domenica 27 febbraio 2011

l'amico è



Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la grande
Giamahiria araba libica popolare socialista
PREAMBOLO
La Repubblica Italiana e la Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, qui di seguito
denominati “le Parti", consapevoli dei profondi legami di amicizia tra i rispettivi popoli e del
comune patrimonio storico e culturale;
decise ad operare per il rafforzamento della pace, della sicurezza e della stabilita, in particolare
nella regione del Mediterraneo;
impegnate, rispettivamente, nell'ambito dell'Unione Europea e dell'Unione Africana nella
costruzione di forme di cooperazione ed integrazione, in grado dì favorire l'affermazione della pace,
la crescita economica e sociale e la tutela dell'ambiente;
ricordando l'importante contributo dell'Italia al fine del superamento del periodo dell'embargo nei
confronti della Grande Giamahiria;
tenendo conto delle importanti iniziative già realizzate dall'Italia in attuazione delle precedenti
intese bilaterali;
esprimendo la reciproca volontà di continuare a collaborare nella ricerca, con modalità che saranno
concordate tra le Parti, riguardante i cittadini libici allontanati coercitivamente dalla Libia in epoca
coloniale;
ritenendo di chiudere definitivamente il doloroso "capitolo del passato", per il quale l'Italia ha già
espresso, nel Comunicato Congiunto del 1998, il proprio rammarico per le sofferenze arrecate al
popolo libico a seguito della colonizzazione italiana, con la soluzione di tutti i contenziosi bilaterali
e sottolineando la ferma volontà di costruire una nuova fase delle relazioni bilaterali, basata sul
rispetto reciproco, la pari dignità, la piena collaborazione e su un rapporto pienamente paritario e
bilanciato;
esprimendo, pertanto, l'intenzione di fare del presente Trattato il quadro giuridico di riferimento per
sviluppare un rapporto bilaterale "speciale e privilegiata", caratterizzato da un forte ed ampio
partenariato politico, economico e in tutti i restanti settori della collaborazione;
hanno convenuto quanto segue:
Capo I
PRINCIPI GENERALI
Articolo 1
Rispetto della legalità internazionale
Le Parti, nel sottolineare la comune visione della centralità delle Nazioni Unite nel sistema di
relazioni internazionali, si impegnano ad adempiere in buona fede agli obblighi da esse sottoscritti,
sia quelli derivanti dai principi e dalle norme del diritto Internazionale universalmente riconosciuti,
sia quelli inerenti al rispetto dell'Ordinamento Internazionale.
Articolo 2
Uguaglianza sovrana
Le Parti rispettano reciprocamente la loro uguaglianza sovrana, nonché tutti i diritti ad essa inerenti
compreso, in particolare, il diritto alla libertà ed all'indipendenza politica. Esse rispettano altresì il
diritto di ciascuna delle Parti di scegliere e sviluppare liberamente il proprio sistema politico,
sociale, economico e culturale.
Articolo 3
Non ricorso alla minaccia o all'impiego della forza
Le Parti si impegnano a non ricorrere alla minaccia o all'impiego della forza contro l'integrità
territoriale o l'indipendenza politica dell'altra Parte o a qualunque altra forma incompatibile con la
Carta delle Nazioni Unite,
Articolo 4
Non ingerenza negli affari interni
1. Le Parti si astengono da qualunque forma di ingerenza diretta o indiretta negli affari interni o
esterni che rientrino nella giurisdizione dell'altra Parte, attenendosi allo spirito di buon vicinato.
2. Nel rispetto dei principi della legalità internazionale, l'Italia non userà, ne permetterà l'uso dei
propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non userà, né permetterà, l'uso dei
propri territori in qualsiasi atto ostile contro l'Italia.
Articolo 5
Soluzione pacifica delle controversie
In uno spirito conforme alle motivazioni che hanno portato alla stipula del presente Trattato di
Amicizia, Partenariato e Cooperazione, le Parti definiscono in modo pacifico le controversie che
potrebbero insorgere tra di loro, favorendo l'adozione di soluzioni giuste ed eque, in modo da non
pregiudicare la pace e la sicurezza regionale ed, internazionale.
Articolo 6
Rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali
