mercoledì 14 ottobre 2009

il Bepi




che io pensavo fosse uno di quei metallari brutti sporchi e cattivi, a slash.

poi la sera della prevendita per milano 2007 l'ho conosciuto, lui 45 kg ed i suoi capelli 40 kg.
 
ed a parte la maglietta che aveva addosso mi è subito sembrata una bellissima persona, a slash. tant'è che tempo due ore l'ho fatto ubriacare di birra irlandese. 

ed in questi anni abbiamo passato un bel pò di giornate insieme, sempre per concerti e parlare con lui mi ha sempre dato l'idea di parlare con una bella persona, senza star lì a menarsela sul fatto che ha 17 anni meno di me, senza star lì a pensare che lo chiamo figlioccio, ma ha l'età di mio nipote. 

ed io ci voglio bene a slash, anche se non dobbiamo più chiamarlo così, dovete fare attenzione. 

lui è Bepi Ramone. 

e per tutti i km fatti insieme (mentre il checco guidava, of course)  
e per tutti gli stadi, i palazzetti, i teatri, i circoli arci dove siamo entrati insieme 
e per tutte le note che abbiamo ascoltato insieme e per tutti i "minchia che concerto" che ci siamo detti l'un l'altro 
e per tutti i "a sto giro da chi dorme mattia?" che ho detto col checco 
per tutte le birre per tutte le risate per tutte le dormite nel sedile posteriore E anteriore (mentre il checco guidava, of course)  
alzo il calice al mio figlioccio, che fa 20 anni.

sabato 3 ottobre 2009

we don't need no thought control

Leggete, qui, non l'ho scritto io, leggete:

Oggi alla fine mi sono iscritta all'Università. Seconda laurea, Scienze della Formazione Primaria.

Curriculum Scuola dell'Infanzia, ovviamente, senò a che cavolo mi servirebbe prenderla, no?


Insomma che arrivo al Salone dell'Immatricolazione e mi è sembrato di tornare indietro di dieci anni, anzi, di più.

Solo che dieci anni fa, anzi, di più, ero una ragazzina, praticamente.

Oggi ho trent'anni, anzi, di più, e guardandomi intorno mi è venuto spontaneo domandarmi "Ma io cosa c***o ci faccio qui?". Shock superato relativamente in fretta, senonchè poi dopo mi tocca correre in sede di Facoltà per chiedere delle info su tirocinio/laboratori, perchè su Internet non ci capisce una mazza.

Mi siedo in attesa del mio turno, mi metto gli auricolari e mi sparo Up di Peter a manetta mentre leggo l'ultimo libro che ho comprato sui Floyd.


Fin quando non mi viene la malaugurata idea di alzare gli occhi e guardarmi intorno.
La sala d'aspetto è composta al 50% da ragazzine che son nate quando il muro di Berlino era già ampiamente crollato...tutte firmatissime, truccatissime, pettinatissime, con le borsettissime e i fidanzatissimi nella manissima; l'altro 50% da signore distintissime, compitissime e rispettabilissime (anzi, facciamo un 48%, l'altro 2% era una suorissima), con la faccia e l'atteggiamento da maestrissime.

Azzo.

M è preso il panico.

Io non sono mai stata la fighEtta truccatissima pettinatissima firmatissima ecceterissima.
Mi sarei buttata a mare al primo sintomo (deo gratias, mai avuti sintomi del genere).


Ergo...


...vuol dire che diventerò una signora distintissima, compitissima rispettabilissima e con la faccia da maestrissima? (suorissima non la prendo manco in considerazione, non scherziamo per favore).

No eh, mioddio, no!

Ok, diventerò Maestra a tutti gli effetti anche sulla carta, nei fatti è ormai da un bel po' che lo sono.


Ma non voglio quella faccia da maestrissima!


Io fumo come un turco

Ho dei capelli allucinanti (a proposito, devo tagliarli eh)

Il mio amore per i tatuaggi si evince senza sforzo (nonostante sul lavoro mi tocchi tenere le maniche lunghe finchè non si schiatta proprio di caldo, tipo 40° con umidità al 99%...eh, diamo tempo ai sigg.genitori di conoscere la maestra per quel che è, non per i disegni blu che ha addosso, che senò si spaventano. Eh.)

Tutto quello che posso spendere (quando posso spendere), esauriti gli oneri economici/familiari che mi vengono dall'essere figlia unica di madre vedova, se ne va in cd, dvd (musicali, obviously), libri and last but not least, in biglietti dei concerti (ah no, ci sono pure i viaggi, il più delle volte da sola, perchè a me non me ne frega un kaiser del Villaggio Turistico con o senza animazione e siccome sono impopolare in questa scelta allora parto per conto mio e mi faccio sfacchinate terrificanti ahah)


La mia seconda casa nell'ultimo anno è stato il forum di Assago (la dependance lo stadio di San Siro).


