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lunedì 9 luglio 2018

Magliette rosse eppur bisogna andar







Avrebbe dovuto essere una cosa semplice, facile, silenziosa.  Sarebbe bastato mettersi quella maglietta, senza proclami, editti o messaggi a reti unificate. Un gesto silenzioso, magari condiviso in rete, forse ripensandoci, nemmeno quello, anche se poi io l’ho messa, la foto su FB.

Un gesto di una pochezza irrilevante, che doveva servire prima di tutto a noi stessi, il fatto di mettersi davanti ad un armadio e dire “ma si, non cambierà nulla, però lo faccio, solo per il fatto che per un secondo, un secondo solo, in modo del tutto artificioso, però per un secondo proverò a mettermi nei panni degli altri, di quelli che la maglietta rossa la fanno indossare ai propri figli per renderli riconoscibili in mare”.

Ed una volta riflettuto su quello che significa quel gesto per chi lo fa sperando serva a salvare vite, beh, si poteva decidere di aderire o meno, ma per Dio, se non altro ci sarebbe venuta meno voglia di puntualizzare, specificare, sottolineare l’ovvio o, come diceva un mio amico anni fa, “segare la segatura”, sprecando fiato, parole ed il tempo necessario a certe discussioni, di sicuro maggiore di quello che sarebbe servito per decidere di prendere o meno quella benedetta maglietta rossa dall’armadio.

Lasciate perdere salvini e meloni, che esista o meno ancor oggi una idea di destra e sinistra, di certo esiste un noi ed un loro. Quei due sono loro, sono altro rispetto a me, la loro ironia beffarda, il loro sarcasmo malato, che rimestano nel torbido, che stuzzicano il punto g del razzismo insito in una fetta tragicamente ampia di noi italiani, sono altro, sono lontani, sono il marciapiede opposto, distante e parallelo.

Se la pensate come loro, questo post non vi serve a nulla, probabilmente nemmeno conoscermi.

Il problema è che quelli che sabato alla fine, a prescindere dal colore della maglietta con cui sono usciti, hanno comunque determinate idee su determinati argomenti, ancora una volta non sono riusciti a capire come l’unità di intenti, in periodi come questo, sia enormemente più importante dei distinguo, dei se e dei ma.

Invece c’erano quelli che dicevano di essere più rossi, quelli che eh io lo faccio tutto l’anno, quelli che ma se lo dice saviano o don ciotti o la boldrini allora no, quelli che devono per forza ribadire di essere “più” degli altri, anche se gli altri sembrano stare dalla loro parte. Opportunismo? Concordo sulla copertina ridicola di rolling stone italia, ma davvero la vogliamo mettere sullo stesso piano di chi per una volta magari voleva prendere una piccola posizione? davvero non pensiamo che sarebbe meglio andare da quelli che "lo fanno solo quando gli viene comodo" e provare a convincerli a farlo più spesso? davvero questo è meno importante del dire tronfi "io la maglietta rossa ce l'ho sempre?". ce l'hai sempre? BRAVO! Ma vienimi a spiegare perchè dovrei avercela sempre o spesso anche io, non guardarmi dall'alto in basso manco parlassimo di musica "hai visto solo 3 concerti in questo tour? pff io 30".

A quelli più o meno apertamente di sinistra serve ancora, come sempre, uno che je dica “io non sò comunista così, io sò comunista cosìììììì!”, un mario brega pronto all’uso, per ribadire ancora che ok, tu la pensi come me ma io sono meglio, perché comunque sia uno come d’alema ce lo siamo meritati e sotto sotto la sua megalomania di dichiararsi “il Migliore” ci piace e gliela invidiamo.

Questa orrenda puzza sotto il naso che la presunta sinistra si trascina dietro da, approssimativamente, i funerali di Berlinguer è esattamente quella che fa parlare i salvini e le meloni di rolex, attici e radical chic, perchè questa è l'idea che arriva, a gente che, non dimentichiamolo, come riferimenti culturali ha fedez e j-ax.

Bastava aprire l’armadio, pensarci 15 secondi e prendere una decisione, non sarebbero cessate le morti in mare, non si sarebbe risolto il problema dell’accoglienza, salvini avrebbe continuato a portare avanti i suoi programmi disumani (perché qui non si parla di fascismo e simili, si parla di umanità), sia che dal nostro armadio fosse spuntata una maglietta rossa o no.

Era un gesto, simbolico, retorico, inutile, ma un piccolo gesto, che ci chiedeva però di pensare solo per 1 secondo “se capitasse a me? Ai miei figli?, se fossi costretto ad azioni apparentemente banali ma dalle quali potrebbero dipendere le loro vite?”. Pensarci sarebbe già stato un successo, più della scelta del look.


Invece si è preferito giocare a chi ha la maglietta più rossa dell’altro, perché alla fine, il d’alema che è in ognuno di noi, è più importante dei morti in mare.

giovedì 1 marzo 2018

Elezioni, confusione e scelte






Quando avevo 19\20 anni, con gli scout facemmo un lavoro sulla nostra appartenenza all’Agesci e parlammo, tra le altre cose, anche della scelta Politica.

Mi ricordo che per riassumere le nostre riflessioni, sul documento che redigemmo a fine lavoro, utilizzammo una citazione di Paolo VI: La politica è la più alta forma di Carità, dove per carità si intendeva la virtù teologale di approcciarsi al nostro prossimo riconoscendolo figlio di Dio, piuttosto che la misericordia formale e spesso “pelosa” a cui quel termine è spesso associato.

Erano i primi anni 90 ed io iniziavo ad orientarmi non tanto nella scelta partitica, ma in quel delirio che furono i miei 20 anni, tra la maturità passata col minimo e l’inizio del cammino che mi ha fatto diventare assistente sociale, con l’intermezzo di un anno (ed una barcata di soldi dei miei) sprecati a Siena fingendomi portato a diventare grande economista.

Da allora, quindi, identifico la mia scelta Politica in senso scout e cristiano, con il mio percorso universitario e lavorativo.

Da allora, quindi, penso che la mia scelta Politica sia nata in quegli anni e si sia esplicata ed espletata principalmente nel mio percorso universitario prima e soprattutto lavorativo, fino a tutt’oggi.

L’aspetto partitico di tale scelta mi ha sempre interessato poco e principalmente non ho mai trovato nei partiti una risposta completa a quelle che erano le mie idee e le mie istanze in senso politico ed ovviamente sociale.

Avevo da subito inquadrato come fuorviante ed ipocrita tutto il carrozzone della democrazia cristiana e derivati vari; l’uso dell’aggettivo cristiana, che per uno scout era un riferimento ben chiaro, invece di avvicinarmi al partito me ne teneva sempre abbastanza lontano, per la palese mancanza di riscontro tra le parole (e la Parola) e i fatti.

