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giovedì 19 marzo 2020

PASSATEMPI PER STARE IN CASA



(POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO)

Oltre a Netflix, Sky, Prime Video, Spotify, se nonostante tutto avete voglia di altro, raccolgo qui le pagine fb e i gruppi che cercano di condividere contenuti o offerte speciali on line (sosteniamo gli artisti e i musicisti emergenti e le etichette indipendenti). GRADITI SUGGERIMENTI.













lunedì 10 febbraio 2020

TUTTO PRONTO PER SANREMO 2021



POST CHE VORREBBE ESSERE IRONICO
(ma che rischia di offendere qualcuno, nel caso, si sappia, che praticamente in ogni riga che segue c'è una parte di quello che ero, sono, sarò.)
(poi oh, fate come volete)

Abbiamo ricevuto in esclusiva assoluta le direttive che rivoluzioneranno il festival di sanremo a partire dal prossimo anno!
Si, con il 2021, la 71° edizione del festival di Sanremo cambierà radicalmente, a partire dai concorrenti.Non saranno più in gara i cantanti, che dopo 70 anni hanno rotto il cazzo, bensì il pubblico, esatto, completa inversione dei ruoli!

Ma passiamo alle categorie in gara, che come detto non riguarderanno più i cantanti, ma gli spettatori.

CATEGORIA PIPPO BAUDO: sono quelli che 15\20 anni fa hanno preso un caffè in autogrill con chi vince a Sanremo e allora si sono auto nominati talent scout e lasciano intendere che "tizia l'ho scoperta io" "tizio l'avevo capito subito che era un grandissimo"

CATEGORIA DURI E PURI: quelli che non guardano nemmeno un minuto del festival e per i 5 giorni della manifestazione camminano a petto in fuori indossando una maglietta di alberto radius e sbattendo in faccia al popolino i loro ascolti di altissima qualità

CATEGORIA IN MISSIONE DA MARTE: quelli che sbattono le ciglia come bambi e chiedono "ma chi è?" riferito a chiunque calchi quel palco. L'effetto mi ricorda molto quel mio compagno di scuola che per fare il figo che non studiava, una volta prima di una interrogazione si girò da me dicendo "oh ma chi lo ha scritto il Milione?" col risultato di essere interrogato su marco polo e prendere 8 (e svariati insulti da parte mia)

CATEGORIA GASTROENTERITE: quelli che guardano il festival con lo stesso spirito con cui controllano la carta igienica dopo aver cagato, per capire se è tutto a posto anche se l'idea gli fa schifo

CATEGORIA NANNI MORETTI. quelli che mi si nota di più se guardo il festival o se non lo guardo e scrivo dappertutto che non lo guardo?

CATEGORIA HO ACCOMPAGNATO UN'AMICA: ex appartenenti alla categoria Nanni Moretti, che sanno tutto delle 5 serate ma oh, ero a casa di amici e mica potevo fargli cambiare canale

CATEGORIA YES MAN: gli entusiasti, quelli che parlano di amadeus e fiorello meglio di amadeus e fiorello, di solito scrivono per giornali o siti locali e condividono la qualunque provando a far credere che "ciatelladelterzopiano.it abbia intervistato in esclusiva mondiale il cugino di cristiano malgioglio" e poi mettono una foto loro davanti ad una macchina coi vetri oscurati con didascalia "io e diletta <3 font="">

CATEGORIA EH SIGNORA MIA: quelli che indipendentemente dalla loro età, ne abbiano 40, 60 o 120, rimpiangono "i bei tempi di sanremo" senza che si capisca se stiano parlando di nilla pizzi, francesco salvi o povia

CATEGORIA SANTI PIÙ CHE SAN REMO: quelli che non hanno nemmeno un account social, guardano il festival se non hanno di meglio da fare e vivono serenamente facendosi i cazzi loro.

Le votazioni le faranno le artiste e gli artisti direttamente dal palco dell'Ariston, mentre nelle 5 serate fiorello e benigni faranno un monologo a testa. 

Presenta matteo renzi, vallette la regina elisabetta e alessia merz.

I risultati saranno annunciati a metà della terza puntata de l'amica geniale 5

lunedì 9 luglio 2018

Magliette rosse eppur bisogna andar







Avrebbe dovuto essere una cosa semplice, facile, silenziosa.  Sarebbe bastato mettersi quella maglietta, senza proclami, editti o messaggi a reti unificate. Un gesto silenzioso, magari condiviso in rete, forse ripensandoci, nemmeno quello, anche se poi io l’ho messa, la foto su FB.

