mercoledì 9 luglio 2014
Ciao Paolo
se queste gambe avessero del tono
ed io potessi usarle per fuggire
probabilmente non andrei così lontano
ma resterei con voi, ancora qui a lottare
se queste mani si potessero agitare
se queste braccia lavorassero ancora
solleverei pesi e frustrazioni
per scagliarli via, senza esitazione
se la mia vita si potesse dire tale
se le mie ore non fossero infinite
allora avrebbe un senso il mio soffrire
allora avrebbe un senso il non morire
mi sento solo qui, sdraiato e muto
e sento freddo e sento solo il vuoto
e vedo sguardi, occhi, mani amiche
e provo rabbia, rabbia sorda, da impazzire
ed oggi che mi sento più leggero
so che salutarmi sarà dura
voi non pensate al mio corpo maltrattato
ma al mio sorriso ed a quel che sono stato
martedì 8 luglio 2014
Billy Joel Live at Madison Square Garden, NY - Dalla nostra inviata Anna staccato Maria
Non mi ricordo se ho avuto occasione di dirvi che recentemente sono stata a New York.
Sempre nella vita si ha bisogno di un viaggio a Ny. In alcuni momenti, però, se ne ha bisogno e lo si merita più che in altri. Questo era appunto uno di quei momenti. Per cui fuck it, let’s go to New York.
Del viaggio non vi dirò, che potrei dire?
Invece, visto che da millenni non scrivo a proposito di un concerto, vi parlerò del concerto di Billy Joel. Perché mi va di scriverne e perché nessuno è obbligato a leggere, guarda un po’ che bella combinazione!
Dovete sapere che da anni andavo ripetendo “mi piacerebbe vedere Billy Joel in concerto”. Non che lo ripetessi sistematicamente come un mantra, certo: era più una frase sospirata con tono di malinconico desiderio che saltava fuori durante conversazioni di stampo musicale “……eh….uno che mi piacerebbe tanto vedere in concerto è Billy Joel….eh…”.
E guarda un po’ il caso: ecco che Billy Joel suona a New York proprio quando io decido di andarci. Ah, fato sublime e misterioso che incastri a meraviglia i tasselli della nostra vita, creando un puzzle variopinto come un 2000 pezzi con il castello di Neuschwanstein! E’ un po’ come quella volta, e stiamo parlando di un importante somma di anni fa, quando la frase che ripetevo spesso in conversazioni come sopra era “eh…mi piacerebbe tanto incontrare Kevin Spacey..eh…”. E dillo una volta, e dillo un’altra volta, ecco che nella mia prima vacanza a New York scopro che Spacey recita a teatro proprio sotto il mio albergo. Tombola! Signor Fato, tu mi sai. Vedo Spacey, lo incontro fuori dal teatro, foto, autografo. Alè, andata. Locandina con tanto di autografo che va a fare bella mostra di sé sul muro di casa mia senza che, peraltro, in tutti questi anni a qualcuno sia mai venuto in mente di chiedere notizie quel quadro con uno scarabocchio sotto. Avvilente, non vi pare, esibire della memorabilia con così scarsi risultati?
Quindi vorresti dire, cara Anna, che quell’incontro ti ha cambiato la vita? Ma manco per niente. Ho giusto un quadro su una parete e ho ‘sto aneddoto da tirare fuori quando voglio fare della filosofia spicciola e come prova dell’esistenza del Fato benevolo. A furia di dirle le cose accadono.
Per farle accadere, però, bisogna andare a New York. È là che succedono le cose. Ostinarsi per anni nella tratta Trofarello/Bricheraio (dico per dire) non è che apra ‘sto gran ventaglio di possibilità, mi spiace ammetterlo.
