giovedì 10 ottobre 2013
Un bootleg al giorno - 10 ottobre - David Bowie (mp3)
David Bowie
The HQ Club
Dublin, Ireland
10th October 1999
Artwork Included
01. Life On Mars
02. Thursday's Child
03. Can't Help Thinking About Me
04. Word On A Wing
05. China Girl
06. Repitition
07. Always Crashing The Same Car
08. I Can't Read
09. Survive
10. Changes
11. The Pretty Things Are Going To Hell
12. Seven
13. Drive In Saturday
14. Rebel Rebel
potete scaricare gli mp3 cliccando qua
mercoledì 9 ottobre 2013
Un bootleg al giorno - 9 ottobre - Dire Straits (FLAC)
Dire Straits - "THE FINAL SHOW 1992"
Estadio de la Romareda, Zaragoza, Spain
9th October 1992
Source Audience
Format 2CD-R
CD 1
1. Calling Elvis
2. Walk of life
3. Heavy fuel
4. Romeo and Juliet
5. The bug
6. Private investigations
7. Sultans of swing
8. Improvisation & Ole Ole
9. Your latest trick
CD 2
1. On every street
2. Two young lovers
3. Telegraph road
4. intro Money for nothing
5. Money for Nothing
6. Brothers in arms
7. Solid rock
8. Mark Knopfler saying goodbye & thanking the crew
9. Wild theme
potete scaricare i files FLAC cliccando qua
martedì 8 ottobre 2013
Un bootleg al giorno - 8 ottobre - Bob Dylan (mp3)
Bob Dylan
1994-10-08
Orpheum Theatre
Boston, MA
Soundboard Recording
320 kbps
Artwork Included
CD 1:
01. Jokerman
02. Señor (Tales Of Yankee Power)
03. All Along The Watchtower
04. Queen Jane Approximately
05. Tangled Up In Blue
06. Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
07. The Lonesome Death Of Hattie Carroll
08. Masters Of War
09. Don't Think Twice, It’s All Right
10. Knockin’ On Heaven’s Door
CD 2:
01. Highway 61 Revisited
02. In The Garden
03. Maggie's Farm
04. Ballad Of A Thin Man
05. It Ain't Me, Babe
Bonus Tracks
1994-10-09
Orpheum Theatre
Boston, MA
06. You're A Big Girl Now
07. One Too Many Mornings
08. Two Soldiers
Bonus Tracks
1994-10-20
Roseland
New York NY
09. Rainy Day Women #12 & 35
10. Highway 61 Revisited
potete scaricare gli mp3 cliccando
qua per la prima parte
qua per la seconda parte
lunedì 7 ottobre 2013
Un bootleg al giorno - 7 ottobre - Billy Joel (FLAC)
Billy Joel
The Spectrum - Philadelphia, Pennsylvania
Tuesday - October 7th, 1986
01- Introduction
02- A Matter of Trust
03- Pressure
04- Running On Ice
05- You're Only Human
06- "Billy"
07- Piano Man
08- "Billy"
09- Scenes From An Italian Restaurant
10- "Billy"
11- Vienna
12- Allentown
13- Goodnight Saigon
14- "Billy"
15- This Is The Time
16- Big Man On Mulberry Street
17- "Billy"
18- Baby Grand
19- Angry Young Man
20- Stiletto
21- An Innocent Man
22- "Billy"
23- The Longest Time
24- Just The Way You Are
25- Only The Good Die Young
26- It's Still Rock and Roll To Me
27- Sometimes A Fantasy
28- You May Be Right
29- Uptown Girl
30- Tell Her About It
31- Captain Jack
potete scaricare i files FLAC cliccando qua
Daniele Tenca - Una sveglia a tempo di blues
Dopo averlo citato relativamente alla polemica nata ai Glory Days di Rimini sulla correttezza di eseguire pezzi propri a feste del genere, ho ripreso i suoi dischi e mi è venuta voglia di pubblicare sul blog la recensione che feci qualche mese fa del suo ultimo lavoro Wake up nation per il sito il sussidiario.
Nato come genere di protesta da parte della popolazione di colore, il blues ha sempre mantenuto negli anni la sua valenza sociale, legato com'è a doppio filo con le lotte contro la schiavitù.
Blues come espressione di un dolore e di un malessere profondo, che unisce il lamento cantato col suono della chitarra.
Blues come genere decisamente americano, proprio per il legame inscindibile di cui sopra.
Ma chi dice che il blues non possa essere colonna sonora anche di altre lotte, altre battaglie, altri tentativi di rivendicazione?
Non lo pensa di sicuro Daniele Tenca, che pubblica in questi giorni Wake up nation, il suo terzo album in studio, il secondo di blues.
E se l'album di esordio in italiano era un buon compromesso tra rock e tradizione cantautorale italiana, sia Blues for the working class che il recente Wake up nation dimostrano come Daniele e la sua band mastichino perfettamente il linguaggio del Delta, sia nelle musiche che nelle tematiche e soprattutto nello spirito.
Dopo aver riflettuto e cantato della classe operaia (la che? Classe cosa?? ah perchè, esiste ancora?), Daniele si rivolge ora alla propria nazione, cercando di scuoterla da un torpore che ormai la sta distruggendo, lentamente ed inesorabilmente.