Le Parti, di comune accordo, agiscono conformemente alle rispettive legislazioni, agli obiettivi e ai
principi della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Articolo 7
Dialogo e comprensione tra culture e civiltà
Le Parti adottano tutte le iniziative che consentano di disporre di uno spazio culturale comune,
ispirandosi ai loro legami storici ed umani. Le iniziative suddette si ispirano ai principi della
tolleranza, della coesistenza e del rispetto reciproco, della valorizzazione e dell'arricchimento del
patrimonio comune materiale e immateriale nel contesto bilaterale e regionale.
Capo II
CHIUSURA DEL CAPITOLO DEL PASSATO E DEI CONTENZIOSI
Articolo 8
Progetti infrastrutturali di base
1. L'Italia, sulla base delle proposte avanzate dalla Grande Giamahiria e delle successive discussioni
intervenute, si impegna a reperire i fondi finanziari necessari per la realizzazione di progetti
infrastrutturali di base che vengono concordati tra i due Paesi nei limiti della somma di 5 miliardi di
dollari americani, per un importo annuale di 250 milioni di dollari americani per 20 anni.
2. Le aziende italiane provvederanno alla realizzazione di questi progetti previo un comune accordo
sul valore dì ciascuno.
3. La realizzazione di questi progetti avverrà nell'arco di 20 anni secondo un calendario temporale
che verrà concordato tra le due Parti, libica ed italiana.
4. I fondi finanziari assegnati vengono gestiti direttamente, dalla Parte italiana.
5. La Grande Giamahiria rende disponibili tutti i terreni necessari per l'esecuzione delle opere senza
oneri per la Parte italiana e le aziende esecutrici.
6. La Grande Giamahiria agevola la Parte italiana e le aziende esecutrici, nel reperimento dei
materiali accessibili in loco e nell'espletamento di procedure doganali e di importazione esentandole
dal pagamento di eventuali tasse. I consumi di energia elettrica, gas, acqua e linee telefoniche
saranno pagati con l'esenzione delle tasse.
Articolo 9
Commissione Mista
1. E' istituita una Commissione Mista paritetica, costituita da componenti designati dai rispettivi
Stati. La Commissione Mista individua le caratteristiche tecniche dei progetti dì cui al precedente
Articolo e stabilisce l'arco temporale complessivo e le cadenze di realizzazione dei progetti, nel
quadro degli importi di ordine finanziario contenuti nello stesso articolo.
2. La Gran Giamahiria si impegna a garantire, sulla base di specifiche intese a trattativa diretta con
società italiane, la realizzazione in Libia, da parte delle stesse, di importanti opere infrastrutturali,
progetti industriali ed investimenti. I progetti vengono realizzati ai prezzi da concordare fra le Parti.
Queste imprese, secondo le consuetudini esistenti, contribuiscono in maniera volontaria alle opere
sociali ed alla bonifica ambientale nelle zone ove realizzano i loro progetti.
La Gran Giamahiria si impegna, inoltre, ad abrogare tutti i provvedimenti e le norme regolamentari
che imponevano vincoli o limiti alle sole imprese italiane.
3. La Commissione Mista individua, su proposta della Parte libica, le opere, i progetti e gli
investimenti di cui al paragrafo 2, indicando per ciascuno tempi e modalità di affidamento e di
esecuzione.
4. La conclusione ed il buon andamento di tali intese rappresentano le premesse per la creazione di
un forte partenariato italo-libico nel settore economico, commerciale, industriale e negli altri settori
ai fini della realizzazione degli obiettivi indicati in uno spirito di leale collaborazione.
5. La Commissione Mista ha il compito di verificare l'andamento degli impegni di cui all'Articolo 8
e al presente Articolo e redige un processo verbale periodico che faccia stato degli obiettivi
raggiunti o da raggiungere in relazione agli obblighi assunti dalle Parti contraenti.
6. La Commissione Mista segnala ai competenti Uffici degli Affari Esteri delle due Parti eventuali
inadempienze, proponendo ipotesi tecniche di soluzione.
Articolo 10
Iniziative Speciali
L'Italia, su specifica richiesta della Grande Giamahiria, si impegna a realizzare le Iniziative Speciali
sotto riportate a beneficio del popolo libico. Le Parti concordano l'ammontare di spesa complessivo
