lunedì 4 gennaio 2016

La prima del giorno





If you're travelin' in the north country fair
Where the winds hit heavy on the borderline
Remember me to one who lives there
Oh she once was a true love of mine

See for me if her hair's hanging down
It curls and falls all down her breast
See for me that her hair's hanging down
That's the way I remember her best

If you go when the snowflakes falls
When the rivers freeze and summer ends
Please see for me if she's wearing a coat so warm
To keep her from the howlin' winds

If you're travelin' in the north country fair
Where the winds hit heavy on the borderline
Please say "hello" to the one who lives there
Oh she was once a true love of mine

If you're travelin' in the north country fair
Where the winds hit heavy on the borderline
Remember me to one who lives there
Oh she once was a true love of mine

A true love of mine
A true love of mine
True love of mine
A true love of mine
A true love of mine
She was once a true love of mine


Ascolta, se stai viaggiando nella luminosa terra del nord 
dove i venti soffiano impetuosi lungo il confine 
ricordami a colei che vive là 
e che una volta fu il mio sincero amore 

Ascolta, se vai lì quando la bufera di neve infuria 
quando i fiumi ghiacciano e finisce l'estate 
ti prego, accertati che lei indossi una pelliccia così calda 
da proteggerla dall'ululare dei venti 

Ti prego, guarda per me se la sua chioma è ancora lunga 
se fluisce e si sparge lungo il suo seno 
Ti prego, guarda per me se la sua chioma è ancora lunga 
perchè è così che io la ricordo meglio 

Mi chiedo se lei ancora si ricorda di me 
Molte volte ho spesso pregato 
nell'oscurità della notte 
o nella luce del giorno 

Perciò, se stai viaggiando nella luminosa terra del nord 
dove i venti soffiano impetuosi lungo il confine 
ricordami a colei che vive là 
e che una volta fu il mio sincero amore 

sabato 2 gennaio 2016

Come restare "In Equilibrio", i consigli dei 4sixtyfive



E se alla fine scoprissimo che è proprio la musica la cura migliore per le brutture di questo mondo?
Sommessamente sembrano suggerircelo i 4sixtyfive, che hanno pubblicato a cavallo del capodanno il loro secondo album “In equilibrio”, che segue di un paio di anni l'esordio Signs.
Il gruppo di Pietra Ligure in 24 mesi scarsi ha sviluppato una notevole maturità compositiva e melodica, creando una magia lunga quasi 60 minuti, con 9 pezzi (di cui uno rivisto anche in chiave acustica) che meritano attenzione ed ascolti.

Musicalmente il gruppo è arrivato a definire il proprio suono in modo riconoscibile pur senza essere ripetitivo, un intreccio rock\pop affascinante che gioca molto sul duello delle chitarre acustica\elettrica di massimo e salvatore, con le tastiere di angelo ad avvolgere bene il tutto. La sezione ritmica di gian e paolo chiude il cerchio dando solidità e vigore.
La voce di sara è poi un timbro di classe ed eleganza che pochi possono permettersi.

Ma è nei testi che i 4sixtyfive ingranano una marcia nuova.
Perchè il discorso della musica curativa nasce e si sviluppa proprio dalle parole presenti in queste canzoni. Testi che portano con loro un filo conduttore che è appunto la catarsi: usiamo la musica per stare meglio, per buttar fuori certe scorie che ci avvelenano, per chiudere i conti con passati dolorosi, per razionalizzare viaggi non solo fisici ma soprattutto mentali, per dire a tutti che siamo felici ed innamorati.
L'idea che emerge da questo album è che davvero la vita di un gruppo, se vissuta con intensità e passione, può essere lenitiva.
Gruppo come piccola comunità, nella quale portare le proprie riflessioni e trasformarle in musica e canto, dove crescere come persone prima ancora che come musicisti e dove trovare la spinta per andare avanti.
Massimo e gian sono gli autori delle canzoni, ma è con l'aiuto della band che queste hanno preso vita, come in una famiglia dove i ruoli e le caratteristiche di ognuno contribuiscono al risultato finale, l'apporto “in note e presenza” di tutti i componenti del gruppo risulta decisivo.

Il disco si apre con un pezzo da 90, anticipato, sul libretto del cd, da una doverosa spiegazione, affinchè la metafora sia chiara.

