giovedì 25 settembre 2008

IL COFANETTO (parte terza)




Che poi io born to run l’ho scoperto piano piano, perché sono rimasto talmente abbagliato dall’inizio, che ho fatto un po’ fatica a staccarmi da lì ed andare oltre. E che oltre.

La bellezza dell’operazione trentennale sta (anche) nel palesare tutte quelle cose che stanno dietro al disco, che in nato per correre di marsh già erano chiare, ma che raccontate da bruce hanno ovviamente un altro fascino.

Mi riferisco ovviamente al documentario.

Perché il concerto io mica l’ho ancora visto.

(piccolo intermezzo)

casa mia, primavera di uno qualunque dei prossimi anni, più o meno 3

“mamma, anche oggi brodo di dado senza pastina?”

“mangia e fattelo bastare, non abbiamo altro”

“mamma dov’è papà?”

“a gelserkinken a vedere quello là”

“ancora??? Ma quando torna papà?? Voglio papà!!! Uèèè uèèè” (e qui l’innocente creatura, domandandosi in cuor suo dove cazzo sia gelserkinken, prorompe nella sua prima, enorme bestemmia).

(fine intermezzo)

sarebbe interessante sapere se tra di voi c’è qualcuno che 30 anni fa conosceva bruce e ha comprato il disco appena uscito; chissà cosa avremmo pensato a trovarci tra le mani un disco del genere dopo, tra l’altro, due dischi poco o nulla cacati da nessuno e dopo tutto il casino e l’attesa che si era creata…

“the hungry and the haunted explode into rock’n’roll band!!!”

dice bene il nostro amico, esplosione è un termine che ben rappresenta l’impatto che questo disco ha avuto su di me. Esplosione di energia che spazza via ogni cosa. In ogni sfaccettatura. La tensione alla Vita (non riesco a definirlo meglio) di thunder road, la tensione erotica di she’s the one, la rabbia del tradimento e della sconfitta in backstreets, l’affrontare il compromesso di meeting.

L’esplosione finale, in jungleland.

(piccolo intermezzo)

un venerdì dell’aprile 2005, tardo pomeriggio.

Escono i prezzi dei biglietti per le 3 date di bruce.

Sticazzi.

Rapido giro di sms, un paio di telefonate, poi accade l’irreparabile.

“basta! Stavolta mi sono rotto i coglioni!!!”

“se va bene vado a milano, sennò che se ne vada affanculo”

“ci sono cose più importanti nella vita”

insomma, una crisi di responsabilità e maturità. Mia moglie aspetta il mio primo figlio, stiamo mettendo a posto casa, ormai ho 32 anni, si stava meglio quando si stava peggio, non ci sono più le mezze stagioni, una volta qui era tutta campagna. Cosa mi dici di bello? Di bello niente.

Luogo comune più, luogo comune meno, prendo la decisione sofferta: valutata la situazione, al massimo andrò ad un concerto, meglio se quello di bologna, che è di sabato, così viene anche mia moglie e ci fermiamo due giorni in emilia. Il giorno dopo cammino a petto in fuori, come ricoperto da un’aura di serietà e maturità. Finalmente mi sento un uomo. Che sa quando assumersi le proprie responsabilità, che si prende sulle spalle il gravoso peso di un famiglia in via di allargamento. Che uomo, il Cala.

Devo dirlo o lo avete capito da soli?

Siamo andati a bologna che è di sabato, così viene anche mia moglie e ci fermiamo due giorni in emilia.

Poi il lunedì sono partito e sono andato a roma.

E a milano.

(fine intermezzo)

Tutto questo per dire che si, lo ammetto, non sono molto coerente.

Si, lo ammetto, non è difficilissimo che cambi idea.

Si, lo ammetto, in passato avevo espresso pareri molto negativi sulle ristampe, deluxe edition, legacy edition, remastered edition. Sono un modo di rubare soldi ai fans. Sono minestre riscaldate. Addirittura avevo ipotizzato una soluzione tipo: “vuoi che compro la nuova edizione del cd uscito nel 94 che io ho originale? Bene, ti porto il cd vecchio, ti pago la differenza e tu mi dai l’edition che vuoi” (che a me ricucci in quanto a finanza creativa mi fa un pippone mi fa). Anche i greatest hits mi facevano cacare.

Poi non mi ricordo quale, ma ho comprato una deluxe edition, non di bruce. E devo dire che ho si cambiato idea, ovvio, ma riesco anche a sostenere con una certa baldanza le motivazioni di tale decisione.