Circondato da ottimi musicisti, in pratica il meglio del blues italiano, (Gnola Glielmo, Paolo Bonfanti, Riccardo Maccabruni, Andy J Forest, Cooper Cupertino) Tenca pubblica un disco completo, sferzante, che lancia un grido di allarme ma che di certo non dimostra rassegnazione.
Rabbiosamente ironico è il pezzo iniziale, Dead and gone, dove si riciclano quei luoghi comuni con cui per anni si è parlato alla pancia dei cittadini, cercando di coinvolgerli in una guerra tra poveri che ha avuto il solo risultato di creare una patina di razzismo ed intolleranza sotto la quale l'anima più vera dell'uomo trova appunto la morte e la sepoltura.
A fare da contraltare arriva subito dopo la velenosa Big Daddy, che parla di chi per anni ha comprato piaceri e piacere grazie a soldi sporchi e ad una rete di disonestà prima di tutto intellettuale, che ha chiuso occhi e naso a chi cadeva nella trappola, magari illuso da un programma televisivo o da una squadra di calcio.
What ain't got richiama sia nel titolo che nel testo la canzone di De Andrè e Bubola (quello che non ho), ma stavolta a mancare al protagonista è una serie di cose che una volta forse si potevano chiamare nazione o patria, concetti ora riservati a nostalgici paramilitari, mentre quella fascia di popolazione che dallo stato (nazione, patria) avrebbe più bisogno di un (doveroso) aiuto sente lontana ed anzi fonte di costante imbarazzo; così come il pezzo successivo, The wounds stay with you, che parla di ferite e cicatrici, spinge gli ascoltatori a serrare le file e fare fronte comune contro chi trae vantaggio dal metterci al fondo della catena alimentare. A sottolineare tutto questo una lap steel guitar che urla forte il suo malcontento (l'ottimo Matteo Toni).
È un album sofferto e doloroso, due emozioni forti che permeano tutte le canzoni e condizionano tutti gli aspetti della vita dei protagonisti, anche quelli più romantici.
La fantastica ballata Silver Dress prova a portare un po' di dolcezza ma il desiderio in tempi come questi spesso è frustrazione e rimpianto.
Un disco che partendo da una musica senza tempo come il blues, lo rende attualissimo, cantando testi immediati e profondi, che rispecchiano in modo molto crudo e diretto la realtà odierna.
Ottimo esempio di questo è What did you do?, immaginario dialogo (tra padre e figlio?) con chi non ha avuto il coraggio di schierarsi, se non nascondendosi dietro l'anonimato di internet, dove ognuno può essere un feroce rivoluzionario senza muoversi di un centimetro dalla sua sedia e dalla sua pigrizia. Domande a cui forse tra qualche anno dovremmo rispondere appunto ai nostri figli, ai quali stiamo lasciando un mondo di odio e rovine.
Musica senza tempo che quindi non può prescindere da alcuni padri fondatori, come Bob Dylan, che meglio di chiunque altro ha cantato del malessere e delle ingiustizie e la cui It's all good (da Together through life del 2009) suona perfettamente adeguata alle tematiche dell'album.
La title track è un pezzo incalzante, con chitarra e batteria (Pablo Leoni) che disegnano un ritmo battagliero, tappeto perfetto per l'esortazione di Daniele, che invita la sua gente a guardarsi da imitazioni di Dio a buon mercato e da troppi canali televisivi, mentre il dissenso non è permesso e ci stanno rubando il meglio dalle mani
A chiusura del disco un'altra cover, Society, cantata da Eddie Vedder nel suo meraviglioso album solista Into the wild (colonna sonora del capolavoro di Sean Penn) che viene riproposta per un finale dolceamaro, arricchito da una armonica che arriva dritta dalle sessions di Nebraska.
Sembra quasi che il protagonista scelga di non accettare più le regole di questa società (razza folle) e se ne allontani (come del resto accade nel film), non prima di aver tracciato un altro impietoso ritratto che ne denuncia le brutture, come Daniele ha fatto nel corso di tutto l'album.
Spero che tu non ti senta sola senza di me, dice in chiusura di album, ma sarebbe un peccato che Daniele seguisse alla lettera le vicende del protagonista di Society, la sua nazione ha bisogno di gente che ne canti problemi e contraddizioni, sferzandola e esortandola, come lui sta dimostrando di saper fare così bene.
domenica 6 ottobre 2013
Un bootleg al giorno - 6 ottobre - Warren Zevon (mp3 + FLAC)
Warren Zevon
Catalyst
Santa Cruz, CA
1996-10-06
01.Mr.Bad Example
02.Carmelita
03.talk
04.Figurine
05.Piano Fighter
06.Roland the Headless Thompson Gunner
07.Let Us Sleep Again Tonight
08.Bujonbora > Play It All Night Long
09.Boom Boom Mancini
10.You Don't Know the Meaning of Love
11.Excitable Boy
12.Werewolves of London
13.My Way
14.Lawyers Guns and Money
15.E: Ring Them Bells
potete scaricare gli mp3 cliccando qua
potete scaricare i files FLAC cliccando qua
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