martedì 31 maggio 2011

lunedì 30 maggio 2011

30 maggio - drunken poet's dream


There's some money on the table and a pistol on the floor
 


drunken poet's dream - hayes carll (trouble in mind)

domenica 29 maggio 2011

29 maggio - while my guitar gently weeps

With every mistake we must surely be learning 

while my guitar gently weeps - the jeff healey band (with george harrison) (Legacy vol.1 - the singles)


venerdì 27 maggio 2011

27 maggio - war pigs

Day of judgement, god is calling 
on their knees, the war pigs crawling
Begging mercy for their sins
Satan, laughing, spreads his wings


war pigs - gov't mule (live... with a little help from our friends)


giovedì 26 maggio 2011

26 maggio - hard sun

Quando cammino accanto a lei
Sono l'uomo migliore
Quando cerco di lasciarla

Torno sempre indietro vacillando
Una volta ho costruito una torre d'avorio
Per poterla adorare dall'alto
E quando sono sceso per essere lasciato libero
Mi ha preso dentro di nuovo


hard sun - eddie vedder (into the wild)

mercoledì 25 maggio 2011

25 maggio - me and billy the kid

I didn't like the way he buckled his belt and he wore his gun all wrong.
He was bad to the bone, all hopped up on speed.

me and billy the kid - joe ely (live at liberty lunch)

one nation, one station







Tra le tante cattive abitudini che il mio tenore di vita sedentario mi impedisce di eliminare, c'è la seduta serale di zapping sul divano.
Ultimamente dura poco perché guardiamo di nuovo un po' di telefilms, ma almeno un 5\10 minuti glieli dedichiamo sempre.
Ieri sera dopo la puntata di House siamo finiti come spesso accade su deejay television, durante la replica di dj chiama italia.
Premesso, a me linus sta sulle palle, lo trovo non tanto presuntuoso, ma molto ignorante rispetto alla presunzione che sfoggia ed al ruolo, per me incomprensibile, di direttore artistico di un gruppo di radio abbastanza diffuse in italia.
E la storia di radio capital e area protetta sinceramente mi è interessata sempre poco, perché la mia spocchia mi impedisce di seguire programmi radiofonici per più di 8\9 minuti; nonostante questo però devo dire che è esemplificativa di come la musica in radio in italia sia in mano a emeriti ignoranti che passano abbomba l'ultimo mittttttttttttttttico singolo di vasco o del liga o di lorenzocherubiniinartejovanotti o della nannini e credono di fare programmi di qualità.
Ma non sono fatti miei graziaddio.
Inoltre, nello zapping serale, dj chiama italia ci sta mica male eh; non è un brutto programma, certo, la sua forza principale sta nel fatto che viene tagliata in tv tutta la parte musicale e si vede il dietro le quinte di un programma radiofonico, i due che si preparano le battute, la redazione, insomma, si fa guardare.

Però.
Però ieri, 24 maggio 2011, non era un giorno come gli altri, musicalmente parlando.
Era il 70° compleanno di bob dylan.
E tu linus, avevi due possibilità.
O sorvolavi l'argomento con la tua abituale superficialità o, mica è obbligatorio, lo ignoravi.
Invece ne hai parlato ed hai addirittura fatto venire in studio uno che in teoria era un appassionato, se non addirittura un esperto di dylan.
Aldo rock.
Aldo rock è uno che di lavoro fa una cosa che riassume tre cose insieme.
Tre cose che mi stanno sul cazzo prese singolarmente, figurarsi farle insieme.
Correre.
Nuotare.
Andare in bicicletta.
Belìn un tris peggiore di questo per me è solo
Credere
Obbedire
Combattere.

Insomma aldo rock fa triathlon e una volta a settimana (il venerdì) ha 40 minuti su dj chiama italia dove parla di sta roba e ci piazza su della musica che linus puntualmente denigra (rock classico, stile west coast, a linus gli ho sentito usare della sufficienza su crosby, stills, nash & young).

E ieri se ne è partito con un bel monologo su dylan, aneddoti, date, cose veloci, del resto non è che a metà mattinata, quando il programma va in diretta, si può stare 2 ore su dylan ok, è giusto.
(tra l'altro io volevo vedere su italia uno un filmone appena iniziato con leslie nielsen e pamela anderson quelli che poi ci fanno il cineforum, per intenderci, e mia moglie ha insistito per vedere diggei, però quando ho preso su a dire le cose che diceva aldo rock PRIMA di aldo rock – tipo chi è la ragazza che lo abbraccia in quella copertina (suze rotolo) di che disco? (the freewheelin' bob dylan) e a compiacermi di me stesso, chissà come mai lei voleva vedere il filmone.)

Però tu, pasquale linetti, su bob dylan non puoi dire cazzate.
Su bob dylan non puoi tranciare giudizi che i primissimi erano belli ma poi PER LUNGO TEMPO ha fatto roba scadente.
Cazzo.
Bob dylan,
non quelle merde che vengono in radio da te
bob dylan
non fabio volo eh.
Bob dylan.

Cazzo, esci anche dell'ironia su dylan, sfottilo, è un matto ultimamente, un licantropo, dal vivo negli ultimi anni è criticabilissimo.
Ma una carriera di 50 anni non puoi, direttore artistico, banalizzarla così.
Bob dylan eh.
Persino nicola savino era a disagio di fronte alla tua superficialità, pasquale.
Nicola savino che sta alla musica come selen sta alla castità.
Bob dylan cazzo.
Eddai.

martedì 24 maggio 2011

genetliaco

"Ovunque si faccia grande musica c'è l'ombra di Dylan.
[...] Sono qui per dirti Grazie. Non sarei qui stasera senza di te [...]
E rubando un verso da una tua canzone, che ti piaccia o no, tu sei il fratello che non ho mai avuto"
Bruce Springsteen, 20.1.88
COME UNA PIETRA CHE ROTOLA
parole e musica Bob Dylan
 
Una volta vestivi così bene
gettavi una moneta ai mendicanti nel fiore dei tuoi anni
non è vero?
La gente ti avvisava "attenta ragazza!"
sei destinata a cadere
tu pensavi che stessero tutti scherzando
eri solita ridere
di tutti quelli che tentavano di rimanere a galla
ora non parli così forte
ora non sembri così superba
nel tuo dover elemosinare
il tuo prossimo pasto
come ci si sente
come ci si sente
senza una casa
come una completa sconosciuta
come una pietra che rotola?
Sei andata alle scuole più prestigiose
tutto ok signorina solitaria
ma sai che ti piaceva solo ubriacarti
nessuno ti ha mai insegnato
come vivere per la strada
ed ora dovrai abituartici
dicevi che non saresti mai scesa a compromessi
con il vagabondo misterioso
ma adesso ti rendi conto
che lui non sta vendendo alcun alibi
mentre tu fissi nel vuoto dei suoi occhi
e dici "ci mettiamo d'accordo?"
come ci si sente
come ci si sente
a contare sulle proprie forze
senza un posto dove andare
una completa sconosciuta
come una pietra che rotola?
Non ti sei mai voltata intorno per vedere lo sguardo aggrottato
dei giocolieri e dei clowns
quando tutti loro facevano trucchi per te
non hai mai capito che non è bello
lasciare che altri ti divertano
eri solita andare sul cavallo cromato
con il tuo diplomatico
che portava sulla sua spalla un gatto siamese
adesso è dura dal momento che ti sei accorta
che in realtà non era come ti diceva
dopo che ti ha portato via tutto quello
che poteva rubarti
come ci si sente
come ci si sente
a contare sulle proprie forze
senza un posto dove andare
come una completa sconosciuta
come una pietra che rotola?
La principessa sul campanile
e tutta la gente carina
sta bevendo e pensando
che ce l'hanno fatta
e si scambiano tutti preziosi regali
ma tu faresti meglio
a prendere il tuo anello di diamanti
faresti meglio ad impegnartelo babe
Eri solita ridere
del Napoleone in stracci
e del linguaggio che egli usava
và da lui ora, ti sta chiamando
non puoi rifiutare
quando non possiedi più nulla
non hai nulla da perdere
sei invisibile ora
non hai segreti da nascondere
come ci si sente
come ci si sente
a contare solo su se stessi
senza un posto dove andare
come una completa sconosciuta
come una pietra che rotola?

