginia e ludovica
ogni giorno un po' più grandi \ donne in men che non si dica
ed io lotto tutti i giorni \ cerco di restare ritto
e son tante oh sì le volte \ che non riesco a stare zitto 
ma vi dico con il cuore \ fate il meglio che potete
non guardate chi fa male \ imitarli non dovete
non vi serva come scusa \ dire "ma così fan tutti"
perchè il bene ci fa belli \ mentre il male ci fa brutti
quello che stiamo facendo \ pur non senza confusione
io e la mamma è indirizzarvi \ in una chiara direzione
a prescinder dai politici \ dai cattivi e dai furfanti
noi dobbiamo tener duro \ e guardare sempre avanti
questa strada è ben in salita \ e percorrerla è un sudore
io non vi nascondo nulla \ nè lo sforzo nè il dolore
ma vi posso assicurare \ che in qualunque situazione
noi sarem gli uni per gli altri \ un rifugio ed un bastone
una casa dove stare \ un giaciglio assai accogliente
un aiuto a camminare \ in mezzo a tutta l'altra gente
perchè ciò che voglio dirvi \ figlie di sto logorroico
è che il bene al giorno d'oggi \ ormai è un fatto quasi eroico
non smettete di cercarlo \ perchè è il più grande tesoro
conservatelo con voi \ è prezioso più dell'oro
non ne siate mai avare \ perchè deve esser condiviso
chi fa il bene il bene avrà \ ve lo dico col sorriso
ora vi spengo la luce \ e vi dico buon riposo
tanto è un'ora che dormite \ si lo so, sono noioso. 

giovedì 11 settembre 2014

il pagellone - agosto

blues pills - blues pills: 7,5



la rosa tatuata - scarpe: 7,5



domenico castaldo & figurelle orkestar - storie, canzoni, apparizioni: 7



stefano marelli - facile o felice: 7




martedì 2 settembre 2014

Diario dall'occitania

(appunti semiseri di una bellissima settimana in montagna)



Giorno 1.
Appena arrivati all'agriturismo siamo andati a fare un giro a Valdieri e sono andato a cercare la grande casa dove facemmo le vacanze di branco con i lupetti nel 2001. É tristemente diroccata ed in vendita ma dopo pochi istanti passati a guardarla da fuori ho risentito le voci e le risate dei bambini di 13 anni fa, ora ragazzi e uomini che oggi avrei voluto abbracciare e a cui avrei voluto chiedere come era stato il loro sentiero in questi anni.
A cena abbiamo assunto il fabbisogno calorico dell'intero burkina faso. 

Di secondo c'era il bollito. Non scherzo se dico che da bambino per dieci anni CONSECUTIVI ogni domenica da ottobre ad aprile a cena a casa mia si mangiava bollito. Con l'insalata. E mentre lo mangiavamo guardavamo Domenica Sprint. Viva vivaaaaa il goleador!!!
Meno male che hanno una ottima grappa.



Giorno 2. Tradizionale gita al rifugio. Tradizionale nel senso che ne facciamo una all'anno e quindi non é che siamo proprio allenati. Quindi il sentiero di oggi mi ha ricordato un po' la Salitella De Amicis della Coppa Cobram ma tant'è.

A metà sentiero l'apparizione della Beata Vergine con in mano un pentolone di polenta con su inciso In Hoc Signo Vinces mi ha dato la carica per arrivare al traguardo.

Nella classica pennica pomeridiana però il dramma. Sono stato svegliato dal vociare di bambini che gridavano LORSO LORSO GUARDATE C'É LORSO!!!! 
Sono balzato in piedi pronto a difendere a mani nude la mia famiglia ma ho rapidamente capito l'equivoco: i bambini mi indicavano sbalorditi. 
Devo fare qualcosa per il russare. 
Giornata positiva soprattutto per il bilancio delle calorie: ne avrò consumate 500 ma la cofana di polenta e sarciccia da sola sfiorava le 3000, senza contare che ho finito anche quelle delle bambine. 
Ai formaggi