Ed ecco che in un niente la nostra eroina si trova seduta al Madison Square Garden. Ohibò! Quanta emozione. Al Madison mi ci aveva portato anni fa mia sorella a vedere i Pearl Jam. Mi ero molto divertita, gran carica quei giovanotti. Solo che, vedete, io i Pearl Jam li conosco poco. Non mi sono molto impegnata su questo fronte musicale, devo ammetterlo. Per cui quel concerto fu spettacolare e memorabile ma senza quegli effetti devastanti che sanno godersi solo fans vere come Stefania o Angela, per esempio. Diciamo che mancava l’aspetto emozionale. E nei concerti, come nella vita, è l’aspetto emozionale che fa la differenza. Adesso scusate un attimo che mi salvo questa frase negli appunti per poterla riciclare alla prima occasione in qualche dibattito sui luoghi comuni: direi che suona benino.
Dunque diciamo che con Billy Joel l’aspetto emozionale non deficitava. Io lo amo, fine.
Allora, ci arriviamo a ‘sto concerto?? Ma beata gioventù, che vi devo dire? Gran classe, gran gigioneria, gran divertimento. Ha giocato con il pubblico, con sé stesso e con i musicisti. Ha ruffianato, incantato, divertito, incatenato e fatto un sol boccone di tutto il Madison. E ha fatto della gran magia. New York City state of mind, e giù avanti pesante attraverso The enterteiner, Uptown girl avanti a valanga fino all’apoteosi di Piano man. Il Greatest Hits, per fortuna! Il Madison che sembrava Las Vegas, inondato da una pioggia di luci molto suggestiva, musicisti di gran classe (compresa la tipa che suona anche con Bruce, avrei dovuto essere più preparata…). Le mani che volano sul pianoforte, la voce che non è più quella del ragazzino imberbe e pertanto è ancora più affascinate. Pubblico fuori di melone, che non mi si venga a dire che gli americani non si divertono. Il tizio dietro di me in delirio per tutto il tempo con voce stridula (Billy, you are a geeeeeeeeeniiiiiiiiius!!): avrei voluto avere la borsetta di Julia, quella dei fumetti, una borsetta con dentro un posacenere di alabastro, per tirargliela sui denti. Però poi ho riflettuto sul fatto il tipo si divertiva, che tutti intorno a lui si divertivano, che io rischio di diventare brutalmente acida. E non voglio. E così mi sono rilassata e ho strillato anche io. E’ stato molto più divertente e apre prospettive meno tese per la futura menopausa.
Poi io non è che sappia proprio bene tutte le canzoni, eh! Ho fatto quello che faccio ai concerti di Bruce: ho tenuto le vocali lunghe. Fa molta scena ed è meglio di la la la… E’ andata bene fino allo scorso anno, quando la Inner Sabri mi ha sgamata. “Ma come, non sai il testo di Spirit in the night??” “Eh,no…” “Ma sei hai cantato tutto il tempo?!!” “Non cantavo: tenevo le vocali lunghe…”
Che altro vi devo dire? E’ stato bello, tutto. Per cui non mi resta che dire grazie ai miei amici per il supporto.
Grazie al mio amico Bill de Blasio per essersi fatto fotografare durante il Gay Pride.
Grazie al mio amico Billy Joel perché è sempre un piano man di gran classe.
Grazie al mio amico Bill Starbucks per la massiccia fornitura di caffè.
Grazie al mio amico Billy Steve McCurry per i colori e sempre e comunque, a prescindere.
Grazie ai costumisti, ai truccatori, ai tecnici, ai taxisti, agli homeless, ai turisti, a chi mi ha chiesto ripetutamente informazioni, alla cameriera dell’albergo, a chi ha deciso che la cipolla cruda sta bene con tutto e se ci metti un mese a digerirla sono fatti tuoi, alle creme di Victoria e ai libri di Strand, ai marciapiedi belli larghi senza cacche di cane. Grazie alla mia famiglia, al mio cane e ai miei gatti.
God bless America. God bless you all. United we stand. Yes, we can. Oh, yeah!
