venerdì 29 aprile 2011

il vecchio ed il bambino

di Andrea Sartorati detto Sir Torati

e poi dicono che alcuni cerchi non si chiudono (ma perché, i quadrati, invece, restano aperti?) mai: saranno passati appena 30 anni da quando nostro padre ci portava allo stadio appiani per vedere il padova vivacchiare tra le serie b e il girone a della serie c/1 - che poi c'era sempre quello in classe che credeva che il girone a fosse riservato a squadre più forti rispetto a quelle del girone b - e invece noi, per pasqua, gli abbiamo regalato una trasferta tutta maschile all'old trafford per manchester united - everton di premier league.

con gli occhi e l'innocenza tipica dell'età fanciullesca trovavamo affascinanti pure dei padova - campobasso 0-0 (solo con la maturità avremmo capito trattarsi di sfide taroccatissime come il wrestling, con la differenza che gli ammerecani te lo dicono che quello è uno show) e ci auguriamo di aver restituito un po' di quella magia accompagnando il genitore nell'impianto che viene giustamente definito il teatro dei sogni.

allora andavamo e tornavamo dallo stadio a piedi, oggi per questa trasferta abbiamo affrontato un impegnativo venezia - francoforte - manchester - monaco di baviera - venezia via aereo, ma la sostanza non è poi così diversa. tanti anni fa si commentavano i risultati delle altre partite con i passanti che avevano la radiolina appiccicata all'orecchio, oggi si controlla l'andamento delle avversarie via iphone; ai tempi si sognava il 13 al totocalcio, ora al massimo che un proprio giocatore abbia segnato al fantacalcio.

alle elementari scrivevamo sempre delle nostre domeniche pallonare nelle cronache (i bambini fanno ancora la cronaca?) del lunedì - e la maestra, secondo una grammatica tutta sua, ci imponeva di scrivere "la padova" perché secondo lei era sottinteso "la (squadra del) padova": inaccettabile che il sistema scolastico italiano permetta a delle persone ignare di calcio di relazionarsi con bambini dai 6 ai 10 anni - mentre adesso ci affrettiamo a lasciare un resoconto su un blog, su una mailing list, su un social network con l'intima speranza che qualcuno soddisfi il nostro smisurato ego schiacciando "mi piace". insomma non è cambiato niente, se non l'anno sul calendario.

come sostiene pure ken loach, il calcio rimane una delle poche oasi egualitarie della società. forse qualcosa che si avvicina ad un'idea molto elementare, ma genuina, di socialismo. un po' come rappresentare tutto il buono del comunismo nella figura del volontario col cappello di carta che non ha letto marx, ma gira con impegno le salsicce sulla griglia della festa dell'unità.

allo stadio non ci chiediamo mai quale sia la professione o il reddito di quello che ci è seduto accanto, nè per 90 minuti ci sogneremmo di criticarne gli atteggiamenti invero un po' ridicoli di gioia e di sconforto, esattamente uguali (oppure speculari se tifa per gli altri) ai nostri. ci abbracciamo con perfetti sconosciuti - avvocati, operai, politici o delinquenti che siano- - per un gol, così come siamo pronti a prestarci prezioso soccorso morale per un rigore subito. e né la mamma né la moglie in quei frangenti saprebbero capirci così bene come chi porta una sciarpa con gli stessi colori della nostra.

che poi, già al parcheggio, quel nostro vicino sarà tornato il solito stronzo arrogante con la faccia da idiota. un po' la stessa ipocrisia che si ritrova nei sentieri di montagna, quando la prassi esige il "salve, buongiorno" con chiunque si incontri nel corso di una camminata. lo stesso tizio che qualche ora dopo sospetterebbe - cosa vuole questo tizio da me: ciularmi il portafoglio o stuprarmi la figlia? - di un nostro cordiale e appena accennato saluto qualora lo rivedessimo in edicola o al ristorante.

esulando dagli aspetti sportivi e agonistici, il ricordo più bello di questa due giorni - almeno per noi che soffriamo di ansia da prestazione anche quando dobbiamo ordinare i bigoli al ristorante - è stata la dimestichezza (vera o presunta che sia) che abbiamo dimostrato agli occhi del nostro genitore con la lingua inglese, con il check-in elettronico, con skype nella stanza di hotel, con la mappa della metropolitana e tutte le altre diavolerie che potrebbero far sentire fuori tempo un signore cresciuto negli anni cinquanta.

all'old trafford eravamo in piccionaia, ma consapevolmente. anche perché non è così semplice trovare altri biglietti. non come quella volta al palamalaguti per il tour acustico di springsteen quando, cinque decimi di secondo dopo l'inizio della prevendita, il sistema automatico di assegnazione dei posti di quei fottutissimi bastardi di ticketone ci regalava una splendida ottantanovesima fila su novanta di poltronissima, ossia il biglietto più caro. non abbiamo mai capito se quel suono ripetitivo in "devils & dust" fosse un geniale arrangiamento particolare del boss o lo scoppiettio dei pop-corn del bar appena dietro di noi.

in una manchester per nulla interessata alle imminenti nozze reali (coviamo il sospetto che non sia una grande idea per i nostri media continuare a citare il sun o il news of the world per raccontarci cosa accade nella perfida albione: sarebbe come se all'estero si riferissero a chi e a novella 2000 per dire che da noi l'unico argomento sono starlette, puttane e puttanieri. se invece leggessero repubblica e corriere, il quadro sarebbe infatti completamente diverso...), tutto è filato liscio.

vi lasciamo con i soliti appunti di viaggio:

LUFTHANSA - abbiamo volato con la compagnia teutonica e confermiamo la nostra impressione che si tratti del miglior vettore europeo. crediamo che ormai tutti siano arrivati al check-in online, ma questi, volendo, hanno eliminato pure la carta. ti arriva un codice a barre via mms - ché infatti non sempre in trasferta puoi stamparti la carta d'imbarco del ritorno - e passi con quello. mostruosa l'organizzazione (e il silenzio) del loro hub all'aereoporto di monaco di baviera: ogni gate, oltre al dispenser di giornali gratis, ha pure la macchinetta delle bevande calde ad uso completamente gratuito da parte dei passeggeri. abbiamo provato ad immaginare la medesima scena in italia: la rivolta dei bar vicini e la ressa di passeggeri degli altri voli (più, eventualmente, il barista per poi rivendere) a scroccare un cappuccino.