Giorno 3. Oggi gita all'alpeggio. Dopo temporalone notturno siamo partiti di buona lena e di gamba facile ed insieme alla guida irene abbiamo raggiunto il Gias della Vagliotta per conoscere i pastori. Tutto bellissimo ed autentico anche se alcune cose mi hanno dato da pensare:
Le pecore recavano sul fianco sinistro un codice a barre.
Bene il pastore bene il giovane pastorello benissimo la giovane pastorella ma mancava la ragazza disabile in via di miracolosa guarigione.
Le caprette sono maleducatissime: nemmeno una che ci abbia salutato.
Comunque ho delle idee vincenti per questo alpeggio state a sentire:
Prima di tutto cablami la zona dai. Che sei li che degusti una toma squisita e non puoi pubblicarne la foto sui principali social network.
Poi i cavalli, ok la natura e lo stato brado ma se al posto degli zoccoli gli uscissimo delle Nike? Quelle fosforescenti che piacciono tanto ai calciatori che ci mettono le stringhe contro l'omofobia e viene su un colpo d'occhio tipo Paradiso dei trans.
Il bosco: bellissimo davvero. 

Però in un punto qualunque dovremmo cagarci uno scuolabus della scuola elementare Gustavo Thoeni di Entracque, che qualche hipster ci si va a stabilire nutrendosi di muschi, licheni, rayban e barrette mars. Aspettiamo che ci scappi il morto poi filmone, regia Adriano Sforzi colonna sonora acustica di Davide Geddo.
Poi non dite che non vi avevo coinvolto



Giorno 4. Mattinata di totale relax causa completa rigidità degli arti inferiori. Praticamente avevo la mobilità e la grazia di un rolando bianchi fuori forma. 
Pomeriggio dedicato al museo della segale di s.anna di valdieri con approfondimenti e video d'epoca. 
Siamo vicini alla terra di nuto revelli e la lezione che i contadini hanno lasciato in eredità é forte come il tributo che questi paesi hanno pagato per guerre decise da uno stato che li ha poi abbandonati. 
La dignità di questa gente é una pietra d'angolo da cui potrebbe partire una rinascita morale se solo l'italia non fosse una nazione morta e sepolta



Giorno 5. Giornata dedicata ai lupi con visita al Centro Faunistico Uomini e Lupi di Entracque. Due diversi ambienti che spiegano "a portata di bambini" il rapporto del lupo con l'uomo e con la natura. Il cantastorie Prezzemolo ci ha raccontato miti e leggende sul lupo mentre la fotografa Caterina ci ha portato sulle sue tracce tra monti e boschi, fino ad una torretta di osservazione che non ha purtroppo portato risultati. 
Il tutto con grande contributo tecnologico, video, suoni, percorsi multimediali a dimostrazione che il progresso ha pure aspetti positivi e non si ferma alla moviola di pistocchi ed allo streaming in commissione giustizia. 
Molto bella la storia del lupo ligabue che dopo essere stato investito e curato é stato monitorato con un collare gps e dall'emilia si é spostato fino al piemonte. 
Caratteristiche principali di questo lupo erano quelle di ululare credendosi un lupo americano ma con molta meno voce e con un ritmo monocorde e di provare ad abbindolare i lupi più giovani con discorsi qualunquisti e paraculo. 
Almeno così mi sembra di aver capito



Giorno 6. Terza gita!!! Volevamo raggiungere questo rifugio che non sembrava lontano quindi ci siamo informati. 
Tramite un autoctono tassista di nome Tony O'schiattamuort' siamo venuti a conoscenza di una gita parrocchiale che prevedeva apertura di strade e percorsi facilitati. 
Praticamente ci siamo imbucati mescolandoci tra le altre auto. 
Sulle note di "Il tuo popolo in cammino" abbiamo percorso la strada privatissima salutando festanti le altre macchine. Con solo mezzoretta di cammino abbiamo raggiunto la meta e celebrato la Santa Messa, che a 2000 metri e con canti alpini ha un fascino particolare. Polentata totale a pranzo nel rifugio dove era appena passato l'amico Andrea Gaminara e pomeriggio con balli e canti tradizionali conclusi dall'accoppiata Quel mazzolin di fiori e Vecchio Scarpone. 
Altro che Thunder Road