Perché la sony legacy o la deluxe della universal fanno spesso dei prodotti davvero validi, anche nella confezione (o packaging) che ti fa piacere prendere e guardare. E visto che ormai le copertine dei cd sembrano solo dei freddi involucri di plastica, con poche note e zero fantasia, beh certe cose fa piacere trovarle ancora, anche se, ovviamente, hanno il loro prezzo.

E di tutte le edizioni speciali, born to run è quella che preferisco.

Prima di tutto per l’arroganza delle misure.

Non ci sta da nessuna parte.

Né nello scaffale dei cd, né in quello dei dvd.

Reclama la vetrina principale, vuole stare in prima fila, vuole la poltronissima (mica una tribuna gold come al forum di assago).

E quindi io l’ho messa nella vetrina principale. In modo che si veda subito.

Avete letto alta fedeltà no? Avete presente quando rob e laura vanno da amici di lei e lui scopre che gli piacciono nonostante abbia guardato nel loro scaffale di cd e ci abbia trovato cose inaudite?

Beh io sono peggio di rob. Io ovunque veda un porta cd, ci guardo dentro. Ma proprio OVUNQUE. Tipo all’IKEA. Io ho guardato i cd (ovviamente finti di cartone) dentro ai porta cd dell’Ikea. O nelle pizzerie. Oltre che ovviamente a casa altrui.

Ma a me non è mai piaciuto nessuno dopo aver visto “cose inaudite” nel suo scaffale di cd.

Bisogna fare attenzione all’impatto su chi viene a casa tua. Bisogna fare attenzione a cosa salta all’occhio di chi viene a casa tua.

Chi viene a casa mia pensa: “è proprio vero che hanno una figlia”

Poi vede il cofanetto.

Pannolini, orsacchiotti, carrozzina e Born to Run.

Mica pizza e fichi.

(ultimo intermezzo)

bologna, 4 giugno 2005, concerto di bruce iniziato da poco.

“questa cansone è per tutte le mamme e tutti i papa, in bocca al lupo con i vostri figli”

per un solo, lunghissimo, interminabile secondo, penso DAVVERO, penso RAZIONALMENTE, che bruce stia per dedicarmi una canzone. A me e a mia moglie seduta di fianco a me in 90° fila, con l’erede in panza. Dura solo un secondo, ma è bellissimo.

Long time comin’.

(finalone romantico, ammessa la lacrimuccia)

primo, massimo secondo giorno dal ritorno di mia moglie e mia figlia dall’ospedale. Mattina, poppata. Mamma che tiene in braccio la figlia e la allatta con amore. Splendido sole, autunno quasi primaverile.

Dalla casa vecchia ci siamo trasferiti direttamente il giorno delle dimissioni dell’ospedale, quindi lo stereo è ancora spento, da chissà quanti giorni.

Accendo lo stereo.

Schiaccio play.

Mi siedo di fronte al divano.

“The screen door slams, Mary’s dress waves…”

piango, felice.

Qualunque cosa intendesse bruce con l’andarsene dalla città dei perdenti per vincere, beh in quel momento l’ho sentita vicina a realizzarsi.

Ho finito.

mercoledì 24 settembre 2008

IL COFANETTO (parte seconda)




È uscito è uscito… la bambina sta bene, mangiadormecacamangiadormecaca… stanchino si, ma niente di che… insomma il tempo ci sarebbe.
Tralasciando il negozio dell’immonda troia, sotto casa mia c’è un buchino che, non senza un pizzico di megalomania, si chiama “il Disco”.
Secondo me si chiama così perché la superficie abitabile è grande come un 33 giri.
Vabbè, però è sotto casa, cosa mi costa farci un salto?
“guarda dovevano portarmelo oggi, ma il corriere non me lo ha portato”.
Mmmhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
“Aspetta che telefono e chiedo”
eh bè, volenteroso…
“lo voglio prendere di certo, lo voglio per me”
“lasciami un numero che ti chiamo quando arriva”
gentilezze del genere insomma… fatto sta che, in puro stile “fidanzatoappenastatolasciato” mi innamoro “musicalmente” del negozietto, fosse solo per dimenticare la delusione dell’I.T..
Piccolo è piccolo, sfornito è sfornito (belìn oh, ma quanti negozi esistono ancora che vendono le MUSICASSETTE?), ma del resto in un posto come quello dove vivo ora, dove vendono vestiti a 500 euri, felpe di quelle ggggiovani con scritte tipo “dolci anni”, “baci e abbracci”, “tribuna VIP” “gente che conta”, “massa di stronzi”, “Milano da bere” (ok qualcuna è inventata) non si può pretendere di trovare chissà che negozi di musica…
Purtroppo però il corriere deve probabilmente passare ancora oggi (qualunque sia il momento in cui leggerete ste righe… tranquilli, il corriere deve ancora passare), ma ormai ho questa cotta adolescenziale per “il disco” e quindi al ragazzo dobbiamo dare fiducia.
Anche perché pochi giorni dopo capito in un mega-iper-super centro commerciale del mio capoluogo di regione e lì, deciso a tradire il mio nuovo amore, mi sento dire “finito, lo abbiamo ordinato”.
Anche perché un amico che vive lontano mi dice che dalle sue parti se ne sono trovate massimo una copia per negozio.
Ora, le cose sono due.
O non è di facilissima reperibilità.
O è in atto il primo festival di “Tiraggio di belino al Cala”.
Fatto sta che dopo circa dieci giorni dall’uscita io il cofanetto non l’avevo ancora preso.