per la realizzazione di tali iniziative ed affidano ad appositi Comitati Misti la definizione delle
modalità di esecuzione delle stesse ed il limite di spesa annuale da impegnare per ognuna di esse ad
eccezione delle borse di studio di cui al punto b).
a) La costruzione in Libia di duecento unità abitative, con siti e caratteristiche da determinare di
comune accordo.
b) L'assegnazione di borse di studio universitarie e post-universitarie per l'intero corso di studi a un
contingente di cento studenti libici, da rinnovare al termine del corso di studi a beneficio di altri
studenti. Con uno scambio di lettere si precisa il significato di rinnovare, per assicurare la
continuità.
c) Un programma di cure, presso Istituti specializzati italiani, a favore di alcune vittime in Libia
dello scoppio di mine, che non possano essere adeguatamente assistite presso il Centro di
Riabilitazione Ortopedica di Bengasi realizzato con i fondi della Cooperazione italiana,
d) Il ripristino del pagamento delle pensioni ai titolari libici e ai loro eredi che, sulla base della
vigente nominativa italiana, ne abbiano diritto,
e) La restituzione alla Libia di manoscritti e reperti archeologici trasferiti in Italia da quei territori
in, epoca coloniale: il Comitato Misto di cui all'articolo 16 del presente Trattato individua i reperti e
i manoscritti che saranno, successivamente, oggetto di un atto normativo ad hoc finalizzato alla loro
restituzione.
Articolo 11
Visti ai cittadini italiani espulsi dalla Libia
La Grande Giamahiria si impegna dalla firma del presente Trattato a concedere senza limitazioni o
restrizioni di sorta ai cittadini italiani espulsi nel passato dalla Libia i visti di ingresso che gli
interessati dovessero richiedere per motivi di turismo, di visita o lavoro o per altre finalità.
Articolo 12
Fondo sociale
1. La Grande Giamahiria si impegna a sciogliere l'Azienda Libico-Italiana (ALI) e a costituire
contestualmente il Fondo Sociale, utilizzando i contributi già versati dalle aziende italiane alla
stessa.
2. L'ammontare del Fondo Sociale sarà utilizzato per le finalità che sono state previste al punto 4
del Comunicato Congiunto italo-libico del 4 luglio 1998 per avviare la realizzazione delle Iniziative
Speciali, di cui all'articolo 10 lettere b) e c) del presente Trattato, fino a concorrenza di tale
ammontare. In particolare, potranno essere finanziati progetti di bonifica dalle mine e
valorizzazione delle aree interessate, programmai di cura in favore di cittadini libici danneggiati
dallo scoppio delle mine, nonché altre iniziative a favore dei giovani libici nel settore della
formazione universitaria e post-universitaria, sino ad esaurimento del credito del Fondo Sociale.
Quindi continuerà il finanziamento dalla Parte italiana, in attuazione del Trattato.
3. A tal fine, è istituito un Comitato Misto paritetico per la gestione dei Fondo Sociale secondo le
modalità previste dal Comunicato Congiunto.
4. Definite le modalità di gestione dell'ammontare già costituito del Fondo Sociale e le iniziative da
finanziare, le due Parti considerano definitivamente esaurito il Fondo Sociale.
Articolo 13
Crediti
1. Per quanto riguarda i crediti vantati dalle aziende italiane nei confronti di Amministrazioni ed
Enti libici, le Parti si impegnano a raggiungere con uno scambio di lettere una soluzione sulla base
del negoziato nell'ambito del Comitato Crediti.
2. Con il medesimo scambio di lettere, le Parti si impegnano a raggiungere una soluzione anche per
quanto riguarda gli eventuali debiti di natura fiscale e/o amministrativa di aziende italiane nei
confronti di Enti libici.
CAPO III
NUOVO PARTENARIATO BILATERALE
Articolo 14
Comitato di Partenariato e consultazioni politiche
1. Le due Parti imprimono nuovo impulso alle relazioni bilaterali politiche, economiche, sociali,
culturali e scientifiche ed in tutti gli altri settori, con la valorizzazione dei legami storici e la
condivisione dei comuni obiettivi di solidarietà tra i popoli e di progresso dell'Umanità.
2. Nel desiderio condiviso di rinsaldare ì legami che le uniscono, le due Parti decidono la
costituzione di un Partenariato all'altezza del livello di collaborazione e coordinamento cui