Giorno 7. Decidendo al volo stuzzicati dall'amica Laura abbiamo realizzato un nostro piccolo sogno e siamo andati nel luogo dove si sono formate le prime bande partigiane. 
Nel rifugio appena restaurato sono presenti diversi locali che ospitano in questi giorni una mostra fotografica sui deportati di questa terra a mauthausen ed una edizione ristretta dell'omaggio a nuto revelli vista a genova (ma qui nelle zone raccontate e fotografate il gusto é proprio speciale). 
Il silenzio che ci avvolgeva sembrava riportare a galla quei giorni di 70 anni fa quando duccio galimberti e i suoi compagni organizzavano la Resistenza proprio incontrandosi in questi boschi, attraverso i quali molti rifugiati ed ebrei trovarono una via di fuga dalla guerra e dall'Orrore. 
In una sala un filmato-intervista a due sopravvisuti ai campi di sterminio mi lasciava inchiodato alla sedia. 
Forse é vero che la storia non ci insegna nulla, ma io che la mia famiglia sia stata qua sono davvero contento





Giorno 8. Abbiamo deciso di prenotare fino ad oggi perché a s.anna di valdieri oggi si concludeva la festa della segale, cereale su cui si basa buona parte dell'econonomia locale. Fiera per la via, prodotti tipici, assaggini sparsi e ovviamente polenta. 
Una piccola comunità che si ritrova e fa festa assieme, con rievocazione storica e dimostrazione pratica della battitura appunto della segale. 
Si é chiusa così questa bellissima vacanza ma l'immagine che ho negli occhi é quella di mia figlia virginia che arrivati dai nonni corre a salutare Ciro (Tevez Trentadue Sul Campo Inter Merda) e sto fetient' che le mette le zampe attorno al collo per abbracciarla.

Fine del diario.








venerdì 8 agosto 2014

Chi ha ucciso Vasco Rossi?















Sebbene non si sia mai affrontato questo spinoso caso, preferendo dedicare tempo e risorse a casi del tutto analoghi come la sostituzione del defunto Paul McCartney, l'opinione pubblica deve assolutamente sapere la verità su questa scomoda domanda: chi ha ucciso vasco rossi?

Il discorso è del tutto semplice, se lo si guarda con attenzione.

Il cantante di Zocca è deceduto diversi anni fa, più precisamente a cavallo della pubblicazione del singolo “Delusa”, (quella sulle ragazzine di Non è la rai e Boncompagni).

Probabilmente dopo la pubblicazione di tale singolo, ma immediatamente dopo, per cause ancora ignote, il rrrrocker di Zocca è mancato.

Ma facciamo un passo indietro.
Anzi due.

Vasco Rossi, classe 1952, scrive canzoni da quasi 40 anni.
Non è questa la sede per valutare ogni suo disco, ma è mia ferma opinione che per un certo periodo Vasco abbia rappresentato in modo perfetto un tipo di musica, il cosidetto rock italiano (che a me sembra un ossimoro, ma tant'è) e tutte le sue, appunto, contraddizioni.

Nei primi dischi di vasco, ci sentivi sia l'influsso palese del rock americano, sia le aspirazioni cantautorali.
La scrittura di vasco per buona parte della sua carriera era un genere a se stante; pochi, davvero pochi come lui sapevano “dipingere” una canzone, una storia, una situazione, un sentimento usando un linguaggio molto semplice, forse troppo, del tutto accessibile e soprattutto riconoscibilissimo come il suo.

Non ho voglia di affrontare questioni noiose come le sue dipendenze, ma il “personaggio” vasco, da subito, aveva un valore che andava oltre al festival di sanrtemo dove cantò ubriaco e\o fatto e tutte le menate che ne seguirono.
Vasco parlava una lingua nuova e soprattutto arrivava, arrivava al suo pubblico, arrivava ai ragazzi, soprattutto quelli di provincia, quelli che nelle noie e negli scazzi di cui cantava si ritrovavano alla grande.
Prendiamo qualche testo degli esordi, per chiarirci meglio:

Primo disco, prima canzone: La nostra relazione.

La nostra relazione è qualche cosa di diverso,
non è per niente amore e non è forse neanche sesso
ci limitiamo a vivere, dentro nello stesso letto
un po' per abitudine e forse un po' anche per dispetto”

Oh, perbacco. Secco, diretto, conciso. Ripeto, non sto a discutere il valore delle canzoni, però mi sembra evidente la buona qualità di un incipit del genere. In 2 strofe ha rappresentato uno stato d'animo, una realtà magari condivisa, in un modo chiarissimo.

