sabato 7 luglio 2012

E poi Bruce si siede al piano e ti spacca in due




“Papà vai a letto adesso, si sta facendo tardi
nulla di quello che possiamo dire cambierà le cose adesso
partirò in mattinata da Saint Mary’s Gate
non cambieremmo le cose neppure se potessimo in qualche modo

perché il buio di questa casa possiede il meglio di noi
e ci possiedono anche le tenebre che sono in questa città
ma adesso non possono toccarmi
e adesso tu non puoi toccarmi
non faranno a me quello che li ho visti fare a te.

Allora dì addio, è il giorno dell’Indipendenza
è il giorno dell’Indipendenza
dì addio, è il giorno dell’Indipendenza
è il giorno dell’Indipendenza questa volta.

Io non so cosa accadeva sempre fra noi
noi sceglievamo le parole e tracciavamo le righe
proprio non c’era modo che questa casa ci tenesse entrambi
penso che eravamo solo troppo simili.

Beh dì addio, è il giorno dell’Indipendenza
è il giorno dell’Indipendenza, tutti i ragazzi devono correre via
allora dì addio, è il giorno dell’Indipendenza
tutti gli uomini devono fare la loro strada
viene il giorno dell’Indipendenza.

Ora le stanze sono tutte vuote giù all’osteria di Frankie
e l’autostrada che lei ha abbandonato
è libera fin giù a Breaker’s Point
c’e’ un sacco di gente che sta lasciando la città ora
lasciando i loro amici, le loro case
di notte camminano per quella strada maestra
buia e polverosa tutti soli.

Papà vai a letto, si sta facendo tardi adesso
nulla di ciò che possiamo dire cambierà le cose adesso
perché adesso ci sono solo persone diverse che vengono qui
e vedono le cose in modo diverso
e presto tutto quello che abbiamo conosciuto verrà spazzato via.

Allora dì addio, è il giorno dell’Indipendenza
papà, adesso so le cose che volevi e non sapevi dire
ma dirai solo “addio”? E’ il giorno dell’Indipendenza
giuro che non ho mai avuto intenzione di portar via quelle cose”.

Arroganza, corporativismo, incompetenza: il Paese in ginocchio

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di Franco Astengo, pubblicato originariamente qui



