mercoledì 1 luglio 2020

Blood Brothers



Onestamente non credo a segni o messaggi del fato, ma stanotte ho sognato che il mio migliore amico si portava a letto la mia fidanzata.

Ohibò, ci sono modi migliori per svegliarsi eh, tra l'altro la scena era ambientata più di 20 anni fa, lei era la mia fidanzata di allora, lui è tuttora un mio amico anche se ci vediamo molto poco.

Sempre non credendo a quanto sopra, arrivato a casa dal lavoro ho incontrato sotto casa mia l'unica persona che nella mia vita abbia avuto un ruolo quasi paterno; abbiamo chiacchierato 5 minuti, le cose non gli vanno affatto bene, ma il piacere di rivedersi è stato grande e reciproco.

20 anni fa oggi, al termine del Reunion Tour con la riformata E Street Band, Bruce Springsteen si esibiva per l'ultima sera al Madison Square Garden, dopo una decina di concerti consecutivi.

Del concerto del 1 luglio 2000 è anche uscito il bootleg ufficiale.

L'ultima canzone di quel concerto e quindi di quel tour fu Blood Brothers, inedito mai pubblicato ufficialmente fino al 1995 e ovviamente portatore di un grande messaggio simbolico, in un'occasione simile.

Oggi, per l'ennesima volta, ho sentito nelle note e nelle parole di Bruce la mia stessa vita, le mie emozioni, il mio percorso.

Ci sentivamo in cima al mondo fino all'ultimo
momento
Ma poi le amarezze del mondo arrivarono
all'improvviso, ed eravamo donne e uomini

Ora ci sono così tanti ricordi che svaniscono nel
tempo e nella memoria
Noi abbiamo le nostre strade da percorrere e
possibilità che dobbiamo prendere al volo

Stavamo fianco a fianco e ognuno lottava per
l'altro
Ci dicevamo che fino alla morte saremmo stati
fratelli di sangue

Ecco quindi che questa canzone, oggi, mi riporta indietro, alle persone con cui ho condiviso tanta parte della mia vita e che così tanto hanno contato per me; ecco quindi che provo ancora quella sensazione di essere invincibile, un ragazzo pieno di sogni e speranze (hope and dreams canterà Bruce proprio in questo tour) convinto di avere il mondo in mano, fino al momento in cui la realtà mi si presentò davanti, qualche addio, tante perdite, lutti e lacrime ma quelle battaglie le sento ancora mie, quei passi fatti assieme fanno ancora parte del mio sentiero

Ora la durezza di questo mondo lentamente fa a
pezzi i tuoi sogni
Trasformando in sciocchezze le promesse che ci
facciamo

E quello che una volta sembrava bianco o nero...
ora sfuma in così tante tonalità di grigio
Perdiamo noi stessi nel lavoro da fare e nei conti
da pagare

E' solo una corsa, una corsa, una corsa, senza
nessuno che ti protegga
Con nessuno che corra al tuo fianco, mio fratello
di sangue 

Bianco o nero, certo, l'assolutismo giovanile, quell'estremismo del cuore che rivedo già in mia figlia, mentre tutto attorno a me le cose si sono trasformate in tantissimi grigi diversi. 

Lavoro da fare, bollette da pagare, la vita che va avanti e se ne frega dei tuoi sogni. 

Nelle scorse settimane dovevo fare una telefonata, volevo farla, volevo dimostrare a quella persona che anche da lontano ero vicino a lui, al suo dolore, volevo sapere come stava, ritrovare quella sensazione di poter dire tutto ed essere capito

Ho dovuto trovarmela sotto casa, quella persona, per potergli parlare, lavoro da fare, bollette da pagare, mille cazzate con cui perdere tempo, ma a volte la vita ti regala qualcosa e ti aiuta.

Bruce tornerà su questo concetto proprio nel suo recente Western Stars, nella canzone che chiude il disco, Moonlight Motel e fa calare una cappa drammatica sui personaggi delle sue canzoni.

Qui invece la canzone racconterà un finale diverso, ci saranno altre corse, altre battaglie, altri passi da fare e così è stato per me e così penso ancora sarà.

Attraverso le cose sepolte dal passato... hanno
trovato le loro tracce
Sempre muovendosi avanti e mai guardando
indietro
Ora non so come mi sento, non so come mi sento
stanotte.
come se fossi finito sotto la ruota, come se avessi
perso o acquistato la vista.

