sabato 16 maggio 2015

Come Don Chisciotte - Prima Puntata



Giovedì 7 maggio, alle ore 22.30 è andata in onda su Radio Gazzarra la prima puntata del mio programma "Come Don Chisciotte".

Abbiamo ascoltato un po' di buona musica e ho spiegato cosa mi piacerebbe che accadesse durante questa trasmissione.
Ecco le canzoni trasmesse ed il link per ascoltarle in streaming:
  1. thunder road - bruce springsteen
  2. don chisciotte . francesco guccini
  3. psycokiller - talking heads
  4. light up your mind - baby woodrose
  5. su la testa - fratelli di soledad
  6. the abc's of love - frankie lymon and the teenagers
  7. voice of a generation gap - my name
  8. she loves me - james mc murtry
  9. il quartiere della follia - luca rovini
  10. beatiful loser - bob seger
prossima puntata giovedì 21 maggio sempre alle ore 22.30!

giovedì 14 maggio 2015

Caffè, bar, skytg24 ed altre storie




Eh nulla, stamattina ebbro di emozione scendo e noto che nel bar sotto casa stanno trasmettendo il tg di sky TU PENSA proprio al punto in cui parlano di sport.
Quindi perchè non fermarmi un secondo?

Così mentre mi godo le immagini di ieri sera, il simpatico avventore vestito con una divisa da lavoro di una nota azienda di pulizia e decoro urbano il cui nome, formato da due parole, finisce per AMBIENTE ed inizia per "di champions" guarda il barista e gli fa "eh, alla fine hanno pareggiato eh, mica hanno vinto!!!"

il barista, cinese gentilissimo educatissimo e operosissimo, ma dal vocabolario italiano di massimo 50 parole (di cui almeno una tra birra e moretti l'ha imparata grazie a me) fondamentalmente se sbatte i coglioni della champions e di berlino, quindi mantiene il suo sorriso impassibile causato principalmente dal fatto che non sta capendo un cazzo di quello che gli ha detto.

Io capisco che la situazione sta volgendo al peggio, mi guardo attorno in cerca di una via d'uscita, simulo i crampi alla lichsteiner, chiedo il cambio, urlo TEMPO ARBITRO, TEMPO CAZZO, ma niente, l'ineluttabile accade.

L'omino fosforescente consapevole che il barista non se lo incula si gira da me e fa: eh, mica han vinto 3 o 4 a zero eh!!!!

Le nubi si fanno minacciose, tuoni in lontananza, stormi di uccelli neri, come esuli pensieri nel vespero migrar, il bar pian piano si svuota, la vecchia che caga la pensione nelle macchinette esce di corsa urlando "l'italia agli italiani!!!", salta la luce per fare pace la felicità.
Rimaniamo soli, io e lui.

Musica in sottofondo
Mi guarda
Lo guardo
Mi guarda
Lo guardo

entra morricone e dice: la finite di guardarvi che devo fare la colonna sonora???

mi schiarisco la voce e dico: tempi duri per voi antijuventini eh? dai, che mercoledì prossimo vi rifate.

Poi sono andato a lavorare.

mercoledì 13 maggio 2015

il pagellone - aprile

Zac Brown Band - Jekyll + Hyde: 5



William Elliott Whitmore - Radium Death: 7



Tom Pacheco - Boomtown: 7



Southern Whiskey Rebellion - Acquisition of perception: 6,5



Faith No More - Sol Invictus: 8



Willie Nile - The Bottom Live Archives: 8



Jesse Malin - New York before the war: 5



Beth Hart - Better than home: 8



Hayward Williams - The reef: 7,5



Luca Casali & The Roots Band - Time to smile: 7



The Tallest Man on Earth - Dark bird is home: 7



Francesco D'Acrì - Over the covers: 7,5



Sufjan Stevens - Carrie and Lowell: 7,5






giovedì 30 aprile 2015

il pagellone - marzo

Blackberry Smoke - Holding all the roses: 6,5



Bjork - Vulnicura: 5,5



Modena City Ramblers - Tracce Clandestine: 6,5



Seasick Steve - Soul Surfer: 7



Siren - The Row: 7



Joe Bonamassa - Muddy Wolf  at Red Rock: 8



Van Morrison - Duets: 6





mercoledì 29 aprile 2015

La via dell'agave - Francesco Scopelliti




Una via che si fa strada tra caldo, umidità, mugugni e musi lunghi.
Quasi una creuza, che dai, dobbiamo usarlo sto termine, noi conterranei di.