Ri-ergo..


ma io posso fare la maestra?

io che mentre scrivo la programmazione per il mese di ottobre mi ascolto l'ultimo di Mark Knopfler (a proposito, non male, decisamente non male) e poi spinta dalla nostalgia della sei corde che il nonno ormai accarezza invece di cavalcare mi metto su Alchemy sparato a tutto volume?

io che volevo estrapolare la parte strumentale di Firth Of Fifth per la recita di Natale? mabbasta con sto Zecchino d'Oro della m...ehm

io che quando sento parlare certi personaggi di dubbio spessore che si atteggiano a Educatori-Del-Secolo sento conati nello stomaco perchè educare dev'essere una vocazione e un desiderio, non uno sciagurato mezzo per imporre le proprie idee e le proprie regole?

io che con i bambini mi ci rotolo per terra e penso che posso dar loro qualcosa solo se pure io sono disposta a ricevere da loro?

io che le storie me le invento, non le copio chissà dove, e me le faccio raccontare da loro
E poi il registro...mioddio, lo odio il registro, c'hanno tre anni, echecazz, tra un po' li interroghiamo pure
Lorenzo vieni alla lavagna e dimmi di che colore sono i Puffi e se non lo sai ti dò i compiti a casa
i compiti a casaaaaaaaaaaaaaa a tre anniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
hh

se sti cazz di genitori ci giocassero coi figli, invece di volere "le schede da fare a casa" così intanto loro possono farsi i cacchi loro uhh a che ora devo andare a farmi le unghie?


adoro i bambini e, finora, mi è parso di capire che tanto schifo io a loro non faccio, così come non facevo tanto schifo ai pazzi a me tanto cari (mi mancate ragazzi)
il mio dilemma non viene dal fatto che ho timore di non sapere fare il mio mestiere, anzi
ma dal fatto che non voglio cambiare perchè il mio ruolo un domani potrebbe impormelo


e se lentamente io mi trasformassi in una maestrissima?? Paura e panico, come dice una mia amica (ciao Zo)


in soldoni...


posso fare la maestra rock????



Lo ha scritto Rossana, non la conoscete? peggio per voi.
Ma la domanda è: ho fatto bene a mandare mia figlia alla scuola materna dove lavora Rossana?

martedì 29 settembre 2009

ma probabilmente lo farò

Ok, partiamo dalla fine "ci vediamo, ciao grande, alla prossima, grazie di tutto, stay hardhungryalive" insomma quella roba lì, che ogni qualvolta ci si incontra alla fine sembra sempre che si stia partendo per l'iraq armati di una fionda e con una scritta sulla schiena tipo “abbasso bin laden e w salman rushdie”.

Ci si rivedrà ancora, ma nel dubbio daje con l'abbraccio.

Ed eravamo in un ristorante a due passi dal mare romagnolo, che non era estate estate ma faceva caldo, e non era inverno perchè il mare d'inverno è come un film in bianco e nero visto alla tv (cit.) e lì di colori ce n'erano tanti.

Belli i glory days in Rimini eh, belli davvero, bello il clima, l'atmosfera che si respirava, bello rivedere gente dopo secoli e secoli. Erano tipo 8 anni che per un sé e per un ma (vado – non vado – forse vado – prenota pure per me – non riesco sarà per la prossima volta) non c'era verso.

A sto giro abbiamo anticipato di un paio di mesi il mio compleanno e così eccomi in centro a rimini, birra in mano e daniele tenca al microfono (meglio tardi, molto tardi, tardissimo direi, che mai...) tempo zero e inizio a vedere facce note ovunque e si fa mattina praticamente in un lampo.

Dopo la dormita dell'anno si raggiunge la spiaggia della partita che ormai stanno preparando per la partita del prossimo anno, giù col culo sotto un tavolo e con la mia maglietta dei glory days d'ordinanza taglia capodoglio ggggiast for mi (che Dio benedica la famiglia Semprini ora e sempre in secula seculorum).

Gente, parole, racconti ecco che ritrovo il piacere di queste cose, che era un po' che non provavo, che era un po' che non provavo con certe persone.

Altra camminata fino in albergo per il riposo del giusto (e dell'anziano) e siamo pronti per la serata.


Momento serial killer: in uno dei millanta negozi di Sù Venìr vicino ai vino storici di mussolinic'èghevarahitlerstalintavorvaliumserenase c'era una riga di specchi con su la foto di un vip (chemminchia ti serve allora lo specchio??? boh) Fianco a fianco giacevano impolverati Elvis e Jacko. UUUUUUUUUUUhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.


Come al solito non è che sto lì né a fare il difficile sulle qualità dei gruppi che si esibiscono, né del resto mi ricordo tutti i loro nomi e\o le canzoni suonate (però molte erano cover di bruce direi, ah ah ah)

Però il primo aveva sto vocione e si muove 'guale 'guale e fa un paio di pezzi penniente facili e fa meeeeeeeeeeeeni river tu croooooooooooooooooos che insomma mica pizza e fichi né.

Poi c'è il gruppone con tenca, sirilli, che fan salir sul palco un tot di ospiti e ci si scalda un po'.

Poi c'è giò, ed io mi chiedo, ma giò lo sa che siamo a rimini? No perchè giò parla solo in inglese, chiede al gruppo se sono pronti e dice “A' iù redi bèèèèèèèèèèn”, dice se siamo “ready for the tenth” e fa tenth avenue freeze out, chiede se stiamo bene e fa “zzzzoccheiii”????.

bravo giò, ottimo.

Ma perchè parli solo inglese se di cognome fai Castellani?

Gran set comunque eh, sudoresudoresudore, biretta.

Intanto in sto Rockisland che è cagato in fondo ad un molo e voglio dire, se è una bella serata va bene, sabato era una bellissima serata, ma se c'è il mare mosso sembrerebbe di essere sulla nave Pequod, in sto posto qui si inizia a stare stretti.