Nel 92, oltre allo smascheramento dell’ipocrisia DC, fu anche il momento del crollo rovinoso di tutta una struttura di potere politico trasversale e ben incancrenito nella nostra società.

Questo fece crescere in me da un lato la confusione, dall’altro la convinzione che la vera scelta Politica di cui parlava il vecchio Papa dovevo metterla in pratica ovunque, ma ben distante dal parlamento, da Palazzo Chigi, dalle sedi dei partiti (da Piazza del Gesù a Botteghe Oscure).

Oltre 25 anni dopo, mi guardo indietro e vedo che con difficoltà, incoerenze, errori e strappi, la mia scelta Politica è comunque ancora ben chiara e nitida

Una scelta di Carità che ho cercato di attuare nei posti dove ho lavorato, nelle esperienze di servizio, di fronte alle persone che mi si paravano davanti in cerca di un aiuto.

L’ho fatta bene? Non sempre
Posso farla meglio? Sicuramente

Ma se da questo punto di vista capisco quale sia la direzione da tenere, con tutti i miei limiti, dall'altro mi sono sempre più allontanato dall'idea di politica partitica, dalle tessere, dalle adesioni incondizionate.

La fede cieca nei vostri leaders o in chiunque altro vi farà uccidere, diceva Springsteen nel 1985.

Quindi le mie idee politiche, applicate ai vari partiti, hanno sempre trovato diversi punti di contatto ed altrettanti di distanza incolmabile dagli schieramenti.

Ho ben chiaro però alcuni punti fermi, sui quali non transigo.

Mentre iniziavo a capire che la scelta della scuola per assistenti sociali era giusta per me, mentre determinati principi alla base del mio lavoro si sposavano con la mia fede e con le mie idee di tardo-adolescente in (lenta) crescita, intorno al 1994 venne fuori berlusconi.

E fu automatico, immediato e definitivo, identificare lui e la sua banda come l’esatto opposto delle mie, seppur acerbe, idee politiche, civiche e sociali.

In contemporanea emergeva la nuova idea politica (nuova?) della lega nord che non a caso si sposò perfettamente con forza italia, nonostante la palese contraddizione tra chi spaccava il paese tra bravi e cattivi e chi invece si nascondeva dietro slogan da stadio.

Dovessi scegliere, tra bossi e berlusconi, non so chi dei due abbia più spesso identificato come il perfetto opposto delle mie convinzioni; alleandosi, mi risolsero il problema.

La sinistra, ah, la sinistra, casa accogliente dove trovare idee condivisibili, valori condivisibili e, che non guasta mai, perfino buona musica.

È evidente che da quella parte trovai molti più punti di contatto, avendo ben chiaro come “la minaccia comunista” era uno spaventapasseri nemmeno ben fatto di chi voleva nascondercisi dietro per continuare a fare i comodi suoi.

Avendo ben chiaro tuttavia come il comunismo, come idea, ideologia e regime, avesse sempre negato alcuni dei miei punti cardinali quali la libertà di espressione e l’autodeterminazione del singolo.

Ma soprattutto, a 20\22 anni, mi fu chiaro che, da italiano, un valore assolutamente irrinunciabile doveva essere l’antifascismo.

Un valore da esprimere nei fatti quotidiani, nella negazione di qualunque idea segregante, nel rifiuto del razzismo e dell’egemonia del mercato sulla comunità e sui rapporti interpersonali.

Un valore di cui mi sento permeato, soprattutto da quando ho iniziato a capire come, in Italia, non solo il fascismo non è morto da 50 anni come dice che vuole sottovalutare il problema, ma non se ne è mai andato.

È rimasto, strisciante, viscido e subdolo, dentro i partiti della prima repubblica, in primis la dc, la quale agitando lo spettro dell’invasione russa ha tenuto i figli deviati del ventennio sotto la sua ala bianca e protettrice.

È rimasto, in primo luogo, come mentalità, come rimpianto, come opzione mai del tutto condannata.

Fino a quando, grazie tra gli altri anche all’esimio critico d’arte sgarbi, berlusconi lo sdoganò, utilizzando il figliastro di almirante come cavallo di troia dentro il quale nascondere tutti i nostalgici che non aspettavano altro.

E la situazione di oggi, dove il rigurgito è sotto gli occhi di chiunque sappia e voglia vedere davvero, non è frutto degli ultimi anni di disamore collettivo verso la politica, ma di un lavoro scientifico e studiato che dura almeno dagli anni 50.

Questo, tra le altre cose è uno dei primi motivi per cui mi sono allontanato da grillo; resta ben impresso nella mia mente il momento in cui a precisa domanda di un fascista di casapound, grillo definì l’antifascismo qualcosa che non competeva al m5s.

E se non ti compete un valore per me fondante di una società che voglia definirsi civile, per me conti zero.

E il centro sinistra? Ah che bella definizione, perfetta per noi cattocomunisti, gente come me che per i comunisti è sempre stata un culo da prete mentre per i cattolici è sempre stata comunista e senza dio.

Centro e sinistra, perfetto, la botte piena e la moglie ubriaca, due belle scarpe per lo stesso piede ed un elenco di fallimenti che parte da occhetto e d’alema ed arriva a renzi, passando per er cicoria rutelli e soprattutto bersani, colui che con berlusconi annientato da sentenze di ogni tipo, riuscì ad impostare la campagna elettorale con un profilo così basso da permettergli una rimonta che era valutata meno probabile della salvezza del benevento quest’anno.

Il PD, emblema di questo fantomatico centro sinistra, un partito nato morto, quando, appena dopo la vittoria risicata di prodi nel 2006 venne creato in fretta e furia, dando lo spunto perfetto al non a caso ex dc mastella per preparare il grande salto e definirlo già da subito come opzione per me non praticabile.

Il PD che diverse cose ha fatto, specialmente dal punto di vista sociale, a me caro.

Il PD di minniti, il politico più inquietante degli ultimi anni, quello che tende tutti i muscoli del collo dopo l’ennesima strage di mafia per dire che la risposta dello stato sarà DURISSIMA, DU RIS SI MA, (quando però ci sarà non è dato di sapere), minniti che scende a patti con la libia, minniti che difende i cortei di un partito anticostituzionale.