Francesco scrive di se stesso e di chi e cosa lo circonda con una (auto)ironia meravigliosa, sia che parli di cortei antagonisti che di stitichezza infantile; la leggerezza con cui racconta certi episodi non vada però scambiata per superficialità, la sua visione del mondo è chiara ed emerge prepotentemente in queste pagine, così come le idee che lo spingono a battersi per migliorarlo un po', sto mondo.

Racconti ironici quindi, ma non solo e non semplicemente ironici, perchè dopo una prima lettura possiamo leggere tra le righe il messaggio che Francesco vuole mandarci, messaggio che arriva preciso e ci trova con il sorriso sulle labbra. Senza cadere nella retorica da slogan e con uno stile lineare e sottile che evita la battutaccia di grana grossa ed arriva al punto seguendo rotte imprevedibili. 

Uno stile ligure, ligure al 100% con i suoi toni burberi, che nascondono però la battuta tagliente come una lama, così come l'esposizione dei suoi racconti, quasi sussurrati, ma con un tono che cattura l'attenzione e ti impedisce di distrarti.

Ricordi di infanzia, riflessioni dolci-amare sul tempo che passa e sul tempo che viviamo, un viaggio attraverso l'universo di Francesco, un tipo che non si tira mai indietro, come quando con gli amici di sempre decide di arrivare in cima al Monte Mongioie o come nel tenero ricordo del ragazzo disabile che abitava al suo paese. che sicuramente avrà difeso. 

Una lettura piacevole e ricca di spunti di riflessione, che sicuramente susciterà nei lettori la nascita di ricordi simili a quelli di francesco, perchè la vacanza in macchina con i genitori, il bagnino cattivo o le serate a cazzeggiare in motorino fanno parte di ognuno di noi.
Ma per fortuna ogni tanto, gente come Francesco riesce a raccontarle così bene





http://www.matiskloedizioni.com/laviadellagave/index.html

martedì 28 aprile 2015

Come Don Chisciotte



Qualche mese fa ho presentato il mio libro in un piccolo teatro di Savona insieme alla mia amica ed editor (ahahahahahahahah) (sta cosa dell'editor ha avuto un sacco di successo, la userò molto) Vera.

Liuba, la padrona di casa, per iniziare ha chiesto ad entrambi di descrivere l'altro e Vera, il mio editor (ahahahahahahahah) mi ha definito un Don Chisciotte, perchè, dice, mi butto in imprese impossibili e sempre e comunque a testa bassa, a pesce, a bomba.

Sta cosa mi è piaciuta davvero molto, perchè è un modo abbastanza romantico per dire che sono un pirla, che la prende sempre in quel posto, ma anche che sono uno che crede alle cose che fa.

Ho creduto al Mulino degli Artisti, ho creduto che quelli che si lamentano sempre che in valmaremola non c'è nulla venissero a vedere se le cose che proponeva il Mulino fossero interessanti, ho creduto a chi si diceva interessato a creare un polo culturale a Bardino, ho creduto alla possibilità di creare una rete di associazioni nella provincia ligure, credo addirittura che qualcuno legga il mio libro, altro che mulini a vento, altro che ronzinante!!!!!

Pochi giorni dopo sono stato ospite del mio amico Roberto alla radio universitaria di Savona, dove conduce un programma sullo sport, per parlare di Scusa, Ameri e mettere un po' di musica.

Alla fine di sti 4 giorni, oltre ad avere un ego ancora più sviluppato, ho pensato a quanto mi sarebbe piaciuto "fare la radio", avere un programma mio.

La mia idea, nata anche dal paragone di Vera, era di combattere una ennesima battaglia persa contro la musica odierna, dando spazio a chi spazio non ne ha, non ne ha avuto o ne ha avuto molto ma molto meno di quello che avrebbe meritato.

Nemmeno il tempo di esprimere a voce alta questo mio desiderio, che il mio amico Lorenzo mi ha consigliato di proporre questa idea a Radio Gazzarra, la web radio di Arci Liguria, che già conoscevo per alcuni programmi presentati da amici.

Insomma, per farla breve, giovedì 7 maggio, alle ore 22.30 e a giovedì alterni, Come Don Chisciotte diventa davvero un programma radio, ascoltabile dal sito www.gazzarra.org oppure scaricabile come podcast.

50 minuti dove vi giuro che parlerò lo stretto necessario e lascerò spazio alla mia idea di buona musica, alla schiera di Don Chisciotte che hanno combattuto o combattono la loro battaglia contro i mulini a vento del music business.