Un gesto di una pochezza irrilevante, che doveva servire prima di tutto a noi stessi, il fatto di mettersi davanti ad un armadio e dire “ma si, non cambierà nulla, però lo faccio, solo per il fatto che per un secondo, un secondo solo, in modo del tutto artificioso, però per un secondo proverò a mettermi nei panni degli altri, di quelli che la maglietta rossa la fanno indossare ai propri figli per renderli riconoscibili in mare”.

Ed una volta riflettuto su quello che significa quel gesto per chi lo fa sperando serva a salvare vite, beh, si poteva decidere di aderire o meno, ma per Dio, se non altro ci sarebbe venuta meno voglia di puntualizzare, specificare, sottolineare l’ovvio o, come diceva un mio amico anni fa, “segare la segatura”, sprecando fiato, parole ed il tempo necessario a certe discussioni, di sicuro maggiore di quello che sarebbe servito per decidere di prendere o meno quella benedetta maglietta rossa dall’armadio.

Lasciate perdere salvini e meloni, che esista o meno ancor oggi una idea di destra e sinistra, di certo esiste un noi ed un loro. Quei due sono loro, sono altro rispetto a me, la loro ironia beffarda, il loro sarcasmo malato, che rimestano nel torbido, che stuzzicano il punto g del razzismo insito in una fetta tragicamente ampia di noi italiani, sono altro, sono lontani, sono il marciapiede opposto, distante e parallelo.

Se la pensate come loro, questo post non vi serve a nulla, probabilmente nemmeno conoscermi.

Il problema è che quelli che sabato alla fine, a prescindere dal colore della maglietta con cui sono usciti, hanno comunque determinate idee su determinati argomenti, ancora una volta non sono riusciti a capire come l’unità di intenti, in periodi come questo, sia enormemente più importante dei distinguo, dei se e dei ma.

Invece c’erano quelli che dicevano di essere più rossi, quelli che eh io lo faccio tutto l’anno, quelli che ma se lo dice saviano o don ciotti o la boldrini allora no, quelli che devono per forza ribadire di essere “più” degli altri, anche se gli altri sembrano stare dalla loro parte. Opportunismo? Concordo sulla copertina ridicola di rolling stone italia, ma davvero la vogliamo mettere sullo stesso piano di chi per una volta magari voleva prendere una piccola posizione? davvero non pensiamo che sarebbe meglio andare da quelli che "lo fanno solo quando gli viene comodo" e provare a convincerli a farlo più spesso? davvero questo è meno importante del dire tronfi "io la maglietta rossa ce l'ho sempre?". ce l'hai sempre? BRAVO! Ma vienimi a spiegare perchè dovrei avercela sempre o spesso anche io, non guardarmi dall'alto in basso manco parlassimo di musica "hai visto solo 3 concerti in questo tour? pff io 30".

A quelli più o meno apertamente di sinistra serve ancora, come sempre, uno che je dica “io non sò comunista così, io sò comunista cosìììììì!”, un mario brega pronto all’uso, per ribadire ancora che ok, tu la pensi come me ma io sono meglio, perché comunque sia uno come d’alema ce lo siamo meritati e sotto sotto la sua megalomania di dichiararsi “il Migliore” ci piace e gliela invidiamo.

Questa orrenda puzza sotto il naso che la presunta sinistra si trascina dietro da, approssimativamente, i funerali di Berlinguer è esattamente quella che fa parlare i salvini e le meloni di rolex, attici e radical chic, perchè questa è l'idea che arriva, a gente che, non dimentichiamolo, come riferimenti culturali ha fedez e j-ax.

Bastava aprire l’armadio, pensarci 15 secondi e prendere una decisione, non sarebbero cessate le morti in mare, non si sarebbe risolto il problema dell’accoglienza, salvini avrebbe continuato a portare avanti i suoi programmi disumani (perché qui non si parla di fascismo e simili, si parla di umanità), sia che dal nostro armadio fosse spuntata una maglietta rossa o no.

Era un gesto, simbolico, retorico, inutile, ma un piccolo gesto, che ci chiedeva però di pensare solo per 1 secondo “se capitasse a me? Ai miei figli?, se fossi costretto ad azioni apparentemente banali ma dalle quali potrebbero dipendere le loro vite?”. Pensarci sarebbe già stato un successo, più della scelta del look.