Però c'è il bancone luuuuuuuuuuuuuuuungo, c'è il muro pienopienopieno di ritratti come dire a tema, e tutto fa in serate come questa eh.

E poi c'è la Sempra, la Sempra col ciuffo, il gilettino, il faccione di tillie stampato sulla panza, ci sono i groovers, c'è beppe con la camicia da operaio delle miniere del sulcis che fa molto clash, c'è il sassofonista vestito di bianco.

E poi c'è che iniziano con summertime blues e ci piazzano dentro born to be wild, 3 minuti scarsi di concerto e in una ipotetica piantina già si accenderebbe la lucina lampeggiante e direbbe VOI SIETE QUI ECCO LE NOSTRE COORDINATE.

Rockisland – molo di rimini – italia – rock'n'roll, casomai ci fosse un tom tom che segna anche questi PICCOLI particolari.

E poi c'è che fanno un medley con elvis presley ed i ramones. E non serve altro, è tutto in quei 5 minuti di ggggggot a burnin' love mischiato con hey ho let's go e sheena che è pur sempre una punk rocker; è tutto lì, tutto quello che ha fatto si che molti di quelli sia sul palco che sotto in un qualche modo abbiano riempito la loro vita con certe canzoni e certi artisti.

Elvis ed i Ramones, cazzo. Altro che gli specchi.

I ragazzi giocano in casa, inutile, si vede e soprattutto si sente, visto che le loro canzoni vengono cantate a squarciagola da buona parte del (numeroso) pubblico quasi come quelle del festeggiato.

Delirio finale, i classici ci sono tutti, c'è pure drive all night, si chiude.


Nessuno se ne vuole andare, perchè insomma una festa è una festa, così si fa di nuovo mattina a botte di piada e pizza calda.

Attenzione, i glory days creano dipendenza.


Appendice uno: all aboard!


Siamo strani, l'ho sempre pensato. Noi fenz siamo strani, ci prendono certe scimmie ogni tanto che non c'è verso.

L'ultimo grido in fatto di moda è il pulmino springsteeniano.

Gran bella idea oh.

Se sei tipo in spagna, devi andare da metti caso da valladolid a santiago de compostela, è una grandissima idea.

L'unica possibile direi.

Ma se siamo in 8 che veniamo “quasi” dallo stesso posto, e dalla liguria si scende in romagna, non è che sia l'unica scelta, no no.

Ma fa tanto fratelli di sangue

fa tanto two e poi three e via via fino a eight for the road

ma soprattutto fa cagare.

Zio del cane porcone, un fiat scudo, 8 posti per 8 persone che parti da casa prendine due lì, vai là, caricane altri due, cerca il posto dove affittano il pulmino, caricane n'altro, vai giù, prendi le ultime due e si parte, FINALMENTE.

Uscito da casa alle 14.15, partito da Rapallo alle 18.

4 ore finale ligure – rapallo, km 100.

a digiuno.

eh ma si viaggia tutti insieme, si cantano le canzoni di gruppo, si gioca ad obbligo e verità, parapiglia scatta il gioco della bottiglia (cit.), su le mani per born to run, tutti a destra ooooh ooooh tutti a sinistra oooohhh ooooohhh.

(non abbiam fatto NESSUNA di queste cose, sennò scriverei ste righe da un penitenziario di massima sicurezza).

Arrivo a rimini – locale dove suonano: 23.30

il concerto era iniziato alle 19.30.


flashback: simo scusa, già che ci siamo riesco a scendere a rimini il venerdì, così arrivo PER IL CONCERTO DI VENERDI' SERA?????


momento autocritico: con due macchine avremmo speso uguale e ci avremmo messo almeno 2 ore di meno, ma ci tenevano taaaaaaaaaaaaaanto a prendere il purmo.

poi arriviamo eh, piano con calma ma arriviamo, coi piedi congelati ma arriviamo, con le gambe anchilosate ma arriviamo.

Ma non la faccio tanto lunga, molliamo il pulmino lì dall'albergo e passa tutto, del resto sabato a pranzo siamo andati a piedi perchè sono due passi e lì non sai mai dove parcheggiare (ovviamente, ci saranno stati 4 km, che finivano in una landa desertica dove non solo non c'erano parchimetri, ma se parcheggiavi lì la gente, commossa per il tuo gesto così raro, ti dava anche un euro all'ora, i giorni feriali, dalle 7.30 alle 23).

zio cane.

Non la faccio tanto lunga perchè poi c'è da tornare indietro e si va lisci fino a rapallo (ora di arrivo 20.30) poi ricomincia il delirio che esci sposta brega parcheggia bestemmia molla i documenti nell'apposita feritoia portane due qui, due là e vualà.

Tocco il letto alle ore 24, partiti alle 16.30 da rimini.

Però vuoi mettere i QUINTALI di retorica springstiniana che vomitiamo per sta cosa del pulmino? E all aboard rimini is our next stop, e i tramps like us, e does this bus stops at rimini e alèèèèè.

