giovedì 11 luglio 2013

Un bootleg al giorno - 11 luglio - Rolling Stones (MP3)


Rolling Stones
Vienna
July 11, 1998
artwork included

Disc one:
Satisfaction
Let's Spend The Night Together
Flip The Switch
Gimme Shelter
Anybody Seen My Baby?
You Got Me Rocking
Saint Of Me
Out Of Control
Under My Thumb
Miss You

Disc two:
Thief In The Night
I Wanna Hold You
Little Queenie
The Last Time
Like A Rolling Stone
Sympathy For The Devil
Tumbling Dice
Honky Tonk Women
Start Me Up
Jumping Jack Flash
Brown Sugar



potete scaricare gli mp3 cliccando qua

mercoledì 10 luglio 2013

Un bootleg al giorno - 10 luglio - Bob Dylan & Grateful Dead (mp3)



Bob Dylan & the Dead
1987-07-10 - Philadelphia, PA
(Soundboard mp3@320)
JFK Stadium


Set 1:
01 - Tuning
02 - Iko Iko
03 - Jack Straw
04 - Sugaree
05 - New Minglewood Blues
06 - Althea
07 - My Brother Esau
08 - Take A Step Back / Mexican Hat Dance Tuning
09 - When Push Comes To Shove
10 - Cassidy
11 - China Cat Sunflower ->
12 - I Know You Rider
01 - Looks Like Rain ->
02 - Terrapin Station ->
03 - Drums ->
04 - Space ->
05 - I Need A Miracle ->
06 - Black Peter ->
07 - Around And Around ->
08 - One More Saturday Night

Set 2:
01 - Tangled Up In Blue
02 - I'll Be Your Baby Tonight
03 - Man Of Peace
04 - The Ballad Of Frankie Lee And Judas Priest
05 - John Brown
06 - Simple Twist Of Fate
07 - Ballad Of A Thin Man
08 - Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
09 - Chimes Of Freedom
10 - Queen Jane Approximately
11 - Gotta Serve Somebody
12 - Joey
13 - All Along The Watchtower

Encore:
14 - Touch Of Grey







potete scaricare gli mp3 cliccando qui: 
parte 1
parte 2
parte 3

La verginità springsteeniana (il primo concerto di giulia)



Giulia deve essere un nome fortunato, perlomeno per me.
La mia nipotastra adottiva si chiama così, inizialmente la nostra primogenita doveva chiamarsi così (poi ad un certo punto ci siamo accorti che se l'avessimo portata in un parco giochi e l'avessimo chiamata Giuuuuuuliaaaaaaaaaaaa saremmo tornati a casa in 73).
Anche l'autrice di questo bellissimo resoconto di san siro 2013 si chiama così (ed è amicamicamicamica della mia nipotastra.)
Lo ha pubblicato su questo bel sito: http://www.outsidersmusica.it/ su cui vi consiglio di fare un salto ogni tanto.

Detto questo, pronti via, ritorniamo con la mente e col cuore al concerto di milano di bruce springsteen insieme a lei, che era alla sua prima volta.
Perchè non dobbiamo dimenticare che sono gli esordienti quelli più importanti, quelli da "istruire" e da "convertire", quelli per cui bruce dà qualcosa in più, loro, non i talebani della transenna.
Perchè le cose che si vivono al primo concerto di bruce non si rivivono più e sarebbe bello che tutti noi, soprattutto i soloni delle setlist, ce lo ricordassimo più spesso.