ambiscono sui temi bilaterali e regionali e sulle questioni internazionali di reciproco interesse. A
tale scopo, le due Parti decidono quanto segue:
a) una riunione annuale del Comitato di Partenariato, a livello del Presidente dei Consiglio dei
Ministri e del Segretario del Comitato Popolare Generale, da tenersi alternativamente in Italia e in
Libia;
b) una riunione annuale del Comitato dei Seguiti, a livello del Ministro degli Affari Esteri e del
Segretario del Comitato Popolare Generale per il Collegamento Estero e la Cooperazione
Internazionale, da tenersi alternativamente in Italia e in Libia, con il compito di seguire l'attuazione
del Trattato e degli altri Accordi di collaborazione, che presenterà le proprie relazioni al Comitato di
Partenariato. Qualora una delle Parti ritenga che l'altra Parte abbia contravvenuto ad uno qualsiasi
degli impegni previsti dal presente Trattato, richiederà una riunione straordinaria del Comitato dei
Seguiti, per un esame approfondito e al fine di trovare una Soluzione soddisfacente.
c) il Comitato di Partenariato adotta tutti i provvedimenti necessari all'attuazione degli impegni
previsti dal presente Trattato e le due Parti si adoperano per la realizzazione dei suoi scopi;
d) lo svolgimento di regolari consultazioni tra altri rappresentanti delle due Parti.
3. Il Ministro degli Affari Esteri e il Segretario del Comitato Popolare Generale per il Collegamento
Estero e la Cooperazione Internazionale, ricevuta la segnalazione di cui all'Articolo 9 comma 6, si
adoperano per definire una soluzione adeguata.
Articolo 15
Cooperazione negli ambiti scientifici
Le due Parti intensificano la collaborazione nel campo della scienza e della tecnologia e realizzano
programmi di formazione e di specializzazione a livello post-universitario. Favoriscono a tal fine lo
sviluppo di rapporti tra le università e tra gli Istituti di ricerca e di Formazione dei due Paesi.
Sviluppano ulteriormente la collaborazione nel campo sanitario e in quello della ricerca medica,
promuovendo i rapporti tra enti ed organismi dei due Paesi.
Articolo 16
Cooperazione culturale
1. Le due Parti approfondiscono i tradizionali vincoli culturali e di amicizia che legano i due popoli
ed incoraggiano í contatti diretti tra enti ed organismi culturali dei due Paesi. Sono altresì facilitati
gli scambi giovanili e i gemellaggi tra città ed altri enti territoriali dei due Paesi.
2. Le due Parti danno ulteriore impulso alla collaborazione nel settore archeologico. In tale ambito è
altresì esaminata, da un apposito Comitato Misto, la problematica concernente la restituzione alla
Libia di reperti archeologici e manoscritti.
Le due Parti collaborano anche ai fini della eventuale restituzione alla Libia, da parte di altri Stati,
di reperti archeologici sottratti in epoca coloniale.
3. Le due Parti agevolano, sulla base della reciprocità, l'attività rispettivamente dell'Istituto Italiano
di Cultura a Tripoli e dell'Accademia Libica in Italia.
4. Le due Parti concordano sulla opportunità di rendere le nuove generazioni sempre più
consapevoli delle conseguenze negative generate dalle aggressioni e dalla violenza e si adoperano
per la diffusione dì una cultura ispirata ai principi della tolleranza e della collaborazione trai Popoli.
Articolo 17
Collaborazione economica e industriale
1. Le due Parti promuovono progetti di trasferimento di tecnologie e di collaborazione industriale,
con riferimento anche a iniziative comuni in Paesi terzi.
2. Sviluppano la collaborazione nei settori delle opere infrastrutturali, dell'aviazione civile, delle
costruzioni navali, del turismo, dell'ambiente, dell'agricoltura e della zootecnia, delle biotecnologie,
della pesca e dell'acquacoltura, nonché in altri settori di reciproco interesse, favorendo in particolare
lo sviluppo degli investimenti diretti.
3. Esse sostengono le PMI e la costituzione di società miste.
4. Le due Parti si adoperano per concordare entro breve una Intesa tecnica in materia di
cooperazione economica, scientifica e tecnologica nel settore della pesca e dell'acquacoltura e
favoriscono Intese analoghe tra altri Enti competenti dei due Paesi.
Articolo 18
Collaborazione energetica
