Visualizzazione post con etichetta 40 anni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 40 anni. Mostra tutti i post

giovedì 20 dicembre 2012

Vecchi amici che diventano vecchi atto quinto

E proprio sullo scadere, che tipo domani magari finisce lo munno e siamo tutti del gatto, chiude la carrellata di abbelinati che nell'anno bisesto 2012 ha compiuto 40 anni il Conte.

Il Conte fa parte insieme a tutti i precedenti protagonisti dei miei raccontini, di quel gruppo di persone con cui sono cresciuto (ed invecchiato), a partire da età tenere, molto tenere.

Con il Conte ci conosciamo grazie, tanto per cambiare, agli scout da quando avevamo 12\13 anni e credo sia uno degli esempi più fulgidi del mio essere una persona scevra di pregiudizi quando si parla di amicizia.
Perchè apparte le scelte politiche, sia quelle di vecchia data che le alleanze più recenti, apparte che di musica non gliene è mai fregato una cippa, apparte che al massimo ascoltava venditti (all'epoca in cui lo ascoltavo anche io eh), apparte tutto questo, il Conte era juventino.
Era.

Poi equilibri familiari delicatissimi lo hanno portato a tifare altro, che io me lo ricorderò sempre, facevamo le medie, massimo prima superiore, che stavo organizzando una partita juventini contro milanisti e gli dico Giochi? e lui mi confessa l'atroce delitto.

Il Conte che nel giorno in cui la sua squadra del cuore vinse il giro d'italia ehm no il campionato venne a scuola con un maglione recante i colori (tanti)(troppi) della sua squadra del cuore.
Un maglione di lana merinos.
A metà maggio.
Ma d'altronde.

Il Conte che quasi mi salta alla gola la volta che dopo il derby perso dalla sua squadra del cuore (brrrrrrrrrrrrrraaaaanccccooooooooooo) mi vide indossare (solo ed esclusivamente per menarla a lui)(ma non solo dai) una sciarpa della fossa dei grifoni
Il Conte centrvanti innamovibile dei rossi, per anni, uno di quelli che la partita la sentiva di più, dopo di me chiaro. 
Il Conte a Londra, mani dietro la schiena, camminata nobile (e del resto) e movimento rapidissimo per nascondersi dietro un lampione e vomitare le (tante) birre.
Il Conte seduto di fianco a me dal parrucchiere londinese mentre per celebrare la fine del liceo e l'inizio dell'età universitaria ci facciamo tagliare i capelli a zero (Capitan Buffa si tirò indietro sul più bello).
Il Conte a Pavia, festa universitaria, siamo una bella carovana da genova, siamo già belli pienotti, si fa una capatina al pub.
Gira, incontrollata una voce "oh ragazzi, laggiù c'è max pezzali".
Gridolini delle ragazze, sicumera dei ragazzi (avevano appena ucciso l'uomo ragno).
Si crea capannello attorno a max pezzali.
Ad un certo punto, col suo montgomery impeccabile ed il cappuccio sulla testa come un Templare, il Conte sfonda il capannello (io c'ero, io ho visto) e impavido si para davanti alla star (max pezzali)(si fa per dire).
Ah tu sei quello degli 883? maffigurati va, mavaffanculo, figurati se sei tu! (io c'ero, io ho visto, io ho sentito) Ed allora se sei tu quel coglione biondo che balla sul palco dove lo hai lasciato eh?? (io c'ero, io ho visto, io ho sentito).

Il Conte persona meravigliosa, con cui discutere, anche animatamente, di tutto, soprattutto delle tante cose su cui la pensiamo diversamente; il Conte persona passionaria, che si scalda in un attimo, le mie preferite.

Il Conte, come me, come tanti dei nostri amici, che piange la scomparsa del padre, quasi come se per un disegno altrui dovessimo condividere, tra le tante cose, anche questa.

Il Conte padre, padre di un bambino nato nel suo stesso giorno, che oggi compie un anno e che sono sicuro ha già fatto perdere la testa a suo papà.

Il Conte che chiude questa vagonata di quarantenni che a pensarci sembra incredibile, quanto eravamo abbelinati da ragazzini.

L'altra sera con Capitan Buffa si rifletteva su come magari avremmo potuto spendere i nostri anni giovanili in modi diversi, facendo cose, andando in giro, mentre in realtà, e chi lo sa se è un bene od un male, ci siamo sempre bastati molto a noi stessi. Eravamo assieme, a scuola, a giocare a calcio, in parrocchia, ovviamente i sabati sera, sotto tavoli di ristoranti, alle sagre, se non sempre spesso, molto spesso.