Tutti dovrebbero perdere la verginità Springsteeniana, tutti. Perchè finchè non lo vedi non ci credi! Ho due amiche che amano follemente Bruce: una in particolare, ogni volta che la sentivo parlare di lui e dei suoi concerti con lo sguardo da innamorata, pensavo fosse lei esagerata, che fosse un delirio da drogata di rock. Così, incuriosita, decido di farmi comprare il biglietto per il suo concerto a San Siro: 3 giugno 2013, posto unico prato.
Gli applausi per lui iniziano ancora prima della sua apparizione sul palco, e alle 20.15 quando mette il naso sul quel palco…è fuoco! 60mila persone che lo aspettano in piedi, un boato degno della partita del secolo, gli anelli che sfoggiano un coreografico “OUR LOVE IS REAL”. Addirittura il Boss indietreggia di due passi e si mette la mano sul cuore. Ripeterà più volte durante le tre ore abbondanti di concerto quanto lui ami San Siro e,per quanto possano essere le solite frasi da rockstar, è indubbio quanto questo amore sia ricambiato. Dalle prime note di Land of Hope and Dreams inizia a tremare lo stadio e dà il via la scaletta più magica che qualsiasi appassionato di musica potrebbe sognare: passaggi dal rock più puro a canzoni più romantiche, passando per balli scatenati, fino all’armonica e chitarra acustica della buona notte. Io non posso definirmi una sua vera fan, mettermi ad elencare le canzoni sembrerebbe ipocrita e poco credibile, inoltre la scaletta è facilmente recuperabile da altri articoli molto più attendibili: io posso solo raccontare come ci si innamora perdutamente di lui.
Dopo le prime due canzoni si immerge tra i suoi fans nel pit e inizia a recuperare cartelloni con le canzoni richieste: con un viso davvero divertito e goduto, mostra un cartellone girandolo verso la sua band. Dal mega schermo riesce a leggere il titolo anche lo stadio: American Land… ed è subito mani che ballano, gambe che saltano, ugole che vibrano e occhi che brillano ovunque: per il Boss trascinatore, per la sua E Street Band che non sbaglia un colpo e per le 50mila persone che sembrano essere proprio tutte su quel palco. Le canzoni e i cartelloni scivolano veloci, chiede il silenzio e San Siro si zittisce di colpo, chiede urla e San Siro urla, chiede battiti di mani o mani che volano e tutti lo fanno: un concerto del Boss è un alchimia perfetta, un incantesimo. Pausa: con un italiano stentato inizia a ricordare i concerti fatti fino ad ora a Milano. Il primo fu per l’album Born in The U.S.A.: non fa nemmeno in tempo a dire “Questa sera in onore di questi splendidi concerti suoneremo…” che già il pubblico impazzisce. Dal prato si ha davvero la sensazione di ritrovarsi a breve in braccio tutti quelli del terzo anello, ma nessuno sembra preoccuparsi, anzi. Conclude la frase con “…tutte le canzoni dell’album Born in the U.S.A” e all’inconfondibile “one, two, three, four” vedo davanti ai miei occhi tutte le canzoni che ho continuato ad ascoltare a ripetizione negli ultimi mesi, condite di tanti muscoli, tanto sudore e tanto rock. E’ il momento di Dancing in the Dark e Bruce inizia a far salire sul palco chi, sbandierando i suoi cartelloni, chiede di ballare con i vari membri della band. Fa salire anche una nonna con la nipote(visibilmente emozionata,continua a toccarlo in viso e a baciarlo come se avesse realizzato il sogno di una vita e alla fine, incredula, si lancia sul pubblico nel pit) e fa salire una ragazza per suonare insieme a lei la chitarra. Ho sempre visto questi momenti di show col pubblico dai video su youtube e mi son sempre sembrati una forzatura, ma quando sei in mezzo a quei corpi che saltano, vedi Bruce Springsteen eccitato e felice come un bambino la mattina di Natale, vedi il pubblico che non riesce a salire insieme a lui che piange perchè si rivede nell’emozione di chi ce l’ha fatta, vedi l’adrenalina delle persone appena salite sul palco e la commozione mentre stanno per scendervi, vedi i sogni che si avverano. A questo punto, il groppo in gola sale anche a me,misera fan appena nata. Stesso discorso vale per la tradizionale Waitin’ On A Sunny Day, dove il Boss cerca con lo sguardo la bambina che non aveva sbagliato una canzone dall’inizio del concerto, la prende e la fa salire. Con inaspettata naturalezza e un ottimo inglese, il nostro metro di bimba inizia a cantare il ritornello, chiama da vera rockstar il resto della band e alza le braccia al cielo: ha appena realizzato il sogno della sua vita, ma anche quello dei suoi genitori. A un certo punto Bruce sale sul pianoforte in piedi, fa cenno come se non sentisse il suo pubblico: la gente gli risponde urlando,urla più che può per lui,quindi soddisfatto scende e inizia una lap dance con il microfono finchè non parte l’immancabile Tenth Avenue Freeze Outcon le commuoventi immagini del buon Clarence Clemons, tributato dall’assolo del suo giovane ma prodigioso nipote.
Non ci sono pause, si continua ininterrottamente: sono le 23 e la band saluta il pubblico, ma San Siro non li vuole fare andare da nessuna parte,così iniziano i bis e a Born to Run si capisce quanto questo 64enne sia davvero nato per correre e non abbia nessuna voglia di fermarsi, né lui, né la sua band, né il suo pubblico. Chiede quindi se qualcuno vuole andare a casa, ma siccome non ottiene risposta, decide di dare il bianco: Twist and Shout e Shout suonati con tutta la band in prima fila e poi in mezzo al pubblico, facendo accucciare per terra tutto il prato e facendolo poi saltare come molle. Visibilmente sfinita ma entusiasta, la E Street Band saluta il suo pubblico e il suo Boss e se ne va…ma la nostra divinità non riesce a salutare così questo stadio, quindi con chitarra acustica e armonica augura la buona notte con una versione di Thunder Road davvero da brividi. La pelle d’oca, la gola secca e le gambe gonfie sono le controindicazioni di tre ore e venti minuti con Bruce Springsteen e la E Street Band, ma mentre torni a casa stravolta e rischi di addormentarti su un’autostrada tutta dritta, hai la voglia e,anzi, senti proprio il bisogno fisico di fare inversione e tornare ad urlare con lui ad ogni suo “C’MON!” ancora, ancora e ancora. Un suo grande fan, al suo 20esimo concerto con Bruce, mi aveva avvisata con un frase mistica: “Ti dico quello che hanno detto a me la prima volta. Guarda che poi non smetti più”. Mannaggia, è proprio vero, causa dipendenza! Un grazie a Cecilia e Giuta per avermi iniziato a questo grande momento di vita e d’amore.