1. Le due Parti sottolineano l'importanza strategica per entrambi i Paesi della collaborazione nel
settore energetico e si impegnano a favorire il rafforzamento del partenariato in tale settore.
2. Attribuiscono particolare rilievo alle energie rinnovabili ed incoraggiano la cooperazione tra enti
ed organismi dei due Paesi, sia sul piano industriale che su quello della ricerca e della formazione.
Articolo 19
Collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico
di stupefacenti, all'immigrazione clandestina
1. Le due Parti intensificano la collaborazione in atto nella lotta al terrorismo, alla criminalità
organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina, in conformità a quanto
previsto dall'Accordo firmato a Roma il 13/12/2000 e dalle successive intese tecniche, tra cui, in
particolare, per quanto concerne la lotta all'immigrazione clandestina, i Protocolli di cooperazione
firmati a Tripoli il 29 dicembre 2007.
2. Sempre in tema di lotta all'immigrazione clandestina, le due Partì promuovono la realizzazione di
un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, da affidare a società italiane in possesso delle
necessarie competenze tecnologiche. Il Governo italiano sosterrà il 50% dei costi, mentre per il
restante 50% le due Parti chiederanno all'Unione Europea di farsene carico, tenuto conto delle
Intese a suo tempo intervenute tra la Grande Giamahiria e la 'Commissione Europea.
3. Le due Parti collaborano alla definizione di iniziative, sia bilaterali, sia in ambito regionale, per
prevenire il fenomeno dell'immigrazione clandestina nei Paesi di origine dei flussi migratori.
Articolo 20
Collaborazione nel settore della Difesa
1 Le due Parti si impegnano a sviluppare la collaborazione nel settore della Difesa tra le rispettive
Forze Armate, anche mediante la finalizzazione di specifici Accordi che disciplinino lo scambio di
missioni di esperti, istruttori e tecnici e quello di informazioni militari nonché l'espletamento, di
manovre congiunte.
2. Si impegnano altresì ad agevolare la realizzazione. di un forte ed ampio partenariato industriale
nel settore della Difesa e delle industrie militari.
3. In tale ambito, l'Italia sosterrà nelle sedi internazionali la richiesta della Libia di indennizzi per i
danni subiti da propri cittadini vittime dello scoppio delle mine e per la riabilitazione dei territori
danneggiati, con tutti gli Stati interessati.
Articolo 21
Collaborazione nel settore della non proliferazione e del disarmo
Le due Parti si impegnano a proseguire e rinsaldare la collaborazione nel settore del disarmo e della
non proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori e ad adoperarsi per fare
della Regione del Mediterraneo una zona libera da tali armi, nel pieno rispetto degli obblighi
derivami dagli Accordi e Trattati internazionali in materia.
Articolo 22
Collaborazione parlamentare e tra Enti locali
Le due Parti favoriscono lo sviluppo di rapporti tra il Parlamento italiano ed il Congresso Generale
del Popolo della Grande Giamahiria, nonché tra gli Enti locali, nella consapevolezza della loro
importanza per una più intensa ed approfondita conoscenza reciproca.
Articolo 23
Disposizioni finali
1. Il presente Trattato, nel rispetto della legalità internazionale, costituisce il principale strumento di
riferimento per lo sviluppo delle relazioni bilaterali. Esso è sottoposto a ratifica secondo le
procedure costituzionali previste dall'ordinamento di ciascuna delle Parti ed entra in vigore al
momento dello scambio degli strumenti di ratifica.
2. Il presente Trattato sostituisce il Comunicato Congiunto del 4 luglio 1998 e il Processo verbale
delle conclusioni operative del 28 ottobre 2002, che pertanto cessano di produrre effetti.)
3. A partire dal corrente anno, il giorno del 30 Agosto viene considerato, in Italia e nella Grande
Giamahiria, Giornata dell'Amicizia italo-libica.
4. Il presente Trattato può essere modificato previo accordo delle Parti. Le eventuali modifiche
entreranno in vigore alla data di ricezione della seconda delle due notifiche con le quali le Parti si
comunicano ufficialmente l'avvenuto espletamento delle rispettive procedure interne.

