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lunedì 13 agosto 2012

Una medaglia per Tovo

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Ieri pomeriggio ho visto la finale olimpica di pallanuoto nel salone delle feste di tovo san giacomo, paesello dove ho vissuto due anni, dove è cresciuta mia moglie e lestbatnotlist dove vive matteo aicardi, giuocatore della nazionale

matteo qui a tovo è visto giustamente come una star, ma senza fanatismi, l'anno scorso dopo la vittoria ai mondiali ci fu una festa in piazza dove venne premiato dal sindaco.

ci saranno state 200 persone, giovani, bambini (le mie figlie), anziani (io, mia suocera).

la cosa più bella di questo raduno improvvisato è stato vedere come almeno nei paesini dell'entroterra esiste ancora un barlume di idea, di vago senso di comunità, per cui se uno "di noi" vive un momento importante, tutti gli ci stringiamo intorno.

in un paese fortemente "contadino" questa è la mentalità dominante, andiamo avanti insieme, tutti insieme, il titolare della nazionale insieme al contadino, insieme allo studente, alla pensionata, alla commessa.

tifo indiavolato, nonostante il risultato, ma soprattutto, al fischio finale di una partita quasi tutta senza storia, un lungo lunghissimo applauso.

ecco, io che sono un gretto appassionato di calcio quindi lontano anni luce dalla bellezza vera dello Sport con la S maiuscola, io che mi appassiono per un rigore od un fuorigioco, che mi incazzo per un fallo non fischiato o contesto una sostituzione, io che seguo giocatori strapagati, corrotti, dopati, delinquenti che non vogliono bene alla mamma e non hanno mai aiutato una vecchietta, io, stommerda qui per intenderci, ho percepito più spirito olimpico in quei 20 secondi di applausi che in un mese di olimpiadi, che in un mese di ostentazione di chissà quale superiorità morale degli atleti (professionisti e spesso strapagati e addirittura in qualche caso più pagati dei calciatori) olimpici rispetto ai calciatori, che in tutti i commentini sarcastici e taglienti che ho letto un pò ovunque su quanto sia ingiusto tralasciare sport entusiasmanti come la sciabola, il fioretto, il tiro al piattello, la carabina, il taekwondo, per delle noiose partite di calcio.

grazie, tovo san giacomo.

ora sono pronto per la serie A
(p.s. il rigore su vucinic per me era netto)

Una medaglia per Bovo


mercoledì 8 agosto 2012

Idem con patate (dilemmi olimpici)

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Il mio amico Sir Torati si e ci e mi e vi chiede:
iosefa idem, ok: bravissima, leggendaria, stoica, esemplare, si fa un mazzo tanto, mamma&campionessa, la forza della volontà, immensa, grintosa e tutto quello che volete.
ma a mio avviso nello sport devono vincere quelli giovani. non è il rock, non esiste l'immortalità. gli dei dell'olimpo hanno voluto il declino fisico. 
insomma, una disciplina in cui si può vincere a 50 anni a me non piace. come quando vedo con l'oro il ragioniere con la pancetta.
resto fermo all'idea che le olimpiadi devono essere per gente sana, giovane e forte.

domande forti, interrogativi pesanti, che necessitano di risposte ponderate, mature, approfondite.

Interviene il Fabbro:
Grazie Andrea, grazie per la tua domanda. 
L'eterno dilemma sulla definizione di sport si ripropone con cadenza quadriennale. 
Cosa sì, cosa no. 
Perchè il rogbi (pronuncia di quelli che lo seguono avidamente e ne conoscono tutti i rivoli, essendone appassionati ben da prima che diventasse uno sport televisivo) non è alle olimpiadi e la garabina da 50 mt sì? Boh, dubbi che accompagnano l'esistenza dell'uomo fin dai tempi in cui si andava in giro vestiti solo di una pelliccia di mammuth
Josefa, donna integra, esempio positivo per quest'Italia che si sgretola sotto il peso di uno spread che non ci dà pace, madre, campionessa, amica, vicina di casa, umile, decisa, portatrice di quei valori che quegli stronzi dei giovani d'oggi come schwazer, lui e quello sport del cazzo che a farlo si fa una fatica della madonna ma a guardarlo ti sembra di assistere al saggio di fine anno del piccolo cottolengo don orione. Vogliamo tirare in ballo la medicina sportiva? Chi ci garantisce che un fisico 48 enne non possa funzionare meglio di un fisico 20enne, anche a parità di allenamento? Chi sei tu per dirlo? Chi sono io per dirlo? Io la Idem la seguo fin da quando era piccola, la passione per questo sport ce l'ha avuta fin da subito quando, figlia di genitori poveri, tagliava in due le carcasse di porco essiccate e si buttava nell'adige remando fino alla foce e poi tornava a casa, sempre remando controcorrente. Era una campionessa e dopo di lei non c'è stato più nessuno. 
Io stesso quando mi sono cimentato in questa disciplina, nel 1999, a Sellia Marina, ho dovuto soccombere sotto le potenti pagaiate di Carmine, un peloso virgulto di Cosenza, potente e preciso, ma tecincamente lontano anni luce dalla nostra Josefa. 
Scusa la divagazione, torniamo a bomba, tu ti chiedi se una disciplina in cui si vince a 50 anni sia bella, brutta, media o non sa/non risponde. Ti dirò, è un po' che ci penso e sono arrivato alla conclusione che non me ne frega un cazzo. Affanculo la idem, la fionamay (e soprattutto sua figlia), schwazer, howe, la Ferrero e quella merda della fetta al latte


e chiude cotanto simposio, il Dievel
io ora scrivo al comitato olimpico e chiedo che venga inserita la disciplina del Going 


cosa aggiungere di più? Come dice il Sir, appagato e tranquillizzato nei suoi dubbi:
sembrava quasi una splendida risposta di uno dei nostri magnifici fiorettisti. però non si è accesa la lucetta.

sabato 28 luglio 2012

Calma olimpica

Certo io che sono appassionato di calcio e quindi geneticamente inferiore a chi segue sport nobili come la scherma, l'equitazione o la gara a chi fa fare più salti nell'acqua alle pietre, non uso frasi tipo "il calcio tiratelo nei coglioni, STRONZO" o amenità simili che ho letto da parte degli strenui ed indefessi difensori dei randagi ucraini non avrò l'incredibile successo che hanno avuto loro, ma nel mio piccolo, io insignificante ed ottuso appasionato dell'unico sport dove esitono doping, scommesse illegali e corruzione, cerco di far sentire la mia voce.

e come dice il "popolo di facebook": vediamo chi ha il coraggio di condividere