Perché ora che abbiamo detto tutti la nostra filippica contro la cattiva maestra che sclera davanti ai poliziotti in tenuta anti sommossa, magari ci pensiamo un secondo che quello è successo durante una sfilata di un movimento che cerca palesemente di ricostruire il partito fascista (la conquista di una parte della “libbbia” capite? Le corporazioni!) e che nonostante sia altrettanto palesemente anticostituzionale, viene protetto dai cordoni di polizia e non viene fatto sciogliere, come prevede la legge, perché lo stesso minniti dice che tanto farebbero ricorso al tar?

Che poi, renzi, davvero vorresti licenziarla per aver detto quelle cose, quando magari a dirigere le cariche proprio di quei giorni ci sono persone che dopo i fatti di bolzaneto  e della diaz non sono stati licenziati, ma addirittura promossi?

Il PD, ok.

Alla fine, il punto cruciale per me relativamente alle elezioni, resta il discorso migranti.

Alt, so bene che in italia ci sono problemi strutturali di una gravità inaudita e non sto dicendo che il discorso migranti sia più grave, ma del resto chi dice che ci sono problemi “ben più gravi” dei migranti di solito parla di "invasione" dei migranti stessi quindi boh, chiaritevi.

Il punto nodale è che di fronte ad una problematica come quella, come la disoccupazione, come la favoletta degli esodati, che ritengo un episodio (tra l’altro sparito dall’agenda politica di chiunque) di una gravità clamorosa, mi piacerebbe trovare nei politici e nel loro elettorato l’umanità.

Quella che dovrebbe vomitare davanti alle frontiere chiuse, ai poliziotti che manganellano genitori con i bambini in braccio, a sindaci che fanno chiudere l’acqua sotto i ponti per impedirgli di dissetarsi o ad altri che fanno ordinanze fotocopia delle leggi razziali per mandar via “i negri” che son tutti malati.

L’umanità, la Carità, santo Dio, la Carità. La forma più alta della Carità.
E non la trovo, mai.

La cerco, come cerco quelli che sono i pilastri della mia idea e della mia scelta Politica, la solidarietà, la condivisione, il senso di comunità, quel "comunismo contadino" che non pretende eterna fedeltà al partito, ma divide e condivide tra tutti, che non esilia al freddo i dissidenti, ma dove tutti hanno sempre un pezzo di pane ed un piatto di pasta, quell'idea che se qualcosa di mio può servire ad altri e per me non è indispensabile, posso rinunciarci serenamente.
Quell'idea che nessuno vince, se non vincono tutti.

Altro che "eh le coop rosse" o cose simili, perchè trovo gente che pensa davvero che "i negri" ci rubino il lavoro come facevano i terroni 30 anni fa, ci rubino le donne, ci vogliano invadere.

Trovo gente che giura sul vangelo dopo aver dato il via a riti celtici e dopo aver parlato di deportazioni.

Trovo gente che da 30 anni ha subdolamente creato una controcultura fatta di apparenza, superficialità e finto benessere.

Trovo gente che parla dei migranti come nemici dello sviluppo turistico.

Trovo ministri che fanno accordi con chi gestisce dei campi di concentramento e prova a scaricare le colpe sulle ONG

La Carità, Signore, dove è finita?

Ed in tutto questo, spuntano poi fuori le anime belle secondo le quali l’astensionismo è una colpa grave, perché votare è un dovere e bla bla bla.

La scelta Politica è un dovere, il voto, se tale scelta fosse consapevole e meditata, ne sarebbe una ovvia conseguenza, così come altrettanto ovvia sarebbe la qualità ben diversa e ben migliore dei candidati.

Perché se tu mi chiedi di scegliere tra mangiarmi una merda e prendermi un calcio nelle palle, non puoi lamentarti che io non scelga nessuna delle due possibilità e non puoi dirmi che è colpa mia se le alternative sono quelle.

Certo, i candidati sono uno specchio perfetto di questa nostra società, lo dicono tutti, bene.

Perché manca la scelta Politica, ma mica solo quella di chi si ispira a Papi o cardinali eh? Di chiunque, qualunque siano il percorso e i riferimenti utilizzati, purchè, appunto consapevole e meditata.

Non è importante che io dica se e per chi voto, né importante né giusto, non è questo lo scopo della mia riflessione.

Certo, ci sarebbe piaciuto approfittare della vacanza scolastica e fare un weekend a bologna, per il quale avevo già coniato uno slogan bellissimo “Più tortellini, meno Casini”, ma non ci siamo riusciti, pazienza.

Però domenica non è “il giorno in cui possiamo decidere”, no, perché la scelta Politica ci rende in grado, goccia dopo goccia, gutta cavat lapidem come dice il mio amico runner, di poter decidere tutti i giorni, anche senza la matita elettorale in mano.

E non è nemmeno vero che se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare, piantiamola.

Iniziamo a fare scelte consapevoli e a non farci trascinare dalle emozioni e dalle grida, allora anche la nostra matita elettorale conterà qualcosa.

lunedì 3 agosto 2015

Sangue, cenere e memoria - Il palco dei Gang come ultimo avamposto credibile della sinistra italiana.



È sempre un piacere essere sotto il palco della Gang, a maggior ragione dopo un'attesa di un paio di anni e soprattutto dopo l'uscita del meraviglioso Sangue e Cenere, disco che ne segna il ritorno in studio dopo 15 anni.
In poco meno di una settimana ho avuto il piacere di vederli due volte.
Così come su disco, nella dimensione live i pezzi nuovi dimostrano subito di poter competere ad armi pari con i classici dei fratelli Severini, che presentano una banda molto rinnovata e che ha nel violinista Jacopo Ciani un'arma in più, capace di sostituire degnamente i fiati presenti in forze nell'album.
Un concerto dei Gang è comunque sempre un'esperienza da vivere, perchè non è solo un concerto rock, ma una lezione di almeno un paio d'ore sulla storia del nostro paese, sulle sue contraddizioni, sulla memoria che ormai pochi testimoni tra cui i Severini tramandano alle generazioni future.
Proprio su questo insiste molto Marino durante i concerti, sulla necessità di mantenere viva la memoria di chi siamo stati, non solo nell'epico periodo della Resistenza, ma anche prima e soprattutto dopo, durante il periodo in cui esisteva ancora la classe operaia.
Memoria e dignità dunque, in contesti sempre affascinanti, come la piazza del piccolo centro di Roddino, nelle Langhe, in un appuntamento ormai consolidato oppure tra le bandiere rosse della festa di Liberazione di Savona, dove nonostante diversi problemi tecnici causati dal vento, Marino ha portato un contributo non solo musicale ma di contenuto al dibattito che anima la sinistra, soprattutto ligure.
I pezzi nuovi si amalgamano quindi benissimo coi classici, ho ascoltato con identico piacere la sempre toccante La pianura dei sette fratelli insieme all'anthemica e dal forte gusto irish-punk Alle barricate la struggente Non finisce qui e i due pezzi con cui Marino sottolinea l'importanza della tradizione cristiana nella nostra cultura ossia Marenostro e Più forte della morte è l'amore.