martedì 9 luglio 2013

Un bootleg al giorno - 9 luglio - Eric Clapton (MP3)




Eric Clapton
1974-09-1974
Montreal Forum
Montreal Canada
Soundboard Recording
320 Kbps
Artwork Included


CD 1:
01. Smile
02. Easy Now
03. Let It Grow
04. Layla
05. Have You Ever Loved A Woman
06. Let It Rain
07. Willie And The Hand Jive > Get Ready

CD 2:
01. Presence Of The Lord
02. Badge
03. Steady Rollin’ Man > Crossroads
04. Mean Old World
05. Little Wing
06. Little Queenie
07. Blues Power 


potete scaricare gli mp3 cliccando qua

Un po' di sana polemica sui fans di bruce springsteen



Antefatto: giovedì 11 luglio bruce suonerà a roma nell'ambito del festival "rock in roma", in quella che sarà l'ultima data italiana del tour 2013.
Il festival si tiene alle capannelle, nell'ippodromo e si dipana attraverso quasi due mesi di musica, da fine maggio a fine luglio, con questo cast:

Bene, nulla di particolare, no?
Settimana scorsa la news che ha sconvolto l'esistenza della falange oltranzista springsteeniana: prima del concerto di bruce, giovedì, suoneranno The Cyborgs.
Chiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii????????????????
Ammetto di non conoscerli, ma di averne sentito parlare bene da un paio di persone fidate, ma comunque, a parte che a roma non ci andrò e che approfondirò la loro conoscenza, bon, suonano prima di bruce, bene, benissimo per loro.

Ovviamente la F.O.S. ha scatenato l'inferno, a quanto pare, polemizzando sul fatto che un gruppo spalla a bruce sia peccato mortale.


In generale sull'argomento io ho da dire che raramente ho visto un pubblico più ottuso, monotematico e intollerante degli springsteeniani, gente che ha la fortuna di seguire uno dei pochi pochissimi artisti che non solo non ha mai nascosto le proprie influenze, ma le ha sempre sbandierate per condividerle coi suoi fans, con l'umiltà di chi sa la misura del debito che ha con certi artisti.
Gente che sbava dietro ad un disco di meat loaf (perchè ci suona la e street band) ma si rifiuta di fare anche solo un passettino al di fuori della propria aiuoletta fatta di bootleg e inediti e dischi in studio sempre e solo di bruce.
Gente il cui mondo musicale oltre a bruce assume visibilità solo nel momento in cui il tizio, il caio o il sempronio duetta col boss.
I peggiori fans del mondo, insieme a quelli di vasco rossi.
Lascio quindi la parola all'amico daniele benvenuti, scrittore, giornalista, fan di bruce, autore di un interessante volume dedicato ai concerti italiani del nostro, al quale nel mio piccolo ho collaborato anche io. (http://www.ibs.it/code/9788896940761/benvenuti-daniele/all-the-way.html)

Vai daniele, picchia duro:

THE CYBORGS A CAPANNELLE,
POLEMICA ASSURDA E INGIUSTIFICATA!