Invece si è preferito giocare a chi ha la maglietta più rossa dell’altro, perché alla fine, il d’alema che è in ognuno di noi, è più importante dei morti in mare.

giovedì 5 aprile 2018

Di gol in rovesciata e standing ovation



4 agosto 1991, domenica, stadio di highbury, quello dell'arsenal, quello dove nick hornby ambienta buona parte di febbre a 90.

La makita cup, l'equivalente calcistico di un gigantesco ESTICAZZI.

Ai botteghini di highbury, 3 diciannovenni freschi di maturità, Cala, il Capitano ed il Conte.
Sbarcati a londra il giorno prima, dopo aver festeggiato la nascita della sorella del capitano nata da pochissimi giorni, due juventini ed un doriano, che però esige la presenza alla esticazzi cup. Ma del resto, vuoi non andare ad highbury?

Nel corso di quella vacanza andremo anche a wembley, a vedere la supercoppa inglese, uno squallido zero a zero tra arsenal e boh. ma chi se ne frega, eravamo a wembley.
(Io a wembley rischiai di restarci, visto che mi persi come un cretino, ma lasciamo perdere)
(andammo anche alla wembley arena a vedere i simple minds, che posto fantastico!)

Ci sistemiamo in gradinata e assistiamo a sto partitone, specialmente io ed il Capitano, concentrandoci soprattutto sulla scelta del pub post partita.

Primo tempo 1-0 arsenal.
Al 20° della ripresa vialli si inventa un golasso in mezza rovesciata volante che holly e benji scostatevi.

Highbury applaude all'unisono, tranne due dei 3 diciannovenni freschi di maturità, un po' perchè sono concentrati sulla scelta del pub post partita, un po' perchè, diciamocela tutta, essere juventini, in liguria, a 19 anni, nel 1991 era una terribile rottura di coglioni, con il doria che vinceva coppe e scudetti, il genoa che ci sbatteva fuori pure dalle pizzate delle medie e tutte le ragazze che sbavavano per vialli e mancio.
Eccheccazzo.

Passano 2, massimo 3 secondi, durante il quale highbury applaude compatto ed il terzo diciannovenne fresco di maturità, si gira verso gli altri due ed urla: APPLAUDITE BASTARDI!

Lo abbiamo percosso con alcune delle svariate pinte post partita.

Perchè io il fair play ce l'ho nel dna, ce l'ho.

lunedì 26 febbraio 2018

Ci deve essere una ragione (di scooter, pioggia e scelte sbagliate)



Ci deve essere una ragione per cui io oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, in pieno inverno e con un abbassamento fenomenale delle temperature annunciate in ogni dove, abbia scelto di andare a lavorare in scooter.

Ci deve essere una ragione per cui io oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, all'alba delle 6.55, uscito dal portone di casa mia ed avendo percepito la leggera pioggerellina, abbia deciso lo stesso di andare a lavorare 
in scooter.

Ci deve essere una ragione per cui io oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, all'alba delle 6.55 abbia ignorato bellamente le vocine che mi dicevano di prendere la macchina e di lasciare lo scooter in garage che non era giornata.

Ci deve essere, ma non la so.

Indi ragion per cui io oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, ho preso il mio scooter e son partito bel bello, destinazione ospedale santa che la corona, ove svolgo intrepido ed apprezzatissimo il mio lavoro.

La pioggerellina che mi ha seguito fino all'ospedale nel frattempo è aumentata, ma tanto io, pensavo sardonico, ho la mantellina nel sottosella, così se al ritorno piove forte mi intabarro come un supereoe ed arrivo a casa con la serenità dei forti.

Mantellina che puntualmente si gonfia per il vento facendomi passare per un coglione (e fin qui, sai che novità) vestito da omino michelin o peggio da gabibbo (ma blu) su uno scooter.

Ho quindi fatto il mio ingresso in santa che la corona passando dall'arco che dice arbeit mach frei santa corona, scusate, santa corona e son giunto vigoroso davanti alla porta dietro la quale si cela il timbratore, oggetto dei desideri di uomini, donne, medici, infermieri, varie ed eventuali.

Ho timbrato in entrata col mio solito entusiasmo sottolineando il beeeeeeeep dell'avvenuta timbratura con un Oollè che tanto voglio dire al piano di sopra c'è psichiatria, nel caso saprebbero come aiutarmi, e sono tornato al motorino per iniziare il mio giorno di lavoro.