foto di Davide Piazza

Non mancano certo gli altri classici del gruppo da Comandante a Paz, da Kowalsky (a Roddino suonata insieme a Paolo Bonfanti) a Socialdemocrazia.
I discorsi di Marino ad introduzione dei vari brani sono parte integrante dello show, perchè in un periodo come questo, la sua è una delle voci di sinistra più autorevoli che si possa ascoltare; chiaro, diretto, tagliente, il cantante dei Gang rappresenta alla perfezione quell'ideale di comunismo puro, nato dall'ideale di condivisione e dall'obbligo morale di non lasciare nessuno da solo, al punto che ascoltandolo sfugge come tali idee possano essere ormai così distanti nell'immaginario collettivo.
La serietà con cui Marino si pone davanti al suo pubblico, se ne servisse ancora prova, sta anche nell'onesto invito ad andare a riscoprire ed a rispettare i valori cristiani, che spesso hanno rappresentato una spinta al cambiamento più forte di quelle laiche ed atee, a cui lui si sente più vicino.
Una crisi di valori che a sinistra sembra non avere sbocchi positivi e che nei testi disillusi dei Gang dovrebbe invece lasciare il posto ad una rinascita quantomeno morale. Il figlio dell'uomo ucciso dal lavoro in una fabbrica di Non finisce qui, opportunamente affiancata in scaletta dalla Factory italiana (Sesto San Giovanni), è in realtà il figlio di una nazione ormai allo sbando, che cerca invano degli orizzonti, ma che non può fare altro che guardarsi indietro e provare a tenere duro.
Emblematico di questa situazione di morte ormai (più che) apparente è il partigiano de L'Ottavo Km, Wilfredo Caimmi, che venne arrestato per non aver consegnato le armi usate durante la guerra di liberazione ed averle custodite per 40 anni; alla domanda sul perchè non le avesse restituite, diede una risposta dentro la quale troviamo la storia della repubblica italiana post(?)fascista: a chi e quando?
L'aspetto forse migliore di un concerto dei Gang è la quantità di spunti per letture ed approfondimenti che le diverse canzoni ti lasciano dentro; la missione dei fratelli Severini è ormai quella dei cantastorie, girare l'Italia sperando che qualcuno raccolga i loro semi e li porti a frutto, in questo paese ormai arido.
Ormai in pochi posti si respira un'aria di dignità e lotta forte e decisa come sotto il palco dei Gang, fa bene davvero a tutti andarci almeno una volta ogni tanto.



lunedì 8 giugno 2015

La verde primavera (brum brum)



Ho fatto un sogno stanotte, bellissimo.
In seguito alle recenti elezioni, brum brum, finalmente l'italia era liberata dagli stranieri, dagli extracomunitari, dai clandestini, dai rom, dai negri insomma dai.

Era bellissimo, camminavi per le strade e sentivi parlare solo italiano, uè figa, boia faust, limurtè, chittemuort', ostrega, minchia, belìn, bellissimo.
Ed in sottofondo un rumore dolcissimo: brum brum

Era sparita la corruzione, gli appalti erano tutti assegnati in modo trasparente, la mafia, la camorra, la n'drangheta, tipiche associazioni a delinquere straniere, erano debellate, la kyenge non era più in parlamento ed il parlamento era occupato solo da italiani, onesti, volenterosi, patriottici, incorruttibili, parlamentari italiani
brum brum 

poi ad un certo punto per le strade sono scesi in piazza gli anziani, finalmente al sicuro, basta scippi, violenze, rapine, la pensione era in salvo.
Li vedevi, senza nessuno che li aiutasse, camminare malfermi sul bastone, cadere col girello, inciamparsi sul catetere, ma liberi, senza badanti ucraine, col culo sporco, pisciati, col fornello acceso e la pentola bruciata, ma liberi, al sicuro dai pericoli stranieri.
brum brum

Mi sono poi addentrato nelle campagne liguri.
Tutti i campi liberi, finalmente, liberi dai lavoratori stranieri che portano via il lavoro ai lavoratori italiani.
Liberi e vuoti, ma i lavoratori italiani?
Liberi, incolti, con i pomodori marci, le piantine aromatiche secche, il basilico rovinato.
Liberi, con la margherite nere, gli asparagi violetti neri, i carciofi neri.
Liberi da sti cazzo di negri che occupavano i campi e le piantagioni manco fossimo in georgia, per 5 euro all'ora.
liberi.
Brum Brum

poi in un quartiere residenziale, dove il benessere e la serenità erano finalmente a totale disposizione dei nostri connazionali.
brum brum
cantieri, case in costruzione, muri a secco
tutti lavori finalmente liberati dagli stranieri, liberi.
brum brum
ruspe brum brum ferme, infissi flagellati dal maltempo, cantieri pieni di pozzanghere, materiale edile inutilizzato ed usurato.
Ma libero, tutto libero, per noi italiani.
A fine giornata sono poi andato a mangiarmi una sana pizza italiana
basta kebab
basta sushi
basta riso alla cantonese, svizzeri di merda
Pizza!!!!!!!!!
Italiana!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E nella cucina del ristorante montagne di piatti italiani liberi.
Sporchi, pieni di avanzi
Ma liberi da quei lavapiatti stranieri
Liberi e sporchi
Un paese libero.
brum brum
libero, svuotato, abbandonato, in disarmo

Ma mentre camminavo ho intravisto un negro
NO!!!!!!!!!!!
Non è ancora finita!!!!
E il negro si è avvicinato
Aveva dei volantini in mano!!
NO!!!!!
Volantini agli italiani!!!!!!
Erano della campagna elettorale del 1994
E dicevano: via i meridionali dal nord.
Brum Brum