Prima di sposarmi abitavo in una città dove c’erano 3 negozi di dischi. Uno ti diceva sempre (e voglio dire SEMPRE, qualunque cosa tu chiedessi, anche titoli inventati) che “arrivava martedì”; l’altro era gestito da un sosia brutto di riccardo cocciante ed era ben fornito di titoli degli anni 60. Peccato che di titoli usciti dal 1971 in avanti non avesse un’ostia. L’altro era fornitissimo. Di musica da discoteca. Di questi 3, solo il terzo è ancora aperto, ma, ricordandomi tra l’altro la faccia stupita del commesso quando gli avevo detto che si, in effetti nella vetrina del negozio dove lavorava e che magari aveva allestito lui c’era, pensate un po’, una copia di “Live in New York City” e che sì, in effetti tra springsteen e coccoluto c’era una sottile differenza, ricordandomi di tutto ciò, trovandomi per caso a passarci davanti l’ho degnato di una veloce occhiata, senza nessuna speranza.
Belìn.
Aveva cambiato gestione.
Belìn.
Aveva cambiato nome.
Belìn.
C’era il cofanetto in vetrina.

E pensate che tutto questo sproloquio, in realtà, doveva essere solo la premessa al mio commento al cofanetto. È che sono fatto così, come dire, mi lascio prendere la mano ed apro qualche parentesi. Tipo questa.

Non mi sono mai chiesto in realtà perché thunder road volesse dire tanto per me. La risposta migliore (e soprattutto sintetica), l’ha data bruce nel dvd storyteller. È un invito, un augurio, qualcosa che apre delle porte. Dalla porta che sbatte fino a quando mary sale sulla macchina per andarsene dalla città dei perdenti dentro non ci trovo assolutamente niente di mio, ma dentro ci trovo in realtà tutto ciò che vorrei. Amore, desiderio di vittoria, voglia di avventura, viaggi.
Rob di alta fedeltà, e non poteva fare diversamente, la inserisce al primo posto nella sua top five sui migliori primi pezzi di un album. E non potrebbe stare in un altro posto, perché da lì inizia tutto e niente potrebbe iniziare in modo migliore.
Quindi, io, che tanto per spendere soldi, di alta fedeltà ne ho 3 copie (una per me coi miei commenti a margine, una da imprestare ed una in inglese “per migliorare la lingua”, oltre chiaramente al dvd) uso thunder road come inizio di ogni cosa.
(1° parentesi della parentesi)
febbraio 2002, officina di una concessionaria auto del basso piemonte. Cala si compra la macchina nuova. Il meccanico spiega le diverse caratteristiche della macchina, il Cala finge di ascoltare mentre in puro stile homer simpson le scimmiette dentro il suo cervello giocano a mosca cieca. (il cala odia guidare, questo è un problema, cazzo fai ad amare uno che scrive di auto, corse in auto e ancora auto e ad odiare il guidare?)
Ad un certo punto finalmente si passa alla descrizione dell’unica cosa che il Cala ha scelto della macchina nuova senza ascoltare i consigli della buonanima di suo papà. Il lettore cd con caricatore a 6 dischi. Schiaccia qui, questo si fa così, pigia, alza, i bassi, radio… il meccanico dice: aspetta prendo un cd così lo proviamo.
Stupido.
Il Cala scuote la testa ed estrae dalla giacca “Born to Run” che non sia mai che il primo cd sul suo nuovo lettore della sua nuova macchina sia qualcos’altro.
Chiusa parentesi.

martedì 23 settembre 2008

nel caso in cui



ve lo steste chiedendo, no, non festeggio nessun compleanno oggi.