 

24 maggio - stage fright

The moment of truth is right at hand,
Just one more nightmare you can stand.

stage fright - bob dylan & the band (before the flood)

lunedì 23 maggio 2011

23 maggio - number with no name

got a head full of thought crimes
and a number with no name

number with no name - ben harper & the relentless7

domenica 22 maggio 2011

22 maggio - walk this way

schoolgirl sweetie with a classy kinda sassy
little skirt's climbin' way up the knee

walk this way - aerosmith (a little south of sanity)

venerdì 20 maggio 2011

scripta manent





ma perchè? perchè scrivere ste cose se uno non ne è sicuro?
redazione di www.ivg.it sito di news locali, perchè pubblicate queste notizie, tra l'altro nemmeno piacevolissime, senza un minimo di interesse verso la verità?
ok, non è che sia fondamentale il CHI ha trovato la povera donna, ma allora perchè?
perchè perdersi anche in dettagli tipo l'assemblaggio dei ponteggi quando non si sa NULLA dell'accaduto?
si dirà "e tu che ne sai che non è vero?"
si dirà? diciamolo.
ed io rispondo, perchè io ero lì, a casa della signora
perchè le mie colleghe l'hanno trovata e mi hanno telefonato
perchè sui ponteggi non c'era nessuno
perchè i vigili del fuoco non c'erano
perchè i militi di pietra soccorso non c'erano
c'erano i servizi sociali, che hanno o cercano di avere un minimo di rispetto sia per la persona deceduta, sia per il proprio lavoro e quindi non vanno a raccontare dettagli
non parlano di cosa è successo
ma sanno cosa NON è successo
a differenza della redazone di www.ivg.it

che poi è lo stesso giornale che per mano della sua redattrice FEDERICA PELOSI ha pubblicato questa notizia


Pietra L. Si sono svolti ieri nella parrocchia di San Nicolò a Pietra Ligure i funerali della piccola Stephanie, 25 giorni di vita cosciente e i successivi 11 anni passati nel buio di uno stato vegetativo che la teneva incollata ad un letto.
Era il maggio del 2000 quando la bimba era stata ricoverata in condizioni disperate, prima all’ospedale Santa Corona e poi al Gaslini di Genova con una forte emorragia cerebrale e fratture costali multiple. A ridurla in quello stato la madre, Natasha Cesare, in preda ad un improvviso raptus di rabbia per il quale è stata condannata a 10 anni di reclusione.
Quel giorno Natasha stava cambiando il pannolino alla figlioletta quando improvvisamente le è caduto per terra il cellulare. E’ bastato questo a farle perdere le staffe, al punto da incominciare a strattonare sempre più energicamente la bambina fino a spezzarle il collo e a ridurla in uno stato vegetativo.
A partire da questo momento la piccola è stata affidata ai nonni e ha trascorso anni in un letto, completamente assente dal mondo e da ciò che le accadeva intorno. Fino all’altra sera, quando le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate, con il trasferimento al pronto soccorso di Santa Corona e al Gaslini. Ma per la dolce e sfortunata Stephanie non c’era più nulla da fare.
» Federica Pelosi



ed io vorrei chiedere a federica pelosi perchè ha ritenuto necessario andare a rivangare questo drammatico episodio
perchè è scesa così nei dettagli?
perchè ha messo nomi e cognomi?
perchè?
per pietà o per pietismo?
per la voglia di fare il titolone?
perchè crede che sia giusto così visto che il lettore deve SAPERE?

perchè già a questi livelli minimi, perchè insomma stiamo parlando di un sito di news locali eh, loro magari se la tirano di reporter internazionali, ma contano zero, se già a livello rasoterra si manipola la verità ad uso e consumo non tanto e non solo del lettore (il che sarebbe già grave) ma del giornalista e della sua necessità di emergere dalla sua condizione di mediocrità, figurarsi per le notizie DAVVERO importanti.

che schifo.

20 maggio - always something

it's always something before the late night 

always something - cage the elephant (thank you happy birthday)

giovedì 19 maggio 2011

19 maggio - i'm so anxious

Stimulate your need to satisfy something

I'm so anxious - southside johnny & the asbury jukes (reach up and touch the sky)

follow that dream

10 anni.
10 anni da quel weekend, dove avevo preso il mio zaino ed ero andato verso quella che, con l'enfasi tipica del periodo, pensavamo fosse la terra promessa.
10 anni dal primo reggello.
Che poi la serata si chiamava Spirit in the night, al massimo Bruce_it Reunion, ma no, per tutti si andava a reggello.
Che poi reggello mica tanto, era un albergo a 43 metri dal casello autostradale.

10 anni dalla data che almeno per me ha segnato l'inizio di quella che chiamo l'Età dell'acquario springsteeniana, dove noi fans di springsteen, novelli figli dei fiori, ci amavamo con trasporto spirituale, con armonia celeste, con fratellanza universale.

10 anni, cazzo.

Rileggendo cosa scrivevo all'epoca, provo disagio, imbarazzo, perché 10 anni fa ero una persona diversa, che, come però faccio ancora, di fronte alle novità o a cose particolarmente coinvolgenti, avevo questo approccio totalizzante, mi buttavo a corpo morto dentro questi universi, figurarsi poi se si parla di musica, di bruce, di condivisione.

Ma provo anche tenerezza di fronte al me stesso di 10 anni fa che racconta le sue impressioni sul primo reggello; un alberto appena sistemato lavorativamente, di una ingenuità quasi nauseante, sempre polemico e rompicoglioni, ma schierato a difesa del Verbo springsteeniano manco dipendesse da me la sua conservazione.
Un alberto che ha appena iniziato a frequentare chi oggi è mia moglie e madre delle mie figlie; un alberto che ama tutti gli springsteeniani, nessuno escluso, che tutti vorrebbe conoscere, abbracciare, che a tutti racconta vagonate di cazzi suoi.
Un alberto che pian piano esce dal suo microcosmo provinciale, conosce gente, si sente al telefono con persone che vengono da lontano (tipo DA ROMA!!!!!), un alberto che suscita l'ironia dei suoi amici (ricordo perfettamente un addio al celibato dove il mio racconto di un concerto a rimini visto con gente conosciuta su internet aveva scatenato colpi di gomito e risolini soffocati a stento e male), un alberto che ritiene naturale vomitare via mail una riga di insulti alla sua ex fidanzata.