Ci saranno oscuri gruppi del passato, gruppi emergenti, amici della mia zona che apprezzo anche e soprattutto dal punto di vista artistico, splendidi perdenti che nonostante l'oblio in cui hanno sempre operato, continuano a proporre musica di qualità.

Ci sarà soprattutto la voglia di condividere con chi vorrà la mia enorme passione non solo per la musica ma per il gusto, vi assicuro del tutto speciale, di rendersi utile a qualche causa, specie se difficile, di aiutare nel mio piccolo a spingere qualche artista verso una visibilità più adeguata al suo talento.

Ci sarete anche voi spero, in diretta o successivamente tramite il podcast, ci sarete, spero, se avrete voglia di condividere con me i vostri Don Chisciotte, per provare a dare un senso, per dirla alla Fossati a tutta questa "musica che ci gira intorno".

Il Don Chisciotte qua sopra sono io, visto da Vera, un regalo bellissimo che mi ha fatto quando ha saputo di questa nuova avventura e che userò come "logo" per il programma e come portafortuna.

“Dove c'è musica non può esserci nulla di cattivo.”  (Manuel Cervantes)



lunedì 27 aprile 2015

Little Town Blues - Vera Bonaccini




Non starò certo a tediarvi sull'importanza della poesia nella cultura odierna, perchè non ne sono in grado, ma nonostante questo, per motivi anche biecamenti opportunistici, da un anno circa mi sono avvicinato a questa forma d'arte che al giorno d'oggi è sempre più di nicchia.
Nel mio continuo interrogarmi su cosa voler fare da grande, scrittore, organizzatore, presentatore, astronauta o supereroe, ho avuto pure un paio di riconoscimenti per delle cose che insomma sono state classificate come poesie.
Il primo in una antologia di auto-necrologi, dove il mio è stato scelto insieme ad altri e pubblicato, l'altro in un concorso dove sono arrivato secondo.
Il che, a pensarci bene, non depone positivamente a favore della categoria dei poeti.
Il tutto per dire che sebbene la mia idea di poeta sia una via di mezzo tra de andrè e dylan, ho letto alcuni libri di versi, tra cui questo.
Vera, sempre tornando al discorso dell'opportunismo, collabora con la Matisklo, la casa editrice digitale che ha pubblicato il mio libro Scusa, Ameri; anzi, Vera è stata colei che ha corretto ed impaginato il mio libro, è stata la mia (ahahahahahahahahahah) editor.
Ovvio che guardi alle sue poesie con tanto interesse, molto affetto e pochissima obbiettività, però bisogna anche dire che prima di essere il mio (ahahahahahahahahahahahahah) editor, Vera è stata anche protagonista di un tot di altre cose che ho letto, visto e partecipato tutte belle, interessanti e stimolanti.
Vera scrive, dunque, scrive poesie, nel caso non lo aveste ancora capito.
Ha senso scrivere poesie oggi? 
Si, lo dico convinto, sia da tentato autore che soprattutto da lettore.
Ha senso se tali poesie sono al servizio di una visione del mondo cruda, realistica e poco incline agli sdolcinamenti fine a se stessi.
Ha senso se nell'equilibrismo di parole incastrate, il risultato non è un autocompiacimento masturbatorio, ma semmai un modo per sbattere in faccia in maniera inedita ed obliqua una verità vera, concreta, di sangue, carne, cemento e merda.
Ecco perchè Little Town Blues, a parte che il blues nasce dagli stessi posti dove vivo e lavoro io, è un'opera necessaria, se vogliamo avere uno sguardo completo di cosa ci circonda, se vogliamo uscire dalla rima cuore ed amore e capire che giocando con le parole si possono creare mondi molto interessanti e si possono togliere perbenistici veli alla realtà che ci circonda, alle storie d'amore tutte uguali, alle giornate senza fine e scopo, alle foto inutili date in pasto a rapporti solo virtuali.

C`è un che di rassicurante
Nel sentirsi fuori luogo
In ogni posto
 


Vera è fuori posto, perchè è dissonante, disturbante, è fuori posto perchè sbatte davanti a chi la ascolta un mondo senza tanti fronzoli e fiocchettini, sebbene l'armonia delle sue strofe sia spesso quasi musicale, queste righe stridono e infastidiscono, sono unghie su una lavagna fatta di luoghi comuni e moralismo, sono il bambino davanti all'imperatore nudo, sono pellicola fotografica senza filtri istagram.