ALTRI AEREI - non ci era mai capitato di vedere un altro aereo in volo dal nostro finestrino. nel tragitto di andata ne abbiamo visti parecchi (chissà, forse munchen - manchester è nota come la tangenziale di mestre dei cieli) e non è una sensazione piacevole, anche perché sembrano proprio missili lanciati a tutta velocità.

FILE - abbiamo scritto più volte del rispetto - a volte pure eccessivo - delle file e della distanza di sicurezza in inghilterra. all'aereoporto di macnhester l'imbarco è stato interrotto per far passare un'anziana persona claudicante. non vi diremo che da noi non sarebbe successo, perché non è vero. la differenza sostanziale è che abbiamo avuto la netta sensazione che lì facesse parte di una procedura, non demandata alla buona volontà e alla cortesia dei singoli.

OLD TRAFFORD - era la nostra terza presenza nel mitico stadio, ma forse la prima in una gara che contava davvero. cosa ci ha impressionato? la vicinanza e l'approccio sempre positivo del pubblico alla squadra: gli spettatori hanno capito le difficoltà dello united e hanno spinto con la voce per 90 minuti. nessuno spazientimento per i tanti cross sbagliati. un po' diverso dal nostro ricordo di uno splendido demetrio albertini al padova che, diciottenne, dopo alcune prove mostruose sentì il pubblico lamentarsi per qualche apertura di campo troppo larga.

TAXI - non sapevamo se dopo il fischio finale avremmo fatto in tempo ad arrivare al terminal con i mezzi pubblici, per questo nei giorni precedenti avevamo prenotato via web un servizio taxi dallo stadio all'aereoporto. eravamo a conoscenza del fatto che all'estero non si tratta di un mezzo di trasporto particolarmente lussuoso, ma l'aver pagato solo dieci sterline ci ha fatto sospettare la fregatura. cinque giorni prima abbiamo ricevuto un confortante sms con l'esatta indicazione del numero civico dove saremmo stati caricati a fine partita. il giorno antecedente la partita, invece, il driver ci ha addirittura telefonato per chiederci se avevamo capito dove incontrarci. noi ci proviamo pure a non essere esterofili, ma francamente fatichiamo ad immaginare il tassinaro romano comportarsi allo stesso modo. abbiamo sudato freddo quando, scendendo i gradini dello stadio per raggiungere il punto di incontro, in un inglese maccheronico una nuova telefonata ci informava che il taxi era da un'altra parte rispetto al 709 di chester road. ci siamo trovati, appena venti metri oltre il punto convenuto, a capire che stavamo parlando col tizio che ci si stagliava avanti: si era spostato un attimo, ma aveva ritenuto fosse il caso di avvisarci.

ORARIO DI ENTRATA - quando lo united ci ha avvisato dell'esito positivo del ballott (la spacciano come lotteria, anche se i vincitori sono poi quelli obbligati a pagare), la lettera accompagnatoria ci suggeriva di presentarci allo stadio almeno 10 (dieci!) minuti prima dell'orario di inizio onde evitare disagi. il fatto che ad un quarto d'ora dal fischio di inizio lo stadio fosse assolutamente deserto ci ha fatto sorridere. e pensare ai due nostri amici, partiti il nostro stesso giorno dal marco polo di venezia alla volta di londra: a loro è bastato per un pelo presentarsi in aereoporto solo tre ore prima della partenza del volo.

PASQUA - natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi. mettiamoci dentro sir alex, rooney e il chicharito e il popolare detto è stato esaudito, con la ciliegina di una vittoria tanto intensa quanto sofferta. ma in fondo non ci è dispiaciuto affatto che sia stato anche un "in viaggio con papà".

29 aprile - è stata tua la colpa

come rimpiangi quei tempi in cui eri
un burattino, ma senza fili

è stata tua la colpa - edoardo bennato (burattino senza fili)

Lui la prende come sua sposa

ah, l'eleganza britannica... senza uguali...

casomai per l'emozione a qualcuno non reggesse il cuore, lui è pronto ad attaccare candle in the wind


ma davvero lei deve dire "in salute ed in POVERTA'???"

casomai trovassimo posto lontani, la cerimonia la seguiamo via satellite

carlo, ammmmore, ho trovato sta cosa in bagno, tra la tazza del cesso e il lavandino, qui da noi non l'ho mai vista, ha un nome francese, non trovi stia benissimo sul mio cappellino?

mi raccomando, stavolta ad una di noi due la scarpetta di cristallo deve entrare pr forza eh???


scusate il ritardo, per uscire da euroflora c'era una coda...



ah... il popolo britannico

ah... la cucina britannica...

mercoledì 27 aprile 2011

la strada - cormac mc carthy


Noi siamo i buoni vero papà?
Si, ora cammina
noi siamo i buoni perché portiamo il fuoco vero papà?
Si, portiamo il fuoco, siamo i buoni, ora cammina
sono stanco papà
cammina
sono molto stanco
cammina
possiamo fermarci papà?
Dopo
noi siamo i buoni vero?
Si, ora cammina
ci fermiamo papà?
Si, riposati
siamo i buoni vero?
Si, noi siamo i buoni
noi siamo i buoni perché portiamo il fuoco vero papà?
Si, portiamo il fuoco, siamo i buoni
chi era quella gente papà?
Nessuno, cammina
erano buoni?
No, cammina
noi siamo i buoni vero?
Si, noi siamo i buoni
noi siamo i buoni perché portiamo il fuoco vero papà?
Si, portiamo il fuoco, siamo i buoni
noi non mangiamo la gente vero?
No, noi non mangiamo la gente
perché noi siamo i buoni, vero papà?
Si, noi siamo i buoni.
E i buoni non mangiano la gente vero papà?
No, i buoni non mangiano la gente
e noi siamo i buoni perché portiamo il fuoco?
Si, portiamo il fuoco, siamo i buoni, ma ora cammina
sono stanco papà
cammina
sono molto stanco
cammina
possiamo fermarci papà?
Dopo
ti aspetto qui papà?
Si non ti muovere
tu tornerai vero?
Si, tornerò
perché noi siamo i buoni, vero papà?
Si, noi siamo i buoni.
E i buoni non mangiano la gente vero papà?
No, i buoni non mangiano la gente
e noi siamo i buoni perché portiamo il fuoco?
Si, ora aspettami qua
ma tornerai vero papà?
Si, tornerò
quelle persone erano cattive vero?
Si
molto cattive vero?
Si, molto cattive
noi siamo buoni invece?
Si, noi siamo buoni
e portiamo il fuoco
si, noi portiamo il fuoco
perché ti sei fermato papà?
Sono stanco
ci riposiamo papà
si, sono stanco
ti sveglio io tra poco papà?
Ok
papà è ora di ripartire
papà?
Papà?
Papà?????



cazzo, che libro.