E ci stava bene così, perchè, e lo penso tuttora, alla fine nella vita uno credo si ricordi molto di più le persone con cui è stato che i posti dove è stato.

Soprattutto se è fortunato come me, ad avere persone così da ricordare.




venerdì 23 novembre 2012

Non sono vecchio, sono vintage



Eqquindi compio 40 anni anche io.
Grazie, grazie a tutti per gli auguri in ogni forma e con ogni strumento
Nonostante non sia un segreto la dimensione del mio ego, gli auguri mi commuovono e stupiscono sempre, qualunque sia la quantità degli stessi, ma ogni volta sono sempre più di quanti pensassi.
No, non scriverò nulla di anche vagamente autocelebrativo, ma per ringraziarvi ho pensato che c'era un buon modo di ripercorrere questi 40 anni, un modo direi abbastanza coerente con me stesso medesimo in quanto tale: la musica.
Quindi ho preparato una compilation, una canzone per anno, 41 canzoni in tutto, perchè o toglievo il 1972 o toglievo il 2012, ma anche no, quindi 41.
Non ho pretese universalistiche, quindi mi sarò dimenticato sicuramente qualcosa, avrò tralasciato altro, ma sono 41 canzoni che in un modo o nell'altro rappresentano la mia enorme passione per la musica.
E poi, come diceva rob di championship vynil (alta fedeltà - nick hornby)(ignoranti del cazzo), fare le compilation è difficilissimo, ti dimentichi, non sai chi scegliere, insomma, è un lavoraccio.
Questa mi rispecchia abbastanza: tanto bruce, tanti pearl jam ed U2, cose nuove e classici.
Per mettere gli stones ho tolto growin'up di bruce, mancano i led zeppelin, manca elvis e dylan arriva solo alla fine, manca creuza de mà perchè nel 1984 DOVEVA esserci per forza è goal di bennato che è stata la prima canzone che mi è piaciuta.
Insomma un casino, a me non va mai chiesto un lavoro di sintesi, nemmeno nello scegliere delle canzoni.
Bando alle ciance, ecco l'elenco:

1972 - tumbling dice - rolling stones
1973 - freebird - lynyrd skynyrd
1974 - no woman no cry - bob marley
1975 - thunder road - bruce springsteen
1976 - hotel california - eagles
1977 - white riot - clash
1978 - badlands - bruce springsteen
1979 - another brick in the wall - pink floyd
1980 - shoot to thrill - ac\dc
1981 - gloria  - u2
1982 - open all night - bruce springsteen
1983 - sunday bloody sunday - u2
1984 - è goal - edoardo bennato
1985 - brothers in arms - dire straits
1986 - graceland - paul simon
1987 - i still haven't found - u2
1988 - terra dove andare - ivano fossati
1989 - i won't back down - tom petty
1990 - story of my life - social distortion
1991 - even flow - pearl jam
1992 - sting me - black crowes
1993 - mr jones - counting crows
1994 - better man - pearl jam
1995 - the ghost of tom joad - bruce springsteen
1996 - smisurata preghiera - de andrè
1997 - song 2 - blur
1998 - daysleeper - rem
1999 - my love will not let you down - bruce springsteen
2000 - solitary man - johnny cash
2001 - halleluja joe - graziano romani
2002 - worlds apart - bruce springsteen
2003 - keep me in your heart - warren zevon
2004 - sometimes you can't make it on your own - u2
2005 - jesus was an only son - bruce springsteen
2006 -  marker in the sand - pearl jam
2007 - love bomb - grinderman
2008 - wild west love songs - marah
2009 - unthought known - pearl jam
2010 - shoot first - jim jones revue
2011 - hell broke luce - tom waits
2012 - bob dylan - early roman kings


potete scaricarla fino al 7 dicembre cliccando qui

grazie ancora a tutti voi!



sabato 6 ottobre 2012

Vecchi amici che diventano vecchi, atto quarto

Capita, ad un certo punto della propria vita, di dover fare delle scelte.
Capita sempre, certo.
Capita ad esempio di scegliere se ad una persona gli vuoi davvero bene o ti sta profondamente sul cazzo.
E capita, ahimè, che, soprattutto se a scuola non sei un fenomeno, di trovarti a scuola con chi va molto meglio di te e soprattutto viene usato come termine di paragone per i tuoi risultati.
E li son cazzi, amarissimi.
Specialmente se costui va bene, molto bene.
Tipo che esce dalla maturità col massimo dei voti.
E tu col minimo.

