martedì 9 luglio 2013

Un po' di sana polemica sui fans di bruce springsteen



Antefatto: giovedì 11 luglio bruce suonerà a roma nell'ambito del festival "rock in roma", in quella che sarà l'ultima data italiana del tour 2013.
Il festival si tiene alle capannelle, nell'ippodromo e si dipana attraverso quasi due mesi di musica, da fine maggio a fine luglio, con questo cast:

Bene, nulla di particolare, no?
Settimana scorsa la news che ha sconvolto l'esistenza della falange oltranzista springsteeniana: prima del concerto di bruce, giovedì, suoneranno The Cyborgs.
Chiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii????????????????
Ammetto di non conoscerli, ma di averne sentito parlare bene da un paio di persone fidate, ma comunque, a parte che a roma non ci andrò e che approfondirò la loro conoscenza, bon, suonano prima di bruce, bene, benissimo per loro.

Ovviamente la F.O.S. ha scatenato l'inferno, a quanto pare, polemizzando sul fatto che un gruppo spalla a bruce sia peccato mortale.


In generale sull'argomento io ho da dire che raramente ho visto un pubblico più ottuso, monotematico e intollerante degli springsteeniani, gente che ha la fortuna di seguire uno dei pochi pochissimi artisti che non solo non ha mai nascosto le proprie influenze, ma le ha sempre sbandierate per condividerle coi suoi fans, con l'umiltà di chi sa la misura del debito che ha con certi artisti.
Gente che sbava dietro ad un disco di meat loaf (perchè ci suona la e street band) ma si rifiuta di fare anche solo un passettino al di fuori della propria aiuoletta fatta di bootleg e inediti e dischi in studio sempre e solo di bruce.
Gente il cui mondo musicale oltre a bruce assume visibilità solo nel momento in cui il tizio, il caio o il sempronio duetta col boss.
I peggiori fans del mondo, insieme a quelli di vasco rossi.
Lascio quindi la parola all'amico daniele benvenuti, scrittore, giornalista, fan di bruce, autore di un interessante volume dedicato ai concerti italiani del nostro, al quale nel mio piccolo ho collaborato anche io. (http://www.ibs.it/code/9788896940761/benvenuti-daniele/all-the-way.html)

Vai daniele, picchia duro:

THE CYBORGS A CAPANNELLE,
POLEMICA ASSURDA E INGIUSTIFICATA!

Dalla parte di Claudio Trotta e della musica (anche se non ne hanno bisogno…)

Non avrei voluto esprimermi in merito a questa surreale e banalissima polemica ma, sulla spinta delle numerose sollecitazioni ricevute, prenderò la parola una volta sola in maniera inequivocabile e approfondita (forse troppo).
Schierandomi apertamente, aggiungo, dalla parte di Claudio, della Barley Arts, della sua coraggiosa e non certo strampalata scelta artistica ma, ovviamente, anche dei The Cyborgs (che, a differenza di gran parte dei ‘contestatori’, conosco bene e stimo per averli visti in azione svariate volte…).

E lo farò, purtroppo, partendo da una serie di sconsolanti dati numerici che, tuttavia, a mio parere stanno a monte dell’ingiustificato polverone:
- sette esibizioni di Springsteen in Italia tra il 2012 e il 2013 per un totale di circa 300mila entusiastiche presenze (10mila più, 10mila meno…);
- migliaia (sì, proprio migliaia…) di italiani presenti a tutte queste date e centinaia (sì, proprio centinaia…) in perenne trasferta internazionale con ‘dispendiose’ avventure in tutto il mondo e accumuli di concerti visti fino a 15-20 cadauno nell’arco di soli 24 mesi;