Stesso album altra canzone:

Le anime calde si fusero insieme
sospese in mezzo alla stanza
mentre il soffitto sembrava cadere
stringevo in pugno la vita.”

oh, i due qui stanno scopando eh, sia chiaro, mica si parla di trasfigurazione o filosofia! Il tema resta simile, la vita di coppia, magari da un punto di vista migliore, ma sempre reale, concreto e accessibile.

La carriera di vasco è nota, albachiara, fegato spappolato, siamo solo noi, vita spericolata.
Una lunga serie di inni, che pagato il doveroso tributo alla retorica, adempiono perfettamente al loro ruolo, appunto, di inni.

Certe volte fai pensieri strani, con una mano ti sfiori, tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori

Hai una faccia che fa schifo, guarda come sei ridotto, mi sa tanto che finisci male

generazione di sconvolti che non ha più santi né eroi, siamo solo noi

ognuno in fondo perso per i cazzi suoi.

Temi diversi, ma affrontati di petto, in modo sintetico, schietto e soprattutto alla portata di tutti.
Una semplicità che, allora, non era ancora un limite, ma bensì un pregio, perché non era un ragionamento cerebrale da cantautore, ma ne portava con se una certa dose di poesia.

Tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori in 4 secondi ti spiega come si sente la ragazzina, magari timida ed insicura di fronte ai primi tabù, al sesso ed alle prime cotte.

Colpa d'Alfredo esce nel 1980. E la title track nei primi 3 versi rappresenta il mondo dell'immigrazione con “NEGRO" e quello femminile con “TROIA”.

Il contesto del pezzo è tale da far quasi giustificare tali termini, perché il punto non è il razzismo o il sessimo, bensì la frustrazione del protagonista che perde una chance con una ragazza e si sfoga.

Siamo appunto nel 1980, quando ancora certe espressioni facevano scalpore e la trasgressione aveva un sapore autentico, non come oggi.

Altri esempi? Liberi, Liberi, il disco dei miei 17 anni.
Uscito nel 1989, perde forse il confronto coi suoi predecessori, ma mantiene sempre quella caratteristica tipica dei pezzi di vasco:

ci fosse stato un motivo per stare qui, ti giuro sai, sarei rimasto, si

Guardami quando mi parli Guarda se è vero!?
Guardami quando mi parli Guarda se tremo!?

Muoviti, salta su, questo è un treno che non passa, che non passa più

E soprattutto quella che a mio avviso rappresenta meglio di tutte la capacità e la dote migliore di vasco, tratta da Cosa succede in città (1984)

...Toffee...Toffee........Passami l'asciugamano!...
.....Quello bianco....Lì, sul divano!...
.....Toffee!!!.......
.....Dai che ho freddo!!...Toffee!!....

il testo completo è poco più lungo, ma Toffee è uno splendido e probabilmente più unico che raro esempio di come con poche, pochissime parole si riesca a inventare una storia, una situazione familiare, di una semplicità elementare ma ricca di fascino proprio per le sfumature che i brevi incisi parlati conferiscono al brano.
Quando ascolti Toffee, tu sei lì, nell'appartamento, li vedi che vivono assieme, che dopo aver fatto l'amore si parlano, li vedi usare gli asciugamani puliti, li VEDI.

Io ho amato vasco, parecchio. Prima di definire in maniera precisa, puntigliosa e probabilmente insana la mia passione per la musica e per un certo tipo di musica, vasco ha rappresentato molto per me.

Perché a 14-15 anni, a metà degli anni 80, era adrenalina pura sentire certe canzoni.
Dalle mie parti, nella placida provincia, vasco era “pericoloso”, probabilmente più per i fatti di cronaca che per le sue canzoni, ma era pericoloso.
Mia mamma era spaventata dal fatto che io lo ascoltassi.

Probabilmente l'ironia di Bollicine non venne colta, forse non erano pronti a tale sarcasmo, resta il fatto che un adolescente ignorante di rock e derivati non poteva non innamorarsi di quelle parole, di quelle situazioni, di quei ritratti in musica.