27 aprile - catapult

voglio essere l'ultima cosa che vedi
prima di addormentarti

catapult - counting crows (recovering the satellites)

venerdì 22 aprile 2011

SULLE SPALLE DELLA FAMIGLIA

di Chiara Saraceno 20.04.2011
Il governo sostiene di aver rafforzato il ruolo della famiglia. E infatti ricadono sulle famiglie italiane tutti i problemi di cui, nella maggior parte dei paesi, si fa carico lo stato sociale: dalla povertà alla dipendenza in età anziana, dalla disoccupazione giovanile alla cura dei bambini piccoli quando la madre lavora. Le timide proposte innovative del Piano nazionale per la famiglia sono rimaste lettera morta. Senza contare che una disoccupazione giovanile vicina al 30 per cento impedisce ai giovani di crearsi una propria famiglia. Le dimissioni delle lavoratrici madri.
Non ha torto Silvio Berlusconi ad affermare che il suo governo ha rafforzato il ruolo della famiglia. Basta intendersi su che cosa significa “rafforzare”.

LE FAMIGLIE E IL WELFARE

Il ruolo della solidarietà famigliare, sempre importantissimo nel nostro welfare debole e squilibrato, è uscito indubbiamente rafforzato dalla riduzione dei trasferimenti agli enti locali (a partire dall’abolizione dell’Ici), quindi delle risorse per i servizi alla persona, così come dalla riduzione dell’offerta educativa della scuola pubblica in termini di contenuti e di tempo.Èstato rafforzato anche dal mancato adeguamento del sistema di protezione sociale a un mercato del lavoro flessibile, dove la precarietà e la disoccupazione colpiscono soprattutto i giovani.
Questa modalità di rafforzamento è stata teorizzata esplicitamente nei due più importanti documenti del governo sul welfare: il Libro bianco sul futuro del welfare e il documento Italia 2020 sull’occupazione femminile e i problemi di conciliazione. (1) Entrambi i documenti indicano appunto nella solidarietà famigliare la principale risorsa su cui contare per far fronte a tutti i problemi di cui, nella maggior parte dei paesi, si fa carico in larga misura lo stato sociale: dalla povertà alla dipendenza in età anziana, dalla disoccupazione giovanile alla cura dei bambini piccoli quando la madre lavora.
Le timide proposte innovative indicate con grande enfasi nel novembre scorso dal Piano nazionale per la famiglia, e commentate su questo sito, sono rimaste lettera morta. (2)
Sulla base dell'obiettivo di rafforzamento del ruolo delle famiglie, si è proceduto a tagli indiscriminati, salvo che sui sussidi alla scuola privata, e si è di fatto vanificato il fondo per il sostegno all’affitto. Ma non solo: si è anche ripetutamente sottovalutata la drammaticità di una disoccupazione giovanile che tocca il 30 per cento.
Peccato che non tutti abbiano alle spalle una famiglia che può provvedere in caso di necessità. E peccato che proprio la dipendenza dalla solidarietà famigliare, oltre a sovraccaricare le famiglie e a sottoporre a tensione bilanci spesso modesti, renda più difficile per i giovani costituire una propria famiglia, se lo desiderano. Rende anche difficile alle mamme conciliare famiglia e lavoro, se non hanno un reddito sufficiente a pagare un servizio privato, o una mamma o una suocera disponibili e in grado di condividere le responsabilità di cura.

LE NORME PER LE LAVORATRICI MAMME

Alle mamme, poi, il governo Berlusconi ha fatto un brutto scherzo fin dall’avvio del governo. Nel giugno 2008, in nome della semplificazione, il ministro Sacconi ha infatti ha abrogato la norma che imponeva la procedura telematica per le dimissioni volontarie. Era stata approvata a largissima maggioranza bipartisan dal parlamento pochi mesi prima, durante il governo Prodi, per cercare di contrastare l’abitudine di far firmare in bianco una lettera di dimissioni all’atto dell’assunzione – un’abitudine molto diffusa soprattutto nelle aziende del Nord e molto utilizzata soprattutto contro le lavoratrici che rimangono incinte. La consigliera di parità nazionale che, facendo il proprio mestiere, osò protestare per il danno che ne sarebbe seguito per coloro che volevano avere un figlio, si vide revocata la nomina. Solo un anno dopo è stata introdotta una nuova norma, di fatto più complessa, che richiede che un genitore che si dimette “volontariamente” durante il periodo protetto dalla legge sui congedi confermi la propria volontà davanti a un funzionario della direzione provinciale del lavoro (nota prot. 25/II/2840 del 26 febbraio 2009). La nuova norma, tuttavia, riduce la protezione al solo periodo coperto dalla legge sulla maternità e paternità. Non protegge affatto da dimissioni forzate al termine di quel periodo, quando la lavoratrice dovrebbe tornare al lavoro.