Morto.
Completo.
Tutte le lucine accese, ma morto.
Completo.

Nemmeno un gnìììììììììììì che desse speranza
O un trrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr per illudermi
Nada, niet, nein, manco pou belìn.

Ah si, tu mi usi oggi, giorno del signore 22 febbraio del diciotto, con sto freddo e con sto vento chi è che bussa al mio convento?
Ed io muoio qua, davanti al reparto di psichiatria di santa che la corona.

Così, dopo aver invocato il regno dei morti, ho chiamato il Gianni.

Il Gianni è mio amico e io gli voglio bene.
Il Gianni è il padre di una mia collega, meccanico esperto e dal cuore buono.
Il Gianni, visto che sua figlia prima di essere mia collega è stata mia tirocinante, da tipo 10 anni mi chiama il capo di mia figlia.
Anche se non lo sono mai stato e sono 3 anni che non lavoriamo assieme.
Oggi è venuto il tuo capo, le fa.

E al capo di sua figlia, il Gianni che è di cuore buono, ma fino ad un certo punto, ogni tanto gli ha dato dei cabaret di uova per come tenevo il motorino.

Che una volta gliel'ho portato che dovevo cambiare le gomme e lui ogni 30 minuti mi chiamava ma l'olio? ma le pastiglie? ma i freni? ed io boh.
A nu l'è puscibile e giù imprecazioni.

Ma al Gianni comunque gli sto simpatico e mi vuole un po' di bene, fosse solo perchè gente come me gli garantisce lavoro costante.
Così quando vado mi tratta sempre bene e mi chiama Capo anzi di più.
Che una volta ero davanti all'officina che lo aspettavo e lui è arrivato su una moto e da 100 metri ha iniziato a chiamarmi Arrivo comandante!

Fosse ancora qui buonanima di mio papà, caro il Gianni, le spiegherebbe che proprio con me non c'è speranza di appassionarmi ai motori, responsabilizzarmi sulle necessarie manutenzioni, no.

Fosse ancora qui, le racconterebbe di quando a nemmeno 19 anni volle spiegarmi come si cambia una ruota alla macchina e mentre era sdraiato per terra sotto la macchina tipo springsteen in i'm on fire si è accorto che io guardavo il culo di una che passava.

Però, in ogni caso il gianni dice che me la sistema anche sta volta, forse.

Però io la ragione per cui oggi ho preso lo scooter ancora non l'ho capita.

martedì 12 settembre 2017

Bacia la palla del Cala




12 settembre 1997, primo mattino.
Parto per genova, destinazione ospedale militare.

All'epoca svolgevo servizio civile presso una casa di riposo di loano, ma quel giorno dovevo sottopormi ad una visita.
Da tempo soffrivo di ernia inguinale, anche se la diagnosi definitiva era relativamente recente, varicocele, idrocele, palla gonfia, insomma diverse ipotesi, fino a quella che sembrava definitiva.

facciamo un passo indietro di circa 8 anni.

Nel novembre 1989 sono in caserma a la spezia per "i tre giorni del militare".
tutti nudi davanti al medico militare, mutanda calata.

Ora all'epoca non capitava praticamente mai di calarsi la mutanda con una ragazza, quindi l'imbarazzo verso il medico era raddoppiato.
occhiata generale e tastata rapida, chi c'è stato sa di cosa parlo.

Tocca a me
OH MA CHE BELLO!!!

mi si gela il sangue, non tanto per la paura di chissà che malattia, ma per la clamorosa figura di merda fatta di fronte a tipo un milione di ragazzi della mia età

Il medico si sofferma sul mio testicolo e mi fa accomodare da parte, sussurrando una frase che ancora oggi è imbattuta in quanto a carica erotica: "tanto questo è da riformare" (nessuna donna in situazioni simili mi ha mai detto nulla di così eccitante).

Per farla breve, resterò un giorno in più a la spezia, vivrò questo momento eccezionale dove 4 dottori puntano una pila sui miei testicoli palpeggiandoli a turno, per poi venire "declassato di terza" (boh cazzo voleva dire? io comunque già all'epoca volevo fare l'obiettore)

Vinta la delusione di mia madre che si aspettava di vedermi tornare da la spezia vestito come richard gere in Ufficiale e Gentiluomo, la mia vita andò avanti senza particolari problemi collegati a questo presunto ma forse no varicocele.

