giovedì 13 giugno 2013

il Massimo del Buongiorno - Caldo come il ferro



Mi scrive Emilio Frustacane di Ovviate (BOH) chiedendomi spiegazioni su come ottenere una perfetta stiratura delle camicie.
Caro Emilio, prima di tutto il ferro da stiro è una metafora dell'amore, perchè col suo calore appiana, riscalda e migliora le asperità della nostra vita. La camicia stropicciata rappresenta l'uomo che odia e si abbruttisce di fronte alla realtà, ma quell'uomo sei tu caro Emilio, quell'uomo sono io, davanti allo specchio, che cerchiamo di raddrizzare da soli le pieghe della vita.
Poi io mi tolgo la camicia e la faccio stirare a mia moglie.
Non so te.

mercoledì 12 giugno 2013

Un bootleg al giorno - 12 giugno - Steve Earle & Alison Moorer (mp3)



Steve Earle & Allison Moorer
Colston Hall
Bristol, UK
12th June 2008


1. Christmas in Washington
2. Devil's Right Hand
3. My Old Friend the Blues
4. Someday
5. Taneytown
6. Goodbye
7. Tom Ames' Prayer
8. South Nashville Blues
9. Ellis Unit One
10. Tennessee Blues
11. Jericho Road
12. Oxycontin Blues
13. CCKMP
14. Transcendental Blues
15. Sparkle & Shine
16. Days Are Never Long Enough
17. Down Here Below
18. City of Immigrants
19. Red is the Color
20. Galway Girl
21. Steve's Hammer
22. Satellite Radio
23. Down in the Hole
24. Jerusalem
25. Little Rock 'n Roller
26. Copperhead Road


potete scaricare gli mp3 cliccando qua

il Massimo del Buongiorno - Rosso come l'amore



Ieri ero a cena con fabio filippa e luciana e pensavo che il sugo di pomodoro è in realtà una metafora della nostra vita, sempre schiacciati tra gli impegni di tutti i giorni, ma sebbene spremuti a fondo, riusciamo sempre ad amare gli altri e unendoci a loro a creare qualcosa di buono.
Il sugo al pomodoro è amore.
Peccato che la pasta fosse scotta.

martedì 11 giugno 2013

Un bootleg al giorno - 11 giugno - U2 (FLAC)




U2 - 1992-06-11 - Stockholm, SWE
(Suondboard FLAC)

"The Warmth of the Breeze"



Disc 1:
01. Zoo Station
02. The Fly
03. Even Better Than The Real Thing
04. Mysterious Ways
05. One
06. Unchained Melody
07. Until The End Of The World
08. Who's Gonna Ride Your Wild Horses
09. Tryin' To Throw Your Arms Around The World
10. Angel Of Harlem
11. Dancing Queen
12. Satellite Of Love

Disc 2:
01. Bad
02. Bullet The Blue Sky
03. Running To Stand Still
04. Where The Streets Have No Name
05. Pride ( In The Name Of Love )
06. I Still Haven't Found What I'm Looking For
07. Stand By Me
08. Desire
09. Ultraviolet ( Light My Way )
10. With Or Without You
11. Love Is Blindness


potete scaricare i files FLAC cliccando

qua per la prima parte

qua per la seconda parte

11 giugno 1988 - Torino, Stadio Comunale - Non solo Bruce Springsteen


il Massimo del Buongiorno - Semaforo verde



Passi la vita ai box a sistemare la tua macchina, a prepararla per il meraviglioso gran premio della vita, dai tutto te stesso nelle qualifiche, senti che lei ti segue, affronti le curve senza paura, acceleri spavaldo, sorpassi sfrontato, attacchi ogni rivale, sogni la bandiera a scacchi, senti il tuo inno risuonare nell'autodromo, pregusti lo champagne.