(1) Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Libro bianco sul futuro del welfare. La vita buona nella società attiva, Roma, maggio 2009; ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ministero per le Pari opportunità, Italia 2020. Programa di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, Roma, dicembre 2009.
(2)Verso un piano nazionale per la famiglia, novembre 2010. Per un commento su questo sito si veda Daniela Del Boca e Chiara Saraceno, “Una tradizionale famiglia italiana”, 9.11.2010

22 aprile - carry on

Rejoice, rejoice, we have no choice but to carry on.

carry on - crosby, stills, nash & young (deja vu)

mercoledì 20 aprile 2011

20 aprile - hard candy

All the regrets you can't forget
Are somehow pressed upon a picture


hard candy - counting crows (hard candy)

martedì 19 aprile 2011

lunedì 18 aprile 2011

18 aprile - i was in the house when the house burned down

I was in the house when the house burned down
I met the man with the thorny crown
I helped Him carry his cross through town
I was in the house when the house burned down


I was in the house when the house burned down - warren zevon (life'll kill ya)

sabato 16 aprile 2011

cani e pedigree (di Anna staccato Maria)

Nella sala d’attesa del mio dentista c’è  una pila di riviste che parlano di cani. Lui, il dentista, è un appassionato e ha una bellissima doberman, completamente matta. A parte questo, quello che volevo dire è che  sfogliando le riviste ho scoperto un mondo: quelli dei nomi dei cani da esposizione, quelli con un pedigree lungo da qui a Trofarello.
Ho fatto una veloce ricerca e sono venute fuori alcune chicche che condivido volentieri. Alcuni nomi sono bellissimi.  La mia preferita è Maffi della Banda Alata, anche se devo dire Gianni della Madonna del Carmine e Allegra della Taparina si difendono bene.
Mi auguro comunque che uno di questi cani non decida di sfuggire al suo padrone, magari durante una passeggiatina al parco, posto naturalmente che Colt Von Den Almewiesen frequenti il parco.
Ve lo immaginate un tizio con un guinzaglio in mano che rincorre disperato il suo cane in fuga urlandogli dietro “fermo, torna qui Mastertouch Banjo of Artistryn!!!”. Ora che ha finito di pronunciarne il nome, il cane avrà già superato la frontiera…
Vi saluto e esco: Ginger dei Massimino di Carrù deve fare la cacca.

 SNOWTAIRES STANDING OVATION
 BALDASSARRE DI CASA CARUSO
ALLEGRA DELLA TAPARINA

SAMNITICUS CUPER
ARISTANI'S KINNON

FULMINE DEL NARNIENSIS


 MAFFI DELLA BANDA ALATA
COLT VON DEN ALMEWIESEN

JONAS V. D. SCHWRZAN DOMAINE
Balzan III dell'angelo del summano
Gianni della Madonna del Carmine
ZINEDINE DEI FIORINDO
THIBEAU DE LA COUR DES PERDRIX

ABSOLUTELY STAR DEL RE DI DANARI
MASTERTOUCH BANJO OF ARTISTRYN
TROMPETERBAKKEN S DINA
Bolero dei principi di Piemonte
Apollo delle grandi ombre
 Nilde Jotti

per un amico in più (quarta strada, certamente)





parole e musica Bob Dylan
 
Hai una bella sfrontatezza
a dire che mi sei amico
Quando stavo per terra
te ne stavi in piedi a sghignazzare
Hai una bella sfrontatezza
a dire che tendi una mano in soccorso
Vuoi solamente stare
dalla parte del vincitore
Dici che ti ho abbandonato
e sai che non è vero
Se stai soffrendo tanto
allora perchè non lo dai a vedere
Dici che hai perduto la tua fede
ma non è vero
Non avevi fede da perdere
e lo sai bene
Io so il motivo
per cui mi sparli alle spalle
Perchè solitamente stavo con la gente
con la quale stai tu
Mi prendi per scemo
se pensi di mettermi in relazione
con chi cerca di nascondere
quello che non sapeva fin da principio
Mi vedi sulla strada
e sembri sempre sorpreso
Dici "Come va?", "In bocca al lupo!"
ma non intendi davvero quello
Quando sai meglio di me
che piuttosto mi vorresti vedere paralizzato
Perchè dunque non esci
e lo gridi
No, non mi fa piacere
quando vedo i dolori che soffri
Se fossi il principe dei ladri
forse li ruberei
Ed ora so che sei insoddisfatto
dalla tua posizione e dal tuo ruolo
Non capisci
che non sono fatti miei?
Vorrei che anche solo per una volta
potessi metterti nei miei panni
ed anche solo per un minuto
io potessi essere te
Sì, vorrei che anche solo per una volta
tu potessi metterti nei miei panni
Sapresti che tragedia è
guardarti

16 aprile - positively 4th street

And now I know you're dissatisfied
With your position and your place
Don't you understand
It's not my problem

positively 4th street - bob dylan & tom petty (true confessions)


venerdì 15 aprile 2011

15 aprile - i treni a vapore

tra un bicchiere di neve ed un caffè come si deve

i treni a vapore - ivano fossati (dal vivo vol.3 - tour acustico)

giovedì 14 aprile 2011

Martello e la Maria








C'è stato un tempo, incredibile a dirsi, dove nonostante non fossi iscritto a nessun forum, né a nessun social network, né a nessuna mailing list, né avessi blogs di svariati tipi, beh c'è stato un tempo in cui NONOSTANTE TUTTO QUESTO io ero COMUNQUE brillante.

Vivevo a genova, siamo nel 1995, con due fratelli che per motivi di privacy chiamerò Casarin e Screech.

Un giorno casarin torna a casa e mi fa oh Cala, ho invitato una tipa a casa per cena con una sua amica, va bene? Minchia va bene si, scherzi!

Il giorno dopo casarin mi entra a casa distrutto e mi fa oh Cala è successo un casino ed io alè non si ciula manco stavolta e lui no no peggio ed io ellamadonna.
Si era autoinvitato Martello.
Martello era e sono sicuro che sia tuttora un BRAVISSIMO ragazzo, buono come il pane, gentile, disponibile, bravo davvero.
Ma pesante, ma pesante.
Come un martello.
Sui coglioni.
Del tipo che noi avevamo l'abitudine nei weekend di concederci il bicchierino della staffa magari accompagnandolo ad un panino verso le 3, le 4 di mattina, arrivava martello, si sedeva, due chiacchiere, poi diceva oh raga ciao io vado eh? E tutti uè ciao alla prossima grande!
Faceva il giro del locale, tornava si sedeva, due chiacchiere, poi diceva oh raga ciao io vado eh? E tutti uè ciao alla prossima grande!
Si fermava fuori a parlare con qualcuno, faceva il giro del locale, tornava si sedeva, due chiacchiere, poi diceva oh raga ciao io vado eh? E tutti uè ciao alla prossima grande!
Alla fine noi andavamo via e lui era ancora lì, ci vedeva, due chiacchiere, poi diceva oh raga ciao io vado eh? E tutti uè HAI ROTTO I COGLIONI!!!
Ecco chi era e temo sia tuttora martello.
Però bravo eh, come il pane.