Non so ancora perché, non so perché ti ho
chiamato o se qualcosa di tutto questo abbia
ancora importanza dopo tutto
Ma le stelle stanno splendendo come un mistero
svelato
Continuerò il mio viaggio attraverso l'oscurità
con te nel mio cuore
Mio fratello di sangue

La prima versione di questo brano si chiudeva così, in modo dolce amaro, con la continua ricerca di senso a tutto quello attraverso il quale si è passati, con la speranza che questo mistero svelato rafforzi dentro di noi la presenza delle persone care.

Quante volte abbiamo guardato indietro, sperando di vedere quello che eravamo sicuri di aver vissuto, ma rendendoci conto di non aver vissuto affatto, per nulla?

Ma quella sera a New York, le cose andarono diversamente.

Mentre la musica sfuma, Bruce chiama vicino a sé tutti i musicisti, tutta La Banda, tranne Max, Roy e Danny, che reggono il suono.

Si danno la mano, si mettono in fila e inizia la nuova conclusione, di una storia che non si è ancora conclusa.

Ora sono solo su questa strada, solo su questa strada stanotte
chiudo gli occhi e sento così tanti amici intorno a me
nelle prime luci della sera

e le miglia che abbiamo fatto, le battaglie vinte e perse
sono così tante strade percorse, così tanti fiumi attraversati

e chiedo a Dio la forza e la fiducia reciproca
perché è una notte buona per una corsa, fino a questo fiume
e dall'altra parte
miei fratelli di sangue

Sono 20 anni che è successo tutto questo, le lacrime di Bruce ricacciate in gola a forza, quel "let's go" con cui chiama la ripresa della musica e quel modo di attaccarsi all'armonica per scacciare via quel magone, unito alla consapevolezza di aver creato un momento magico, di quelli che solo la Musica può creare.

20 anni dicevo, e da almeno 15 il video di quella canzone è disponibile; non c'è volta che io arrivi al let's go senza singhiozzare come un vitellino, non ce la faccio.

Non è solo la tua band preferita che sta facendo un brano emozionante, è qualcosa che ti scruta dentro, ti fa passare davanti agli occhi amori, amicizie, esperienze, delusioni, scazzi, lacrime e ti devasta l'anima.

Andiamo, let's go, dice, andiamo, e capisci che la strada continua, che ci sono ancora vincoli da rinforzare, telefonate da fare, legami da riallacciare, perchè quello che si è vissuto assieme a certi fratelli, conta ed è prezioso come il sangue che abbiamo fatto scorrere nelle nostre vene in tutti questi anni.

Ho da sempre dei segnali ben precisi che mi fanno capire quando ho bisogno che Bruce venga di nuovo a stazionare pesantemente nella mia vita e di solito si manifestano con momenti di commozione fortissima, in situazioni che non sono commoventi.

Una volta lo avevo capito piangendo a dirotto durante "The E Street Shuffle", oggi, riascoltando il concerto del 01\07\2000 mi è successo durante Light of Day, maratona rock di un quarto d'ora, durante la quale è impossibile stare fermi.

Ci vedremo ancora, dice Bruce ala fine di quel tour, per me in questi 20 anni non se ne è mai andato.



lunedì 15 giugno 2020

Noma - Il Manichino



Greta Dressino in arte Noma, talentuosa interprete di Finale Ligure, ha pubblicato pochi giorni fa il suo nuovo brano “Il Manichino”.

Noma, sostenuta da un team di autori e musicisti davvero valido, tra cui ricordiamo Gloria Bardi, Luca Felice e Massimo Trigona, sta portando avanti due progetti paralleli, che spero possano sfociare presto in un album, perché la qualità dei vari brani è sempre alta, lei dal vivo ha carisma e voce e soprattutto fascino.


Dopo Modì (dove la protagonista è l'amante di Modigliani, Jeanne Hébuterne) e le “porte scorrevoli” Noi torneremo presto (dedicato alle vittime del Ponte Morandi) e Parole di sabbia (per una donna persa nelle nebbie dell'alzheimer) sempre in quest'ultimo filone si va dunque a collocare “Il Manichino”, brano dall'andamento swing, scanzonato ma fino a un certo punto.



A parlare è proprio il fantoccio sistemato nella vetrina di un negozio di moda femminile, che racconta dal suo limitato orizzonte quello che le accade intorno.

A interagire, suo malgrado, con lei, uno spaccato di umanità non così immaginaria, l'uomo che si innamora di un involucro, bello, ma vuoto, la ragazza che sublima contro di lei le proprie paure e insicurezze, l'anziana che forse è talmente abituata a parlare da sola da apprezzare perfino una conversazione del genere.

Tutti accomunati da una certa mancanza di senso di realtà e soprattutto dalla solitudine, che percepiamo in ognuno dei loro atteggiamenti bizzarri.