PER CONTRO
- meno di 1.200 spettatori complessivi per le quattro serate italiane del commovente ‘Light of Day BENEFIT 2012’, organizzato in strutture comodissime, con biglietti dal prezzo trascurabile e persino in località periferiche, a vantaggio anche di tutti quelli che spesso si lamentano che in provincia non ci sono mai occasioni di avere buona musica e grandi artisti.
E, soprattutto, una line-up composta da Willie Nile, Joe D’Urso, James Maddock, Jesse Malin, Israel Nash Gripka e Rob Dye oltre a un ospite italiano a rotazione (da Graziano Romani a Lorenzo Semprini, da Antonio Zirilli ad Andrea Parodi, da Daniele Tenca a Cesare Carugi, da Miky Martina e Frank Get a John Strada). Tutti insieme sullo stesso palco!!! Roba che, ad averceli avuti nel 1982, nel 1986 o persino nel 1994, ci saremmo andati anche in ginocchio pur di non perderci questi ‘autentici’ r’n’r heroes….
Questo il risultato, nonostante il livello artistico stratosferico e le finalità benefiche (e ribadisco benefiche) del progetto, nel Paese della lacrima facile in tutti i settori dello stadio alla prima ‘I’m on fire’ del cavolo, delle coreografie da derby e di un Facebook sempre brulicante non solo di citazioni di Bruce (ma, allora, “abbiamo imparato più da un disco di 3’ che da tanti anni di scuola…” e “questa musica non comincia e non finisce con le superstar ma con i 100 e 100 dischi dimenticati che brillano lo spazio di un istante…” non hanno insegnato proprio nulla?...) ma anche di foto del suo culo (sigh!): meno di 1.200 spettatori complessivi (entrata più, entrata meno…), un numero vergognoso e di gran lunga inferiore anche rispetto a quello di tutti gli italiani che ogni anno spendono cifre inusitate per andare in ‘pellegrinaggio’ nel Jersey Shore che del LoD Usa è ovviamente la ‘casa’ e che, altrettanto ovviamente, Bruce sostiene da sempre con grande impegno;
PER CONTRO
- Southside Johnny che suona a Milano davanti a 400 spettatori molto scarsi (stima per eccesso), giustamente meritevoli più che casualmente fortunati, capace di regalare un’esibizione che vale incommensurabilmente più del triste ‘set della suocera’ (quello che, per capirci, va da ‘Waitin’’ a ‘Dancing in the dark’ con annessi e connessi nazionalpopolari più l’aggiunta di ‘Twist & shout’ che tanto esalta gli italiani, subito pronti però a borbottare fastidiosamente durante una ‘The promise’ acustica al piano come a Milano 2012 e poi a chiedersi infastiditi perché ‘Frankie’ arrivi invece a Ginevra o ‘Jackson Cage’ e ‘Point blank’ a Mönchengladbach);
PER CONTRO
- il grande Graziano Romani costretto a diradare le esibizioni live per la mancanza di occasioni decorose (poche balle, qualche organizzatore di periferia e qualche gestore di locale saranno anche dei furbastri, ma nessuno di essi si tirerebbe mai indietro nell’offrire il giusto cachet agli artisti se i tavoli, la sala o la platea fossero sempre pieni…) per dedicarsi soprattutto alle produzioni in sala di incisione (18 album complessivi, tra inglese e italiano, compresi quelli da leader dei Rocking Chairs che sono stati la miglior espressione nazionale del blue collar rock e che nessuno springsteeniano o tardivo bonjoviano può permettersi di ignorare), oltre a una fortunata quanto recente attività editoriale. Primo artista a livello mondiale a pubblicare un cd tributo a Bruce (‘Soul crusader’), unico artista europeo ad essere presente su entrambi i tributi internazionali dedicati a Bruce, voce straordinaria, talento cristallino ed esperienza da vendere, primo artista tricolore a incidere ufficialmente una cover di Bruce: ecco Claudio, detto con grande affetto e un pizzico di ingenuità, ci fosse un solo nome, in Italia, che avrebbe diritto di ‘aprire’ un concerto di Springsteen, sarebbe senza ombra di dubbio solo ed esclusivamente Graziano Romani;
PER CONTRO
- dai Cheap Wine ai Miami & the Groovers, da Lorenzo Bertocchini (con i suoi Apple Pirates e come solista, autore del cd tributo a Bruce: ‘Hearts of stone’) agli emergenti Hernandez & Sampedro, dai Blastwaves al tarvisiano Miky Martina (altro cd tributo ‘Across the border’, inciso insieme ai Doganirs) costretti a esibirsi dove capita e spesso a qualunque condizione, da una pizzeria a una festa condominiale, da una sagra avvinazzata a un club ammuffito, magari davanti a pubblici anche disinteressati che vanno dalle 25 alle 100 persone (ma proprio nel migliore dei casi…), invece delle ribalte che meriterebbero e che (purtroppo soltanto a parole…) gli ‘appassionati’ italiani dovrebbero garantire a tutti loro;
PER CONTRO
- senza contare le quasi trascurabili vendite delle ottime produzioni discografiche di tutti questi artisti e queste band che, fossero sostenuti con affetto e interesse anche solo dal 10% dei presunti springsteeniani che ogni giorno intasano di banalità e ridicoli fotomontaggi Facebook e i forum, potrebbero davvero fare i musicisti a tempo pieno e realizzare un’invasione tricolore negli States da far impallidire la ‘British invasion’ di qualche lustro or sono.