Dalla parte di Claudio Trotta e della musica (anche se non ne hanno bisogno…)

Non avrei voluto esprimermi in merito a questa surreale e banalissima polemica ma, sulla spinta delle numerose sollecitazioni ricevute, prenderò la parola una volta sola in maniera inequivocabile e approfondita (forse troppo).
Schierandomi apertamente, aggiungo, dalla parte di Claudio, della Barley Arts, della sua coraggiosa e non certo strampalata scelta artistica ma, ovviamente, anche dei The Cyborgs (che, a differenza di gran parte dei ‘contestatori’, conosco bene e stimo per averli visti in azione svariate volte…).

E lo farò, purtroppo, partendo da una serie di sconsolanti dati numerici che, tuttavia, a mio parere stanno a monte dell’ingiustificato polverone:
- sette esibizioni di Springsteen in Italia tra il 2012 e il 2013 per un totale di circa 300mila entusiastiche presenze (10mila più, 10mila meno…);
- migliaia (sì, proprio migliaia…) di italiani presenti a tutte queste date e centinaia (sì, proprio centinaia…) in perenne trasferta internazionale con ‘dispendiose’ avventure in tutto il mondo e accumuli di concerti visti fino a 15-20 cadauno nell’arco di soli 24 mesi;

PER CONTRO
- meno di 1.200 spettatori complessivi per le quattro serate italiane del commovente ‘Light of Day BENEFIT 2012’, organizzato in strutture comodissime, con biglietti dal prezzo trascurabile e persino in località periferiche, a vantaggio anche di tutti quelli che spesso si lamentano che in provincia non ci sono mai occasioni di avere buona musica e grandi artisti.
E, soprattutto, una line-up composta da Willie Nile, Joe D’Urso, James Maddock, Jesse Malin, Israel Nash Gripka e Rob Dye oltre a un ospite italiano a rotazione (da Graziano Romani a Lorenzo Semprini, da Antonio Zirilli ad Andrea Parodi, da Daniele Tenca a Cesare Carugi, da Miky Martina e Frank Get a John Strada). Tutti insieme sullo stesso palco!!! Roba che, ad averceli avuti nel 1982, nel 1986 o persino nel 1994, ci saremmo andati anche in ginocchio pur di non perderci questi ‘autentici’ r’n’r heroes….
Questo il risultato, nonostante il livello artistico stratosferico e le finalità benefiche (e ribadisco benefiche) del progetto, nel Paese della lacrima facile in tutti i settori dello stadio alla prima ‘I’m on fire’ del cavolo, delle coreografie da derby e di un Facebook sempre brulicante non solo di citazioni di Bruce (ma, allora, “abbiamo imparato più da un disco di 3’ che da tanti anni di scuola…” e “questa musica non comincia e non finisce con le superstar ma con i 100 e 100 dischi dimenticati che brillano lo spazio di un istante…” non hanno insegnato proprio nulla?...) ma anche di foto del suo culo (sigh!): meno di 1.200 spettatori complessivi (entrata più, entrata meno…), un numero vergognoso e di gran lunga inferiore anche rispetto a quello di tutti gli italiani che ogni anno spendono cifre inusitate per andare in ‘pellegrinaggio’ nel Jersey Shore che del LoD Usa è ovviamente la ‘casa’ e che, altrettanto ovviamente, Bruce sostiene da sempre con grande impegno;
PER CONTRO
- Southside Johnny che suona a Milano davanti a 400 spettatori molto scarsi (stima per eccesso), giustamente meritevoli più che casualmente fortunati, capace di regalare un’esibizione che vale incommensurabilmente più del triste ‘set della suocera’ (quello che, per capirci, va da ‘Waitin’’ a ‘Dancing in the dark’ con annessi e connessi nazionalpopolari più l’aggiunta di ‘Twist & shout’ che tanto esalta gli italiani, subito pronti però a borbottare fastidiosamente durante una ‘The promise’ acustica al piano come a Milano 2012 e poi a chiedersi infastiditi perché ‘Frankie’ arrivi invece a Ginevra o ‘Jackson Cage’ e ‘Point blank’ a Mönchengladbach);
PER CONTRO
- il grande Graziano Romani costretto a diradare le esibizioni live per la mancanza di occasioni decorose (poche balle, qualche organizzatore di periferia e qualche gestore di locale saranno anche dei furbastri, ma nessuno di essi si tirerebbe mai indietro nell’offrire il giusto cachet agli artisti se i tavoli, la sala o la platea fossero sempre pieni…) per dedicarsi soprattutto alle produzioni in sala di incisione (18 album complessivi, tra inglese e italiano, compresi quelli da leader dei Rocking Chairs che sono stati la miglior espressione nazionale del blue collar rock e che nessuno springsteeniano o tardivo bonjoviano può permettersi di ignorare), oltre a una fortunata quanto recente attività editoriale. Primo artista a livello mondiale a pubblicare un cd tributo a Bruce (‘Soul crusader’), unico artista europeo ad essere presente su entrambi i tributi internazionali dedicati a Bruce, voce straordinaria, talento cristallino ed esperienza da vendere, primo artista tricolore a incidere ufficialmente una cover di Bruce: ecco Claudio, detto con grande affetto e un pizzico di ingenuità, ci fosse un solo nome, in Italia, che avrebbe diritto di ‘aprire’ un concerto di Springsteen, sarebbe senza ombra di dubbio solo ed esclusivamente Graziano Romani;
PER CONTRO
- dai Cheap Wine ai Miami & the Groovers, da Lorenzo Bertocchini (con i suoi Apple Pirates e come solista, autore del cd tributo a Bruce: ‘Hearts of stone’) agli emergenti Hernandez & Sampedro, dai Blastwaves al tarvisiano Miky Martina (altro cd tributo ‘Across the border’, inciso insieme ai Doganirs) costretti a esibirsi dove capita e spesso a qualunque condizione, da una pizzeria a una festa condominiale, da una sagra avvinazzata a un club ammuffito, magari davanti a pubblici anche disinteressati che vanno dalle 25 alle 100 persone (ma proprio nel migliore dei casi…), invece delle ribalte che meriterebbero e che (purtroppo soltanto a parole…) gli ‘appassionati’ italiani dovrebbero garantire a tutti loro;
PER CONTRO
- senza contare le quasi trascurabili vendite delle ottime produzioni discografiche di tutti questi artisti e queste band che, fossero sostenuti con affetto e interesse anche solo dal 10% dei presunti springsteeniani che ogni giorno intasano di banalità e ridicoli fotomontaggi Facebook e i forum, potrebbero davvero fare i musicisti a tempo pieno e realizzare un’invasione tricolore negli States da far impallidire la ‘British invasion’ di qualche lustro or sono.