Ma io a capitan buffa ci voglio il bene vero, nonostante abbia ricoperto questo sgradevole ruolo, nonostante i continui paragoni tra i miei voti dimmerda ed i suoi splendidi.

Capitan buffa, il quarantenne del giorno, dovessi ricordarlo in un episodio lo ricorderei così: siamo al battesimo di sua sorella, che è anche la vigilia della mia partenza per siena, per quel fallimento clamoroso che fu la mia scelta di andare là a fare una facoltà per cui non avevo assolutamente le capacità. (Di tutti gli abbelinati che eravamo in classe assieme io ero quello che aveva preso il voto peggiore alla maturità ed ero anche quello che andava a studiare più lontano, ma si può?).
Momento dei saluti, domani si parte, lui milano io siena, ciao, ciao, abbracci e lui mi fa “mi raccomando, scrivimi”.
Buffa il freddo, l'impassibile, che mi dice una cosa del genere, esticazzi.

Le diverse prime volte mie e sue, fatte insieme:
rattle and hum, gli u2, lui prima di me, ma al cinema quella domenica pomeriggio ci andammo insieme, la musica, il buio, le luci sul madison square garden


il nostro primo concerto degli u2, a 20 anni, dopo aver preso un pacco clamoroso 2 giorni prima, le luci accese su where the streets have no name e urlare forte, fortissimo, abbracciati


il nostro secondo concerto degli u2, l'anno dopo, a verona
la mia prima volta a vedere la juventus dal vivo, grazie alla miracolosa intercessione di suo papà, che ci porta in curva a vedere juventus – colonia 3-2 (ritorno 0-0, coppa alla juve in finale con la fiorentina), entrare al comunale di torino, aprile 1990, nella curva “di là” e trovarsi davanti la filadelfia che sembra un girone dantesco, il terzo gol e lui che si gira urlando “esaltazionemassimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” (checcazzo di frase è???)


juventus ajax 4 a 1, in piccionaia, zidane che sembra voler entrare in porta col pallone, che ancora un po' voliamo giù dal terzo anello



la mia prima volta a san siro, a vedere la juve, ovvio



i 5 anni di superiori passati insieme, i pomeriggi passati insieme, gli anni degli scout passati insieme.

il mese a londra con lui ed il conte geddo, con i ritorni dal centro alle 7 di sera esausti e belli pieni di birra e il capitano che doveva svegliarci se no restavamo sulla metro

I sabati sera, le birre, le cene, i bricchi tour.

A parte i voti, a parte le battute sui voti, matteo è penso una delle persone più presenti nella mia vita, la scuola, gli scout ed ovviamente il calcio.

Quintali, davvero quintali si ricordi.

I rossi, la mia ventennale carrierona come portiere dei rossi, iniziata in terza superiore perché i gialli li organizzava il papà di matteo; ed io, matteo ed il conte eravamo quelli che sta partita la sentivamo di più; non era una partitella, era LA partita, LA valvola di sfogo, il segnale di inizio del weekend. Un'ora abbondante in cui dare tutto, in cui buttar fuori le tossine della settimana scolastica.

I millemila bivacchi scout passati a cucinare insieme, i reietti, le chiacchierate durante le camminate, i discorsi importanti, le domande fondamentali, le esperienze forti, fortissime.

La telefonata di mia mamma quando eravamo via con gli scout per dirmi che era mancato suo papà; la sensazione di aver perso qualcosa di più del “padre di un mio amico” perdendo pippo; pippo che concludeva le serate al campo, dopo la partita con quel suo “ciao, buona domenica, ci vediamo sabato prossimo” che era un “pronti partenza via” per i nostri sabati sera, era un rito, se avete letto il piccolo principe sapete di cosa parlo.
la notte a vegliare pippo, per far riposare i suoi cari, l'omelia di gigi al funerale, scritta da matteo.

La telefonata per dirgli che simona aspettava il primo figlio, matrimoni e battesimi assortiti, addii al celibato.

Il buffa che si fidanza la sera di capodanno che dovevo stare a casa a mangiare pesce invece vengo sbattuto da marta in pizzeria con loro perché 4 è meglio che 3, a tavola.