Un coglione, più o meno come ora, ma meno consapevole di esserlo.
E forse molto meno cinico e disilluso di ora, specie riguardo a certi sentimenti universali che dovrebbero nascere dalla passione comune per un cantante.
Si perché io, oggi, ad un reggello non credo che ci andrei, no non credo.
Non ci andrei perché ho altre priorità ed un weekend libero preferirei passarlo con la mia famiglia o, al massimo, qualche amico, un concerto, cose così.
Non ci andrei perché oggi, nel 2011, lo spirito di chi 10 anni fa organizzava e presenziava a reggello non c'è più.
10 anni fa c'era una smania quasi eccessiva di conoscersi, internet era relativamente una novità, stava davvero diventando strumento di massa, finalmente gente tipo me che non aveva nessuno o pochissimi con cui parlare di springsteen aveva l'universo mondo a disposizione. Si partiva e si andava, ovunque, pur di stare 2\3 ore insieme, ad un tavolo, a parlare di bruce e di noi, di noi e di bruce.
E si condivideva davvero, oggi non lo si fa più.
1 anno e mezzo fa sono andato ai glory days, festa storica, di un paio d'anni più vecchia di Spirit in the night, a rimini, organizzata dall'amico lorenzo.
Fantastica, locale sul mare, rimini, ehi voglio dire, RIMINI non l'autostrada roma – firenze, 4\5 ore di musica live, figata totale.
Ma non c'era lo spirito di 10 anni fa, c'erano tanti tantissimi ego in esibizione (fidatevi, sono competente sull'argomento, molto), c'erano persone venute li con lo scopo di farsi ammirare raccontando quanto sono fighi loro, quanto sono veri fans loro, quanto sono protagonisti loro, busta uno due o tre.
Reggello è sempre stato diverso da altre feste già esistenti.
Perché a reggello, specialmente i primi 2 anni, ci si andava per stare insieme E POI per sentire musica.
Perché se tu arrivavi a reggello alle 11 di mattina e i concerti iniziavano alle 18, non è che eri a rimini e ti facevi un bagno nell'adriatico.
Stavi li, a parlare, a conoscerti, a condividere.
Ed il tempo ovviamente non era mai abbastanza, infatti da reggello in poi era un continuo organizzare cene pranzi serate.
Ferrara, brescia, voghera, pavia, ladispoli, vercelli, aeroporto di malpensa quanti posti dove andare, per salutarci, farci una birra, parlare.
Poi ad un certo punto è scattato un qualche meccanismo.
Ad un certo punto, come è naturale e giusto che sia, abbiamo iniziato a capire che forse forse non è che solo per una passione musicale, allora PER FORZA dovevamo essere tutti amici.
Ad un certo punto non so bene quando, chi si comportava nel solito modo, col solito entusiasmo, non era più un fratello, anzi un blood brother, ma un pirla.
Ad un certo punto non si cantava più voce e chitarra, ma si reppava per dimostrare quanto siamo ottusi noi springsteeniani, meno male che c'era lui a insegnarcelo.

Ad un certo punto non c'era più condivisione, ma ostentazione.
Dove una volta c'erano mail lunghe 400 righe dove si raccontava ogni emozione provata, ora ci sono elenchi freddi di canzoni, anzi songs, ascoltate (io si tu no gnè gnè gnè), ci sono video di youtube dove al minuto 4.32 mi si vede inquadrato, ci sono libri tipo temi delle elementari, con foto e 3 righe di descrizione dei mitici posti di asbury park, una zona americana che oggi è rappresentata MOLTO meglio da programmi trash tipo jersey shore che dalle sonnnnnnngs di bruce.

Nel periodo che va tra il primo reggello e la pubblicazione di Accecati dalla luce era tutto bellissimo.
Poi morozzi ha avuto l'idea geniale, che doveva essere definitiva.
Quel libro era perfetto per simboleggiare e raccontare un popolo.
Doveva essere il primo e l'ultimo.
Invece da lì è partita la caccia allo scoop, al libro migliore, la gara al titolo di fan numero 1.
Da li, come funghi velenosi, sono apparsi nani, konti e cugini di sassofonisti, siamo in attesa di troie e ballerine.
Lo spirito di reggello non c'è più, almeno per quel che mi riguarda.
Come un setaccio per i cercatori d'oro, questi 10 anni, analizzati bene mi hanno lasciato tanta roba da scartare, ma alcune pietre preziose.
Alcuni amici, veri, reali, quotidiani.
Con loro passerei volentieri serate, pizzate, cene.
Anche non vicino all'autostrada.

Ma 10 anni fa era tutto bello, bellissimo.
Qualunque cosa.
Anche sta mail che avevo scritto all'epoca, Dio come mi era piaciuto scriverla e rileggerla.
Che tenerezza.
Che imbarazzo.