IL COFANETTO (parte prima)


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Non ho mai pensato a bruce in termini di “il mio cantante preferito”, così come non ho mai avuto un “mio migliore amico” (anzi, ora che ci penso non ho mai avuto amici) o cose del genere.
Però questa nostra società bastarda ti imbavaglia dentro schemi rigidi e ti imprigiona corpo ed anima, impedendo di esprimere te stesso come realmente sei.
Quindi, o ti adegui, o ascolti lunghi conati di banalità tipo “vivo morto o x” di ligabue credendo di emanciparti.
Io, grazie a Dio, mi sono adeguato.
Così se mi chiedono: chi è il tuo cantante preferito? Rispondo: Bruce Springsteen.
Così se mi chiedono: qual è il tuo album preferito? Rispondo: Born to run
Così se mi chiedono: qual è la tua canzone preferita? Rispondo: Thunder Road
Così se mi chiedono: perché? Rispondo: oh, ma che cazzo è, il processo di norimberga?
Ecco dunque che il trentennale dell’uscita del mio disco preferito non è certo passata inosservata, anzi.
Sono leggermente sovrappeso, ma tonico.
Come ogni anno dopo natale, sono leggermente sovrappeso, ma molto tonico.
Nonostante questo, la mia maglietta celebrativa preferita del mio disco preferito del mio cantante preferito con dentro la mia canzone preferita mi calza a pennello.
Sarà che gli americani hanno le misure sfalsate.
Sarà la loro alimentazione non proprio sanissima
Sarà, come ho già detto, che sono comunque molto tonico.
Ma la maglietta xxl taglia americana con la copertina di born to run mi sta talmente grande che prima o poi mi ci faranno pagare sopra l’ICI.
Però la uso spesso, molto spesso.
Se mia figlia fosse nata con parto cesareo programmato, come in teoria era stato “programmato”, l’avrei usata quel giorno. Poi mia figlia ha deciso di nascere 3 giorni prima, così tanto per far capire chi comanda in casa nostra e, oltre a farci perdere la puntata di CSI: Miami in onda quella sera, non mi ha dato il tempo di scegliere l’abbigliamento adatto all’avvenimento (che va bene che siamo fans, va bene che siamo bloodbrothers, va bene tutto, ma se a tua moglie si rompono le acque a 90 km dall’ospedale dove deve nascere tua figlia, probabilmente viene spontaneo battersene un attimo i coglioni di come sei vestito in quel momento. O no?).
Tutto ciò per dire, che si, in effetti il trentennale di Born to Run non era passato inosservato.
Poi, i soliti burloni che sanno sempre tutto, avevano iniziato a parlare di cofanetto, di rimasterizzazione, di documentario, di concerto in dvd… le solite cazzate che escono fuori ad ogni piccolo movimento di bruce, sì, figurati se fanno sto lavoro monumentale per la ricorrenza…
Oltre che tonico poi sono anche tollerante, molto tollerante.
In certe cose sono molto tollerante. Tipo con tutte le persone con cui ho a che fare per lavoro, con tutte le persone con cui di solito ce l’hanno gli intolleranti. Non mi incazzo mai, cerco di essere il più possibile accogliente e gentile, insomma sono tollerante.
In altre cose non sono tollerante per un bel paio di coglioni.
Tipo che se mi arriva un sms con su scritto “esce cofanetto per 30 anni born to run, lo sapevi?” io che non sono affatto tollerante, ed anche un po’ stronzo, invece di dire “certo che lo so, è bellissimo!” mi viene da dire “oh coglione, ma con chi cazzo credi di parlare, con un eremita??? Certo che lo so stronzo, mica aspetto che me lo venga a dire te!!!”.
Quindi alla fine sto cofanetto usciva per davvero. Quindi c’era il cd rimasterizzato (e fin lì… di born to run ho il cd prima versione, il cd con il libretto “enhanced” cioè con 4 foto in più, il cd in edizione giapponese, il vinile…). Quindi c’era il documentario. Quindi c’era il concerto di londra. INTEGRALE.
Ora, come saprà benissimo chi ha dei figli, al loro arrivo a casa e per il primo periodo (primo periodo che per me non è ancora passato dopo 3 mesi) la vita ed il tempo sembrano praticamente degli intervalli più o meno lunghi tra una poppata, una cacata ed un cambio pannolino. E secondo voi, come si colloca il cofanetto negli “intervalli più o meno lunghi tra una poppata, una cacata ed un cambio pannolino”?
Non si colloca affatto.
Infatti solo qualche giorno dopo l’uscita mi sono deciso a muovere un po’ le acque.
Per riavermi dallo shock.
Come ho già scritto sopra in certe cose non sono affatto tollerante.
Partendo da questa premessa, capirete benissimo che su certe cose non ho propriamente dei gusti facili; del resto però, abitando dove abito, non posso pretendere di essere attorniato da negozi di dischi in stile “Championship Vynil”. Detto questo, a pochi km da casa mia c’è un negozietto piccolino, angusto, disordinato. Un breve scorcio di paradiso insomma. Con una gentile signora che se non ha quello che cerchi (e di solito NON ha quello che cerchi) si sbatte per fartelo arrivare (e di solito te lo fa arrivare). Il giorno dell’uscita del cofanetto io, da poco rientrato al lavoro dopo il lieto evento, immerso in litri di caffè che ormai costituisce il 75% del mio liquido corporeo, decido di rispettare la tradizione che mi vede sereno acquirente di ogni nuova uscita di bruce il giorno dell’uscita, telefonando al negozietto di cui sopra (che sembra apprezzare la musica di bruce, di cui è discretamente fornita) per farmene tenere una copia.
“ma me lo hai prenotato?” mi chiede la per ora ancora gentile signora
“No” dico io immaginando orde di springsteeniani che scendono dai monti e dalla pianura padana (come di solito fanno, anche i non springsteeniani, per occupare i parcheggi a cui io, residente, avrei diritto) che setacciano i negozi del centro-nord… però cazzo, quante richieste avrà avuto??? E immaginandomi risposte del tipo “a parte le 71 copie prenotate te ne lascio una da parte dai vieni… che casomai ci picchiamo anche una trombatina veloce nel magazzino” (la gentile signora è oggettivamente un cofano, ma io non ho ancora perso il vizio adolescenziale di mettere il sesso in ogni mio discorso immaginario… però trombare tra cataste di cd…) aspetto con tranquillità la risposta.
Che, tragica, arriva.
“eh, no sai, perché non è che io prendo tutte le ristampe che escono” (pronunciato, tra l’altro con tono di sufficienza verso l’oggetto del desiderio, quasi infastidita dal tipo di richiesta).
Cosa???
“ah, va bene fa niente ciao”.
Ora, la ex gentile signora, d’ora in avanti detta “l’immonda troia”, è chiaramente sparita immediatamente dalla lista dei posti dove andare e, nel mio piccolo, sto mettendo su una specie di embargo contro di lei da parte di tutti i miei amici (che di solito quando sanno il perché non dovrebbero più andare a comprare dall’immonda troia mi mandano a cagare).
Ma poi il cofanetto l’ho preso?
Ve lo dico un’altra volta, ora devo lavorare e poi ricordare certe cose fa male, devo distrarmi.