Tanta roba, come dicono i giovani, ma tanta davvero

la calma, la pacatezza, la razionalità di matteo, sempre capace, moooooooooooolto più di me, ad analizzare con calma la realtà, a non sbilanciarsi mai, a ponderare ogni parola.
In parole povere, al liceo, tutti facevamo casino, io venivo inculato 11 volte su 10, lui 0. 
Ma a parte questo dettaglio, la sensazione, confortante e rassicurante di qualcuno di solido, anche quando facevamo gara a chi era più coglione, qualcuno a cui aggrapparsi, da cui farsi in qualche modo proteggere

le pizzebbirre delle partite over 30, quando ormai non eravamo più “i giovani”, ma ci mancava poco ad essere “i vecchi”.

Le chiacchierate, sporadiche ma sempre preziose, magari di ritorno da qualche partita, il confrontarsi come padri e mariti dopo anni passati a confrontarsi sul nostro essere ragazzi, studenti, cazzoni.

L'espressività del capitano, una gamma di espressioni che lo collocano a metà tra il peggior nicholas cage ed il miglior silvester stallone

una mole di ricordi che mi rende questo personaggio qui così caro, perché, più di tutto, più di tutte le cose che ho scritto, matteo è una persona affidabile, sai che c'è, sai che ci sarà se riterrai di averne bisogno, sai che ti dirà la parola giusta al momento giusto.

Ed avere certe fortune, rendono le persone migliori.

Auguri capitano, giocheremo ancora insieme, prima o poi.

Oh, when I go there
I go there with you
It's all I can do

venerdì 28 settembre 2012

Vecchi amici che diventano vecchi, atto terzo

essere molto diversi spesso aiuta, magari crea incomprensioni e distanze, però alla fine credo che se si entra in un'ottica di conoscenza, l'essere diversi arricchisca entrambi.
ed io ed eugenio, il 40enne del giorno nella mia tragica conta che a breve coinvolgerà anche me, siamo in effetti molto diversi.
e questa diversità spesso è stata un ostacolo, ha creato steccati e lontananza, a volte anche incomprensioni.

ma alla fine abbiamo capito che essendo entrambi parte di un cammino, non potevamo arrenderci a questi ostacoli ed abbiamo trovato un terreno comune dove credo ci siamo arricchiti e siamo cresciuti. O perlomeno io, lui, boh.

eugenio, detto iugi, detto ricciolone, detto pecorella, fervente cattolico, persona di una coerenza spesso granitica (vedi alla voce: differenze con chi scrive), totalmente incapace di reggere l'alcool (vedi alla voce: differenze con chi scrive), capace di autoimporsi diete dimagranti dai risultati sbalorditivi (vedi alla voce: differenze con chi scrive e vaffanculo però), capace di cuocersi al sole per ore, persona di una bontà infinita.

eugenio che, correva l'anno 1989 (mioddiomioddiomioddio) e risultava essere il portiere titolare della squadra dei rossi, relegandomi in riserva che se c'è bisogno ti chiamiamo dai. (ehi ragazzo, scostati, che da adesso gioco io)

eugenio che abbiamo iniziato l'obiezione di coscienza lo stesso giorno e che il giorno che venni riformato accolse la notizia con un vaffanculo che ancora risuona nella piana cerialese.

eugenio che con lui ho passato due anni da responsabile di diciassettenni inquieti e in tutta sincerità li ricordo come momenti di grande crescita non solo per gli inquieti

eugenio che una volta io lui e ciccio ci siamo chiusi nella casa parrocchiale di nava per 1 settimana ed abbiamo preparato gli esami universitari, mangiando focaccia (LA focaccia di nava) e giocando a calciobalilla e ping pong
eugenio giustamente allergico alle bestemmie che durante un torneo, sul tipo 7\8 a 0 per noi, contro una squadra di ragazzini che usavano dei porconi per chiamare gli schemi (e chiamavano SPESSO gli schemi), fa addirittura 2 gol e sottolinea la sua felicità entrambe le volte con ampissimi gesti dell'ombrello verso gli impuniti peccatori, che siamo andati a tanto così dal buttarla in rissa

eugenio che siamo andati 50 volte al cinema insieme e credo 51 volte non siamo stati d'accordo sul film che avevamo visto (no, forse una volta si dai)

eugenio che vive all'estero, che ci si vede una volta all'anno, eugenio iper geloso della sua vita privata