mercoledì 30 aprile 2014

Giù le mani dallo Yepp Albenga



A margine dello stucchevolissimo dibattito sulla presunta strumentalizzazione dell'incontro tra i candidati sindaci di Albenga organizzato dallo Yepp, visto che non l'ho letto da nessuna parte e sebbene sia consapevole che nemmeno sta cosa sarà letta da chissà chi, ho voglia di esprimere una valutazione e soprattutto una puntualizzazione.
Lo YEPP ad Albenga, come in altri posti, è una realtà bellissima, una risorsa eccezionale per i ragazzi ed una "macchina da guerra" che riesce a muovere fondi in maniera importante e soprattutto utile ed intelligente.
Da "ex ragazzo" ho conosciuto alcune delle iniziative dello Yepp a Loano, con il quale collaboro per lavoro e sono rimasto sinceramente ammirato dalla bontà di tali attività.
Trovo che l'idea del dibattito-incontro di Albenga sia una splendida idea, che spero faccia proseliti ed imitatori ovunque, perchè mettere davanti a dei ragazzi chi vuole amministrare una città è un modo davvero furbo di capire le loro reali intenzioni.
Bene.
Detto questo, preso atto delle accuse del M5S di Albenga che accusa Rosalia Guarnieri di aver strumentalizzato tale incontro, e mentre la accusa scrive un panegirico assolutamente strumentalizzante e finalizzato a far intendere che SOLO il M5S saprebbe valorizzare certe esperienze, e lette le risposte della signora Guarnieri che ricorda con orgoglio che sotto la sua amministrazione lo Yepp Albenga ha lavorato trovando spazi ed attenzione, credo sia corretto, anzi doveroso, nel mio piccolo, aggiungere una cosa.
Ad Albenga lo Yepp esiste grazie ad una persona.
Non ad un partito (il PD)
Non ad un presunto movimento popolare
Non a giunte venute successivamente.
Lo Yepp Albenga esiste grazie unicamente all'impegno ed alla "visione" di Alfonso Salata, assessore ai servizi sociali ed alle politiche giovanili con la Giunta Tabbò, che combattè per far arrivare ad Albenga questa realtà internazionale chiamata Yepp.
Combattè, si, ma contro chi?
Proprio contro chi oggi snocciola i risultati dello Yepp quasi prendendosene meriti: la giunta Guarnieri.
Perchè quando erano all'opposizione, i presunti amici dello Yepp si scagliarono contro l'idea di dare allo Yepp la gestione degli spazi dentro l'ex cinema astor, sepolcro imbiancato da anni abbandonato appena all'inizio del viale che porta al mare (leggasi: posizione strategica).
Accuse di voler portare ad Albenga un "centro sociale" come il Leoncavallo ed amenità simili, che fecero rapidamente il giro della città, nel SOLITO silenzio assordante della allora maggioranza, che come in tutto il mandato, lasciò l'assessore Salata da solo a combattere contro opposizioni, anti black bloc ed "unti" dal Signore (e dal Vescovo).

Quindi, concludendo, ben vengano gli incontri dei giovani con i candidati sindaci, ben venga lo Yepp.

Ma le storie vanno raccontate per intero, senza dimenticarsi l'inizio.

mercoledì 16 aprile 2014

#vinciamonoi



Che uno ci prova eh, davvero, perché mica sempre si cerca la rissa, no, ogni tanto uno ci prova seriamente.
Che tu sei lì (un TU generico, non un IO perché a me è passata la voglia) che magari apprezzi anche certi aspetti del loro modo di fare politica, perché certe cose sono oggettivamente da apprezzare, senza isterismi ma nemmeno senza paraocchi, e quindi magari parti da quel presupposto, che ne so che la restituzione del grano sia un gran bell'esempio, che la trasparenza sia un gran bell'esempio, che essere presenti sia un bello schiaffo morale a tutti i vari tromboni assenteisti.
Ma poi, loro non ce la fanno.
E se magari tu fai notare che su certe cose sono ingenui, che la votazione online sia un po' campata per aria, ma ehi, cose del genere, che forse casaleggio non è il massimo della chiarezza e della simpatia, che forse un minimo di dialogo con altre forze politiche sarebbe utile, ecco che succede.
Scatta l'allarme.
E secondo me quando uno di questi decide che deve scattare l'allarme, schiaccia un tastino, chessò, magari il microchip sottocutaneo e suona la sirena (quella d'allarme non quella del cartone della disney)
Ed io me li immagino, tutti riuniti in una sede tipo 118 o vigili del fuoco che suona l'allarme e driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin e tutti giù dal tubo come nei film, che si vestono di corsa, che mentre scivolano dal tubo ripetono a memoria le regole base "renzie, psiconano, pdmenoelle, renzie, psiconano, pdmenoelle, renzie, psiconano, pdmenoelle" e parte la battaglia, perchè ci controllano eh, che in confronto la Stasi e la Gestapo erano due onlus sfigate.
Attaccano i loro computer, con le loro connessioni superveloci ma non inquinanti e che non producono scie chimiche e raggiungono il Cittadino in difficoltà
E tu magari dici, dai ci si può parlare con loro, mica sono così invasati.
Ma lui attacca: e beh allora vota pure sempre gli stessi
e tu: no no guarda, hai ragione in pieno il pd bah, renzi mah, poi silvio uuuuhhh non me ne parlare, avete ragionissima eh, però...
eh però cosa? Allora sei del pd? Allora d'alema, prodi? (zio cane prodi, quando uno non sa che cazzo dire la butta su prodi cazzo, sembra sentir parlare di calcio i romanisti, che quando stanno all'angolo tirano fuori ergò de turone)
no, no sticazzi, dai, a me il pd sta sul cazzo da quando è nato, che 3 mesi dopo mastellone ha fatto il salto della quaglia ed è caduto il governo, avete ragione a volerli mandare tutti a casa, però secondo me..
secondo te cosa? Cosa? Cosa??? è inutile parlare con te, hai il paraocchi (io eh)
no guarda davvero, a me hanno rotto il cazzo tutti sti qui eh, sono convinto anche io che si debba mandarli tutti a casa, solo che insomma, voi non avete esperienza, mi sembrate un po' giovani allo sbaraglio, vito crimi sai
ed ecco che arriva l'aiuto, che nel frattempo sono tutti scesi dal tubo della centrale e sono pronti a partire "renzie, psiconano, pdmenoelle, renzie, psiconano, pdmenoelle, renzie, psiconano, pdmenoelle", e la buttano in sarcasmo: ah certo sarà colpa di beppe, ah certo casaleggio è un satanista, oppure fanno le vittime che fanno tutto loro ma nessuno glielo riconosce, che sarebbe pure una tattica interessante se non l'avessero fatta per 30 anni i radicali: siamo noi quelli che, seguiteci abbiamo fatto questo, grazie a noi è stato raggiunto questo risultato.
E tu mantieni la calma e dici che si, riconosci a loro tutti sti meriti, per l'amor del cielo siete l'unica novità rilevante dopo anni, però non si capisce bene dove andate a parare su certi temi
E lì interviene uno che NON TI CONOSCE ma nemmeno che dici abbiamo qualche amico in comune, magari conosce tuo marito, magari è amico di tua moglie, no, uno che abita salcazzo dove e fa salcazzo cosa che dal nulla ti dice "sei suo complice, si si, tu sei socio del caimano, TU SEI COME SILVIO" (casomai percepiste del livore in questo passaggio, si ammetto che mi è successo davvero questo specifico scambio di convenevoli)
E tu che ci hai provato, davvero, ma sul serio, tu a quel punto perdi un filo la pazienza, perchè va bene che per anni ti hanno dato del comunista per non votavi silvio, va bene che per anni ti hanno dato del coglione perchè non votavi silvio, va bene che piuttosto di non votare silvio hai pure finto che rutelli fosse in gamba, ma PORCADIQUELLATROIALURIDAIMPESTATA ma come SEI COME SILVIO??? ma dopo 20 stracazzo di anni ti devi sentire dire una cosa del genere???
però ci provi ancora una volta, ma che sia l'ultima
no aspetta, tu non mi conosci, ti assicuro che sei fuori strada, tutto fuorché berlusconiano davvero (e qui, per sottolineare che ok la politica e l'amor di partito, però l'amicizia viene prima di tutto, chiedi conforto al tuo interlocutore, magari amico vero, o che almeno un po' ti conosce) è vero michel? (nome a caso per ragioni di privacy, perché nei miei pomeriggi solitari da bambino il mio amico immaginario aveva le fattezze e l'eleganza di platinì, cazzo volete?)
e lui, glaciale: mi hai deluso molto, non ti credevo così ottuso
e per un attimo tu speri che lo stia dicendo ALL'ALTRO, non a te, al fottutissimo Cittadinopentastellatodistocazzo, a quello che è intervenuto che manco de rossi su chiellini senza nemmeno chiederti come cazzo ti chiami, a quello che pronti via ha deciso che tu eri berlusconiano, tu, anni di tessere arci, libri impegnati, gino strada, don gallo, perfino ogni tanto la repubblica anche se grazie a dio hai smesso, tu sei berlusconiano.
Ed allora capisci che in quel momento lì la barriera virtuale è un grande ostacolo, perchè vorresti essere ad un tavolino del bar, con loro due, a sorseggiare medie chiare e a parlare vìs a vìs, guardandoci negli occhi, così tutto questo si potrebbe risolvere alzandoti ed abbracciandoli.
Ed immediatamente dopo, facendoti esplodere.