sabato 13 settembre 2008

nella buona e nella cattiva sorte




13\09\03 - 13\09\08
(questa è stata scritta prima che ci sposassimo)

BETTER DAYS - GIORNI MIGLIORI

“Bene, la mia anima controlla le cose perdute mentre io siedo in ascolto
Delle ore e dei minuti che trascorrono
Sì, solamente seduto in attesa che la mia vita inizi
Mentre tutto stava davvero scivolando via”


(ho passato circa 9 mesi della mia vita a rimpiangere quello che avevo perso senza capire dove avevo sbagliato… V mi aveva fatto sentire amato ed innamorato per la prima volta, con lei non c’era mai stato nessun problema… 9 anni di differenza non sono mai pesati, fino al giorno in cui lei mi ha detto “non sono più innamorata di te… e non so come mai…” così per i 6 mesi seguenti ho vissuto in funzione del mio cellulare e di un fottuto sms che non è mai arrivato… in attesa di ricominciare a vivere, in attesa di togliere i mio cuore ed il mio cervello dalla posizione “stand by”)

“Be', mi sono proprio stancato di aspettare che giunga il domani
O che quel treno ruggente esca dalla curva”


(…non so quando sono uscito da questa situazione… forse solamente ne sono uscito da solo, quando ho realizzato che anche senza di lei io avevo una vita che valeva la pena di essere vissuta a pieno, che avevo un lavoro e soprattutto degli amici che erano sostegni formidabili… quando ho capito che si poteva star bene anche senza ragazza e che era una stronzata pensare “non troverò mai più una ragazza”… quando mi sono accorto insomma che il latte era versato e che tanto era inutile piangerci sopra…)

“Ho un nuovo abito, una bella rosa rossa
E una donna che posso chiamare la mia amica”