non ho mai creduto che l'affetto verso una persona sia misurabile con parametri tipo la frequenza degli incontri, non l'ho mai creduto e con lui questo è mille volte falso, dato che ormai abbiamo una sola occasione in cui vederci all'anno e dura sempre troppo poco e ci sono sempre troppe cose da dire e finisce che ci manca sempre il tempo

ma ormai che siamo adulti (chi ha detto vecchi?) sappiamo accontentarci di quello che abbiamo e l'affetto di eugenio per me è molto importante

auguri pecorella! grazie per quella volta che mi scrissi che Qualcuno ti aveva aperto gli occhi e ti aveva fatto capire che potevamo essere più amici!

lunedì 6 agosto 2012

Un appello, serio, importante, accorato

http://letaschepiene.it/wp-content/uploads/2012/06/la-corrida.jpg

Le mie presunte ambizioni artistiche si scontrano da sempre con due fattori:
le mie scarse, molto scarse capacità artistiche
la mia pigrizia, che mi impedisce di migliorare le qualità di cui sopra.
però.

Però questo pezzo qui di cui metto il video lo so fare, lo so fare bene.

e quindi, alle soglie dei 40 anni, lancio questo appello, sincero, accorato: fatemelo fare, in un qualunque spettacolo, recita, veglione, festa a sorpresa, sagra del bue muschiato, addio al celibato (anzi meglio al nubilato) ma fatemelo fare.

salgo sul palco, qualunque esso sia e lo faccio, e lo faccio bene.
potrei farlo già adesso, al volo, senza prove, lo so talmente bene che potrei farlo adesso.

dai, pensateci, a 40 anni ormai ho dei dubbi che diventerò il centravanti titolare della juventus, ne ho altrettanti sul diventare una famosa ed ammirata rockstar (il fatto di essere stonato e incapace a suonare qualunque cosa aumenta il mio pessimismo in materia), un libro potrei scriverlo solo su due argomenti ed uno di questi è bruce springsteen che voglio dire ci manca giusto il cala che rompe le palle con un libro su springsteen, eddai.

Quindi visto che immagino siate in molti che vi state scervellando per trovare il regalo adatto da farmi per il mio 40°, ecco l'occasione, economica, a parametro zero tipo pirlo, per rendere il mio genetliaco indimenticabile.

regalatemi sti 6 massimo 7 minuti di arte e spettacolo, cosa vi costa?

sentite sto monologo, il video ahimè non lo trovo, e ditemi se non mi calza a pennello


dai, ammettetelo, non vi sembra di vedermi già su un palco a declamare sto capolavoro? eh? eh?


http://rumors.blog.rai.it/files/2011/03/corrado.jpg

martedì 22 maggio 2012

Vecchi amici che diventano vecchi, atto secondo

A pensarci dopo uno si poteva preoccupare, anche se in realtà non era il caso; è successo, di nuovo, un mesetto scarso fa, ma è stata molto soft, tranquilla, nulla di sconvolgente.

Io e Penna abbiamo fatto "la vialata", ebbene si.

La vialata, riferita a me e Penna, non è una semplice passeggiata, nè un nostalgico "fare due passi" tra amici che non si vedono molto spesso, no.
Almeno nelle precedenti occasioni, la vialata era un momento di profondo confronto e\o di sconvolgenti rivelazioni tra adolescenti incerti (entrambi) o adulti immaturi (io).
Ma andiamo con ordine, che il titolo del post rimanda alla "drammatica" sequenza di quarantesimi compleanni che ahimè nel 2012 vedrà coinvolti noi abbelinati del 1972.

Il Penna, Penassa, Plume, Pennisha che dir si voglia, andrea, 40 anni oggi, una delle persone che cronologicamente posso dire di conoscere da più tempo, essendo stati insieme dalla prima elementare.
Uomo timorato di Dio, notevole stopper dal piede fatato e dalla massa corporea importante, amante convinto dell'entroterra ingauno, adoratore del Metallo più pesante e con derive sataniste, ottimo organizzatore di addii al celibato porno soft, più un tot di cose non riportabili qui ma che insomma, ci siamo capiti.

Marito e padre, sia chiaro, padre della piccola e biondissima Gaia, che se avete capito come fa di cognome potreste chiedervi se per caso sia un capo indiano, tipo toro seduto, alce fumante, cavallo pazzo, penna gaia.