venerdì 2 agosto 2013

La poesia dell'affidamento ai servizi sociali.



Carissimo assessore, che richiedi con vigore
che venga a te assegnato, chi era l'unto ed ora solo un condannato

io te lo auguro, di vero cuore, che la cassazione ti faccia sto onore
e mi permetto con modi educati, di darti consigli, perchè alcuni van dati

tu che governi su tutta la piana, per 10 giorni alla settimana
portalo in giro nelle coltivazioni, tra i pomodori ed i carciofoni

fagli vedere quelle persone, che il suo alleato con il forcone
considera scarti o non più di tanto, che del razzismo mena gran vanto

fagli conoscere le loro storie, fa che lui ascolti le loro memorie
ci sono vite che van raccontate, non tutto a sto mondo è un film a puntate

ricordagli quando era all'opposizione e fu travolto dalla commozione
nel veder sbarcare sulle coste pugliesi, tanti immigrati tutti albanesi

fagli vedere le case in cui stanno, fa che magari percepisca che danno
han fatto 3 reti, la pubblicità, nel mistificare la verità

fa che capisca che sti poveri illusi, da un gioco a premi son stati delusi
fagli mangiare le loro pietanze, fallo dormire con 7 in due stanze

poi dagli licenza, fallo svagare, in un giro sull'aurelia lo puoi accompagnare
per rendersi conto che la mercificazione, del corpo umano in ogni occasione
è sempre reato anche se non penale, lui del partito dell'amore carnale

e quando alla fine sarà congedato, puoi starne certo che avrà imparato
che la colpa di tutto non sono i clandestini, ma forse è lui, con bossi e con fini

lunedì 15 luglio 2013

Grandissimo Sallusti



Dunque in Italia si può dire, e riderci sopra, che un politico è un caimano, una pitonessa, un piccione, non - come ha detto ieri Calderoli riferito al ministro Kyenge - un orango. In effetti siamo di fronte a un caso di razzismo, ma non nei confronti di un uomo (o donna), bensì del genere animale. Povero orango, che cosa avrà di diverso dal caimano o dal pitone da suscitare una rivolta del mondo politico tale da diventare un caso istituzionale? 
(Alessandro Sallusti)


Animali con la A

Elenco di tutti gli animali con la A





AGUGLIA
AIRONE BIANCO
ALBATRO URLATORE
ALCE
ALLIGATORE
ALLOCCO
ALLODOLA
ALPACA
ANACONDA
ANATRA MANDARINA
ANGUILLA
APE
AQUILA REALE
ARA ROSSA E GIALLA
ARAGOSTA
ARGONAUTA
ARMADILLO
ARVICOLA
ASINO
ASTICE
ASTORE
ATTINIA
AVOCETTA
AVVOLTOIO

Animali con la B

Elenco di tutti gli animali con la B


BABBUINO
BALENOTTERA AZZURRA
BALLERINA GIALLA
BARBAGIANNI
BARRACUDA
BECCACCINO
BELUGA
BERTA MAGGIORE
BERTUCCIA
BIACCO
BISCIA DAL COLLARE
BISONTE
BOA
BOMBO
BOVINO
BRADIPO
BUE MUSCHIATO
BUFALO CAFRO


Animali con la C

Elenco di tutti gli animali con la C



CACATUA
CAIMANO
CALABRONE
CALAMARO GIGANTE
CAMALEONTE COMUNE
CAMMELLO
CAMOSCIO
CANARINO
CANE
CANE DELLA PRATERIA
CANGURO ROSSO
CANOCCHIA
CAPIBARA
CAPINERA
CAPODOGLIO
CAPRA SELVATICA
CAPRIOLO
CARDELLINO
CARDINALE
CARPA
CASTORO
CASUARIO
CATTA
CAVALIERE D'ITALIA
CAVALLETTA CELESTE
CAVALLO SELVATICO
CAVALLUCCIO MARINO
CAVIA
CERCOPITECO
CERIANTO
CERNIA GIGANTE
CERVO
CERVO VOLANTE
CHIMERA MOSTRUOSA
CHIOCCIOLA
CICALA
CICOGNA BIANCA
CIGNO SELVATICO
CINCIARELLA
CINCILLA'
CINGHIALE
CIPREA
CIUFFOLOTTO
CIVETTA
CIVETTA DELLE NEVI
COATI
COBO DELL'ELISSE
COBRA REALE
COCCINELLA
COCCODRILLO
CODIROSSO
CODONE
COLIBRI'
COLOMBACCIO
CONDOR DELLE ANDE
CONIGLIO
CORALLO ROSSO
CORMORANO
CORNACCHIA
CORVO
COYOTE
CRICETO
CROTALO
CUCULO EUROASIATICO