Detto ciò, veniamo ai The Cyborgs.
E, tra le altre cose, che la loro esibizione non aumenterà neppure di un centesimo il costo del biglietto (tanto per essere chiari), non toglierà neppure un secondo all’esibizione della ESB (neppure ad un’eventuale riproposizione di ‘BitUsa’ integrale che, per quanto fortunatamente improbabile, rimane comunque sempre un rischio…) e che a Roma si tratta comunque di un festival (esattamente come altri che, all’estero, lo Springsteen moderno sembra aver improvvisamente dimostrato di apprezzare).
Per quanto apparentemente lontani da Bruce sotto il profilo prettamente musicale, in realtà non lo sono proprio per nulla. E non solo perché è stato l’artista stesso a chiedere a Trotta una band di supporto e a dare il suo nulla osta personale per l’autorizzazione definitiva ai The Cyborgs (il suo parere conterà qualcosa oppure no? O la sua facoltà di scelta vale solo per la farsa dei cartelloni o quando viene visibilmente ‘incastrato’ all’italiana con un trucco tanto geniale quanto sleale, come a Torino 2009, per fargli eseguire quasi a forza ‘Drive all night’ con tanto di smorfia visibile a tutti…), ma anche e soprattutto perché il loro blues industriale ma genuino, originale e divertente assai, è quanto di più simile a una via di mezzo tra il John Lee Hoker di ‘Boom boom’ (brano tanto anelato dal 1988 in poi e riapprezzato quest’anno) e i Sucide di ‘Dream baby dream’ (dicono niente?) che, li avesse solo notati nel 2005, la sua spettrale e ferroviaria ‘Reason to believe’ a cappella (con voce da autentico ‘Jersey devil’ assestata tra Tom Waits, Screamin’ Jay Hawkins, Nick Cave, John Zorn e un Chuck E. Waiss sobrio eccezionalmente ai cori) sputate direttamente nel ‘bullet-mic’ avrebbe potuto diventare anche più estrema con quel suggestivo effetto ottenuto insieme alla Hohner e alla stomping board violentata dallo stivale destro