27 febbraio peg-o-my heart (bruce springsteen alla voce)


peg-o-my heart - dropkick murphys & bruce springsteen (going out in style)

12-dropkick murphys-peg o my heart by albertocalandriello72

sabato 26 febbraio 2011

26 febbraio - this fuckin' job

Nobody told me it'd be easy
Or for that matter, it'd be so hard
But it's the livin' and learnin'
It makes the difference
It makes it all worthwhile
It makes it all worthwhile

this fuckin' job - drive by truckers (the big to do)


venerdì 25 febbraio 2011

25 febbraio - goodbye daughters of the revolution

Goodbye daughters of the revolution
Open your eyes and see your solution.

goodbye daughters of the revolution - black crowes (warpaint live)

giovedì 24 febbraio 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

un mare di cazzate

stamattina, grazie all'invito della collega di cairo, ho conosciuto l'assistente sociale aggredita con un macete lunedì.
Ha 27 anni e due splendidi grandi occhi azzurri, che ti dimostrano subito quanto sia dolce, quanto sia forte e soprattutto quanto poco abbia ancora capito di cosa le è successo e a maggior ragione di cosa poteva succederle.
nè lei nè sua mamma lo hanno ancora razionalizzato fino in fondo, come potrebbe essere diversamente?
quindi i suoi bellissimi occhi azzurri mentre la collega le parlava ogni tanto si perdevano, annebbiati da chissà quali terribili pensieri.
però è viva, forte e a parte il groviglio di fili e tubi, tutto sommato in buona forma.
ovviamente guardandola non potevo non pensare che avrei potuto esserci io, o la collega che lavora nell'ufficio di fianco al suo, o chiunque altro operi in certi settori, al suo posto.

nel frattempo la lettera scritta con i colleghi ha avuto un certo spazio sulla stampa locale.
Su La Stampa di savona è riportata in modo integrale, in un riquadro che attira l'attenzione, su un paio di siti anche, a parte qualche accorciamento.
Sul Secolo XIX è stata tagliuzzata ed unita ad altre prese di posizione, dell'ordine professionale, dei sindacati, dell'assessore regionale.
La cosa interessante dei siti web locali, che hanno riportato la notizia ed i successivi interventi, sono i commenti dei lettori.