Animali con la D

Elenco di tutti gli animali con la D


DAINO
DAMIGELLA DI NUMIDIA
DATTERO DI MARE
DELFINO
DIK DIK
DINGO
DONNOLA
DRAGO VOLANTE
DROMEDARIO

Animali con la E

Elenco di tutti gli animali con la E


ECHIDNA
EFFIMERA
ELEFANTE AFRICANO
ELEFANTE ASIATICO
ELEFANTE MARINO
EMU'
ERMELLINO


Animali con la F

Elenco di tutti gli animali con la F


FACOCERO
FAGIANO
FAINA
FALCO PELLEGRINO
FARAONA
FARFALLA
FENICOTTERO ROSA
FENNEC
FETONTE DAL BECCO ROSSO
FOCA COMUNE
FOLAGA
FORMICA ROSSA
FORMICHIERE GIGANTE
FREGATA MAGNIFICA
FRINGUELLO
FURETTO

Animali con la G

Elenco di tutti gli animali con la G


GABBIANO
GALLINELLA D'ACQUA
GALLO
GALLO CEDRONE
GAMBERETTO
GATTO
GATTO SELVATICO
GAVIALE DEL GANGE
GAZZA
GAZZELLA
GENETTA
GERMANO REALE
GHEPARDO
GHEPPIO
GHIANDAIA
GHIOTTONE
GHIRO
GIAGUARO
GIBBONE
GIPETO
GIRAFFA
GNU
GORILLA
GRACCHIO ALPINO
GRACULA RELIGIOSA
GRANCEVOLA
GRANCHIO
GRIFONE
GRILLO CAMPESTRE
GRILLO TALPA
GRONGO
GRU CENERINA
GRUCCIONE
GUANACO
GUFO REALE


Animali con la I

Elenco di tutti gli animali con la I


IBIS EREMITA
IENA MACULATA
IGUANA
IMPALA
INSETTO STECCO
IPPOPOTAMO
ISTRICE

Animali con la K

Elenco di tutti gli animali con la K


KIWI
KOALA

Animali con la L

Elenco di tutti gli animali con la L


LAMA
LAMANTINO
LEMMING
LEONE
LEOPARDO
LEPRE
LINCE
LOCUSTA MIGRATRICE
LOMBRICO
LONTRA
LUCCIO
LUCCIOLA
LUCERTOLA
LUMACA ACQUATICA
LUPO

Animali con la M

Elenco di tutti gli animali con la M


MACACO
MAGGIOLINO
MAIALE
MAKI
MAMBA
MANDRILLO
MANGUSTA
MANTA
MANTIDE RELIGIOSA
MARABU' AFRICANO
MARMOTTA
MARTIN PESCATORE
MARTORA
MEDUSA
MEGATTERA
MERLO
MOFFETTA
MOSCA
MOSCARDINO
MUFLONE
MULO
MURENA


Animali con la N

Elenco di tutti gli animali con la N


NANDU'
NASELLO
NAUTILO
NIBBIO BRUNO
NITTICORA
NUTRIA

Animali con la O

Elenco di tutti gli animali con la O


OCA SELVATICA
OCCHIONE COMUNE
OKAPI
OPOSSUM
ORANGO
ORATA
ORCA
ORNITORINCO
ORSO BIANCO
ORSO BRUNO
ORSO DAL COLLARE
OSTRICA
OTARIA
OTOCIONE

Animali con la P

Elenco di tutti gli animali con la P


PAGURO
PANDA GIGANTE
PANDA MINORE
PANGOLINO
PAPPAGALLO
PASSERA DI MARE
PASSERO
PATELLA
PAVONCELLA
PAVONE
PECARI DAL COLLARE
PECORA
PELLICANO
PERNICE BIANCA
PESCE AGO
PESCE BALESTRA
PESCE CHIRURGO
PESCE COMBATTENTE
PESCE GATTO
PESCE ISTRICE
PESCE LUNA O MOLA
PESCE MARTELLO
PESCE PAGLIACCIO
PESCE PALLA
PESCE PAPPAGALLO
PESCE PILOTA
PESCE ROSSO
PESCE SPADA
PESCE VOLANTE
PETTIROSSO
PICCHIO NERO
PINGUINO
PIPISTRELLO
PIRANHA
PITONE
POIANA
POLPO
PROCAVIA
PROCIONE
PROTEO
PULCE D'ACQUA
PULCINELLA DI MARE
PUMA

Animali con la Q

Elenco di tutti gli animali con la Q


QUAGLIA
QUETZAL

Animali con la R

Elenco di tutti gli animali con la R


RAGNO
RAMARRO
RANA
RANA PESCATRICE
RAZZA CHIODATA
REMORA
RENNA
RICCIO
RICCIO DI MARE
RICCIOLA
RINOCERONTE
RONDINE COMUNE
RONDONE
ROSPO

Animali con la S

Elenco di tutti gli animali con la S


SALAMANDRA PEZZATA
SALMONE
SCARABEO STERCORARIO
SCIACALLO DORATO
SCIMMIA
SCIMPANZE'
SCOIATTOLO
SCORPIONE
SCRICCIOLO
SEPPIA
SERPENTE CORALLO
SOGLIOLA COMUNE
SPATOLA
SPINARELLO
SQUALO BIANCO
STAMBECCO
STELLA DI MARE
STELLA SERPENTE
STENELLA
STERNA BIANCA
STORIONE
STORNO
STRUZZO
SUCCIACAPRE
SULA
SURICATO
SVASSO MAGGIORE

Modificato da #Sky# - 28/7/2011, 10:55

Animali con la T

Elenco di tutti gli animali con la T


TACCHINO
TACCOLA
TALPA
TAPIRO
TARABUSINO
TARANTOLA
TARTARUGA
TASSO
TESTUGGINE
TIGRE
TONNO
TOPO SELVATICO
TORTORA EUROPEA
TROTA
TUCANO