Albenga 18 maggio, si parte!!! Mi siedo sul treno ed inizia il concerto
del 1 luglio… ci poteva essere una colonna sonora migliore? Le ultime
note di blood brothers si spengono all’entrata in Pisa…
Firenze 18 maggio, passo a trovare un’amica, giro in centro, 200 chiese
viste (non me ne ricordo neanche 1), tappa obbligata alla Ricordi, una
strana sensazione: cosa sta x succedere ?, incontrerò persone che non
ho mai visto, ma di cui conosco “solo” la passione x un amico comune,
basterà x passare un bel week – end? Telefonata a Remo, appuntamento
alla mattina dopo, forse in stazione, forse in albergo… chissà cosa mi
aspetta….
Stazione di Firenze, 19 maggio, aspetto il treno x Incisa, altra
telefonata a Remo, traffico, ci si vede (finalmente!!!) in albergo…
come ci arrivo? Boh!! Ma del resto non è mica un problema… stazione di
Incisa, deserto, caldo, bar x chiamare un taxi… il taxi non
c’è… “l’accompagno io” dice la barista… beh se il buongiorno si vede
dal mattino…
Albergo “I ciliegi”, bello, casello di fronte, nessuno in vista, un
furgone bianco “sospetto” davanti ad una scala… camera…. Scendo un po’
teso… “ed ora come si fa? scendo e mi metto a cantare una canzone di
Bruce?”… gente che scarica degli strumenti… ciao! “piacere Flavio!!”
Flavio? Il mod? il santo protettore dei moderati? “piacere
Alberto!” “Alberto Cala?” eh già… “oddio ora che fa? Mi da una
bastonata x tutte le ca**ate che ho mandato in ML?” la prima stretta di
mano… un gran sorriso (beh allora non mi odiano così tanto) ed una voce
da dietro il bar che ripete “Alberto Cala?” ciao Spartaco!!! I
convenevoli finiscono in fretta, “ciao Piero!!”, poi cerco di rendermi
utile, porta la cassa, porta le aste x i microfoni, sposta i tavolini….
Poi un paio di persone nuove, una delle quali con un inconfondibile
accento romano.. Remooooooooooooo!!! Dopo tante telefonate, molte a
vuoto, finalmente un volto a ‘sto matto!!! E poi Monica, Molly, lo
sguardo dolce come le cose che scrive… arriva Sal, l’unica faccia nota…
arriva Komma (mi guarda “finto-male” ma la stretta di mano non lascia
spazio ad altri brutti pensieri)…Dana, la Jersey girl, col suo viso
dolce e la sua espressione di gioia e stupore ogni volta che qualcuno
le si presenta, i fratelli Bort… si chiacchiera, si ride… un ragazzo
con una maglietta “militante”, capelli lunghi, chitarra a tracolla,
Fabrizio… Tom Joad, uno dei pochi con cui ho chattato in Piazza Bruce,
mi conosce già, siamo felici di vederci… ”dobbiamo andare a prendere
Gandalf” così via, lasciamo i musici al soundcheck, si sale in macchina
io Remo e Monica, ci si apre un po’ di più… “ma a me non è che non
piace Ligabue, Monica è solo che…”… si parla di noi, della mia vita
sentimentale (beh con tutto quello che ho scritto era normale che se ne
ricordassero), “Gandalf, ci vediamo davanti alla stazione?” si ma come
lo riconosciamo? Colpo di genio, ragazzo solo con valigie e cuffie…
Claudio!!! Dopo le parole in ICQ, dopo gli sms, un altro volto…
Sergio!!! Incredibile, scende dalla macchina e sembra che ci conosca
tutti da anni.. dicevano che i toscani erano simpatici (a parte Cecchi
Gori), ma io credevo fosse un luogo comune x far andare la gente al
cinema ai film di Pieraccioni… 4 passi in centro, qualcosa nello
stomaco, si parla di cultura, di bambini, di noi.. si torna a Reggello,
tengo compagnia a Sergio e mi è chiara una cosa.. ascoltare Bruce fa
degli strani scherzi… nonostante si sia di età, regioni, culture, idee
diverse, ci sono dei punti che si hanno in comune, in un modo o
nell’altro abbiamo tutti una certa visione del mondo… Sergio mi
racconta di S.Siro, di sua moglie e del bambino (ma siamo sicuri che la
cassetta dei Backstreet Boys non gliel’hai regalata tu, vero?), io gli
parlo del mio lavoro… penso che sia incredibile parlare dei fatti
nostri a gente che conosciamo da un’ora scarsa…
La discoteca è piena, facce nuove… una coppia con una bambina, Claudio,
Miriam ed Enya… Claudio mi hai scritto la mail più bella che abbia mai
ricevuto… a tua figlia (MASCOTTE SICURAMENTE) non dire solo che ti sei
salvato grazie a gente che fa il mio lavoro, dille anche che c’è un
assistente sociale che grazie a te farà il suo lavoro con molta carica
in più… un video registratore acceso.. lo special HBO… una calamita…
sembra di essere in chiesa… qualcuno canticchia, qualcuno suona una
batteria immaginaria, altri hanno una fender, c’è chi balla… tenth
avenue, la “mossa di Bruce”, mi giro e vedo Monica con uno sguardo
strano negli occhi (guarda che ci ricordiamo tutti cosa
hai “sproloquiato” dopo lo ZDF… ahahahahahahah!!!)…. Do un po’ il
cambio a Remo alla cassa, non è difficile, anzi, ti permette di capire
subito chi hai davanti… poi Remo arriva con un ragazzo nuovo…
Mario!!!!! La mia guardia del corpo, il mio Blood Brother!!! Poi
il “Professor Boido”, puntuale e serio nei suoi impegni presi, mi dà la
B-Shirt…Bruce che si leva il cappello di fronte a ‘sti 400 e più matti…
Gianni Amaducci che si inchina quando capisce chi sono
(bastaaaaaaaaaaa!!! O divento megalomane e fondo un partito politico e
lo chiamo ehm.. ehm.. FORZA BRUCE) …è quasi ora di cena… si sale in
albergo?…
Davanti ad un buon piatto ed un bicchiere di vino ci si scioglie tutti
di più… brindisi… a Remo!! A Remo!!!… le mie mail OT e deliranti
sollazzano la tavolata … Gandalf e Remo le sanno quasi a memoria
(Oddio, il mio egocentrismo…), Remo ma io in camera non volevo Gandalf,
ricordi?… racconti di concerti, viaggi, notti in stazione… ma sono
meglio i boot o i cd ufficiali?… certo che i pilgrims… il fantasma di
Tom Joad… ci vorrebbe almeno una settimana di reunion per approfondire
le 1000 cose su Bruce che ci passano per la testa… “hai la pancia, hai
l’accento ligure… sei Cala…” sto x impazzire, mi faccio subito
riconoscere… Fabio Sari… e poi Redondo, amico di ICQ altri sorrisi,
parole…ma c’è della musica da sentire… chissà di chi…
Fabrizio, Tom Joad, io non so suonare la chitarra, ma solo x il fatto
di avere avuto i coglioni di salire su quel palco, nonostante fossi
emozionatissimo, meriti un applauso enorme, in più le tue versioni
acustiche mi sono piaciute un casino…
Bruce_it sgang… ci si incomincia a muovere, il poco ghiaccio rimasto si
scioglie, Fire… Catina che ammicca… Komma che ride suonando, ci manca
solo che facciamo i pignoli… Flavio, Icio, oddio non mi ricordo come si
chiama il cantante… ed il bassista?… ma chi è Lutgarda? Noooo!! È
quella matta che durante l’HBO non è stata ferma un attimo… “scusa x la
gaffe sul nome!!” zero secondi e già si ride insieme, ci dobbiamo
scambiare i cd, ma non ci importa farlo ora, abbiamo altro da fare…
Prima della x street, Flavio sale sul palco, si spoglia (ahia, e
l’autorevolezza del mod?), spiega il lavorone del cd-rom, fa salire
Remo… finalmente un po di gloria x lui… “vorrei ringraziare chi mi ha
aiutato…” fa il mio nome ed io mi chiedo “ma che ca**o ho fatto? Ho
raccolto qualche mail, le ho spedite a lui… non mi merito mica di
essere additato tra gli organizzatori di sto delirio…”
X street Band…. Ora è l’apoteosi, sotto il palco ad urlare, addirittura
a fare i cori al microfono in Badlands…Remo e Mario che mi salgono
sulle spalle, io che trovo (ma chissà da dove) la forza di saltare
con ‘sti 2 pazzi addosso… Claudio che “teme” di ascoltare Thunder
Road… “The screen door slams…” sono lì che mi impedisco di pensare a
ciò che sta canzone ha rappresentato x me, una voce alle spalle mi
dice “se provi a piangere ti picchio”, Fabio… mi accorgo che le mie
mail se le ricordano in tanti (troppi? ;)…)… grazie Fabio, me la sono
goduta!!! “It’s a town full of losers and i’m pullin’ out of here to
wiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin…” abbracciato forte a Claudio… che se ne andato
dalla città dei perdenti ed ha vinto (qualcuno dopo aver visto Enya
vuole contraddirmi?)…i pezzettini nati x correre, pugni alzati… ma
siamo sicuri che non ci sia Bruce sul palco?… “ho un armadio pieno di
vestiti nuovi, una bella rosa rossa ed una donna che posso chiamare mia
amica”… fra un po’, se continua così scriverò che sta canzone c’azzecca
un casino con la mia attuale vita sentimentale, incrociate le dita x
me… foto scattate, foto fatte, Flavio e Komma che si “sfogano” con
pugni e pinze sul mailer rompicoglioni… risate, tante risate… la torta,
voglio rendermi utile, mi improvviso cameriere, Catina taglia, io porto
i piatti, Spartaco le forchette… che squadra… meglio che al Grand Hotel
Baglioni 8 stelle…i brindisi… nessuno ha voglia di andarsene… parte una
VHS… Sergio, dopo aver visto Rosalita a S.Siro ho capito cosa dicevi
quando parlavi di Bruce al top nel 1985… commenti, sguardi persi
davanti alla TV… “non è possibile…” Big Man che guarda Bruce mentre lo
presenta agli 80000 del Meazza... ancora voglia di fare casino.. io e
Spartaco che giochiamo a calcio con una bottiglia vuota… giro x la sala
e vorrei fermarmi da ognuno, anche solo x dire 3 parole, la politica
con Tom Joad, definisce la mia storia “springsteeniana”, poi
addirittura scriverà che ha fondato l’Alberto – Cala Fan Club (oh
belìn…)… le 3.30, io e Gandalf crolliamo… si va in camera… una doccia…
la forza di dirsi appena 2 cose… poi cala il sipario su sta giornata
allucinante…
“Ricordiamoci le nostre facce ieri sera… sono meglio di oggi a
colazione…” sguardi stanchi, distrutti, ma felici… allora sta pazzia di
incontrarci non è andata così male… i saluti… iniziano in albergo… si
tirano avanti un bel po’…poca voglia di tornare a casa… viaggio x
Firenze… ancora parole … Enya che dorme in braccio a Miriam… Claudio,
chissà perché tutte le volte che penso alle tue due donne inizio a
canticchiare “My beautiful reward”…
La stazione affollata ci riporta alla realtà, biglietti, code… ma la
coincidenza a che ora è?…il tempo stringe… l’ultimo abbraccio è per
Claudio, per i suoi occhi arrossati, per la sua voglia di vivere…
Viaggio di ritorno… casa… telefonata di Remo, telefonata di Gandalf,
Monica in ICQ, Komma che mi manda la prima foto, le prime mail… “LA
COSA + BELLA È CHE ORA CI SONO TANTI POSTI DOVE ANDARE IN ITALIA
SAPENDO CHE TROVERAI DEGLI AMICI…” hai ragione Remo… hai proprio
ragione…