Stranononamore, scritto attaccato, per pronunciarlo di fretta e di un fiato, come le cose di cui fa male parlare, non è un rapporto sentimentale andato storto, bensì una riflessione su un periodo di fatica, dolore e malattia che ha lasciato segni profondi, cicatrici e brutti ricordi, tutti esorcizzati in una specie di lettera da inviare a questa “lei” così cattiva, per giurarle che mai avrà “un briciolo di me”.
Già da questo primo, bellissimo, pezzo si capisce quanto siano cresciuti i 4sixtyfive, che lungo tutta la durata dell'album mantengono comunque un livello davvero alto, con la novità, rispetto a SIGNS di alcuni testi in italiano; proprio questi sono a mio avviso i punti di forza del disco, perchè dimostrano la capacità di comporre con un linguaggio diretto ma non banale, profondo ma non eccessivamente criptico o “cerebrale”, un linguaggio che favorisce la comprensione e l'immedesimazione dell'ascoltatore nei pezzi.

The right destination, a cui è stato abbinato una sorta di video documentario su un viaggio di scoperta e conoscenza, racconta appunto di partenze, cambiamenti e della capacità di guardarsi dentro, se si vuole andare lontani.
Luce nuova invece parla di amore, di conoscenza, parla di arrivi inaspettati nella propria vita, di passi che si è pronti a compiere, una ballata dolce, come una coppia che in una piazza piena e confusionaria riesce a ballare guardandosi negli occhi.
Questa Notte racconta di momenti introspettivi e di pensieri su cui fermarsi e da cui ripartire, ennesimo brano dove emerge lampante quello che prima definivo come “il suono” dei 4sixtfive, mentre There with you, guidata dal pizzicare delle corde ritorna sul concetto del cambiamento e del mantenere certi affetti vicino a noi.
Da In equilibrio è stato trato un video, girato in presa diretta alla Mazzifactory dove il disco è stato inciso ed è un po' un sunto delle tematiche dell'album: equilibrio come capacità di sopravvivere dentro questo delirio, tra affetti, dolori, perdite e ripartenze e luci, luci per trovare la soluzioni negli occhi delle persone che contano davvero.
Anche Che cosa siamo oggi noi è una riflessione dolceamara sul rapporto di coppia, che fa il paio con Consapevole. In entrambe emerge la voglia di voltare la pagina ed iniziare un nuovo racconto, un cammino diverso, una destinazione più chiara ed una scelta migliore. La seconda ha poi dalla sua un ritmo quasi swing che potrebbe farne un ottimo secondo singolo\videoclip.

Tornare a sognare, imparare a guardare lontano, a leggere uno sguardo apprezzando un rifiuto, a capire un amico sincero e partire”
Bellissima e molto esplicativa del senso di questo disco è la frase che chiude Your story, una strofa che racchiude forse l'essenza di questo lavoro e di questa band.

La possibilità, dentro una sala prove o seduti in cerchio a suonare, di trovare una chiave di lettura al mondo che non ci renda amari e duri, ma che ci dia la possibilità di conservare le nostre emozioni più vere, belle o brutte che siano, per trasformarle in azioni concrete che rendano migliore il nostro domani.


Un gran bel disco davvero, ottimo, per chi ai primi di gennaio si pone obbiettivi da raggiungere.

Per info:

venerdì 1 gennaio 2016

La prima dell'anno



Come ogni anno, la scelta del primo pezzo da ascoltare il primo gennaio è meditata, perchè sia augurio, sprone e desiderio per l'anno appena iniziato.

Lo scorso anno non è andata benissimo.

Quest'anno scelgo la leggerezza, la capacità di volare alto sopra certe miserie umane, sopra certi aspetti della vita che tarpano ali, inquinano aria e rovinano sogni.
Leggerezza e speranza.

Quindi ho scelto questo pezzo qui

RAGAZZA DEL 95 - FRANCESCO DE GREGORI

oggi è un giorno perfetto 
per volare 
per staccare l'ombra nel cortile 
la signora dei passaporti 
ha messo un timbro speciale 
oggi è un giorno perfetto per volare 
oggi è un giorno perfetto per non morire 
perchè una rosa è una rosa è una rosa 
anche se c'è da camminare 
e la strada non è in discesa 
una rosa è una rosa è una rosa 
diversamente non si può chiamare 
una ragazza del '95 che si sta per imbarcare 
una ragazza del '95 che si sta per imbarcare 
una rosa è una rosa è una rosa 
anche nel sole di Gibilterra 
il tempo scivola sull'orizzonte 
comincia il mare 
comincia la terra 
comincia il mare 
comincia la terra 
comincia il mare 
ricomincia la terra 
oggi è un giorno perfetto per volare 
oggi penso che il futuro sia un dovere 
il ministero della speranza 
ha detto che si può sperare 
oggi è un giorno perfetto per volare 
oggi è un giorno che c'è tutto da capire 