Animali con la U

Elenco di tutti gli animali con la U


UISTITI'
UPUPA
USIGNOLO

Animali con la V

Elenco di tutti gli animali con la V


VARANO
VEDOVA NERA
VESPA
VIPERA
VISONE
VOLPE ROSSA
VOMBATO

Animali con la Y

Elenco di tutti gli animali con la Y


YAK


Animali con la Z

Elenco di tutti gli animali con la Z


ZANZARA
ZEBRA

giovedì 16 maggio 2013

Il blues delle larghe intese



vent'anni a combattere un nemico agguerrito
vent'anni di lotta, per il nostro partito
vent'anni d'alema vent'anni veltroni
vent'anni a combattere lui, berlusconi
vent'anni, tre reti, una squadra di calcio
vent'anni un'azienda, la puzza di marcio
vent'anni stallieri, olgettine, evasori
vent'anni al governo e noi sempre fuori
vent'anni con prodi che ha vinto sagace
vent'anni con bossi con fini e storace
vent'anni e a tradire è stato mastella
però ha una nuora invero assai bella
vent'anni ad urlare "è incostituzionale"
vent'anni a vederlo al suo telegiornale
vent'anni di emilio, nel senso di fede
vent'anni di lotta? ma ormai chi ci crede?
vent'anni e bersani con impertinenza
a dir che sta ormai per finir la pazienza
la pazienza di chi, di voi deputati
o quella ad esempio dei disoccupati?
la pazienza di chi dietro falce e martello
con l'opportunismo si è fatto un castello?
oppure di chi, dopo appunto vent'anni
è stufo di voi e dei vostri danni?
di chi dopo craxi e mani pulite
vi sente dir "armiamoci" ma anche "partite"?
vent'anni duri, sacrifici ed attese
ricompensati con le larghe intese
vent'anni a fidarci, con il cuore in mano
per vedere ministro angelino alfano
vent'anni ad attaccarlo e come brodino
dovrebbe bastarci la emma bonino?
per chi ha il creditore che alla porta bussa
che senso ha ignazio la russa?
che senso avete voi, cari soloni
non servite a nulla, sia detto in soldoni
non servite a quelli che vi hanno votato
perchè un impegno va rispettato
almeno uno non dico poi tanti
per chi paga caro e sempre in contanti
per chi vi ha creduto e ritenuto onesti
per chi ha combattuto ed ha gli occhi pesti
per chi di sinistra da anni si dice
e nel suo governo non vuole quel vice
per chi crede ai valori che voi sbandierate
ma non a come poi vi comportate
per chi per sconfiggerlo, di voi si è fidato
e se lo ritrova vostro alleato
per tutta sta fetta del bel paese
sapete dove infilarvi le larghe intese?

martedì 14 maggio 2013

Stornello delle figlie che fanno domande



l'altra sera andando a letto, le mie figlie in cameretta
forte urlarono il mio nome, ed io accorsi di gran fretta

scusa papi non temere, non ci è successo niente
ma abbiamo una domanda, forse un poco impertinente
come sai noi siam piccine, quanti anni lo sai tu
ma ci capita ogni tanto, di ascoltare la tivù
non soltanto quei canali, dove passano cartoni
bensì altri più noiosi, dove dan le informazioni
una cosa abbiam capito, anche noi che siamo infanti
che di ricchi ce n'è pochi, mentre i poveri son tanti
altre cose invece sai, non ci sono molto chiare
ad esempio che vuol dire, la parola governare?
ludovica è stata a casa, quando voi andaste a votare
sol tre giorni poi ha ripreso, perchè tanto ha da imparare
ma chi insegna a noi le cose, tu, la mamma, le insegnanti
possiam dir che ci governa, che ci fate andare avanti?
perchè allora l'altro giorno, uno dallo sguardo tetro
tutto serio ed arrabbiato urlava "stiamo andando indietro"?
perchè quelli che governano, per cambiare questo scempio
non fan come tu e la mamma, che ci date il buon esempio?
perchè quelli che comandano, quelli forti e prestigiosi
si continuano a insultare e a gridare "COME OSI?"
perchè sembra che a qualcuno, questa idea del governare
piaccia assai ma poi alla fine fa sol quello che gli pare?
perchè chi vince le elezioni, grazie alle sue promesse
poi di colpo cambia idea, non dimostra più interesse
ad esempio a noi bambini, che guardiamo spaventati
tutte queste litigate tra quei 4 disgraziati?
non sarebbe molto meglio, a noi sempre lo insegnate
di restare tutti calmi e cessar certe scenate?
non sarebbe forse il caso vista questa situazione
di esser tutti un po' più onesti e cercar la soluzione?
ma cercarla per davvero, non soltanto a paroloni
non riempendosi la bocca, ma facendo tutti i buoni?
mami e papi noi vi amiamo, di viver qui siamo felici
ma iniziamo a preoccuparci, tu che pensi, che ne dici?

care figlie anch'io vi amo, siete il mio significato
per la vita, per l'amore,che io e mamma vi abbiam dato
ogni giorno, ogni mattina, mentre ancora voi dormite
io e la mamma riflettiamo sulle nostre 4 vite
noi per voi vogliamo il meglio il "più meglio" che c'è al mondo
può sembrare cosa semplice, ma è un fatto assai profondo
governare una famiglia serve proprio a tutto questo
e per farlo un genitore deve esser certo onesto
quindi non vi mentirò, noi viviamo un tempo duro
e i politici, che gente, stan rubandoci il futuro
il mio futuro siete voi, voi virginia e ludovica
ogni giorno un po' più grandi, donne in men che non si dica
ed io lotto tutti i giorni, cerco di restare ritto
e son tante oh sì le volte, che non riesco a stare zitto
ma vi dico con il cuore, fate il meglio che potete
non guardate chi fa male, imitarli non dovete
non vi serva come scusa dire "ma così fan tutti"
perchè il bene ci fa belli, mentre il male ci fa brutti
quello che stiamo facendo, pur non senza confusione
io e la mamma è indirizzarvi in una chiara direzione
a prescinder dai politici, dai cattivi e dai furfanti
noi dobbiamo tener duro e guardare sempre avanti
questa strada è ben in salita e percorrerla è un sudore
io non vi nascondo nulla, nè lo sforzo, nè il dolore
ma vi posso assicurare che in qualunque situazione
noi sarem gli uni per gli altri un rifugio ed un bastone
una casa dove stare, un giaciglio assai accogliente
un aiuto a camminare in mezzo a tutta l'altra gente
perchè ciò che voglio dirvi, figlie di sto logorroico
è che il bene al giorno d'oggi, ormai è un fatto quasi eroico
non smettete di cercarlo perchè è il più grande tesoro
conservatelo con voi, è prezioso più dell'oro
non ne siate mai avare, perchè deve esser condiviso
chi fa il bene il bene avrà, ve lo dico col sorriso
ora vi spengo la luce e vi dico buon riposo
tanto è un'ora che dormite si lo so, sono noioso.