Torniamo al 12 settembre 1997

ospedale, visita, prima in un posto poi in un altro distante enne km, prendi pullman scendi pullman metti la cera togli la cera arrivo al posto finale, poso il certificato sulla pila di certificati ed attendo, non prima di aver capito che il simpatico mondo militare prevedeva che la pila dei documenti andasse esaurita partendo dall'alto quindi chi arrivava per ultimo automaticamente diventava primo e vice versa che poi ci chiediamo perchè abbiamo perso due guerre su due ed il militare italiano più famoso è mai neim is maurizio cocciolone

arrivo nello studio medico ed il dottore mi fa spogliare (non che tra la spezia e genova fosse migliorato granchè quel discorso delle donne ma vabè) e mi dice TOSSISCA

non che ora io sia un fulmine di guerra eh, ma 20 anni fa ero peggio e poi ero in giro dal mattino presto praticamente a digiuno quindi non ci penso su e tossisco.
Sulla nuca del medico.

Marziale bestemmia del figlio di ippocrate, capisco lo sbaglio, mi giro e tossisco di nuovo.

Non so se per via della mia ernia inguinale o della mia lentezza nel capire come si tossisce, ma vengo riformato.

Fine
Stop
The end
freedom.
burbettasparatisechaitremesi

torno a casa in treno, ma prima do il via ai festeggiamenti.
musica ed alcool.

si inizia dalla musica, una sosta al bancomat e via da Giancarlo al discoclub
all'epoca appena entrati c'era un cestone dell'usato con le copertine dei cd in vendita.
sentendomi ricco come raramente mi sono sentito dopo quel giorno inizio a sfogliare i raccoglitori:
questo, questo, questo e quest'altro.

cifra importante lasciata a giancarlo

torno a casa, do la notizia in diretta appena apro la porta di casa ed in men che non si dica mia madre tira fuori dal frigo un bottiglione di rosso per un brindisi
(nel corso degli anni la delusione per il figlio mancato richard gere l'aveva smaltita bene)

giro di telefonate celebrative, tra cui una ad Eugenio fratello di Diego, Diego che rispose al telefono e accolse la notizia con un amichevole NON CI CREDO CHE CULO DI MERDA BASTARDO)

la serata la si organizza rapida.

quella sera, tu pensa, inizia la sagra di salea

ora, adesso ci vano i someliè, gli shiffò, i gurmè

20 anni fa ci si andava a rovinarsi di pigato 
o a comprare un trattore
o a comprare trattori dopo essersi rovinati di pigato

e quindi entro nell'area della sagra reggendo in una mano una pallina rossa di gommapiuma e nell'altra le diverse bottiglie di vino comprate quella sera.

un bacio alla palla del cala = un bicchiere col cala
altro che un like = un amen

in breve si sparge la voce ed io spendo lo stipendio che non stavo guadagnando (ma che ah ah ah avrei ripreso a guadagnare a breve visto che ero MILITESENTE) in vino, brindisi e baci alla palla del cala

13 settembre 1997 mi sveglio, telefono al comune di loano e comunico sobriamentahahahahahahah che non andrò più.
poi accendo il telefonino e mi accorgo che intorno alle 2 di notte ho fatto una telefonata.
Controllo il numero, non è memorizzato, non so chi possa essere, poi con la lentezza di chi non capisce che per tossire deve voltarsi e non sputare sulla nuca del figlio di ippocrate mi si accende, flebile, un neurone.
Sfoglio l'elenco per una verifica.
Ci ho preso.

Ho telefonato alla caserma turinetto di albenga, quella dove pochi giorni prima mi era stato fatto il foglio di richiesta di visita all'ospedale militare e dove avevo chiamato per avere informazioni il giorno prima.
Chiedo scusa a chi rispose quella notte, ma del resto la patria si difende anche facendo la guardia ad un bidone di benzinza
E rispondendo agli ubriachi.

giovedì 27 luglio 2017

Processioni, razzismo e commenti online



Come ogni anno, a S.Giacomo la mia famiglia partecipa alla processione del Santo Patrono di tovo (appunto) San Giacomo, paese originario di mia moglie.

Da un paio di mesi scarsi, a tovo sono ospitati alcuni ragazzi migranti, in una struttura privata, in collaborazione con una coop. sociale.