perchè una rosa è una rosa è una rosa 
anche nel fuoco di ferragosto 
una ragazza del '95 
in questo volo a basso costo 
rimette a posto il cellulare 
intanto scivola su Gibilterra 
comincia la terra e ricomincia il mare

giovedì 31 dicembre 2015

I miei dischi del 2015



Il mio disco dell'anno, indubbiamente è Sangue e Cenere dei Gang.

Un album meraviglioso, ricco, completo, nel quale i fratelli Severini ricordano a tutti perchè ancora oggi sono loro la voce più credibile di una sinistra che non vuole dimenticare e continua a combattere.

Ci sono stati tanti dischi quest'anno, davvero tanti.
Tanta musica, forse troppa, al punto che diversi album non sono riuscito ad approfondirli come meritavano e sicuramente li recupererò in futuro.

Alla fine, una volta deciso che i Gang avevano comunque vinto per distacco, gli altri li ho messi semplicemente in ordine alfabetico, scegliendone altri 15 tra quelli che mi sono piaciuti di più, senza voti o stelline.

In fondo trovate una playlist su youtube con un pezzo per ogni album.

Buon anno.

  1. 4-sixtyfive - In equilibrio
  2. Beth Hart - Better than home
  3. Cheap Wine - Mary & the fairy
  4. Francesco De Gregori - Amore e furto
  5. Graziano Romani - Vivo/Live
  6. Keith Richards - Crosseyed heart
  7. La colpa - Mentre guardi alla Germania
  8. Luca Rovini - La barca degli stolti
  9. Paolo Bonfanti - Back Home Alive
  10. Ryan Bingham - Fear and Saturday Night
  11. Songhoy Blues - Music in exile
  12. Sonics - This is the Sonics
  13. Vintage Trouble - 1 hopeful rd 
  14. Waterboys - Modern Blues
  15. Willie Nile - The Bottom Live Archives

mercoledì 30 dicembre 2015

Vetrine imbiancate, negozi chiusi ed una canzone di Bruce Springsteen



Mi capita una cosa strana e purtroppo abbastanza triste quando giro per le strade della città dove abito o della città dove lavoro o della città in cui ho vissuto per 30 anni.
Sono 3 posti a cui in un modo o nell'altro sono molto legato e nei quali quando posso faccio volentieri due passi, senza impegni o senza la fretta di dover andare da qualche parte di preciso.
Ad Albenga ultimamente mi capita di tornare con una certa frequenza, per un lungo periodo non ci ero più stato, la mia famiglia se n'era andata, io non lavoravo più da quelle parti, con gli amici se ci si vedeva, ci si beccava a metà strada.
In quel periodo, le rare volte che mi capitava di andarci, pensavo fosse in qualche modo normale vedere nuovi negozi o non trovarne più di quelli vecchi che ricordavo.
Poi con Su La Testa ho ripreso a frequentarla e la cosa che mi colpiva sempre e che mi colpisce tutt'oggi, è la velocità con cui i negozi aprono e chiudono e la impressionante quantità di spazi vuoti, dove una volta c'erano le vetrine che portavano, se non cose che mi interessavano, almeno luce e vita alle strade albenganesi.
Pietra Ligure e Finale Ligure, i posti dove lavoro e vivo, mi fanno la stessa impressione, anzi, girandoci più spesso, se possibile, pur non essendoci un uguale investimento affettivo, mi colpiscono ancora di più.
Strade vuote, vetrine abbandonate, fogli di giornale appesi.

Malinconia, tristezza, considerazioni su un tempo e su delle vite andate perse e che non torneranno.
Soldi sprecati, lavori perduti, gente che cerca in qualche modo di “arrabbattarsi” come può.

Tutto questo ed una canzone, My Hometown di Bruce Springsteen.
Una sua strofa in particolare.

Now Main Street's whitewashed windows and vacant stores 
Ora la via principale è solo finestre imbiancate e negozi vuoti.