mercoledì 18 maggio 2011

lunedì 16 maggio 2011

Salone del libro - di Anna staccato Maria


Sono stata al Salone del Libro. Sono molto contenta perché hanno ripreso a chiamarlo Salone. Per qualche anno hanno tentato di ribattezzarlo con la triste parola Fiera, ma solo perché c’erano di mezzo forti pressioni milanesi che da tempo premono per scipparci l’evento.   
C’era il tentativo di milanizzare e così si  era partiti dal nome. Fiera è molto internazionale,  molto milanese appunto. Comunque per i torinesi è sempre stato Salone, non ci sono santi, e quello è tornato ad essere.
Volendo usare una metafora matematico-religiosa potremmo dire che il Salone sta a me come il Paradiso con le 40 vergini sta a un mussulmano morto.
E’ un po’ la ricompensa somma, il nirvana, il  mondo incantato del giardino segreto al di là del muro di mattoni.  Ah! Quanto mi piaceva il Giardino segreto, quando ero piccina. Devo assolutamente rileggerlo.
Al Salone succedono  cose belle e tutti vivono in pace e armonia, tranne quando ci sono contestazioni accese. Ma ieri non c’erano contestatori.
Alcune cose molto belle che mi sono successe quest’anno.
Prima di tutto una bella passeggiata di 10 minuti per raggiungere il luogo dell’evento. E già il fatto di avere il Paradiso proprio dietro casa è segno di grande fortuna. Inoltre, dopo le code senza fine viste nei giorni scorsi,  all’ingresso c’ero solo io. Ma questa non è fortuna, è più che altro strategia. Alle 19 di domenica sera il flusso è tutto in uscita, non in entrata.  Gli stand sono più o meno sempre gli stessi, ma questo non toglie nulla all’entusiasmo dell’appassionata lettrice.
 Di solito non faccio grosse spese al Salone perché le maggiori case editrici hanno il prezzo pieno , per cui tanto vale aspettare gli sconti su Ibs. Però poter vedere esposto tutto il loro catalogo, tutto quel ben di Dio, è una gioia per gli occhi e per il cuore. Mi sento come il sindaco nella vetrina della pasticceria, in Chocolat.  Le altre, le case editrici meno conosciute, azzardano invitanti 3x2 e intriganti sconti del 20%.  Questo è  dovuto al fatto che spesso propongono titoli che nessun sano di mente penserebbe mai di comprare, men che meno a prezzo intero. Io, però, gli sconti li amo moltissimo. C’è stato un tempo in cui adocchiavo da lontano il cestone delle offerte, poi mi avvicinavo con fare disinvolto e un po’ annoiato allo stand, mi guardavo intorno con interesse un po’ sostenuto e un’aria da vero conoscitore di  perle editoriali, sfogliavo con espressione disincantata le pagine di qualche  patinata edizione extra lusso e alla fine, ma solo alla fine, fingevo di inciampare per puro caso nel cestone delle offerte nel quale, con l’atteggiamento di chi si abbassa a tanto più che altro per non offendere il padrone di casa, mettevo decisa le mani sui due o tre titoli che con  l’infallibile fiuto del vero ricercatore di sconti avevo già individuato da almeno dieci minuti.  Ma erano altri tempi, non avevo ancora capito le cose del mondo e soprattutto non avevo ancora elaborato la mia personalissima versione della  teoria del “ma chi se ne frega!!?”.
In fondo, riflettevo ieri  tornando a casa, se c’è una che di cognome fa  Levi Montalcini, che si fa fotografare vicino alla più famosa e cotonata zia, ne fa un manifesto elettorale e ci scrive sopra “Si, sono parente”, non vedo proprio nessuna perdita di dignità nel tuffarsi in un cestone sul quale c’è scritto Libri scontati.  Giusto?  Giusto.

Il Salone è pieno di scrittori.  Giustamente, penserete. Sono tutti lì in carne e ossa e presentano i loro libri oppure vagano di qua e di là negli immediati paraggi delle loro case editrici. Io purtroppo  sono fortemente svantaggiata perché comprando sempre le edizioni economiche dei libri mi perdo le edizioni corredate di foto dell’autore in quarta di copertina, cosi  se anche  ne incontrassi uno non saprei riconoscerlo. Non che questo sia un problema, perché se anche lo riconoscessi non mi ci avvicinerei. Non saprei cosa dire. Per esempio, ieri stavo esaminando un grosso tavolo su cui erano esposte pile e pile di libri di Massimo Carlotto. Nello stand nessuno, tranne un signore seduto su una poltroncina intento a bere un caffè. Un signore che, senza ombra di dubbio, era Massimo Carlotto.  E se per caso ci fosse stata qualche incertezza sarebbe stata spazzata via dalla parole del commesso, gentile  “Non so se ha visto , ma è presente anche l’autore….”.
Per una manciata di secondi la mia testolina ha elaborato la scena in cui uno dei libri veniva fatto autografare al Carlotto con dedica speciale al Sari. Il libro sarebbe stato poi spedito al Sari stesso, con tanti auguri.
E invece niente.  Non è proprio nelle mie corde: farmi autografare qualsiasi cosa da chiunque mi fa sentire terribilmente in imbarazzo, anche se in effetti una volta il Cala mi ha autografato la ricetta della parmigiana.
E poi cosa avrei potuto dirgli? “Buonasera signor Carlotto.  Potrebbe fare una dedica a un mio amico? Si chiama Fabio……No, per la verità non ho mai letto i suoi libri, mi dispiace. ,  ma Fabio ne parla molto bene.  A dire il vero ho letto Il fuggiasco. Se mi è piaciuto? Ecco…si più o meno. Mi ha dato un po’ fastidio il tono compiaciuto del protagonista. Mi scusi sa, è colpa mia,  le prometto che lo rileggerò perché magari non gli ho dedicato sufficiente attenzione. Lei comunque ha degli occhi davvero molto belli. Arrivederci, grazie. “
Capite, vero, che è meglio  che non mi azzardi..?
Per il resto ho resistito alle lusinghe di milioni di titoli, per quanto “Cento cose da cucinare al tuo cane almeno una volta nella vita” ha richiesto un notevole sforzo di volontà.
Mi è piaciuto molto il muro della Add edizioni. Un muro riempito di post it dove i visitatori potevano scrivere un motivo per indignarsi. Il fatto che il titolo di maggior richiamo dello stand fosse “La mia vita normale” di Pavel Nevded toglieva giusto un briciolo di credibilità all’iniziativa.