Dicevamo, la vialata.
Due, prima di quella da quasi 40enni di fine aprile, sono state le vialate di cui ho ricordi nitidissimi:
la prima, estiva, che avevamo 16\17 anni, d'estate non ci si vedeva mai o quasi mai, lui non era tipo da spiaggia, quindi tolti gli scout le occasioni erano poche, ma quella volta camminammo su e giù per i due viali che ad albenga collegano il centro storico al mare, raccontandoci di noi, delle nostre presunte avventure e dei loro improbabili e limitatissimi risvolti erotici (i miei, ad onor del vero, più limitatissimi dei suoi, dannata vita di campagna!).

una, più intensa, verso la fine dello scorso millennio, mentre ci avviavamo alla trentina; fui io a chiamarlo e parlandoparlandoparlando e fumandofumandofumando gli raccontai di come avevo deciso di cappottare la mia vita, sentimentalmente intendendo, ribaltando un cammino che a tutti sembrava ormai scritto; non so quante volte facemmo su e giù per quei viali, nella tarda primavera di fine millennio, ma ricordo chiaramente uno schema abbastanza esplicativo del nostro essere.
Io parlavo parlavo parlavo, lui ascoltava, attento, disponibile, amichevole.

Perchè al di la degli addii al celibato, la cosa che più ricordo del penassa è la sua capacità di farti sentire accolto, benvoluto, accettato, anche quando gli racconti le peggio cazzate, che lui non giustifica, ma comprende e valuta partendo da un presupposto importante: sono tuo amico, non ti giudico ma (come ci hanno insegnato) se ti devo dire MERDA, ti dico MERDA.

E così a partire da quell'inverno di aaaaaaaaaaaaaaaaaaanni fa quando arrivai nella prima elementare della scuola "suore del suffragio" di albenga , con più o meno intensità, ma il penassa è sempre stato una costante, una presenza, una sicurezza.
Oltre a tutto, è la sua capacità di portare gli argomenti anche più scottanti o personali in una dimensione di tranquillità e rispetto che me lo rende così caro.

Ma qui solitamente si sparano cazzate, quindi usciamo gli aneddoti.
Uno dei primati di penna è di essere da sempre la persona, dopo mio padre, di cui mi fido di più alla guida.
da sempre, da prima che prendesse la patente, se capite cosa intendo.
da quando grazie alle sue conoscenze nelle vallate inventammo il "bricchi - tour", serata ad altissimo contenuto calorico ed ancor più alcolico dove il variegato programma prevedeva:
partenza con N macchine per la meta prescelta nell'entroterra (nei "bricchi" come u se dixe in dialettu nui autri che semmu d'arbenga)
arrivo nel ristorante
mangiata e bevuta colossale
ritorno a casa in condizioni a dir poco precarie
in queste occasioni, ed ovviamente in tutte le altre più "normali" essere seduto di fianco a lui mentre guidava (io con la testa completamente fuori dal finestrino) mi rendeva tranquillo e potevo dedicarmi al mio passatempo preferito: dormire.
(nel caso ve lo steste chiedendo, nei bricchi tour la figa era abolita, per scelta. Della figa)

Penassa e la bicicletta, ahia.
Penassa aveva una bicicletta, scalcagnata, sfigata, rattoppata, ma che serviva ottimamente alla bisogna, a 15\16 anni. Andare da lì a là, che ad albenga significa fare MASSIMO  1 km e mezzo e noi motorini ne abbiamo sempre avuti pochi, anzi nessuno.
A 15\16 noi gliela si menava a penassa per sta cazzo di bici, come ce la si menava per tutto; ma il penassa, una sera, pomeriggio tardi, andò a ripetizioni di chimica, in bicicletta. A ripetizioni dalla mamma del conte, dopo aver passato il pomeriggio con il figlio, con capitan buffa e con me. Noi fingemmo di andarcene, ma tornammo sotto casa del conte e gli prendemmo la bici e (ahahahahahaha) per fargli lo scherzone, la appoggiammo al bidone dell'immondizia davanti a casa del conte.
La bici sparì. Rubata, fumata, sparita, puff.
Abbiamo avuto il coraggio di dirglielo credo, se non sbaglio, 20 anni dopo, perchè lui ovviamente non ci aveva visto e non sospettava minimamente di noi.