Fatto sta che passiamo il pomeriggio crogiolandoci nel dolore per il terribile avvenimento.
Perché con martello a cena saltavano tutti i piani di casarin, che si puntava una delle due invitate, confidando nell'appoggio mio e di screech.

Siamo lì che ci crogioliamo e tocca andare a far la spesa, ma attenzione che il cala, casarin e screech insieme sono temibilissimi.
Usciamo dal supermercato e andiamo dal tabacchino che all'epoca fumavo pesantemente e lì scatta la lampadina, pacchetto di marlboro light E tabacco + cartine.
Torniamo a casa sorridendo satanici.
E il tabacco da cartine viene sistemato in un sacchetto trasparente chiuso e nascosto in un pacco di pasta aperto.
Ormai siamo a briglie sciolte, apriamo un pacco di farina nuovo, ne mettiamo un po' in una scatolina, ci arrotoliamo ognuno la sua mille lire.
Benvenuti nella casa dei tossici, maria e coca per tutti.

Training autogeno, rilassamento, non fatemi ridere eh, ok dai ce la facciamo.
Arrivano le due ragazze.
Arriva martello.
Mangiamo tranquilli, il cala all'epoca già padroneggiava il fornello.
Pausa prima del dolce.

Ehi raga, io ho voglia, voi?
Si dai, prima del dolce un pochino.

Usciamo il sacchettino trasparente di (presunta) maria, casarin prepara un cannone che in confronto bob marley faceva due tiri ogni tanto, intorno a noi 3 ovviamente scende il gelo.

Le due ragazze IMPIETRITE si fissano le punte delle scarpe.
Martello balbetta.
ma... ma... (rivolto a casarin il cui secondo lavoro si può intuire dal nome di fantasia che sto usando) anche tu.. ma come fai poi la domenica?
E casarin: ah io senza non faccio niente, anzi, anche tra il primo e secondo tempo...

Martello accusa il colpo pesantemente e esce la sua prima frase MITICA:
ecco, lo sapevo che finiva a tarallucci e vino!

Casarin finisce di rollare e fa girare nella migliore tradizione rastafari, screech accetta di buon grado e fa due bei tirazzi, poi offre alle signorine che SCHIFATE rifiutano, quindi passa a martello, oramai in confusione:
NO GRAZIE, SONO ASTEMIO...

resistiamo alla risata impetuosa, il cannone passa a me, faccio due tiri da consumato fruitore ed espiro verso il soffitto appoggiandomi mollemente al muro con la schiena... fffffff ottima, veramente ottima.

Interpretazione magistrale, al punto che casarin, in un barlume di razionalità, decide che forse mandare affanculo una tresca ben avviata con una bella ragazza per il gusto di sfottere martello non è proprio intelligentissimo (tresca poi sfociata se non ricordo male in un luuuuuuungo fidanzamento poi finito), quindi chiama il time – out.

Basta cala, se no ci credono davvero.
Sospirone di sollievo delle 3 vittime, martello riprende colore, si alza, si sgranchisce le gambe, si siede, due chiacchiere, poi dice oh raga ciao io vado eh? E tutti uè ciao alla prossima grande!

Niente strissia di coca sullo specchio.
Niente mille lire arrotolate.
Ma Oscar come miglior attore non protagonista.

14 aprile - john holmes






John Holmes (una vita per il cinema) - Elio e le storie tese (Emozioni fortissime - Roma 22-06-07)

mercoledì 13 aprile 2011

l'amore non ha confini (quarta parte)

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

Yuliya scive:
Ciao mio caro, brrrrrr, sono appena tornata a casa, sento un freddo
incredibile. Oggi c’e` stato un bel sole a fuori, pero` il tempo
rimane freddo. Sul calendario e` gia` meta febbraio, fine
dell’inverno, questo significa che fara` ancora freddo. In questo
momento c’e` sole pero` la neve. Di notte fa intorno ai -10 -12 gradi.

Adesso sono a casa e sono contenta di leggere la tua lettera! Grazie mille,
mi riscaldi di questo modo. E che tempo fad a voi? Oggi con mia madre abbiamo
preparato il borsh, hai mai provato questo minestrone? E` molto buono
e te lo posso fare provare. Mi farebbe molto piacere. Come mia madre
e` una brava cuoca io da piccolo sempre stavo affiaco a lei quando
cucinava. Si puo1 dire che e` il mio hobby. E mi piace anche fare
collezione di ricette. Mi piace fare esperimenti e cucinare cose
nuove! A molte persone piace cio` che io cucino, E nessuno si e`
avvelenato))) Alcune volte con mia madre facciamo delle giornate da
cucina cioe` cuciniamo tutto il giorno e poi alla sera invitiamo
ospiti che ci dicono quale piatto glie` piaciuto di piu`. Prima
vinceva mia madre ma adesso cuciniamo uguale. Ma dimmi qual;e`il tuo
piatto preferito? La pizza?)) Oggi ho parlato con I miei genitori del
mio futuro viaggio. Loro sono molto preoccupati perche` essendo figlia
unica quando viaggero` da te, loro rimmaranno da soli e sentiranno
molto la mia mancanza. Pero` sono anche felici che io ho incontrato a
te. 
 
Mia madre sa che` sei piu` grande di me pero` non li importa molto
perche` mio padre e` piu` grande di mia madre per 14 anni, con questa
differenza d’eta` loro rimangono una felice famiglia. Sai che mi piace
dialogare con te. Perche` ho sempre voluto un uomo piu` grande di me e
mi piace che tu sei forte e anche piu` maturo verso le donne. Penso
che sai come fare una donna felice. Scrivimi cosa ne pensi. E cosa e`
per te la cosa piu` importante nella vita. Sai e poi sono molto
preoccupata. Con l’avanzare di ogni giorno il nostro incontro diventa
piu` vicino. Come tu sai il 18 febbraio io vai a Mosca per
l’intervista per ottenere il visto e per questo che devo sapere in che
aeroporto dovro` volare perche` tu possa incontrarmi. I L mio visto
sara` valido durante 90 Giorni io mi fermero` per 15-16 giorni perche
ci possiamo conoscrsi meglio e sapero allora cosa vogliamo. Sppero che
avremo un ottimo rapporto. Dopo dovro` ritornare in Russia, dopo
chissa`. Tu sarai molto preoccupato per il nostro incontro. Pero` Io
pensero` nel futuro il tempo fara` vedere. Spero quando ci vedremo mi
presenterai ai tuoi famigliari ed amici? A me farebbe molto piacere
conoscere di piu` la tua famiglia. Finisco la mia lettera ed allego
alcune foto di me e della mia citta`. 
 