Nella seconda parte del brano però, come sottolinea la musica che si fa più calda, con i bassi in evidenza, davanti alla vetrina succedono due cose opposte: un'aggressione ad una donna ed il passaggio di una ragazza indifferente al nostro manichino.

Se nel primo fatto, l'aggressore vede al di là del vetro specchiarsi l'omertà della società odierna, specialmente quando si parla di violenza sulle donne, guardando il manichino con complicità perché sa che gli garantirà il silenzio, la ragazzina che passa è forse simbolo di una generazione nuova, che non si ferma alle apparenze per quanto eleganti delle vetrine, ma guarda avanti “nella fretta della gioventù”.

Osservatrice suo malgrado, la bambola in vetrina rappresenta anch'essa uno spaccato di umanità, che ritiene che il mondo esista solo fino a quando sia visibile dal vetro.

Brano come detto prima dall'andamento scanzonato, che nasconde però uno spaccato di società profondo, attuale e soprattutto molto realistico.




giovedì 19 marzo 2020

PASSATEMPI PER STARE IN CASA



(POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO)

Oltre a Netflix, Sky, Prime Video, Spotify, se nonostante tutto avete voglia di altro, raccolgo qui le pagine fb e i gruppi che cercano di condividere contenuti o offerte speciali on line (sosteniamo gli artisti e i musicisti emergenti e le etichette indipendenti). GRADITI SUGGERIMENTI.













domenica 1 marzo 2020

I miei ascolti di febbraio 2020

Questi sono gli album che ho ascoltato a febbraio.



  • black crowes southern harmony and musical companion
  • Bonny Light Horseman Bonny Light Horseman
  • songhoy blues music in exile
  • songhoy blues meet me in the city
  • tinariwen amadjar
  • lu silver string band rock'n'roll is here to stay
  • grace cummings refuge cove
  • buffalo summer buffalo summer
  • black crowes shake your money maker
  • black lips Sing in a World That's Falling Apart
  • fabrizio de andrè creuza de mà
  • messer davil la sindrome di stoccolma
  • ivan graziani parla tu
  • lovesick duo la valigia di cartone
  • supersuckers play that rock and roll
  • timoria viaggio senza vento
  • pinegrove marigold
  • Bywater Call bywater call
  • robert jon & the wreck take me higher
  • cadillac three country fuzz
  • black sabbath black sabbath
  • wood brothers kingdom in my mind
  • cadillac three tennessee mojo
  • frank get false flag
  • popa chubby it's a mighty hard road
  • wilko johnson going back home
  • giuda e.v.a.
  • the third mind the third mind
  • ex-otago tanti saluti
  • fabrizio de andrè anime salve
  • fabrizio de andrè & pfm in concerto
  • dr feelgood private practice
  • us rails take you home
  • guns'n'roses appetite for destructon
  • tijuana horror club naked truth
  • black crowes amorica
  • counting crows recovering the satellites
  • wallflowers bringing down the horse
  • bocephus king the infinite & the autogrill vol.1
  • white buffalo darkest darks, lightest lights
  • cut annihilation road
  • black rainbows pandaemounium
  • black snake moan phantasmagoria
  • bruce springsteen and the seeger session band live in dublin
  • u2 live in dublin 26/12/89
  • rem automatic for the people
  • rem monster
  • mandolin' brothers 6
  • romito majorana
  • aa.vv. napoli sound system vol.3
  • violent femmes hotel last resort
  • bugo cristian bugatti
  • edoardo bennato live @rtsi
  • pierangelo bertoli eppure soffia
  • frazey ford u kin b the sun
  • johnny cash the very best of
  • dream syndacate these times
  • willie nile willie nile
  • van morrison moondance
  • pj harvey to bring you my love
  • albert cummings believe
  • the mezingers hello exile
  • bruce springsteen  born to run

lunedì 24 febbraio 2020

Fabrizio De Andrè e PFM, il concerto ritrovato e l'intervista a Lucio Fabbri



In occasione dell'ottantesimo compleanno di Fabrizio de Andrè, è uscito al cinema solo per 3 giorni (ma sembra che ci torni a marzo) un film con immagini assolutamente inedite della mitica tournée del 1979 con la PFM.

Per me, De Andrè è "nato" con quei concerti, ovvero, io lo scoprii grazie alle due cassette (copertina arancione e copertina verde) che testimoniavano quel tour e che per prime mi fecero ascoltare uno degli artisti che oggi amo di più in assoluto.