Poi parcheggi in doppia fila.

lunedì 10 giugno 2013

Dal nostro inviato a Padova (Bruce Springsteen 31\05\2013)



Sono passate tre settimane dalla trasferta stoccolmese e toccava ripartire un'altra volta, cambiava il mezzo di trasporto, la direzione est al posto che nord, ma in fondo in fondo era la solita zingarata per assistere ad un concerto. Partiamo dall’angolo tripadvisor.
Padova è una bella citta, e come ci racconta il suo più illustre ex dirigente sportivo, schiava della vicinanza con Venezia, e anche di un cattivo ufficio stampa.
Quatto colpi di mouse e paypal, ci avevano anche munito di una prenotazione per la visita alla Cappella degli Scrovegni.
Si può definire in un solo modo, spettacolare, 15 minuti a naso all’insù per cercare di trovare i dettagli descritti dalle guide multimediali del museo, i nostri piani prevedevano l’esplorazione anche della basilica di Sant’Antonio.  Probabilmente, il solo pensiero di avvicinarmi ad un santuario ha causato un fortunale.
Una volta che è spiovuto, e dopo l’acquisto di un ombrello,siamo arrivati al santuario, giusto per scoprire che ospitava, sia all’esterno che all’interno, svariate tonnellate di impalcature ad imitare la sagrada familia.
Uno spriz prima del  rientro in albergo dove ci aspetta  il Sir che ci porta a cenare, bolliti e arrosti, il tipico cibo estivo… ma con 7 gradi e cielo di piombo ci stavano benino.
La mattina dopo, ci attardiamo ed arriviamo allo stadio euganeo, tardissimo, ben alle 7 e 30.
C’erano più di 2000 persone, follia. Totale e completa follia collettiva, se poi penso che solo un mese prima a Stoccolma, arrivando verso le 8 e 30 ho preso un onesto 478.
C’è qualcosa che non va. Seriamente.  Tiriamo l’ora dell’apertura cancelli regolari e proviamo a prendere l’indulgenza plenaria, dopotutto eravamo andati dal santo ma scegliamo l’accesso sbagliato.
Ci serve qualcosa per il morale, vediamo il cameraman e la camerawoman arrivare sul palco di corsa. Si accendono i megaschermi e bang!
Pre-show acustico, giusto per aumentare l’adrenalina, e la risposta del pubblico, con il coro di badlands che nasce spontaneo alla fine di promised land (non centrerebbe un cazzo, ma per la serie le piccole cose che contano, invece vale moltissimo) ripreso e trasformato in growin up è la scintilla che accende quello che succederà più avanti.
 Altre tre ore di attesa,in cui avviene la ricerca di un posto in mezzo ai normaloidi ed il concerto è pronto per ricominciare. E come…
Bruce esce da solo, armato della sua fida chitarra acustica, e parte con una versione riarrangiata in chiave combat folk del fantasma di tom joad. Questa sera lo si capisce subito, Bruce gioca per vincere, si passa all’elettrica, entra l’esercito di musici e giu’ a tavoletta, long walk home, my love, two heart, si steve si degna di fare i cori, e poi via a pescare le richieste dal pubblico, boom boom, something in the night, fucco due, sembra indemoniato, e poi dopo l’angolo wrecking ball bang…l’annuzio, scarno senza gigioneggiare in italiano..
Questa sera born to run start to finish
Fucco due.  Non avrei mai detto che succedesse a PD, prevedevo scaletta pazza, ma questo proprio no, me ne farò una ragione. Mi sto pure abituando bene, la terza meeting –jungleland in 4 concerti, e l’unico in cui è mancata aveva al suo interno racin’.
Inizia a piovigginare, fine e freddo, finalmente i tipi del meteo.it ed il loro araldo Kingo, saranno contenti, hanno pronosticato pioggia dalla mattina alla sera. Zioorologiorotto, mi barrico nella tuta antipioggia e non mi accorgo di nulla.
Ogni tanto mi guardo in giro, analizzo il comportamento delle cavie normaloidi. E vedo solo facce felici, senza troppe menate sulla rarità della canzone o sul fatto che sunny day ha rotto i collioni.
Dopo jungleland, bruce, infila il concerto sui binari, lasciando spazio anche ad un local washboard hero, ed e’ un gioco da ragazzi arrivare al risultato finale
Padua, batte Stoccolma1 3-0
E non è servito nemmeno un duetto con Alexis Lalas.
Uggia’ Padova è stata più eletta della prima sera stoccolmese.
Ci si strascina verso il parcheggio, si recupera la macchina e si finisce in un simpatico ingorgo stradale, un ora per uscire dal parcheggio, con l’utilissima collaborazione dei vigili patavini e una riduzione di corsie da 3 a una appena raggiunta la A4, 
5 ore 4 caffe e una red bull dopo raggiungo casa.
Meno di 48 ore alla ripartenza, milano is calling.