martedì 20 gennaio 2015

Tomaso ed Elisabetta sono liberi



Le belle notizie dovrebbero arrivare sempre di prima mattina. Hai più tempo per godertele.
E quella di oggi è LA buona notizia.

Il mio amico Luca è un cazzaro come me e pertanto capita spesso che su facebook ci scriviamo delle cagate per ridere, tipo quando springsteen suona in italia e tutti scrivono la setlist ed io e lui chiediamo "sapete mica se springsteen ha suonato in italia ieri sera?" (le matte risate, vero?)

Quindi quando ho visto che mi aveva scritto sulla bacheca di facebook ho sorriso pregustando la minchiata, invece ho letto di ergastolo annullato e li per lì ero ancora sintonizzato sulla minchiata e mica capivo.
Poi il neurone già sveglio ha iniziato a mandarmi dei suggerimenti e pian piano mentre realizzavo di cosa e soprattutto di CHI stava parlando luca, beh una massa di emozioni ha iniziato a salirmi su, la vista mi si è annebbiata e ci ho messo 5 minuti prima di ricordarmi che avevo un televisore e che magari potevo usarlo.
troppe volte sembrava "la volta buona", troppe volte ho pensato "ci siamo", troppe volte l'urlo ci è stato ricacciato in gola.
troppe al punto che mentre giravo i canali mi sforzavo di non illudermi, anche se voglio dire, la notizia era quella non è che ci potevano essere tanti malintesi no?
Manco a farlo apposta capito sul tg1 quando il giornalista dice "ed ora una notizia appena giunta". 
Ho capito india, ergastolo ed annullato e sono esploso, alle 6.35 di mattina, in un pianto isterico, in una risata fragorosa, mentre in pochi secondi realizzavo che era tutto finito, lo era davvero e lo era nel modo che da troppo tempo aspettavamo.
Ed ho rivissuto tutti i momenti in cui pensavo a tom, a marina ed euro, ai giudici ed agli avvocati, all'ambasciatore, ho ripensato alla raccolta firme ed ai post sul blog, alla volta che toccava a loro e gli avvocati non c'erano, alle volte che mi svegliavo e pensavo a loro, alle loro famiglie, a tutte le volte che non riuscivo a credere che tutta sta storia non fosse altro che un brutto film.
Ho pensato a quel pomeriggio d'estate di 4 anni fa, quando dopo aver letto che era morta amy winehouse, lessi la notizia dell'ergastolo in primo grado e rimasi sconvolto. Fino ad allora la storia mi aveva coinvolto poco, era tutto troppo assurdo, certo 5 mesi di galera mica erano uno scherzo (pensavo allora, cinque MESI), ma vedevo tutti che aspettavano la fine di sto equivoco da un momento all'altro e non immaginavo certo una sentenza simile; che freddo che sentii quel giorno cazzo, una doccia gelata nell'anima che mi smosse qualcosa.

Io con tomaso bruno sapete quante volte ci ho parlato? ZERO
Non ci conosciamo se non nel modo in cui ad albenga tutti conoscono tutti, ah si, quello là.
I miei conoscono i suoi ed io avevo la macchina assicurata da suo padre quando stavo ad albenga, ma dai, nessuno è amico del proprio assicuratore no?
Ed in questi anni il fatto che molti, specialmente di fuori albenga, mi parlassero di tom ed eli come "i tuoi amici", mi faceva capire quanto questa storia mi avesse coinvolto.
Perchè alla fine, provare a fare qualcosa per loro due mi ha fatto capire cosa vuol dire davvero combattere per una causa, combattere contro nemici invisibili e fortissimi come l'indifferenza e il pregiudizio.
Come quella sera che, all'indomani del servizio delle Iene, tornando da giocare a pallone vidi la locandina del secolo con quel titolo odioso e quasi andai a sbattere dalla rabbia.
Mi sono chiesto mille e mille volte se mi sarei sentito così coinvolto da sta storia se invece di albenga, tom fosse stato di chissà dove ed ammetto che la risposta è sempre stata NO.
Però ora che sta guerra è finita, ho imparato che vivere dentro certi incubi, come quello dal quale le famiglie di tom ed eli si sono appena svegliate, può davvero capitare a chiunque.
Spesso mi sono sentito tom, in prigione senza aver capito cosa stava succedendo, arrestato mentre piangeva un amico, durante un viaggio di scoperta e di libertà.
Spesso mi sono sentito i suoi genitori, la rabbia ed il dolore di euro così schivo, l'energia di marina, spesso mi immaginavo padre di un ragazzo che finisce dentro questo infermo, mi immaginavo la telefonata, le attese, i rinvii, i nervi che si sfilacciano e cedono.
Non posso nemmeno immaginare cosa siano stati per loro questi 1808 giorni, ma so che la gioia enorme che mi ha travolto stamattina e mi ha fatto passare una giornata con gli occhi lucidi e la testa nelle nuvole è infinitamente minore della loro, a cui oggi è stato restituito un figlio, partito ragazzo e che sta per tornare uomo.
Non so da quanto tempo aspettassi questa notizia, con la paura che non arrivasse più, ma so che davvero mentre scrivevo su facebook piangendo come un vitellino, sentivo tutto il dolore provato da me e soprattutto dai parenti e dagli amici di eli e tom sciogliersi e travolgermi come una cascata.
In un momento della mia vita in cui determinati obbiettivi che mi ero posto iniziano a rivelarsi irraggiungibili, la giornata di oggi mi insegna che non bisogna mai arrendersi se si crede in qualcosa.
Ed alla fine, con tom ed eli io sono sicuramente in debito, perchè la loro storia orrenda ha avuto quantomeno il piccolo merito di farmi tirare fuori una parte di me che non conoscevo e di cui sono davvero orgoglioso.
Ed ora facciamo festa, facciamola davvero.

1 commento:

Laura Bianchi ha detto...

mai arrendersi. no surrender, appunto.