Le immagini del concerto sono per forza di cose molto approssimative, si vede bene De Andrè, si intuisce Mussida, Di Cioccio appare al momento delle presentazioni; però la qualità audio è ottima, specie se visto in un buon cinema e ti fa apprezzare ancora di più il lavoro che la PFM fece ai pezzi di De Andrè.

Imperdibili le interviste che introducono il filmato. Il trenino per Casella, memoria storica che riporta indietro con gli anni e che sembra immutabile, a differenza degli edifici diroccati dove parlano altri protagonisti. Appare chiara invece la volontà di dividere i "buoni" (con la signora Ghezzi) e i "cattivi" (Mussida da solo nel teatro dove provarono).

Quel tour fu una pietra miliare, l'incontro tra due mondi apparentemente inconciliabili come il rock e la canzone d'autore, un passaggio epocale che ricorda il Dylan che attacca la spina alla sua chitarra.

Molto interessante la parte socio-culturale del contesto, con le contestazioni, le tensioni e la ribellione di fine anni 70, con quella spinta all'autoriduzione e all'assurda idea che la musica dovesse essere gratuita, soprattutto dal vivo; un'idea terribilmente sbagliata, che si è trascinata fino ai giorni nostri.

Sono molto contento di aver visto il film con le mie figlie, che ovviamente hanno protestato quando glielo abbiamo proposto, ma che hanno ammesso tranquillamente di aver apprezzato, del resto Il Pescatore e Volta la carta erano tra i pezzi più gettonati in macchina quando erano più piccole.

Uscendo dal cinema quella sera, nella consapevolezza di aver assistito ad una pagina cardine della storia della musica italiana, ho iniziato a coltivare un sogno, quello di approfondire quel periodo con uno dei protagonisti: Lucio Fabbri, il violino di Zirichiltaggia, di Avventura a Durango (ecco Dylan) e ovviamente de Il Pescatore.

Ogni tanto succede, ogni tanto i sogni si avverano, quindi si, ho avuto la possibilità di parlare al telefono con Lucio, una chiacchierata piacevolissima, dove lui è stato molto disponibile, dimostrando che forse qualche minuto nel film si potevano dedicare anche al più giovane della compagnia, senza nulla togliere all'interessantissima testimonianza del tizio che staccò il manifesto del concerto sotto la pioggia, sia chiaro.

Ecco quindi la testimonianza audio dell'intervista, all'interno della 36° puntata del mio programma Championship Vinyl, in onda su BRG Radio.



Ascolta "Championship Vinyl 4.36" su Spreaker.

lunedì 10 febbraio 2020

TUTTO PRONTO PER SANREMO 2021



POST CHE VORREBBE ESSERE IRONICO
(ma che rischia di offendere qualcuno, nel caso, si sappia, che praticamente in ogni riga che segue c'è una parte di quello che ero, sono, sarò.)
(poi oh, fate come volete)

Abbiamo ricevuto in esclusiva assoluta le direttive che rivoluzioneranno il festival di sanremo a partire dal prossimo anno!
Si, con il 2021, la 71° edizione del festival di Sanremo cambierà radicalmente, a partire dai concorrenti.Non saranno più in gara i cantanti, che dopo 70 anni hanno rotto il cazzo, bensì il pubblico, esatto, completa inversione dei ruoli!

Ma passiamo alle categorie in gara, che come detto non riguarderanno più i cantanti, ma gli spettatori.

CATEGORIA PIPPO BAUDO: sono quelli che 15\20 anni fa hanno preso un caffè in autogrill con chi vince a Sanremo e allora si sono auto nominati talent scout e lasciano intendere che "tizia l'ho scoperta io" "tizio l'avevo capito subito che era un grandissimo"

CATEGORIA DURI E PURI: quelli che non guardano nemmeno un minuto del festival e per i 5 giorni della manifestazione camminano a petto in fuori indossando una maglietta di alberto radius e sbattendo in faccia al popolino i loro ascolti di altissima qualità

CATEGORIA IN MISSIONE DA MARTE: quelli che sbattono le ciglia come bambi e chiedono "ma chi è?" riferito a chiunque calchi quel palco. L'effetto mi ricorda molto quel mio compagno di scuola che per fare il figo che non studiava, una volta prima di una interrogazione si girò da me dicendo "oh ma chi lo ha scritto il Milione?" col risultato di essere interrogato su marco polo e prendere 8 (e svariati insulti da parte mia)

CATEGORIA GASTROENTERITE: quelli che guardano il festival con lo stesso spirito con cui controllano la carta igienica dopo aver cagato, per capire se è tutto a posto anche se l'idea gli fa schifo

CATEGORIA NANNI MORETTI. quelli che mi si nota di più se guardo il festival o se non lo guardo e scrivo dappertutto che non lo guardo?