Detto ciò, veniamo ai The Cyborgs.
E, tra le altre cose, che la loro esibizione non aumenterà neppure di un centesimo il costo del biglietto (tanto per essere chiari), non toglierà neppure un secondo all’esibizione della ESB (neppure ad un’eventuale riproposizione di ‘BitUsa’ integrale che, per quanto fortunatamente improbabile, rimane comunque sempre un rischio…) e che a Roma si tratta comunque di un festival (esattamente come altri che, all’estero, lo Springsteen moderno sembra aver improvvisamente dimostrato di apprezzare).
Per quanto apparentemente lontani da Bruce sotto il profilo prettamente musicale, in realtà non lo sono proprio per nulla. E non solo perché è stato l’artista stesso a chiedere a Trotta una band di supporto e a dare il suo nulla osta personale per l’autorizzazione definitiva ai The Cyborgs (il suo parere conterà qualcosa oppure no? O la sua facoltà di scelta vale solo per la farsa dei cartelloni o quando viene visibilmente ‘incastrato’ all’italiana con un trucco tanto geniale quanto sleale, come a Torino 2009, per fargli eseguire quasi a forza ‘Drive all night’ con tanto di smorfia visibile a tutti…), ma anche e soprattutto perché il loro blues industriale ma genuino, originale e divertente assai, è quanto di più simile a una via di mezzo tra il John Lee Hoker di ‘Boom boom’ (brano tanto anelato dal 1988 in poi e riapprezzato quest’anno) e i Sucide di ‘Dream baby dream’ (dicono niente?) che, li avesse solo notati nel 2005, la sua spettrale e ferroviaria ‘Reason to believe’ a cappella (con voce da autentico ‘Jersey devil’ assestata tra Tom Waits, Screamin’ Jay Hawkins, Nick Cave, John Zorn e un Chuck E. Waiss sobrio eccezionalmente ai cori) sputate direttamente nel ‘bullet-mic’ avrebbe potuto diventare anche più estrema con quel suggestivo effetto ottenuto insieme alla Hohner e alla stomping board violentata dallo stivale destro

Questa sterile polemica mi ricorda tanto le scuse di quelli che avevano snobbato quasi schifati il tour con la Seeger Session Band (il miglior Bruce del nuovo millennio si è visto quell’anno e, ovviamente, in solitaria nell’anno precedente), che avevano distrutto Charlie Giordano e Jake Clemons senza neppure averli sentiti, che avevano affossato ‘Human touch’ & ‘Lucky Town’ (e doppio tour abbinato; ad averceli, oggi, Bobby King e Chrystal Taliefero… ma anche Shane Fontayne quando Steve si addormenta…) e che oggi si lamentano paradossalmente per le esecuzioni solo all’estero di ‘Better days’, ‘Human touch’ e ‘Men’s job’….

Quanti, purtroppo, hanno dovuto aspettare un esplicito suggerimento di Bruce, dallo studio o dal palco, per avvicinare (ma raramente per approfondire…) la musica di Dropkick, Gaslight, Joe Grushecky, Joe Ely, Mike Ness o persino SSJ? Di Roseanne Cash, Tom Morello o John Prine? Per non dire dei miei amici Willie Nile ed Elliot Murphy? Non potrebbe essere così anche questa volta per i The Cyborgs?
Soprattutto in passato, infatti, uno dei grandi meriti di Bruce era sempre stato quello di fare ‘educazione’ attraverso la sua musica, veicolando attraverso la sua popolarità, le numerose cover di nicchia regalate (non certo la banalissima e paracula ‘T&S’ da festa di matrimonio…) e le sue amichevoli collaborazioni, una lunga serie di artisti considerati minori soltanto da menti ottuse e disinteressate (andate a dire a Bruce che Gary Us Bonds è un artista minore…).
Aveva sempre detto “Non sarò mai un fottuto juke boxe” (e invece…), “Non canterò mai più in un’arena” (dopo aver aperto per i Chicago nella notte dei tempi…) e “Non mi esibirò mai in uno stadio…” (e tutti sappiamo come è andata…) ma non ha mai detto “Non avrò mai un opening act” o “I The Cyborgs non suoneranno mai prima di me”….

Lo ripeto, io sto dalla parte di Claudio Trotta e della musica (anche se non ne hanno bisogno…).

3 commenti:

Evil Monkeys ha detto...

surreale e banalissima polemica...già detto tutto, anzi adesso vado ad ascoltarmi qualcosa dei Cyborgs

Massimiliano Manocchia ha detto...

Nulla da eccepire. Mi associo a quanto scritto.

Oky Ste ha detto...

Su alcune cose sono d'accordo sul altre no (jake per me è una pippa e giordano non vale un respiro di danny)....in più mischi cose che non centrano nulla tanto sono diverse.....tipo la seager (che ho apprezzato tantissimo) progetto a se stante e la esb.....oppure la esb e le esibizioni da solo....(.taliaferro e bobby king credo che li rimpianga solo tu ;-)), per quanto riguarda tutti i nomi che tu hai citato di artisti validi...sono validi e non discuto ma non è certo colpa del pubblico se non hanno meritato successo , evidentemente non sonno arrivare in un certo modo, i cyborg mi intrigano moltissimo, chi vuole seguire bruce all'estero e ne possiede i mezzi non vedo quale sia il problema, trotta dovrebbe vigilare di più sulle porcate della prevendita senza accampare scuse da boy-scout....con amicizia