 
Ti auguro di passare una bella
giornata, con molto successo, ti mando un grosso bacione ed un
abbraccio mio caro! Pero che avrai sentito il mio bacio sulle labbra!
Tua Yuliya
P.S pero che hai avuto una bella giornata!
P.p.s.Buona San Valentino!!!
il Cala risponde:
Ciao, mi rendo conto solo ora di non averti mai detto come mi chiamo
sono Trudi Verruca e dgt da Falloppio.
Lavoro in nero nell'ambito del ecsport dei telefonini arrubbati, in
realtà sono un dirigente telecom ma a mia mamma ci dico che lavoro
nell'ambito del ecsport dei telefonini arrubbati, così non si
vergonnia di me.
non ho amici, non esco mai, non sono capace di ballare, però ho un
sacco di buona musica e una volta ho stato anche a vedere a vascorossi
che suonava in piazza fabrizio corona a Trombate sul Largo (MI) e
un'altra a Sucate con Forza ho visto i litfiba che cantavano
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
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aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
aaaaaaribaribaeldiablo che pelù ci
aveva tutti i pelazzi di fuori.
conosco un sacco di bravi preti dove vado spesso a confessarmi, a
capodanno di solito guardo il fantastico meraviglioso mitico fantozzi,
anche 5\6 film tutti di fila, poi esco ma nessun amico vuole baciarmi in bocca.
mi piace andare alla piscina comunale, ecco una mia foto in costume
mi piace di fare le compilation, ne ho fatta una di 932 cd con tutte
le canzoni eseguite nella loro mitica carriera dai Crotali Palmati.
ho visto bruce a roma dove, grazie ad alcuni rom che ho
conosciuto da quelle parti, gli ho potuto porgere un bambino a cui far
cantare una sua canzone, da allora, anche se non conosco metà delle
sue canzoni, tutti i fans mi vogliono bene.
ho 55 anni, sono single e vivo con la mamma, che mi passa 15 euro alla
settimana di paghetta, spero che mi trovo bene con te.
ah, il bambino del concerto poi l'ho restituito.
ti allego foto della mia ultima fidanzata

13 aprile - I looked away

I looked away - derek and the dominoes (layla and other assorted love songs - deluxe edition)

martedì 12 aprile 2011

lunedì 11 aprile 2011

Born in the U.S.A., l'Album


Born in the USA è, in parole povere e forse estremizzando un po',  il motivo per cui compro (troppa) musica

Detto questo, devo dire anche che se devo ascoltare un album di studio di
Bruce, USA non è nei primi posti. ma il motivo non è di tipo "artistico",
anzi. ho riascoltato il cd ultimamente e devo dire che sintetizzatori a
parte, a 27 (aaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh) (cit.) anni di distanza lo trovo maledettamente buono. Il motivo per
cui mi sono accostato con diffidenza per anni a quest'album si può
riassumere in una parola: "equivoco". È il filo conduttore di un disco che
secondo me ha meriti e colpe.
Nel 1984 avevo 12 anni, importava 'na sega a me della musica. l'uscita
dell'album è passata a me del tutto inosservata, fino al giugno 1985 quando
suonò a Milano; neanche allora però l'interesse si impennò, se non altro
però, il suo nome mi diventò leggermente familiare. il 1986 rappresenta per
me "l'annus horribilis" a livello di maturazione: so che molti
inorridiranno, ma io ero... un paninaro!!!! E, per motivi a me del tutto
incomprensibili ora, Bruce era di moda tra i panozzi (anzi si diceva che
Bruce "andava"). Così a Natale mi arrivò il triplo live. e da quel momento
Bruce stazionò perennemente e pesantemente in camera mia.
Ma torniamo al disco del mese. la title track è un po' il manifesto
dell'album. soprattutto alla luce della parola "equivoco" di cui parlavo
prima. rappresenta quella categoria di canzoni di Bruce che impropriamente
definisco "inni". ma non nel senso patriottico, ma nel senso di canzoni
(nella sua versione full-band) da cantare con i pugni alzati
oppure con il dito indice ben puntato verso il cantante.
Ma questa canzone mi fa nascere un sacco di domande ed è per
questo che, lasciandovi con le mie domande, vi annuncio che scriverò qualcosa per ogni canzone dell'album:
partendo dal presupposto che adoro la versione acustica, la versione
full-band è cantata in modo così incomprensibile da non far capire neanche
una strofa? No, perché ne basta una qualunque per capire il senso del
testo... dai cazzo come si fa a pensare, soprattutto se sei americano e
capisci le parole, che si stia celebrando la gioia dell'essere americano?
Pensate un secondo se Bruce proponesse in sequenza "Born in the USA - The
promised land - American skin" ovvero nascita vita e morte... sarebbe chiaro
il senso? Però, se la versione originale della canzone era quella uscita su
Tracks (quella si che non sarebbe stata equivocata, non avrebbe venduto un
cazzo, ma almeno non sarebbe stata equivocata) perché Bruce l'ha cambiata
così? Di chi è il merito/colpa?
Perché ho detto che senza questo disco tante cose non mi sarebbero successe?
Perché ad Albenga se non ci fosse stato USA Bruce sarebbe rimasto un
illustre sconosciuto, alcuni bene informati avrebbero avuto qualche suo
disco, forse anche io, ma senza USA e soprattutto senza il boot di Milano
85, io non sarei rimasto "accecato dalla luce", non avrei chiesto in regalo
il live... ecc. ecc. ecco perché, di fondo, sono affezionato a questo disco,
perché ha reso Bruce accessibile a tutti, me compreso. Poi dell'uso che
altri hanno fatto di queste canzoni, mi interessa relativamente poco, o
meglio, i motivi di interesse sul "grande equivoco" sono troppi e non
collegati direttamente a questo discorso