(…l’abito nuovo quindi me lo sono scelto io, la rosa rossa è per me simbolo di serenità, la cosa a cui tengo di più nella vita… poi è arrivata Simona… era chiaro da subito che le piacevo, almeno era chiaro agli altri io sono un po’ lento in queste cose… e visto che è svampita si comportava in modo che io ritenevo provocatorio al punto che la prima volta che siamo usciti insieme e non abbiamo solo bevuto qualcosa […] le ho detto chiaramente che non volevo avere una storia seria, mi interessava solo il sesso e basta… ora che stavo bene da solo non volevo ricascarci… infatti dopo 20 giorni non riuscivo più a staccarmi da lei… solo sesso? Ma và!!!! Non sono capace ad essere cinico e la mia maschera è volata via di fronte alla sua dolcezza alla sua passione ai suoi occhi azzurri… è la cosa che mi piace di più in un rapporto… l’allegria, lo stare bene insieme sotto tutti i punti di vista, non solo quello fisico, anzi… se dovessi scegliere tra il sesso ed il buonumore sceglierei la seconda al volo…. Posso chiamarla amica… si si si … se amica è una persona con cui ti senti libero di essere te stesso si, in passato stavo per sposarmi con una persona con cui mi sentivo sempre inadeguato, giudicato, criticato… ora no, rido e scherzo con lei… anzi lei mi ha fatto tornare la voglia di essere romantico quando avevo giurato a me stesso che non avrei mai più fatto certe stupidaggini melense…)

“Questi sono giorni migliori, baby
Sì ci sono giorni migliori che risplendono
Questi sono giorni migliori
Giorni migliori con una ragazza come te”


( … sono giorni in cui riesco a dormire, a parte il fatto che dormo poco perché lei abita a 20 km da casa mia … sono giorni in cui mi bevo una birra e penso che mi piace la birra e non penso a quante dovrò berne prima di non capire più neanche dove sono… sono giorni in cui mi è tornato l’appetito…)

“Bene, ho pisciato sopra il dolce bacio della fortuna
È come mangiare caviale e merda
E una fine tragicomica ritrovare te stesso che pretendi
Di essere un uomo ricco dentro la maglietta di un povero”


(…magari non l’ho fatto, ma ho rischiato di pisciare sopra al tesoro che avevo di fronte… prima di chiamare Simona per invitarla a bere ci ho pensato molto… non mi va… mi scoccia mentire alla gente… e se poi dice di no? Così oltre al danno la beffa… basta rifiuti!!! Le cose belle della vita, il caviale… erano sempre avvelenate dalla merda che avevo dentro e che avevo ingoiato a forza… 28 anni ed un lavoro fisso, sono un privilegiato eppure continuavo a sentirmi deluso ed insoddisfatto…)

“Ora il mio culo mi stava trasportando, quando da una carovana di zingari di passaggio
Il tuo cuore ha scintillato come un diamante
Stanotte dormo tra le tue braccia che intagliano un portafortuna
Da queste ossa sfortunate”


(… ogni tanto ci credevo davvero… resterò sempre solo… non sarò più capace di innamorarmi e di fare innamorare nessuno… a forza di bastonate il culo mi faceva anche male… ho bisogno di calma e pace ora… di riposare fra braccia dolci ed accoglienti… di lasciare che il mio cuore torni a battere con l’entusiasmo che ha sempre avuto…)

“Ora una vita nell'ozio e un tesoro di pirati
Non fanno molto per la tragedie
Ma è un uomo triste, amico mio, chi vive nella sua stessa pelle
E non riesce a stare tra la gente
Ogni matto ha un suo buon motivo per sentirsi triste verso se stesso
E tramutare in pietra il suo cuore
Stanotte questo matto è a metà strada dal paradiso e solo un miglio fuori dall'inferno
E mi sento come stessi facendo ritorno a casa”


(… esperienza…ecco cosa è stato questo periodo… esperienza… buone cose … cose orrende…altre buone cose… la gente… senza alcune persone non mi sentirei vivo…senza certe canzoni neanche… ora capisco cosa mi è successo davvero… penso di essere maturato in questi mesi… la vita ti insegna tante cose ed io forse mi sono tolto la bambagia dove stavo fino all’anno scorso… spero di riuscire a dare alle cose la giusta importanza… alle persone la giusta importanza… spero di affrontare le difficoltà che verranno in maniera più equilibrata… nel frattempo mi godo il mio ritorno a casa… casa, un concetto che mi piace molto, che odora di fresco, di buono, di accogliente, di pace e serenità… Cala basta alti e bassi…trova il tuo equilibrio e cerca di migliorare giorno dopo giorno…)

venerdì 12 settembre 2008

il mio amico (io ho springsteeniano)