Detto questo, la sera del 25 luglio, durante la processione, alcuni di questi ragazzi hanno spontaneamente aiutato i tovesi nel trasporto della statua lungo le strade del paese.

L'ho trovato un gesto molto bello e simbolicamente fortissimo e ne ho scritto su facebook.



Mara, amica e giornalista di savonanews, mi ha chiesto se poteva riprendere le mie parole per un articolo sul sito ed ha anche specificato meglio il significato di "minoranza" che non volevo venisse intesa in termini politici e di consiglio comunale.


Ovviamente a me la cosa ha fatto molto piacere, perchè sono egocentrico e vanitoso, specialmente nello scrivere, ma anche perchè  contento nel mio piccolo di aiutare a sottolineare questo momento semplice e spontaneo di aggregazione ed il fatto che fosse avvenuto proprio a tovo, paese che è nel mio cuore, più di quanto io sia nel suo, ma vabè.

Savonanews ha pubblicato la notizia giovedì mattina ed automaticamente l'ha condivisa sulla sua pagina facebook.



Ed ecco puntuali arrivare i commenti




Inizio subito col botto, col classico, con l'evergreen: i 35 euro al giorno!!!!
grande roberto, con cui tra l'altro ho 17 amici in comune su FB, che si gioca subito il fil rouge!!

Non da meno amelio, che memore del compromesso storico, non esita a definire una processione di un Santo "propaganda comunista" (dal libretto del perfetto elettore di forza italia, pag. 12)

RIDICOLO!! RIDICOLI!!! valerio ed antonella non hanno peli sulla lingua ("e se li ho non sono miei!!", come disse monica lewinsky) e senza timore affondano il colpo: toglieteli dai giardini di piazza del popolo (credo si riferisca a savona o ad albenga) (ma non era a tovo la processione?) ci sono le città da pulire!!! (già vi diamo 35 euro al giorno, almeno pulite la merda dei nostri cani no, ingratoni!!!!!)

Luca e Roberto scelgono una linea più sottile, mentre il primo cita chiaramente patch addams (straniero era straniero pure lui eh), il secondo si rifà al concerto dei blues brothers (vedi faccina) a Cannes (nota città radical chic, da non confondersi con l'acqua perrier che è MINERAL CHIC)


Tralasciando quel comunista di erick che riflette sulla cognizione umana, si pasa dalla propaganda rossa agli scandali vaticani

Grande pietro, cognome inequivocabilmente ligure, che butta lì con nonchalanche la soluzione definitiva: la chiesa si ingrassa, perchè chiaramente la processione di un paese di 3000 anime porta nelle casse dello IOR ingente liquidità subito reinvestita in armamenti nucleari

Roberto, a parte qualche problema con le doppie, invece sa bene che è tutto un bus(s)in(n)es e a dimostrazione della sua teoria, usa una foto rivelatrice

Giampaolo fa una battuta simpatica ,mentre giuseppe ne fa una questione di appartenenza, glielo avranno chiesto se erano cattolici? li avranno interrogati sui comandamenti? sapranno quante sono le lettere ai corinzi? ci stanno capendo qualcosa nella nuova serie di twin peaks (no, forse questa non c'entra)


annunciata annuncia la condicio, a che servono le parole di cristo se non a portare delle statue? (oltre a fare propaganda comunista, sia chiaro) e giuseppe si risente, per lui sta storia del cattolicesimo è fondamentale, non so se per tutti o solo per i ragazzi migranti, ed urla forte il suo Perché???



Peppe ci va giù a gamba tesa ARIDAJE COL RIDICOLO!!!! e soprattutto INTEGRAZIONE è cosa BEN DIVERSA (non spiega cosa sia, ma possiamo sempre chiederglielo dopo) e comunque per colpa delle processioni la gente diventa razzista SAPEVATELO!

Annunciata si riscatta alla grande


marcella ci crede parecchio e per 250 metri di processione tira fuori LA MAFIA (che da anni è dietro al business dei portatori di statue) e vuole che dalla piazza di tovo parta LA RIVOLUZIONE!!!!!

Concludiamo alla grande svelando la cruda verità:


super anto!!! niente, ci arrendiamo!!! la statua di san giacomo in realtà era una riproduzione 1:1 di matteo renzi ed ai ragazzi migranti "arroganti delinquenti oltre che parassiti" come ricompensa per l'aiuto prestato è stata regalata una gigantografia di maria elena boschi.

p.s. nel frattempo immagino che ci saranno altri commenti, ma credo siano sufficienti questi.



giovedì 13 luglio 2017

Gente che dice di amarti e poi ti porta ai festival jazz.