16 maggio - canzone del maggio

se avete preso per buone
le "verità" della televisione 


canzone del maggio - fabrizio de andrè (storia di un impiegato)

domenica 15 maggio 2011

15 maggio - eccoli i prestigiatori


e chiusi in una cabina voi, come ultima illusione
mettete una croce a caso, dove più vi pare!

eccoli i prestigiatori - edoardo bennato (è arrivato un bastimento)


sabato 14 maggio 2011

Downbound train

scritto nella primavera 2002


Sotto casa mia si sta celebrando il funerale di una povera ragazza uccisa per questioni di droga e di chissà che altro, all'interno della chiesa, una madre piange il dolore più grande che possa provare, all'esterno i suoi amici piangono la perdita di una persona cara... forse per coinvolgimento emotivo, ascoltando la traccia 5, mi rendo conto di come Bruce racconti di quanto il mondo esterno condizioni anche i nostri rapporti più personali. 
Il protagonista aveva "qualcosa che andava in questo mondo", un lavoro, un amore. La crisi americana (la stessa che porta il reduce del Vietnam a "bruciare per 10 anni in strada"?) lo rovina... licenziato, probabilmente si incattivisce e l'amore muore, lasciandolo solo con i suoi fallimenti. Ma non basta... è tutto un susseguirsi di errori e cadute, che coinvolgono ogni aspetto della vita; la corsa alla sicurezza economica rende l'uomo solo, egoista, meschino... il protagonista se ne rende conto, ma è altrettanto consapevole di ciò che gli sta accadendo, del fatto che è su un treno destinato al baratro.
Il fallimento della sua vita sentimentale si manifesta in sogni ed incubi, a volte il protagonista crede che la vita possa ricominciare, che il suo amore non sia mai finito che lei "lo stia aspettando a casa"... ma ancora è il
treno che lo riporta alla dura realtà...ricordandogli la sua reale situazione.
La sua discesa, nell'ultima strofa, si arresta in carcere (road gang), che lo porta a lavorare proprio su una ferrovia, simbolo della sua rovina... ed il treno che rappresenta la sua "discesa agli inferi" è più che mai
presente.
Musicalmente la canzone si abbina bene con il testo... soprattutto la voce di Bruce. Mi viene spontaneo il paragone sia con "Working on the Highway" che con "Darlington county"... in entrambe il protagonista perde ciò che ha di più caro: la giovane fidanzata in Working, l'amico fidato, che finisce "in manette legato al paraurti della Ford di un poliziotto dellastradale"... ma, mentre nei due pezzi l'atmosfera musicale è comunque
festosa, questo brano (meno male!!!) non lascia adito ad equivoci.
Bruce racconta in questo disco la vita di uno realmente "nato negli USA"... solo che, a differenza di Ronald Reagan, lui sa e dice che non c'è niente da ridere... 

14 maggio - comfortably numb

il bambino è cresciuto, il sogno è svanito

comfortably numb - roger waters (and david gilmour) (live @ london 12\05\11)

giovedì 12 maggio 2011

12 maggio - most likely you'll go your way (and i'll go mine)

Ti lascerò andare  e me ne andrò per ultimo
poi il tempo dirà chi è caduto e chi è stato superato
quando tu andrai per la tua strada ed io per la mia

most likely you'll go your way (and i'll go mine) - bob dylan and the band (before the flood)


martedì 10 maggio 2011

lunedì 9 maggio 2011

Picture in a frame

ecco il manifesto celebrativo dei 30 anni di attività di una cooperativa sociale abbastanza nota qui in liguria







bella eh? anche lo slogan non è male, in più sono 30 anni che questa coop opera nel sociale, mica 20 giorni, insomma, bravi, vi meritate un pò di visibilità, ok.
ah, la signora col caschetto è l'attuale presidente, brava anche lei, si.

la signora col caschetto la ritroviamo anche qui, su un sito di cronaca locale:





alle sue spalle, la Torretta, simbolo storico di savona. Come dite? beh si, la foto è la stessa, solo che stavolta è a campo aperto e si vede anche lo sfondo, perchè la signora col caschetto, Sara Vaggi, oltre ad essere la presidente del Faggio, è di Savona e le piace farsi ritrarre vicino ai simboli della sua città.

ed anche questa foto sembra piacerle molto perchè guardate qui:


eh si, la signora col caschetto è SEMPRE la signora SARA VAGGI, il caschetto è lo stesso, il vestito è lo stesso, la Torretta è la stessa, insomma, la foto è la stessa.
Cambia la scritta, non si parla più di una coop, nè si tratta di una foto ricordo, no.
Questo, immagino sia evidente, è un santino elettorale, ma non state a pensare male eh?
Uscito dopo che per almeno 3 mesi a Savona, dove, ma sono coincidenze, settimana prossima si vota per eleggere il nuovo sindaco, hanno campeggiato in posti strategici i manifesti del Faggio, di cui la signora Vaggi è presidente.
Uscito dopo che da un mesetto, ma per semplice caso, ogni domenica l'autorevole quotidiano "il secolo xix" riserva alla coop il Faggio un bel paginone (ieri c'era un'intervista invero emozionante ad un infermiere straniero che non solo ha trovato lavoro grazie a Sara Vaggi... no scusate al Faggio, ma ha ADDIRITTURA fatto carriera!!!!).
Uscito dopo che per molti savonesi QUESTA foto equivaleva alla coop il Faggio, quella di cui l'autorevole quotidiano tesse le lodi da circa 1 mese.
Uscito dopo che grazie a Sara Vaggi... no scusate al Faggio, voi pensate, un centinaio di infermieri, infermiere ed operatori sanitari stranieri ha potuto iscriversi alle liste elettorali proprio, ma per semplice e fortuito caso, nel comune di savona... si si il mondo è strano, a pensar male però si fa peccato, proprio quello dove si vota per il sindaco nuovo.
ah, quello vecchio, che si ricandida, si chiama BERRUTI.
esatto, lo stesso della lista civica per cui si è candidata Sara Vaggi.
Ma non chiamatela MARCHETTA, perchè lei è CAPACE DI AGIRE.

Buone elezioni a tutti, a me, che non devo votare, è già venuta la nausea.

09 maggio - drive all night

no.
non quella

We need development rearrangement
We need some dynamite

elliott murphy - drive all night (just a story from america)

sabato 7 maggio 2011

mercoledì 4 maggio 2011

damose da fa

a margine della beatificazione di Giovanni Paolo II apprendo non senza emozione che Anche la Lega Nord alla beatificazione di Giovanni Paolo II

evviva gaudio e giubilo!!!

All’evento erano presenti i reali del Belgio, le teste coronate di Spagna, Inghilterra, Liechtenstein e Lussemburgo, tanti capi di Stato e primi ministri, seduti uno accanto all’altro. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi erano al centro della fila. Tra i numerosi politici italiani era presente anche una delegazione della Lega Nord, guidata da Massimo Polledri e Marco Maggioni.
«Essere presenti alla beatificazione di Giovanni Paolo II», hanno commentato i due esponenti del Carroccio, «è stata un’emozione straordinaria, una giornata memorabile degna di un uomo che ha segnato la storia dell’umanità». Karol Wojtyla, hanno sottolineato, «è stato un uomo che ha saputo dialogare con tutti e accompagnare il cammino dei cattolici anche nei momenti più difficili».


che emozione deve essere stata per esponenti così prestigiosi di un partito che ha profonde, profondissime radici cristiane!!!!

speriamo che si siano fatti capire dai romani, sapete, mica lo parlano il dialetto romano loro, nè apprezzano chi lo fa:

Attacco del quotidiano di Bossi alla Chiesa: "Un gigantesco
muro di gomma domina il Tevere.

ROMA - Il Papa che parla romanesco non piace al quotidiano della Lega La Padania e così, il giornale di Bossi spara un corsivo in prima pagina che definisce "inquietante", il "semo romani" pronunciato ieri dal Papa polacco. "Il Papa ha capito che far cadere il Muro di Berlino non è stato nulla in confronto alla resistenza del Muro Capitolino" scrivono i leghisti.