Questa sterile polemica mi ricorda tanto le scuse di quelli che avevano snobbato quasi schifati il tour con la Seeger Session Band (il miglior Bruce del nuovo millennio si è visto quell’anno e, ovviamente, in solitaria nell’anno precedente), che avevano distrutto Charlie Giordano e Jake Clemons senza neppure averli sentiti, che avevano affossato ‘Human touch’ & ‘Lucky Town’ (e doppio tour abbinato; ad averceli, oggi, Bobby King e Chrystal Taliefero… ma anche Shane Fontayne quando Steve si addormenta…) e che oggi si lamentano paradossalmente per le esecuzioni solo all’estero di ‘Better days’, ‘Human touch’ e ‘Men’s job’….

Quanti, purtroppo, hanno dovuto aspettare un esplicito suggerimento di Bruce, dallo studio o dal palco, per avvicinare (ma raramente per approfondire…) la musica di Dropkick, Gaslight, Joe Grushecky, Joe Ely, Mike Ness o persino SSJ? Di Roseanne Cash, Tom Morello o John Prine? Per non dire dei miei amici Willie Nile ed Elliot Murphy? Non potrebbe essere così anche questa volta per i The Cyborgs?
Soprattutto in passato, infatti, uno dei grandi meriti di Bruce era sempre stato quello di fare ‘educazione’ attraverso la sua musica, veicolando attraverso la sua popolarità, le numerose cover di nicchia regalate (non certo la banalissima e paracula ‘T&S’ da festa di matrimonio…) e le sue amichevoli collaborazioni, una lunga serie di artisti considerati minori soltanto da menti ottuse e disinteressate (andate a dire a Bruce che Gary Us Bonds è un artista minore…).
Aveva sempre detto “Non sarò mai un fottuto juke boxe” (e invece…), “Non canterò mai più in un’arena” (dopo aver aperto per i Chicago nella notte dei tempi…) e “Non mi esibirò mai in uno stadio…” (e tutti sappiamo come è andata…) ma non ha mai detto “Non avrò mai un opening act” o “I The Cyborgs non suoneranno mai prima di me”….

Lo ripeto, io sto dalla parte di Claudio Trotta e della musica (anche se non ne hanno bisogno…).

lunedì 8 luglio 2013

Un bootleg al giorno - 8 luglio - Page & Plant (MP3)




Page & Plant
July 8, 1998
Virginia Beach Amphitheatre
Virginia Beach, VA


01 Egyptian Intro
02 The Wanton Song
03 Bring It On Home
04 Heartbreaker
05 Ramble On
06 Walking Into Clarksdale
07 No Quarter
08 Shining in the Light
09 Going To California
10 Applause
11 Tangerine
12 Gallows Pole
13 Heart in your Hand
14 Babe I'm Gonna Leave You
15 How Many More Times
16 Most High
17 Whole Lotta Love
18 Rock And Roll 


potete scaricare gli mp3 cliccando qua

domenica 7 luglio 2013

Un bootleg al giorno - 7 luglio - Bob Dylan (FLAC)




Bob Dylan  
1984-07-07 - London, UK
Wembley Stadium




01. Highway 61 Revisited
02. Jokerman
03. All Along The Watchtower
04. Just Like A Woman
05. Maggie'S Farm
06. I And I
07. License To Kill
08. A Hard Rain'S A-Gonna Fall
09. Tangled Up In Blue
10. It'S Alright Ma (I'M Only Bleeding)
11. Simple Twist Of Fate
12. Masters Of War
13. Ballad Of A Thin Man
14. Enough Is Enough

01. Every Grain Of Sand
02. Like A Rolling Stone
03. Mr. Tambourine Man
04. Girl From The North Country
05. It Ain'T Me Babe


06. Leopard-Skin Pill-Box Hat
07. It'S All Over Now Baby Blue
08. Tombstone Blues
09. Senor (Tales Of Yankee Power)
10. The Times They Are A-Changin'
11. Blowin' In The Wind
12. Knockin' On Heaven'S Door



potete scaricare i files FLAC CLICCANDO SU:


PRIMA PARTE


SECONDA PARTE