mercoledì 19 gennaio 2011

il tuo peggior nemico

ritengo Magic (2007) un album che ha portato una forte novità nella scrittura di Bruce Springsteen.
L'ironia ed il sarcasmo, che spesso affioravano prima, qui sono accompagnate da un uso spettacolare delle metafore e dei doppi sensi.

Così se in Living in the future bruce dice, sperando sia vero, che "niente di questo è ancora accaduto", in questa canzone, che ultimamente sta trovando parecchio spazio, si fa accompagnare da campanellini e carillon (che tanto scandalo fecero ai primi ascolti) che tratteggiano una musichetta quasi da luna park, recitando un testo TERRIFICANTE.

Ieri la gente era tranquilla
La tua piccola dormiva in pace
Hai chiuso gli occhi e l’hai vista
Sapevi chi eri
Il tuo peggior nemico è arrivato in città


il peggior nemico dell'america a mio avviso, viene indicato da bruce come l'america stessa, le sue stesse paure, il suo aver covato in seno la serpe che l'ha ferita mortalmente.

C’è una faccia che conosci
Che guarda dalla vetrina di un negozio
Lo stato in cui ti ritrovi
Senza poter uscire da quella pelle


difficile ammetterlo, ma chi meglio di lui può spingere l'america verso una riflessione su se stessa?

I tempi sono fin troppo chiari
Per questo hai tolto ogni specchio
La famiglia si sentiva al sicuro
Ora nessuno si fida più
Il tuo peggior nemico è arrivato in città


a forza di negare l'evidenza l'america ha spalancato le porte alle sue peggiori paure, che l'hanno usata come un cavallo di troia, nascondendosi dentro di essa.

ed i campanellini che risuonano mi ricordano questa scena

certo, come mi suggerisce il mio amico Miami c'è anche qualcosa di autobiografico...a volte il peggior nemico siamo noi stessi...forse, ma come al solito, credo sia un classico dei testi di bruce, la lettura "universale" affianca sempre quella più intima.

basti pensare ad esempio a The rising, così intrisa di 11 settembre eppure così adatta alle nostre crisi personali.

2 commenti:

SoloDinamo ha detto...

condivido, Magic è un ottimo disco. C'è lavoro dietro ed è senz'altro meglio del successivo (anche se moltissima gente sostiene il contrario). Magic non è stato valutato, sufficientemente ascoltato, non vi è stata mai una seria riflessione sui testi, che trattano dell'America post-Bush o nell'imminenza della sua rovinosa caduta. Anche su Your Own Worst Enemy che ha cercato di proporre dal vivo, poca riflessione, tutto ormai è schiacciato dal suo grande,vecchio repertorio, un monumento che fa passare in secondo piano tutt il resto.

Paolo Barontini ha detto...

Al primoascolto non mi colpì. L'ho rivalutato in seguito arrivando a ragionamenti simili ai tuoi. Alcuni pezzi non li reggo (radio nowhere, last to die (voglioessereroulettemanonnesonoall'allaltezza) e devil's arcade (che musicalmente mi fa cagare).Bravo Cala!