'''Damose da fà'. Il Papa - scrive il giornale del Carroccio - è capo della Chiesa universale, ma conosce bene i vizi di ogni singolo agnello del suo gregge. Così Giovanni Paolo secondo ha formulato nel vernacolo locale un incitamento all'impegno, al sacrificio, alla pastorale intraprendenza. Se il Signore Iddio impiegò solo sette giorni per concludere la creazione, se Noè salvò con la sua 'mini impresa familiare' una coppia di ogni specie animale, da allora i tempi si sono dilatati e i risultati assottigliati, soprattutto all'ombra del Cupolone: troppa burocrazia e poca resa".

"Un tempo non molto lontano - prosegue il corsivo de La Padania - erano gli impegni del (mal)governo temporale a distrarre dalla cura delle anime le tonache dello Stato pontificio. Poi ci ha pensato il Concilio Vaticano secondo a introdurre toni e ritmi più rilassati, il clergyman da viaggio e le vacanze sulla neve".

"Adesso - continua l'intemerata degli uomini di Bossi contro la Chiesa - dopo 25 anni, il Papa ha capito che far cadere il Muro di Berlino non è stato nulla in confronto alla resistenza del Muro Capitolino, il gigantesco Muro di gomma che domina il Tevere.
Del resto, alla fine dell'udienza il Pontefice ha aggiunto un inquietante: 'Semo romani'. Cosa mai avrà voluto dire?". (27 febbraio 2004)

siamo romani, sai il Papa vive lì.

Ma perchè non vanno in Isvizzera?

04 maggio - tonight i'm yours

tonight i'm yours - rod stewart (Absolutely live)

martedì 3 maggio 2011

people have the power

Ieri sera sono stato ad un incontro pubblico tra la giunta comunale del posto dove abito e la popolazione.
Era a 150 metri da casa nostra, mi sembrava brutto perdermi un'occasione per portare all'attenzione politica una serie di problematiche che, pur non essendo direttamente imputabili all'amministrazione comunale, sicuramente la riguardano.
Conoscendomi abbastanza, ho preferito scrivere il mio intervento, per evitare polemiche, querele e lungaggini.
Mi sono seduto in una platea semivuota (o semipiena, dipende) ed ho assistito alla discussione.
La giunta comunale è di destra, io abito in un comune dove vendono i jeans che mia nonna mi comprava al mercato a 4mila lire (per “tutti i giorni”) a 150 euro perché ora sono fashion, mia figlia va alla scuola materna dalle suore, in un posto che è ormai uno status symbol nei salotti bene, mia figlia ha partecipato ad un concerto per beneficenza organizzato dalla locale sezione dei Lion's.
Insomma, c'erano tutte le premesse per farmi del nervoso, infatti mia moglie mi ha salutato dicendo "mi raccomando"
Invece.
Invece il sindaco ha iniziato la serata con un discorso se non convincente, per lo meno sincero, ammettendo manchevolezze e ritardi da parte della sua giunta verso questo quartiere ed impegnandosi a pagare almeno parte dei debiti.
E a me sto approccio anche solo velatamente autocritico è piaciuto.
Finito il cappello, parola al popolo, che come dice la patti ha il potere, diritto di parola, libera espressione, democrazia dal basso, avanti, alla riscossa.
Parla un commerciante, pacato, ma deciso, esprime le sue lamentele, che non so giudicare se siano o meno condivisibili; la giunta risponde, il clima sembra collaborativo.
Tocca poi ad un signore che senza microfono cattura con magnetismo l'attenzone di tutti.
VOI NON DOVETE AVERE DEI DEBITI VOI LI DOVETE PAGARE!!! (brividi)
ed attacca un monologo aggressivo, senza motivo di esserlo, arrogante, che vorrebbe essere ironico ma non ci riesce (e qui ho la presunzione di saper giudicare).
Tira in ballo argomenti diversi, spesso scollegati, se ne esce con frasoni mitici tipo “uscite dai vostri castelli dorati” oppure “camminate, non fatevi portare” e lì io capisco un po' di cose:

- beppe grillo sta facendo più danni dello tsunami, lui e il suo modo fascista di intendere la politica, dove uno parla e gli altri adorano, la sua megalomania ormai conclamata e sfociata in delirio. Chiunque sappia mettere insieme (nemmeno perfettamente) 3 parole di italiano si sente così legittimato a fare il masaniello, ad alzare la voce, ad inveire, spesso senza nemmeno prendersi la briga di verificare che le cose dette siano veritiere.

- Il diritto sacrosanto di parola ed espressione, oltre a quello altrettanto intoccabile di voto dovrebbero essere almeno in parte su base meritocratica: se davvero la lingua uccide più della spada, allora tu che vuoi esercitare il tuo diritto di parola devi dimostrare di esserne degno, di usarlo bene e non a casaccio, di essere in grado di aprire bocca solo se hai acceso il cervello, ammesso che tu lo abbia; stesso discorso per il voto, se no poi non lamentiamoci del nostro parlamento, perché è l'esatta immagine del paese che lo ha scelto.

Il nostro amico masaniè conclude trionfalmente accusando la giunta di non obbligare i proprietari di locali ad abbassare gli affitti.
Ora dico, sai che il sindaco è berlusconiano, allora lo fai apposta? No perché di fronte ad una cosa del genere cosa credi che ti risponda un berlusconiano?
“gli espropri proletari li facevano in russia, non qui”.
Che voglio dire, se giochi contro Messi e lo fai marcare dal più scarso che hai in squadra, poi non puoi lamentarti se ti fa due pere.
(e comunque il sindaco nel caso specifico ha ragione)
(meno se avesse detto la stessa cosa relativamente alle seconde case)
(ma tant'è)
in più l'agitprop viene ridicolizzato perché alle accuse di vivere nei castelli dorati, il sindaco risponde ricordando sia di essere vissuto 20 anni in questo quartiere, sia di percorrerlo 2 volte al giorno IN BICICLETTA per accompagnare la figlia a scuola.
E riconoscendo le problematiche che il bin laden di quartiere ha sollevato. Giornata storta ieri, per i bin laden nel mondo.

Altro momento mitico è stata la discussione tra commercianti e cittadini sulla chiusura al traffico di una via ricca di negozi, per renderla isola pedonale; se d'estate ciò è inevitabile, vista la calata dei barbari che occupano ogni cm libero di asfalto ignorando ogni regola di buon senso e convivenza civile, d'inverno non permettere alla gente in macchina di passare da lì vorrebbe dire uccidere ad uno ad uno tutti i negozi (giornalaio, macellaio, alimentari, pizza al taglio).
Una signora, come dire, carica di energia, ha percorso buona parte della sala agitando l'indice e dicendo che i commercianti se ne fregano di noi residenti, che lei rischia la vita tutte le volte perché in quella strada le macchine vanno troppo veloci.
Mah. Che dalle mie parti non abbondi la conoscenza del codice della strada mi sembra ovvio, ma insomma, io ci passo spessissimo da lì, la signora mi sembra abbia UN FILO esagerato.

E poi certamente il sindaco dovrebbe fare in modo che da noi si veda bene La 7.
Eh.

Il panettiere sotto casa mia invece, dopo aver litigato con i commercianti delle vie di cui sopra perché non lo invitano mai alle loro riunioni (che mi ricorda la mia collega che si offende se non la invitiamo in pausa pranzo), dice pubblicamente, dice DAVVERO, dice SERIAMENTE che bisognerebbe tener presente che le donne che portano le bimbe all'asilo, (quando parcheggiano (MALE) il suv comprato dal marito,) per fare la spesa mica possono parcheggiare nel parcheggio GRANDE e GRATUITO a 100 metri dalla sua panetteria (e a 30 dall'asilo dei figli), si sa un po' di PIGRIZIA, L'ABITUDINE...

espira... inspira... espira... inspira...

il sindaco mi sale di 10mila punti, perché sprezzante del pericolo, dice che non gli sembra corretto affermare davanti ai cittadini che con le loro imposte hanno pagato l'acquisto del parcheggio GRANDE e GRATUITO, che tale parcheggio può essere lasciato vuoto per soddisfare LA PIGRIZIA E L'ABITUDINE. (timidi applausi)

Ma belìn.
Ma belìn.
Ma roba da matti, belìn.