Che poi oh, la colpa è la mia eh, che non ho più l'età e\o la pazienza e\o la tolleranza per fare ste cose no no no, equipaggi snelli da 3 massimo 4, poi c'è tempo e voglia di stare TUTTI insieme, ma la logistica va organizzata in pochi, ognuno per sé e Dio per tutti, lo avrei anche detto nel viaggio di ritorno, ma avevo paura che qualcuno mi correggesse dicendo “... e BRUCE per tutti.”


p.s. Dell'appendice uno: che poi è chiaro che a me viaggiare con certa gente piace sennò sarebbe puro masochismo, voglio dire già l'idea del purmo è una merda se poi lo riempi di gente che mi sta sui coglioni allora sei scemo eh? Che c'era mister purezza springsteeniana, bellolui, sempre allegro sempre sorridente, basta andare lui è contento, il Puro. C'era la fidanza del Puro, allegra e solare come il Puro. C'erano matteo e silvia che sono proprio brave e belle persone, c'erano le due Valentina una sempre pronta a raccontarti della scuola barra vita barra nuovo gruppo che a gente così la ascolterei mesi interi, l'altra un filo più taciturna ma sempre coi suoi due begli occhioni sgranati che lei si che dovrebbe raccontare bene sto weekend perchè non le scappa niente, c'era bepi ramone, lui è il mio figlioccio, con lui vado dappertutto.


Momento amarezza: fossi tornato in treno partendo DOPO da rimini sarei arrivato PRIMA.


Appendice 2: Lo Nanista


tutte le prese per il culo, gli sfottò, anche le polemiche che io da anni faccio coi fans, fondamentalmente hanno un filo conduttore: le faccio perchè so che io sono in un certo modo come chi sfotto, sono come colui con il quale faccio polemiche.

Lo sono stato, potrei diventarlo, ma in fondo so benissimo che dentro di me in maniera più o meno latente albergano tutte quelle caratteristiche da fenz che sono solito irridere con la mia irresistibile verve.

Ma lui no. Lo Nanista va oltre, qualcosa che non so se riuscirò a descrivere a parole, lo Nanista è una specie a parte.

Perchè in effetti non sono pochissimi quelli che credono che lo scopo di tutto sia vincere il premio come MIGLIOR FAN IN ASSOLUTO DI TUTTA LA VITA DI BRUCE SPRINGSTEEN, no; magari sono proprio tanti, ma Lo Nanista li batte tutti, alla grande, a partire dai suoi amici più stretti, ormai ridotti a semplici comparse nella sua grandiosa sceneggiatura.

Lo nanista è un tipo che per motivi a me ignoti è diventato protagonista assoluto di quel rito pagano al quale ormai sempre meno riescono a sottrarsi: le file davanti agli stadi\palazzetti\teatri prima dei concerti di bruce.

Lo nanista è divetato protagonista grazie a Dio dopo che io ho smesso di fare code, dopo che ho smesso di andare nel pit, dopo che ho deciso che avevo già dato e che con certe (dis)organizzazioni non volevo avere più nulla a che fare.

Per questo motivo io Lo Nanista lo conoscevo solo di nome e di fama, fino a venerdì.

Poi venerdì sera ho apprezzato (ah ah ah) la sua ars oratoria, visto che mentre eravamo lì in graziadiddio a farci l'ultima birretta prima di tornare in albergo ha impedito che chiunque oltre a lui dicesse una parola, pena l'essere sopravaricato dal suo tono stridulo e spazzato via con una scrollata di ciuffo mentre lui diceva “io io io io io io”


Perchè Lo Nanista non è fans di bruce, lui vuole arrivare al punto in cui:

  • tutti i fans di bruce diventino anche suoi fans

  • bruce diventi un suo fan

perchè Lo Nanista di quello che bruce scrive e canta da 40 anni non ha capito un beneamato cazzo, lui secondo me un giorno ha deciso di chi fingersi fans per sfogare la sua megalomania anghingò tre civette sul comò e trac, è uscito bruce, sfigadimmerda.


Lo Nanista ha capito che serviva qualcuno che coprisse un certo ruolo e trac lo ha fatto suo: lui organizza file, gestisce appelli, ma soprattutto regala a tutti sé stesso, perchè Lui è grande.

In spirito, direi, visto che mi arriva allo Mbelico, Lo Nanista.

Ma tutto questo non basta a spiegarvi che uomo è Lo Nanista, no, perchè non rende l'idea, ci vorrebbe qualcosa di ecclatante, di clamoroso, qualcosa che si fa fatica a credere.

Eccolo qui: sabato sera mentre ero in fondo al locale, durante il concerto dei blastwaves, Lui è arrivato, baciato dal sole pure alle 22, a braccia alzate, urlando.

Tutto qui? Si lo so non basta a rendere l'idea.

Ed allora vi dirò che tutta sta scena l'ha fatta con uno davanti che LO FILMAVA.

Si, lo so che questo rende.

Perchè io non concepisco chi sta 50 ore davanti allo stadio prima di un concerto, ma le mie file luuuuunghe le ho fatte; ironizzo su chi è monotematico, ma chi ha un metro di giudizio diverso dai fan lo pensa\pensava pure di me e se non lo pensa per bruce lo pensa per i perl jam o per berlusconi, prendo in giro chi ascolta solo bruce ma ho avuto anche io i miei giorni barra mesi barra anni in cui c'era solo lui nello stereo.

E da anni sono sceso a patti col mio ego, so di essere egocentrico, so che mi piace stare al centro dell'attenzione, lo so, lo accetto, cerco di non esagerare, mi faccio ben volentieri prendere in giro per questo.

Ma così no. Mai, MAI EMM A I MAI.

Così è delirio di onnipotenza, altro che ego.

Io sarei egocentrico??? IO???????????

ma per favore.