L’attuazione del decreto sulla “revisione di spesa” (traduzione semplice del complicato “spending rewiew”) rischia di mettere definitivamente in ginocchio il nostro Paese, sotto l’aspetto – principalmente – della capacità dell’intervento pubblico di rispondere a bisogni fondamentali della cittadinanza, al di là delle specifiche condizioni sociali.
Un’importante operazione (ideologicamente ben costruita) di affossamento dell’idea di una qualche presenza dello Stato all’interno dei gangli vitali della vita quotidiana di ciascheduno di noi. Una presenza dello Stato ormai quasi definitivamente messa in crisi, dal punto di vista della possibilità di una qualche mobilitazione sul terreno morale, dalla sentenza relativa ai fatti della Scuola Diaz, avvenuti in occasione del G8 di Genova del 2001: l’ormai famosa “macelleria messicana”, tanto per intenderci.
Per chi poteva pensare di crederci ancora questa sentenza ritengo sia apparsa come una vera e propria “pietra tombale”: i vertici della struttura che dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini coinvolti in un’orripilante vicenda di sopraffazione degna davvero di quelle dittature sudamericane cui, proprio in questi giorni (sto pensando all’Argentina) la storia sta finalmente presentando il conto.
La sentenza sulla tragica notte della scuola Diaz di Genova è, però, ancora incompleta perché omette le responsabilità dei vertici politici (l’allora capo della Polizia, oggi sottosegretario e l’attuale Capo all’epoca vice-capo), soprattutto, ignora (non per responsabilità dei magistrati) la presenza indebita in quei giorni, all’interno di luoghi di direzione operativa delle cosiddette forze dell’ordine, di parlamentari dell’estrema destra, fra i quali l’attuale Presidente della Camera, eletto in quel ruolo appunto dal centrodestra e oggi sostenuto dal centrosinistra per il quale – probabilmente – si presenterà alle prossime elezioni, pur provenendo direttamente dal partito erede diretto del fascismo di Salò.
Accanto a questi fatti si colloca l’esistenza di un persistente (e in via di allargamento) intreccio tra “questione politica e questione morale”: non risolta sicuramente la vicenda “Tangentopoli” con l’implosione del sistema dei partiti di allora, si è andati avanti attraverso l’evidente gigantesco conflitto d’interessi riguardanti il più volte Presidente del Consiglio padrone di Mediaset, l’emergere di scandali di varia natura giocati attorno ad un nuovo modello di “fare tangenti” (P4, appartamenti al Colosseo, appalti della Protezione Civile, rifiuto dell’aula ad arresti eccellenti tra i parlamentari, “sistema Sesto”), fino all’esplosione del bubbone legato al finanziamento pubblico dei partiti che si è esplicitato con il caso di un partito defunto, la Margherita (i cui esponenti oggi sono per la gran parte nel PD) capace di ingurgitare milioni su milioni nel corso del suo periodo “in sonno”, in modo da favorire gli investimenti del proprio tesoriere, al quale è sinceramente difficile affidare semplicisticamente la parte del solito “mariuolo”.
Il “caso Lusi” vale, sull’altro versante (e salda il cerchio) la sentenza Diaz: chiude ogni varco alla credibilità residua, se mai se ne fosse potuto parlare, di questo sistema politico. Mentre siamo in attesa di un commento da parte del Presidente della Repubblica, maestro di coesione nazionale, mi pare ci sia materia di qualunquismo buono ad alimentare la presenza della comicità in politica.
Non è questo, però, il punto: anche perché il quadro non risulta ancora compiutamente descritto. Torniamo al decreto sulla revisione di spesa: si registra, qui, un dato complessivo di “sudditanza psicologica” da parte dell’opinione pubblica e dei suoi facitori (operatori dei mass media, per intenderci) rispetto a palesi dimostrazioni di arroganza e incompetenza: pensiamo alla vicenda degli “esodati”, ma verifichiamo questi elementi anche nel modo in cui sono stati affrontati i temi riguardanti le Province, la Sanità (al riguardo della quale per fortuna il ministro competente è riuscito, fin qui, a evitare l’espressione di una davvero inopinata “furia iconoclasta”), i Trasporti, il personale dell’amministrazione pubblica.
Tanto per esemplificare, non più di tanto. Dal Parlamento non arriva nessuna voce, se non di difesa di privilegi corporativi e del potere di nomina della “politica” (come nel caso del CdA Rai): è stupefacente come il partito che massimamente appoggia, in sede parlamentare, questo governo e cioè l’UDC non abbia mai presentato uno straccio di proposta concreta al riguardo della crisi, limitandosi ad annuire a quest’opera di demolizione scientifica.
Lo scopo di questa operazione è evidente: spalancare ancor di più le porte al privato nei campi – delicatissimi – di sanità, scuola, trasporti, assetto urbano, garantire il tranquillo rifinanziamento delle banche colpevoli del disastro esemplificato dai “titoli tossici” (diversi esponenti del governo sedevano, fino a qualche mese fa, nei board delle principali banche, non solo in Italia. IL Presidente del Consiglio è stato – addirittura – il Goldman&Sachs), impoverire ed impaurire ulteriormente l’opinione pubblica per ridurre ulteriormente i margini di una democrazia già martoriata dai conflitti d’interesse, dalla personalizzazione, dall’assenza di luoghi politici di aggregazione collettiva, di svilimento dei consessi elettivi, a partire dal Parlamento, scientemente eletto con un sistema elettorale il cui perno è quello della “nomina dall’alto”.
Eppure avremmo bisogno di tutt’altro: di una robusta iniezione di intervento pubblico in economia, di capacità di proposta autonoma in Europa, di ripresa del discorso della programmazione, di analisi corrette circa la natura delle specificità della crisi derivanti, non tanto e non solo dall’entità della spesa pubblica, ma dalla dismissione di interi – decisivi – settori produttivi dalla realtà economica italiana, di riflessione sul processo di privatizzazione di pezzi fondamentali di quello che fu il sistema delle PPSS (certo non tutto era perfetto, anzi.., ma la riflessione su questo è assolutamente mancata).
Ai professori che interrogano, normalmente, non esiste alternativa di risposta a quella scritta nei manuali (poi si possono subire processi per eresia per aver infranto dogmi sbagliati: il rogo di Giordano Bruno è lì a memoria perenne) ma in politica esiste sempre un’alternativa, e questo principio fondamentale pare oggi smarrito, sepolto nel gran mare dell’arroganza, dell’incompetenza, del corporativismo.
Ricordando, per l’ennesima volta, che sarebbe buona pratica democratica che questo Governo al termine del suo mandato si presentasse al giudizio degli elettori, lascio a quanti avranno avuto la pazienza di leggermi anche questa volta la voglia di trarre giudizi.