Perché io capisco che tu devi vendere e per farlo, specie di sti tempi, mica stai a guardare il capello e se la gente che ti compra parcheggia la macchina sul marcipiede, in doppia fila, in mezzo ad un incrocio, a te frega nulla, basta che paghino, ma a tutto c'è un limite.

Io ho un box, piccolo, da cui spesso non riesco a tirare fuori lo scooter, belìn.
Però quello col suv ce l'ho sempre attaccato alla serracinesca.
Però il brillantone con la SLK mi parcheggia davanti al portone di casa.
Però lo scemo che dal parcheggio delle moto esce in contro senso ha ancora il coraggio di lamentarsi se gli suono.

Butta in strada un vigile, che vedi come passa LA PIGRIZIA, che vedi come cambiano LE ABITUDINI.

Perché siamo tutti capaci a chiedere, ma nessuno è disposto a dare, a tollerare qualcosa in cambio di un beneficio per altri, sapendo che a sua volta riceve dei benefici dalla tolleranza altrui.
Perché siamo un popolo di incivili, egoisti ed approfittatori e ci meritiamo nani, troie e ballerine al governo, all'opposizione e spesso pure in casa.
Perché a me i politici fanno spesso schifo, ma nessuno di loro dal nano all'ultimo assessore sfigato si è inventato nulla, ha solo applicato questo modo di vivere così schifosamente italiano.

Ecco cosa ho scritto e letto (anche se poi l'ho detta più che altro a braccio, vito che parecchie cose erano già state affrontate):

Gentile sindaco, gentili assessori,
vi vorrei segnalare una serie di problemi relativi a via [...], a pochi metri da qui.
In questa via, percorribile a senso unico dall'alto verso il basso, nella parte finale prima dell'incrocio con via [...], sulla sinistra è situata una fila di box, tra cui il mio, per il quale, nel 2005, ho pagato la dovuta e giusta tassa per ottenere il passo carrabile, che ho adeguatamente segnalato.
Lo stesso lato della strada, oltre ad aver diversi box con passo carrabile, forse tutti, è ovviamente indicato come zona di divieto di sosta, con rimozione forzata.
Ebbene, questo lato della strada è costantemente e continuamente occupato dalle auto, nonostante il lato opposto sia a parcheggio libero e spesso vuoto.
In più, recentemente, nel lato dove si può parcheggiare sono stati sistemati degli archetti che impediscono finalmente alle macchine di salire sul marciapiede; in quanto genitore di bambini piccoli, ho purtroppo spesso dovuto combattere contro le macchine che mi ostruivano il passaggio con il passeggino, spesso addirittura impedendolo ai singoli pedoni; immagino quindi il disagio per chi purtroppo per motivi fisici non cammina e si sposta in carrozzina, accompagnato o ancora peggio da solo.
Tali archetti però, a differenza di quanto fatto sempre in via [...] ma più in alto, invece di essere messi a bordo marciapiede sono stati messi in strada, obbligando di fatto chi parcheggia da quel lato, cioè quello giusto, a tenersi un po' larghi.
Questo, unito alla malsana abitudine di altri di parcheggiare dal lato sbagliato, spesso rende via [...] quasi intransitabile, specie a camion o furgoni, che tra l'altro di sovente passano di li per rifornire la pescheria o il negozio di alimentari; oppure mettono a repentaglio le carrozzerie sia di chi prova a passare, sia delle macchine parcheggiate (da entrambi i lati).
In più, nonostante la sistemazione degli archetti abbia facilitato il compito dei pedoni e soprattutto di carrozzine e passeggini, in mezzo al marciapiede è stato collocato un pesantissimo bidone dell'immondizia, che di fatto rende vana la presenza degli archetti, perché un passeggino non riesce a passare se non scendendo dal marciapiede stesso.
Con l'approssimarsi della bella stagione ed il conseguente aumento del traffico e delle macchine in questa zona, Vi chiedo se sia possibile intervenire su tali problemi, almeno in uno dei seguenti modi:
- sistemazione corretta degli archetti di cui sopra
- rimozione del bidone dell'immondizia di cui sopra
- presenza costante e continua di un vigile urbano che faccia rispettare la segnaletica presente e ben indicata, liberando il lato sbagliato della strada, possibilmente per un periodo superiore ai 15 giorni in cui è stato presente l'estate scorsa, durante il quale la strada era straordinariamente ordinata.

Penso sia inutile sottolineare che le macchine abitualmente parcheggiate davanti ai box o nella zona riservata ai motorini in via calvisio, troverebbero spazi sufficienti, specie adesso, nel parcheggio dopo la scuola materna, aperto 2 anni fa.

Sempre per colpa del mio ruolo di genitore, vorrei inoltre sottolineare come il parco giochi dietro al bar paradiso, ottimo spazio per portare i bambini a giocare all'aperto senza paura del traffico, avrebbe bisogno di una maggior attenzione da parte degli addetti alla nettezza urbana, perché spesso è pieno di rifiuti lasciati durante la notte, oltre che di inevitabili foglie secche

Vi ringrazio per l'attenzione.


stasera torno a casa dall'ufficio e guardate cosa ho trovato:


che si muova qualcosa?

allora, ha ragione la patti?

03 maggio - heaven and hell

On top of the sky is a place where you go if you've done nothing wrong

heaven and hell - the who (Live at leeds - 40th anniversary edition)

lunedì 2 maggio 2011

02 maggio - una storia piccola

una media chiara, un mezzo bacio, un altro film

una storia piccola - graziano romani (storie dalla via emilia)

domenica 1 maggio 2011

la prima di aprile


  1. when worlds collide - neil young (fork on the road)
  2. my baby - tres mts (tres mts)
  3. huckleberry jam - brad paisley (play)
  4. pride (in the name of love) - u2 (the unforgettable fire)
  5. verso oriente - timoria & eugenio finardi (viaggio senza vento)
  6. speak to me - pink floyd (the dark side of the moon)
  7. down in the desert - thin white rope (the one that got away)
  8. nella giungla - francesco guccini (storia di altre storie)
  9. god’s country - ani di franco (official bootleg series sampler)
  10. everybody knows - leonard cohen (live in london)
  11. the day is done - ryan bingham (roadhouse sun)
  12. talkin’ bout a revolution - tracy chapman (tracy chapman)
  13. I looked away - derek and the dominoes (layla and other assorted love songs - deluxe edition)
  14. John Holmes (una vita per il cinema) - Elio e le storie tese (Emozioni fortissime - Roma 22-06-07)
  15. i treni a vapore - ivano fossati (dal vivo vol.3 - tour acustico)
  16. positively 4th street - bob dylan and tom petty (true confessions)
  17. hunger strike - temple of the dog (temple of the dog)
  18. I was in the house when the house burned down - warren zevon (life'll kill ya)
  19. better days - bruce springsteen (lucky town)
  20. hard candy - counting crows (hard candy)
  21. are you ready - calvin russell (contrabendo)
  22. carry on - crosby, stills, nash & young (deja vu)
  23. .
  24. .
  25. .
  26. .
  27. catapult - counting crows (recovering the satellites)
  28. white room - cream (wheels of fire)