Il mio amico si sveglia al mattino e mette su un bootleg di outtakes inediti,
stampato in edizione limitatissima, di cui lui possiede una copia compresa tra
il num.2 ed il num.15. Mentre fa colazione ascolta un concerto del 1973 e
rimpiange certe sonorità vintage ormai scomparse dalla musica di Bruce da quando
lo stesso si è venduto al music businness (cioè dalla pubblicazione di
Greetings, avvenuta poche settimane dopo il concerto che sta ascoltando).
Controlla la sua collezione di bootlegs, si tranquillizza declamando a memoria
il testo di una canzone degli Steel Mill di cui solo lui ed un lontano fan
americano conoscono le parole, si autoproclama esperto ed affronta una dura
giornata lavorativa con le cuffie del walkman che trasmettono un nastro
artigianale registrato durante le prove di un concerto degli Earth, dove il
cantante esegue solo cover punk.
In pausa pranzo controlla la posta e sfregandosi le mani sceglie una mail.
Spesso la sceglie a caso, ma le sue preferite sono quelle dei fans dell´ultima
ora, magari entusiasti dei più recenti concerti; si sfrega le mani, si lecca i
baffi (anche se è donna) e demolisce l´entusiasmo del malcapitato a colpi di
prove schiaccianti su come ormai Bruce sia schiavo delle multinazionali,
rimpiangendo i tempi (in cui magari lui non era ancora nato e che sicuramente
non ha vissuto in diretta) quando Bruce aizzava folle di proletari cantando inni
socialisti a pugno alzato (perché lui SA che è successo davvero, forse ha anche
un boot, di certo ha delle foto).
Dopo pranzo sorseggia un caffè soddisfatto di se stesso, mentre in cuffia passa
un concerto del 1978, che è stato un tour di merda, ma sicuramente meglio del
1979.
Spesso incontra amici che sanno della sua passione, investendoli di date,
numeri, brani rari, scalette.
Lui ha visto o ha il boot di
newyorkwashingtonbostondetroitlosangelesboston2tucsondublinomanchestergoteborgstoccolmahelsinkimadridancoranewyorkancoralosangelesmilano(1985chequellodel2003hafattocacareperchèhafattodinuovodarknesscheppalle)brindisiostunibarberinodelmugelloroncobilaccio.
Ovviamente di tutti questi concerti lui non è affatto soddisfatto, ma ormai
ritiene Bruce una caricatura di se stesso, quindi, nonostante lo abbia visto 16
volte nell´ultimo tour, ritiene che i biglietti dei concerti siano troppo cari,
l´ultimo cd abbia la copertina brutta, i testi in italiano solo nell´edizione
normale siano una presa per il culo.
Appena i suoi amici se ne vanno però, tira fuori Milano 2003 e piange durante
growin´up.
Finita la giornata lavorativa mentre è in auto nel traffico ripassa mentalmente
i suoi comandamenti
- tutte le novità sono inferiori alle cose vecchie
- il concerto migliore sarà il prossimo, ma il peggiore è sicuramente l´ultimo
- a turno fanno cacare tutti i componenti della E-street Band, a meno che non si
parli del tour 1992-1993
- dopo Born to run non è più stato lo stesso (ma se fossimo nel 1975 direbbe che
dopo " The wild, the innoncent..." non è più stato lo stesso)
- New York City Serenade è un pezzo della madonna "ma nelle versioni del 1975,
massimo 1976, mica sta merda che ha fatto negli ultimi tempi" (il nome del pezzo
cambia ogni 15 giorni)
- pensa che il tour 92-93 sia stato un incubo perché la band era nuova e non
suonava coordinata "vuoi mettere un tour della E-Street Band ora, dopo 30 anni
che suonano insieme?" (questa l´ha detta nel 92)
- pensa che sia meglio la band degli esordi perché, anche se ora suonano insieme
da 30 anni, 30 anni fa erano davvero "selvaggi ed innocenti", perché una band
non si giudica dalla precisione, ma dall´entusiasmo (questo lo dice dal 99)
- le scalette troppo simili sogno segno di decadimento artistico
- le scalette troppo diverse sono segno di decadimento artistico (ormai è un
juke box)
- se pubblica un qualsiasi prodotto, lo fa sicuramente ed unicamente per meri
scopi commerciali
- qualunque inedito che vedrà la luce è inferiore a quelli che non la vedranno.

Rientra a casa, scarica la posta e si scandalizza a voce alta di come a così
tanta gente piaccia "The rising", mentre nel suo stereo passa l´apice della
carriera di Bruce (un demo della Bruce Springsteen Band).

Spegne il computer e si prepara a dormire:

- stende la bandiera del "Born in the USA" tour
- bacia la foto con autografo di Tommy Simms
- accarezza il plettro che Crystal Taliafero gli lanciò dopo "Real Man" a Milano
nel 92
- canticchia "Pony Boy"
- piange durante "Nothing Man"
- spolvera la versione limitata di "The Rising"
- spolvera la versione con testi tradotti di "The Rising"
- spolvera la versione con dvd di "The Rising"
- spolvera il vinile di "The Rising"
- si decide a chiamare una donna che gli faccia le pulizie perché non si può
andare avanti con tutta sta polvere

Fatto ciò, ascolta The Rising, album che segretamente adora e si addormenta
felice canticchiando "turn it up, turn it up, turn it up..."