Ad esempio, la lettera di noi colleghi assistenti sociali, ha ricevuto un buon numero di commenti.

Giudice (Redattore virtuale) ha detto il 22 febbraio 2011 alle 15:52

e adesso csa pensa che diranno i “suoi” figli ? Forse sarebbe satato meglio bere di meno e riflettere di più. La società e zeppa di gente del genere. Bevono e diventano aggressivi. Bisogna che qualcuno gli insegni a vivere.


oddio, lungi da me il voler aizzare la caccia all'uomo, purtroppo non serve farlo a posteriori, ma a caldo è comprensibile dire una cosa del genere

lui la plume (Mr. Valore aggiunto) ha detto il 22 febbraio 2011 alle 17:00

“”"”assistenti sociali: “Etichettati come quelli che portano via i bambini” “”"”"

In effetti questa “”"e’ “” l’opinione diffusa ….
sarebbe opportuna una verifica … una operazione atta a modificare questa opinione …. che e’ veramente una prima impressione molto diffusa.


bravo lui la plume, questo non è il probblema principale, soprattutto adesso, ma di certo servirebbe qualcosa che facesse passare un'idea diversa del nostro lavoro.
grazie, valore aggiunto.

Orazio (Attivo e partecipativo) ha detto il 22 febbraio 2011 alle 18:48

Purtroppo ho sotto gli occhi tutti i giorni un episodio che conferma questa etichetta. Una madre “adeguata” quindi normale, con un lavoro, una casa ed amore da dare a sua figlia, definita invece inadeguata dai servizi sociali, ed una povera bambina costretta a vivere con le suore senza sapere quando potrà tornare da sua mamma. Intanto la bambina sta regredendo e da evidenti segni di disagio a causa di questa situazione. Entrerà tra poco in età adolescenziale e se le autorità non prenderanno provvedimenti, la bimba certamente sarà segnata per tutta la vita. Intanto Giudici e Dott. a fine giornata timbrano e vanno a casa. Ovviamente gli assistenti sociali possono essere anche degli ottimi professionisti, ma sono uomini e sono soggetti ad errori di valutazione, un po di coscienza e meno superficialità quando decidono, non guasta.


ahia orazio, ce l'ha sotto agli occhi? e come fa a definire "adeguata" una persona? che strumenti usa? chi le ha dato la competenza per farlo?
più coscienza e meno superficialità, certo. Anche un goccio di privacy, che pure a lei non guasterebbe dai.

freeholly9 (Redattore virtuale) ha detto il 22 febbraio 2011 alle 20:05

Orazio è giusto che casi come quello che dici tu (che non conosco,parlo per sentito dire) vengano portati in un tribunale e che a quegli operatori che si dimostrano incapaci vengano tolte tutte le mansioni.
Si studia per diventare assistenti sociali, ed in qualche modo sono una figura professionale.
Se commettono degli errori devono essere sottoposti a controlli rigidi più che mai,visti i casi delicati che sono costretti a trattare.
Ma questa storia trascende dal senso dell’argomento: l’operatrice è stata aggredita da uno squilibrato e merita tutto il sostegno e non queste polemiche inutili, inutili in questa sede sia chiaro!


freeholly parla anche lui per sentito dire, ma almeno lo ammette.
ma del resto noi assistenti sociali IN QUALCHE MODO siamo una figura professionale, certo non in senso vero e proprio eh, noi valiamo un cazzo però decidiamo al posto dei giudici quali bambini portar via, certo freeholly, bravo

PALOMBO17 (Lettore Attento) ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 22:26

a perchè nn à cosi??????provato sulla mia pelle…una vita rovinata da sta gente del piffero…16 anni in istituti,vi basta????e mia madre nn era ne tossica ne alcolizzata….era sl una ragazza madre!!!!vivono sulle disgrazie altrui sta gente….credetemi!!!!