E l'adolescente alle soglie della maggiore età non poteva non essere abbagliato da testi come Muoviti o appunto Liberi Liberi o quelli di C'è chi dice no, manifesto imprescindibile, almeno per chi, come me, nel lontano 1987 non era stato a san siro a vedere springsteen, tantomeno a zurigo, non era ancora immerso in quella mitologia anglo-americana dove gli eroi, quelli veri erano keith, bruce, neil, bob, mick, john, robert e compagnia cantante.

C'è qualcuno che non sa più cosa è un uomo

Quanti vincono, altri muoiono...
io non lo so..?..!
Cosa non...farei, io non voglio perdere!!!!

Perché restare, restare Soli, fa male anche ai "Duri"
Loro non lo dicono ma..... Parlano con i Muri

E veniamo però al mistero.
Chi ha ucciso vasco rossi?

Perché, insomma, all'uscita di Delusa, qualcosa cambiò.
Delusa di per sé non è un disastro; certo, la differenza si sente, però l'ironia del cantato può sminuire certe brutture, il tema non è che sia poi così interessante, ma ci sta, per quanto di boncompagni, ambra e tutto quel circo lì non mi fregasse nulla, un sorrisino ammetto che “però quel boncompagni lì, secondo meeeeeeeeeeeeeeeeeeee” me lo ha strappato.

Il fatto è che da lì in avanti è stata una lunga ed ahimè ininterrotta corsa verso il vuoto.
Principalmente perché il pezzo ha avuto un successo incredibile, al punto da far commettere a vasco l'errore che ritengo più imperdonabile che possa fare un cantante.
Smettere di scrivere canzoni “da proporre” al pubblico e iniziarle a scrivere “per compiacere” il pubblico.

Pubblico che si sa, vuole la vita comoda, standardizza certi comportamenti e ti cataloga.

Quindi da lì in avanti, vasco ha identificato un target di ascoltatori, ha più o meno decodificato le loro aspettative ed ha infilato una serie di pezzi fatti col misurino proprio per loro.

Senza interessarsi a quei “quadri” di cui era capacissimo in passato, senza evolvere se stesso, i protagonisti delle sue canzoni e soprattutto il suo pubblico.

Il punto definitivo di rottura arriva con rewind (reuaaain) e quel terribile  
la lalalalalà fammi godere/vedere/sapere/dire/fare/baciare/lettera/testamento.

Bon, vasco non può aver scritto una cosa del genere.
Per quanto non lo ritenga un cantautore minimamente paragonabile ai mostri sacri, la scrittura del primo vasco, in confronto a ciò che è arrivato da Delusa in poi è roba tipo Manzoni, Verga e Pirandello insieme, frullati da Leonard Cohen.

Rewind parla di scopare, ok, sai che novità, e già il paragone con il videoregistratore fa rabbrividire, ma quello che colpisce di più è la regola aurea di vasco:
più il disco è brutto, noioso, ripetitivo più vende

quindi passiamo da

Non è un segreto dai, lo sanno tutti e tu sei buffa quando cerchi di nasconderlo alla gente che ci vede litigare
a
Con le mie mani tra le gambe, ti sentirai più grande

e, allucinante, più ci si imbruttisce più le vendite si impennano, gli stadi straboccano, i musicisti da coinvolgere nelle registrazioni aumentano di fama e bravura (VINNIE COLAIUTA!!!! TONY LEVIN!!! KENNY ARONOFF!!!)

quindi, chi ha ucciso vasco rossi?

Chi lo ha eliminato, per mettere al suo posto uno che ha scritto “Un senso”?
Un pezzo che dopo 3 righe ha già finito di avere qualcosa da dire e diventa una lista della spesa?
Un pezzo che 900 milioni di persone cantano in coro senza accorgersi che NON DICE UN BENEAMATO CAZZO e lo dice anche male (anche se tante cose un senso non ce l'ha???? NON CE L'HA??????)

Ridateci vasco, non quello di topogigio e della svizzera, non quello che per sforzo compositivo intende il numero di vocali da aggiungere ad minchiam alla fine di ogni strofa.
Non quello autoreferenziale, retorico e bolso di Eh già, che certe cose le diceva benissimo quando cantava La combricola del blasco e Vado al massimo, la smetta di fare il santone dei pezzenti per dio!!!!

Chi lo ha ucciso, il vero vasco rossi?

Ditecelo.
Ridatecelo.