Io non posso andare a più di 2 massimo 3 date di bruce a tour, ma anche potessi andare a tutte, mai e poi mai perderei un secondo o forse meno di un suo concerto per girarmi verso la telecamera e farmi riprendere, MASTIAMOSCHERZANDO???????

perchè poi alla fine non è più l'andare ad un concerto di bruce, non è più il discorso che non ti basta uno, né 5 o 20 e se puoi permettertelo vai a 100, cazzi tuoi, beato te.

Lì è unicamente un discorso di tacche sul fucile, è un discorso di esserci per il gusto di dire IO C'ERO, IO ERO IN PRIMA FILA.

E a me sti discorsi fanno schifo.

E a me Lo Nanista fa schifo.

E ad occhio non siamo in tanti a pensarla così però, la sua clacque si muoveva compatta, cameraman davanti, lui in mezzo, le groupie a fianco, i galoppini dietro.

E a me prende la tristezza.

Sabato sera gli ho visto versare ettolitri di bava in un tacchinamento che credevo ormai esistesse solo nei film revival anni 80.

speriamo per lei non sia andato a buon fine.

venerdì 18 settembre 2009

Dal manuale del perfetto punk-rocker

Prendi una chitarra, riempila di adesivi fichi. Come? Non esistono adesivi fichi? Qualche gruppazzo punk anni 70, un paio di parolacce, una donna nuda, ok? Non ce li hai? Te li trova mtv dai.

Metti su un giubbotto di pelle nera, strappalo, calpestalo, rendilo inguardabile, ok? Non ce l'hai? Te lo trova mtv dai

pettinati un po' come si deve su, stai per diventare UN'ICONA PUNK, la musica farà si cagare, ma è il look quello che conta, su sta cresta, vai di brillantina, alè!!! si si abbiamo capito, la brillantina giusta te la trova mtv dai.

Facciamo un singolo, facile facile ma con tante chitarre, una cosa da pazzi si si, anzi, lo facciamo proprio tra i pazzi ok? Il video lo mandiamo a bomba su mtv, dai.

Primo passo: piacere ai gggiovani, canzoni sceme, da pogare nei locali gggiovani dove ci va la gente vestita proprio proprio come te, che sei UN'ICONA PUNK, che qualunque cover band sia in grado di rifare in 5 minuti ok? Tanto il vostro video è a bomba su mtv, dai.

Per un po' di anni vivi di rendita, la gente gggiovane vuole quello? E noi gli diamo quello. Come dici? Sembra un discorso della brunetta dei ricchi e poveri? Vabbè, ma loro non passano su mtv, dai.

E se per caso escono fuori un po' di gruppi tipo il tuo? Facile, guardati intorno, cosa va di moda oggi? Ah si senti che ideona, SCHIERIAMOCI CONTRO IL PRESIDENTE BUSH, un bel video sulla guerra, gente che spara, flashback con le fidanzate, evvai sei IL PORTAVOCE DI UNA GENERAZIONE!!

uh, senti questa, URAGANO KATRIINA, ti abbiamo procurato un duetto CON GLI UDDUE!!!!

ormai sei lanciatissimo.

RESTERAI NELLA STORIA!!!!

PORTAVOCE DI UNA GENERAZIONE!!!!

ICONA PUNK!!!!

ALBUM CAPOLAVORO!!!!


ora però, quando avete tempo, imparate a suonare, green day di merda.



mercoledì 9 settembre 2009

Termini il paragone


Bobby solo e little tony sono gli elvis italiani

michael jackson è l'elvis del pop

mike bongiorno è l'elvis della televisione

eminem è l'elvis del rap

ricky martin è l'elvis sudamericano

maradona è l'elvis del calcio

emidio lo cazzo è l'elvis della rosetta

fiammetta suflona è l'elvis dei pompini


no, niente, è che secondo me stiamo un filo esagerando con sti paragoni su Elvis.

Elvis è Elvis.

Punto.

Occhio ad andare avanti, che qui qualcuno rischia la vita o quantomeno i coglioni (cit.)

occhio, voi non lo sapete, ma avete una pistola puntata contro.

Poi non dite che non vi avevo avvisato




lunedì 31 agosto 2009

hail hail the lucky ones!

stamatina mentre tornavo in ufficio per la prima volta dopo 15 giorni di ferie (che non so se ve l'ho detto, ma ODIO TUTTI) avevo ben chiara una cosa: VOGLIO VEDERE DI NUOVO I PEARL JAM DAL VIVO
il motivo è chiaro, ma è anche stato come dire accentuato dal racconto che vado testè ad inoltrarvi, della mia carissima amica stefania, detta "a'zzia".
che a lei io la so, e sapevo benissimo che sarebbe andata così, la sua PRIMA volta coi PJ.
che a lei i PJ glieli ho inzegnati io, glieli.
e quando i bastardi di seattle han piazzato le date europee nell'unica setimana in cui io e mia moglie possiamo fare delle ferie INSIEME, lei c'ha provato e riprovato, ma per ora nun è destino che si possano vedere "li pupi" insieme.
ma succederà, si si, e ci balleremo yellow ledbetter stretti stretti, come promesso.
nel frattempo, lei s'è picchiata 3 date, questi sono i risultati.