Nell'album con la bandana, i muscoli e tutte le minchiate che furono dette e scritte su Born in The USA, questo pezzo era la chiusura, un addio alla città natale da parte del protagonista e della sua famiglia, un addio doloroso e straziante, dove il padre ricorda se stesso bambino che faceva le prime commissioni al papà, che lo portava fiero in macchina a conoscere la sua “Hometown” (termine bellissimo che in italiano non rende, città natale non basta, città vista come casa, culla, nido).
Il disco che si apriva con l'urlo del reduce respinto dal suo paese, finisce con un ennesimo rifiuto ed abbandono, “forse per dirigerci a sud”.

E questa strofa, spettrale, livida come una mattina invernale, ghiacciata come il cuore di chi va via. 

Io non lo so se la crisi è passata, se l'italia alza o meno la testa, non so cosa rappresenti il PIL nella vita di certe persone. Vedo determinate cose, dal punto di vista privilegiato del mio lavoro, cose non belle, sensazioni non piacevoli, prospettive preoccupanti. E non mi interessa discutere ora se il politico di turno sia sincero o meno, perchè alla fine, la strada principale, le tante strade principali di posti dove vivo, lavoro e dove cerco di far crescere le mie figlie hanno le finestre imbiancate ed un sacco, davvero un sacco di negozi vuoti.
C'è in generale un senso molto forte di dismissione, di abbandono, da un punto di vista economico ma anche, cosa ben più triste, morale e affettivo verso i posti e le persone che dovrebbero essere le componenti principali del nostro vivere, non solo del nostro sopravvivere.

Quelle vetrine vuote, magari una volta piene di oggetti vacui e futili, ora mi rappresentano invece un inverno che non sembra avere fine.
Tendo sia per carattere che come attitudine professionale a spronare alla speranza piuttosto che al lamento, quindi sogno che certe vetrine si riempano ancora, ma credetemi, certe “Main Steets” a volte fa proprio male attraversarle.

venerdì 27 novembre 2015

10 Volte Su La Testa!!! - Come Don Chisciotte 2.2



Fare parte dell'associazione culturale zoo è una delle scelte migliori che abbia fatto ed ha influenzato molto la mia vita (ed il mio tempo libero) degli ultimi 4 anni.
Organizzare Su la testa è tanto stancante quanto gratificante e se oggi posso perfino giocare allo speaker radiofonico, beh vi assicuro che molto dipende dalla prima volta che sono andato a riunione a casa Geddo.

Non potevo non unire queste due cose e dedicare una puntata alle dieci edizioni del festival. Una carrellata di artisti che hanno reso la nostra una storia che vale la pena di raccontare.

Ecco i pezzi trasmessi ieri sera

zibba & vittorio de scalzi - o mae ma
andrea parodi & claudio lolli - per non sentirci soli
massimiliano larocca - meravigliosi perdenti
federico sirianni & gnu quartet - vuoi
max manfredi - la fiera della maddalena
chiara ragnini - tra le foglie
francesco piu - trouble so hard
paolo bonfanti - black glove
bandabardò - mojito f.c.
l'orage - come una festa
francesco guccini - don chisciotte


(per chi volesse scaricare la puntata in mp3 ed ascoltarla offline, cliccate su "ascolta con il tuo player" poi cliccate col tasto destro del mouse sul tasto Play e "salva audio/video come")

lunedì 23 novembre 2015

Come Don Chisciotte 2.1 - Su La (Con)test



Prima puntata della seconda stagione di Come Don Chsciotte sulla webradio Radio Gazzarra.
Puntata dedicata interamente ai partecipanti al Contest Non Competitivo che si è concluso sabato ad Albenga e che sabato prossimo invece si trasformerà nella festa finale in attesa del Festival Su La Testa che si svolgerà dal 3 al 5 dicembre al Cinema Teatro Ambra di Albenga

Ecco gli artisti ascoltati

edoardo chiesa – nati vecchi
doremiflo – irrequieta
clemente – l’uomo senza verità
dagma sogna – ormai è tardi
ginez e il bulbo della ventola – rapina
the lonesome picking pines – fuorilegge
joe garibaldi – who am i?
ramon gabardi – sotto le bombe di dresda
francesca pilade – quel pezzo di carta’’


(per chi volesse scaricare la puntata in mp3 ed ascoltarla offline, cliccate su "ascolta con il tuo player" poi cliccate col tasto destro del mouse sul tasto Play e "salva audio/video come")