E comunque, This is the time to remember.
mercoledì 2 luglio 2014
Solo per pochi giorni all'anno
ora possiamo tornare ad ignorarci
abbiamo concluso la nostra sceneggiata
possiamo smetterla di fingere
di simulare un benchè vago interesse
reciprocamente estranei
torniamo nei nostri antichi rifugi
ci conveniva fingerci amici
ci rilassava ostentare confidenze
ma adesso non ci sono più ragioni
per vomitarci addosso ipocriti sorrisi
siamo pance e sguardi
e piedi ed odori
siamo diversi e siamo lontani
e quel poco che ci accomunava
svanisce presto come schiuma
siamo carne, sangue e merda
siamo cani da riporto
siamo padri e zii e madri
siamo tanto
ma non insieme.
domenica 22 giugno 2014
il pagellone - maggio
Graziano Romani - Yes I'm Mister NO: 7,5
A modern way to die - Pulse and treatment: 6,5
Eli Cook - Primitive son: 7
Majakovich - Il primo disco era meglio: 7
Cardosanto - Pneuma: 6,5
Johnny Two Bags - Salvation town: 7
Chat Noir - Elec3cities: 6
Iggy Pop - Gimme Some Skin: 6,5
Lee Bains III And the Glory Fires - Dereconstructed: 7
A modern way to die - Pulse and treatment: 6,5
Eli Cook - Primitive son: 7
Majakovich - Il primo disco era meglio: 7
Cardosanto - Pneuma: 6,5
Johnny Two Bags - Salvation town: 7
Chat Noir - Elec3cities: 6
Iggy Pop - Gimme Some Skin: 6,5
Lee Bains III And the Glory Fires - Dereconstructed: 7
martedì 10 giugno 2014
Just a Nice Rock - Semplicemente Giustenice!
Che bella serata sabato, nella suggestiva piazza san michele di giustenice, val maremola, la vallata di là rispetto alla "mia" tovo san giacomo!!!
Una ricetta semplice, forse persino banale, che proprio per questo ti stupisce per qualità e ti fa esclamare "perchè non ci si è pensato prima?".
Ricetta semplicissima, metti una piazza, una serata di inizio estate, una cucina da sagra, tavoli e panche.
Poi prendi un palchetto, alcuni tecnici fidati e riempi il palchetto di musica, di giovani, di rock.
Risultato: 3 ore e passa di divertimento, per tutti i gusti, dal tributo ai clash dei radioclash alle atmosfere da west coast degli amici 4sixtyfive; dall'entusiasmo della scuola di musica dello yepp, che si trasforma in live-evil, una rock band scatenata quanto giovanissima, alle atmosfere gotiche dei Keeper of Time, freschi vincitori del contest "Up'n'coming".
Punta di diamante della serata, mi perdoneranno gli altri partecipanti, a mio avviso sono stati gli Audiograffiti, band strepitosa che miscela funk, rock e soul grazie alla bravura dei 4 componenti ed al carisma del cantante albert. Conosco questi ragazzi dalle selezioni per Su la Testa e raramente ho visto un tale abbinamento di bravura ed umiltà. Grazie alla loro gentilezza li abbiamo avuti ospiti a "Perchè Bardino è Bardino", dove hanno stravinto il premio della giuria. Il loro set è dinamite pura, marvin gaye, bob marley e zach de la rocha sono apparsi anche contemporaneamente sul piccolo palco immerso nel verde, mentre la band jammava come al solito in bilico tra i vari stili di cui sopra, tra Parliament, Funkadelic ed i primi red Hot Chilli Peppers.
Due parole vanno spese sull'organizzazione, che come detto sopra ha creato un evento magnifico andando a modificare l'idea di "sagra paesana" togliendo liscio, polke e bachata dell'amor a favore di musica giovane, per i giovani. O per chi come me grazie ad essa finge ancora di esserlo.
Non si può non applaudire Julian e la sua banda, non si può non provare a creare con loro una sinergia che mantenga viva anche d'inverno la magia di questa ricetta.
Non si può, infatti ho attaccato su un puntello da nobel a Julian, per gettare le basi di una collaborazione con il Mulino degli Artisti.
Perchè, non mi stancherò mai di ripeterlo, non ci sono nè ci saranno mai TROPPI spazi per la musica dal vivo, nè TROPPI palchi dove un ragazzo possa salire e provare a dire e dare qualcosa di suo grazie alle note.