Penassa e la musica, attenzione. 
Già ho detto delle sue derive metalliche e della sua passione per Lo Demonio, ok. 
Ma c'è una cosa che dovete sapere: se pensate che io sia un intollerante verso i gusti altrui, beh cari miei, non avete mai parlato di musica col Penassa.
Anno 1993, studiamo entrambi a genova, facoltà diverse, lui vive là io pendolo. Un giorno mi fermo da lui, cazzeggio sfrenato e giro in centro.
E grazie al penassa conosco discoclub, il mitico negozio di via san vincenzo, quello dove un paio d'anni dopo dilapiderò stipendi non ancora guadagnati.
Quel giorno mentre mi aggiro estasiato in questo negozietto, lui attacca bottone con una punkabbestia, tema: la spiritualità nelle canzoni dei sex pistols; la ragazza, crestona e pitbull d'ordinanza, esce sconfitta, per manifesta inferiorità. 

Pochi anni dopo, forse pochi mesi, siamo in macchina insieme, con Capitan Buffa ed il Conte Geddo e si parla di musica, di musica vecchia; io, meno spocchioso di adesso, ma già discretamente rompicoglioni, azzardo in tema "voci femminili" il nome di una cantante che avevo scoperto da poco: janis joplin. Penassa si umetta le labbra e mi divora: eh, a me lo dici? io SONO ANNI che ascolto janis joplin!!!! (anni? cazzo, ne avevamo 20\21, quanti ANNI erano che la ascoltavi? 5? 10? da prima che ci conoscessimo? tua madre ti portava in pancia cullandoti con Piece of my heart?)

Ma ecco il vero capolavoro.

Partiamo per il nostro solito weekend scout, macchinata classica (vedi sopra). Macchina e pilota forniti dal Penassa. Regola non scritta di quegli anni di neopatentati ed autoradio occasionali era che chi guidava sceglieva la musica.

Intanto che il Penassa si attarda fuori dalla macchina, io cerco il golpe; esco, ebbene si, la cassetta d'esordio di un giovane rocker emiliano, si si lui, luciano ligabue; era l'hype del momento, il disco d'esordio di un giovane rocker emiliano, si si lui, luciano ligabue; piaceva a tutti il primo album di un giovane rocker emiliano, si si lui, luciano ligabue. Quindi, che problema c'è se lo scelgo io anche se non guido? Nessuno no? Quindi trac, infilo la cassetta nell'autoradio.
Sale il penassa, al minuto 1 e 30 della prima canzone credo, e con uno stile ed una risolutezza che gli invidierò finchè campo, con una fluidità di movimento da consumato ballerino, schiaccia il tasto eject dell'autoradio, afferra la cassetta d'esordio di un giovane rocker emiliano, si si lui, luciano ligabue, la tira nei sedili dietro e dice "cos'è sta merda?"

Poi uno si chiede perchè adesso mi sta sul cazzo il giovane rocker emiliano, si si lui, luciano ligabue.

E comunque alla fine, l'ultima cosa che mi piace ricordare è il suo post addio al celibato; porto di barcellona, primo pomeriggio, seduti, sdraiati, comatosi sull'erba delle aiuole antistanti il porto, io, lui, capitan buffa ed il nostro vecchio capo scout giampiero; reduci da una serata devastante, occhiale scuro e bocca impastata, che, nonostante tutto, troviamo come sempre (e come spero sempre in futuro troveremo) la voglia ed il piacere di raccontarci e di condividerci, di regalarci l'un l'altro un pezzo delle nostre vite.

Ci sono altri mille milioni di sbirillioni di episodi che mi stanno venendo in mente, ma non è questo il posto per raccontarli, no. 

Per farlo servono un tavolo, una tovaglia di quelle all'antica, del cibo ligure, la compagnia di sempre ed una bottiglia di vino. A testa. 

Auguri Penassa, speriamo di farcene ancora qualcuna di vialata, finchè saremo in grado di farle a piedi.


giovedì 1 marzo 2012

Top of the pops... 40 anni fa (26 febbraio 1972)




1972, 40 anni fa, l'anno in cui sono nato io e molti miei amici.
2012, l'anno in cui compio 40 anni, mammammia!!!
Grazie ad un paio di siti mi piace andare a spulciare settimana per settimana, chi era in testa alla hit parade americana questa stessa settimana, 40 anni fa.

Per alimentare polemiche e malumori, riporterò anche la classifica italiana.
Situazione invariata sia in america che in italia, sempre in testa without you e chitarra suona più piano.
Interessante l'autarchia italiana, con 8 pezzi su 10 "nostrani".