(Testo e Foto di Ilaria Luciani, da oggi da me rinominata Madonna del Roseto dalle Lunghe Spine in un Assolato Pomeriggio di Primavera)

Un trio piano, basso e batteria che si scatena per ore in virtuosismi, per una misofonica come me è paragonabile a un concerto di mestolo su pentola, alla ceretta all'inguine, alle tisane allo zenzero.

Moroso mi estorce un sì facendomi sentire tredici secondi di melodiosa armonia al piano.
Mi sono fatta fregare.

Pare che per una sorta di congiunzione astrale favorevole, questi jazzisti newyorkesi -quotatissimi nella scena jazzistica mondiale- ieri sera suonassero proprio a dieci minuti da qui, macchecculo ho, andiamo? 

Ho sperato in una reperibilità o in un cagotto dell'ultimo minuto ma niente da fare.

La serata parte già con mezzora di ritardo, cosa che non sembra importare a nessuno, intanto la musica di sottofondo che incede, sempre più martellante ripetitiva e monocorde, è jazz.

Alle dieci meno venti apre il concerto un duo piano/voce, con una performance in dialetto slovacco.
E NON SCHERZO.

È accaduto davvero.
 
Mi è venuto da ridere, mi sono guardata intorno ma non rideva nessuno, nemmeno quel fetente del moroso, allora ho pensato di essere l'unica che avrebbe tanto voluto essere a casa a spendere il proprio tempo in maniera più proficua, tipo a limarsi le unghie dei piedi o a molestare i follicoli, ma ormai ero là, in questa cornice obiettivamente meravigliosa, l'aria calda di una sera di luglio, le stelle sopra di noi, seduta su una sedia da fachiro con davanti i due più alti del mondo e un tale con una serie di tic che mi salverà la serata, ma questo lo scoprirò soltanto dopo.
 
A un certo punto moroso mi dice falsamente che se non mi fosse piaciuto ce ne saremmo andati subito eh, alla prima pausa.
Naturalmente mentiva.

Dopo tre quarti d'ora di brani di cantante slovacca con salivazione azzerata, arrivano i tre.
 
Attaccano subito un repertorio che viene immediatamente apprezzato dai più, moroso compreso, che ogni tanto commenta: "mostruosi.", "favolosi" mentre io riesco solo a pensare che sì, sono DAVVERO bravi, ma anche a Maurizio Battista quando l'amico lo invita al concerto 'de Mozza'.
 
Potrei sempre inscenare un malore.
 
Invece resto e mi concentro sui tic dell'omo davanti: braccia conserte, mano destra che sale e accarezza orecchio sinistro, spinge gli occhiali sul naso, la spalla destra che si alza compulsivamente, tende il collo, sembra tenere il tempo, invece accelera, smette per un secondo, ricomincia. Mano destra che tocca orecchio sinistro, testa spalla, testa spalla, tocca orecchio, spingi occhiali, testa spalla, testa spalla, baby one two three.
 
Perché lo faccio?
Lo faccio per preservare la mia sanità mentale, lo faccio come via di fuga. Rifuggo la ripetitività e i saliscendi dei virtuosismi con la sequenza paranoica dei tic. Sono una claustrofobica in un tunnel, cerco di non pensarci ma non posso farne a meno.
 
Io vi ammiro, cultori del jazz, vi ammiro davvero per come riuscite a godere di certe composizioni artistiche. Io soffro e basta.

Dopo circa otto anni luce l'esibizione finisce, salutano e se ne vanno.
 
Il mio intento è quello di sgommare via immediatamente prima che qualche scriteriato chieda il bis ma il fetente mendace applaude e anche lui VUOLE il bis, lo vuole proprio, e lo ottiene.

I got the power, now.
 
Una piacevole sensazione di rivalsa mista al sapore dolce della vendetta.
 
Ho un enorme jolly da giocarmi, spendibile in un'unica grossa soluzione come la cena di Capodanno coi parenti oppure in quattro piccole comode rate.
 
Tipo che se entriamo da Tiger e lui dopo sei minuti si metterà a lamentare un: "noncelafacciopiù" io gli ricorderò di quel dodici luglio e gli farò presente che, se ce l'ho fatta io, può farcela anche lui.