Keep on rockin' in the free world
mercoledì 28 maggio 2014
il pagellone - aprile
Chris Robinson Brotherhood - Phosphorescent harvest: 7
Elvis Presley - The complete '62 sessions: 8
Chuck E Weiss - Red Beans and Weiss: 6,5
G Love & Special Sauce - Sugar: 6,5
Davide Van De Sfroos - Goga e Magoga: 7
Bruce Springsteen - American Beauty: 6
Elvis Presley - The complete '62 sessions: 8
Chuck E Weiss - Red Beans and Weiss: 6,5
G Love & Special Sauce - Sugar: 6,5
Davide Van De Sfroos - Goga e Magoga: 7
Bruce Springsteen - American Beauty: 6
mercoledì 30 aprile 2014
Giù le mani dallo Yepp Albenga
A margine dello stucchevolissimo dibattito sulla presunta strumentalizzazione dell'incontro tra i candidati sindaci di Albenga organizzato dallo Yepp, visto che non l'ho letto da nessuna parte e sebbene sia consapevole che nemmeno sta cosa sarà letta da chissà chi, ho voglia di esprimere una valutazione e soprattutto una puntualizzazione.
Lo YEPP ad Albenga, come in altri posti, è una realtà bellissima, una risorsa eccezionale per i ragazzi ed una "macchina da guerra" che riesce a muovere fondi in maniera importante e soprattutto utile ed intelligente.
Da "ex ragazzo" ho conosciuto alcune delle iniziative dello Yepp a Loano, con il quale collaboro per lavoro e sono rimasto sinceramente ammirato dalla bontà di tali attività.
Trovo che l'idea del dibattito-incontro di Albenga sia una splendida idea, che spero faccia proseliti ed imitatori ovunque, perchè mettere davanti a dei ragazzi chi vuole amministrare una città è un modo davvero furbo di capire le loro reali intenzioni.
Bene.
Detto questo, preso atto delle accuse del M5S di Albenga che accusa Rosalia Guarnieri di aver strumentalizzato tale incontro, e mentre la accusa scrive un panegirico assolutamente strumentalizzante e finalizzato a far intendere che SOLO il M5S saprebbe valorizzare certe esperienze, e lette le risposte della signora Guarnieri che ricorda con orgoglio che sotto la sua amministrazione lo Yepp Albenga ha lavorato trovando spazi ed attenzione, credo sia corretto, anzi doveroso, nel mio piccolo, aggiungere una cosa.
Ad Albenga lo Yepp esiste grazie ad una persona.
Non ad un partito (il PD)
Non ad un presunto movimento popolare
Non a giunte venute successivamente.
Lo Yepp Albenga esiste grazie unicamente all'impegno ed alla "visione" di Alfonso Salata, assessore ai servizi sociali ed alle politiche giovanili con la Giunta Tabbò, che combattè per far arrivare ad Albenga questa realtà internazionale chiamata Yepp.
Combattè, si, ma contro chi?
Proprio contro chi oggi snocciola i risultati dello Yepp quasi prendendosene meriti: la giunta Guarnieri.
Perchè quando erano all'opposizione, i presunti amici dello Yepp si scagliarono contro l'idea di dare allo Yepp la gestione degli spazi dentro l'ex cinema astor, sepolcro imbiancato da anni abbandonato appena all'inizio del viale che porta al mare (leggasi: posizione strategica).
Accuse di voler portare ad Albenga un "centro sociale" come il Leoncavallo ed amenità simili, che fecero rapidamente il giro della città, nel SOLITO silenzio assordante della allora maggioranza, che come in tutto il mandato, lasciò l'assessore Salata da solo a combattere contro opposizioni, anti black bloc ed "unti" dal Signore (e dal Vescovo).
Quindi, concludendo, ben vengano gli incontri dei giovani con i candidati sindaci, ben venga lo Yepp.
Ma le storie vanno raccontate per intero, senza dimenticarsi l'inizio.
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