palombo17, ha passato 16 anni in istituti.
vi basta?
beh la sua era una ragazza madre, che fino a 8\10 anni prendevano un contributo mensile dalla provincia, poi abolito.
che io sappia di per sè lo status di ragazza madre non è MAI stato sufficiente a giustificare provvedimenti come quelli che racconta palombo17
quindi magari c'è anche il caso che palombo17 dica qualche mussa come diciamo in liguria o dimentichi dei pezzi.
la cosa importante però è che passi il messaggio che gli a.s. vivono sulle disgrazie altrui.
in effetti oggi ho controllato la mia busta paga e sulle disgrazie altrui ho molte meno trattenute che sull'IRAP, chissà i colleghi che si occupano solo di minori, beati loro!

IronMan (Redattore virtuale) ha detto il 22 febbraio 2011 alle 23:31

. . . io farei test psicologici in itinere a tutti gli assistenti sociali !! e test antidroga !! molti NON sono all’altezza nemmeno di gestire un pesce rosso . . ed hanno TROPPO potere decisionale !!

ATTENZIONE AD IRON MAN!!! test psicologici!!!! TEST ANTIDROGA!!!!!
ora, questa è per i miei amici albenganesi, a parte che ovviamente gli a.s. usano molto propoli, mi chiedo, ma STIAMO SCHERZANDO?????
e poi, i pesci rossi??? ma che schifo, mangiano, nuotano, pisciano, cagano tutto in una boccia di vetro!!! sarebbe mobbing se mi affidassero il compito di gestire i pesci rossi!!!!
comunque, mitico iron, non so se equivale ad un'ammissione di colpa, ma io ho il colesterolo ed i triglicerdi un pò sballati, che dici, domani mi licenzio?
ah, dimenticavo: che cazzo sono i test psicologici IN ITINERE???

Bruno Pirastu (Lettore Attento) ha detto..
il 23 febbraio 2011 alle 08:32

Esperienza personale ( non a Savona ) mi dice che gli A.S. sono spesso usati da genitori in lite tra di loro e che , purtroppo, sono i figli a farne le spese. Ho trovato molta superficialità nel documentarsi e molta iniziativa autonoma nel gestire, male, certe situazioni senza chiedere aiuto e consiglio al Tribunale sia Civile che quello dei Minor, unici che possono dare le direttive di comportamento, peccando di presunzione.

signor pirastu, Lei che è un lettore attento, mi spiega cosa vuol dire che gli a.s. sono usati dai genitori? si confonde mica con S.O.S. TATA? visto che deplora la superficialità e la presunzione di noi a.s., potrebbe:

- essere più preciso nel dire cosa intende per "iniziativa autonoma"

- capire che i tribunali non danno nè aiuto nè consiglio agli a.s., bensì UN MANDATO a svolgere indagini e relazioni, che poi a loro volta valutano; quindi che gli a.s. sono SUPER PARTES e che rispondono di quanto relazionato direttamente al tribunale?

e chiudiamo in bellezza con:

Bobby75 (Lettore Attento) ha detto il 22 febbraio 2011 alle 23:53

Quoto di nuovo Orazio, è sucesso anche a me. Il gesto nn si giustifica in nessun modo, ci mancherebbe… però… ci sono tanti però…


però... tanti però... tipo? ne dica uno bobby dai, dall'alto dell'anonimato, cara la mia testa di cazzo, abbia il coraggio di dire che è contento che sia successo, anzi, che le dispiace che non sia morta, dai, esca le palle se ce le ha, su, se lo meritava? magari la prossima volta i colleghi a.s. staranno più attenti? magari visto che INQUALCHEMODO siamo una figura professionale questa cosa ci salverà dalle fiamme dell'inferno dove bruceremo in eterno per colpa della nostra superficialità? noi arroganti e drogati, eh, è questo che pensa?

qui trovate TUTTI I COMMENTI, anche quello (unico) a favore della categoria.

mi hanno detto in molti che devo essere più diplomatico, hanno ragione.

da oggi manderò la gente a fare in culo dando del Lei.