P.S.: Aaron Goldberg, Dario Deidda e Gregory Hutchinson sono DAVVERO musicalmente mostruosamente bravi, anche per chi non capisce una fava di jazz come la sottoscritta, ma io ho già dato.



venerdì 16 giugno 2017

Il vocabolario del perfetto pallavolista



Mentre è terminata la stagione agonistica 2016\2017, volevo dire ai dirigenti del Volley Finale che sono pronto per indossare maglietta e pantaloncini e dare anche io il mio contributo alla causa.

Tra amichevoli, tornei e trasferte, ho acquisito ormai un bagaglio di esperienza sufficiente a scendere in campo (cit) e recitare un ruolo da protagonista.

Possiedo infatti in modo completo il vocabolario del perfetto pallavolista, che vado ora ad elencarvi.


  • eeeeeeeeeeessò (che le prime volte pensavo stessero starnutendo tutte assieme e mi preoccupavo delle polveri sottili)
  • bumbummeìs (che è tipo eeeeeeeeeeeeeeeeessò ma con meno polveri sottili e si fa solo se si fa punto in battuta)
  • miaaaaaaaaaaaaaaaaaa (su questa sono preparatissimo dopo anni ed anni di buffet ai convegni, quando resta l'ultima fetta di pizza)
  • lasciaaaaaaaaaaaaaaaa (vedi sopra, ma si applica anche agli alcoolici ai matrimoni)
  • facileeeeeeeeeeeeeeeee (questo però porta una sfiga della madonna che di solito si sbaglia sempre il colpo)
  • dai ragaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa (questa è il classico dei classici, la mona lisa del volley, la stairway to heaven sottorete, i promessi sposi del primo tempo)
  • forza finaaaleeeeeeeee forza finaaaleeeeeeeee forza finaaaleeeeeeeee forza finaaaleeeeeeeee forza finaaaleeeeeeeee forza finaaaleeeeeeeee forza finaaaleeeeeeeee forza finaaaleeeeeeeee forza finaaaleeeeeeeee (un mantra, che coinvolge il pubblico, che atterrisce l'avversario, che galvanizza gli atletahahahahahah... no scherzo dai)
  • alèèèèèèèèèèèèèèèè (entusiasmo generico)
  • daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (ottimo anche in caso di stitichezza)
  • non mollateeeeeeeeeeeeee (che ogni volta che mi prende alla sprovvista ho sempre paura di veder spuntare simona ventura che chiama il collegamento dall'isola dei famosi)
  • aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaut (se pensi che sia fuori)

Coach Molina, mi taglio la barba, mi tingo il capello che il brizzolato tradisce e mi inserisci in una under 16?

sabato 10 giugno 2017

La legge sui seggiolini con l'allarme



(Una casa qualunque di una famiglia italiana qualunque, ipoteticamente 12 mesi fa, circa)

Oh, hai sentito?

Cosa?

Non hai visto il telegiornale?

No, cosa?

Hanno approvato la legge

Quale legge?

Dal mese prossimo sarà obbligatorio avere il seggiolino per le macchine con il sensore acustico quando ci sono i bambini sopra

Ma figurati

Ma si

Ma non è possibile dai, ma dove viviamo? In una DITTATURA???

Hai ragione

Cioè io non sono più libero di comprare il seggiolino per bambini che voglio?

No

Ma è una VERGOGNA!!!!!!!!!

Ma davvero

Mi rifiuto

Si, rifiutiamoci, voglio vedere cosa succede

Che poi lo so io perchè hanno fatto sta legge?

Perchè?

Perchè qualche sottosegretario avrà una ditta che li produce ed allora ecco fatto il favore

Mi sa di si

Ci vogliono controllare

Mi sa di si

Lo sai cosa succederà?

No, dimmi

Dentro a sti seggiolini metteranno dei sensori, così potranno controllarci

Mi sa di si

Potranno seguirci

Mi sa di si

Li hanno sgamati col trucco del microchip sottopelle e si rifanno così

Mi sa di si

Eh ma io non mi faccio fregare da quelli sai!

No, affatto

Non lo comprerò MAI

No, affatto

Fanno le leggi a loro piacimento, con tutti i problemi che ci sono!

Giusto

Sarà stata la Boldrini

Mi sa di si

Questa è l'Italia

Mi sa di si

Buonanotte

'Notte