allora, pare che je l'amo fatta.
cana sistemata, pupi al mare, creatura pure, piante accudite, si parte.
prima tappa berlino. aerioplano, io m'anninno, fede resta aggrappata ai
braccioli tutto il tempo e all'arrivo cià l'artrosi, quel tot di tempo per
capire come cippa fungono i trasporti della crucconia, breve sosta in albergo e
si va allo stadio.
oddioddio, si va allo stadio a recuperare i biglietti...
lo stadio sta dentro un parco, famigliole che fanno il picnic, birrozzi e
wurstelloni per ogni dove, trenino ciuff ciuff con bambini esultanti, si vabbè
ma lo stadio ndo sta?? cammina cammina, ecco il 10c. 2 minuti di fila e c'ho i
biglietti e il braccialetto in mano. io già qua necessiterei di rianimazione, la
stiamo perdendo carica a 100 libera!
ma mi faccio forza, me magno un wurstellone propiziatorio, birrozzo,
individuiamo i bimbi della ml (la VALE, AHO'!!!), se mettemo in fila. la fila si fa dentro un bar
all'aperto, sabbioso, coi tavolini, birre che scorrono a fiumi come nel paese
della cuccagna, accerchiate da slavi, polacchi e gente di lingua indefinibile,
età media forse 30 anni. io inizio ad essere nervosetta. 1: perchè sò anziana;
2: perchè c'è tanta gente, il posto è piccolo, stamo appiccicati, sudati,
assediati da parecchi già allegri alle 4 del pomeriggio, c'ho caldo e mi scappa
il piscione psicologico. e ripeto, sono appena le 4.
alle 5, dopo un tot di gomitate co diverse valchirie cattive, c'ero prima io, no
io sò arrivata da mò, madechè mò ti faccio menare dal mio fidanzato (che
naturalmente è grosso, ah se è grosso, brutto e cattivo!), alle 5 aprono i
cancelli. e di fronte SCALE. ora voi capite che significa dover salire di corsa
le scale e poi ridiscenderle, perchè noi siamo in alto e il palco è basso, io sò
anziana, me fumo l'anima possino ammazzamme e gna posso fare. è precisamente in
momenti come questo che mi sorge spontanea la domanda che poi mi si ripresenterà
ciclicamente nella stessa giornata e nelle altre a venire, ossia: ma ammè,
vegliarda madre di famiglia, che dovrei stà a casa a cucinà il ragù e a taglià
il cocomero ferragostano d'ordinanza, o stravaccata sul divano col ventilatore a
palla a vedè i mondiali d'atletica, ammè precisamente CHI CAZZO ME L'HA FATTO
FA'?????????

???????
e comunque, nel mentre che mi pongo la questione, corro, salgo le scale, sputo
un polmone, ariscendo le scale, me insabbio nelle sabbie mobili del catino,
corro, e come dio vuole arrivo. oh signore, je l'ho fatta, 4-5 fila, tutti
seduti, fede, angela e un tot di italiani gentili mi circondano, nonchè un
crucco al quale chiedo l'altezza da in piedi e la risposta è 1,93, ziocane,
ritengo utile scansarmi da lui, sia pur gentile... siamo pervenute, lo stadio
pare bello, anche se sta sabbia sotto i piedi m'inquieta non poco, il prato, o
meglio la spiaggia si riempie, siamo ancora seduti. chiacchiere varie, sete,
oddioddio che sete, alla security je rode il chicchero perchè dopo millanta
richieste si degna di allungarci un conetto d'acqua nel quale saranno contenute
forse 10 gocce, e fatevelo bastare! daje, su approdano sul palco i gomez. non mi
dispiacciono assolutamente anche se l'attesa inizia a farsi ansiogena, quando
arrivano i nostri?? a sto punto ho già perso 10 anni di vita, il che significa
che quando uscirò di qui avrò l'aspetto di benjamin button alla nascita, ma daje
daje ECCOLI, arrivano!!!!!!! entrano sul palco e succede il finimondo, nel senso
che tutti coloro che sono dietro di noi, cioè praticamente tutto il prato, cioè
praticamente centinaia di persone, si catapultano sopra di noi, spazio vitale
zero, spinte laterali, pressione che manco l'astronauti sullo shuttle, sto per
morire, ma intanto eccoli, li vedo, c'è eddie, proprio eddie davanti a me che
attacca why go. non ve lo posso dire, rega, non ve lo posso proprio dire, perchè
non so dirlo nemmeno a me stessa, cosa avviene dentro il mio cuoricino in questo
momento. è qualcosa di talmente emozionante che solo chi l'ha provato può
capire. è incredulità, radiosità, gioia allo stato puro, fomento, estasi tipo
santa teresa, energia. sta capitando davvero?? e la risposta è SI! HAIL HAIL THE
LUCKY ONES!!
a the fixer sento che la pressione è esagerata, c'ho il gomito di qualcuno nella
milza, il fianco di qualcun altro sul fegato, il mio braccio destro non so piu'
dove sia, il sinistro è pericolosamente contorto tra membra altrui, costole
premute, sò bassa, i miei occhiali stanno prendendo una strana direzione, li
vedo andare in un luogo che non è il mio naso, no, gna posso fà. mi faccio
estrapolare dalla security che finalmente serve a qualcosa ed eccomi sana e
salva sulla gradinata laterale, in compagnia di due tedeschine già estratte vive
prima di me, che gentili mi chiedono se sono integra. mi tasto e si, sono
integra, sono qui, sono felice.