Lo conoscete anche voi il mio amico?


giovedì 11 settembre 2008

lunedì 8 settembre 2008

dancing in the park

oggi pomeriggio ho portato mia figlia a giocare al parco.
ora, voi mamme springsteeniane reprimete i sentimenti d'amore nei miei
confronti e non scioglietevi come neve al sole dallo sdilinquio
ora, voi padri springsteeniani non pensate che sia uno stronzo perchè
vi faccio fare brutta figura
state attenti.
da secoli ormai c'è una cosa che accomuna TUTTI i parchi giochi di
TUTTO il mondo, ben prima che la globalizzazione e i mc donalds e le
nike mandassero in merda la nostra civiltà.
le scritte sulle panchine

anna ama luca
luca ama silvia
silvia lo sai, lo sai che luca si buca ancora
inter merda

cose così, che poi si sono strasformate in
anna e luca 3 metri sopra il cielo
luca e silvia 3 metri sopra il cielo
silvia lo sai che luca quando si buca, perchè si buca ancora, si fa un
trip 3 metri sopra il cielo
inter merda
berlusconi merda.

poi però sono arrivati gli acronimi, le abbreviazioni, le frasi di 123
parole che si accorciavano a dismisura come un pisello dentro la neve.
tvb
tat
i love U
slslsclsba (silvia lo sai lo sai che luca si buca ancora)
im (inter merda)
bm (berlusconi merda)

io da ragazzino guardavo sconsolato le panchine e mai, mai, MAI ho
trovato una scritta che dicesse che una anna mi amava, una silvia mi
amava, un luca accortosi di amarmi aveva inziato a farsi di ero.
MAI
così mi è rimasto il vizio di leggere le scritte sulle panchine.
e oggi ho trovato questa:




CHE CAZZO VUOL DIRE???

domenica 7 settembre 2008

l'urletto


Premetto subito che non sono affatto tollerante, proprio per niente.

Come diceva Moretti prima di fare i girotondi, io sono convinto che mi
troverò d’accordo e a mio agio sempre con una minoranza di persone, e che
avrò sempre qualcuno che mi infastidirà. Parecchio.

Detto questo, nella meravigliosa fauna del popolo da concerto (non
necessariamente di Bruce), esiste una tipologia ben precisa che mi urta
particolarmente: l’urlettatore.

Che, attenzione, è diverso dall’urlatore, che è uno che urla; l’urlettatore
fa l’urletto.

E l’urletto fa così: uaù! Oppure: uhuhù! Oppure: yeah! Oppure (ma ovviamente
solo ai concerti di Bruce): Tande rooooooood!!!

In alta fedeltà, rob prende in giro laura perché dice che sembra quelle
ragazzine che alle feste negli anni 70, quando mettevano “brown sugar”
facevano “wow”. Cioè l’urletto. E rob odia l’urletto. Ed io amo rob.

A parte la mia ben nota intolleranza, una cosa curiosa è che a qualunque
concerto io vada, c’è sempre almeno un urlettatore di fianco a me.



E quando il cantante parla, lui/lei fa SEMPRE l’urletto.

Tipo: questa canzone parla di morti sangue e dolore

Wow!!! Yeah!!! Uhuhuù!!!

Tipo: il concerto mi sta facendo schifo perché voi siete un pubblico di
merda:

Wow!!! Yeah!!! Uhuhuù!!!

Tipo: ho scritto questa canzone dopo aver bevuto del latte scaduto e l’ho
fatto mentre ero sulla tazza del cesso piegato in due dal cagotto:

tande rooooooooooooood!!!!!!!!!!!!!!!



Belìn, un supplizio.



Beh, nel concerto di Londra per la bbc, mentre bruce introduce “how can a
poor man…” e dice che originariamente è stata scritta da blind alfred reed,
ecco che l’urlettatore fa la sua apparizione:
yeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaahhhh!!!.

E bruce, che già amo per mille e più ragioni, si fa amare ancora di più,
perché con aria di scherno (si si, aria di scherno, ho visto il dvd!!!)
dice: “ehi, abbiamo un fan di blind alfred reed qui stasera!”

Ora, leggendo qui: http://www.answers.com/topic/blind-alfred-reed scopro
che, purtroppo, il buon Alfredo cieco ci ha lasciati, oh oh, 50 anni fa,
alla veneranda età di 76 anni.

E visto che sono presuntuoso, ho come la certezza che l’urlettatore fino al
concerto di new Orleans, mai e poi mai lo aveva sentito nominare, ma chissà
perché, si è sentito in dovere di sottolineare il parlato di bruce col suo
inconfondibile timbro.

La categoria degli urlettatori umiliata e derisa da bruce.

Grande BRUCE!