CATEGORIA HO ACCOMPAGNATO UN'AMICA: ex appartenenti alla categoria Nanni Moretti, che sanno tutto delle 5 serate ma oh, ero a casa di amici e mica potevo fargli cambiare canale

CATEGORIA YES MAN: gli entusiasti, quelli che parlano di amadeus e fiorello meglio di amadeus e fiorello, di solito scrivono per giornali o siti locali e condividono la qualunque provando a far credere che "ciatelladelterzopiano.it abbia intervistato in esclusiva mondiale il cugino di cristiano malgioglio" e poi mettono una foto loro davanti ad una macchina coi vetri oscurati con didascalia "io e diletta <3 font="">

CATEGORIA EH SIGNORA MIA: quelli che indipendentemente dalla loro età, ne abbiano 40, 60 o 120, rimpiangono "i bei tempi di sanremo" senza che si capisca se stiano parlando di nilla pizzi, francesco salvi o povia

CATEGORIA SANTI PIÙ CHE SAN REMO: quelli che non hanno nemmeno un account social, guardano il festival se non hanno di meglio da fare e vivono serenamente facendosi i cazzi loro.

Le votazioni le faranno le artiste e gli artisti direttamente dal palco dell'Ariston, mentre nelle 5 serate fiorello e benigni faranno un monologo a testa. 

Presenta matteo renzi, vallette la regina elisabetta e alessia merz.

I risultati saranno annunciati a metà della terza puntata de l'amica geniale 5

venerdì 7 febbraio 2020

Il Cala in TV a Sanremo!



Detta così sa molto di fake news o quanto meno pecca di eccessiva enfasi, ma stringi stringi la notizia è vera!

Ieri pomeriggio per ben un'ora sono stato in diretta tv e streaming da Sanremo!

Partiamo con ordine: da qualche mese collaboro con il sito L'Isola che non c'era scrivendo qualche articolo su dischi italiani. La redazione del sito, nei giorni del Festival di Sanremo, si trasferisce nella sede storica del Club Tenco, per organizzare Sa(n)remo senza confini, 5 giorni di incontri, set acustici e showcase di musicisti italiani emergenti.

Ieri pomeriggio approfittando del fatto che vivo a 1 ora di treno, sono andato a salutare il direttore Francesco e le redattrici Giulia e Viviana, con la speranza di passare un paio d'ore di buona musica.

Non ho fatto nemmeno in tempo a salutare (per la prima volta dal vivo) la redazione, che mi è stato chiesto di gestire la diretta di una emittente calabrese (esse tv) che per un'ora avrebbe trasmesso le varie esibizioni. Mi sono quindi accordato col conduttore e alle 15 in punto IN ONDA!




Ho conosciuto Nino Buonocore, elegante e molto disponibile, che si è perfino prestato a parlare in diretta dal telefono della camerawoman con una sua fan calabrese; poi ho introdotto le interessanti esibizioni del Lovesick Duo e di Francesco Anselmo.








Esperienza divertente e che rifarei volentieri e che ha reso il pomeriggio ancora più memorabile; si perchè una volta chiusa la parentesi televisiva, mi sono goduto i concerti, ho conosciuto musicisti nuovi e apprezzato artisti che già conoscevo, come l'amico Andrea Amati insieme a Massimo Marches




Tornando in stazione mi sono accorto di come, nei giorni del Festival, a Sanremo si respiri musica dappertutto. Potrà sembrare strano, ma è stata la prima volta in cui andavo a Sanremo nei giorni del festival, nonostante la relativa vicinanza; molto ha fatto lo snobismo che ho tuttora nei confronti dello spettacolo dell'Ariston e dei suoi partecipanti, ma devo ammettere che al netto del carrozzone, in questi giorni ovunque ti giri senti, vedi e appunto respiri musica. Stazioni radio improvvisate, addirittura nei saloni da barbiere, dehor con gente che suona senza amplificazione e le strade piene di gente con la chitarra in spalla, alla ricerca di un buco, di 5 minuti, di qualche orecchio curioso.

Altro discorso merita il Club Tenco, vera istituzione della musica italiana, vero fiore all'occhiello della località rivierasca, dentro la cui sede non si può non rimanere affascinati dalla storia che trasuda perfino dalle pareti, dove troneggiano le foto di chi ha preso parte a ùl miglior festival italiano.

Tutto questo in un pomeriggio, nel quale ho giocato al bravo presentatore addirittura in tv e ho alimentato la mia grande passione per la musica e per la musica emergente.

Grazie quindi alla redazione de L'isola che non c'era per avermi voluto con loro!