io dopo i'm mine già vicina alla beatitudine, ma c'è brother e insignificance,
evolution, given to fly, hard to imagine, alive, ANGIE machedavero???? eddie fa
angie, signore pietà, e faithfull e sonic reducer e rockin' e yellow...
un crescendo, un'intensità, un pubblico fuori di testa (ma quanti ragazzi
viaggiavano in diving sul pubblico??? un'onda, una marea...)
eddie fuma e beve, beve, fuma e sputa e tutto è un sogno ma tutto invece è vero.
su yellow io vado in cima in cima, a guardare tutto lo stadio dall'alto, non
posso crederci che mi stia capitando.

concerto finito, recupero le mie compagne quasi incolumi (ma gli occhiali di
angela, mica tanto...), si cammina in mezzo alla moltitudine, si acchiappa la
metro, si raggiunge il letto, namo che domani si parte, destinazione manchester.
prima di svenire un pensiero attraversa nitido e si affaccia allo stato
cosciente: si, ora posso rispondere al domandone di cui sopra. ora so chi cazzo
me l'ha fatto fare..


dopo giro per berlino con un caldo strepitoso (ma niente a che vedere col caldo che fa ora qua, ziocane...), namo che ci aspetta un altro aereo, che vogliamo mica esse troppo sedentarie. salutiamo fede, che torna indrio in patria, ed arriviamo a liverpool, john lennon airport, mica cippe.
comodo bus che ci sbarca a manchester, comodo albergo vicino alla men arena, eccoci arrivate, cena con mara e mimmo, conosciuti ieri e tanto carucci, forza a ninna, che domani c'è altro concertone.
mattina dopo giro per la città che ammè non dispiace affatto (vero angela??), pranzo in un pub che pare finto tanto è carino e via a prendere i biglietti.
in fila, oltre a mara e mimmo, iniziamo a riconoscere un po' le stesse facce di berlino. c' è il giapponese che invece è australiano col costumino dell'ape maia e un parruccone nero, c'è la coppia olandese simpatica e gentile, c'è uno con la maglia del vote 4 change uguale alla mia (ma come si permette?? volevo l'esclusiva...). entriamo, senza correre per carità, anche qui grossomodo guadagnamo la 3-4 fila. pare piu' tranquillo, tutti seduti fino all'arrivo dei gomez. ma pian pianino il parterre si riempie ed io, per non sapere nè leggere e nè scrivere, poco dopo l'inizio del set mi defilo e trovo posto in transenna laterale, protetta da inglesone hooligan bello grosso col quale faccio du chiacchiere, capendo all'incirca un terzo di ciò che mi dice, ma sorridendo in continuazione, che fa amichevole e va sempre bene, così, non per fare la bastarda interessata, ma magari si me se piazza davanti, posso pure scansarlo dolcemente, che tanto ormai abbiamo rotto il ghiaccio. arrivano i nostri e si va a incominciare. long road, dico, ma è possibile?? sarà un altro concerto della madonna, penso io.
e avrò ragione. a parte che a me va bene tutto, dopo aver aspettato per anni e dico anni, questo momento, sto mica a fare la difficile, voglio questa, no questa no che dupalle. non scherziamo. io sto esaltata pure se me rifanno bee girl. ma invece mi fanno in hiding (zioccane!) not 4 u e present tense, una delle mie fisse, e una rvm DA PAURA. su evolution penso che qualcuno s'ammazzerà ma al momento sto talmente dopata che non me ne frega na cippa e ballo e canto e canto e ballo e sto in un bagno di sudore, co un tasso di adrenalina che manco c'avessi davanti un serial killer psicopatico, alive con l'arena accesa e tutto il pubblico che ribadisce che siamo vivi, altrochè!,  io la trovo meravigliosa. ma mica è finito, no no.
perchè di second encore, sti anfami ce buttano smile (oddioddio, che bella che è) e black e leash e una real me attesa da angela come il bambinello la notte di natale. e con cosa chiudono, i bastardoni? con indifference chiudono, che li possino. li amo.
non so niente di tecnica, io. non ne capisco proprio, pur ascoltando musica da sempre. capisco solo le emozioni e la furia e la felicità e non c'è piu' nulla di brutto intorno a me, non c'è dolore, non c'è sofferenza. la musica mi ha salvato tante volte e continua a farlo. non capisco la tecnica, quindi, ma capisco se qualcuno suona bene o no. questi suonano come se fosse l'ultima cosa che stanno facendo nella vita, ci mettono tutto, e ambè se sanno suonare...
sto concerto me lo sono goduto piu' di berlino, incredibile a dirsi, ma a berlino ero come in trance, ancora troppo incredula. 
all'uscita, cercando di ricompormi, ritrovo un'euforica angela, mara, mimmo e colpo di scena marcellino! che non è piu' marcellino, ormai s'è fatto grande, è marcello, co tutta una banda di italiani tra cui anche jacopo, si va a magnà il kebab, daje annamo.
la fauna notturna di manchester vale un discorso a sè, perchè le ragazze indigene sò davvero pittoresche, con tanto di minigonna d'ordinanza, cosciotte al vento, tacchi alti e top, noi stiamo con felpe e giacchetti e loro mezze gnude, mi fanno gran simpatia, e mi sembrano tutte cloni di bridget jones.
ma poche ciance, ci si saluta e si va sotto le pezze, chè domani s'ha da ripartì.
london calling.