11 aprile - the day is done

the day is done - ryan bingham (roadhouse sun)



domenica 10 aprile 2011

10 aprile - everybody knows

sentita ad una fiera a savona, in uno stand irlandese, circondato da birre, bodhran, tin whistles e magliette... l'unica differenza col paradiso è che in paradiso non c'è la kilkenny

everybody knows - leonard cohen (live in london)

sabato 9 aprile 2011

9 aprile - god's country

thank you for serving and protecting
the likes of me
thank you for the ticket
now can I leave?


god's country - ani di franco (official bootleg series sampler)

venerdì 8 aprile 2011

8 aprile - nella giungla

Noi gridiamo per Ingrid
contro ogni prigione,
perché la libertà,
o è per tutti, o è illusione.


nella giungla - francesco guccini (storia di altre storie)

giovedì 7 aprile 2011

7 aprile - down in the desert

down in the desert - thin white rope (the one that got away)

Karl went south like he'd fade if he stayed there
It scared him, he felt claustrophobic and needed some air
Something affected him down in the desert


mercoledì 6 aprile 2011

l'amore non ha confini (terza parte)

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

Yuliya scrive:
Ciao, Spero che sei gia` arrivato a casa da un bel po`, e ti stai
riposando? Vuoi che ti preparo una tazza di un buon caldo te? Bevi il
te` con lo zucchero o con il limone? Sorridi per me, ti mando un
bacione) Sono contenta di ricevere la tua lettera di nuovo. Grazie per
quello che mi scrivi. Tutto il giorno volevo andare a casa per vedere
la tua risposta. Oggi ho avuto una giornata pesante, dovevo preparare
tutti i documenti, e finire alcune cose con i clienti. Anche domain mi
aspetta una giornata difficile. Devo terminare tutti I progetti aperti
perche` devo passare tutto il lavoro nelle mani di un altro menager,
una mia collega di lavoro. Dopo di che potro` andare in vacanza con la cosenza pulita.



Oggi dopo il lavoro ho finalmente ricevuto la lettera con una bella
notizia! Mi e` arrivato l’ invito a Mosca per pasare l’intervista al
consolato. Nella lettera c’era scritto che ventiseisime di novembre
dovro` passare l’intervista ,secondo i risultali della quale mi
daranno il visto. E` stata veramente una bella notizia, che fra un po`
ci potremo vedere personalmente, e conoscerci meglio e vedere come vanno
le cose fra noi due. E poi il tuo paese per me e` qualcosa di nuovo
perche` non ci sono mai stata in Italia. E poi non nessun amico in
Italia e magari mi piacerebbe che lo diventassi tu o magari anche
qualcosa di piu` grande! Prima di tutto per me la cosa piu` importante
nella relazione e` l’entrambo capirci, la cura, la fiducia e la
trasparenza della ralazione. Penso che sono le cose piu` inmortanti
tra una relazione fra un’uomo e una donna. Io sono pronta per fare di
tutto per l’uomo che amero’ che sia la mia anioma gemella. Vorrei
trovare un uomo al quale regalare tutto il mio amore, cura, rispetto e
mettere al primo posto la nostra relazione. Pero` nello steso tempo
vorrei sentire la stessa cosa dal mio uomo, la sua attenzione e
l’aiuto. Perche` la cosa piu` importante per una donna e` amare ed
essere amata. Solo in queste relaziione puo` nascere una famiglia
forte e unita. Sono disposta a fare moli sforzi per formare una
famiglia simile, dove tutti possono capirsi senza litigi.




Il mio uomo di sogni deve essere una persona sulla quale io possa contare, buono,
abbastanza modesto, simpatico sensuale, e romantico. E i tuoi
pensieri? Penso che ora devo finire la mia lettera e vado a dormire
perche` sono abbastanza stanca, e ti avro` gia` stufato con la mia
lettera` cosi` lunga. Domani mi devo alzare piu` prima per andare al
lavoro e finire tutte le mie cose. Spero che il mio te` ti sia
piaciuto e hai latto la mia lettera con piacere, e continuerai la
serata con il sorriso in faccia e penserai in me! Buon umore!
Tua Yuliya




il Cala risponde:
ciao e grazie di avermi risposto, qui in casa sono sempre solo con il
mio gatto e le giornate non passano mai.
e a te piacciono gli animali? io li preferisco alla brace, una
spruzzata di limone e via.
dovresti provarli.
stasera mi sa che resto solo perchè mi mangio il gatto.
ti dicevo della cauzione che dovrei restituire al mio amico il merda,
tu avresti mica da imprestarmeli? sono 40mila euro, poi magari te li
restituirei con calma, pagando i dovuti interessi ovvio o se vuoi
potrei metterti in contatto con il merda direttamente, lui potrebbe
farti arrivare qui in un battibaleno e ti troverebbe un lavoro sicuro,
in uno dei locali che gestisce, che già dai nomi capisci che sono
posti di classe, tipo: brasserie er sorcio morto, centro massaggi da
susy capezzolo, trattoria da Gino il porcone, gelateria ernesto
staminchia, wellness centre Simm'e napule paisà.
ti prego rispondimi in fretta, non so stare senza sentirti.
ti allego foto della mia numerosissima famiglia, ciao, aufidersen


6 aprile - speak to me



speak to me - pink floyd (the dark side of the moon)

martedì 5 aprile 2011

should I trust the government?