* Franco Astengo – Savona, politologo

Ever since I was a young boy

I've played the silver ball. 

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venerdì 6 luglio 2012

Accadde oggi - 6 luglio

6 luglio 1925 - Nasce Bill Haley. 



6 luglio 1957 - john lennon incontra per la prima volta paul mc cartney ad un concerto dei quarry man, il gruppo di lennon; la cosa che colpisce di più lennon è che mc cartney sia capace ad accordare la chitarra da solo mentre loro pagavano qualcuno per farlo



6 luglio 1971 - Muore Louis Armstrong.



6 luglio 1973 - esce il primo singolo dei queen "keep yourself alive"



6 luglio 2008 - sheryl crow si esibisce a lucca, per il summer festival, in piazza napoleone; il bootleg della serata presenta le seguenti canzoni:


01. A Change Would Do You Good
02. Shine Over Babylon
03. Love is Free
04. Can't Cry Anymore
05. Run Baby Run
06. My Favorite Mistake
07. The First Cut Is The Deepest
08. Motivation
09. There Goes the Neighborhood
10. Gasoline > Gimme Shelter
11. Band Introduction
12. Detours
13. Drunk With the Thought of You
14. Strong Enough
15. Out of Our Heads
16. If It Makes You Happy
17. Soak Up the Sun

potete scaricare gli mp3 cliccando qui

STRIKE!!!!

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giovedì 5 luglio 2012

Accadde oggi - 5 luglio

05 luglio 1943 - Nasce Robbie Robertson, mente della Band e poi artista solista.


5 luglio 1954 - elvis incide that's allright mama ai sun studios di memphis


5 luglio 1969 - i rolling stones tengono un concerto gratuito ad hyde park in memoria di brian jones morto pochi giorni prima. 250 mila presenti ammirano mick jagger liberare in volo 3500 farfalle dopo aver letto una poesia di Percy Bysshe Shelley. Mick Taylor fa il suo esordio nella band; il bootleg della serata presenta le seguenti canzoni:

01. Eulogy For Brian Jones
02. I'm Yours, She's Mine
03. Jumping Jack Flash
04. No Expectations
05. Mercy Mercy
06. Stray Cat Blues
07. I'm Free
08. Down Home Girl
09. Love in Vain
10. Loving Cup
11. Midnight Rambler
12. Satisfaction
13. Honky tonk Woman
14. Street Fighting Man
15. Sympathy For The Devil

potete scaricare gli mp3 cliccando qui



5 luglio 1992 - Muore il musicista argentino astor piazzolla, profeta del tango.

L'ha presa!!! L'ha presa!!!!