la ranocchia di angela suona e suona, il che significa che è l'ora di levarsi, ingozzare 3-4 colesterosissimi dolci inglesi, ingollare il bibitone e via, a prendere il treno per londra.
sul treno naturalmente, c'è un bel po' di jammers trasbordanti, mara, mimmo, sylvia, ron. io provo la breve pennica ma i miei compagni sò belli svegli e se la chiacchierano, attraversiamo la celeberrima campagna inglese completa di mucche e cavalli e in men che non si dica eccoci a londra.
il tempo di orientarsi nella metro,  individuare l'ammiraglio nelson impalato (il che ci fa intuire che si, siamo davvero a londra), trovare l'albergo, ricchiappare altra metro ed eccoci alla arena O2. angela me l'aveva annunciato cosa m'aspettava, ma al solito la realtà supera la fantasia. l'arena è qualcosa di enoooorme, meraviglioso, ogni tipo di ristorante, bar, caffè, pista di pattinaggio, museo della musica, oh signore machedavero? penso al palalottomatica e mi viene da piangere.
nel frattempo recuperiamo biglietti e fila. vale (LA VALE), è un mito vero perchè mi trova, tramite complicati intrecci (che lost in confronto è la favola del lupo e dell'agnello, e io sò agnello) un biglietto 10c seated....ambè, che qua pure standing ci sarà il massacro e io tengo famiglia e ho da tornare incolume in patria.
solo che il mio standing lo cedo ad una pulzella veneta che si mette ovviamente subito in fila e il mio nuovo tkt seated lo dovrò attendere, perchè le fanciulle che me lo cedono giungeranno qui non prima delle 18. sono circa le 15,30.
ora, io non credo di essere una ansiosa. oddio, magari lo sono ma non esterno. bè, ste 2 ore e mezza di attesa biglietto, rega, le passo sopraffatta dal panico. perchè al momento sono qui SENZA ALCUN BIGLIETTO. non so se rendo. e se le fanciulle arrivano tardi? e se la metro deraglia? e se cambiano idea e lo danno a qualcun altro? e se un talebano le assale e le rapisce? e se vengono derubate dei documenti? e se gli sto antipatica e il biglietto anzichè darlo a me lo buttano nel tamigi che è qua a 2 passi? ommioddio. faccio l'om, tento il training autogeno, tento ogni tipo di tecnica rilassante (ma ho partorito da talmente tanto tempo che chi se ricorda piu'?? miss rossella respira respira respira!!). STO SENZA BIGLIETTO E SONO LE CINQUE E TREQQUARTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!
ma era scritto che in questo tour tutto dovesse andare bene perciò mi arriva il fatidico sms, recupero le fanciulle (claudia, rossella, elisabetta, sante subito!), recupero IL BIGLIETTO, andiamo a cercare i posti. che sono fantastici, gradinata lato mike, vista eccellente sull'intero palco, compagnia simpatica, ora si che posso rilassarmi!
arrivano i gomez ed io faccio come l'ammericani, dopo la prima canzione mi accatto un cartoccione di patate fritte, un birrozzo, e mi siedo in pace col mondo intero. 

ma ecco il momento, si va a incominciare...e si inizia con RELEASE, machevvelodicoaffà???? che robba che robba, che colpo al cuore. e dopo tiriamo dentro animal, corduroy, why go. arena impazzita, ai posti seated ce fosse uno e dico uno soltanto seduto davvero e poi small town e poi....immortality, mioddio, anche stasera ci vogliono morti, altro che immortality. e poi rats,light years,  insignificance, la nuova canzione supersonic (che a dire il vero non mi ha particolamente impressionato) e poi quei tot minuti in cui raggiungo l'estasi assoluta perchè fanno footsteps e dopo io spero nella mamasan e invece attaccano love reign o'er me e qua mi emoziono debbrutto perchè ditemi pure che eddie non je la fa a farla, ditelo, tanto io non vi sento, io mi sento male quando urla love e quest'urlo mi trapassa l'anima e mi commuovo e sono davvero tanto, troppo felice.
seguono evolution e alive e claudia dice noooo, alive nun l'areggo piu' (perchè claudia li ha visti dal vivo un botto di volte e fa come me con badlands, noooo ancora badlands, pietà...) e io le dico che è solo il mio terzo concerto e no, non posso fare a meno di alive e lei sorride e mi capisce.
betterman, e crazy mary e pass it around, e la bottiglia passa di mano in mano e leaving here e porch PORCH!!!!! che io la volevo ascoltare dal vivo e finalmente eccola, e yellow e io la ballo, la ballo nella mia testa con l'amico che tiene famiglia e non è qui, ma io ho pensato a lui  (e a fede a manchester e qui) tutto il tempo, ma proprio tutto tutto il tempo. e prima o poi ci riusciremo a vederci un concerto dei nostri insieme, vicini vicini, tutti e 3...

è finita. bello, bellissimo, fantastico. eddie che sale su una cassa e ad ogni set altrui si accende la siga e beve e spippetta, e mike che si siede sul bordo palco a suonare e stone che pare tarantolato, e jeff che ride e zompa e matt che picchia, ah se picchia. 
sono i pearl jam e io li amo.

la serata finisce con abbracci, bello avervi conosciuto mara, mimmo, sylvia, ron, carlo alberto, jacopo, liz, veddie, leo, la vale e tutti gli altri della ml del quale non marcordo il nome perchè sò anziana. bello pure il giro per leicester square alla ricerca della birra perduta, ma è tardi e gli inglesi bevono dalle due del pomeriggio perciò ora sò belli gonfi e hanno chiuso i rubinetti, niente birra, machissene.

bello, bellissimo tutto. grande tour. je l'ho fatta...

azzìa troppo contenta