Ho avuto la fortuna sabato di assistere alla seconda tappa milanese di roger waters, che sta portando in giro per il mondo l'album “The Wall” una pietra miliare della musica moderna.
Il mio rapporto con i Pink Floyd, va detto, non è ottimale.
Amo The wall e Dark side of the moon, apprezzo Wish you were here, ma non mi spingo oltre.
Certo da ragazzo quando tornavo a casa bello foderato d'alcool più di una volta ho messo in cuffia qualcosa del periodo Syd Barrett, gran bel trip eh, ma ritengo che averlo mandato ad abbaiare ai vicini, musicalmente sia stata una mossa eccezionale.
The wall invece è diverso, conosco bene l'album, molto meno il film di parker, ma ritengo sia impossibile sottovalutarne l'importanza.
E soprattutto io di The Wall sono TERRORIZZATO.
Perché la storia di pink, delle sue fobie connaturate od indotte, del suo isolamento, della sua fuga dal mondo, a me mette su un'ansia fenomenale.
The wall è LA paranoia portata in musica ed immagini; è la chiusura verso il mondo, è il rifiuto del mondo e delle sue brutture, è l'ansia, la paura, la violenza.
Ed oggi che ho visto la versione live preparata del suo (diciamolo) unico ideatore, beh posso dire che in due ore di spettacolo, la rappresentazione audio-visiva è PERFETTA.
Di waters si è sempre detto che la storia del padre morto ad anzio sia stata forse fin troppo usata per le sue canzoni, al punto da stufare, ma l'incubo di The wall non può, ovviamente, che partire da lì.
Io non amo particolarmente gli spettacoli pirotecnici e gli effetti speciali, se applicati al rock, arte che non ha bisogno di trucchi, laser o bambolotti, ma è evidente che The wall live NON è solo un concerto rock, ma un'opera, una pièce teatrale, a volte un musical, in breve è un capolavoro, completo.
Concerto puntualissimo che parte alle 21 SPACCATE, dal mio posto in piccionaia (secondo anello palesemente in overbooking) apprezzo perfettamente la visione di insieme, il primo accenno di muro, l'aereo di papà waters che si schianta, l'uso sapiente di immagini e luci.
Nelle due ore di concerto la vita di pink, l'infanzia oppressa da madri soffocanti ed insegnanti frustrati, l'isolamento, la rockstar megalomane, il muro dietro il quale si nasconde (e che si chiude all'intervallo) vengono presentati con una commistione di musica ed immagini perfetta.
Non credo sia una bestemmia affermare che oggi, nel 2011, la visione di The Wall dentro la testa di waters sia meglio rappresentata che 30 anni fa sul palco, perché la tecnologia attuale permette cose impensabili all'epoca della pubblicazione del disco. Quindi ecco che entriamo fisicamente dentro il difficile mondo di pink, toccando con mano i suoi incubi ed i suoi deliri.
Il filo conduttore dell'album, l'isolamento, prende forma nelle dimensioni sia personale che universale, con riferimenti alle guerre ed ai loro sponsor, ai governi di cui non bisogna fidarsi, ma anche ai piccoli torti quotidiani fatti a bambini che da adulti ne porteranno ancora i segni ben evidenti.
Ansia ed angoscia che salgono e raggiungono il loro climax portando però all'inevitabile crollo del muro ed alla comparsa di tutti i bravissimi musicisti non più nerovestiti, ma “in borghese”.
Alcune mie considerazioni: difficilmente il rapporto udito-vista in un concerto mi ha soddisfatto così, l'unico termine di paragone (in certi momenti abbastanza evidente) è lo zootv tour degli u2 coi videowall che sparavano messaggi talmente frenetici da essere subliminali.
Per quanto economica, la scelta del parterre in piedi non credo sia stata felicissima, anzi forse il parterre era il posto più penalizzante perché troppo basso, comunque ho sentito e visto davvero bene nonostante o forse grazie alla lontananza.
Nei momenti in cui pink era sostituito dai militari ed il soldato waters sparava sulla folla insultandola ho trovato un po' stridente l'entusiasmo del pubblico ed i cori a roger.
Non so, era sicuramente difficile non essere coinvolti dallo show, ma in quel momento si rappresentava l'assurdo rapporto tra un idolo e la sua folla ed ho trovato un po' fuori luogo le scene da concerto di bruce springsteen. Molto meglio invece i momenti finali con la band in riga che accompagna il pubblico suonando il motivetto olè olè olè olèèèèèèèèè.
Più che un concerto, più che un musical, più che un'opera teatrale, The Wall a mio avviso è un viaggio in un incubo, del singolo sconosciuto, della star famosa, del mondo intero. Un incubo che prende vita, suoni, immagini e parole e che lascia esterrefatti.


5 aprile - verso oriente

perdonare non so

verso oriente - timoria & eugenio finardi (viaggio senza vento)

venerdì 1 aprile 2011

la prima di marzo



1. get ready for love - nick cave & the bad seeds (abbatoir blues)
2. i don’t wanna go home - southside johnny (i don’t wanna go home)
3. come fly with me - frank sinatra (the best of the rat-pack)
4. sweet little thing - lucero (tennessee)
5. il pianeta perfetto - paolo benvegnù (hermann)
6. love has made it so - John popper & the duskray troubadours (john popper & the duskray troubadours
7. i wanna be locked in a liquor store with you - dash rip rock (call of the wild)
8. woman is the nigger of the world - john lennon (some time in new york city)
9. nothingman - pearl jam (vs & vitalogy deluxe edition)
10. ma che sarà - edoardo bennato (sono solo canzonette)
11. tighten up the springs - michelle malone (moanin’ in the attic)
12. comal county river - javi garcia & the cold cold ground (southern horror)
13. these eyes - the guess who (greatest hits)
14. gunpowder - black joe lewis & the honeybears (tell’em what your name is)
15. el camino - amos lee (mission bell)
16. movin’on up - primal scram (screamedelica)
17. dirty old town - the dubliners (youtube)
18. spoonman - soundgarden (live on I-5)
19. about a girl - nirvana (unplugged in new york)
20. chi ha ucciso ilaria alpi? - gang (fuori dal controllo)
21. thunder road - bruce springsteen (live 1975\85)
22. perfect day - lou reed (youtube)
23. had to cry - eric clapton & steve windwood (live from madison square garden)
24. brown sugar - the rolling stones (sticky fingers)
25. my little girl - willie nile (the innocent ones)
26. tell me why - neil young (after the gold rush)
27. angel - cheap wine (ruby shade)
28. maybellene - chuck berry (the great 28)
29. open all night - bruce springsteen & the seeger sessions band (milano session night)
30. preludin’ - pavlov’s dog (live & unleashed)
31. delicate - damien rice (o)

1 aprile - when worlds collide

Truth is fiction
Truth is lies
Strange things happen
When worlds collide

when worlds collide - neil young (fork in the road)